SI=NO

Chi perde, è sempre la Costituzione.

SI=NO

Di Tiziano Tanari per ComeDonChisciotte.org

Abbiamo assistito all’ennesima manifestazione dell’inconsistenza dei nostri politici che, ancora una volta, hanno utilizzato un insensato referendum a fini puramente propagandistici, di difficile comprensione per gli elettori e privo di qualsiasi reale nuova proposta. Ancora una volta ha vinto l’ideologia acritica, il tifo a priori per una fazione o per l’altra, senza la minima possibilità né capacità di entrare nel cuore del problema. L’obiettivo era quello di perseguire un migliore funzionamento della magistratura, ma in ciascuna delle due proposte non si prospettava nessun cambiamento sostanziale: la magistratura, per chi contestava il SI, sarebbe finita sotto il controllo dell’esecutivo. Nell’attuale situazione, poco cambia, in quanto la stessa magistratura è ostaggio delle correnti politiche presenti al suo interno. Ha colpito l’opinione pubblica il brindisi per la vittoria del NO che alcuni magistrati di Napoli hanno festeggiato al grido di “Bella ciao”, testimoniando la soddisfazione della magistratura democratica, corrente fortemente politicizzata della sinistra, per l’esito referendario.

Per quanto riguarda il controllo dell’operato dei magistrati siamo il Paese europeo che, con lo 0,5% dei casi giudiziari in cui sono coinvolti, abbiamo la percentuale più alta di processi nei loro confronti. Questo testimonia il fatto che la magistratura non è una casta di impuniti. Al contrario, sono i politici i più protetti da eventuali azioni penali potendo contare su un’impunità quasi assicurata, superabile solo da una consapevole partecipazione dei cittadini al voto.

Vincendo il NO, tutto rimane come prima: processi interminabili, carenza di personale, connivenza della magistratura con la politica. Se avesse vinto il SI, avremmo continuato ad avere gli stessi guasti di una magistratura che, ad oggi, ha dimostrato livelli di inefficienza e di parzialità inaccettabili.

In questa farsa, se non fosse un dramma, dobbiamo prendere atto di un fatto socialmente rilevante: l’alta affluenza alle urne, superiore alle ultime amministrative e alle precedenti politiche; incredibile. Sul tema, oggetto del referendum, nessun elettore medio poteva ritenere di avere una benchè minima competenza ma, grazie a una propaganda mediatica ben orchestrata, gran parte degli elettori hanno dato un voto “di pancia” a seconda del colore politico ma non solo; sono stati probabilmente stimolati anche da un “desiderio di partecipazione” su un tema apparentemente ideologico che voleva colpire da una parte il governo e dall’altra una magistratura, nei fatti, impresentabile e che più nessuno apprezza. Il sentimento di insoddisfazione nei confronti di queste due entità è stato forse il motore principale di tanta affluenza.

Grottesco vedere i festeggiamenti di piazza per la vittoria del NO dove ha prevalso lo spirito di quella tifoseria che obnubila la mente e impedisce qualsiasi analisi obiettiva: praticamente hanno glorificato la vittoria del sistema attuale, il peggiore nella storia della nostra Repubblica. Hanno, inoltre, ipocritamente festeggiato la presunta inviolabilità della Costituzione, quando tutti sappiamo essere stata azzerata completamente dai Trattati Europei e accantonata tutte le volte che i vari governi, presente e passati, ne hanno avuto necessità come, ad esempio, durante lo “scandalo pandemico”.

Il SI, come abbiamo appena evidenziato, non avrebbe sostanzialmente cambiato nulla lasciandoci ugualmente in questo limbo di anarchia e illegalità in quanto privi di qualsiasi vero punto di riferimento, sia politico che legislativo.

Questo non ha impedito di cavalcare l’onda mediatica della solita vuota propaganda che svolge, ancora una volta, la sua funzione di sempre: confondere le menti e dividere i cittadini gli uni dagli altri in uno scontro orizzontale funzionale solo ed esclusivamente al mantenimento del potere da parte di una classe politica ormai dichiaratamente avversa agli interessi e ai diritti di noi Italiani. Infatti, probabilmente, il governo, più che per questioni oggettive relative ai contenuti del referendum, ha pagato l’adesione a una sconsiderata e devastante politica europea che ci sta costando danni inenarrabili con preoccupanti prospettive di peggioramento. Il sostegno insensato all’Ucraina, l’accettazione passiva delle politiche guerrafondaie di USA e Israele, la totale mancanza di strumenti monetari (siamo senza sovranità monetaria) e i folli vincoli finanziari di Bruxelles ci impediscono qualsiasi azione per contrastare i crescenti aumenti dei prodotti energetici, conseguenza della folle e ingiustificabile guerra all’IRAN.

Nessun cambiamento sarà possibile senza una generale presa di consapevolezza da parte del Popolo Italiano come di tutti gli altri Popoli: abbiamo una classe politica incompetente e inadeguata sotto il controllo dei soliti poteri sovrannazionali che stanno creando caos e distruzione in gran parte del mondo, destabilizzando i rapporti fra Stati che, nell’ottica dei loro Popoli, avrebbero solo la necessità e l’interesse di collaborare con rapporti politici ed economici equilibrati e vantaggiosi per tutti. I “grandi attori” che dettano l’agenda geopolitica stanno dimostrando, se ancora ce ne fosse bisogno, non solo un’incompetenza strategica e una stupida crudeltà alimentata da assurde brame di potere, ma anche una paranoia patologica che andrebbe analizzata da un punto di vista medico/psichiatrico in quanto nulla di tutto quello che succede ha una spiegazione logica e razionale.

Il problema è diventato di natura antropologica; sono crollati gli ideali, i valori umani, la società è sempre più alienata e allontanata da quei principi universali che dovrebbero essere il fondamento di una società civile. Sta, inoltre, avanzando il nuovo modello sociale delineato dall’incedere sempre più dirompente dell’IA, un nuovo artificiale punto di riferimento offerto alle masse sempre più svuotate e imbarbarite da una propaganda volutamente fuorviante che ci chiama a raccolta solo per problemi marginali e assolutamente ininfluenti nel modificare i piani del potere; la sua forza è dovuta solo ed esclusivamente alla frammentazione illogica delle masse popolari rese incapaci di comprendere la loro forza e il modo di come tutelare i loro diritti, che sono i diritti di tutti. Speriamo in un prossimo veloce risveglio, il punto di non ritorno è sempre più vicino e abbiamo bisogno di creare necessariamente nuove basi per il futuro; muoviamoci, tutti assieme, superando divisioni, vecchie e nuove ideologie e condizionamenti mediatici; pace e benessere per l’intera comunità mondiale sono possibili, bisogna solo coordinarsi per eliminare quei centri di potere (oscuro?) che, contro ogni logica, creano caos e distruzione.

Buon futuro a tutti.

Di Tiziano Tanari per ComeDonChisciotte.org

28.03.2026

Le opinioni espresse in questo articolo riflettono il pensiero dell’Autore ma non necessariamente la linea editoriale di ComeDonChisciotte.

Commenti (20)

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    1. RixGa 30 marzo 2026

      Nessuno mi toglie dalla testa che è l'ennesima pantomima.
      Se l'attuale governo avesse proposto il referendum a pochi mesi dall'elezione avrebbe sicuramente vinto.
      Invece no, lo fanno quando ormai sono bolliti e nemmeno quelli che li hanno votati li sopportano più, con un tempismo davvero sospetto.
      Doveva vincere il no e la conseguente "riscossa" della sx.
      Se per ipotesi domani si votasse nuovamente e se a vincere fosse la sx, cambierebbe qualcosa?
      No, l'Italia sosterrebbe l'Ucraina, Israele e gli USA.
      Le manifestazioni in piazza, per quanto il singolo possa crederci, sono solo un'opportunità per fare finta opposizione.
      Nessun principio, nessun valore vero.
      Con la sx al governo ecco la Lega e Fratelli d'Italia ad "opporsi" in piazza contro le guerre.
      Questo è il sistema e ci sono dentro tutti, tutti lo tengono vivo perché la dicotomia dx/sx funziona e tiene impegnate le persone a dividersi per le cause sbagliate.

    2. ric 30 marzo 2026

      in ogni caso , il risultasto di questo referendum , non va assolutamente catalogato come una vittoria delle pseudo sinistre. , ma come uno schiaffo al centro destra.

    3. nicola 30 marzo 2026

      Il sistema del finto governo e della finta opposizione (entrambi eterodiretti) viene costantemente legittimato dalla partecipazione degli elettori, irretiti dalla propaganda delle finta informazione. Se non ci fosse il pubblico, non ci sarebbe neanche lo spettacolo.

    4. Spartan 30 marzo 2026

      Un pensiero mi assale ! E se questo " no " venga preso come scusa, dal governo, in caso che, la situazione internazionale vada in c..o, per sciogliersi ed indire elezioni anticipate, e lasciare la patata ( che diverrà ultra bollente) agli altri ?

    5. RixGa 30 marzo 2026

      Ho tuttavia il dubbio che, se l'affluenza alle urne fosse bassissima, avrebbero comunque gli "strumenti" per fare risultare un'affluenza adeguata a "legittimare" anche moralmente le elezioni.
      Vivono nella bugia costante, una in più o una in meno cambia poco.

    6. nicola 30 marzo 2026

      Sì, ma anche la manipolazione dei dati necessita di una platea che si fa abbindolare. Io credo che se la gente smettesse in massa di frequentare le urne, lo spettacolino delle finte contrapposizioni finirebbe. Questo non significa che lorsignori smetterebbero di eseguire gli ordini che ricevono, ma perlomeno agirebbero senza ipocrisia. Il che sarebbe già qualcosa.

    7. ric 30 marzo 2026

      Tutto e' possibile..,dare la colpa agli altri e' sempre un metodo che funziona..

    1. nicolcass 29 marzo 2026

      la magistratura non permetterà a nessuno di governare..nemmeno alla sinistra..la giusta punizione per gli acritici babbei di sinistra.a Bologna sono passati al limite dei 20 km orari..in attesa di fregare l'auto ai somari cittadini...che voteranno in ogni caso il PD anche se presentassero capolista netaniahu

    1. ndr60 29 marzo 2026

      Fin dall'inizio era chiaro che questo referendum era surreale, visto che gran parte dei tifosi del NO (cioè, in teoria, per salvaguardare la "Costituzione più bella del mondo") è stata in prima fila per farne dei coriandoli piccoli piccoli, durante la psico-pandemia. Un vero peccato che nessuno pensi, finalmente, ad applicarla.

    1. Scalca 29 marzo 2026

      Si sta dando tropppo peso a un grande, seppur dovuto, vaffanculo agli ennesimi cacicchi italici di turno al governo.

      Il problema è che il dissenso non si sa organizzare. È inutile professorare, ci sono troppi guru e troppe pecore che passano la vita a guardare video e leggere articoli di contrinfirmazione, quando basterebbe capire che è una questione di gerarchia sociale, di controllo politico e di risocializzare fette di economia pubblica essenziale. Poi di sapersi organizzare politicamente sul territorio, con umiltá e onestá, senza subrette più o meno mistiche.

    2. Verdiana Siddi 29 marzo 2026

      E sentiamo: quale criterio per impostare la gerarchia sociale di cui straparli? Chiedo perché girano molti demagoghi con la targhettina di esperti, grazie a chissà quale generosità, forti di uno spessore meramente materiale. Leggere Max Weber, che spiega bene come la deriva politica abbia proprio questo errore di base: la politica come strumento di riconoscimento sociale e prestigio personale inquina, peggio dei PM10 nei bronchi degli abitanti della pianura padana.

    3. ric 29 marzo 2026

      ma in parole povere ...? cosi non e' comprensibile..

    1. Enri59 29 marzo 2026

      Analisi lucida riguardo il significato di questo referendum. Possibile che molti hanno votato per cosiddetta "disciplina" di partito , vittime della strumentalizzazione del significato del tema referendario. Per la stragrande percentuale delle persone, nulla davvero sarebbe cambiato anche se vinceva il sì. Certamente parte della magistratura opera secondo orientamento politico ( e d'interessi) ma il funzionamento farraginoso e lacunoso della giustizia non sarebbe affatto mutato. Non credo affatto, come si sono affrettati a fare le opposizioni, che i milioni di voti di scarto sono espressione di aderenza alle loro idee. Il problema è che appena si è presentata l'occasione, moltissime persone hanno manifestato attraverso il NO un duro atto d'accusa all'attuale politica di governo senza per questo voler legittimare l'opposizione. Dalla vicenda Covid, con tutti i suoi risvolti, risulta chiaro ormai a molti che è la politica nel suo complesso, governi e opposizioni, che è totalmente scollegata dalle persone. In mezzo esiste una coltre che non vuol far apparire questa enorme distanza. Tutto, o quasi, l'apparato mediatico-propagandistico crea appunto l'illusione che vi è ancora un riconoscimento delle persone nell'attuale politica sia governativa che apparentemente opposta ad essa. Oggi, molti hanno detto NO alle politiche imbarazzanti espresse nelle locuzioni Aggredito-aggressori, allo strapotere finanziario che specula su qualunque cosa si muova all'orizzonte compreso morti e genocidi, alle continue emergenze in nome delle quali vengono rosicchiati sempre più diritti, ecc. Assolutamente d'accordo sulle modifiche antropologiche in atto, a partire dai linguaggi usati per disegnare realtà fittizie, in una corsa senza fine alla semplificazione, banalizzazione e infine distruzione del pensiero critico e delle sue radici storico-filosofiche.

    2. ric 29 marzo 2026

      credo che il 95% abbia espresso un voto politico invece che tecnico.

    3. nicola 30 marzo 2026

      Io direi invece che il 95% ha contribuito a legittimare il teatrino del finto governo e della finta opposizione, mentre il restante 5% ha espresso il proprio (inutile) parere sul tema della riforma.

    1. maghi 29 marzo 2026

      quando a decidere vengono messe persone che nemmeno conoscono bene la lingua in cui sono scritte le leggi, allora bisogna dire che siamo nella repubblica delle banane. Figuriamoci poi se va indetto un referundum sulla Costituzione. Mi meraviglio che la Consulta, l'abbia approvato. Hanno solo spostato gli insulti da loro alla Meloni. Unico fatto positivo: finalmente se ne è andata la Santanchè.

    1. Dario Lampa 29 marzo 2026

      Mah... Sarà quel che sarà... Sarei pure d' accordo a dire che anche la magistratura è una casta ma questo è un NO del popolo, dei giovani contro questo governo il quale, "sic res stantibus", dovrebbe "andarsene" subito prima che sia il popolo a mandarlo via, con le buone o con le cattive, anche se non vedo ancora una valida alternativa tra le opposizioni che siedono in parlamento, purtroppo.

    2. Tiziano Tanari 29 marzo 2026

      Esatto, non abbiamo alternativa. Tutto il disastro in cui siamo stati trascinati è frutto della politica di “sinistra”. Questo governo non fa altro che proseguire nella distruzione del Paese. Hanno fatto ancora meno danni dei governi precedenti solo perché è da poco tempo che sono stati eletti, ma la linea è la stessa: servi degli stessi padroni.

    3. maghi 29 marzo 2026

      come non abbiamo alternativa? E allora i governi tecnici cosa sono? Hi, hi, hi.
      Il sistema per governare senza elezione popolare c'è eccome, basta fare come in Germania o mettendo un governo tecnico del Presidente per non lasciare il paese senza una guida.

    4. omega 29 marzo 2026

      Fatto sta che con questo voto si poteva delegittimare la magistratura e il suo organo di autogoverno, e invece ciò non è accaduto.
      Come tutti sanno, il popolo non tocca palla in materia di giustizia.
      Con la vittoria del SI non avrebbe toccato palla lo stesso, ma avrebbe almeno democraticamente sfiduciato la magistratura, timore espresso a pochi giorni dal voto proprio dalla Mummia.

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