Siria: ciò che nessuno dice

Questa è la testimonianza di un siriano che ha combattuto per il suo Paese e il suo popolo e che ora subisce la più terribile delle sconfitte.

Siria: ciò che nessuno dice

Di Lorenzo Maria Pacini, strategic-culture.su

Questo articolo nasce da una conversazione avuta con un vecchio amico, comandante delle forze armate siriane, il cui coraggio era apprezzato e riconosciuto in tutto il Medio Oriente. Un vero socialista d'altri tempi, che non ha mai avuto paura di dire la sua e che, nonostante le contraddizioni e le diverse visioni politiche, non ha mai tradito il suo Paese e il sostegno al suo governo.

Poiché non ha piacere di rivelare il suo nome, essendo ancora impegnato in attività istituzionali all'estero, lo chiameremo con il suo nome di fantasia Ram. Che si condivida o meno le sue parole, questa è la testimonianza di un siriano che ha combattuto per il suo Paese e il suo popolo e che ora subisce la più terribile delle sconfitte della vita.

Il ricongiungimento con Ram

Nello studio privato di Ram si respira un'aria di vita vissuta fino in fondo. Alle pareti sono appesi diversi dipinti di paesaggi siriani, insieme ad alcune invocazioni coraniche e a terrecotte che ricordano le battaglie a cui ha partecipato. Sulla libreria si intravedono alcuni vecchi libri in arabo e molti manifesti di documenti in varie lingue. Qua e là ci sono fotografie ormai sbiadite di uomini in uniforme mimetica nel deserto. Guardando verso l'ingresso, una bandiera siriana con il volto di Bashar al-Assad ancora piena di polvere, sporcizia e qualche strappo, come se fosse stata presa dal campo di battaglia e subito messa sul pennone. Al centro, la foto di suo padre, un uomo arabo saggio e di bell'aspetto, con sopra una kefiah nera a lutto.
Ci conosciamo da anni: Io un ragazzo che leggeva i classici della geopolitica e guardava il mondo con il desiderio di capirlo, lui un combattente che aveva vissuto situazioni incredibili e si era ritirato a vita privata, continuando a lavorare per il suo Paese in altri modi, lontano dai riflettori. Mi piaceva ascoltare gli aneddoti che ogni volta tirava fuori dalla memoria, era come immergersi in un mondo diverso, quasi inverosimile per quanto era “altro” dall'Occidente. Soprattutto, un mondo in cui la guerra, la lotta per la libertà e una diversa situazione politica non erano qualcosa di lontano decenni, ma eventi freschi le cui cicatrici erano ancora aperte e sanguinanti.

Ha sempre avuto un grande rispetto per me e per il mio sostegno alla causa siriana, ed è per questo che mi ha permesso di incontrarlo. Mi accoglie con il calore, il rispetto e la profondità che appartengono al popolo siriano, famoso da millenni per la sua capacità di accogliere e integrare. Mi offre un caffè lungo e iniziamo a parlare.
“Ram, cosa ne pensi? Gli chiedo.
La felicità del nostro incontro scompare improvvisamente. Il suo volto diventa serio e la sua testa si inclina, come se stesse pensando profondamente. Dopo qualche secondo, alza lo sguardo: Non l'ho mai detto a nessuno. Forse è arrivato il momento di raccontare quello che so, quello che ho visto”.
Quella che segue è la sua testimonianza, consegnatami con grande emozione e dolore palpabile dalla prima all'ultima parola.

Sapevamo già tutto

Quello che è successo non se lo aspettava nessuno, tranne chi, come me, aveva intravisto la trama degli eventi già nel 2011 e forse aveva avuto anticipazioni da contatti fidati. Sapevamo già tutto. Sapevamo che Bashar al-Assad stava preparando qualcosa con i governanti di altri Paesi, organizzando la sua uscita di scena nel momento in cui il sostegno in Medio Oriente fosse crollato o le cose si fossero messe male”. La serietà della conversazione non ammette ironia o sarcasmo. Ram è serio e cerca di farmi capire la gravità delle sue parole, confidando nella mia professionalità e nella fiducia che ci lega.
La tesi che sostiene e che mi spiega con molti dettagli, alcuni dei quali non posso riportare per la delicatezza delle informazioni citate, è che Bashar al-Assad era troppo amico degli occidentali: la moglie banchiera, le cene nel Regno Unito, l'odore di massoneria, una certa passività di fronte alla corruzione dei politici e degli alti gradi delle forze armate. Troppi elementi che non piacevano a molti siriani e che già nel 2000, quando era salito al potere, avevano suscitato sospetti e delusioni in chi, come Ram, aveva rischiato la vita per la rivoluzione.

Gli eventi del 2011-2013, la rivolta interna, il terrorismo jihadista, sono stati tutti conseguenze di errori precedenti. Assad aveva strizzato troppo l'occhio all'Occidente... ma anche all'Oriente. Alla Russia, per esempio. Confesso di averci creduto, di averci sperato. Putin poteva davvero fare la differenza. Non mi sono mai fidato di nessun altro governante, ma l'ho fatto, perché aveva davvero fornito un aiuto essenziale per sconfiggere il terrorismo e aveva garantito alla Siria almeno un minimo di sicurezza internazionale”, mi dice, esplorando i suoi tanti ricordi. Ma non è servito, perché anche la Russia era coinvolta nell'accordo. Siamo stati traditi due volte: come Paese, dalla Russia che ha lasciato che il nemico ci aggredisse; come popolo siriano, dal nostro presidente che ha venduto tutti noi per salvarsi la pelle”. C'è rabbia negli occhi di Ram. Una rabbia solenne che non ammette bugie.

E vi dirò di più: per me l'accordo è stato firmato di concerto con Israele e con gli Stati Uniti. Gli ebrei americani sono interessati al Medio Oriente per realizzare il progetto del Grande Israele e la costruzione del Terzo Tempio, gli ebrei russi sono interessati all'Ucraina, la vecchia Khazaria. Vincono in entrambi i casi. Israele ha vinto anche prima di inviare le truppe di invasione”. Parole forti e precise, come si addice a un comandante che è stato in guerra per davvero.
Mi ha poi spiegato che già da un paio di mesi circolavano informazioni sulla fuga di Assad e sulla consegna della Siria senza sforzi, ma non erano voci a cui si dava molto credito e le versioni degli eventi erano talvolta contraddittorie e imprecise. Ma era chiaro che qualcosa si stava muovendo.

Mi racconta alcuni aneddoti di quando combatteva, delle città che ha difeso e di quando ha partecipato anche a conflitti in altri Paesi: “Ho visto nella mia vita il nemico arrivare a Beirut, a Damasco, ad Aleppo, ad Hama, ad Homs. Ho visto il nemico riuscire a farci credere di aver vinto, ma poi essere spazzato via dal coraggio dei nostri uomini. Ci sono stati momenti in cui ho pensato che fosse la fine, che stessimo perdendo la guerra, ma poi è successo qualcosa che ha dato nuovo impulso alla Resistenza. Questa volta - la prima volta in tutta la mia vita - ho visto la sconfitta”.

Questo è il punto più doloroso. Non abbiamo perso, siamo stati sconfitti. Questo è molto peggio. Guai ai vinti!“, dicevano i latini”. La sconfitta è la cosa più terribile per un comandante di lungo corso. Il popolo siriano ha sempre dimostrato una resistenza eroica, ma qualcosa è andato storto da qualche parte.

Sapete cosa ho visto laggiù l'ultima volta che sono andato? Povertà, fame. Non c'è elettricità, non c'è acqua, non ci sono scorte di cibo, nemmeno di carburante. L'esercito è abbandonato a se stesso in condizioni assolutamente precarie”. Mi dice che circa 700.000 giovani siriani hanno dato la loro vita per combattere contro il nemico.

Sangue, sangue, sangue. È possibile che il Medio Oriente debba essere costantemente bagnato dal sangue?

Poi mi spiega la corruzione che ha visto, dai posti di blocco dove i militari prendevano tangenti senza controllare, agli alti funzionari comprati con il lusso di auto private, ville, souvenir occidentali.

Una volta, mentre uscivo da Damasco in direzione di Homs, ho incontrato lungo la strada due ragazzi molto giovani in uniforme. Erano magri e fumavano. Li ho fermati e ho chiesto loro cosa ci facessero lì in quelle condizioni. Mi risposero che non avevano soldi per andare a Homs, per trascorrere le 24 ore di permesso che avevano, né avevano soldi per mangiare. Li ho caricati in macchina con me e siamo partiti. Durante il viaggio abbiamo parlato, mi hanno raccontato della miseria in cui vivevano alla base. La loro razione giornaliera di cibo era un pomodoro e una patata. Una volta alla settimana ricevevano un pollo da dividere tra otto persone. Ai miei tempi il cibo c'era e le truppe dovevano essere ben nutrite per essere pronte a combattere. Come è potuto accadere? Negli ultimi 13 anni, il governo ha completamente distrutto l'esercito: corruzione degli ufficiali, mancanza di rifornimenti, disimpegno nella lotta per la causa nazionale”.

Soleimani, Raisi, Nasrallah. Qualcuno è stato tradito

Quando il generale Soleimani - che conoscevo da giovane soldato - è stato ucciso dal demone americano nel 2020, ho subito percepito che qualcosa stava iniziando ad andare storto. Era molto più di un generale, era un vero uomo, un leader, un esempio vivente. Dopo di lui, purtroppo, la Resistenza non ha avuto un altro soldato capace allo stesso modo di coordinare migliaia di uomini di Paesi, religioni ed etnie diverse. Questo è stato un enorme svantaggio strategico”. Abbiamo ripercorso brevemente la storia dell'Asse della Resistenza e ragionato insieme sulle implicazioni geopolitiche per l'intero Medio Oriente.
Quando ho saputo della morte di Raisi, non volevo crederci. Mi sembrava impossibile. Da quel momento in poi, tutto è andato in discesa. Ogni giorno guardavo i telegiornali con la paura che potesse accadere qualcosa di ancora più terribile. E così è stato: uno dopo l'altro, hanno fatto fuori tutti i leader di Hezbollah e Hamas”. Una tragica verità, che non potevo che confermare.

La velocità con cui il nemico ha sterminato uno dopo l'altro i leader militari della resistenza libanese è stata incredibile, a dimostrazione che agenzie come la CIA, l'MI6 e il Mossad hanno fatto un ottimo lavoro. Questo è un fatto incontrovertibile. Nel giro di pochi mesi, l'intera geografia politica del Medio Oriente ha subito una mutazione che non era riuscita in anni di tentativi.

Chi conosceva le coordinate del bunker di Nasrallah? Forse tre persone al mondo: Khamenei, Soleimani, Assad. Khamenei piuttosto che tradire sarebbe pronto a morire con il fucile in mano. Soleimani è già stato fatto fuori. Ne rimane solo uno...”. A queste parole rimango a bocca aperta: il comandante non aveva mai parlato male del suo presidente, anche se sapevo che politicamente non era un suo sostenitore in tutto, ma aveva sempre appoggiato la battaglia del suo leader, per il bene di tutto il Paese. Rabbia, delusione e dolore hanno fatto emergere le parole più vere. Un azzardo, ma pur sempre vero.
Perché una delle grandi domande che rimangono aperte è “chi” ha rivelato l'esatta posizione di Nasrallah: un informatore? Una spia? Un'informazione pagata? O un traditore? Il fatto è che Nasrallah non c'è più e questo, nelle parole di Ram, significa che il Libano sarà il prossimo a cadere e la Palestina, di conseguenza, non esisterà più se non nei ricordi degli ultimi arabi sparsi per il mondo.

La Siria è caduta in pochi giorni perché era già caduta per volontà dei suoi governanti che l'avevano svenduta. 70.000 soldati sono emigrati in poche ore, portati in taxi (che costano un sacco di soldi), non in veicoli militari, al confine con l'Iraq. Era tutto pianificato. Non è stato sparato un solo proiettile in questa invasione. Questo non è l'esercito siriano che conosco. Questa 'cosa' è una perversione senza dignità”.

Indica una foto alle sue spalle, intravedo un soldato in uniforme, una di quelle foto da cartolina che si mandano ai genitori quando si fa il servizio militare: “Guarda quel ragazzo lì, 22 anni. Gli hanno tagliato la gola”. Si bloccò per qualche istante, con gli occhi gonfi di lacrime. Era il figlio di un suo caro amico.

E ora che succederà?

Ram non ha voglia di parlare dei giorni, delle settimane o dei mesi a venire. La Siria araba e laica non esiste più. La parola degli sconfitti ha poco valore.

In questi giorni sta accadendo qualcosa di impensabile. I media non ne parlano perché sarebbe qualcosa di terribilmente crudo. Immaginate 70 anni di odio etnico, culturale e religioso: stanno pareggiando i conti. C'è quasi paura nel pronunciare queste parole. Mi ricordo che ha un fratello nel clero islamico e diversi nipoti, e con un po' di preoccupazione gli chiedo cosa ne sarà di loro, così mi risponde: 'Sto cercando di far uscire i miei parenti dalla Siria, ma dall'8 dicembre non riesco nemmeno a mettermi in contatto con loro'. Una tragedia che è la condanna comune di troppe migliaia di persone in quelle terre.
Nel concludere la nostra conversazione, durata circa un'ora, Ram azzarda una proiezione quasi “profetica”: “Lo dico io: ieri Palestina, oggi Siria. Domani Libano per sempre. Poi lo Yemen. Una volta caduti Yemen e Libano, il prossimo sarà l'Iran. In mezzo non c'è più nulla, l'Iraq è una pompa di benzina circondata da uomini armati americani, cadrà presto. Il Presidente Trump è pronto a distruggere l'Iran, la comunità di intelligence lo sa già. Se Khamenei muore, l'Iran crolla”. Qualche secondo di silenzio. Khamenei è l'ultima autorità islamica “globale” rimasta e l'ultimo sostenitore della Resistenza.

Allora sarà il turno della Russia. Milioni di immigrati islamici sunniti in odore di estremismo sono già nelle strade delle città russe. Li hanno fatti entrare indiscriminatamente, ne pagheranno le conseguenze. Poi sarà la volta di Roma. Poi quello di Pechino. Aspetto il giorno in cui le “barbe lunghe” entreranno in marcia nella Piazza Rossa e in Piazza San Pietro. Spero di morire prima di quel terribile giorno”.

Qui finisce la nostra conversazione. Un silenzio profondo che dura qualche minuto. Ci alziamo per salutarci. Sospirando, mi congedo formalmente e guardo un'ultima volta le reliquie della guerra patriottica combattuta da Ram. Cerco di chiedermi se anch'io sarei pronto a dare la mia vita come hanno fatto tanti eroi e martiri che oggi non ci sono più, ma il cui esempio rimarrà per sempre.

Di Lorenzo Maria Pacini, strategic-culture.su

Lorenzo Maria Pacini. Professore associato di Filosofia politica e Geopolitica, UniDolomiti di Belluno. Consulente in analisi strategica, intelligence e relazioni internazionali.

21.12.2024

Fonte: https://strategic-culture.su/news/2024/12/21/the-syria-they-didnt-tell-us-about/

Titolo originale: THE SYRIA THEY DIDN'T TELL US ABOUT

Traduzione a cura della Redazione di ComeDonChisciotte.org

Commenti (55)

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    1. piero deola 26 dicembre 2024

      Quindi USA-ISRAEL conquisteranno il mondo usando i terroristi arabi?

    2. ric 26 dicembre 2024

      creandoli , per la precisione...

    1. gix 26 dicembre 2024

      La cosa più evidente è che qualunque esercizio di geopolitica fatto da lontano vale per quello che è, un gioco di immaginazione. Probabilmente lo stesso RAM non ha una visione di insieme delle cose, lo si capisce da certe affermazioni un po' generiche e dettate dall'ideologia, che non aiutano molto ad avere una visione di insieme di quanto accaduto. Comunque la sua testimonianza è sicuramente utile per capire come mai l' esercito siriano sia caduto senza combattere, dopo che è stato demotivato, impoverito e reso meno efficiente nel tempo e in maniera metodica. Non pare di certo essere una questione di coraggio, visto che quanto resta dell'esercito siriano sta dando tuttora filo da torcere ai ribelli in alcune parti del paese.

    1. nicolass 26 dicembre 2024

      Per me quello che è successo in Siria è ancora un rebus avvolto nel mistero.. spiegare come il regime di Assad si sia liquefatto senza colpo ferire è quanto di più imponderabile ci possa essere. Un paese che per oltre 10 anni ha combattuto per difendere la sua sovranità da minacce interne ed esterne crolla di botto piombando nel caos. Molte sono le versioni e le interpretazioni dei fatti, ma tutto è così fumoso e poco chiaro. Chiaramente per me quello che è successo è scioccante e segna un punto a favore dei nemici dei paesi sovrani. Ho vissuto la vicenda con grande sgomento e frustrazione per chi come me ha sempre sperato che ci fosse un'alternativa al male e alle prevaricazioni. Probabilmente nella caduta della Siria tutti sono colpevoli e nessuno è innocente.. da Assad che non ha mai avuto le qualità e la lungimiranza che servivano a governare un paese come la Siria; alla Russia che per non dispiacere Israele non ha armato la Siria potenziando le sue capacità di difesa come avrebbe dovuto; all'Iran che forse ha sottovalutato il pericolo che la caduta di Assad poteva rappresentare per la sua stessa sopravvivenza; alla Cina ancora troppo passiva e rinunciataria nel difendere i suoi interessi all'estero. Ora chi sarà il prossimo paese vittima dell'aggressione e dell'imperialismo anglo sionista?.. la Palestina appare spacciata e con essa anche il Libano e la Giordania, ma il boccone grosso rimane l'Iran. La verità è che nessuno in Medio Oriente sarà al sicuro dalla furia omicida di Israele e dei suoi supporter occidentali.. Russia e Cina comprese. Forse Putin sperava di barattare la caduta di Assad con la possibilità di mantenere le basi militari russe in Siria ma il turco Erdogan l'ha fregato di nuovo. La geopolitica e le leggi che la governano a volte sono come un campo minato.

    2. mago 26 dicembre 2024

      la penso come te,ma queste persone vedono che a 500 km vedi Emirati ,Dubai ,Riad pasteggiano a caviale e questi non hanno neanche da sfamarsi,la vita è breve e se pure i nemici storici sionisti e americani potrebbero darti tanto che te ne frega,vedrai che in Oalestina resa al suolo fioriranno tanti bei palazzi..per il resto non prendertela dobbiamo ancora sapere chi ha ucciso il Duce è cercare di capire che tramano a Damasco e dintorni è solo puro esercizio per tenere allenata la mente,forse domani su Netflix ci faranno qualche puntata e più furbi capiranno qualcosa.

    3. nicolass 26 dicembre 2024

      già il mio difetto più grande fin da quando ero bambino è che ho sempre sperato nella capacità degli ultimi e degli sconfitti di resistere ai colpi del nemico e del destino.. non guarirò mai

    4. mago 26 dicembre 2024

      Siamo cresciuti con la schiena diritta tutto qui..

    1. mago 26 dicembre 2024

      Ogni tanto mi rivedo il film su Claus Von Stauffemberg ed il relativo attentato a Hitler,altre persone altri militari. Tutti sapevano nessuno si è mosso.

    2. nicolass 26 dicembre 2024

      speriamo di rivedere presto lo stesso scenario anche in Ucraina ai danni del dittatorello Zelensky

    3. mago 26 dicembre 2024

      i maestri sono sempre loro,hanno pure affondato la nave cargo Russa ..la vedo dura..

    4. nicolass 26 dicembre 2024

      E' più facile distruggere i ponti che costruirli.. per cui il male ha gioco facile ma la speranza è l'ultima a morire

    5. mago 26 dicembre 2024

      Se è come quello di Sicilia ti quoto..battuta a parte si a parte i vecchi adagi al riguardo senza ‘speranza” saremmo vite a perdere.

    6. BrunoWald 26 dicembre 2024

      Se pensi che un film con Tom Cruise ti aiuti a capire qualcosa dell'attentato a Hitler, stai fresco... 😉

    1. nicolcass 26 dicembre 2024

      La fine della Siria somiglia alla fine del Regno delle due Sicilie, una manina occulta appare evidente...

    2. mago 26 dicembre 2024

      Di lì in poi hanno fatto scuola..

    1. maghi 26 dicembre 2024

      questo ram è chiaramente una fantasia, degna di menti avulse dalla realtà. In questo informazione e disinformazione si accomunano. Mi sembra un progetto per rendere le menti ancora più malate.
      Così almeno i decisori non avranno più chi ostacola i loro progetti.

    1. absitiniuriaverbis 26 dicembre 2024

      Sono difronte ad un dilemma: articolo scritto bene (anzi fin troppo, anche romanzato quel tanto che basta) significa necessariamente articolo da considerare come oro colato?

      Dando per scontato che so poco ed anche meno, vale il dubbio.
      Invecchiando, ho da tempo accantonato l'informazionedi regime e sono sempre piu' propenso a rifiutare anche la controinformazione: come dicono da queste parti 'in tempi odierni, anche per farti mandare affanculo, devi pagare'.

      Forse, e scrivo forse, solo la coscienza individuale puo' sopravvivere al mercimonio.
      Quindi, questo articolo lo prendo con le molle, quelle lunghe.
      Mi ritorna in mente il vechio 'fermate il mondo, voglio scendere'.
      Mentre e' altrettanto chiaro che si debba invece lottare o, almeno, provarci.

    1. ws 26 dicembre 2024

      Siamo stati traditi due volte: come Paese, dalla Russia che ha lasciato che il nemico ci aggredisse; come popolo siriano, dal nostro presidente che ha venduto tutti noi per salvarsi la pelle

      Eh già tutti vogliono qualcosa dalla russia aggratisse
      E se assad è scappato dpve era costui? Chi si è battuto per la siria ?
      Certo la russia è andata in soccorso nel 2015 peri SUOI interessi, e ora per i suoi interessi se ne ritira ma perché qualcun ha preteso che fosse arrivato "babbo natale"?
      "Aiutati che Dio ti aiuta" dice il proverbio e il geopolitca non ci sono "dii" ma solo "interessi".
      Perché costui invece non ci spiega come nelle prime ore de l' offensiva 30000 soldati siriani schierati alla difesa di Aleppo si sono sbandati davanti a 350 tagliagole ?. Parafrasando Pound "se un popolo non si batte per il suo paese, o il suo paese non vale nulla o non vale nulla lui."

    2. BrunoWald 26 dicembre 2024

      "Eh già tutti vogliono qualcosa dalla russia aggratisse"...

      Io mi sarei accontentato che Putin facesse abbattere gli aerei israeliani che bombardavano la Siria, sua alleata, proprio come gli angloamericani sono intervenuti in difesa dei sionisti nel corso degli attacchi iraniani.

      Si vede che il suo rabbino Chabad Lubavitcher non gli ha dato il permesso.

    3. ws 26 dicembre 2024

      Cioè volevi subito la ww3 tanto desiderata dai bankesters?
      Se non riesci a capire che israele è solo "il braccio" ma non "la testa" leggiti come Churchiil diventò "il trump" della GB
      https://www.unz.com/article/why-did-churchill-have-britain-fight-on-after-summer-1940-its-bad-news/

      Ripeto : Putin è tutto ciò che abbiamo e non avremo mai "di meglio".

    4. BrunoWald 27 dicembre 2024

      Ti ringrazio per il link, anche se sapevo già che Churchill era un burattino degli ebrei, che lo tenevano per le palle per via dei suoi debiti.

      Come tutti gli "eroi" di cartapesta di questo sistema infernale, fondato sulla Menzogna, anche lui non era altro che un impostore, un miserabile il quale, per evitare la bancarotta, tradì il suo popolo e lo costrinse con l'inganno a combattere una guerra all'ultimo sangue contro un altro popolo, quello tedesco, da cui non aveva assolutamente nulla da temere.

      Il risultato furono milioni di morti e distruzioni, che si sarebbero senz'altro evitati con una pace ragionevole nell'estate 1940. Gli unici beneficiari, secondo i piani, furono i mafiosi della City e di Wall Street, nonché Stalin, che potè infine impadronirsi di mezza Europa.

      Un giorno, tra secoli forse, sarà possibile una lettura obiettiva del secolo XX, quando i Guardiani del Discorso saranno stati messi in condizioni di non nuocere, e gli storici del futuro si chiederanno come abbiamo potuto berci così tante balle per così tanto tempo. Non ci faremo una bella figura.

    5. BrunoWald 27 dicembre 2024

      "Cioè volevi subito la ww3 tanto desiderata dai bankesters?"

      Ho la netta sensazione che se gli avessero tirato giù qualche aereo si sarebbero ritirati a guaire nelle loro tane, altro che ww3!

      E poi, sei proprio sicuro che una guerra mondiale sia quello che vogliono? Io non lo darei senz'altro per scontato. E no, non ho mai pensato che Israele sia la "testa", visto che l'hanno creata i Rothschild per i loro fini, e dubito che apprezzerebbero un'esplosione termonucleare sulla verticale della City, per così poco.

      Ma non accadrà nulla del genere, perché non sono nemici. Sono tutti pezzi su una scacchiera, sui quali ci accapigliamo senza vedere la mano che li muove.

      "Putin è tutto ciò che abbiamo e non avremo mai “di meglio”."

      Parlate per voi, io ho solo me stesso e non ho alcuna intenzione di raccontarmi favole solo per potermi sentire meglio.

      Te lo dico senza alcuna animosità: stiamo dalla stessa parte, anche se valutiamo la situazione in modo diverso.

    6. ws 27 dicembre 2024

      1)Non contesto il tuo punto di vista,"ci sta", LORO hanno infiltrato tutto e tutti perché hanno il privilegio di "creare moneta" e "tutto e tutti" possono essere "comprati" o "creati da nulla" o semplicemente "eliminati".
      Insomma il LORO"sistema" non può essere "conteso " operando da "l'interno" ( anzi TUTTE le "rivoluzioni" sono "create" da LORO) il LORO sistema può essere"fermato" "geopoliticamente" cioè solo SCONFITTO da un "sistema esterno".

      2)sei proprio sicuro che una guerra mondiale sia quello che vogliono ?

      Si, perché creando moneta costruiscono un debito impagabile che ha poi necessità di essere distrutto e il sistema migliore è appunto una guerra contro un altro sistema da saccheggiare insieme al "proprio" (WW)
      o altrimenti , in mancanza di "sistemi opponenti" collassare direttamente "il proprio con "nemici immaginari" ( "guerra al terrore" , "covid19") o semplici "cambi di paradigma" imposti da l' alto ( "agenda 2030", "transizioni green" , "wokismo" )

      Quindi nel momento stesso che la Russia ha "disobbedito" ( l' opposizione al " trattamento Serbia" alla siria previsto per il 01-09-2013) è cominciata "l' operazione ucraina" e ti posso garantire che nessuna delle due sarebbe poi stata fermata da l' "abbattimento" di un aereo israeliano.

    7. Jocondor 1 gennaio 2025

      Momento. Gli aerei israeliani tiravano su Aleppo e su damasco dal cielo del Libano, paese-burattino più che paese-cuscinetto. Doveva forse zio Vlad anticipare la terza guerra mondiale, e di alcuni anni, oppure e meglio doveva e poteva fornire ai siriani la contraerea e lasciare che se la sbrigassero?

    8. BrunoWald 1 gennaio 2025

      A me risulta che gli israeliani abbiano invaso parecchie volte lo spazio aereo siriano, ma potrei essere male informato.

      Per risponderti: l'importante è far male al nemico, il "come" è secondario. Sempre che lo si consideri davvero il nemico: è tutta lì la questione. E io purtroppo sospetto che l'elite russa che sta dietro a Putin voglia solo negoziare condizioni più favorevoli con il Principe di Questo Mondo, non certo combatterlo sul serio, malgrado le chiacchiere.

      Opinione mia, per carità...

      Poi: non capisco perché gli anglo-americo-ashkenazi possano bombardare di qua e di là, massacrare popolazioni indifese, ammazzare presidenti, generali, scienziati iraniani, prendere di mira infrastrutture, scaricare tutta la loro contraerea sui missili iraniani, e non succede niente, mentre se Putin abbattesse un paio di aerei sionisti, l'oltraggio sarebbe lavato con una guerra termonucleare globale...

      Siamo proprio sicuri che siano talmente stupidi?
      A me questo atteggiamento sa di sudditanza psicologica. Cosa che, da parte di una superpotenza armata fino ai denti, lascia perplessi.

    9. Jocondor 2 gennaio 2025

      Magari io la penso come te, ma la cronaca di questi ultimi anni ci dice che invece Putin (e forse contro la volontà della Duma) cerca in ogni modo di limitare l'escalation, ed evitando per quanto possibile le smargiassate in stile israeliano, americano, inglese. Pare però che se questo non fa presa sull'Occidente, che per lo più lo assegna a debolezza, bluff o semplicemente lo nasconde e lo nega, invece fa presa positivamente sul resto del mondo, che vede le cose senza lenti deformanti.

    1. Tashtego 26 dicembre 2024

      Mah... l'articolo comincia male. Un generale che "non ha mai avuto paura di parlare" ci parla in incognito (???). Motivazione: svolge ancora incarichi istituzionali all'estero, Allora chi di dovere può individuarlo quando vuole (amico del redattore dell'articolo, ambientazione spiegata nei dettagli. Già mi vien da ridere), mentre gli ignari restiamo solo noi lettori. Inevitabile chiedersi se questo generale esiste. Poi fa una analisi piuttosto sconclusionata in cui la Russia è prima d'accordo col complotto (balla. i russi han cercato di fermare l'avanzata. Ma servono gli uomini sul campo. Non bastano gli aerei) ed in seguito diventa vittima degli sviluppi (invasione musulmana della Russia. Quindi i russi appoggiano un piano che in ultimo prevede un attacco alla Russia. Fantastico). Allora potevano evitare di combattere anni fa, sia i russi che Assad, quando ISIS avanzava su tutta la linea. Quindi: e questa è una mia impressione, il tutto è troppo romanzato, con tanto di lacrimucce e foto del figlio di un amico sgozzato mentre il modo di procedere non mi sembra consono con la forma mentis di un generale... Poi: matti come sono gli askenaziti può anche essere che mirassero a riaffermarsi nella vecchia Kazaria, ( più coincidente col Donbass che col resto dell'Ucraina), ma lo stavano appunto facendo avendo Poroshenko, la Nuland e Zelensky preso il potere. Infatti martellavano il Donbass, ma i Russi gli han rotto le uova nel paniere. Questo scritto mi puzza di subdolo depistaggio, o, ad esser buoni, di un tirare a caso, ma col coinvolgimento di un fantomatico generale per suffragare quel che in realtà sono ipotesi avventate. Già da un po' vedo tentativi di incrinare il morale del "loro" nemico, qualche giorno fa Meyssan diceva che l'Iran ha venduto la Siria accordandosi con USA ed Israele... gli iraniani! che sanno benissimo da secoli che accordarsi con questi satana significa diventarne la prossima vittima, si sarebbero volontariamente privati di un alleato ed un bastione contro il nemico... La spiegazione più logica e banale mi pare anche la più probabile. Le sanzioni han fatto il loro corso, Assad non è stato capace, ammesso che fosse possibile, di tenere insieme un paese che diviso com'è sempre stato fra etnie e tribù piombava mano a mano in una crisi economica che alimentava una corruzione di per sè già endemica. I russi, impegnati anche su un altro fronte han fatto quel che han potuto, cercando fra l'altro di convincere recentemente Assad a trovare accordi con i Erdogan. Cosa che Assad ha rifiutato. Segno comunque che i russi presentivano gli avvenimenti ed han cercato di prevenirli. Il paese è crollato per debolezza, corruzione e forse incapacità di Assad. La spiegazione più semplice.

    2. BrunoWald 26 dicembre 2024

      Quando apparirono articoli di analisti militari russi, con tanto di nome e cognome, che smentivano il trionfalismo della Curva Putin, denunciando la corruzione e incompetenza dei vertici, li si accusò di essere deliranti o provocatori, malgrado il trascinarsi per tre anni della tragica carneficina Ucraina, ed eventi grotteschi come la ribellione della Wagner di Prigozhin, e la successiva morte di costui in un provvidenziale "incidente aereo".

      Ora è la volta dell'intervista a un anonimo generale siriano, di cui si mette in dubbio l'esistenza e che sarebbe un "subdolo depistaggio" ad opera, evidentemente, di Lorenzo Maria Pacini. Può darsi che tu abbia ragione, per carità: ma ho la sensazione che qualunque cosa si pubblichi su CDC, venga valutata in base al suo essere o meno conforme alle tesi della controinformazione, specularmente opposte a quelle della propaganda atlantista.

      E se fossero disinformazione entrambe?

      Domanda lecita, vista la vergognosa disfatta subita in Siria dall'Asse della Resistenza, e dai suoi padrini di Mosca e Pechino.

      Meyssan non ha accusato gli iraniani di avere venduto la Siria: sostiene bensì che, dopo l'assassinio di Raisi (evidentemente favorito da complicità interne) la banda dell'attuale presidente ha venduto l'Iran all'America e a Israele. Tesi tutt'altro che campata in aria, visti i recenti sviluppi.

    3. ws 26 dicembre 2024

      E se fossero disinformazione entrambe?

      E allora buonanotte!

      Perché vale per Putin quello che vale per salvini ( fatte le debite proporzioni sia di popoli che di politici):
      (Forse) fa schifo, (forse) è tutto un teatro , ma di sicuro non avremo altro di meglio.

    4. Gino 26 dicembre 2024

      Chi conosceva le coordinate del bunker di Nasrallah? Forse tre persone al mondo: Khamenei, Soleimani, Assad.

      perplessità...

      essere o meno conforme alle tesi della controinformazione.
      [...]
      E se fossero disinformazione entrambe?

      fosse davvero una questione problematica talmente semplice... sai quanto noiosa sarebbe la vita?

      Il fatto è che le tesi della 'controinformazione' sono talmente tante da essere praticamente inenumerabili. E dentro di esse c'è un po' di tutto, a cominciare dalle minchiate più inverosimili per arrivare a finire nel guazzabuglio di quelle infiltrate dalle agenzie...

    5. Gino 26 dicembre 2024

      Talmente indecoroso è un tale confronto...

      davvero me lo auguro che quello di salvini (o melona che fosse) non possa essere un metro valido per valutare noi stessi.

    6. Tashtego 26 dicembre 2024

      Guarda, io ho fatto una analisi, punto per punto delle incongruenze, quindi rispondermi che genericamenente valuti in base al fatto che sia o meno conforme alle tesi della controinformazione è sviante e sbagliato. Anche perchè contesto proprio due delle svariatissime, numerosissime tesi della "controinformazione" questa e quella di Meyssan.

    7. Tashtego 26 dicembre 2024

      Inoltre aggiungerei che è molto improbabile che la nuova dirigenza iraniana anche volendo possa, all'improvviso, senza cambiare profondamente quadri politici e militari del paese (operazione che richiederebbe tempo) vendere l'Iran ad Israele senza provocare una rivolta interna. Come fare una magia. Mi sembra fantapolitica. Non regge.

    8. ws 26 dicembre 2024

      Resta il fatto che non avremo mai di meglio

    9. mago 26 dicembre 2024

      Lo fecero gli italiani 80 anni fa in cinque minuti,figurati questi oggi che aspettano da anni questi e da mangiarsi un hamburger con patatine fritte.

    10. Tashtego 26 dicembre 2024

      Da vari commenti noto che l'articolo ha ottenuto quello che probabilmente voleva ottenere. Auguri!

    11. mago 26 dicembre 2024

      Non essere drastico..ci si discute chiaro che si soppesa il tutto e si scrive una parte di quello che si pensa.

    12. BrunoWald 26 dicembre 2024

      Infatti, ho detto che potresti avere ragione: nessuno di noi sa come stiano veramente le cose, per cui possiamo solo formulare ipotesi che più o meno si equivalgono.

      Nel caso in questione, le possibilità sono due: o Pacini si è inventato tutto, o il comandante siriano esiste, e se l'autore lo ritiene degno di fede, bisognerebbe almeno concedergli il beneficio del dubbio.

      Il repentino collasso della Siria è un evento troppo clamoroso per spiegarlo in modo semplicistico. È evidente che non ne esce bene nessuno (eufemismo) e che le cose non stanno affatto come sembrano, o ce le raccontano. In questa nebbia maleodorante, le tesi di "Ram" non sono poi così campate in aria.

      Infine: è vero che nella cd controinformazione c'è di tutto e di più, ma la narrativa predominante è quella che vorrebbe Putin & Soci migliori, o almeno "meno peggio" di quegli altri. A parole, senz'altro: nei fatti, gli crederò quando farà sputare sangue ai sionisti che bombardano i suoi presunti alleati.

    13. BrunoWald 26 dicembre 2024

      Raisi è stato assassinato, insieme al suo ministro degli esteri, in circostanze inverosimili e con palesi complicità interne. Poi c'è stato l'assassinio di Nasrallah, che era sopravvissuto senza problemi per vent'anni.

      Basta trarne le logiche conclusioni, e vedrai che la fantapolitica non c'entra per niente.

    1. clausneghe 25 dicembre 2024

      A proposito di Roma e barbe lunghe credo che la previsione sia da aggiustare, nel senso che sarà più facile vedere le barbe dei Barbari Ucraini prima di quelle dei Mori Maomettani.
      Immaginate il crollo Ucraino con migliaia di soldati sconfitti e incattiviti che si riversano in Europa, e dove sennò?
      Questi cominceranno a "menarci" così come fecero i loro precursori nazisti e noi, patrioti del nord-est Italiano ci toccherà trattarli come li trattarono i nostri avi, fino ai nonni e padri, e cioè a fucilate.La Russia non è nostra nemica, i Barbari dall'Austria fino alla Lapponia, sì, che sono nostri nemici, da sempre.

    2. mago 26 dicembre 2024

      Nonni e padri dici bene,ma al tuo paese vedi ancora qualche discendente da essi a parte tu ? Pensaci e pensa ai trascorsi del nostro esercito in tempo della seconda guerra mondiale siamo alla frutta.

    3. clausneghe 26 dicembre 2024

      Mah, sono convinto che in casi estremi ci si compatta e si passa all'azione. Qualcuno disposto c'è sempre.

    4. mago 26 dicembre 2024

      siamo okkupati..ma tanti non lo percepiscono..

    1. PietroGE 25 dicembre 2024

      La Siria è caduta perché il popolo siriano non esisteva più, si era sgretolato in aleuiti, sunniti, sciiti, cristiani, turchi, kurdi e gruppuscoli terroristi di ogni risma e colore. In un contesto del genere il necessario consenso per una convivenza pacifica scompare e la leadership (di nulla) pensa solo a se stessa e a scappare portandosi via i gioielli e i contanti. Il Paese era diventato un coacervo di minoranze senza una base comune. Guarda un po' è quello che stanno tentando di fare anche in occidente sotto la foglia di fico della multiculturalità.
      Non c'è dubbio che era stato tutto programmato a tavolino e eseguito senza scrupoli. Quando uno è capace di compiere un genocidio sotto gli occhi delle tv, e ha la faccia tosta di protestare contro quelli che lo chiamano per nome, figuriamoci se si fa tanti scrupoli a smembrare un Paese per conquistarne la terra.

    2. Cleon XIII 26 dicembre 2024

      Concordo. Tutti hanno sottovalutato l'impunità dei Sionisti, tutti hanno sottovalutato la loro brama.

    3. oriundo2006 26 dicembre 2024

      La Siria è sempre stata un mosaico di culture e religioni, anche in epoca romana: è la porta dell' Oriente verso il Mediterraneo. La rifrazione religiosa delle basi etniche e viceversa non devono stupire, sono tali almeno da più di mille anni, anzi da duemila anni, sopravvivendovi le prime comunità di cristiani, quelle delle origini: nulla a che vedere con il cristianesimo successivo.
      Quanto alle altre forme religiose sono derivate almeno parzialmente dall' Islam originario, dunque sono lì da 1300 anni minimo, senza contare gli ultimi residui di paganesimo, oggi formalmente scomparsi ma che trovano una 'interpretazione' relativamente recente negli Yazidi, altro popolo perseguitato.
      Questo dà alla Siria un posizione centrale oggi come ieri nella politica mediorientale, che se avviene nelle forme della politica di potenza in realtà è sempre e solo lotta di religione sotto mentite spoglie: mentite spoglie che ritornano poi negli interessi degli 'affari' e nell' utile.
      Dunque la pluralità, sedimentatasi nei secoli, non è 'posticcia', come altrove, ma incarna l'essenza stessa del Paese: chi la vuole ridurre ad unità è solo ed esclusivamente un certo sunnismo, malato di ipocrisia e di sangue che sotto il dogma dell' 'unità divina' ( il 'tahwid' ) vuole solo la schiavitù diabolica degli uomini ( e delle donne: ma nessuno in Italia pare avvedersene ): la vuole per ragioni che nulla hanno veramente a che fare con la religione in sè considerata, ma con gli affari, specie in connessione stretta con l' occidente.
      Questo è l' obiettivo appunto dei ceffi tipo Al Jolani, ebreo inviato laggiù solo per compiere la sua opera di distruzione a comando sionista a detrimento della Siria come paese unitario.

    4. mago 26 dicembre 2024

      Hanno dato una bella accelerata al loro programma,i motivi sono sempre quelli.

    5. ric 26 dicembre 2024

      senza il consenso apertamente dichiarato dal mondo occidentale i maledetti e perfidi giudei non esisterebbero nemmeno..

    6. mago 26 dicembre 2024

      Azzardo..per me è il contrario fino a che le serviamo ..poi..

    1. oriundo2006 25 dicembre 2024

      Forse, proprio a partire da quanto dice all' inizio, una speranza c'è: la speranza di un 'qualcosa' che ad un certo punto, quando tutto sembra perso, risolleva le sorti di chi resiste.

      E' la speranza ed un augurio che penso tutti noi formuliamo: per gli sciiti, i drusi, per i democratici laici siriani, per gli yazidi, i curdi, per i cristiani delle diverse confessioni...e specie per le donne, di cui adesso circolano foto di vendita come se fossero bestiame.

      Occidente infame, realmente governato dal demone, nemico del genere umano, attraverso i malati di mente cabalisti e talmudisti.

      Orrendo occidente e orrenda epoca nostra.

    1. omega86 25 dicembre 2024

      L'Iran sarà sicuramente il prossimo perché non ha capacità bellica nucleare.
      Il tempo porterà i cristiani ad essere sterminati da mani arabe e menti ebree, grazie grazie fratelloni maggiori Solo dei grandi sconvolgimenti in ambito militare, causati da deflagrazioni nucleari, potrebbe fermare gli strozzini antiumani, ma ho la sensazione che tutte le armi nucleari al mondo, eccetto quelle nord koreane, siano in mano loro.

    2. piero deola 26 dicembre 2024

      Non da mani arabe ma da terroristi arabi allevati,finanziati,armati e addestrati da USA e Israele.

    1. mingo 25 dicembre 2024

      Bel articolo che cerca con buon argomenti di diradare la nebbia degli eventi Siriani . Ci riesce in buona parte ma rimangono tanti tasselli ancora da mettere al loro posto .

      Direi che sulla Russia si sbaglia in parte perché l'aviazione Russa era l'unica cosa che effettivamente tentava di fermare l'avanzata di HTS
      (o ribelli Siriani) , infatti fu proprio il ministre dell'estero Russo che a pochi giorni od ore dalla caduta diceva apertamente che erra inutile impegnarsi nel combattimento se le truppe dell'esercito Siriano non dimostravano volontà di combattere .
      Infatti lo stesso intervistato ammette la corruzione dell'esercito (e non solo) che usata dai Turchi (con appoggio Israeliano) come leva , per prendersi il paese con i loro fantocci di HTS.

    1. emilyever 25 dicembre 2024

      Bellissimo articolo su cui meditare, ma 700.000.000 di giovani siriani morti non saranno un po' troppi? non ci saranno 3 zeri di troppo?

    2. Redazione CDC 25 dicembre 2024

      Grazie della segnalazione, refuso che si trova nel testo originale, abbiamo corretto

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