DI MAURO BOTTARELLI
rischiocalcolato.it
Non notate qualche somiglianza con la situazione attuale? Le nostre società cosmopolite, integrazioniste, super-tecnologiche non sono in fondo tanti “The Village” ultra-sorvegliati e che non ci lasciano via d’uscita, pena l’isolamento, la criminalizzazione sociale e la ghettizzazione ideale? La televisione, i media in generale, la logica delle fake-news e della post-verità, non sono moderne e meno invasive forme di condizionamento e controllo sociale, esattamente come gli esperimenti cui venivano sottoposto “Numero 6”? Non siamo, forse, già un uno stato di polizia? Anzi, in un prodromo di legge marziale, de facto? Pensateci: la più grande democrazia al mondo, il faro di libertà, non è forse guidata da un uomo che, a sua volta, non si azzarda a prendere nemmeno un caffé senza l’ok dei suoi generali? E lui li chiama proprio così, quando parla delle iniziative di politica estera che presenta al mondo: “Me lo hanno detto i miei generali”.
Di fatto, gli USA sono retti da una “junta” militare, esattamente come fu negli anni per Cile, Argentina, Turchia e Grecia: meno plateale, non abbiamo i colonnelli alla Bruce Willis in “Attacco al potere”, né i carrarmati a presidiare il ponte di Brooklyn ma, guardando in faccia la realtà, chi governa davvero in America, con il beneplacito e la copertura “sociale” del comparto bellico-informativo-industriale? E’ la classica “junta” militare a tre: il generale James Mattis, capo del Pentagono, il generale John Kelly, chief of staff del presidente e il generale H.R. McMaster, consulente per la sicurezza nazionale. Casualmente, i tre uomini che il Deep State voleva in quei posti, dopo le sliding doors poste in essere alla Casa Bianca, con licenziamenti davvero degni di “The apprentice” e il Russiagate a facilitare il lavoro. E’ stato Mattis a bloccare reazioni “di pancia” verso la Corea del Nord, Kelly ha imposto l’ordine allo staff della Casa Bianca e McMaster si è distanziato con grande rapidità e fermezza dalle parole del presidente rispetto ai fatti di Charlottesville: di fatto, hanno mano libera.
E le leve del comando reale: non a caso, è di stamattina la notizia che altri 3mila soldati USA partiranno per l’Afghanistan. L’atto di cessione di potere verso il Pentagono firmato da Trump ad aprile e ratificato a tempo di record dal Congresso a luglio, sta entrando nel vivo. L’America è in mano a generali che, insieme, vantano 119 anni in divisa, gente che vede il mondo e le sue dinamica da una naturale prospettiva marziale e bellica. Gente che ai problemi offre risposte militari, non diplomatiche. Nè, tantomeno, politiche. Gente che parla poco e twitta ancora meno. E, caso strano, quel tipo di risposte sono quelle che il Deep State e il comparto bellico industriale, preferiscono. E la gente è pronta ad accettare di buon grado, visto l’ottimo lavaggio del cervello fatto dai media attraverso la strategia della paura permanente.
E i media, quale parte giocano nell’enorme Village globale, nel panopticon invisibile in cui viviamo ogni giorno di più? Un esempio arriva fresco fresco dagli USA, notizia di ieri pomeriggio. Se non lo sapete, l’informazione locale negli Stati Uniti è stata, di fatto, una sorta di siero anti-vipera rispetto all’offensiva mainstream, soprattutto per quanto riguarda tematiche spinose come il linguaggio dell’odio, le fake news, il gender e il politicamente corretto. Insomma, la censura delle elites. La spina dorsale di questo contropotere fatto dalle varie “gazzette” ed “eco” è la Report for America (RFA), la quale però, non godendo di laute inserzioni pubblicitarie o danarosi editori o tantomeno stanziamenti federali, vive con le disponibilità all’osso. E, ultimamente, quell’osso ha cominciato anche a rosicchiarlo, per sopravvivere. Bene, da ieri e per i prossimi cinque anni, cambia musica, come mostrano queste immagini:
Google, attraverso il progetto Google News Lab Summit, piazzerà 1.000 giornalisti fidati nelle newsroom di tutta l’America, le quali fino al 2022 potranno attingere a fonti di notizie notoriamente indipendenti ed equidistanti come Peace Corps, Americorps, Teach for America e altri media pubblici. La seconda immagine, vi mostra l’imparzialità di cui l’America potrà godere di qui in poi, visti i nomi presenti nell’advisory board del progetto di Google. Come vedete, nulla – ma proprio nulla – è lasciato al caso. Non vi sentite nemmeno un po’ dei “Numero 6” chiusi in un Village di iPhone ultimo modello, Starbucks, informazione e fonti a direzioni unificate e sospensione, de facto, della democrazia rappresentativa? Non sentite su di voi il controllo di droni, camere a circuito chiuso, password, pin, fidaty card, fra poco chip sottopelle al lavoro e quant’altro trasforma la nostra vita in un codice tracciabile? E controllabile.
E quelli che di voi utilizzano Facebook e hanno dato il loro “like” alla pagina di RischioCalcolato, non hanno notato che dal 7 settembre scorso non vengono più aggiornati i nuovi post pubblicati? Pensate sia una scelta del blog? Siamo tutti dei “Numero 6”, destinati alla futilità da un potere troppo più grande di noi e troppo facilitato nel tagliarci le gambe dalla sera alla mattina, per quanto duri e determinati siano i nostri sforzi di resistenza. E’ giunto il tempo della riflessione. E delle decisioni. Serie.
thebuke 23 settembre 2017
una situazione implementata in pieno in Italia attraverso il codice fiscale, strumento che consente di controllarci in maniera totale, in tutte queste situazioni
Nascita
Interazione e
identificazione presso gli uffici pubblici in particolare quando ci
si siede di fronte a un addetto della Agenzia delle entrate
Iscrizione a scuola
Compilazione
dichiarazioni dei redditi
Acquisto autovettura
Apertura conto
corrente bancario o postale
Attivazione utenza
telefonica mobile
Attivazione utenza
telefonica fissa
Attivazione utenza
energia elettrica
Attivazione utenza
acqua potabile
Attivazione utenza
gas
Installazione
Telepass
Emissione carta
bancomat
Emissione carta di
credito anche se prepagata
Cambio assegno allo
sportello bancario o postale
Cambio banconote
allo sportello bancario o postale
Cambio banconote da
lire a euro allo sportello bancario o postale
Iscrizione figli a
scuola
Iscrizione a corsi
extracurriculari
Rogiti notarili di
beni iscritti nei pubblici registri
Accesso alla
giustizia
Acquisto giornale
online (anche singola copia da 1,50 euro)
Emissione tessera
fedeltà di supermercati e simili
Registrazione su
siti per scommesse e giochi online
Cambio valuta anche
in zona extradoganale come ad esempio zona duty free di aeroporti
Assunzione a tempo
determinato e indeterminato
Stipula contratto di
affitto
Apertura società e
trasferimento di quote o azioni
Abbonamento ai mezzi
pubblici (esempio GTT - Torino)
Rilascio tessera
bibliotecaria comunale
Invio reclamo a
poste italiane
e forse ne ho dimenticata qualcuna