Smascherare le firme false del MEK

La verità dietro la controversa dichiarazione di 560 parlamentari e la protesta formale del Parlamento europeo.

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Di: Alireza Niknam

Nei giorni scorsi, il sito web ufficiale del Mujahedin-e Khalq (MEK), un noto gruppo terroristico, ha pubblicato una dichiarazione in cui rivendica il sostegno di 560 parlamentari britannici. Questa affermazione, promossa nell'ambito di una campagna propagandistica, mira a dipingere il MEK come un gruppo di opposizione legittimo e popolare. Tuttavia, un esame più attento rivela un preoccupante schema di falsificazione, inganno e uso improprio dei nomi dei politici. Non è la prima volta che il MEK ricorre alla falsificazione di firme o all'uso improprio dell'identità di funzionari. Infatti, il Parlamento europeo ha esplicitamente messo in guardia contro tali pratiche ingannevoli in una risoluzione formale approvata nel 2023.

Uno scenario riciclato in una nuova confezione

Il MEK cerca da tempo di presentarsi come influente raccogliendo e pubblicizzando i nomi di politici che lo sostengono. Nella sua mossa più recente, il gruppo ha affermato che 560 legislatori del Regno Unito hanno firmato una nuova dichiarazione a suo sostegno. A prima vista, questo numero può sembrare impressionante, ma un esame dei precedenti del MEK e delle risposte ufficiali europee rivela una verità più amara: una diffusa falsificazione delle firme e la manipolazione dei media.

Protesta ufficiale del Parlamento europeo contro le tattiche ingannevoli del MEK

Nel luglio 2023, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione intitolata “Raccomandazioni sulla revisione delle norme del Parlamento europeo in materia di trasparenza, integrità, responsabilità e lotta alla corruzione”. Nella sezione U della risoluzione P9_TA(2023)0292 (riferimento ufficiale: eur-lex.europa.eu/eli/C/2024/4011/oj/eng), il Parlamento ha affrontato direttamente la condotta scorretta del MEK, affermando:

“considerando che i Mujahideen iraniani, un'organizzazione accusata da Human Rights Watch di intimidire, torturare e talvolta uccidere membri della diaspora iraniana, hanno utilizzato pratiche aggressive e losche per incontrare i deputati europei, anche nascondendo la loro reale affiliazione; considerando che i deputati europei sono stati inclusi da questa organizzazione come cofirmatari di lettere che non avevano cofirmato o nominati come co-organizzatori di conferenze che non avevano mai approvato; considerando che sono stati registrati utilizzando oltre 45 pseudonimi diversi, quali “MEK”, “NCRI”, “ISJ”, “APA”, al fine di fuorviare i membri del Parlamento europeo e il Registro per la trasparenza;”.

La risoluzione rivela inoltre che il MEK ha utilizzato più di 45 nomi e identità falsi o fuorvianti per ingannare i membri del Parlamento europeo e manipolare il Registro per la trasparenza dell'Unione europea. Ciò rappresenta un livello di inganno senza precedenti nella storia delle attività di lobbying nell'UE.

Una lunga storia di falsificazioni e lobbying corrotto

Negli ultimi dieci anni, il MEK ha ripetutamente utilizzato organizzazioni fittizie e ONG di copertura in vari paesi per promuovere un'immagine falsa dei diritti umani. In Canada, rapporti investigativi hanno identificato decine di entità “caritative” o “umanitarie” che fungono da copertura per le attività finanziarie e di propaganda del MEK. In Europa, il gruppo ha pagato ingenti somme a politici in pensione e ha assunto intermediari per falsificare dichiarazioni e generare una copertura mediatica favorevole. Inoltre, le indagini condotte dalle agenzie di sicurezza di diversi paesi europei hanno scoperto che il MEK utilizza affiliazioni nascoste per espandere la sua influenza politica. Negli ultimi anni è stato rivelato che organizzazioni apparentemente “indipendenti” che sostenevano il MEK erano in realtà gestite da ex membri o rappresentanti finanziari del gruppo.

Testimonianze di informatori e rivelazioni di addetti ai lavori

Durante i recenti procedimenti giudiziari in Iran sui crimini del MEK, diversi ex membri hanno testimoniato che i funzionari del MEK hanno ripetutamente chiesto loro di presentare dichiarazioni politiche precompilate a nome di vari personaggi pubblici. Alcuni hanno persino affermato che l'organizzazione aveva accesso alle firme digitali e scannerizzate di legislatori europei.

Un disertore ha dichiarato:

“A Camp Ashraf, un'unità mediatica aveva il compito di raccogliere firme digitali da lettere pubbliche e inserirle in dichiarazioni che non sono mai state effettivamente rilasciate dagli autori originali”.

Queste pratiche confermano la natura sistematica della frode delle firme da parte del MEK.

Agende nascoste dietro la falsa dichiarazione

Dichiarazioni come quella recente intitolata “A sostegno della rivolta del popolo iraniano” o “Riconoscimento dell'opposizione democratica” sono solo strumenti utilizzati dal MEK per ripulire la propria immagine nei media occidentali e riottenere l'accesso alle lobby. Con il diminuire del sostegno e dei finanziamenti internazionali, il MEK cerca di apparire attivo e influente. Queste dichiarazioni mirano anche a creare pressione psicologica sulle istituzioni iraniane dando l'illusione di una legittimità internazionale, un'illusione che contraddice chiaramente i fatti riportati dai media indipendenti e dalle organizzazioni per i diritti umani.

Implicazioni legali e reazioni dell'opinione pubblica

Falsificare firme e attribuire falsamente appoggi politici non solo è immorale, ma comporta anche gravi conseguenze legali. In alcuni casi, i legislatori i cui nomi sono stati utilizzati senza autorizzazione hanno presentato denunce formali e chiesto la rimozione dai registri. Inoltre, fornire informazioni false al Registro per la trasparenza dell'UE potrebbe comportare sanzioni alle attività di lobbying del MEK e portare al divieto di contattare i membri del Parlamento europeo, cosa che sembra già essere in corso, date le reazioni negative di alcuni funzionari europei.

L'affermazione del MEK di ricevere il sostegno di 560 legislatori britannici non solo è infondata, ma è anche un chiaro esempio di falsificazione e manipolazione sistematica. Ciò che il gruppo promuove attraverso i suoi media è più simile a una performance propagandistica orchestrata che a un vero movimento politico. La protesta formale del Parlamento europeo, le testimonianze di ex membri e l'ampia documentazione indicano tutti una realtà innegabile: il MEK è sempre più isolato e screditato sulla scena internazionale. È ora che i media e l'opinione pubblica esaminino con maggiore criticità le false narrazioni del MEK e respingano una volta per tutte le sue tattiche di lobbying fraudolente.

Di Alireza Niknam

20.05.2025

Alireza Niknam: Reporter e ricercatore nel campo dei gruppi terroristici, in particolare il gruppo terroristico di Mujahedin-e Khalq (MEK). Ha conseguito una laurea in scienze politiche presso l’Università di Teheran e scrive articoli per diverse agenzie di stampa internazionali. Oltre al giornalismo è commentatore politico e consulente del TerrorSpring Institute nel campo dell’antiterrorismo.

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