Sergey Karaganov: usando le armi nucleari la Russia potrebbe salvare l'umanità da una catastrofe globale

Una decisione dura ma necessaria costringerebbe probabilmente l'Occidente a fare marcia indietro e metterebbe fine alla crisi ucraina, impedendone l'espansione ad altri Stati.

Sergey Karaganov: usando le armi nucleari la Russia potrebbe salvare l'umanità da una catastrofe globale

Sergey Karaganov
rt.com

Questo articolo ha suscitato un acceso dibattito tra gli esperti russi sulle armi nucleari, sul loro ruolo e sulle condizioni del loro utilizzo.

Questo è particolarmente significativo se si considera che Sergey Karaganov è un ex consigliere presidenziale sia di Boris Eltsin che di Vladimir Putin e che è a capo del Consiglio per la politica estera e di difesa, un noto think tank di Mosca.

Alcune figure di spicco hanno reagito con sgomento, mentre altre sono state meno critiche.

RT ha deciso che sarebbe stato utile leggerlo per intero. Il pezzo che segue è stato tradotto e leggermente modificato.

...

Il nostro Paese e la sua leadership mi sembra si trovino di fronte ad una scelta difficile. Sta diventando sempre più chiaro che il nostro scontro con l'Occidente non finirà nemmeno se in Ucraina otterremo una vittoria parziale, per non dire schiacciante.

Anche se libereremo completamente le regioni di Donetsk, Lugansk, Zaporozhye e Kherson, sarà una vittoria minima. Un successo leggermente maggiore sarebbe quello di liberare l'intera Ucraina orientale e meridionale entro un anno o due. Ma lascerebbe comunque una parte del Paese con una popolazione ultranazionalista ancora più amareggiata e armata fino ai denti - una ferita sanguinante foriera di inevitabili complicazioni, come una nuova guerra.

La situazione potrebbe essere peggiore se liberassimo l'intera Ucraina a costo di mostruosi sacrifici e ci ritrovassimo con un Paese in rovina e una popolazione che per lo più ci odia. Per "rieducarli" ci vorrebbe più di un decennio.

Ognuna di queste opzioni, soprattutto l'ultima, distrarrebbe la Russia dal tanto necessario spostamento del suo centro spirituale, economico, militare e politico verso l'Est dell'Eurasia. Rimarremo bloccati da una dispendiosa attrazione verso l'Occidente. E i territori dell'attuale Ucraina, soprattutto quelli centrali e occidentali, distoglierebbero risorse - sia umane che finanziarie. Queste regioni erano fortemente sovvenzionate anche in epoca sovietica.

Nel frattempo, l'ostilità dell'Occidente continuerà, sostenendo una guerriglia civile a bassa intesità.

Un'opzione più attraente sarebbe la liberazione e la riunificazione dell'est e del sud, con la capitolazione e la completa smilitarizzazione di ciò che resta dell'Ucraina; questo permetterebbe la creazione di uno Stato cuscinetto e amico. Ma un tale risultato sarà possibile solo se saremo in grado di spezzare la volontà dell'Occidente di sostenere la giunta di Kiev e di usarla contro di noi, costringendo il blocco guidato dagli Stati Uniti ad una ritirata strategica.

qui arrivo ad una questione cruciale ma assai poco discussa. La causa principale della crisi ucraina, così come di molti altri conflitti nel mondo, e dell'aumento in generale delle minacce militari, è l'accelerazione del fallimento delle attuali élite dirigenti occidentali.

Questa crisi è accompagnata da uno spostamento mai visto dell'equilibrio di potere nel mondo a favore della maggioranza globale guidata economicamente dalla Cina e, in parte, dall'India, con la Russia come perno militare e strategico. Questo indebolimento non solo fa infuriare le élite imperial-cosmopolite (il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden e i suoi accoliti), ma spaventa anche le élite imperial-nazionali (come il suo predecessore Donald Trump). L'Occidente sta perdendo il vantaggio di cui aveva goduto negli ultimi cinque secoli di sottrarre le ricchezze del mondo intero e di imporre il proprio ordine politico, economico e culturale, principalmente con la forza bruta. Non esiste quindi una fine rapida del confronto difensivo, ma aggressivo, scatenato dall'Occidente.

[caption id="attachment_180614" align="aligncenter" width="1000"] Il presidente Biden parla al nuovo Fort Liberty in North Carolina © Getty Images[/caption]

Questo collasso morale, politico ed economico si era manifestato già a partire dalla metà degli anni Sessanta, era stato interrotto dal crollo dell'URSS, ma era ripreso con rinnovato vigore negli anni Duemila (le sconfitte degli americani e dei loro alleati in Iraq e Afghanistan e la crisi del modello economico occidentale nel 2008 ne erano state le pietre miliari).

Per rallentare questo cambiamento tettonico, l'Occidente si è temporaneamente consolidato. Gli Stati Uniti hanno trasformato l'Ucraina in un punching ball per legare le mani alla Russia, il perno politico-militare di un mondo non occidentale liberato dalle catene del neocolonialismo. Naturalmente, gli americani vorrebbero semplicemente distruggere il nostro Paese e così indebolire radicalmente l'emergente superpotenza alternativa, la Cina. Noi, sia perché non ci siamo resi conto dell'inevitabilità dello scontro o per aver voluto risparmiare le forze, abbiamo tardato ad agire preventivamente. Inoltre, in linea con il pensiero politico e militare moderno, prevalentemente occidentale, siamo stati avventati nell'innalzare la soglia per l'uso delle armi nucleari, imprecisi nel valutare la situazione in Ucraina e abbiamo lanciato un'operazione speciale non del tutto riuscita.

Con il loro fallimento interno, le élite occidentali hanno attivamente alimentato le erbacce che avevano messo radici nel terreno di 70 anni di prosperità, sazietà e pace. Si tratta delle ideologie anti-umane: la negazione della famiglia, della patria, della storia, dell'amore tra uomini e donne, della fede, del servizio a ideali superiori, di tutto ciò che è umano. La loro filosofia consiste nell'eliminare coloro che resistono. L'obiettivo è quello di castrare le persone per ridurre la loro capacità di resistere al moderno capitalismo "globalista", che sta diventando sempre più palesemente ingiusto e dannoso per l'uomo e l'umanità.

Nel frattempo, gli Stati Uniti, sempre più deboli, stanno distruggendo l'Europa occidentale e gli altri Paesi che dipendono da loro, cercando di spingerli al confronto che verrà dopo quello in Ucraina. Le élite della maggior parte di questi Paesi hanno perso la bussola e, prese dal panico per la crisi delle loro posizioni in patria e all'estero, stanno doverosamente portando i loro Paesi al massacro. Allo stesso tempo, a causa di un fallimento sempre maggiore, di un senso di impotenza, di secoli di russofobia e di degrado intellettuale e di una perdita di cultura strategica, il loro odio [per la Russia] è quasi più intenso di quello degli Stati Uniti.

Così, la traiettoria della maggior parte dei Paesi occidentali punta chiaramente verso un nuovo fascismo, che potrebbe essere chiamato totalitarismo "liberale".

In futuro, e questa è la cosa più importante, la situazione non potrà che peggiorare. Le tregue sono possibili, ma la riconciliazione no. La rabbia e la disperazione continueranno a crescere a ondate successive. Questo vettore del movimento occidentale è un chiaro segno della deriva verso lo scoppio della Terza Guerra Mondiale. È già iniziata e potrebbe esplodere in una vera e propria conflagrazione, sia per caso, sia per la crescente incompetenza e irresponsabilità dei circoli dirigenti dell'Occidente.

L'introduzione dell'intelligenza artificiale e la robotizzazione bellica aumentano il rischio di un'escalation involontaria. Le macchine possono agire al di fuori del controllo di élite confuse.

[caption id="attachment_180615" align="aligncenter" width="800"] Bassa Sassonia, Munster: Un granatiere e il cane robot della Bundeswehr Wolfgang 001 durante un'esercitazione. © Getty Images[/caption]

La situazione è aggravata dal "parassitismo strategico": in 75 anni di relativa pace, la gente ha dimenticato gli orrori della guerra, ha smesso di temere persino le armi nucleari. Ovunque, ma soprattutto in Occidente, l'istinto di autoconservazione si è affievolito.

Ho trascorso molti anni a studiare la storia della strategia nucleare e sono giunto ad una conclusione inequivocabile, anche se non scientifica. L'avvento delle armi nucleari è stato il risultato dell'intervento dell'Onnipotente che, inorridito dal fatto che, nel giro di una generazione, l'umanità avesse scatenato due guerre mondiali costate decine di milioni di vite, ci ha dato le armi dell'Armageddon per dimostrare a coloro che avevano perso la paura dell'inferno che esso esiste. Su quella paura si è appoggiata la relativa pace degli ultimi tre quarti di secolo.

Ma ora quella paura è scomparsa. Sta accadendo l'impensabile in termini di precedenti nozioni di deterrenza nucleare: un gruppo di élite al potere, in un impeto di rabbia disperata, ha scatenato una guerra su larga scala nel ventre di una superpotenza nucleare.

La paura dell'escalation atomica deve essere ripristinata. Altrimenti l'umanità è condannata.

Non è solo, e neanche tanto, l'aspetto del futuro ordine mondiale che si sta decidendo in questi giorni nei campi dell'Ucraina. Piuttosto se il mondo a cui siamo abituati sarà conservato o se rimarranno solo rovine radioattive ad avvelenare i resti dell'umanità.

Spezzando la volontà dell'Occidente di imporre la sua aggressione, non solo salveremo noi stessi e libereremo finalmente il mondo da cinque secoli di giogo occidentale, salveremo anche l'intera umanità. Spingendo l'Occidente verso la catarsi e la fine dell'egemonia delle sue élite, lo costringeremo a ritirarsi prima di una catastrofe globale. L'umanità avrà una nuova possibilità di sviluppo.

La soluzione proposta

Naturalmente la strada da percorrere è in salita. È necessario anche risolvere i nostri problemi interni per liberarci finalmente della mentalità occidentale e dei funzionari filo-occidentali nella classe amministrativa. Soprattutto i comprador e il loro particolare modo di pensare. Naturalmente, in questo campo, il blocco NATO ci sta aiutando, inconsapevolmente.

Il nostro viaggio di 300 anni in Europa ci ha dato molte lezioni utili e ci ha aiutato a formare la nostra grande cultura. Abbiamo a cuore il nostro patrimonio europeo. Ma è tempo di ritornare a casa, a noi stessi. Cominciamo, con il bagaglio che abbiamo accumulato, a vivere a modo nostro. I nostri amici del Ministero degli Esteri nel loro concetto di politica estera hanno recentemente compiuto una vera e propria svolta riferendosi alla Russia come ad uno Stato di civiltà. Aggiungerei: una civiltà di civiltà, aperta al Nord come al Sud, all'Occidente come all'Oriente. Ora però la direzione principale dello sviluppo è verso sud, verso nord e, soprattutto, verso est.

Il confronto con l'Occidente in Ucraina, comunque finisca, non deve distrarci dal movimento strategico interno - spirituale, culturale, economico, politico e militare - verso gli Urali, la Siberia e l'Oceano Pacifico. È necessaria una nuova strategia per gli Urali e la Siberia, che includa diversi potenti progetti di elevazione spirituale, tra cui, naturalmente, la creazione di una terza capitale in Siberia. Questo movimento dovrebbe diventare parte della necessaria formulazione del "Sogno russo", l'immagine della Russia e del mondo a cui si aspira.

[caption id="attachment_180616" align="aligncenter" width="800"] Il presidente russo Vladimir Putin trascorre il fine settimana in una foresta della Siberia, Russia © Getty Images[/caption]

Ho scritto spesso, e non sono il solo, che i grandi Stati senza una grande idea cessano di essere tali o, semplicemente, scompaiono nel nulla. La storia è disseminata di tombe di potenze che si sono perse per strada. Questa idea deve essere creata dall'alto e non affidarsi, come fanno gli sciocchi o i pigri, a ciò che viene dal basso. Deve corrispondere ai valori e alle aspirazioni più profonde del popolo e, soprattutto, deve spingerci tutti in avanti. Ma è responsabilità dell'élite e della leadership del Paese formularla. Il ritardo nella presentazione di tale visione è inaccettabile.

Ma perché il futuro si realizzi, è necessario superare la resistenza delle forze del passato, cioè dell'Occidente. Se ciò non avverrà, ci sarà quasi certamente una guerra mondiale su larga scala. Che probabilmente sarà l'ultima del suo genere.

E qui arrivo alla parte più difficile di questo articolo. Possiamo continuare a combattere per un altro anno o due, o anche tre, sacrificando migliaia e migliaia dei nostri uomini migliori e macinando altre centinaia di migliaia di persone che avranno avuto la sfortuna di cadere nella tragica trappola storica di quella che oggi si chiama Ucraina. Ma questa operazione militare non può concludersi con una vittoria decisiva senza costringere l'Occidente ad una ritirata strategica o addirittura alla capitolazione. Dobbiamo costringere l'Occidente ad abbandonare i suoi tentativi di tornare indietro nella storia, ad abbandonare i suoi tentativi di dominio globale, e obbligarlo ad affrontare i propri problemi, a gestire la sua attuale crisi multiforme. Per dirla in modo crudo, è necessario che l'Occidente si "levi dalle palle" e metta fine alle sue interferenze verso la Russia e il resto del mondo.

Tuttavia, affinché ciò accada, le élite occidentali devono riscoprire il senso di autoconservazione perduto, comprendendo che i tentativi di logorare la Russia mettendo gli ucraini contro di lei sono controproducenti per l'Occidente stesso.

La credibilità della deterrenza nucleare deve essere ripristinata abbassando una soglia inaccettabilmente alta per l'uso delle armi atomiche e muovendosi con cautela, ma rapidamente, lungo la scala della deterrenza-escalation. I primi passi sono già stati compiuti attraverso le dichiarazioni in tal senso del Presidente, che ha iniziato a dispiegare le armi nucleari e i loro vettori in Bielorussia e aumentato l'efficacia di combattimento delle forze di deterrenza strategica. I gradini di questa scala sono tanti. Ne conto almeno due dozzine. Si potrebbe anche arrivare ad avvertire i nostri connazionali e tutte le persone di buona volontà della necessità di lasciare le loro case vicino ai bersagli di possibili attacchi nucleari nei Paesi che sostengono direttamente il regime di Kiev. Il nemico deve sapere che siamo pronti a lanciare una rappresaglia preventiva in risposta alle sue aggressioni attuali e passate, per evitare di scivolare in una guerra termonucleare globale.

Ho spesso detto e scritto che, con la giusta strategia di deterrenza e persino di utilizzo, il rischio di un attacco nucleare o di altro tipo "di rappresaglia" sul nostro territorio può essere ridotto al minimo. Solo se alla Casa Bianca ci fosse un pazzo che odia anche il proprio Paese gli Stati Uniti potrebbero decidere di usare l’atomica in "difesa" degli europei, esponendosi ad una ritorsione e sacrificando un'ipotetica Boston per un'ipotetica Poznan. Gli americani e gli europei occidentali ne sono ben consapevoli, ma preferiscono non pensarci. Anche noi abbiamo contribuito a questa imprudenza con i nostri pronunciamenti pacifisti. Avendo studiato la storia della strategia nucleare statunitense, so che, dopo l'acquisizione da parte dell'URSS di una credibile capacità di ritorsione nucleare, Washington non aveva mai preso seriamente in considerazione l'uso di armi nucleari sul territorio sovietico, anche se pubblicamente aveva sempre bluffato. Quando le armi nucleari erano state prese in considerazione, era stato solo contro le forze sovietiche "in avanzata" in Europa occidentale. So che i defunti cancellieri Helmut Kohl e Helmut Schmidt erano usciti dai loro bunker non appena la questione di tale uso era stata sollevata durante un'esercitazione.

[caption id="attachment_180617" align="aligncenter" width="700"] Sagoma di missili sullo sfondo della bandiera russa e del sole. Rappresentazione concettuale dell'armamento nucleare. - foto stock © Getty Images[/caption]

Il contenimento dell’escalation [occidentale] dovrebbe essere abbastanza rapido. Data l'attuale direzione dell'Occidente - e il degrado della maggior parte delle sue élite – ogni loro decisione è sempre più errata e ideologicamente falsata della precedente. E, al momento, non possiamo aspettarci che queste élite vengano sostituite da altre più responsabili e ragionevoli. Ciò avverrà solo dopo una catarsi che porterà all'abbandono di molte ambizioni.

Non possiamo ripetere lo "scenario ucraino". Per un quarto di secolo abbiamo continuato ad avvertire che l'allargamento della NATO avrebbe portato alla guerra, e non siamo stati ascoltati; abbiamo cercato di ritardare, di "negoziare". Come conseguenza ci ritroviamo in un grave conflitto armato. Ora il prezzo dell'indecisione è di un ordine di grandezza superiore a quello che sarebbe stato prima.

Ma cosa succederebbe se gli attuali leader occidentali si rifiutassero di fare marcia indietro? Forse hanno perso il senso dell'autoconservazione? In questo caso dovremmo colpire un gruppo di obiettivi in diversi Paesi per far tornare in sé coloro che hanno perso il senno.

È una scelta moralmente spaventosa: useremmo l'arma di Dio e ci condanneremmo ad una grande perdita spirituale. Ma, se non lo facciamo, non solo la Russia potrebbe perire, ma molto probabilmente l'intera civiltà umana finirà.

Dovremo fare questa scelta da soli. Anche gli amici e i simpatizzanti all'inizio non la sosterranno. Se fossi cinese, non vorrei una fine brusca e decisiva del conflitto, perché allontanerebbe le forze statunitensi e permetterebbe loro di riorganizzarsi per una battaglia decisiva - direttamente o, nella migliore tradizione di Sun Tzu, costringendo il nemico a ritirarsi senza combattere. Come cinese, mi opporrei anche all'uso di armi nucleari, perché portare il confronto al livello nucleare significa spostarsi in un'area in cui il mio Paese è ancora debole.

Inoltre, un'azione decisa non è in linea con la filosofia della politica estera cinese, che enfatizza i fattori economici (con l'accumulo di potenza militare) ed evita il confronto diretto. Sosterrei un alleato coprendogli le spalle, ma mi defilerei e non entrerei nella mischia. (In questo caso, forse non ho compreso abbastanza bene questa filosofia e sto attribuendo ai miei amici cinesi motivazioni che non sono le loro). Se la Russia usasse armi nucleari, Pechino la condannerebbe. Ma i cuori cinesi si rallegrerebbero anche nel sapere che la reputazione e la posizione degli Stati Uniti hanno subito un duro colpo.

Come reagiremmo se (Dio non voglia!) il Pakistan attaccasse l'India o viceversa? Saremmo inorriditi. Sconvolti dal fatto che il tabù nucleare è stato infranto. Allora aiutiamo le vittime e cambiamo di conseguenza la nostra dottrina nucleare.

Per l'India e altri Paesi della maggioranza mondiale, compresi gli Stati dotati di armi nucleari (Pakistan, Israele), l'uso di armi nucleari è inaccettabile, sia per ragioni morali che geostrategiche. Se venissero usate "con successo", il tabù nucleare - l'idea che tali armi non dovrebbero mai essere usate e che il loro uso è una via diretta verso l'Armageddon nucleare - ne uscirebbe sminuito. È improbabile che potremmo ottenere un rapido sostegno, anche se molti nel Sud globale proverebbero soddisfazione per la sconfitta dei loro ex oppressori che li hanno saccheggiati, hanno compiuto genocidi e hanno imposto una cultura aliena.

Ma, alla fine, sono i vincitori a non essere giudicati. E i salvatori vengono ringraziati. La cultura politica dell'Europa occidentale non ricorda, ma il resto del mondo sì (e con gratitudine), come abbiamo aiutato i cinesi a liberarsi dalla brutale occupazione giapponese e molte colonie occidentali a uscire dal giogo coloniale.

Naturalmente, se all'inizio non dovessero capirci, avrebbero un incentivo in più per educarsi. Tuttavia, è molto probabile che riusciremo a vincere e a focalizzare le menti degli Stati nemici senza ricorrere a misure estreme, costringendoli a ritirarsi. E, dopo qualche anno, prenderemo posizione come retrovia della Cina, come sta facendo ora per noi, sostenendola nella sua lotta contro gli Stati Uniti. Allora questo scontro potrà essere evitato senza una grande guerra. E insieme vinceremo per il bene di tutti, compresi i popoli dei Paesi occidentali.

A quel punto, la Russia e il resto dell'umanità saranno passati attraverso tutte le spine e i traumi verso un futuro, che vedo luminoso - multipolare, multiculturale, multicolore - e che darà ai Paesi e ai popoli l'opportunità di costruire i propri destini, oltre a quello comune che dovrebbe unire tutto il mondo.

Sergey Karaganov

Fonte: rt.com
Link: https://www.rt.com/russia/578042-russia-nuclear-weapons/
14.06.2023
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Il professor Sergey Karaganov è presidente onorario del Consiglio russo per la politica estera e di difesa e supervisore accademico presso la Scuola di economia internazionale e affari esteri della Scuola superiore di economia (HSE) di Mosca.

Commenti (48)

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Mostra commenti 48 caricati
    1. rocks 18 giugno 2023

      Siete matti anche solo a pensare di poter leggere una cosa del genere. Mi fa paura sapere che questa persona possa avere influenza e spero solo sia una tattica di minaccia propagandistica.

    2. emilia 19 giugno 2023

      Aggiungerei che, se il bravo Karaganov pensa che, colpendo un Paese europeo con qualsiasi tipo di ordigno nucleare, gli USA sarebbero terrorizzati e desisterebbero dalla loro politica, si sbaglia proprio. Gli USA si fermerebbero solo se si sentissero minacciati direttamente sul loro territorio. Dei Paesi europei non glie ne frega niente.

    3. Primadellesabbie 19 giugno 2023

      In una delle prime riunioni con i vertici militari da Presidente, Trump intervenne: "Abbiamo le bombe nucleari? E allora usiamole".

      O almeno così riportarono allora i giornali.

    4. Primadellesabbie 19 giugno 2023

      Gliene frega, specie di quelli, come il nostro, di cui possono disporre incondizionatamente.

      Avere l'esclusiva di qualche cosa è una delle fisse su cui basano le loro strategie.

      Sergio Marchionne che ne conosceva molto bene l'inclinazione, teorizzava che nei rapporti con gli anglosassoni bisogna prima agire, per poi indurli negoziare, e che il contrario, con loro, non funziona.

    1. Primadellesabbie 18 giugno 2023

      Non ricordo da quanto tempo cerco di capire la ragione del prevalere del mondo anglosassone nell'era dell'industrializzazione, esplorando la mentalità di quel popolo e le caratteristiche favorevoli, causa o conseguenza, del sorgere e dell'instaurarsi di questo sistema, oltre la storia, i confronti e gliscontri con gli altri popoli in relazione agli adattamenti esistenziali funzionali allo sviluppo della cultura industriale, a partire dall'epoca detta delle scoperte geografiche fino al confronto liberismo/comunismo e ai nostri giorni.

      Appare chiaro oltre ogni dubbio che la definitiva castrazione della civiltà latina (Spagna, Italia, Francia del Sud) per mezzo dei fascismi e l'autodistruzione di quella germanica, rivale naturale e diretta con caratteristiche affini, ottenuta favorendo e finanziando in ogni modo la natura superficiale e bellicosa di quel popolo, dopo averlo messo rigorosamente al riparo dalle vigorose influenze intellettuali che vi affondano radici, sempre grazie a una versione appropriata di fascismo.

      Ridimensionare il mondo anglosassone per mezzo di una rivitalizzazione culturale del resto dell'Occidente che riporti al protagonismo i popoli castrati appare un'impresa impossibile.

      Da qui il realismo e la validità di quanto pensato e proposto da Karaganov.

    1. carla 18 giugno 2023

      OT Croazia sempre bella e accogliente solo con l'euro un po' cara. Si salvano i ristoranti xké senza coperto rispetto a noi.
      Non sanno in che cloACA STANNO VIVENDO

    1. 3CENT0 18 giugno 2023

      Ma sì, certo. Dai. Discutiamo pure dei pro e dei contra dell'uso di armi nucleari, chimiche, genetiche. Una calma discussione sul numero dei morti e delle conseguenze nel corso dei decenni. Che dire? Esprimo lo stesso identico "giudizio" che ho quando una nazione con una divertente bandiera a stelle e strisce, profondamente e ipocritamente puritana, autoconvintasi di essere destinata da dio ad essere faro nel mondo, usò due atomiche sui giappi con la scusa di "ridurre il danno". Anzi, più in generale, esprimo lo stesso giudizio, quando uno, in generale, parla più volte di dio in una opinione in cui invoca strumenti apocalittici. Il giudizio è: aberrante o diabolico (a seconda che se uno creda o non creda in Dio). Se avesse semplicemente detto "propongo l'atomica perchè così vinciamo per questo e questo motivo".... ma no, pure dio invoca. Ma quale? Cristo? Allah? Zeus? Marduk? Visnù? Marx? Il problema è che sa (inconsciamente?) della mostruosità che dice, e quindi "si copre" con dio, certo, un dio di terz'ordine costruito a uso e consumo. Purtroppo questo pensiero per cui dio, in virtù del fatto che tu ti autodefinisci speciale diverso migliore degli altri, ti avrebbe autorizzato a compiere le oggettive peggio cose, che, in quanto fatte da uno speciale diverso migliore degli altri, diventano soggettivamente giustificabili... ecco questa idea avrebbe rotto. Ma veramente rotto. Vuoi la bomba col nucleo? Vuoi l'impianto genetico? Vuoi l'alluminio nei cieli? Be, te ne assumi la intera responsabilità, bello mio. Se invochi "dio" è perchè "sai" che stai compiendo "qualcosa" per conto di "qualcuno". Dio? mmmm... qualcun'altro direi così a occhio...

    1. MGS 18 giugno 2023

      Capisco perche' faceva il consigliere e mi dispiace che non lo faccia piu'! Una lastra di raggi x, lucida, limpida, assolutamente perfetta.

    1. BrunoWald 18 giugno 2023

      Articolo interessante e tutt'altro che folle; l'analisi della situazione infatti, è un esempio di lucidità:

      "abbiamo cercato di ritardare, di “negoziare”. Come conseguenza ci ritroviamo in un grave conflitto armato. Ora il prezzo dell’indecisione è di un ordine di grandezza superiore a quello che sarebbe stato prima."

      I ventennali tentativi di trovare un'intesa con l'occidente, che hanno caratterizzato l'era Putin, erano destinati al fallimento perché con la mafia apolide non può esserci alcun compromesso: sono nemici dell'umanità, pertanto loro, o l'umanità, dovranno perire. Il rischio concreto è che alla fine potremmo perire entrambi.

      Ma le armi nucleari sono la nostra nemesi, ci piaccia o meno. Se foste al posto di Putin, di fronte all'alternativa di arrendersi allo zio Shmuel, o accettare il confronto nucleare, quale sarebbe la vostra decisione? A mio parere, non varrebbe comunque la pena di vivere in un mondo dominato da mostri.

      Il conflitto ucraino è solo un episodio di questa lotta, non necessariamente risolutivo. E il fatto stesso che si prospetti la possibilità di una soluzione nucleare, da parte di un "ex consigliere presidenziale sia di Boris Eltsin che di Vladimir Putin, che è a capo del Consiglio per la politica estera e di difesa", è la confessione flagrante che la OMS è stata concepita male, e condotta peggio, con buona pace dei tifosi.

    1. Gino 17 giugno 2023

      La SMO l'hanno praticamente già vinta. Gli costerà altri 50mila, tra morti ed invalidi permanenti? Ne rimarranno comunque altri 150 milioni, ma tutti vivi veramente, mentre qui da noi, in uccidente, già ora siamo già tutti morti viventi.

      Una lettura di gran lunga migliore:
      La partita in Ucraina è praticamente finita
      by Aurelien

      L'originale in inglese lo trovate su substack.com.
      Questa è una sua buona traduzione in italiano:
      https://italiaeilmondo.com/2023/06/15/secondo-round-non-ce-nessun-secondo-round-la-partita-e-praticamente-finita-in-ucraina_-di-aurelien/

    1. maghi 17 giugno 2023

      per me anche quest'uscita di questo super esperto della sicurezza russo fa parte del teatrino mediatico per terrorizzare le locuste e far loro accettare l'inaccettabile senza che capiscano, nè si ribellino. Ma il teatrino covid proprio non ha insegnato nulla? Errare è umano, perseverare è da dece..., pardon diavoli.

    1. gianB 17 giugno 2023

      «L'orrore... l'orrore!»

      (Il colonnello Kurtz prima di morire)

    1. oriundo2006 17 giugno 2023

      Sopratutto, da russo e sopratutto da ex-sovietico, non capisce che è l’ opinione pubblica locale e quella internazionale ad essere decisiva.
      Dunque nessun first strike preventivo o simili. Mai.
      Piuttosto che i russi mettano finalmente a disposizione di tutti quanto hanno sequestrato nei bunker sotterranei, quanto hanno potuto dedurre, capire e sapere sui piani di sterminio biologico fornendone le prove reperite nei laboratori segreti in Ucraina.
      Recentemente la Cina ha ufficialmente accusato gli USA di aver progettato degli stermini bio-genetici ‘calibrati’ su ceppi razziali ( qui occorre proprio dirlo ) selezionati: cinese, russo-slavo ed altri.
      Parte del cambiamento epocale nei rapporti internazionali si deve a questa ‘disclosure’ per ora ‘riservata’ a Paesi selezionati.
      Che si dimostri invece per intero pubblicamente la follia omicida americana e Nato, che si permetta alla opinione pubblica internazionale di valutarne le prove e permettere a tutti un giudizio che oggi è riservato solo a pochi.
      Questa è la miglior maniera di evitare ogni e possibile ricorso alla arma finale e nel contempo di convincere e proprio perciò di vincere perchè moralmente superiori.

    2. WarezSan 17 giugno 2023

      Non servirebbe a niente.
      L'occidente ha in mano il sistema di informazione ad uso interno ed è in grado di negare qualsiasi prova fattuale.

      Se sono arrivati a sostenere l'auto bombardamento dei russi nella centrale nucleare di Zaporizhzhia allora possono tutto.

      L'opinione internazionale occidentale è già contro la Russia e quella interna della Federazione la ritiene una questione esistenziale.

    3. oriundo2006 18 giugno 2023

      Direi di no: l’ opinione pubblica europea non ha alcuna posizione pro-Ucraina, vuole solo starne fuori. Negli USA crescono i dubbi, proprio a proposito di quel poco ( o tanto ) che si sa delle malversazioni del clan Bush e dei legami con i traffici illeciti. Un conto è l’ ufficialità, su cui oramai tutti ma proprio tutti hanno del dubbi, e quanto invece è la persuasione interna della ‘gente’, su cui siti di controifo come questo ed altri possono molto.
      L’ informazione fa parte della guerra psyop: non si deve trascurarla.

    4. WarezSan 18 giugno 2023

      Io parlo di quel che vedo e sento in Germania.
      Molte persone pensano che il problema sia stato la Merkel, troppo prona alla Russia e non in grado di diversificare l'approvvigionamento energetico.

      Gli italiani expat poi sono i peggiori.
      Si augurano la morte di Putin e Trump, insomma vivono in una comoda bolla.

      Putin l'ha detto anni addietro, in un intervista fiume di ore come da tradizione russa, che d'ora in poi si sarebbe rivolto ai popoli e non ai governi in quanto inutile.
      Aggiunse che il suo timore fosse il non riuscire a veicolare il messaggio a causa dei mezzi di informazione schierati a difesa della propaganda governativa.

      Timori legittimi purtroppo.

      Ma se anche qui, su CDC, c'è chi ha capitolato alla propaganda occidentale... Parlano di decrescita felice, di inquinamento risolvibile da una rivoluzione green, di depopolamento come fosse una soluzione fattibile senza scatenare un genocidio.
      Parlano di tutto questo qui, fra noi, ma senza scendere mai nei dettagli pratici di cosa significhino certi abomini.

      La battaglia informativa è persa per la russia, ma fortunatamente non è che una punta di lancia, ve ne sono molte altre e molto rilevanti e cinetiche.

    1. berlioz 17 giugno 2023

      condivisibile al 100%

    1. Eugiorso 17 giugno 2023

      Le vere "riserve" militari e strategiche della Russia non sono i richiamati, le nuove produzioni militari di Uralvagonzavod e altro, ma sono le armi nucleari, che in situazioni estreme (come sarà questa fra poco) dovrebbero essere usate,a partire dall livello tattico.
      I russi non possono combattere all'infinito contro gli statunitoidi, angli, colonie europee continentali sottomesse, eccetera, sapendo che quando finiranno i troll ukrainofoni-nazi della nato, del tutto spendibili, carne da cannone spregevole, saranno sostituiti in prima battuta da polacchi, angli , balitici e altri, orde di mercenari compresi.
      Ogni sistema d'arma acquisito non è tale per "bellezza", ma per usarlo in caso di bisogno e così è anche per l'armamento nucleare e non convenzionale.
      Del resto, è stato il Presidente Putin a dire che non è desiderabile un mondo senza la Russia (così come oggi la conosciamo).
      Se le bestie elitiste-statunitoidi-atlantiste pensano che potranno continuare a minacciare e devastare all'infinito, perché la Russia non userà mai e poi mai le armi nucleari, si sbagliano di grosso e forse ne avremola prova fra non molto ...

      Cari saluti

    1. JHON 17 giugno 2023

      Mai si sarebbe pensato di parlare liberamente di uso strategico di armi nucleari. E' proprio vero che la gente siè dimenticata degli orrori dell' ultima guerra

    2. SDL 18 giugno 2023

      Non ha dimenticato, semplicemente è morta.

    1. PietroGE 17 giugno 2023

      Questo è un articolo interessante e folle nello stesso tempo. Interessante perché ammette che la decisione di iniziare l'operazione militare in Ucraina è stata un clamoroso errore e riconosce anche che la Russia, a meno di un improbabile collasso generale dell'esercito ucraino, si è messa in un vicolo cieco e sta rischiando un nuovo Afghanistan con perdite di molto superiori. È folle perché ridefinisce come armi tattiche di guerra quelle che sono sempre state armi di dissuasione e basta. L'uso di armi nucleari in Ucraina ha diversi fattori che lo rendono controproducente : 1) La radioattività non conosce confini e può benissimo dirigersi verso la Russia o le zone abitate da russi. Non è un caso che gli USA hanno armi atomiche tattiche da usare solo sul suolo europeo. 2) Un attacco che provoca contaminazione nucleare anche nei Paesi NATO può essere considerato un attacco contro l'alleanza e quindi richiedere una risposta adeguata, anche se non nucleare. La situazione può sfuggire di mano e è facile capire che così si va allo scontro nucleare totale anche se non lo si vuole. 3) È vero che gli USA ci penserebbero 2 volte prima di usare le armi nucleari. L'uso di tali armi da parte russa vuol dire però la fine del Trattato di non proliferazione e tutti i Paesi confinanti con la Russia, ad Ovest o ad Est costruiranno sicuramente armi nucleari. La Russia si troverebbe quindi a fare i conti con gente che i missili con testate nucleari, al contrario degli USA le lancerebbero senza pensarci due volte. Meglio lasciar stare.

    2. WarezSan 17 giugno 2023

      Non mi risulta che ammetta che la SMO sia stata un errore clamoroso, ma nemmeno che ammetta sia stato un errore.
      Anzi, l'unico errore ammesso è pensato in considerazione della moderazione di Putin che ha ragionato in modo conservativo, andando per gradi, non capendo che l'occidente di graduale non ha nulla.

      1) Si parla di armi tattiche, non strategiche, il rischio di contaminazione su territorio russo è limitato. Non si parlerebbe di un incidente soggetto a condizioni ambientali non prevedibili ma di un'azione pianificata con dovizia, e come tale lo studio dei venti e delle condizioni atmosferiche è nel protocollo.

      2) La contaminazione del suolo NATO è già avvenuta a causa della distruzione del deposito di munizioni all'uranio impoverito, e la NATO "ha fatto pippa".

      3) La costruzione di armamento nucleare tattico o strategico che sia richiede un'enorme bagaglio tecnico e una quantità di risorse spropositate.
      Sostenere che se la Russia lanciasse un ordigno tattico sull'Ucraina i paesi confinanti costruirebbero armamenti simili per poi lanciarli senza pensarci due volte sulla Russia condannandosi al suicidio non lo ritengo possibile.

    3. BrunoWald 17 giugno 2023

      "...l’unico errore ammesso ... è la moderazione di Putin che ha ragionato in modo conservativo, andando per gradi, non capendo che l’occidente di graduale non ha nulla."

      E dunque io, che modestamente l'avevo capito da decenni, sarei un ottimo candidato per le prossime presidenziali russe. Col sostegno di tutti voi, redazione e lettori di CDC, potrei presentare istanza alla loro ambasciata, perché sia accettata la mia candidatura.

      Se è necessario sposarmi con una bella moscovita per superare il problema della cittadinanza, mi sacrificherò con entusiasmo per la causa!
      Mi impegno inoltre a sottopormi a un corso intensivo dell'idioma e, una volta eletto, ad aprire il fuoco su obiettivi occidentali ogni volta che il nemico oltrepassi qualche linea rossa.

    4. Divoll 18 giugno 2023

      Non mi sembra che sia questo quello che intende l'autore.

    5. Divoll 18 giugno 2023

      Lo spirito russo non si impara e non si acquisisce, ci si nasce. E senza quello non saresti mai un russo, neanche con la cittadinanza e la lingua.

    6. BrunoWald 18 giugno 2023

      Pensavo che l'ironia fosse ovvia...
      Ma non c'è problema, ci riprovo.

      Sostenere che Putin "non ha capito" qualcosa di così evidente, che abbiamo capito sia tu che io, e qualche miliardo di altre persone, significa raccontarsi storielle.
      A meno che Vlad non sia più stupido di me, di te e di quegli altri miliardi...

      Ti lascio con due post scripta:

      1) quello che hai detto varrebbe anche per un italiano, un cinese o un guatemalteco.
      2) tutto sommato, in confronto a certi "russi" in posizioni di potere, o a tanti ragazzini che sognano di emigrare a New York, persino io ci farei la mia bella figura! 😉

    7. WarezSan 18 giugno 2023

      A differenza di molti strateghi occidentali accecati dalla loro stessa propaganda rientngo che Putin si sia sempre mosso con grande lucidità e visione futura.
      Ha sempre compiuto azioni nel rispetto del diritto internazionale.

      In ambito comunicativo le ha tentate tutte, prima cercando un dialogo con i leader occidentali, poi tentando di bucare la propaganda occidentale parlando direttamente ai popoli e poi, solo poi si è mosso. E l'ha fatto non prima di aver messo le fondamenta economiche militari e politiche per agire in Ucraina.

      Il mio pensiero, per quello che vale, è che non abbia sbagliato una virgola considerando lo scenario e il contrasto storico del momento.
      Si è mosso in modo conservativo ma inesorabile.
      Non ha avuto scelta, a parte il consegnare la federazione tutta nelle mani di chi, per dichiarazione palese, vuole farne una colonia occidentale.

      Altrimenti ci si ritrova a fare come quei sedicenti guru della finanza, che insegnano a fare Daily trading, ma sempre guardando i segnali del giorno dopo.
      O per farla facile, col senno di poi saremmo tutti milionari.

    8. Divoll 18 giugno 2023

      Certo che vale per qualunque altra nazionalita'. Ca va sans dire.

    1. luciolandi 17 giugno 2023

      Magari!

    1. Exo 17 giugno 2023

      Perché pubblicate la lettera di un povero pazzo?
      C'è un unica ragione per usare l'atomica ed è sterminare l'umanità le altre sono posticce.

    2. WarezSan 17 giugno 2023

      L'uso di armamenti termobarici al momento è paragonabile all'utilizzo di testate nucleari tattiche di piccola potenza.

      Non ritengo sia pazzo, ma decisamente lucido.

    1. Cachafaz 17 giugno 2023

      Un altro esperto che non vede al di' del proprio naso militarizzato. Quando sara' tutto chiaro, stabilito, ed a regime cioe' gia' iniziato (intendo cio' che stanno costruendo in alternativa a dollaro, oms, fmi ed onu) insomma i nuovi srumenti saranno operativi, partira' l'offensiva russa che secondo me, si concludera' ad odessa e penso forse anche Kiev se crollano , insomma tutta la parte est. Non credo ad ovest faranno granche' dopo, contro i russi, in quanto esploderanno , probabilmente.

    2. BrunoWald 17 giugno 2023

      Quando sarà tutto chiaro... partirà l’offensiva russa che secondo me, si concludera’ ad odessa e penso forse anche Kiev

      Partirà, la nave partirà
      Dove arriverà, questo non si sa...

      ...cantava già Sergio Endrigo, nel lontano 1970.

      Sono sedici mesi che ce la meniamo con tattiche e strategie, generali inverni, e immancabili offensive finali. Sarebbe ora di cominciare a ragionare in termini passabilmente obiettivi, lasciando i sogni nel cassetto.

    3. Divoll 18 giugno 2023

      Senza Kiev e senza la fine del regime neofascionazi attuale, l'intera guerra sarebbe stata inutile.

    1. buddyboy 17 giugno 2023

      Certo .., sono le regole basilari di una buona convivenza, se ad esempio il vicino per dispetto ti lancia un topo morto sul terrazzo, non devi forse impedire che lo faccia di nuovo pensando di rimanere impuntito ?? quindi gli fai saltare l'intera palazzina. lo trovo assai scontato...
      Considero quindi il fatto che oltre ad una pletora di mentecatti Neocons a stelle e strisce, ci sia anche il professore a dire la sua, non rende certo il mondo un posto più sicuro...

    1. Mealuirao 17 giugno 2023

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      Mealuirao

      Utente CDC

      17 Giugno 2023 9:22
      Con due bombe atomiche sul Giappone, gli Stati Uniti hanno ucciso, terrorizzato i giapponesi che alla fine si sono sottomessi al loro nemico. È inspiegabile infatti altrimenti il motivo per cui i giapponesi siano alleati militarmente con chi ti ha “buttato addosso” 2 bombe atomiche… La Russia potrebbe essere tentata di ottenere lo stesso risultato di sottomissione degi europei e “risolvere così la questione” con 2 missili atomici….Gli USA non avranno il coraggio di rispondere con un attacco nucleare di ritorsione.

    2. Mealuirao 17 giugno 2023

      Yes! Si tratta di una versione aggiornata del diario del generale cinese dato che ai tempi di Sun Tzu non esistevano le bombe atomiche il diario segreto recita un solo paragrafo: lanciando la bomba nucleare assoggeti la nazione nemica. La storia insegna.

    3. XaMAS 18 giugno 2023

      È inspiegabile infatti altrimenti il motivo per cui i giapponesi siano alleati militarmente con chi ti ha “buttato addosso” 2 bombe atomiche

      non le viene il dubbio che forse, nel 1945, dopo 2 atomiche, l'alternativa era fare la fame coi piani quinquennali come in urss e cina?
      tra due mali scelsero il minore.

    1. Jimbo 17 giugno 2023

      Alla Russia non é sufficiente vincere in Donbass (l'Ucraina non é nei programmi), dovrá terrorizzare gli USAUKNATO.
      Mi auguro senza atomiche, ma qualcosa da opporre alla strategia dell'Egemone che punzecchierá allo sfinimento lo dovrá trovare.
      Qualcosa di eccessivo, di fuori scala, ... che terrorizzi.

    2. ric 17 giugno 2023

      e senza pietà...tanto per essere incisivi.

    3. WarezSan 17 giugno 2023

      Un'atomica tattica sul territorio ucraino farebbe meno danni e morti dell'adozione di strategia bellica adottata dagli USA in Iraq.

      L'effetto deterrente sarebbe esattamente quello che questi tempi richiedono.

    4. Jimbo 17 giugno 2023

      Penso anch'io ma eviterei.
      Punterei su altro, non so bene cosa a dirla tutta.

    5. Divoll 18 giugno 2023

      L'Ucraina (tutta) e' in programma.

    6. SDL 18 giugno 2023

      un altra Hiroshima andrebbe bene?

    7. SDL 18 giugno 2023

      Non servirebbe a niente.
      L’occidente ha in mano il sistema di informazione ad uso interno ed è in grado di negare qualsiasi prova fattuale.
      Se sono arrivati a sostenere l’auto bombardamento dei russi nella centrale nucleare di Zaporizhzhia allora possono tutto.
      L’opinione internazionale occidentale è già contro la Russia e quella interna della Federazione la ritiene una questione esistenziale.

    8. carla 18 giugno 2023

      Ho messo likes più per desiderio che per
      convinzione in quanto luccidente non abbandonerà mai la possibilità di depopolare il pianeta a suon di atomica e derne poi la colpa a PUtin

    9. WarezSan 18 giugno 2023

      Il commento aveva come riferimento il popolo NON i governanti.

      Il sistema di informazione occidentale NON HA come obbiettivo i centri decisionali NATO ma gli abitanti delle nazioni aderenti a tale sistema.

      La prossima volta, prima di usare parole altrui rifletti, e come minimo abbi la creanza di linkare la fonte.

    10. Cachafaz 18 luglio 2023

      Io l'idea ce l'ho.E' molto semplice. Li devono buttare fuori dal mediterraneo, non solo dal mar nero.

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