Siamo seri: NON è possibile fare i vaccini “in 100 giorni”

Vogliono farci credere che, per la "prossima pandemia," metteranno a punto un vaccino sicuro in soli tre mesi. Una cosa che fa a pugni con la realtà

Siamo seri: NON è possibile fare i vaccini “in 100 giorni”

Kit Knightly
off-guardian.org

In gran segreto, dietro i titoli dell'Ucraina su tutte le prime pagine, la scorsa settimana l'Organizzazione Mondiale della Sanità si è riunita per discutere una legislazione globale che autorizzerà l'OMS a combattere le "future pandemie".

La prima consultazione si è tenuta il 1 marzo. Il 3 marzo, l'UE ha approvato una mozione che la autorizza a negoziare tale trattato.

Nessuno sa esattamente cosa comporterà questo ipotetico regolamento internazionale, soprannominato il “Trattato pandemico”, ma ci sono degli indizi.

Quasi sicuramente comporterà una sorta di passaporto vaccinale internazionale, probabilmente sulla base delle SMART Health Cards attualmente in circolazione in tutti gli Stati Uniti.

È anche interessante notare che questo trattato è stato sviluppato parallelamente alla "riforma" dello Human Rights Act 1998 da parte del Regno Unito in una nuova "carta dei diritti del Regno Unito," volta a prevenire "l'abuso" della "cultura dei diritti" e a porre una nuova enfasi sulla “responsabilità sociale”.

Tuttavia, i dettagli rimarranno un mistero fino a quando la proposta finale non verrà pubblicata entro la fine dell'anno.

Quello che sappiamo, tuttavia, è che gran parte del proposto "rafforzamento" della risposta alla pandemia sarà costituito da un aumento dei finanziamenti e delle risorse per lo sviluppo di vaccini, ancora più velocemente dei vaccini Covid.

Questo obiettivo è stato reso noto al recente Global Pandemic Preparedness Summit di Londra, dove la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI) ha annunciato la sua "missione dei 100 giorni".

La CEPI, per chi non lo sapesse, è una fondazione co-finanziata (tra gli altri) dalla Bill and Melinda Gate Foundation e dal World Economic Forum, il cui obiettivo dichiarato è “sviluppare vaccini per contrastare le future epidemie”.

La missione dei 100 giorni, che ha già un proprio sito Web e un hashtag di tendenza (#100DaysMission), è, in pratica, esattamente quello che sembra.

Per il futuro, la CEPI vuole produrre nuovi vaccini per malattie emergenti sconosciute – che chiamano Malattia X – entro 100 giorni dall'isolamento dell'agente patogeno.

Hanno già messo a disposizione 1,5 MILIARDI di sterline per promuovere questo sforzo.

Filtriamo il tutto.

Oltre un miliardo di sterline per produrre vaccini per una malattia che (ancora) non esiste e che potrebbe non esistere mai.

Questo sembra un ulteriore passo nel processo, iniziato con la narrativa della "pandemia", di ridefinizione di tutto ciò che avevamo precedentemente capito su come interagiscono agenti infettivi e vaccini.

La Covid, ricordiamolo, era una narrativa pandemica totalmente avulsa da ogni contesto sociale, scientifico e storico, per creare una realtà alternativa fluida e guidata da un'agenda. E sembra che questa sia destinata ad essere la "nuova normalità".

Ecco un piccolo aggiornamento sulla velocità con cui i vaccini Covid sono sfrecciati attraverso il normale processo scientifico:

* Il virus sarebbe stato scoperto a Dicembre.

* Era stato completamente sequenziato geneticamente entro il 10 gennaio 2020.

* Il documento su cui si basavano tutti i test PCR era stato sottoposto a revisione paritaria in meno di 24 ore.

* Dopo decenni di fallimenti, la razza umana ha prodotto una dozzina di vaccini contro il coronavirus in meno di tre mesi.

* Questi vaccini sono stati poi "testati per la sicurezza" in meno di sei mesi.

In tutto, dalla "scoperta" del virus all'approvazione dei vaccini per uso umano, ci sono voluti 300 giorni.

Questo processo richiede normalmente almeno 3-10 anni.

Di solito ci vogliono almeno 5-10 anni per portare sul mercato un vaccino completamente testato. Un articolo di Pronker et al, "Quantificazione del rischio nella ricerca e sviluppo di vaccini" (PubMed 2013), stima che il tempo medio di sviluppo di un nuovo vaccino sia di oltre 10 anni.

In poche parole, non è mai stato possibile preparare un vaccino per una nuova malattia in 1000 giorni, non parliamo poi di 100.

La velocità con cui sono stati prodotti i vaccini Covid è assolutamente senza precedenti nella storia dei vaccini.

L'idea di poter ridurre ulteriormente questo già incredibile lasso di tempo e mettere a punto un vaccino sicuro ed efficace in soli 100 giorni è, francamente, assurda. È surreale. È Campata in aria.

Per prima cosa, la stragrande maggioranza dei vaccini candidati non funziona.

La ricerca di Pronker ha rilevato che, di tutti i potenziali prodotti vaccinali oggetto di ricerca, solo il 6% circa è stato effettivamente immesso sul mercato.

Quindi, nel mondo reale, un produttore di vaccini passerà attraverso un processo di 5-10 anni sapendo che c'è una probabilità del 94% circa che, alla fine, non ne uscirà nulla di concreto.

Dopo decenni di tentativi non sono riusciti a produrre un vaccino contro l'AIDS o l'influenza o la malaria o molte altre malattie comuni. Queste sono condizioni patologiche conosciute e (presumibilmente) comprese, ma per esse non ci sono vaccini.

Quindi, nel mondo reale, anche se si riuscisse a fare un vaccino in 100 giorni, le possibilità sono: che non produca immunità, che la produca ma con effetti collaterali dannosi o che non abbia letteralmente alcun effetto.

Ora, certo, scienza e tecnologia non sono statiche. Stiamo sempre andando avanti e facendo progressi... ma la cosa è irrilevante per questo problema, perché, anche ammettendo che la tecnologia di produzione dei vaccini abbia davvero fatto un enorme balzo in avanti, giusto in tempo per combattere la Covid, non sarebbe ancora possibile produrre un vaccino sicuro in 100 giorni, o anche in 300 giorni – perché il processo HA BISOGNO di tempo.

Ci vuole tempo per testare in modo rigoroso, ci vuole tempo - molto - per valutare gli effetti collaterali a lungo termine. Il perchè è proprio lì, nella terminologia.

Nessuna nuova tecnologia ti farà conoscere gli effetti decennali di un vaccino in meno di tre mesi.

Con gli occhi dell'opinione pubblica fissi sull'Ucraina, e la Covid ora saldamente nello specchietto retrovisore dell'incoscio collettivo, i poteri forti stanno cercando di normalizzare quello che già era, intrinsecamente, un processo anormale, irreale (se non impossibile). Per rendere più facile la "prossima volta".

Abbiamo già visto Bill Gates lamentarsi del fatto che il vaccino fosse troppo lento, e in parte aveva ragione. La narrativa Covid non aveva mantenuto le persone abbastanza ipnotizzate e rassicurate, anche perché lo sviluppo del loro "vaccino" era durato quasi un anno.

Ma, per la futura "Malattia X" che aspetta dietro le quinte, ci vorranno ufficialmente solo tre mesi, e la paura sarà ancora fresca. Il fatto che il processo sarà completamente incompatibile con la realtà o con il buon senso non avrà alcuna importanza.

Per essere chiari: non è possibile sviluppare in tre mesi un vaccino "sicuro ed efficace" per una malattia nuova di zecca.

Non è possibile in un anno.

E, se in futuro affermeranno di averlo fatto, mentiranno.

Kit Knightly

Fonte: off-guardian.org
Link: https://off-guardian.org/2022/03/11/reality-check-100-day-vaccines-are-not-possible/
11.03.2022
Tradotto da Papaconscio per comedonchisciotte.org

Commenti (10)

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Mostra commenti 10 caricati
    1. ndr60 16 marzo 2022

      Per Bigpharma è più conveniente investire nei malati o nei sani? Ovvio, nei sani perché sono molti di più. In era pre-covid investire nei vaccini era poco remunerativo: anni di studi, spesso infruttuosi, (alcuni) governi recalcitranti a imporre gli obblighi, e così via.
      Ora è tutto diverso: la formula “magica” dell'autorizzazione condizionata ha imposto un deciso restringimento di tutti i passaggi che occorrevano per immettere sul mercato un vaccino, e nulla impedirà che ciò venga replicato per i prossimi, puntualmente etichettati come salvifici dalla grancassa mediatica.
      Se poi avranno pesanti effetti avversi sarà pure meglio, visto che i punturati saranno curati con farmaci ad hoc venduti dalle stesse case di produzione dei vaccini.
      Il green pass obbligatorio sancirà il periodo di immunità, scaduto il quale il cittadino esemplare (e responsabile verso la propria e altrui salute) sarà chiamato al tagliando periodico, in curiosa similitudine con quei contadini del terzo mondo obbligati da Monsanto a continuare a comprare i suoi semi, resi sterili, altrimenti muoiono di fame.

    1. emilyever 16 marzo 2022

      Didier Raoult in un suo video rivelò di aver telefonato 2 anni fa al consigliere medico di Bill Gates (non disse il nome) e di avergli chiesto:- Ma siete impazziti a sviluppare un vaccino in 6 mesi? e quello gli diede la solita risposta che ho sentito a tutti i livelli nella classe medica. Non immagini neppure a quali pressioni siamo sottoposti...

    1. Icronic 15 marzo 2022

      Giungono news dalla Cina secondo le quale ci sarebbe in un'altra ondata pandemica del tipo Delta/Omicron con lockdown generalizzati quindi
      Altro giro Altra Corsa Green Pass Never Die

    1. Hospiton 15 marzo 2022

      Il buon vecchio covid, Bill, l'OMS, mi mancavano...in tv niente più speciali dagli ospedali, niente più Burioni, niente più minacce ai novax.
      Ora si intervistano solo persone bionde che non parlano la nostra lingua, alcuni in realtà saranno islandesi, lituani o chissà che ma tanto il teleutente medio è un analfabeta funzionale, fino a ieri pensava che il Donbass fosse un panettone russo e che Zelensky allenasse la Dinamo Kiev, va bene così.
      Se questo Paese un giorno dovesse per miracolo diventare "normale", popolato cioè da persone in grado di intendere e di volere, storici, sociologi e antropologi avranno parecchio materiale di studio per quanto riguarda i primi decenni del XXI secolo: pandemia di dementi autolesionisti come mai si era registrata nella storia.
      L'era dei tafazziani, prontissimi a farsi chiudere in casa ogni 100 giorni e bucare ogni 50 per salvare i pranzi di pasqua e ferragosto (ma con mascherina e tavolata in balcone, dato che non avranno soldi per la benzina), ma al contempo vigili sentinelle della democrazia, guai se il perfido Putin si frega il panettone ed esonera il mister della Dinamo.

    1. buddyboy 15 marzo 2022

      Siamo ancora più seri, non è possibile farSi un vaccino OGNI cento giorni....

    2. sbregaverse 15 marzo 2022

      Macchè ad OGNI DI' che l'esistenza voglia concedere,la sacra trimurti mattutina:
      VACCINO
      BRIOCHE
      CAPPUCCINO

    1. Rnamessaggero 15 marzo 2022

      Lo dico in spagnolo: no es en vaccinos ma es en esperimiento, 100 dias es en tiempo suffiziente.
      La presente notizia riguarda l' intenzione di continuare con l' esperimento su cavie umane: non gli sembra vero, costiamo meno dei topi.

    2. IlContadino 15 marzo 2022

      Siamo anche meno difficili da addomesticare:-)

    3. Rnamessaggero 15 marzo 2022

      Adesso che mi ci fai pensare, i topi non hanno mai pagato per essere sottoposti ad esperimento. Non c'è paragone o concorrenza, siamo preferibili, i topi ci fanno un baffo ;-)

    1. fiurdesoca 15 marzo 2022

      certo che possono, prima fanno il vaccino e poi la malattia. tanto se non funziona ci andiamo di mezzo noi...

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