Di Stefano Vespo per ComeDonChisciotte.org
Il dado è lanciato. Giulio Cesare, varcando il Rubicone, comprese perfettamente di stare tentando la sorte: le possibilità di qualunque sviluppo erano state aperte da quel gesto.
L' attacco di Israele al regime iraniano lancia i dadi dei possibili scenari critici che questo attacco produrrà, scenari che coinvolgono l'intero pianeta . Esso accelera enormemente i processi dello sviluppo storico.
Occorre intanto definire che i reali antagonisti sono Israele e Iran e che la motivazione principale del conflitto non è affatto economica ma politica; o meglio, è quel misto di millenarismo apocalittico e imperialismo che è la dottrina del Grande Israele.
Israele vede nell' Iran il più grande ostacolo al completamento dello sterminio dei Palestinesi e alla sua supremazia nel Medio Oriente.
Che tipo di guerra, quindi, sta per coinvolgerli? Essi sentono minacciata reciprocamente la propria sopravvivenza: si tratta quindi di un conflitto senza possibilità di soluzione che non sia la sconfitta o preferibilmente l' eliminazione di uno dei due avversari.
La strategia di Israele si affida totalmente alla forza bellica e alla efficienza dell' intelligence, oltre che alla strettissima collaborazione, quasi sudditanza, degli USA.
Quali strategie potrebbe adottare invece l' Iran? L' Iran ha in mano la possibilità di destabilizzare per lungo tempo il traffico di petrolio nello stretto di Hormuz, un passaggio attraverso cui passa un terzo del petrolio mondiale. Un blocco di lungo periodo porterebbe ad un aumento del greggio e quindi a un collasso globale dell' economia.
A quel punto gli USA potrebbero ritirarsi, anche, perché il loro intervento è unicamente dettato dalle relazioni con Israele e non dalla volontà del popolo americano. Gli USA non hanno nessun interesse, tranne il probabile debito di Trump nei confronti delle lobbies ebraiche americane. Lo prova il tentativo di soluzione della tensione avviato poco prima dell' attacco. Lo provano anche le confuse e contraddittorie dichiarazioni di Trump dopo la risposta iraniana all' attacco del 28 febbraio.
Inoltre, sabotare gli interessi economici di Cina e Russia, principali fruitori del petrolio iraniano, li esporrebbe ad un conflitto che l' imperialismo americano non potrebbe sostenere.
Gli attacchi dell' Iran ai paesi arabi filoamericani potrebbe inoltre indurre questi ultimi a chiedere un ritiro degli USA.
Ma questa ipotesi lascerebbe Israele in una situazione molto critica, con una guerra fallita e una tensione bellica ormai intollerabile per la popolazione e per lo stesso arsenale israeliano.
Tuttavia, se il ritiro degli USA non fosse più possibile, essi dovrebbero intensificare gli attacchi, per concludere il conflitto in breve tempo: si scatenerebbe allora una guerra di vaste proporzioni, che coinvolgerebbe gli alleati dell' Iran, ovvero Russia e Cina, e metterebbe a ferro e fuoco tutto il medio oriente.
Una occupazione dell' Iran, o una sua destabilizzazione permanente, infatti, lederebbe gravemente gli interessi di Cina e Russia, in particolare Pechino alimenta le proprie industrie proprio con il petrolio iraniano.
Un ultimo elemento aumenta il ventaglio delle possibilità.
La morte di Ali Khamenei ha scatenato la reazione della propaganda occidentale: ha oscurato la strage delle 168 bambine allieve di una scuola femminile di Minab, popolosa città dell'Hormozgan, nell'entroterra dello Stretto di Hormuz, colpita dall' attacco aereo israeliano e statunitense, ed ha giustificato tale intervento come la solita guerra in nome della democrazia.
Ma assassinare il capo di un regime non elimina il regime stesso: la morte di Khamenei potrà spingere l'Iran verso una politica più offensiva contro Israele, piuttosto che provocare una instabilità; potrà favorire quei gruppi politici più giovani inclini ad una reazione decisa e meno diplomatica, rispetto a quella adottata finora dall' Iran.
Una reazione decisa e orientata al conflitto aperto. Una reazione probabilmente desiderata proprio da Israele, che mira ad alzare la tensione dello scontro.
Siamo di fronte ad una svolta storica, per spiegare la quale non bastano, o non servono affatto, i criteri economici: nessuno trae vantaggio da una guerra in quell' area.
Il solo movente, ripeto, è una dottrina venata di estremismo religioso e attese messianiche, propria di una singola fazione dell' ebraismo.
Che la dottrina di una setta religiosa minoritaria possa cambiare il mondo intero, questo è il fatto storico sconcertante.
Di Stefano Vespo per ComeDonChisciotte.org
04.03.2026
natascia 6 marzo 2026
La svolta storica dell’intero pianeta non può essere dettata dal ricatto e dalla violenza. Alla base della deriva totalitaria di tutto l’Occidente, dopo l’accettazione dell’usura vi è una volontà di ritorno a passati ormai sterili perché hanno prodotto giovani ricchezze smisurate basate sullo sfruttamento
e sulla sopraffazione ormai palesi e svelati. I popoli nativi chiedono pace. Questa ultima messa in scena senza mezzi materiali a supporto e’ là pietra tombale sull’America dei padri Pellegrini dei galeotti e degli avventurieri suoi fondatori. Senza l’America a supporto e’ impensabile il grande Israele, come era impensabile il focolare imposto sempre dall’usura , prodromo iniziale, fuori dalla storia e dalla realtà, dell’attuale situazione. Inutile sottolineare come la pazienza, il metodo, il duro lavoro paghino sempre. Voglio ricordare comè l’Iran , pur con tutte le sue ombre, sia il paese al mondo con più laureati, in materie scientifiche: medicina, ingegneria, fisica, informatica. Potremmo usare il termine laureate.