Silvio ha fatto anche cose buone?

Silvio ha fatto anche cose buone?

Di Roberto Valtolina

Nella nostra vicenda nazionale degli ultimi ottant’anni non c’è stata una personalità che abbia inciso così a fondo nella viva carne del Paese come Silvio Berlusconi. E ora un libro cerca di indagare i motivi profondi del suo ciclonico agire e incidere sulla scena italiana, avviando un percorso di revisione storica. Dal 28 maggio, ad un anno di distanza dalla sua scomparsa, è nelle librerie Silvio ha fatto anche cose buone, edito da Ponte alle Grazie. Lo ha scritto Ferruccio Pinotti, giornalista del Corriere della Sera e autore di libri d’inchiesta significativi, coadiuvato dall’autore di queste righe.

Il titolo dell’opera è provocatorio. Un elogio di Berlusconi? Non proprio, dato che mostra l’inganno della narrazione che volle il Cavaliere come l’imprenditore che si fece da solo: il sostengo di Bettino Craxi e di Giulio Andreotti furono decisivi per favorirne l’ascesa economica. Berlusconi è stato un uomo di governo dedito quasi esclusivamente alla cura dei suoi enormi interessi economici, all’autotutela giudiziaria ottenuta con leggi atte a scansare indagini e processi, e a un’intensa vita sessuale divenuta anche strumento di selezione politica. Il Cavaliere non fu mai un liberale come volle far credere. Dalla modernizzazione tecnologica del Paese all’abbassamento delle tasse, dall’intolleranza nei confronti della concorrenza e del dissenso - certificata dal duopolio «Raiset» e dalle continue censure ed epurazioni delle voci discordi - alla cinica alleanza con il Vaticano, l’elenco delle promesse mancate è lungo. Il Cavaliere condusse una politica estera basata quasi del tutto sui legami amicali e questo fu un limite grave, perché gli uomini passano, ma gli Stati restano. Se il decisore politico conduce una diplomazia povera di lungimiranza politica, ai suoi eredi lascia solo problemi, anche se è indubbio che oggi il modus operandi berlusconiano sarebbe stato utile all’Italia e alla Ue nei rapporti con la Russia di Putin, di cui Berlusconi fu sempre un sostenitore.

Eppure, lontana sia da intenti apologetici che da toni liquidatori, la ricostruzione scandaglia in tredici capitoli ogni aspetto della sua personalità irruenta e debordante e mostra come Silvio abbia fatto realmente «cose buone»: dalla legislazione tutelante l’universo rosa - come la norma che impose le “quote rosa” nei cda dei collegi sindacali delle aziende quotate, al punto che il 6% di donne nei cda medesimi è divenuto 36%, insidiante il 40% norvegese - ad alcune norme sulla sanità ad opera del suo ministro Ferruccio Fazio; dalla sua alleanza geo-politicamente strategica per il nostro Paese con la Libia di Gheddafi alla sua presidenza del Milan, ovvero la stagione in assoluto più ricca di trofei della storia rossonera.

Guardando retrospettivamente l’Italia di quegli anni, visti i danni inflitti nel frattempo dal neoliberismo al Paese in termini di disuguaglianze, si può ascrivere al medagliere berlusconiano un paradossale merito: quello di non aver mantenuto la promessa della tanto annunciata “rivoluzione liberale”, i cui risvolti liberisti avrebbero presentato al Paese un conto ancor più salato in termini di coesione sociale e di salute economica del tessuto produttivo. Per capire ciò, è utile un confronto con Germania e Francia. Se un’economia si affida al mercato, la composizione della struttura produttiva è decisiva per l’impiego di strategie competitive diverse dalla compressione dei costi. È quello che ha fatto la Germania e, in misura minore, la Francia. L’Italia no: con una struttura produttiva tarata sull’arredo casa, l’agroalimentare, l’automazione meccanica e l’abbigliamento e con l’80% del tessuto produttivo fatto di imprese con meno di cinque dipendenti, il Paese ha subito la concorrenza dei paesi emergenti, in grado di produrre le stesse merci a costi straordinariamente inferiori. Il fatto che il 30% circa del nostro Pil sia frutto del nero non è solo un problema morale, ma anche economico. Berlusconi lo capì e si mosse di conseguenza, convinto che, senza un sostegno alla domanda interna, non c’è deriva illegale che salvi dall’impoverimento e dalla svendita all’estero delle nostre attività. E dato che il sostegno non può venire dalla bilancia dei pagamenti, strutturalmente in disavanzo per lo spread della composizione della nostra offerta industriale rispetto a quella dei nostri vicini tedeschi e francesi, non è disposto a rinunciare alle «esportazioni interne» garantite dalla spesa pubblica: vero e unico ubi consistam di un sovrappiù che andrebbe altrimenti sprecato, compromettendo ancor di più i livelli di sussistenza delle masse. Berlusconi è stato l’unico a dire parole di verità sull’Europa quando, pur in modo contraddittorio, tentò di spiegare che il debito pubblico non è la causa principale dell’andamento dello spread sui tassi d’interesse, che risiede semmai nella struttura dell’eurozona e nelle politiche di «austerità», le quali non fanno altro che accrescere gli squilibri.

Conti alla mano, gli esecutivi del Cavaliere hanno praticato le virtù di un keynesismo strizzante l’occhio all’illegalità, ma pur sempre keynesismo. Secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, negli otto anni di governo di Berlusconi compresi tra il 2000 e il 2011 le imposte aumentarono di 176 miliardi di euro a fronte di un rialzo della spesa pubblica corrente pari a 206 miliardi di euro; nei due anni di governo Prodi, l’aumento delle imposte è stato pari a 52 miliardi di euro a fronte di un aumento della spesa di 60 miliardi; durante il governo Monti la spesa aumentò di 8 miliardi a fronte di un aumento delle imposte di 20 miliardi. Dunque, mentre il governo Prodi ha perseguito il pareggio di bilancio e il governo Monti ha conseguito un ferreo avanzo, i governi berlusconiani hanno preservato una linea di deficit spending.

Silvio ha fatto anche cose buone?

In sintesi, l’eredità di colui che nel 1994 “scese in campo” rimane pesante. Con il Cavaliere si è accelerato - anche se non solo con lui - il processo di precarizzazione del mercato del lavoro, il culto del denaro come primaria fonte di legittimazione sociale, il dilagare di una concezione proprietaria delle relazioni sociali e il conflitto d’interessi come normalità. E gli iter di riforma dell’attuale governo in materia di giustizia e di libertà di stampa sono eredi dell’ascendente piduista che lui fece proprio: dall’abolizione del reato di abuso d’ufficio ai pesanti limiti nella durata delle intercettazioni, dall’introduzione dei test psico-attitudinali per le toghe al divieto di pubblicazione delle ordinanze di misura cautelare prima del termine delle indagini preliminari, dall’aumento della quota politica nel CSM alla separazione delle carriere fra giudici e pm: una inesorabile deriva verso inedite forme di autoritarismo “dolce”.

Di Roberto Valtolina

16.06.2023

Roberto Valtolina. Classe ’87, scrittore e ricercatore, Valtolina ha collaborato con la firma del Corriere della Sera Ferruccio Pinotti a vari libri d'inchiesta: "Untold. La vera storia di Giangiacomo Feltrinelli", "Attacco allo Stato" (sulle autobombe del 1993), "La ragazza che sapeva troppo" (caso Orlandi) e "Silvio ha fatto anche cose buone". È autore con Maurizio Fiorentini di The masquerade, edito da Serradifalco Editore (2023).

Commenti (59)

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Mostra commenti 59 caricati
    1. BrunoWald 19 giugno 2024

      Guardate attentamente la foto in testa all'articolo.

      Guardateli bene, con attenzione.

      Premetto che ho sempre sentito una "simpatia" istintiva sia per Putin che per Berlusconi, se non altro per contrasto con i lugubri, squallidi e ripugnanti figuri che sono perlopiù i pezzi grossi dell'occidente.

      Ciò detto, guardateli bene e siate sinceri con voi stessi: per caso comprereste una macchina usata, un'assicurazione, un "prodotto finanziario" o qualsiasi altra cosa da quei tipi?

      Si vede da lontano che sono "un par de pendejos", come direbbero dalle mie parti (libera traduzione: due birichini 😄 )

    1. Eugiorso 18 giugno 2024

      Rammento che oltre al vecchio puttaniere gaudente silvio ("meno male che silvio c'è!") storicamente abbiamo un'altra "personalità" che ha agito abbondantemente, producendo danni enormi al paese e alla maggioranza della popolazione italiota, trattandosi niente di meno che di romano prodi, il mortadella, il quale in veste di cirio-bertolli-derica ha iniziato la privatizzazione dell'IRI benemerita e la svendita delle aziende in mano pubblica, poi, come se già non bastasse, "ci ha portati nell'euro", affermando davanti i microfoni e le telecamere che "la povera gente capirà" ... Ma cosa? La storica inculata che oggi è un fatto compiuto?

      Se vogliamo fare una disgustosa gara a ribasso, un confronto come quello fra la peste e il vibrione del colera, dobbiamo ammettere che ambedue - silvio burlesque e romano mortadella - hanno pieno diritto ad essere insigniti dei titoli di fantozziana memoria "lup mann figlio di putt, dott ing gran ladr di gran croc pezz di merd, gran farabutt ladr matricolat caracul" e mi fermo qui ...

      Cari saluti

    2. Roberto Rey 18 giugno 2024

      Poi più vicini nel tempo Conte, Speranza,, quella dei banchi a rotelle...................

    3. Martin 19 giugno 2024

      Sorry ma Prodi per danni inferti all'Italia non lo batte nessuno, il podio e' tutto suo. Poi seguono, cmq a distanza, Amato Andreatta e Ciampi.

    1. pippo123 18 giugno 2024

      nel 2011 sui blog si repubblica fui il solo che scrissi che il bandana era stato fatto fuori per il suo sodalizio con Putin..avevo ragione.

    1. Martin 18 giugno 2024

      L'articolo e' semplicemente ridicolo. Frasi come "il culto del denaro come primaria fonte di legittimazione sociale, il dilagare di una concezione proprietaria delle relazioni sociali e il conflitto d’interessi come normalità" non significano meno di nulla. E l'abuso d'ufficio e' notoriamente un reato vuoto che si contesta ai nemici politici, come il falso in bilancio ed il concorso esterno in associazione mafiosa.

      L'articolista non ha capito meno di nulla di quanto di buono - oltre che di male, ovviamente - ha fatto Berlusconi e non vale certamente la pena dedicargli una dettagliata confutazione. Fino alle sue dimissioni, avevamo notevoli margini di autonomia (vedasi l'accordo con la Libia di cui l'autore non ha capito nulla, e gli innumerevoli veti messi in ambito UE). Da dopo le su dimissioni, siamo diventati una pedina dei Dem USA e dell'UE.

      L'articolista e' semplicemente un PDista avvelenato. D'altronde, basta vedere i titoli delle sue pubblicazioni

    2. RobertoV 18 giugno 2024

      Caro Martin, ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni, però possibilmente con più rispetto del lavoro di ricerca altrui, in questo caso mio.
      A) Non è vero che frasi come “il culto del denaro come primaria fonte di legittimazione sociale, il dilagare di una concezione proprietaria delle relazioni sociali e il conflitto d’interessi come normalità” non significhino nulla. Quando si scrive un articolo bisogna compendiare i concetti, ma nel libro il senso di quelle frasi e' spiegato con appositi capitoli;
      B) Il concorso esterno in associazione mafiosa è stato contestato a Dell' Utri, non a Berlusconi. Dell' Utri ha rimediato una condanna a 7 anni; durante il processo lo stesso Dell' Utri ha fatto molte ammissioni. Per quanto riguarda il falso in bilancio, il nostro Silvio lo ha depenalizzato con una delle sue tante leggi vergogna. E le accuse mossegli non derivavano dai presunti complotti di D'Alema e Veltroni (che dal libro escono a pezzi) ma da ben precisi indizi di prova; come emerge, ad esempio, nei processi All Iberian e Sme-Ariosto. L' imputato fu assolto perché " il fatto non è più previsto dalla legge come reato".
      C) L' accordo con la Libia di cui io non avrei capito nulla è spiegato nel libro con un capitolo apposito. Nell' articolo l' ho solo sintetizzato e sfido chiunque a dimostrare che a livello geopolitico, economico e di flussi migratori non fosse un accordo giusto per l' Italia.
      D) "Dopo le sue dimissioni, siamo diventati una pedina dei Dem USA e dell’UE". E prima non lo eravamo degli USA repubblicani?
      Berlusconi, nell' ordine (cito solo un compendio):
      - ha appoggiato la guerra Usa in Afghanistan;
      - ha appoggiato la guerra Usa in Iraq;
      - ha apposto vergognosamente il segreto di Stato sul sequestro di Abu Omar per coprire le porcherie della Cia;
      - ha deciso l'ampliamento di alcune basi Nato in Italia;
      - ha distrutto la politica mediorientale di Craxi e Andreotti diventando pappa e ciccia con Israele. Mi pare che su questo sito molti si lamentano giustamente - e io mi associo a loro - del servilismo italiano nei confronti di Israele. Benissimo, quel servilismo nasce con lui a partire dal 1994.
      E) È ridicolo, inoltre, tacciarmi di essere "un Pdista avvelenato": considero il Pd il peggio del peggio che esista politicamente su piazza e non l'ho mai votato. Innumerevoli sono state le mie discussioni con vari esponenti del suddetto partito: etichettarmi in questo modo è il colmo. Quando si leggono i titoli delle pubblicazioni bisognerebbe anche leggere i contenuti e non limitarsi al titolo; altrimenti si corre il rischio di esprimere inutili giudizi tagliati con l'accetta.

    3. Martin 18 giugno 2024

      Apprezzo il tempo dedicato alla risposta, ma resto delle mie idee. Poi io commento il suo articolo, non ho certo letto i suoi libri e me ne guardo bene, mi bastano i titoli. L'epoca di Berlusconi negli anni 90 l'ho vissuta da adulto e da vicino, e non ho bisogno di nessuno che me la spieghi.

      Certo che Berlusconi ha sostenuto gli USA e Israele, ma la questione della sua politica estera non finisce li'.

      Solo le segnalo che "reati" come falso in bilancio di societa' privata, abuso d'ufficio e concorso - perdipiu' esterno - ad associazione mafiosa o terrorista esistono solo in Italia, e finiscono comodamente contestati solo ai nemici.

      Nei Paesi normali il falso in bilancio di una societa' privata non e' un reato in sè (per inciso, del Codice Rocco fascista), anche perchè la maggioranza dei bilanci non sono corretti.
      Nei Paesi civili, e' solo un elemento di prova di altri reati che vanno appunto provati, quali evasione fiscale, truffa agli azionisti o ai creditori.

    1. Giudice Holden 18 giugno 2024

      Stringendo all'osso, è stata la continuazione di Craxi, coi suoi stessi elettori a cui si aggiunsero tanti orfani democristiani. Tanti si meravigliarono del successo del leader socialista negli anni '80... ma va paragonato agli altri esponenti poltici del tempo... l'Italia era la repubblica dei freaks: Fanfani per fare la foto a fianco a Reagan si doveva mettere su un bidone, e anche così gli arrivava giusto per leccargli il culo, Andreotti gobbo, Spadolini donna cannone, De Mita che non parlava italiano... il circo Togni. E ci si stupisce che il ceto medio si innamorò di Craxi, che in mezzo a questa gente sembrava il miracolato di Lourdes. Di fronte come avversario aveva Occhetto, che sembrava topo gigio ed era più sfigato di paperoga. Che poi già il nome... avevano ragione i latini, Nomen omen.
      E la stessa cosa seguitò col Berlusca.

    2. Martin 18 giugno 2024

      In effetti l'inadeguatezza della classe politica del tempo e' solare, ma oltre a Craxi salverei Andreotti. Dopo, ci hanno pensato Prodi Andreatta Amato e Ciampi a danneggiare l'Italia esponenzialmente.

    1. sbregaverse 18 giugno 2024

      Silvio ha fatto anche cose buone ¿?
      Tantissime ~ se n'è fatte di bone ~

    1. mago 18 giugno 2024

      sarebbe bello mettere su una bilancia tarata in modo certificato questo libro e la biografia non autorizzata di Berlusconi il Cavaliere Nero vedere poi che succede..

    1. IlContadino 18 giugno 2024

      Una sola cosa buona ha fatto, l'ultima.

    2. pieros 18 giugno 2024

      Non è bello quel che dice. A prescindere dal personaggio berlusconi. si potrebbe dire lo stesso di lei.

    3. IlContadino 18 giugno 2024

      Ora ha l'opportunità di osservare la sua opera, fare un resoconto, valutare ciò che ha dato al mondo in questa vita.
      Se ne è andato, forse è stato un bene, più rimaneva più danni faceva, a se stesso; ora, occhiatina a quanto è stato poi si ricomincia, sperando di aver imparato qualcosa dagli errori commessi.

    4. Roberto Rey 18 giugno 2024

      “Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria” (Umberto Eco)

    5. ric 18 giugno 2024

      una delle tante cazzate di umberto eco .

    6. Roberto Rey 18 giugno 2024

      Io leggo e approvo indipendentemente da chi lo ha scritto. E aggiungo che la citazione vale anche per lei.

    7. Martin 19 giugno 2024

      Ottima frase, peccato che si adatti perfettamente proprio alla sinistra di cui Eco ha fatto parte

    1. danone 17 giugno 2024

      In un paese dove la classe politica è fatta esclusivamente di nani, saltimbanchi e ballerine, l'impresario è uno statista.

      Silvio è l'unico politico italiano della seconda repubblica, secondo me, che, se fosse ancora vivo e se fosse stato 10-15 anni più giovane, oggi rischierebbe seriamente di essere accoppato, vista la svolta anti-russa che va per la maggiore fra le nostre classi politiche attualmente.
      Di sicuro oggi come ieri cercherebbe di fare da mediatore fra le parti, come già fece anni fa con Bush e Putin e poi sicuramente si vanterebbe, a reti mediaset unificate, di essere uno dei più grandi pacificatori-mediatori che il mondo abbia mai visto, come minimo da nobel per la pace.
      Il bello è che forse, visto il livello generale di aberrazione raggiunto dai politici occidentali attuali, c'avrebbe pure ragione.

    2. ws 18 giugno 2024

      oggi rischierebbe seriamente di essere accoppato,

      Non credo proprio, già dimostrò ne l' "autogolpe " del 2011 quanto "eroico" fosse; allora gli bastò solo un "attacco in borsa"
      E' comunque possibile che lo abbiano "coviddizzato" col " placet degli "amorosi eredi " ma politicamente era già morto allora.

      Così questa sua "santificazione postuma" mi fa ridere ben più della "santificazione postuma" di Craxi , mediocre politico che almeno lui qualche resistenza l' ha veramente fatta ( e pagata).

      Ma un popolo furbetto ed immemore fa sempre POI queste "santificazioni postume" semplicemente per giustificare la propria ignavia di PRIMA.

    3. danone 18 giugno 2024

      Nessuna santificazione postuma del nostro (c'è dell'ironia nel mio commento).
      Rimane il fatto che Berlusconi fece davvero da mediatore fra Russia ed Usa, in un altra era geo-politica avvenuta pochi anni fa.
      Chiaro che lui era un ego gigantesco con un'auto-stima gigantesca che sconfinava nell'auto-divinazione, e i veri motivi per cui lo fece, fatti salvi i suoi interessi personali, li conosce solo lui, ma è un fatto che il suo agire da leader politico fu spesso ondivago, parere mio ovviamente, nei confronti delle agende del potere e non per altro, mica perchè non le conoscesse le agende, ma perchè non le riusciva a capire quelle agende.

    4. alessandroparenti 18 giugno 2024

      Anche con Gheddafi poteva non concedere le basi e rischiare di farsi accoppare. Ma non l'ha fatto. A quello bastava minacciarlo di un controllo tributario sulle sue aziende e faceva quello che gli veniva chiesto. Altro che farsi accoppare. Lo accoppavano i figli se faceva dei danni alle aziende di famiglia con le sue uscite. Era un uomo del sistema, anche mafioso, e seguiva le regole del sistema, anche se il suo ingenuo egocentrismo a volte lo faceva pisciare fuori dal vaso.

    5. maghi 18 giugno 2024

      in ogni caso l'hanno accoppato quando ha difeso Putin, i russi del Donesck e del Lugansk contro le mire espansionistiche anglo-sioniste e nel modo più innocente del mondo. Proprio come hanno fatto colle centinaia di migliaia, e forse mln, di connazionali, ossia con motivazioni medico ospedaliere. Sono convinto che se avesse tradito Putin, accusandolo e parteggiando per la NATO, come sta facendo la Meloni, sarebbe ancora vivo.

    6. sbregaverse 18 giugno 2024

      Del resto, il cavaliere, inconsistente, barone sborone rampante, alla fine bis^Conte dismessato:
      era perfetto così com'era.

    7. Martin 18 giugno 2024

      Il 2011 tutto fu meno che un autogolpe. La pressione interna e soprattutto internazionale (lo spread, la magistratura, la campagna mediatica) fu semplicemente pazzesca, e Berlusconi si trovò letteralmente da solo, abbandonato perfino da gran parte del gruppo parlamentare di Forza Italia, ossia da gente che gli doveva tutto. Trovatosi solo come un cane, da quel momento purtroppo cambio' linea, e francamente mi sembra piu' che comprensibile.

    8. Martin 18 giugno 2024

      Concordo

    9. Martin 18 giugno 2024

      Non concedere le basi Nato? Con Napolitano che convoco' il Consiglio Supremo di Difesa?

    10. alessandroparenti 18 giugno 2024

      Non è la stessa cosa lasciarlo fare o mettersi di traverso, specie per chi ha in mano tutte le televisioni.

    11. Martin 18 giugno 2024

      Cerco' di mettersi di traverso, ed anche Frattini. Avrebbe dovuto dare le dimissioni, che pero' era quello che aspettavano, in Italia e all'estero.
      Poi guarda che l'80% dei giornalisti Rai TV era di sinistra ed iscritto a sindacati di sinistra, quindi non aveva in mano proprio nulla. E le tv di Berlusconi erano infinitamente meno militanti di Rai 1 o 3.

    12. ric 18 giugno 2024

      si ma avrebbe dovuto essere molto piu' incisivo.

    13. Nonso 18 giugno 2024

      Stai vaneggiando. Fu la stessa destra ad affancularlo, e non certo per le puttane.

    14. maghi 19 giugno 2024

      ha potuto osare difendere Putin, perchè era una potenza politica, economica e finanziaria, ma di fronte al potere ebraico non ha tenuto conto della fine che questo potere ha fatto fare a gente più potente di lui, come Stalin. Non so se sapeva di rischiare di essere accoppato, ma penso che nella sua grande superbia non ci avesse nemmeno pensato, sennò sarebbe stato molto più cauto. Come gli successe dopo che mandarono quel minorato mentale a scagliargli in faccia la statuetta del Duomo di Milano di metallo del peso di 250 grammi. Ma dopo morti non si può essere cauti.

    15. ric 19 giugno 2024

      diciamo che un CRAXI qualsiasi avrebbe agito diversamente , pur tenendo conto che il Berlu aveva aziende da difendere diversamente da CRAXI.

    16. Martin 19 giugno 2024

      Craxi aveva il sostegno anche di parte della DC, ossia Andreotti. Berlusconi aveva contro tutta la sinistra e tutto il mondo cattolico.

    17. ric 19 giugno 2024

      ma CRAXI a Sigonella ha fatto tutto da solo... e non solo...si e' comportato da statista :

      https://www.youtube.com/watch?v=9sDmx01ZNfA
      ......................................................

      Mentre il berlu si e' sempre comportato da imprenditore...

    18. Martin 19 giugno 2024

      Sono due casi molto diversi. Contro Gheddafi c'era la favola del portare la democrazia, una idiozia esponenziale per chi conosce il profondo radicamento dei sistemi tribali autoritari, specie quando la democrazia la si porta a suon di bombe

    19. alessandroparenti 20 giugno 2024

      Giornalisti di sinistra non ce n'è.. C'è solo Fulvio Grimaldi.

    1. Giacomo 17 giugno 2024

      Forse per quel che riguarda la politica estera si può rimpiangere qualche scelta del cavaliere, per il resto tra mignotte, malavitosi e malcostumi vari c'è poco da salvare, altro che disavanzo tra tasse e spesa pubblica!
      Come direbbe Totó:"ma mi faccia il piacere!"

    2. Senna 18 giugno 2024

      "per il resto tra mignotte, malavitosi e malcostumi"

      Faceva prostituire ragazzine minorenni, "Ruby la nipote di Mubarak" sua grande opera d'arte, un personaggio ridicolo e completamente ininfluente!

    3. Martin 19 giugno 2024

      Ah ora faceva prostituire le minorenni! Con la copertura della magistratura, vero?

    4. Senna 19 giugno 2024

      Era un vecchio rinconglionito, depravato che si chiavava minorenni a pagamento, ovviamento coperto dalle autorità, ci sono anche intercettazioni telefoniche degli intermediari che il nano depravato usava, Lele Mora e la Minetti, un'altra del suo harem bunga bunga.

    5. Martin 19 giugno 2024

      Coperto dalle autorità e' semplicemente esilarante, con circa 115 procedimeni penali avviati contro di lui. Siamo proprio oltre il ridicolo

    1. pieros 17 giugno 2024

      Mah.dell'autore ho letto "the masque4ade" scritto con uno di autonomia operaia sui misteri italiani degli anni 70/80.
      Non mi ha convinto più di tanto. Come sempre i fatti possono essere visti da angolazioni differenti, a seconda di fhi guarda.
      Temo che non leggerò questo libro.

    2. Martin 18 giugno 2024

      Ah ah , scritto con uno di autonomia operaia - che grasse risate

    1. Deheb 17 giugno 2024

      SILVIO HA FATTO ANCHE COSE BUONE?

      Si - No - Forse….1 x 2 (a scelta)

      Sarei più contento e interessato nel vedere un titolo come:

      “Ciampi ha fatto (anche) cose buone?”…come idea per qualche libro d’inchiesta…

      “Conti alla mano […] una linea di deficit spending.”

      Non è che dire “keynesiano” è sempre positivo e viceversa pareggio di bilancio o avanzo è negativo, dipende.
      E anche snocciolare numeri sul debito potrebbe essere fuorviante se non correttamente contestualizzati. Il governo B. ha ridotto il rapporto debito/PIL sino al 2008 e poi l’ha aumentato visto la crisi subprime americana, aumentato come TUTTI NEL MONDO. Ha gestito decentemente e contro ogni dettame UE la crisi 2009 tenendo in piedi la baracca. (L'enorme bugia della "crisi del debito sovrano").

      Non mi pare corretto paragonare periodi e contesti estremamente diversi mostrando solo i numeri.

    1. alessandroparenti 17 giugno 2024

      Mi sono fermato quando a detto che 60/52 vale meno di 206/176. Li ho capito che mi prendeva per il culò. Infatti i valori sono pressochè identici.

    2. ws 18 giugno 2024

      Guarda che in termini economici non conta il rapporto ma la differenza: +30 MLD "keinesiani" contro +8 di prodi e un -12 di monti ( così dice lui )

      Ma quello di monti numero fasullo di sicuro perché Monti solo con l' IMU aumentò le tasse di 30ML

    1. pippo123 17 giugno 2024

      Silvio di fronte a questi ultimi sembra Churchill

    1. Seik Eloth 17 giugno 2024

      Quanto lavoro mi ha dato Silvio, erano bei tempi.
      Il migliore, fatto fuori dai soliti padroni.
      E gli zombies siringati e bestiali credono alle ragazzine motivo della dipartita.

      Culona inchiavabile ♥️

    2. Roberto Rey 18 giugno 2024

      Leggo che l'autore è classe 87. Nel 94 era un moccioso. Ergo : ha messo insieme il suo "libercolo" leggendo la propaganda anti-B di altri. Nessuno ricorda che il solo partito non indagato (chissà perchè, ah,ah!) fu il PCI. E si rischiava di diventare una brutta copia di Cuba. (Mi aspetto che qualcuno scriva che Cuba era un paradiso e tutti erano felici di Fidel...ah,ah!). Vinse le elezioni perchè la maggioranza degli italiani non era ancora decerebrata. Oggi il 50% non vota e ci sono quelli che .. che hanno solo la Salis in zucca e il Pd della LGTBXYZ
      Meditate gente, se ne siete capaci.

    3. RobertoV 18 giugno 2024

      Sono il moccioso. Avrò avuto pochi anni quando Berlusconi vinse le elezioni nel '94, però nel frattempo ho studiato e ho fatto ricerca.
      Lei non so.
      E siccome ho fatto ricerca, non ho messo insieme il libro "leggendo la propaganda anti-B di altri". Tant'è che nel libro, a differenza di quello che ha sempre fatto Travaglio, si sottolineano anche le cose positive di Berlusconi. Ma mi pare che qui, come altrove, c'è il brutto andazzo di giudicare i libri senza averli letti.

    4. Roberto Rey 18 giugno 2024

      Io di anni ne avevo 58. Oggi ne ho 88 e posso dire di aver vissuto da moccioso il fascismo e da un po meno moccioso la seconga guerra mondiale. Poi ci riprendemmo, malgrado Togliatti , i suoi successori e il PCI facessero di tutto per impedirlo. Complice la Magistratura quando ormai l'URSS si era dissolta si cercò di farla rinascere da noi. Non ci riuscirono per merito di Berlusconi. E degli italiani che lo preferirono a Occhetto, segretario del PCI, guardacaso l'unico partito non indagato in "mani pulite".
      Lo sapeva ?

    5. RobertoV 18 giugno 2024

      Non lo so, ma per il semplice motivo che non è vero.
      Lei avrà anche 88 anni, ma questo non può essere criterio di una maggior conoscenza della storia (comunque complimenti per l'età e il vigore).
      Non è vero che il PCI non fu indagato e colpito dalla magistratura. D'altronde, già la composizione del pool di Mani Pulite dimostra che questa è una tesi ridicola: tolti D'Ambrosio e Colombo, esponenti di Magistratura democratica, il procuratore capo era Borrelli, un liberale di estrazione crociana. E gli altri due protagonisti, Di Pietro e Davigo, sono di destra e lo erano anche allora: il primo, tipico esponente di un ceto rurale contadino e reazionario, voto' Msi nel 1994, mentre il secondo è ed era all' epoca notoriamente iscritto a Magistratura indipendente, la corrente più conservatrice. Lo sapeva?
      Tra procedimenti disciplinari al Csm, indagini penali e ispezioni ministeriali, i pm del pool furono gli uomini più radiografati in Italia. Colombo e Davigo sono finiti sotto procedimento disciplinare al Csm un sacco di volte: Colombo 5 e anche Davigo tante, Di Pietro minacciato di morte dalla Falange armata e subissato di querele, cause civili e penali. Se avessero avuto qualcosa "non in regola" sarebbe emerso. Non è emerso. Quindi l' immaginazione deve lasciare il posto ai fatti, come sempre si deve fare quando si parla di storia: sono i fatti che contano quando si fa storia, non le immaginazioni, i pregiudizi ideologici e le idiosincrasie personali.
      Nel 1994 Berlusconi, tramite Fini e La Russa, propose a Davigo e a Di Pietro di entrare nel suo governo come ministri dell'Interno e della Giustizia. Lo sapeva? E come mai quella proposta, se è vero che Davigo e Di Pietro salvarono i comunisti?
      Esaminando i fatti, i “comunisti” non sono stati affatto salvati. Il primo politico arrestato da Mani pulite non fu il craxiano Mario Chiesa (amministratore del Trivulzio), ma il pidiessino ed ex Pci Epifanio Li Calzi, assessore comunale all’Edilizia. Dopo di lui, finì in carcere o sotto indagine l’intera dirigenza del Pds milanese, che fu letteralmente rasa al suolo: i “cassieri” occulti Luigi Carnevale e Sergio Soave, il segretario provinciale Roberto Cappellini, l’ex vicesindaco Roberto Camagni, l’assessore Massimo Ferlini, il segretario provinciale Barbara Pollastrini e il parlamentare Gianni Cervetti (gli ultimi due poi assolti). A Roma, le indagini giunsero fino al tesoriere nazionale Marcello Stefanini e al responsabile del patrimonio immobiliare Marco Fredda. Furono arrestati e condannati il funzionario Primo Greganti e il responsabile del settore energia Giovanni Battista Zorzoli. Il pool indagò anche sulle coop rosse, sugli appalti dell’Enel e dell’Alta velocità e anche su una misteriosa valigia piena di soldi che Raul Gardini portò nella storica sede del Pci di Botteghe Oscure, di cui però non si riuscì a individuare il destinatario a causa della morte di Gardini, che proprio il giorno in cui morì, doveva rivelare a Di Pietro a chi portò un miliardo a Botteghe Oscure. O vogliamo sostenere che il pool fece assassinare Gardini?
      Le indagini ricostruirono un sistema in cui i partiti di governo partecipavano direttamente alla spartizione delle tangenti, mentre il Pci-Pds era finanziato attraverso una quota degli appalti pubblici assegnati alle cooperative rosse che poi finanziavano, perlopiù legalmente, il partito. Tranne a Milano, dove la corrente “migliorista” del Pci-Pds era entrata a pieno titolo nel sistema delle mazzette con i “cassieri” Carnevale e Soave, il Psi apparve più colpito da Mani pulite perché il suo padre-padrone Bettino Craxi risiedeva e operava a Milano (sotto la competenza diretta di quella Procura, diversamente dai segretari degli altri partiti, con base perlopiù a Roma) e perché gl’imprenditori e i cassieri di area socialista si rivelarono i più disponibili a confessare, rendendo più facili le indagini. Inoltre il Psi aveva la “panchina corta”: rispetto a Pci e Dc era meno compartimentato, privo di filtri organizzativi tra i cassieri delle mazzette e il segretario nazionale. Craxi si rivelò l’unico segretario di partito che rubava anche per sé e senza alcuna precauzione: come raccontano alcuni testimoni, i soldi gli venivano consegnati in grandi buste gialle direttamente nel suo ufficio milanese, in piazza Duomo 19.
      Lo sapeva?

      Nel libro vengono anche ricostruiti i rapporti economici (fatti, non teoremi mediatici) tra Berlusconi e i comunisti che tanto odiava (tranne quando c'era da fare affari: in quel caso andavano benissimo anche loro).
      Due chicche fanno al caso nostro: intorno alla metà degli anni '80 Berlusconi comincia a rilevare alcune TV locali in crisi del PCI. Scopo?Allearsi con la corrente migliorista del PCI. Obbiettivo raggiunto: nell'aprile 1987 sulla rivista "Il Moderno", house organ di quella corrente, compare un'intera pagina pubblicitaria della Fininvest. Lo sapeva?
      Dulcis in fundo, caro Rey, il 4 maggio 1988 ci fu l' annuncio epocale: a poco più di un anno dalla caduta del Muro di Berlino e in un periodo in cui contro Ceausescu vigeva l' embargo, Silvio annunciava trionfante la stipula di un accordo tra la Fininvest e l'Urss: Silvio diventava il concessionario esclusivo per gli annunci pubblicitari delle aziende europee sulla Tv di stato russa. Lo sapeva?
      Accipicchia quanto erano cattivoni questi comunisti capitanati da Occhetto!!! Consentirono al piduista di fare affari d'oro con l'Urss e di acquisire prestigio internazionale...in cambio di cosa sarebbe bello saperlo. Gli stessi cattivoni comunisti che, andati al governo con D'Alema e Prodi, "si dimenticarono" di fare la legge sul conflitto d'interessi, consentendo all' odiato (figurarsi) Silvio di continuare a far soldi a palate con la pubblicità televisiva: chissà perché.

      Morale: la storia è molto più complessa delle semplificazioni mediatiche tra indiani e cow-boy, tra rossi e neri.
      Cordialmente,
      Roberto V.

    6. Roberto Rey 18 giugno 2024

      Mi pare ci fosse anche una certa Boccassini. E allora come fu che alle elezioni gli antagonisti erano FI e PCI ? Il PCI fu come tutti i partiti indagato , ma fu accusato di cose risibili.
      Davigo era di destra ? Non lo sapevo. E Di Pietro voto MSI. Glielo ha detto lui ?
      Lei ha riscritto la storia del periodo. Ha fatto le ricerche de caso ovviamente, Ma molto dipende da dove si cerca. la differenza tra la sua visione dei fatti e che io c'ero.
      Saluti
      RR

    7. RobertoV 18 giugno 2024

      "Dipende dove si cerca?" Certo, ma io ho cercato dappertutto, non ho cercato solo documenti e carte che mi facessero comodo, glielo assicuro.
      Gli antagonisti, nel 1994, erano Forza Italia e PDS, non Forza Italia e Pci, il quale peraltro non fu indagato di cose risibili, basta leggere i capi d'imputazione dell' inchiesta.
      Di Pietro non ha detto a me che voto' Msi: lo ha detto in televisione a milioni di italiani, in una puntata di Bersaglio Mobile, datata 8 gennaio 2016.
      C'era la Boccassini? Certo, però c'erano tanti altri: ad esempio, il gup dell'indagine "Toghe sporche" Alessandro Rossato, che nel '97 chiese l' arresto di Previti, era di una corrente di destra della magistratura, Unità per la Costituzione.
      Ricambio i saluti,
      RV.

    8. Martin 19 giugno 2024

      Complimenti, quanto ha scritto e' esatto, ma la conclusione e' che Lei vede perfettamente gli alberi ma ignora la foresta

    9. RobertoV 19 giugno 2024

      Posso (forse) intuire ciò a cui Lei si riferisce.
      Se Lei si riferisce a ciò che ha simboleggiato il Britannia e relativa svendita del patrimonio pubblico italiano, allora siamo d'accordo.

    10. Martin 19 giugno 2024

      No. Tangentopoli e' stata, o cmq e' sicuramente molto presto diventata, una operazione politica effettuata per via giurisdizionale.
      Una parte della magistratura ha assaltato e disarticolato DC e PSI, quali i sicuri maggiori responsabili e beneficiari della corruzione politica. Tutta la manovra ha chiaramente risparmiato e agevolato il PD.
      (C'e' da ringraziare il cielo che il PD in quel tempo era guidato da Occhetto).
      Non solo: con l'ignobile comunicazione giudiziaria a Berlusconi durante il G8, una parte della magistratura ha letteralmente mirato al rovesciamento del sistema.

      Resta da capire - e non è poco - quanto la manovra e' stata principalmente endogena - come tendo a pensare - e non anche ispirata e attivamente sostenuta da qualcuno dei nostri Paesi amici.
      I servizi dei Paesi amici - non solo degli USA - sono molto presenti ed attivi in Italia, specie nei media.

      La svendita del patrimonio pubblico, a partire dalla privatizzazione dell' IRI, e' imputabile al quartetto Prodi Andreatta Amato e Ciampi, in totale e passiva obbedienza alle direttive di quelli che oggi vengono finalmente chiamati circoli o lobbies neoglobalisti/e internazionali.

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