Secondo i servizi segreti olandesi Israele è una minaccia per lo Stato

Secondo i servizi segreti olandesi Israele è una minaccia per lo Stato

Kit Klarenberg
kitklarenberg.com

In uno sviluppo notevole, il Coordinatore nazionale per la sicurezza e l'antiterrorismo (NCTV) di Amsterdam ha designato l'entità sionista come "minaccia allo Stato". La valutazione annuale dell'agenzia sulle "entità minacciose" per il 2025 critica duramente i "tentativi di influenzare la politica e la società olandese" da parte del governo israeliano e del suo apparato lobbistico locale. È la prima volta che un servizio di intelligence occidentale riconosce il grave pericolo rappresentato dalla rete Hasbara globale di Tel Aviv. Altri seguiranno ora l'esempio dell’NCTV?

Il rapporto dell'agenzia si concentra sui "tentativi di Israele di influenzare l'opinione pubblica e la politica" in occasione dei disordini verificatisi ad Amsterdam nel novembre 2024, prima della partita di calcio del torneo UEFA Europa League tra la squadra israeliana Maccabi Tel Aviv e la squadra olandese AFC Ajax. Inizialmente, i media locali e internazionali e i politici avevano condannato gli scontri come attacchi non provocati contro israeliani ed ebrei. Il sindaco della città Femke Halsema aveva definito l'incidente un ricordo dei "pogrom nazisti". Benjamin Netanyahu aveva paragonato la violenza alla Notte dei cristalli.

Ben presto, però, era apparso chiaro che i sostenitori del Maccabi, delinquenti di estrema destra, avevano cercato di provocare il massimo del caos. Arrivati ad Amsterdam, avevano strappato le bandiere palestinesi che sventolavano da abitazioni private, avevano scandito slogan ripugnanti come "morte agli arabi", avevano aggredito i residenti musulmani della città – donne comprese - e avevano compiuto gesti vandalici su proprietà pubbliche e statali. Nonostante i filmati delle telecamere a circuito chiuso di questi incidenti fossero stati misteriosamente cancellati e i media occidentali avessero deliberatamente nascosto i crimini dei tifosi israeliani, le figure pubbliche che inizialmente avevano gridato all'"antisemitismo" erano state costrette a rilasciare imbarazzanti ritrattazioni.

[caption id="attachment_230364" align="aligncenter" width="1200"] Gli ultras del Maccabi Tel Aviv si preparano a far danni[/caption]

Il rapporto dell'NCTV afferma che la mefitica influenza dell'entità sionista nei Paesi Bassi è "illustrata" dalla manipolazione e dall'inganno con cui Tel Aviv aveva plasmato la narrativa mediatica e politica intorno agli scontri di Amsterdam. Quasi immediatamente dopo gli eventi, il Ministero israeliano della Diaspora e della lotta all'antisemitismo aveva inviato un rapporto "direttamente a politici e giornalisti selezionati". In esso si affermava in modo diffamatorio che i disordini erano stati istigati da individui e organizzazioni in possesso di volontà antisemita e che sostenevano Hamas. L'impatto iniziale era stato grave.

Tra i destinatari vi erano dei legislatori olandesi che avevano partecipato a una sessione parlamentare in cui si era discusso dei disordini. Un deputato aveva proposto una mozione per designare le entità olandesi elencate nel rapporto come organizzazioni terroristiche e sanzionarle di conseguenza. Fortunatamente ciò non era avvenuto, ma le persone citate dalle autorità israeliane - tra cui importanti attivisti per la pace - avevano ricevuto minacce di morte. Di conseguenza, la valutazione dell'NCTV rileva che:

"I ministri olandesi della Giustizia e della Sicurezza e degli Affari esteri hanno ritenuto il metodo di distribuzione insolito e, a causa delle potenziali conseguenze negative per i cittadini olandesi, indesiderabile. Ad esempio, le persone citate potrebbero essere intimidite o minacciate o, nei casi più gravi, aggredite".

La valutazione dei disordini di Amsterdam del novembre 2024 è una questione relativamente banale. Tuttavia, la valutazione dell'NCTV è dalla massima importanza. Fa seguito alle richieste delle autorità olandesi - storicamente molto vicine a Tel Aviv - affinché l'UE riveda i suoi rapporti con Israele, indaghi sugli abusi commessi durante il genocidio di Gaza e vieti ai ministri di Netanyahu l'ingresso nel territorio dell’UE. Data la centralità di Amsterdam nella sfera di influenza di Israele, l'etichettatura dell'entità come "minaccia di Stato" da parte dell'NCTV potrebbe dare il via alla scoperta della spietata cospirazione sionista che minaccia l'intero continente.

Tattiche comuni

Nel corso dei decenni, la lobby israeliana in Olanda - che comprende ONG e organizzazioni religiose, molti media, "think tank" e partiti politici che fungono da amplificatori - ha sistematicamente cercato di creare nei Paesi Bassi un ambiente ostile alla solidarietà con la Palestina. Per far ciò, tattiche di intimidazione come campagne di diffamazione, azioni legali vessatorie e minacce fisiche sono state ampiamente utilizzate con effetti devastanti contro cittadini, accademici, giornalisti, politici e gruppi di difesa dei diritti umani. Innumerevoli carriere, mezzi di sostentamento e reputazioni sono state minacciate, se non distrutte, in questo processo.

[caption id="attachment_230365" align="aligncenter" width="800"] Manifestanti filo-palestinesi ad Amsterdam[/caption]

L'Olanda è tutt'altro che un caso isolato, ma è un Paese di enorme importanza geopolitica per Tel Aviv, un Paese che da tempo funge da nucleo fondamentale per le attività di lobbismo dell'entità in Europa e oltre. Amsterdam ospita un gran numero di potenti istituzioni dell'UE, della NATO e delle Nazioni Unite, e un ambiente politico "amichevole" a livello locale garantisce a Israele un potenziale accesso e un'influenza su tutte queste istituzioni. Ciò include la Corte penale internazionale e la Corte internazionale di giustizia.

La valutazione dell'NCTV rileva che "le istituzioni internazionali presenti nei Paesi Bassi" sono "obiettivi ben noti dell'interferenza statale" messa in atto dall'entità sionista e dai suoi burattinai anglo-americani. Quando Amsterdam "fornisce informazioni a tali istituzioni", queste possono successivamente "raggiungere gli attori statali attraverso canali clandestini". Non sorprende quindi che Tel Aviv cerchi di neutralizzare completamente qualsiasi opposizione locale. Un rapporto del 2021 dell'European Legal Support Center (ELSC) documentava in modo dettagliato le strategie standard messe in atto dalle lobby olandesi per soffocare le critiche alle azioni israeliane e la solidarietà con la Palestina.

L'ELSC aveva scoperto che tra il 2015 e il 2020, quasi 60 organizzazioni e gruppi olandesi e 23 individui erano finiti nel mirino della lobby israeliana. Erano state identificate nove "tattiche comuni" per "mettere a tacere i sostenitori dei diritti dei palestinesi nei Paesi Bassi", la più diffusa delle quali è la "campagna diffamatoria". Si tratta tipicamente di "accuse infiammatorie e infondate di antisemitismo o di sostegno al terrorismo". Tra le vittime vi sono anche alcuni ministri del governo. Anche i tentativi di disinnescare le organizzazioni di solidarietà con la Palestina, attraverso "pressioni" esercitate sui loro donatori o il divieto di utilizzare spazi pubblici per eventi, sono una routine.

L'ELSC aveva anche identificato episodi isolati, ma comunque profondamente inquietanti, di individui presi di mira con mezzi criminali. Ad esempio, nel marzo 2018, l'olandese-palestinese Ismail Ziada aveva avviato un'importante azione legale contro ufficiali militari israeliani di alto livello per l'omicidio dei suoi familiari avvenuto a Gaza quattro anni prima. Il caso aveva ricevuto un'attenzione mediatica globale. Meno noto è il fatto che Ziada aveva scoperto che il cavo dei freni dell'auto della sua famiglia era stato tagliato mentre il veicolo era parcheggiato fuori dalla loro casa. La polizia locale aveva indagato, ma non era mai stato trovato un colpevole.

Nel frattempo, un'attivista olandese di lunga data contro l'apartheid e la solidarietà con la Palestina aveva ricevuto numerose minacce di morte, prima di cadere vittima di una serie di attacchi informatici. In primo luogo, la sua e-mail era stata violata e "centinaia di false e-mail" erano state inviate ai suoi contatti utilizzando il suo indirizzo. Successivamente, erano stati violati i suoi account Facebook e LinkedIn. Le autorità olandesi avevano aperto un'indagine formale, ma avevano dichiarato di non avere le risorse per rintracciare i colpevoli. Anche in questo caso, i crimini rimangono irrisolti - anche se, considerando la maestria dell'entità sionista nella guerra informatica, la pista potrebbe portare a Israele.

In disaccordo

L'ELSC ha scoperto che il Centro per l'Informazione e la Documentazione Israeliana (CIDI), con sede nei Paesi Bassi, è dietro uno sconcertante 60% degli attacchi alla solidarietà palestinese olandese da essa documentata. Tuttavia, anche il Ministero degli Affari strategici israeliano e l'organizzazione NGO Monitor, con sede a Tel Aviv e legata alla Forza di occupazione sionista, svolgono un ruolo significativo. Quest'ultima da tempo diffonde accuse diffamatorie contro tutte le organizzazioni occidentali - incluse realtà mainstream come Amnesty International e Human Rights Watch, ree di esprimere anche solo blande critiche a Israele, e ha più volte richiesto che vengano private di finanziamenti statali, se non addirittura chiuse del tutto.

I funzionari olandesi sono ben consapevoli della mancanza di credibilità di NGO Monitor. Nel gennaio 2020, l'allora ministro degli Esteri Stef Blok aveva risposto a un'interrogazione parlamentare citando una ricerca del Policy Working Group - un'organizzazione guidata da ex diplomatici israeliani - secondo cui le "accuse di NGO Monitor si basano su citazioni selettive, mezze verità e insinuazioni". Queste false accuse avrebbero contribuito "a creare un clima in cui le organizzazioni per i diritti umani sono sempre più sotto pressione". Blok aveva aggiunto: "NGO Monitor... si concentra esclusivamente su organizzazioni e donatori che sono critici nei confronti della politica israeliana".

Nonostante questa presa di coscienza ad alto livello, nel corso dello stesso anno NGO Monitor e la lobby sionista UK Lawyers for Israel (UKLFI) avevano esercitato pressioni su Amsterdam affinché cessasse di finanziare l'Union of Agricultural Work Committees (UAWC). Fondata nel 1986, l'organizzazione aiuta gli agricoltori palestinesi di Gaza e della Cisgiordania a coltivare e mantenere la loro terra, a commercializzare i prodotti a livello locale e internazionale e a sviluppare le infrastrutture idriche. I Paesi Bassi erano tra i numerosi donatori stranieri che avevano contribuito per decenni alle attività dell'UAWC.

Union of Agricultural Work Committees è una barriera all'espansione rapace e illegale degli insediamenti dell'entità sionista, quindi è stata fin dall'inizio nel mirino di Tel Aviv. Per anni, le accuse che l'UAWC fosse in qualche modo legata a gruppi militanti proscritti erano proliferate attraverso tutta una serie di elementi della lobby israeliana, una manovra ben rodata che aveva tagliato l'accesso alle piattaforme di pagamento online e ad altre fonti di finanziamento per diversi gruppi di difesa della Palestina a livello globale. CIDI, NGO Monitor e UKLFI avevano messo in atto questa precisa manovra nei Paesi Bassi, con effetti rovinosi.

Nel luglio 2020, il Ministero degli Affari Esteri olandese aveva annunciato il congelamento di una sovvenzione di 1 milione di dollari all'UAWC, in attesa di una revisione che probabilmente "avrebbe richiesto diversi mesi". Un anno e mezzo dopo, Amsterdam aveva interrotto definitivamente tutti i finanziamenti all'Unione. Nel frattempo, le operazioni dell'UAWC si erano bloccate, con centinaia di dipendenti licenziati, decine di contadini impossibilitati a svolgere le mansioni di base e vaste estensioni di terra palestinese minacciate di confisca da parte delle autorità sioniste e dei coloni.

[caption id="attachment_230366" align="aligncenter" width="1400"] Membri dell'UAWC espongono un cartello: "Resteremo convinti difensori e fedeli protettori della nostra terra, dei nostri agricoltori, dei nostri pescatori e dei loro diritti, e non ci ritireremo".[/caption]

Dato che le autorità olandesi non avevano dubbi sul fatto che NGO Monitor non fosse affidabile, viene spontaneo chiedersi perché il governo abbia ceduto alle richieste dell'organizzazione. Una risposta ovvia è che alcuni funzionari di Amsterdam, influenzati dalle lobby, volevano per conto di Tel Aviv un pretesto per porre fine ai finanziamenti all'UAWC e NGO Monitor e altri avevano fornito una copertura. Una storia identica si è svolta in Gran Bretagna con Palestine Action (PA), un movimento di disobbedienza civile proscritto come gruppo terroristico da Londra il 1° luglio.

Sin dalla fondazione di PA, nel 2020, le autorità britanniche erano state clandestinamente in stretto contatto con Elbit Systems - un importante produttore di armi israeliano preso di mira da PA - e con l'ambasciata londinese di Tel Aviv in merito alle azioni del gruppo, che stavano danneggiando gravemente i profitti e l'immagine pubblica di Elbit. In riunioni segrete, i funzionari britannici si erano rammaricati del fatto che PA non "soddisfasse la soglia di proscrizione" come gruppo terroristico secondo la legge britannica. Il recente bando del gruppo è stato dichiaratamente ispirato da "ricerche" fornite dal gruppo di pressione sionista locale We Believe In Israel.

La proscrizione è stata condannata come "in contrasto con gli obblighi del Regno Unito ai sensi della legge internazionale sui diritti umani" dal capo delle Nazioni Unite per i diritti umani, mentre documenti interni indicano che i funzionari britannici e i servizi di sicurezza hanno fatto di tutto per trovare una qualsiasi base legale per vietare il gruppo, anche se una revisione giudiziaria della mossa è in corso. A quanto pare, Londra non si è resa conto che la maggioranza globale considera Israele la vera minaccia, come ha finalmente riconosciuto l'NCTV e, di conseguenza, il governo olandese.

Kit Klarenberg

Fonte: kitklarenberg.com
Link: https://www.kitklarenberg.com/p/dutch-intel-flags-israel-as-state

04.08.2025
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (7)

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Mostra commenti 7 caricati
    1. simonlester 8 agosto 2025

      Attenzione, se passa il DL sull' antisemitismo, tutti i commenti contro Israele diverranno censurabili e i commentatori schedati.

    2. ric 8 agosto 2025

      si...Ma qualcuno dovrebbe evidenziare che fra i SEMITI ci sono 400 milioni di ARABI, e non mi risulta che nessuno venga condannato se vilipendi questi ultimi. anzi sembra uno sport nazionale...Immagina uno Charlie Ebdo' al incontrario...

    1. BrunoWald 7 agosto 2025

      Sempre loro, nell'occhio della tormenta... Chissà perché? Sicuramente è dovuto a pregiudizi antisemitici! 🤣

      Le campagne diffamatorie sono la loro arma prediletta, praticamente una firma o un marchio di fabbrica. Diffamare, screditare, calunniare chiunque gli si opponga è la tattica standard da oltre un secolo, se non di più: va di pari passo con il vittimismo,

    2. Martin 7 agosto 2025

      L'attitudine ed il costante ricorso alla diffamazione è stata per secoli di pubblicistica medievale una delle principali accuse contro le comunità ebraiche, in tutta Europa. Sono rimasto veramente stupito quando l'ho appreso, direttamente da molteplici fonti storiche.

      Il minimo che una persona normale dovrebbe domandarsi è per quale ragione si dovrebbe dare per scontato che l'accusa sia stata falsa, specie osservando gli scenari contemporanei.

      Il ricorso alla diffamazione è costante e sistematico, e la cosa peggiore è che un sacco di gente onesta casca nel gioco. Non si afferra che esistono campagne diffamatorie false in partenza ed in essenza.

    3. ric 7 agosto 2025

    1. ric 7 agosto 2025

      veramente israele e' una minaccia per tutto il mondo. deve scomparire !!

    1. PietroGE 7 agosto 2025

      I funzionari olandesi fanno una analisi corretta ma non approfondita della situazione. La destabilizzazione delle società europee non viene portata avanti da qualche scalmanato rappresentane del sionismo razzista e genocida che viene a menar le mani per provocare nei media l'accusa di antisemitismo, è un disegno iniziato più di 40 anni fa con l'imposizione da parte della lobby e della sua grancassa mediatica della società multietnica e multiculturale, proprio mentre da loro in Israele si procedeva alla pulizia etnica dei territori occupati. Il finanziamento da parte di Soros % Co dell'immigrazione di massa ( e in Italia del 'partito dell'aborto', cioè dei Radicali di Pannella) non ha nulla a che fare con i diritti di asilo o di emigrazione delle masse del terzo mondo ma ha come scopo la distruzione della omogeneità delle società occidentali (USA e Europa) e la loro trasformazione in un coacervo di minoranze in lotta tra loro per il controllo del territorio e delle risorse. Il fine ultimo è una grande Israele che controlla non solo il MO ma anche le porte dell'Europa e, attraverso le sue lobby, le società europee. Quella americana la controlla già come si vede chiaramente.

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