Se la biodiversità richiede meno agricoltura, l’Italia l’ha già massacrata

Se la biodiversità richiede meno agricoltura, l’Italia l’ha già massacrata

Di Guido Salerno Aletta

La morsa economica in cui vivono gli agricoltori fa davvero paura, stretti come sono tra costi incomprimibili e ricavi non trattabili: non solo si fanno una concorrenza spietata tra di loro, ma tanto nei costi di produzione quanto nei ricavi delle vendite hanno a che fare con imprese multinazionali o con grossisti che operano in regime di oligopolio, colludendo.

In Italia, poi, da quarant’anni a questa parte, dal censimento del 1982, la superficie agricola totale si è ridotta di ben 59 mila Kmq, una superficie più che doppia rispetto a quella dell’intera Sicilia che non arriva a 26 mila Kmq. Questi sono i dati rilevati dall’Istat, che nel 2020 ha effettuato il 7° censimento agricolo. Inoltre, il numero delle aziende agricole censite nel 2020 si era ridotto, sempre rispetto al 1982, del 63,8%, il che significa che sono scomparse quasi due aziende agricole su tre. La velocità di riduzione è stata più accentuata negli ultimi vent’anni: nel 2020, infatti, il numero di aziende agricole è stato di 1,1 milioni, più che dimezzato ai 2,4 milioni censito nel 2000.

Anche il numero delle persone che lavorano in agricoltura si è drasticamente ridotto, di un milione tondo di unità in appena un decennio, passando dai 3,8 milioni del 2010 ai 2,8 milioni del 2020.

La polverizzazione della produzione agricola italiana è rimasta ancora fortissima: è una economia di sopravvivenza, visto che, sempre nel 2020, il numero delle aziende agricole gestito nella forma di azienda individuale o familiare è stato pari al 93,5% del totale delle aziende censite, coltivando il 72,7% del totale della superficie agricola utilizzata (SAU).

Ed ancora, le aziende che nel 2020 avevano a disposizione fino a 3 ettari di terra erano ben 579 mila, pari al 51% del totale di 1 milione e 133 mila di aziende censite.

Come se non bastasse, anche la Commissione europea ha dovuto confermare la situazione di enorme povertà di chi lavora nel settore agricolo: il reddito familiare di una famiglia contadina (farm family) è ancora enormemente più basso rispetto agli stipendi degli impiegati dell’intera economia della EU-27: nel 2005 arrivava appena al 30,6% ed ancora nel 2020 era ancora della metà, con il 49,1%. Il più confortante 64% che è stato registrato nel 2022 è un dato troppo influenzato dai violenti fenomeni inflazionistici verificatisi di recente

https://agriculture.ec.europa.eu/common-agricultural-policy/income-support/income-support-explained_it#whyfarmersneedsupport

https://agriculture.ec.europa.eu/common-agricultural-policy/cap-overview/cap-glance_it

Nonostante questa amara constatazione e la conferma della necessità di provvedere ad integrare il reddito di chi lavora in agricoltura mediante pagamenti diretti, il mantra ambientalista ha scaricato sull’agricoltura l’intero peso della biodiversità.

Gli obiettivi della nuova PAC, la Politica Agricola Comune, che è entrata in vigore dal 1° gennaio del 2023, prevedono infatti di:

  • ripristinare, conservare e migliorare la biodiversità nelle aziende agricole;
  • preservare e mantenere le caratteristiche del paesaggio;
  • conservare e valorizzare le diverse risorse genetiche;
  • facilitare l’ampia gamma di servizi ecosistemici resi possibili dalla biodiversità.

In termini concreti, entro il 2030, si deve:

  • espandere la rete “Natura 2000” in modo che il 30% del territorio dell'UE sia protetto;
  • collocare almeno il 10% della superficie agricola in elementi paesaggistici ad elevata diversità;
  • destinare almeno il 25% dei terreni agricoli all'agricoltura biologica;
  • ridurre la perdita di nutrienti da fertilizzanti di almeno il 50% e ridurre il rischio e l’uso di pesticidi chimici del 50%.

C’è un primo punto di assoluta criticità: i produttori di concimi, di pesticidi e di sementi continueranno a praticare i prezzi che credono e non avranno nessun vincolo da rispettare, né alcun obiettivo stringente in termini di investimenti in ricerca e sviluppo ai fini di migliorare la qualità dell’ambiente e la biodiversità.

In secondo luogo, neppure gli operatori dei mercati all’ingrosso e la grande distribuzione organizzata sono stati chiamati a garantire giusti margini di compenso agli agricoltori, che spesso vendono sottocosto pur di rientrare in qualche modo nelle spese già sostenute. Solo la vendita diretta al pubblico da parte degli agricoltori consente loro di avere maggiori margini di guadagno: ma di questo, non si parla.

C’è un terzo aspetto, ancora più importante. Per quanto riguarda l’Italia, i Censimenti hanno rilevato che in quarant’anni la superficie agricola totale si è ridotta di un terzo: è una enorme quantità di terra, pari come abbiamo visto ad oltre due volte la superficie della Sicilia, che solo in parte è stata utilizzata a fini edilizi. Nella terra abbandonata dall’agricoltura, certamente la meno fertile da coltivare, la natura e quindi la biodiversità hanno certamente ripreso il sopravvento, insieme al degrado del territorio: ma anche di questo non si discute.

Si scarica tutto sugli agricoltori: sono loro i veri forzati della terra, illusi di poter decidere del futuro solo perché padroni di appena un fazzoletto di terra.

Di Guido Salerno Aletta

06.02.2024

Guido Salerno Aletta. Economista, editorialista dell’agenzia Teleborsa.

Fonte:

https://telegra.ph/Se-la-biodiversit%C3%A0-richiede-meno-agricoltura-lItalia-lha-gi%C3%A0-massacrata-02-08

https://www.money.it/se-la-biodiversita-richiede-meno-agricoltura-l-italia-l-ha-gia-massacrata

Commenti (34)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 34 caricati
    1. uomospeciale 10 febbraio 2024

      Alla fine non otterranno nulla o solo poche briciole.
      I capi verranno comprati, intimiditi o ricattati, e tutto si ammoscerà come il l'uccello di un settantenne senza Viagra.
      Tutto normale, tutto già visto più e più volte.
      L'unica cosa che potrebbe davvero cambiare le cose per sempre sarebbe incrociare le braccia e non fare niente in massa, del tipo:

      "Da oggi non si fa più un tubo, non si coltiva più niente, non si paga più nulla... Finito, zero, stop"

      Ma non lo faranno mai, gli manca sia il coraggio che l'unità di intenti.
      E' sempre così quando ti illudi e ti ostini a voler difendere qualcosa che hai già perduto da un pezzo, e che ormai esiste solo nelle tue fantasie.
      Difendere che cosa poi, delle terre che "De facto" non gli appartengono più, visto che non possono decidere nè cosa coltivarci, nè come coltivarlo e neppure a che prezzo venderlo?
      A sto punto facessero dei vivai di alberi almeno, cosi nessuno gli romperebbe i testicoli più di tanto.
      E se poi si fermano, cosa credono di perdere che non hanno già perduto?
      Un trattore o una casa di cui hanno solo l'usufrutto temporaneo dopo aver pagato millemila rate alla banca?
      Sai che ridere se smettono tutti di pagare?
      Che cosa potrebbero fargli?

      Ci va il direttore della banca a spalare la merda nelle stalle?
      Ci vanno i carabinieri a raccogliere il grano?
      Ci vanno i politici,a zappare la terra?
      Certo, magari la banca ti sequestra la casa, ma poi? Che se ne fa?
      Butti giù la porta 2 giorni dopo, e rientri nella tua casa da abusivo:
      O pensate forse che lo stato possa mettere una gazzella dei carabinieri a presidiare ogni casa, ed ogni cosa?
      Se solo la gente prendesse coscienza in massa del divino, smisurato e inarrestabile potere, del non fare più niente, essendo in tantissimi a farlo, Questo paese cambierebbe in pochi giorni come nessuno mai si potrebbe manco immaginare.
      Potrebbero ottenere tutto senza fare niente, e invece come al solito faranno di tutto, senza concludere niente.

      Nota di CDC: per favore, non possiamo passare la giornata a pulire la sua turpigrafia..., sia così gentile da mostrare un po' di moderazione e di educazione. Grazie

    2. uomospeciale 10 febbraio 2024

      Va beh, ora modifico..

    3. ric 11 febbraio 2024

      i capi comprati ? non basta la coldiretti che gestisce e canalizza le proteste ??

    1. mago 10 febbraio 2024

      Bei tempi quando Benito coltivava il grano nel parco di Milano.

    1. mago 10 febbraio 2024

      Ora o mai più.

    1. Jimbo 10 febbraio 2024

      Gli agricoltori con i loro trattori non hanno chance contro il liberismo.
      Otterranno qualche contentino ma niente piú.
      É centrale peró che combattano al fine di sgretolare la narrativa mainstream.
      Solo gli Altri popoli peró ci possono salvare, solo il Sud del mondo, i negri e gli arabi possono sconfiggere l'Uccidente imperial-colonial-capitalista.
      Tramite un sistema economico socialista.
      La strada é segnata.

    2. mago 10 febbraio 2024

      No se la gestiscono bene e non li vendono qualcosa fanno.

    3. ric 10 febbraio 2024

      se la gestiscono bene chi ?

      i nostri obbedienti politici?

      https://www.buttalapasta.it/articolo/farina-di-grillo-pasta-marche/162825/

    4. mago 11 febbraio 2024

      Ricorda Ceausesco…

    1. Cachafaz 10 febbraio 2024

      Intanto nel punto vendita a me piu' vicino di cui non voglio rivelare il nome ma solo la fine del cognome, ad, sono sparite le confezioni non solo della frutta biologica arance, mandarini, clementini, ma anche con buccia edibile.A parte limoni che pero' servono per condire. E l'insalata biologica. E sappiamo che la buccia non edibile, qualcosa degli antibiotici poi probabilmente finisce per penetrare nel succo...sembra obbligatorio vendere roba avvelenata, e' un punto d'onore! Le pecore degli altri clienti, salvo pochi, non sanno nulla come al solito.Ho anche litigato per l'ennesima volta con quell'idiota del direttore che, invece di recepire le lamentale e riportarle ai suoi superiori, mi contrasta! Il tutto e' frutto del sistema neoliberista ormai a fine pista, stra -marcio. Quando crolleranno, non puo' essere che presto, il provvedimento piu' urgente sara' nazionalizzare tutti i punti vendita di supermercati, negozi anche piccoli, panifici, chi vende roba alimentare, tutti! E le farmacie. Lo stato deve garantire che i produttori non vengano strozzati, e si deve anche fare garante che il cibo venduto sia il piu' sano possibile, quindi non devono piu' esistere negozi privati...naturalmente le catene grosse vanno nazionalizzate ad 1 euro, ed anzi i responsabili dovrebbero essere minimo indagati per aver avvelenato le persone. Una volta nazionalizzato tutto, si scoprira' che non solo la roba sara' molto piu' sana, ma che anche i costi dei prodotti al pubblico saranno nettamente inferiori, eliminate le intermediazioni, i ladrocini. eccetera...saprei IO come risanare! Gli imprenditori privati devono esistere ma nei settori innovativi, dove la voglia anche di arricchirsi (perche' no, e' necessaria ) non vada a scapito degli interessi generali e della salute delle persone!

    2. SDL 10 febbraio 2024

      Non ho capito se la tua è ironia o..
      sarebbe un passo azzardato, tu scrivi “Una volta nazionalizzato tutto, si scoprira’ che non solo la roba sara’ molto piu’ sana, ma che anche i costi dei prodotti al pubblico saranno nettamente inferiori”, non è così automatico però. Certo se il liberismo estremo ha fallito. Io. Credo fortemente nel privato mediato con la concorrenza statale.

    3. Jimbo 10 febbraio 2024

      Esatto, solo il socialismo potrá salvare l'Uccidente.
      É l'unica strada.
      Ma noi non possiamo.
      Ci salveranno africani e arabi.
      E ovviamente cinesi, iraniani e russi.

    4. mago 10 febbraio 2024

      Esatto poi tocca ad Enel Fiat Poste Eni e tutte le strutture che forniscono servizi come acqua e quanto altro nazionalizzate a costo zero.

    5. ric 10 febbraio 2024

      un bel esproprio sarebbe opportuno , come tutti i mezzi delle grande produzione industriale , le banche e tutte le risorse con un risarcimento sui denti sarebbe un passo in avanti . Siberia per che si lamenta...

    6. uomospeciale 10 febbraio 2024

      Tutto gratis!
      Anche birra, ferie, e figa per tutti...☺️

    7. mago 10 febbraio 2024

      Ragazzi siamo quasi tutti in età che certe cose fanno male…

    1. Jimbo 10 febbraio 2024

      Efficace come sempre Aletta e chiarificatori i contributi.
      Una cosa non mi torna peró.
      Dal coso19 in poi sono diventato un "camminatore" soprattutto in collina/campagna e mi sono accorto che la quasi totalitá delle vecchie case coloniche vent'anni fa in stato di abbandono sono state trasformate in ville della madonna, tutte (salvo le piú imponenti di proprietá di professoroni) di proprietá di agricoltori e contadini.
      Nessun impiegato o operaio o negoziante si puó permettere una simile ristrutturazione con tanto di ettari di giardino e campo coltivato a disposizione.
      La sensazione che ho via via maturato é che rispetto a un tempo la metá lavora la terra ma tutti si sono arricchiti parecchio di piú rispetto a quelli del terziario.

    1. fiurdesoca 10 febbraio 2024

      Ho quasi sessant’anni, sono nel settore agricolo ma non ho mai fatto il contadino, ho coltivato ortaggi. Sono in una piccola zona che era rinomata per le ortaglie.
      Sono uno degli ultimi resti delle molte aziende che cinquant’anni fa erano nella zona. La maggior parte di queste fra vent’anni non esisterà più forse ne resteranno un paio perché si sono ingrandite e ci sarà chi potrà portarle avanti. Quelli che restano sono quasi tutti vecchi come me e i figli fanno altro.
      Mi fanno ridere, di un riso amaro, i cultori di cibi ecologici, non hanno assolutamente idea della devastazione che c’è stata negli ultimi cinquant’anni, ricordo che allora quasi ogni famiglia aveva galline e conigli per integrare la dieta. Un mio amico mi raccontava che nel centro storico di una cittadina vicina, nelle soffitte c’erano delle conigliere dove allevavano i conigli. In tutte le frazioni c’erano delle stalle. Probabilmente era uno stile che continuava da secoli. Tutto questo è sparito, spazzato via. Dove vivo il bosco avanza sempre più e i cinghiali fanno il resto il attesa di lupi e orsi.
      Era un mondo che ormai è morto, la devastazione è riuscita benissimo, non saranno i trattori che riusciranno a cambiare qualcosa.

    2. A.P. 10 febbraio 2024

      Egregio Fiurdesoca (fior di gonna....?), anche io ho quasi 60 anni, ma non ho mai fatto il contadino ne ho coltivato le faticosissime ortaglie, faccio tutt'altro: spengo fuochi, prosciugo acque, sopporto drammi sulle strade, etc etc. Ricordo però la vita dei miei nonni: le mucche nella stalla, i conigli, le galline, i tacchini, la vigna, i campi di frumento e avena, accompagnavo mio nonno a trebbiare il frumento e l'avena, raccoglievo il granoturco e le patate con mia madre; insomma sono cresciuto nelle ultime propaggini della civiltà contadina.
      Io ho dei ricordi d'infanzia molto belli, la vita contadina non mi piaceva, come mio padre che era muratore, però la vita era più bella di quella di adesso, si mangiava sicuramente meglio i rapporti con gli altri erano più umani, le relazioni sociali erano improntate più alla solidarietà che al resto.
      Oggi sono socio slow-food, mi immagino che un futuro di biodiversità sia possibile, ma so che è una fantasia, so che anche slow food è business, so che i presidi sono nicchie dove pochi possono permettersi i prezzi di coltivazioni d'eccellenza. Tuttavia da qualche parte bisogna cominciare, non si può pensare di voler cambiare le cose evitando di mettere le mani nel fango per non dire altro; la contraddizione può essere una forza per contrastare la falsità. Il famoso Enrico Toti gettò una stampella contro gli austriaci pur sapendo dell'inutilità del gesto, ma restò il simbolo, il seme che avvertì tutti dell'incombenza di una enorme responsabilità.
      Si, non ci resta che scagliare una inutile stampella, ma almeno avremmo salva la dignità, che non è poco, perché solo se salvi la dignità puoi vivere da uomo ( uomo inteso come essere, privo di specificazione di genere) libero.

    3. fiurdesoca 10 febbraio 2024

      fiore di zucca, viene da una storia molto vecchia che si rifà ad una nascita

    4. ric 10 febbraio 2024

      bisogna sparare... ma non ai cinghiali !

    5. mago 10 febbraio 2024

      La mia Italia si faticava si sudava ma si era tanto felici,un abbraccio Mago.

    6. mago 10 febbraio 2024

      Si ma ci vuole la licenza.

    7. Balabiott 10 febbraio 2024

      A proposito di conigli; il sacrista del mio paesello teneva le conigliere nel solaio della basilica (ad insaputa del prete)..tutto ciò terminò nei primi anni 90, quando l' 'allevatore' venne sgamato in flagrante da una pia donna, e fu scandalo...d' altronde, meglio nascondere nei sottotetti i cúnilii che i cadaveri ( Elisa Claps docet).....

    1. TorreNera 10 febbraio 2024

      Sono nobili intenzioni queste, dal momento che sono del ramo avrei anche tutto l interesse a lavorare in un ambiente che mi potrebbe facilitare la produzione.
      Però mi sembra chiaro che non si chiede più ad un agricoltore di produrre beni di prima necessità ma gli si chiede anche di assumere la mansione di giardiniere/botanico del territorio. Bene, lo potrei anche fare peró pretendo di essere pagato per questa attività.

    1. ducadiGrumello 10 febbraio 2024

      Un ottimo pezzo, la fotografia è nitida. Come esponente del settore devo dire che il quadro è questo. Io mi sono infilato in una nicchia con una marginalità più favorevole, quella dei vini di gamma medio-alta, ma se ti concentri sulla produzione degli alimenti base (ben più necessari, a ben vedere, del vino) la situazione è drammatica e la concentrazione del settore in poche mani, qualora non si riuscisse a imporla ex lege, diverrà di questo passo inevitabile per pura inerzia economica

    2. ric 10 febbraio 2024

      il problema sta nei supermercati . la grande distribuzione ha in mano tutta la filera dalla a alla zeta . ovvio che i governi per non urtare le grandi societa' , preferiscono versare quelche lacrima sulle spalle dei produttori promettendo loro qualche agevolazione , che verra' pagata dalla collettivita' , Ma il problema restera' sempre , fin che i contadini non etreranno con i trattori nei supermercati radendoli al suolo . E ritornando ai vecchi negozietti stiel anni 60/ 70 . dove il contadino ricava il doppio delle merce che vende , ma al cittadino costa la meta'

      la storia risale ad almeno 70 anni fa....

      Un maiale , che si chiami Caprone con la essecorta, o Agnelli con la rinascente , o Tizio con la standa o quasiasi GDO , pensarono :

      Ma tutti i guadagni di centinaia di migliaia di negozietti . , perche' non posso averli tutti IO ? E siamo arrivati allo stato attuale , con una agricoltura in balia di gruppi finaziari apolidi mondialisti , ed un popolo senza coglioni che attende l' arrivo della farina di grillo in attesa della bistecca sintetica

    3. mago 10 febbraio 2024

      Vedo gli utili idioti che fanno i fighi con la makkinetta per la cassa manco se ne accorgono che un domani non vedranno manco la cassiera causa loro,anche noi ci mettiamo del nostro.

    4. ric 10 febbraio 2024

      ma non vedi quelli come me che riempono il carrello di varie cibaria al dettaglio lo lasciano fra le corsie , poi escono con una confezione di faazzoletti di carta alla cassa....

    5. mago 10 febbraio 2024

      Più che imprenditori predatori…

    6. mago 10 febbraio 2024

      No ric …

    7. ric 10 febbraio 2024

      quando si rifiutano di cambiarti una merce , e ti dicono di rivolgerti per contestazioni alla sede centrale indicando il codice a barre allora agisco a modo mio . SEMPRE !

    8. mago 10 febbraio 2024

      ti potrei dare dei suggerimenti ma mi mettono al gabbio…

    9. ric 10 febbraio 2024

      dammi qualche suggerimento...e' sempre gradito.

Visualizzati 34 di 34 commenti approvati.