Sessantotto. 10 anni dopo: tra magie veleni ed incantesimi

Sessantotto. 10 anni dopo: tra magie veleni ed incantesimi

Di Danilo Fabbroni

Chi ci segue sa che abbiamo in uggia le massime, i diktat, gli slogan pubblicitari quanto quelli politici (non si sa quale dei due universi, quello pubblicitario e quello politico sia più falsificatorio; del resto la Politica è l’Arte dell’Inganno per eccellenza). Nondimeno esiste sempre un’eccezione a tutto, una che conferma in ultima istanza la Regola. Nella fattispecie stavolta è quella di “vox populi vox dei”, Voce del Popolo, Voce del Padrone (detto in modo grossolano). Così ci è capitato di soffermarci settimane orsono quando abbiamo appreso a proposito dell’infausto incidente in Adriatico in cui ha perso la vita una donna nel mentre di una seduta balneare, travolta da un trattorista intento, da quel poco che si sa, alla preparazione dello stabilimento da bagno. L’intervento registrato in rete imputava in sostanza una sorta di intromissione incauta da parte della donna (tesi quanto mai assurda giacché è semmai chi compie lavori in un sito in cui è notorio, nei giorni festivi è frequentatissimo di bagnanti essendo ciò la sua missione aziendale!

Del resto si parla di un periodo della fine di maggio ove è tradizione che le persone si rechino nei bagni…) in “zona lavori” (non si ha nessun conto di solite recinzioni e delimitazioni dell’area di lavoro giacché come è noto ed usuale il trattorista scorrazza a destra e manca tra gli ombrelloni più o meno posati, a mo’ di vera e propria chicane). La notizia, il commento di cui stiamo parlando è stato “trasmesso” in quella cloaca maxima che risponde al nome di “social”: qui come degno di ogni fogna tutti vi defecano e vi orinano. Ieri come oggi non si nega a nessuno una defecazione ed una urinata ed ecco che ci scorre sotto agli occhi bestialità come quella scritta da tale minus habens. Ecco perché ci è tornata alla mente la vox populi vox dèi.

Gli dèi nostrani “conoscono” la crudeltà, la predazione mentre la populace nostrana di riflesso speculare, si adegua a ciò, “credendo” nella crudeltà (se ne ebbe prova provata durante l’imperversare della Peste di Davos 2019-2020 quando i più feroci proponenti delle tesi del IV Reich di Davos non furono tanto i vari Fubini[1], i Draghi, i Landini, i Conte, i Mieli, i Napolitani, i Mattarelli, i Lerneri, i Riotti[2], i Fazî e tutta questa “charmant aristocratie” (sic!) – cosa del resto comprensibile essendo vulgata di Regime – quanto gli stessi pària, la Massa della Populace, i vigliacchi delatori del runner, i persecutori di ogni voce contraria al Reich-Regime davosiano!). La populace è la Massa e la Massa è femmina e come tale possiede un istintivo sixième sense per capire od anche solo percepire, essendo la Massa di natura “animale”, le “potenze dell’Aria” ed ecco che, guarda caso, avendo sentore dell’abbrutimento generale (quello insufflato da menti raffinatissime, gli dèi di cui sopra…) si cala nella parte facendo a gara ad abbrutirsi a più non posso.

Ecco spiegato il fiorire della patologica animale-mania (portare a spasso cagnolini in un passeggino come se fossero prole! Il baciare sulla bocca gli animali; sfoggiare cani da difesa che più orrendi non si può specie se consideriamo l’eleganza tipica dei cani classici; solo per dirne alcune…); la tattoo-follia (il tatuaggio fu sempre appannaggio dei reietti, la feccia della società: ergastolani; bucanieri; schiumaroli del mare; pirati; avanzi di galera; manigoldi di varia lega; la piercing-mania (peculiare da sempre alle peggiori e più retrive tribalità, in primis quelle cannibaliche); l’assunzione di scheisse-musik (gangsta-rapper; trapper, coloro che emettono flatulenze con le ugole, in una orrenda parodia di certe musicalità primitive, anche loro appannaggio di tribalità dedite al culto della Predazione).[3]

Ma torniamo alla chiosa della evacuatrice nella cloaca indicante una presunta colpevolezza, parziale o totale che sia, della “balneare” che avrebbe invaso incautamente lo spazio (presunto) lavorativo: inutile dire che si tratta di un trasparente sintomo manifesto di quella Inversione di ogni Logica, anche quella più terra-terra. Segno evidente che ciò che “conoscono” i feroci dèi che ci comandano la populace “crede” in loro. Il Divin Marchese Donatienne Alphonse Francoise de Sade lo ebbe già a dire: “Puniamo il derubato non il ladro!”. Luigi Manconi, eccelso maestro venerabile partorito dai ranghi dell’allora ultrasinistra: “Salviamo Caino altro che Abele!”. Gente che se ne intende davvero (di certe cose).

Lo ha spiegato benissimo un altro maestro venerabilissimo, l’esimio Massimo Cacciari, quando nel video pro-calassiano citato spiega con evidente sussiego il motivo per cui la scuderia dei purosangue adelphiana inaugurò l’ippodromo del nichilismo col baffuto pornografo Nietzsche: “certo marxismo non poteva capire quanto fondamentale fosse il pensiero di Nietzsche”. Eh, sì, come non concordare con Cacciari? Non era forse il baffuto teutonico colui che anelava alla trasformazione, alla trasmutazione di tutti i valori?

Oggi è (più) che avvenuto ed avverato, con un (piccolo) particolare che la Massa Muggente, belante, il Pecorame metrosexual che vediamo ovunque, non solo nella movida o nelle discoteche (luoghi ove si pratica lo shivaismo industriale) non vede: la Trasmutazione avvenuta non ha carattere lineare, ma digitale, è o 0 od è 1, tertium non datur. Cosa significa ciò? Significa che la Pietas a cui ha ambito tutta la Storia dell’Occidente (sebbene con evidenti cadute ed intoppi: la Storia la fanno pur sempre gli Uomini…) nella Trasmutazione avvenuta non ha perso uno o più gradi di effettualità ma si è letteralmente invertita nel suo esatto contrario, come per effetto di un gigantesco cortocircuito: la Predazione appunto. Questo era il vero fine delle prediche dello scorfano teutonico Nietzsche e dei suoi entusiasmanti adoratori di “cosa nostra”.[4]

Tutta l’intera boite à merde che abbiamo scoperchiato sarebbe lievemente meno grave se fosse un caso isolato ma purtroppo non è così. Anni fa un degno uomo – Cesare Cavalleri, direttore delle edizioni Ares – fu oggetto di feroci strali al curaro scagliati da idioti prezzolati e peggio da idioti non a libro paga, allorché Cavalleri osò indicare come “cattivi maestri” coloro che diffondevano (con la gran cassa di chi tipicamente ha al proprio arco delle Potenze Denarili) l’esiziale verbo del Nichilismo nientificatore, che ha fatto da paradigma agli sconsiderati lanciatori di sassi dal cavalcavia.[5]

Cavalleri indicava un percorso logico che non faceva una grinza: da quell’oggetto apparentemente rozzo, semplice, brutale come può essere ed è un semplice libro può scaturire tutto, anche un Incantamento che può trascinare a tutto quanto possibile, anche l’omicidio. Era ovvio, sin troppo chiaro che non si adombrasse nessun collegamento diretto tra i primitivi esseri umani lanciatori di pietra ed i sofisticatissimi amanuensi che vergavano pagine e pagine di nichilismo colle loro Montblanc, ma tant’è, la faziosità non conosce vergogna alcuna. Ne volete una conferma (della potenza del libro)?

Di nuovo dobbiamo rimandarvi al video citato, la sua parte finale, ove Calasso svela tutta la Potenza organante dell’oggetto libro: come non essere d’accordo col simile Vate?

Per questo motivo abbiamo interamente riscritto[6] e rivisto il nostro Sessantotto magie veleni ed incantesimi[7] dandogli la veste del romanzo-sciarada: potevamo dire certe cose solo sotto la forma-romanzo, così solo gli dèi “conosceranno” tutto ciò come scherzo mentre la populace “crederà” nella realtà di tutto ciò. Chissà se sarà l’ultima chance per la populace di essere umana, almeno per un minuto.

Di Danilo Fabbroni

20.06.2025

Danilo Fabbroni compare a metà degli anni Cinquanta e sfiora tangenzialmente il ’68 mentre Gli Anni di Piombo lo vedono in pieno sobbollimento nel tentativo di esfiltrare dalla mediocrità della provincia da cui provenivano i suoi natali. Una serie di Pianeti disposti in circostanze favorevoli lo proietta in una cross-pollination intessuta di sfere e di interessi compositi, all’apparenza urticanti uno contro l’altro: velista agonista professionista; fotografo di interni professionista ma in primis raccattando argent de poche scrivendo della sua amata creatura da sempre, la Musica. Tre “costanti” che si imprimeranno per sempre nel suo DNA. Ha all’attivo decine e decine di articoli tra articoli, libri, interviste in video, oltre 2 medaglie al valore atletico. Vox clamantis in deserto.

NOTE

[1] "In Grecia 700 bambini morti per la crisi. Ma decisi di non parlarne". La confessione choc di Fubini: la caratura del personaggio Fubini la si evince da questa sua confessione nella quale coscientemente afferma d’aver occultato la notizia della morte di infanti in Grecia durante il vero e proprio strangolamento da parte della infame troika europoide attizzato contro la culla della intera civiltà occidentale, la Grecia!

[2] Si percorra anche velocemente la più che ossequiosa intervista condotta da Riotta a Roberto Calasso: in limine, sul finire quest’ultimo fa notare che il “conoscere” è riservato ai pochi, questione esoterica, mentre il “credere” è alla portata dei molti, il gregge exoterico. Roberto Calasso. Un ritratto del presidente dell'Adelphi | Storia | Rai Cultura

[3] Per la serie Gianni & Pinotto, o Ollio e Stanlio ci si sganascia dal ridere leggendo la tesi dell’etnologo Curt Sachs volta a sostenere l’equipollenza valoriale tra certa musica etnica delle tribalità più primitive e le opere della Grande Musica Classica occidentale: queste ultime saranno sempre ammirate e riprodotte per l’eternità da tutti i popoli di tutte le latitudini e longitudini; le prime sono solo oggetto di solitari onanismi di pochi etnomusicologi disturbati nel profondo.

[4] I lineamenti teorici senza-pietas nicciani si potrebbero sovrapporre senza colpo ferire alle linee pragmatiche senza-pietas di qualsiasi compagine criminale, come la filigrana si sovrappone perfettamente alla propria banconota.

[5] N.B.: causando morti, decessi!

[6] Dieci anni sono trascorsi dalla prima edizione di Sessantotto Magie Veleni ed Incantesimi Spa: la presente ri-edizione aggiusta, ricalibra e riquadra il saggio originario da alcuni sbandamenti “fuori fuoco” che ne sfilacciavano l’arduo fil rouge che il lettore si trovava a seguire ma che a dispetto di ciò non hanno impedito al saggio di divenire un piccolo caso editoriale che davvero ha camminato colle proprie gambe, nonostante lo smaccato comportamento dell’Editore Principale, segno che il libro davvero aveva bucato la Coltre del Silenzio ed il Muro della Retorica sempre messo a guardia della celebratissima stagione, i Formidabili Anni di mario-capanniana infausta memoria: segno che del ’68 non se ne doveva parlare se non per adularlo, incensarlo, mitizzarlo, glorificarlo, santificarlo sull’altare del Demonismo coevo, la nostra immonda cloaca societaria. Ora Sessantotto Dieci Anni Dopo infierisce su quel risibile Mito dandogli il Colpo Finale, esiziale. Cfr. Sessantotto. 10 anni dopo edizione burlesque di «68 magie veleni incantesimi Spa» : Fabbroni, Danilo: Amazon.it: Libri

[7] Il Sessantotto. Magie, veleni & incantesimi Spa : Fabbroni, Danilo: Amazon.it: Libri

Commenti (17)

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    1. sbregaverse 21 giugno 2025

      Odio il 68.
      Mai occupato in un 69 durante le OCCUPAZIONI.

    2. ric 21 giugno 2025

      il 68 nasce per volere yankees... utilizzando un Marcuse , leader di una massa di beoni, si crea un movimento ben orchestrato in Francia , cappeggiato da un ebreo pedofilo " Daniel COEN BEDIT " per creare un fortissimo contrasto interno a qualsiasi prezzo contro DE GAULLE , il quale aveva inviato vagonate di dollari in america con la pretesa trasformazione in oro come da legge americana.

      Il parlamento yankee aveva bisogno di tempo per legiferare e annullare questa loro possibilita' da loro emanata precedentemente. Praticamente DE GAULLE doveva cadere immediatamente....

      ecco cosa succede, quando le sinistre sono il braccio operativo del potere liberal liberista liberatore...

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      De Gaulle prende le distanze dalla Nato10 agosto 1967

      Nel suo consueto stile, de Gaulle descrive la nuova situazione della Francia, con parole che ne sottintendono la presenza ormai solo nominale all'interno della Nato: «La Francia ha ripreso possesso delle sue forze [...] nell'ipotesi di una guerra tra i due giganti, una guerra in cui, senza colpirsi a vicenda, essi volessero muovere battaglia usando l'Europa come campo di battaglia, la Francia non accetterebbe automaticamente il ruolo dell'umile aiutante e si preparerebbe per la possibilità di essere qualcosa d'altro che un campo di battaglia per i loro corpi di spedizione e obiettivo per le loro bombe alternate».

    3. sbregaverse 21 giugno 2025

      Grazie frate m'era sfuggita la componente gollista dello sciovinismo francioso.

    4. ric 21 giugno 2025

      la difesa della propria terra di DE GAULLE verso i puzzolenti yankees non e' sciovinismo......

    5. sbregaverse 22 giugno 2025

      Ah vabhè i franciosi non sono sciovinisti e Cacciari è un filosofo che fa .....il veneziano.

    1. ric 20 giugno 2025

      ma sto fabbroni , sa spiegare in parole decenti , che cacchio vuol dire invece che svolazzare come un pipistrello cieco senza meta ??

    2. DANILO FABBRONI 21 giugno 2025

      OGGI MI SENTO IN BUONA E QUINDI LE SCONTO LA PENITENZA: LA TENGO DIETREO LA LAVAGNA COLLE GINOCCIA SUI CECI, IL CAPPELLO DA ASINO E COL CARTELLO AL COLLO CON SU SCRITTO: “IO SONO UN ASINO”, QUINDI LE FACCIO RIPETERE ED IMPARARE A MEMORIA 10 VOLTE E NON 100 COME SI MERITEREBBE “METAFISICA CONCRETA!” DI MASSIMO CACCIARI COSI’ FINALMENTE NELLA SUA TESTOLINA ENTRERA’ IL CONCETTO DI “COSE SENZA SENSO & COSE DIFFICILI DA COMPRENDERE”, UNA VOLTA PER TUTTE. IN CAUDAM VENENUM, LE COMMINO DI VEDERE 1.000 VOLTE DI SEGUITO L’ULTIMA INTERVISTA DI FABIO FAZIO A ROBERTO CALASSO PERCHE’ PER LEI ANCHE FABIO FAZIO è TROPPO, TROPPO IN ALTO PER IL SUO ACUME MENTALE. LEI LA MASSIMO POTREBBE CAPIRE FEDEZ, FABRIZIO CORONA, JOVANOTTI, ALVARO VITALI, BOMBOLO, TONY EFFE, MA DUBITO PURE CHE ARRIVI A CAPIRE COSTORO.

    3. ric 21 giugno 2025

      ecco , bravo...ti sei riconfermato come essere inutile..il rispetto per la direzione mi impedisce di descriverti , ma la tua presunta e sterile "eloquenza " parla da sola ...

    4. sbregaverse 22 giugno 2025

      NON ti curar di lor .......
      tirem innanz....

    1. BrunoWald 20 giugno 2025

      Adeguandomi allo stile di questo imperdibile articolo, un commento sintetico: come non aver capito un caxxo di Nietzsche, ma eruttare tuttavia sentenze ed insulti.

      Complimenti vivissimi.

    2. CptHook 21 giugno 2025

      Non potrei essere maggiormente d'accordo..., tant'è che ho ritenuto insufficiente il 👍 al tuo commento.

    3. DANILO FABBRONI 21 giugno 2025

      Nietzsche. Il segreto di Zarathustra (Zarathustras Geheimnis) è un libro pubblicato nel 1992 dal giornalista ed ex editore Joachim Köhler. A metà tra il saggio e la biografia, narra ed interpreta in modo nuovo particolari avvenimenti della vita quotidiana del filosofo tedesco; l'autore giunge in tal modo alla conclusione che il pensiero e l'opera tutta di Friedrich Nietzsche in realtà "nasconde la protesta di un omosessuale". Si cercano di dipanare quelli che rimangono ancor oggi episodi enigmatici nella vita di Nietzsche, assieme ai rapporti sommamente ambigui da lui instaurati con Richard Wagner, Paul Rée e Lou Andreas Salomé, oltre che con gli amici di gioventù prima e coi colleghi d'università poi: la misteriosa malattia durata tutta la vita e la relazione ossessiva con la madre ma soprattutto con la sorella Elisabeth Förster-Nietzsche. L'autore riflette sullo sviluppo psicosessuale del giovane Nietzsche e scopre un complesso e problematico conflitto interiore, essendo state le proprie più naturali pulsioni sempre represse a causa dell'ambiente farisaico e moralista in cui s'è trovato costretto a crescere. Questo sarebbe stato il suo demone creatore a partire dalla predicazione di Così parlò Zarathustra. Il segreto di Zarathustra è così quello eminentemente sessuale: la sua guerra senza tregua contro la morale cristiana per un completo riappropriarsi dei più terreni e vitali valori (e virtù di stampo antico, greco), rimanda fortemente ad un'inclinazione omosessuale latente.

      Dagli anni dell'infanzia, immerso in un mondo esclusivamente femminile, ai primi turbamenti adolescenziali, al periodo d'insegnamento a Basilea, fino al viaggio incomprensibile, quello che gli fa prendere un traghetto (lui che soffre in maniera terribile di mal di mare), attraversare il Tirreno e sbarcare a Messina: a Taormina in quegli anni viveva il barone tedesco Wilhelm von Gloeden, il quale aveva iniziato a fotografare in pose artistiche da antico greco, seminudi, i giovinetti siciliani. Le sue immagini circolavano tra gli appassionati collezionisti e sembra che Nietzsche ne fosse venuto a conoscenza; tutto sembra pertanto tornare ad indicare un unico punto essenziale: l'anello del ritorno si richiude nella sessualità repressa di Nietzsche.

      La stessa tesi viene ampiamente ripresa nel 2000 dallo storico della filosofia Rüdiger Safranski nel suo "Nietzsche. Biografia di un pensiero", tradotto in italiano l'anno seguente dalla casa editrice Longanesi.

    4. DANILO FABBRONI 21 giugno 2025

      Der Autor bemüht sich in diesem Werk genauso intensiv um eine umfassende Darstellung des Schicksals zu
      zu einem Standardwerk der Nietzscheliteratur, obwohl der Autor diesem sehr kritisch gegenübersteht.
      Somit wird das Postulat von Christoph Martin Wieland erfüllt, alles aus ganz unterschiedlichen Perspektiven zu
      betrachten, um sich eine entsprechende Meinung bilden zu können.

    5. DANILO FABBRONI 21 giugno 2025

      E' SUFFICIENTE O DEBBO CONTINUARE?

    6. ric 21 giugno 2025

      continua ! stiamo ridendo come non mai ! sei un fenomeno...

    7. ric 21 giugno 2025

      io ti vedrei adatto alla raccolta dei pomodori...

    8. BrunoWald 22 giugno 2025

      E allora?

      Alcuni amano rovistare nella spazzatura, come questo Joachim Koehler, che evidentemente nella morbositá ci sguazza.

      Non sentendosi in grado di affrontare Nietzsche sul suo terreno, che é quello del Pensiero, costui va alla ricerca di "rapporti sommamente ambigui", relazioni ossessive e conflitti interiori, giungendo alla conclusione che la filosofia dello "scorfano teutonico" (Fabbroni dixit...) sarebbe il prodotto di una omosessualitá repressa.

      Tesi non solo geniale, ma anche espressione di uno stile ineffabile, tipico della feccia nichilista che gode nel degradare ogni cosa al proprio infimo llivello. E come l'avvoltoio che volteggia, attratto dal lezzo di una carogna, il Koehler segue i passi di Nietzsche nel suo "incomprensible viaggio" in Sicilia, alla ricerca di sordidi segreti che gli offrano il destro di schizzettare un pó di m*rda...

      Ma anche lei non é da meno, gentile sig. Danilo, che individua azzardati collegamenti tra la filosofia dello Zarathustra e i mentecatti che lanciano sassi dai cavalcavia, oltre a dare del "baffuto pornografo" a una delle menti piú brillanti partorite dalla civiltá occidentale.

      Di nuovo, complimenti vivissimi!

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