Sogno dentro sogno

Sogno dentro sogno

di Nestor Halak

ComeDonChisciotte.org

Qualcosa è cambiato, a partire dal 2020 qualcosa è cambiato. Si ha un bel dire che nel passato c’erano già molti aspetti del presente. Sicuramente c’erano, è sempre così. Tuttavia ci sono delle date nella storia in cui la misura si colma e la quantità aumenta di quel poco che basta per arrivare ad una discontinuità, ad un salto di qualità. Da due anni a questa parte il mondo occidentale ha cambiato pelle, possono ora succedere cose che non potevano accadere prima: tutto sembra essere possibile, le persone sembrano non vedere più la realtà, essere prigioniere di sogni, passando dall’uno all’altro con sconcertante disinvoltura, senza mai riuscire a svegliarsi davvero.

Situazione da fine impero. L’informazione e l’intrattenimento sono ormai totalmente propaganda e molto ben fatta. Gli americani sono maestri di teatro, è la loro vera specialità. Creano sogni e la gente ci crede, gli pare di viverci dentro, non riescono a districarsene, gli si appiccicano alla pelle, ai vestiti. Tra non molto, noi ancora desti, saremo costretti ad ascoltare di notte, di nascosto, radio Mosca per avere un’idea di cosa sta succedendo al mondo, tutto il resto sarà fiction. Come in altri tempi accadeva con radio Londra.

L’ultima volta che sono stato a cena fuori con amici risale a quando vigeva la bizzarra regola che i “non vaccinati” dovevano stare all’aperto. La mia tecnica di risposta alle vessazioni è stata fin dall’inizio quella di ignorarle, se possibile, per cui tendo a sedermi e ad aspettare eventuali opposizioni che comunque devono farmi in faccia. Se li prevenite, facilitate loro il compito. Fateli lavorare. Roberto invece si presenta subito al cameriere chiarendo che “non tutti hanno il pass, perciò dobbiamo stare all’aperto”. Va da sé che già questo mi irrita non poco, perciò da allora ho declinato gli inviti. Ma ieri, il trivaccinato mi chiama di nuovo e mi chiede perché è così tanto che non ci vediamo. Perché non organizziamo una cena? Va bene, dico io, organizziamo. Lui suggerisce di stare all’aperto. Perché mai, ribatto, fuori fa freddo: o proviamo da qualche parte dove non siano troppo stupidi o organizziamo a casa. Ma non hai paura a stare al chiuso tu che sei senza vaccino? Mi chiede.

Forse pensa che me non vada nei locali per paura del virus e non per discriminazione legale? Forse è arrivato a capire che se i “vaccinati” sono protetti, il pericolo è solo per me? Se è così segue già una versione della narrazione rivista e corretta, quella della seconda stagione, potremmo dire, sebbene non l’ultimissimo grido che va in onda adesso. Ma cosa gli passa per la testa davvero? Quale grado di comprensione della realtà che gli sta attorno è in grado di esprimere? Dentro quale commedia, quale versione, quale sogno è adesso? Non seguo le fiction del telegiornale, perciò non lo so più. Devo dire che ci conosciamo da cinquant’anni e so che non è mai stato un’aquila, già a scuola non lo era, ma se allora sapevo grosso modo come interpretava il mondo, adesso non più.

“Hai visto cosa è successo in Ucraina?” “Certo che l’ho visto.” “Quel pazzo criminale di Putin ha scatenato la guerra!” “Ma non seguivi un posto al sole? Cos’è non lo fanno più? Ti sei messo a seguire un’altra telenovela?”

Le persone non ragionano, il contatto con la realtà si va assottigliando, sono sempre più virtuali, più connessi (alla propaganda), più inconsistenti, passano da un sogno all’altro, non si svegliano mai. Questi sogni glieli prepara la televisione. Sono sogni semplici, hollywoodiani, dove più che la trama contano gli slogan, l’emotività, gli effetti speciali. C’è sempre una cattivo e i buoni che lo contrastano e alla fine, dopo qualche peripezia, lo sconfiggono. La storia è sempre la stessa. Il cattivo non è tale per una ragione, non ci sono motivazioni, circostanze, precedenti, manovre, nulla: è cattivo perché è nato cattivo, punto. Nessuna complicazione nessun approfondimento, nessun dubbio. Sogni molto più semplici delle favole per bambini di una volta.

E da due anni a questa parte, sono sogni obbligatori, siamo tenuti a crederci, chi non lo fa è un pazzo, un eretico, un asociale, un perfido. Come Putin. A quanto pare tutti i problemi del mondo sono causati solo da questa percentuale del genere umano che nasce cattiva, forse per scelta divina, e ha la colpa di tutto il male. Lo so, qui il sofista obbietta, ma se nasce cattiva, è come se nascesse con la pelle nera, che colpa ne ha? Argomento di gran lunga troppo complesso per essere trattato da una soap opera, le cinque o sei trame hollywoodiane non lo contemplano, anzi è già eresia porsi una domanda del genere. Non verrebbe mai in mente a gente per bene. Ma come può una persona sveglia credere ai sogni? Una volta che hai visto la realtà, non si torna più indietro.

Roberto non è ancora uscito dal “grande contagio” ed è già entrato in “Hitler alla conquista del mondo”, senza svegliarsi, senza soluzione di continuità, le risposte ci sono già tutte, già pronte, le fornisce la televisione, le aveva già preparate in anticipo, tutt’al più aiuta una sbirciatina a qualche titolo di Repubblica o del Corriere, non c’è niente su cui riflettere, niente da pensare. Il grande contagio riprenderà in autunno, quando sarà tempo per la quarta dose. Allora ci sarà il riassunto delle puntate precedenti. Dov’è ora, Roberto, quella scritta che facesti alla lavagna: “la rivoluzione comincia dalle piccole cose”? Non eri rivoluzionario allora? Certo, ma erano tutti rivoluzionari, cantavi nel coro allora, canti nel coro adesso. Mirabile coerenza. Ma dove sono le piccole cose? Dov’è la rivoluzione? Adesso esci da un sogno televisivo per entrare in un altro. Sogno dentro sogno. La realtà fisica è marginale, irrilevante, superata, quel che conta è la rappresentazione. Quella che va in onda.

Da ragazzo leggevo fantascienza, soprattutto su Urania, romanzetti spesso dozzinali e mal tradotti, ma con un sacco di idee fantasiose. C’era il mondo inquietante di Dick, infiniti virus letali, infinite ipotesi di disastri, guerre, astronavi, distopie sociali. Tutti mi sembravano interessanti, ma in qualche modo che non saprei descrivere, fantastici, improbabili, impossibili da veder realizzati nel mondo in cui vivevo. Cerano solide mura di realtà tutt’intorno che, inamovibili, li negavano. I politici, per quanto corrotti, le istituzioni solide, le scuole, i sindacati, i lavori seri, la gente stessa con le loro occupazioni concrete li rendevano impossibili. Si poteva sognare tranquilli, perché le barriere di mio padre che doveva pagare il mutuo, dei marciapiede nuovi di periferia, del nuovo modello Fiat appena uscito, della stessa solidità del treno, ci proteggevano. Il telefono era fisso e nero e per usarlo occorreva andarlo a cercare, non era lui che ti correva dietro.

L’altro giorno, per caso, ho visto un programma del 1962 in bianco e nero su Rai Storia. Intervistavano un ergastolano a Porto Azzurro. L’ho paragonato con quelli che intervistano oggi in televisione, anche gente importante, dico, mica ergastolani. Non c’era confronto possibile. Vi giuro che parlava con più proprietà e diceva cose più sensate dei politici di oggi, dei virologi, dei politologi, dei litiganti professionisti. Col Ministro Di Maio non c’è proprio corsa, neppure se gli scrivono i discorsi. E sì che lui è ministro, non ergastolano.

Da due anni a questa parte la mia percezione della società in cui vivo è cambiata di molto. Mi pare che il demone dell’autodistruzione si sia infine impadronito del sistema. Chi comanda in conclusione a Washington? Satana in persona? Come possono portare avanti in tutto il mondo questa folle distruzione pandemica? Perché cercare la guerra in Ucraina? Cosa latrano di armi letali e sanzioni i cagnolini europei da dietro la rete? Non vedono che la guerra sarà soprattutto a carico loro? Perché soffiano sul fuoco che li distruggerà? Chi sono questi pazzi dementi al potere? Chi li possiede? E la gente, vacua, ipnotizzata, guarda dentro i telefonini e non capisce, crede di esportare la democrazia, quando a casa loro non sono padroni neppure del loro corpo fisico, quando non possono neppure lavorare senza un permesso specifico del governo.

Il mondo di Urania, che mi pareva fantastico, sta diventando sempre più vicino a quello in cui vivo. La società ha cessato di essere rassicurante e in fondo benevola, tutto l’immaginabile ha cominciato a profilarsi come probabile, anche l’impensabile, come una guerra atomica, anche l’assurdo come essere banditi dall’ufficio postale. Di questi tempi, il tuo telefono può rimproverarti, o farti la spia, come in un racconto di Philip Dick. La tua macchina è smart, e ti parla. Tutto pare diventare poco solido e può cambiare da un momento all’altro. L’occidente che prima mostrava altrove il suo volto feroce, è diventato l’assassino dei suoi stessi figli e le persone vivono nei sogni. Puoi scrollarle quanto vuoi, ma non si svegliano, solo passano ad un altro sogno, ad un’altra telenovela, ad un’altra emergenza. Aspettando il peggio.

Nestor Halak

Commenti (37)

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    1. Bertozzi 6 marzo 2022

      Si fa un po' di confusione tra sogni, realtà inventate o imposte, e desideri. Il sogno, e gli onironauti lo sanno bene, è rivelazione, è confronto con il proprio io più nascosto, è fare i conti con la propria ombra, è raggiungere un livello di coscienza che la sola realtà della veglia non consente. Non è la realizzazione di desideri in salsa americana. È usare quella famosa parte di cervello che abbiamo ma che quotidianamente non sappiamo usare. Chi ha studiato i sogni e la loro pratica - da non confondere con la freudiana o junghiana Interpretazione - è abituato a fare continui test di realtà per capire in che stato di coscienza si trova, se veglia o sogno. E questa lucidità si applica poi alle grandi o piccole situazioni della vita, con disincanto e durezza, ma anche gioia. Ecco, la lucidità nel sogno o nella realtà non è altro che disincanto e contezza, tutto il contrario dell'incanto tipico del sogno per come è spesso inteso.

      L'articolo mi ha anche suscitato questa considerazione, quando parla dell'ergastolano di una volta che parla meglio dei nostri politici: ho un paio di ragazzi cui do lezioni di chitarra che vengono sempre a lezione insieme, avranno 25 anni, un giorno guardando uno scaffale di libri mi dicono "oh ma lì hai letti tutti?" E vi dico, saranno stati due metri quadrati libri, niente di che,una roba normale. "Oh ma li hai letti tutti?'" ma questo sarebbe niente se non fosse che ieri si presenta solo uno a lezione e alla mia domanda su che fine avesse fatto l'altro mi ha risposto "eh impegni, sai com'è, la scuola..." Dico 'ah che facoltà fa?' e lui "matematica e fisica, ma non è che la fa, la insegna..." E mi racconta che col covid ecc c'è una carenza di personale che induce l'università a fare lavorare anche i neodiplomati. E in pratica oggigiorno abbiamo professori universitari che davanti a qualche decina di libri ti chiedono come hai fatto a leggerli tutti.

    1. GioCo 6 marzo 2022

      Molti anni fa, proprio qui, nel blog di CDC, scrivevo che la realtà che ci circondava era destinata ad essere sostituita esattamente da questo "sogno", che poi non è altro che l'effetto estetico (superficiale) della virtualità che è il meta-mondo, non confinato ne confinabile entro l'universo digitale, ma sconfinato dentro il nostro Mondo, quello reale e sarà sempre di più così. La confusione è destinata a cresce ancora moltissimo.
      Si potrebbe arrivare tranquillamente ad evere contemporaneamente una realtà oscena, infinitamente più depravata e orrenda dell'Inferno dantesco, tipo scenario apocalittico in atto, con masse che lo ignorano, esattamente come se non ci fosse.
      D'altronde non è mai stato diverso. La parola chiave in questo caso è "evasione". Un evasione virtuale ovviamente, nonché nuovo mezzo di ricatto futuro. Vuoi evadere? Eccoti pronto il Mondo idilliaco per te, dove tutto va bene ed è garantito perché virtuale.Se no rimani prigioniero della realtà e di nuovo ogni senso si rovescia, come in uno specchio.

    1. Icronic 5 marzo 2022

      Trasposizione realistica del capolavoro di Nolan, Inception

    1. LuxIgnis 5 marzo 2022

      Sogni ma anche bruschi risvegli.
      Un articolo di Marcello Siragusa:
      https://www.controinformazione.info/la-realta-e-una-la-guerra-esiste-e-fa-da-regolatore-finale-dei-conflitti/

    2. Papaconscio 5 marzo 2022

      Cito: "Il risveglio sarà brusco e non sarà per tutti. Perderemo pezzi consistenti per strada. Alcuni proprio fisicamente. Si dissolveranno senza avere capito nulla, con una espressione di incredulità incisa sul volto.
      E toccherà a chi rimarrà in piedi (sulle rovine?) prendere la fiaccola del vero spirito europeo, deturpata da anni di occidentalismo che con l’Europa non c’entra nulla, e, depurata la sua fiamma, posizionarla sull’altare della storia che verrà."

    3. ducadiGrumello 5 marzo 2022

      grazie, articolo molto ben scritto

    1. danone 5 marzo 2022

      Urania, Philip K. Dick, Asimov, Heinlein e tanti altri, hai mai pensato Halak che forse è proprio l'aver esplorato questi mondi, che ci sta "salvando" le poche capacità cognitive che ci sono rimaste, dall'affogamento dentro questo mare in catalessi?
      Anch'io leggevo molta fantascienza da ragazzo, mi serviva per evadere dal mondo noioso e un pò asfissiante della mia quotidianità di studentello un pò incompreso di quel tempo.
      Tu invece scrivi che il mondo della quotidianità concreta, quel mondo dove tuo padre pagava il mutuo, ti dava una certa sensazione di sicurezza, e il volo di fantasia che facevi, lo apprezzavi di più, perchè sapevi che saresti ritornato ad un mondo certo e solido, mentre io, all'opposto tuo, proprio perchè sapevo di tornare dentro un mondo chiuso e predeterminato nel suo limite concreto, non sarei mai più rientrato dai miei viaggi immaginari, stimolati dai quei pazzi narratori-visionari eroi, che scrivevano su Urania.
      Comunque entrambi abbiamo viaggiato molto in questi mondi paralleli ed improbabili e siamo sempre ritornati più arricchiti, indubbiamente.
      E forse è proprio questo che fa oggi la differenza fra noi normali e gli ipno-sauri sapiens sapiens, che ci grufolano tutt'intorno.
      Chissà se quegli amici e conoscenti, su cui ci interroghiamo adesso su cosa pensano, hanno mai fatto queste esplorazioni nel loro immaginario, forse no, non lo hanno fatto, o forse non lo hanno potuto fare, nemmeno mi interessa saperlo sinceramente, comunque il risultato poco cambia, quando la realtà diventa fantascienza, chi è pratico di fantascienza naviga e tiene la rotta ancora meglio, e questa è scienza, non fantascienza.

    2. LuxIgnis 5 marzo 2022

      In poche parole la curiosità, lo stupore.

      Chi cerca continui a cercare. E quando avrà trovato si stupirà. E quando sarà stupito si meraviglierà, e regnerà sul Tutto.
      Vangelo di Tommaso.

    3. Nestor Halak 5 marzo 2022

      Tendo a pensare che un certo tipo di personalità legga fantascienza a quindici anni piuttosto che la fantascienza formi queste personalità, ma sicuramente c'è anche questo tipo di ritorno.
      Anch'io amavo il fantastico e trovavo l'ordinario abbastanza noioso, tuttavia la realtà forniva anche un'ancora di salvezza dal lato oscuro della faccenda.
      Devo dire che, anche se spesso mi sarebbe piaciuto, il meraviglioso il numinoso (il terribile anche),non mi si è mai presentato davvero, contrariamente a quello che probabilmente è avvenuto per Dick.
      Anzi l'argomento della mancanza del numinoso nella vita mi ha interessato tanto da scriverci su qualcosa.
      Penso comunque che averne lette tante di ipotesi possibili, specie su virus e distopie (anche se allora questo termine non usava), possa aiutare a farsi un'idea del presente.
      Mi torna in mente un esempio: si chiamava "l'incubo dei Syn" e narrava, se ben ricordo, di una società invasa da malvagi androidi indistinguibili dagli umani se non per una speciale onda cerebrale rilevabile attraverso un tampone, pardon, attraverso un esame a cui veniva sottoposta periodicamente tutta la popolazione, perché l'onda non sempre si presentava.
      Una volta individuato, l'androide veniva eliminato, perciò l'esame era fonte di terrore per tutti.
      Alla fine si scopre che non c'era nessun androide e che l'onda, era presente in tutti gli umani, ma solo talvolta...

    1. gix 5 marzo 2022

      Forse non abbiamo considerato abbastanza il fatto che magari è vero, ci sono sempre più indizi che siamo noi i veri creatori del nostro universo, come dice Malanga. Noi sognamo certo, e per considerare un sogno che non abbiamo il coraggio di vivere nella realtà tendiamo a credere che ci venga imposto o suggerito da altri, ma in fondo si tratta dei sogni che ognuno di noi potrebbe fare anche in condizioni di normalità appena un pò disturbata da qualche influsso esterno perturbatore. In pratica assistiamo ad una realtà che potremmo tranquillamente considerare un nostro sogno premonitore o comunque una rappresentazione fantastica verosimile, che non abbiamo però il coraggio di considerare come una nostra possibile emanazione. Siccome i sogni in fondo altro non sono che una rielaborazione della realtà per tentare di comprenderla e, se possibile, trovare delle soluzioni alla apparente irrazionalità della stessa, ecco che si fa fatica oggi, con le situazioni estreme che stiamo vivendo, a comprendere dove finisce il sogno e dove comincia la realtà. E' come un cerchio chiuso, dove la maggior parte non è in grado di soffermarsi a ragionare su chi ha iniziato per primo, ovvero se sono stati gli altri oppure se siamo stati noi con la nostra immaginazione, ma in entrambi i casi potremmo essere stati noi stessi a creare una simile realtà e la vera paura sta nel doverlo ammettere per l'appunto a noi stessi. Perchè è dura constatarlo, ma questo mondo lo abbiamo creato noi, se non direttamente, almeno con la nostra ignavia e con il nostro rifiuto di affrontare le situazioni e i misteri della vita, non è certo tutta colpa dei poteri forti, almeno non completamente.

    2. Arian Van Heisen 5 marzo 2022

      " Perchè è dura constatarlo, ma questo mondo lo abbiamo creato noi, se non direttamente, almeno con la nostra ignavia "

      No.... forse con la sua ignavia...!
      non ci sto, alle facili generalizzazioni che sono sempre sbagliate come tutti colpevoli nessun colpevole .

    3. gix 5 marzo 2022

      Stiamo parlando del sogno e della realtà, gentile arian e quindi mi ci sono messo dentro anche io. Ma io sto sul pezzo da un bel pò, e nel mio piccolo credo di aver fatto qualcosa di buono, per quanto in mio potere. Lei puo dire altrettanto?

    4. Arian Van Heisen 5 marzo 2022

      Le frasi hanno un significato preciso i sogni possono essere interpretati , quindi mettiti d' accordo con te stesso ed evita di generalizzare.

    5. gix 5 marzo 2022

      Bene, sono contento per lei. Ma ora le diro un'altra cosa spiacevole, almeno dal suo punto di vista. Ammesso che sia vero che ci sia una parte di umanità che non merita di essere considerata amorfa poichè consapevole e cosciente, quindi non sarebbe il caso di generalizzare per costoro, come dice lei, ebbene se questa parte non è in grado di rendere il mondo un posto migliore, forse vuol dire che non fa abbastanza per far si che ciò accada. A proposito, se vuole interloquire con me moderi i toni, sennò stia pure alla larga.

    6. Arian Van Heisen 5 marzo 2022

      Signor Lei ...la informo che è su un sito pubblico e siccome non ho offeso nessuno non ho niente da moderare, ho solo contestato le sue generalizzazioni, poi se non accetta il contraddittorio eviti lei di rispondere .

    7. gix 6 marzo 2022

      Il sito è pubblico certo, lo frequento da qualche anno, e mi pare anche di averti risposto in maniera educata. Se non ti piace il lei (chissà, magari per motivi e ricorsi "storici"), possiamo passare ad un molto più produttivo "tu", per dirti che in effetti, se ti inalberi tanto al semplice sentire la parola ignavia, senza alcun riferimento personale, vuol dire che dentro di te è un tasto dolente, che meriterebbe una riflessione approfondita. Comunque, caro ariano, eccomi quà, per il contraddittorio mi pare che la mia parte l'ho fatta, vedi un pò tu, altrimenti saluti definitivi.

    8. Arian Van Heisen 6 marzo 2022

      " A proposito, se vuole interloquire con me moderi i toni, sennò stia pure alla larga.
      Comunque, caro ariano"

      Signor Gix, pare che abbia una personale opinione sulle maniere educate ...!
      per il resto nessun inalberamento solo e ripeto :
      (No…. forse con la sua ignavia…!
      non ci sto, alle facili generalizzazioni che sono sempre sbagliate come tutti colpevoli nessun colpevole .)

      Precisando viste la tua tendenza enantiosemista, che : ( forse con la sua ignavia…! ) esprime solo un dubbio mentre tu hai espresso certezze generalizzando .

      Termino , forse Arian e Gix provengono da ambienti diversi.....: nel mondo di Arian storpiare i nomi è indice di maleducazione per Gix magari no .

    1. Arian Van Heisen 5 marzo 2022

      " Situazione da fine impero. L’informazione e l’intrattenimento sono ormai totalmente propaganda e molto ben fatta. Gli americani sono maestri di teatro, è la loro vera specialità. Creano sogni e la gente ci crede, gli pare di viverci dentro, non riescono a districarsene, gli si appiccicano alla pelle, ai vestiti. "

      Infatti si affidano ai Clown dello Spettacolo , Zelinski Berlusconi Regan Swarzenegger .... L' impero della menzogna fondato sull' inganno ed il Debt. convinti che nessuno prima o poi gli presentasse il conto.

    1. R66 5 marzo 2022

      Spesso mi trovo a riflettere sulla posizione altrui in relazione alla mia: vorrei che capissero per un mio vantaggio?
      Domanda che si dovrebbero fare tanti pseudo paladini.

      Io mi rispondo di no, non vorrei che lo facessero per contribuire a formare il mio mondo ideale, anzi in realtà non vorrei neanche che lo facessero.

      Detto così sembra paradossale, me ne rendo conto, ma ciò non significa che desidero l'inverso, ossia che rimangano all'oscuro, sto parlando della mia non volontà di pretesa.

      Forse non è il loro momento, forse non è il loro percorso, forse hanno necessità dell'impatto o forse non ci riuscirebbero in ogni caso.
      Tutto ciò non è un mio problema, non sono un paladino, nessuno lo è, siamo eventi, fasi che passano, ad ognuno poi goderne e farne tesoro o meno.

      Il mio percorso, come quello di tutti tra l'altro, non è legato da alcuna dipendenza, in caso contrario si sta abbracciando la logica del "nemico" in nome di un proprio giusto.
      In tanti stanno camuffando il proprio volere da benessere sociale.

    2. Nestor Halak 5 marzo 2022

      Sono sempre stato piuttosto tollerante circa le opinioni altrui, anche se mi sembravano sciocche. Negli ultimi due anni lo sono meno.
      Quelli che credevano alla storia di Bin Laden, il "compound" di Abbottabad, il funerale in mare, più che irritarmi mi facevano sorridere. Mi veniva da dire: ma no, ma dai, ma su!
      Ora è diverso: percepisco il pericolo personale.
      Certo che vorrei che capissero per mio vantaggio (che poi sarebbe anche il loro), questi coglioni!
      Così potrei entrare all'ufficio postale e magari non passare una vecchiaia in miseria.
      Umano, direi. Molto umano.

    3. R66 6 marzo 2022

      Lasciando stare le limitazioni materiali, credi di non aver avuto niente da quest'ultimo periodo?
      Solo privazioni?
      Io non lo scambierei per niente altro, nel mentre sta sfumando la rozza rabbia iniziale, mi sto rendendo conto di quanto è stato ed è prezioso.

    1. Eugiorso 5 marzo 2022

      In molti casi la letteratura di anticipazione scientifica, pur utilizzando a volte nozioni scientifiche (appunto) o evoluzioni possibili delle stesse note nel suo presente e/o supponendo avanzamenti scientifici e teconlogici veri e propri non ancora realizzati, mostra mondi e realtà peggiori del presente in cui si vive ... come nel caso di Philip Dick.
      Non credo che questo sia un caso, perché l'avanzamento tecnologico e scientifico (che non è mail collettivo, mai è per tutti!) in genere non si accompagna a una vera evoluzione dell'uomo, ma troppo spesso a una diminuzione dell'essere umano, creando contraddizioni fortissime e lasciando spazio a poteri totalitari feroci, esattamente come quello che oggi domina il cosiddetto occidente ... e si appresta a dominare il mondo, Russia permettendo.

      Cari saluti

    1. JA 5 marzo 2022

      E già si sa da chi è controllata la più grande fabbrica degli incubi porcini dei weinsteiniani: Holly-wood.
      Notare lo stesso modo subumano in cui tutti quegli eletti prima o poi finiscono: Strauss-Kahn, Epstein,... O, probabilmente, una volta presi si manifesta tutta la loro natura sotto animale che nascondevano
      https://www.google.com/search?source=univ&tbm=isch&q=weinstein+oggi

    1. LuxIgnis 5 marzo 2022

      La vita è un play, recita, gioco. Se non scopri e reciti la tua parte, qualcun altro ti darà una parte da giocare. Bella o brutta non sarà la tua. Se non vivi i tuoi sogni qualcun altro ti farà vivere il suo.
      E solo uscendo fuori dal teatro puoi vedere chiaramente, qual è tuo e quale no.

    2. Nestor Halak 5 marzo 2022

      Mi fa venire in mente una battuta non ricordo di chi: la società che non vuole mantenere un proprio esercito, finisce per mantenere quello di qualcun altro.

    1. uparishutrachoal 5 marzo 2022

      Alla fine, quando il sogno si trasforma in incubo..c'è il risveglio o la morte..tertium non datur, la vita reale pone alcuni paletti insopprimibili: gli incubi finiscono..o bene o male.

    2. Bertozzi 6 marzo 2022

      I maestri di sogno lucido considerano gli incubi delle vere benedizioni in quanto, se accolti a dovere, favoriscono la lucidità molto più dei sogni belli.

    1. Papaconscio 5 marzo 2022

      Si passa di delirio in delirio, in una ossessiva, isterica, martellante fobia, risucchiati in un gorgo di odio, una situazione molto simile, credo, a quelle che precedettero la 1° e la 2° GM. Facile passare da una condizione di sogno indotto a una di morte indotta. Quello che sta per arrivare farà sembrare la pandefuffa un insipido antipasto. Inutile distogliere lo sguardo, meglio affrontare la realtà da svegli

    2. uparishutrachoal 5 marzo 2022

      Forse la bomba atomica è stata la più grande operazione di pace della storia dell'umanità: credo che la paura della sua esistenza possa contrastare anche gli istinti più balordi, convogliando l'istinto di morte verso se stessi..arrivando a negare l'ingresso ai supermercati non per cause sanitarie, ma per la povertà dei possibili clienti..
      Stanno tutti impoverendosi a vicenda con tenace fanatismo..verso la distruzione finale.
      Parlo soprattutto dell'Europa..ma chi ben incomincia è a metà dell'opera..e presto arriverà anche quella mondiale..

    1. ducadiGrumello 5 marzo 2022

      Sono anni - anche se la sensazione si è ovviamente acuita negli ultimi due - che la lungimiranza di Philip K. Dick mi lascia stupefatto. O era un genio o sapeva qualcosa, io propendo per la prima

    2. LuxIgnis 5 marzo 2022

      Penso anch'io che Dick era un genio. Era una persona libera e quindi acuta che non ha avuto paura di spingersi oltre.
      Da ricordare particolarmente i suoi ultimi romanzi: la trilogia di Valis.

    3. Nestor Halak 5 marzo 2022

      O forse era un pazzo, preda di mille paure e proprio per questo vedeva oltre il velo.

    4. LuxIgnis 5 marzo 2022

      Si. Genio e pazzia vanno spesso a braccetto.
      D'altronde come si fa a non essere pazzi se si vuol andare oltre al velo. E' la "normalità" stessa che ti dice che tu sei pazzo a voler cercare la verità.

      P.S. abusava di anfetamine.

    1. Rnamessaggero 5 marzo 2022

      Figurati se i ceceni entrano in Italia, tempo due ore l' attuale maggioranza te la ritrovi prona verso la Mecca. 77 anni di sottomissione ignavo illusa, agli sterminatori americani di popoli deboli, non lasciano spazio al carattere.

    2. mago 5 marzo 2022

      ma quanto tempo Putin impiegherebbe da Milano a Napoli contrastato dal nostro esercito ?

    3. Rnamessaggero 5 marzo 2022

      Se partono da Milano arrivano a Napoli ingrassati, sai in quanti li inviterebbero a pranzo ?

    4. mago 5 marzo 2022

      battuta da oskar...mi sto sganasciando.

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