Socrate: maestro dell’arte di smascherare gli idioti (Condannato, ieri con la cicuta, oggi con gli hashtag)

Socrate: maestro dell’arte di smascherare gli idioti. (Condannato, ieri con la cicuta, oggi con gli hashtag)

Di Luisa Paratore, betapress.it

C’è chi nella vita inventa qualcosa di utile: la ruota, la bussola, la penicillina. E poi c’è Socrate, che non inventò nulla di tangibile ma rese immortale la più crudele delle arti: mettere a nudo l’ignoranza altrui con la delicatezza di un boia gentiluomo. La sua filosofia non è fatta di trattati, scuole o manuali: è una disciplina da arena.

E il campo da gioco era la piazza di Atene, dove smontava la gente pezzo dopo pezzo, lasciandola nuda di certezze e vestita solo di imbarazzo.

Il suo slogan pubblicitario, “so di non sapere”, ha resistito a secoli di interpretazioni, ma resta un colpo di genio retorico: ammettere la propria ignoranza come punto di partenza, ma trasformarla in un’arma.

Una specie di trappola dialettica in cui il vero ignorante non era mai lui, ma l’altro, quello che osava sentirsi sapiente. Oggi lo chiameremmo “gaslighting filosofico”.

Allora lo chiamarono “sapienza”.

La sua tecnica preferita era la maieutica, ovvero il parto delle idee. Non che fosse un ginecologo del pensiero, ma certo aveva l’abitudine di tormentare gli interlocutori fino a farli partorire, tra sudore e imbarazzo, la consapevolezza di non sapere nulla. Se gli si chiedesse un parallelismo moderno, potremmo immaginarlo come il più feroce dei conduttori televisivi, capace di incalzare l’ospite fino a trasformare un dibattito in una gogna. Socrate non aveva bisogno di share: aveva già tutto il pubblico dell’agorà.

Sul piano etico, il filosofo sosteneva che nessuno compie il male volontariamente: il male è solo frutto dell’ignoranza. Un’idea raffinata e consolatoria, se non fosse che, applicata al quotidiano, rischia di sembrare una barzelletta. Se qualcuno ti deruba, secondo Socrate, non è cattivo: semplicemente non sa che rubare è male.

La prossima volta che vi svaligiano casa, provate a pensarci: magari vi sentirete parte di un esperimento filosofico.

Eppure, dietro queste provocazioni si nascondeva un principio serio: per Socrate, sapere il bene significa farlo. La conoscenza è virtù, l’ignoranza è vizio. Il problema è che questo rendeva lui non un filosofo, ma un fastidioso specchio: avvicinarti a Socrate significava vederti riflesso come più stolto di quanto credessi.

E, si sa, nessuno ama gli specchi che non lusingano.

Il suo destino era scritto: Atene non poteva tollerare troppo a lungo un uomo che minava le fondamenta dell’orgoglio collettivo. Così lo accusarono di “corrompere i giovani” e di “non rispettare gli dèi”. Due capi d’imputazione che, tradotti, suonano come: “ci stai rendendo ridicoli”.

Perché in fondo, Socrate non fu condannato per ciò che pensava, ma per ciò che faceva: mettere in imbarazzo gli altri. Un crimine che, oggi come allora, resta il più imperdonabile.

Bevve la cicuta con calma olimpica, come se stesse partecipando a una degustazione, e consegnò all’umanità un epitaffio in forma di metodo: non la certezza, ma il dubbio.

Non la verità, ma la ricerca della verità. Un lascito pericoloso, che infatti ancora oggi fa tremare chi preferisce slogan facili e risposte immediate.

E qui arriviamo al presente. Che fine farebbe Socrate oggi? Non verrebbe processato dall’Areopago, ma dalla piazza virtuale dei social. Sarebbe denunciato come “hater”, flaggato come “fake news”, linciato a colpi di hashtag.

I suoi interlocutori, smascherati, lo accuserebbero di “offendere la sensibilità” e partirebbero petizioni online per metterlo a tacere. La cicuta, al confronto, sarebbe sembrata un atto di clemenza.

La verità è che Socrate non appartiene al passato, ma al nostro tempo più di quanto immaginiamo.

Perché se allora disturbava la democrazia ateniese con le sue domande corrosive, oggi disturberebbe la nostra società con lo stesso strumento: il dubbio. E il dubbio, si sa, è la sostanza di cui si nutre la libertà.

Ecco perché, a distanza di duemila quattrocento anni, non ricordiamo i suoi accusatori, ma solo lui. Perché ci ha lasciato la consapevolezza che la conoscenza non si possiede: si rincorre, e chi dice il contrario è già caduto nella sua trappola.

In fondo, il suo vero insegnamento è questo: non temere di non sapere, ma temi chi è convinto di sapere tutto. Quelli, ieri come oggi, sono i veri pericolosi.

Di Luisa Paratore, betapress.it

25.08.2025

Fonte: https://betapress.it/socrate-maestro-dellarte-di-smascherare-gli-idioti-condannato-ieri-con-la-cicuta-oggi-con-gli-hashtag/#

Commenti (6)

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Mostra commenti 6 caricati
    1. lazarovici 8 settembre 2025

      Un dipendente di una banca di Bolzano, dietro una carriera irreprensibile terminata con una richiesta di pensione anticipata, avrebbe accumulato - secondo le denunce delle sue vittime, imprenditori e commercianti locali - fondi che gli erano stati dati per investimenti per poi rendersi irreperibile.
      I clienti, pochi e selezionati perché molto facoltosi, avrebbero affidato all'uomo in totale circa 20 milioni, secondo la ricostruzione del quotidiano Alto Adige confermata dai legali di alcuni di loro al lavoro sul caso.
      Nulla si sa, nemmeno un vago indizio, su dove sia finito il bancario e i soldi di chi si è fidato di lui per farli fruttare, forse all'estero in qualche paradiso fiscale dove la possibilità di essere estradato in Italia è remota.
      Le indagini, per una vicenda definita dai legali delle vittime come “estremamente complessa da ricostruire”, sono in corso e affidate alla procura di Bolzano.

    1. SOD 7 settembre 2025

      Chi ha capito gia' tutto, in realta' non ha capito niente di quello che conta

    1. Martin 7 settembre 2025

      Non serve a niente parlare di Socrate

    1. lazarovici 7 settembre 2025

      Socrate infilava il membro tra le cosce dei ragazzi, soprattutto di Alcibiade (pare). Certo non c'era penetrazione, era un compromesso, ma per me lui resta un pederasta. L'Ecclesiaste scrive che a troppa conoscenza genera dolore, io dico che genera anche perversione.

    1. gix 7 settembre 2025

      Quelli convinti di sapere tutto hanno tirato per la giacchetta persino Dio, nel corso dei secoli e anche recentemente. Come abbiano fatto a sapere che Dio era dalla loro parte rimane un mistero, ma basterebbe questo per smascherare la loro idiozia. Oggi chiedono il consenso scritto, oltre che forzato. Un consenso obbligato, oltre che essere una contraddizione in termini, dovrebbe bastare a individuare qualsiasi idiota che lo richiede, eppure, a quanto pare, non è ancora sufficente. L'umanità non è ancora pronta, anche davanti all'evidenza della palese idiozia.

    2. SOD 7 settembre 2025

      completamente d'accordo..non siamo ancora pronti. Poi i sapientoni fioccano sempre

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