Scuola 4.0. Formare la nuova generazione transumana

Scuola 4.0. Formare la nuova generazione transumana

Riaprono le scuole e tornano i problemi di sempre: cattedre vuote, supplenti di passaggio, palestre inagibili, carta igienica che manca, calcinacci che crollano, muri sporchi, ecc.
Il degrado dell’edilizia scolastica è il marchio visibile del degrado morale di un paese che investe il 15% in meno della media delle grandi economie europee nell’istruzione. E che ha completamento obnubilato gli insegnamenti dei suoi maestri come Maria Montessori che voleva le scuole bellissime, in senso etico ed estetico, quale fondamento per un sano sviluppo delle nuove generazioni e quale segno di prestigio dell’istituzione.

Da almeno trent’anni, infatti, il tramonto dell’Occidente è ben visibile entro l’orizzonte della scuola italiana, nell’imbrunire della memoria storica, nel rabbuiamento del valore del sapere, nell’oscuramento della cultura umanistica, nello scempio che ne è stato fatto.

Scempio non certo dovuto a sciagurate politiche frutto di incompetenza ma a un progetto di distruzione programmatica che, una riforma alla volta, sotto qualsiasi partito politico, ha colpito sempre e solo in un’unica direzione: abolire l’educazione e fabbricare l’ignoranza. Oggi gli studenti italiani non possiedono più nemmeno il dominio della propria lingua-madre, non sono in grado di comprendere un testo semplice, detengono un vocabolario medio di 500 parole. Insomma, missione compiuta.

Si rientra in classe, dunque, ma si ritorna in un luogo che è diventato totalmente “altro”. Già, perché nel frattempo è stata introdotta l’ultima riforma imposta dall'Europa con il ricatto del Pnrr, Mario Draghi come sicario e masochisticamente inflitta dai dirigenti scolastici ai propri istituti nel giubilo della pioggia di soldi in arrivo.

Il “Piano scuola 4.0” - così denominato in omaggio alla quarta rivoluzione industriale ideata dal Wef - prevede la transizione digitale dell’intero sistema scolastico italiano. Non si tratta solo di modernizzarlo dotandolo di quegli strumenti - in effetti essenziali di fronte ai problemi reali della scuola - come lavagna interattiva o registro elettronico. La riforma fa ben altro: legittima la didattica on line. Ciò significa che studenti e docenti saranno inghiottiti nel Metaverso, orwellianamente ribattezzato Eduverso.

E così, dopo anni di assedio e di incessanti tentativi di digitalizzare l’istruzione, con il “cavallo di Troia” dei fondi europei, sono riusciti a oltrepassare le mura della scuola e aspettano il momento opportuno per uscire allo scoperto e dare fuoco all'educazione, incenerire il corpus del sapere, la tattiltà dei libri, la fisicità delle relazioni mandando in fumo secoli di pensiero critico e di scienza pedagogica.

La scuola si smaterializza nel digitale ed evapora nella nuvola del Cloud in un cielo privo di piogge per inaridire definitivamente il terreno della cultura (da "colere", coltivare), il campo della formazione, la mente degli studenti. E impedire ai semi di germogliare. Mettere le mani sull’istruzione significa, infatti, mettere le mani sul futuro della società plasmando i cittadini di domani.

L’assedio è iniziato negli anni ’90 con le "Raccomandazioni della Commissione Europea" e il primo “Libro Bianco” del 1993 (“Crescita, competitività, occupazione”) in cui viene esplicitamente dichiarato che le scuole devono promuovere l’acquisizione di competenze digitali e di tecnologie informatiche per rispondere alle richieste dell’industria del terzo millennio. È proseguito con il Libro Bianco della UE del 1995 in cui si fa esplicito riferimento alle lobby di potere: "Il rapporto della Tavola Rotonda Europea degli industriali ha insistito sulla necessità di una formazione continua polivalente (...) incitando ad imparare ad imparare nel corso di tutta la vita [lifelong learning] ...[e quindi] una iniziazione generalizzata alle tecnologie dell'informazione è diventata una necessità". È continuato con la nascita nel 2012 dell’”Agenzia per l’Italia digitale” e con il “Piano Nazionale Scuola Digitale” del 2015 (confluito, in parte, nella legge 107/2015) che preconizza una strategia complessiva di innovazione del sistema educativo italiano nell’era digitale. Si è fatto più stretto con le “Linee guida del Ministero dell’Istruzione” del 2020 in cui viene affermato “lo spostamento in modalità virtuale dell’ambiente di apprendimento e, per così dire, dell’ambiente giuridico in presenza” rendendo obbligatoria l’adozione della “Didattica Digitale Integrata” nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) di ogni istituto superiore da utilizzare in alternativa a quello tradizionalmente vissuto in presenza. Fino al varco finale con il "Piano scuola 4.0", approvato nel 2022. (1)

Che la scuola fosse terreno privilegiato di conquista era già evidente dal fatto che, prima di andare via a settembre 2022, Draghi ha richiesto urgentemente di anticipare la scadenza della riforma scolastica prevista nel 2026: “lavorare sodo nei prossimi due mesi per raggiungere tutti gli obiettivi possibili”.

Per la riforma occorre cacciare gli studenti dalle classi e gettarli dentro le piattaforme virtuali. L’ambiente fisico, i muri dell’istituzione scolastica, sarebbero ormai obsoleti, vanno ristrutturati tramite le impalcature del digitale per impiantare nella rete neuronale dei giovani il virtuale come condizione di vita: una conversione dello spazio che mira, in realtà, alla conversione delle menti per riformattare il pensiero umano.

Siamo a una frontiera, ad un salto di paradigma. Dopo trent'anni di politiche neoliberali che hanno “aziendalizzato” l’istruzione, la scuola non è più solo il campo dove allevare una massa di analfabeti globali, ma il laboratorio in cui sperimentare la riprogrammazione antropologica delle nuove generazioni. La riforma taglia definitivamente le radici dell’umanesimo per spostare la scuola nell'universo siderale del transumanesimo.

D’altronde, la direzione a cui si puntava era già tracciata tre anni fa, con la bussola impostata sul Metaverso quando, durante la pandemia, si è inaugurata la didattica a distanza, il precedente di una scuola senza corpi come candidamente ammesso dallo stesso documento di presentazione della riforma. L’Unesco lo scrisse in maniera cristallina già nella primavera del 2020: si tratta del “più grande esperimento della storia dell’istruzione“. L’esperimento è perfettamente riuscito e ora si procede a normalizzare l’eccezione, come Overton insegna.

La cavia è, naturalmente, l’alunno, nel vero senso della parola. Il Piano scuola, infatti, fa esplicito riferimento a un documento che non solo non sostiene nessuna delle idee presentate ma, anzi, invita alla massima cautela poiché non ci sono sufficienti studi per confermare che digitalizzare l’istruzione significhi imparare meglio, anzi…(2)

Il Ministero dell’istruzione scrive: “Gli ambienti fisici di apprendimento non possono essere oggi progettati senza tener conto anche degli ambienti digitali (ambienti on line tramite piattaforme cloud di e-learning e ambienti immersivi in realtà virtuale) per configurare nuove dimensioni di apprendimento ibrido. L’utilizzo del metaverso in ambito educativo costituisce un recente campo di esplorazione, l’eduverso, che offre la possibilità di ottenere nuovi “spazi” di comunicazione sociale, maggiore libertà di creare e condividere, offerta di nuove esperienze didattiche immersive attraverso la virtualizzazione, creando un continuum educativo e scolastico fra lo spazio fisico e lo spazio virtuale per l’apprendimento, ovvero un ambiente di apprendimento onlife”.

Per “onlife” il Ministero intende la vita vera, così come l’abbiamo sempre conosciuta. Piccoli studenti transumani crescono fra “online” e “onlife”, nell’abominio di inquinare anche nei più giovani lo sviluppo del principio di realtà, abituandoli a pensare che il reale sia equivalente e interscambiabile con il virtuale.

Tutto il Piano scuola è presentato in un lungo documento dove abbondano le parole in libertà stampate alla Zecca di Stato della propaganda e ben congegnate per intrappolare nella dissonanza cognitiva. Dopo aver citato Maria Montessori e Loris Malaguzzi (pace all’anima loro!) per cercare, nello scempio in atto, una fantomatica continuità con una tradizione pedagogica di eccellenza quale era la nostra, il Ministero esordisce ribadendo l’importanza dello spazio nell’apprendimento. L’aula quadrata o rettangolare con la cattedra disposta di fronte ai banchi è un modello inadeguato per le esigenze didattiche di un mondo in rapida trasformazione. Servono “ambienti innovativi” che sono, appunto, ambienti digitali, ovvero, sono “non luoghi”, spazi completamente smaterializzati. L’esatto contrario delle teorie dei pedagogisti sopracitati che consideravano le aree esperienziali e relazionali fondamentali per un sano sviluppo psicofisico.

Un contorto giro di parole, di arbitri concettuali e di lampanti menzogne oscure per arrivare ad imporre la transumanza della popolazione scolastica nel Metaverso, attirata con il piffero magico della modernizzazione, dell’aggiornamento tecnologico, della banda larga. C’è quasi da rimpiangere il banco con le rotelle della Azzolina. In entrambi i casi, il concetto di fondo è spostare gli alunni di qua e di là, secondo un moto perpetuo finalizzato ad allontanarli definitivamente dall’epicentro della scuola, ossia l’educazione.

La scuola subisce, infatti, una dislocazione che ne muta profondamente l’essenza. Non più luogo di formazione dello spirito umano attraverso la parola, la dialettica, la relazione, ma sede di erogazione di nozioni impersonali somministrate per via immersiva e incantatoria. Aristotele, che fondò il primo liceo in Occidente dove insegnava camminando deve cadere. E con lui Pitagora e la scuola di Crotone, Copernico e l’Ateneo di Padova e tutte le nostre scuole e università, le più antiche del mondo.

È evidente che in una scuola dove si fa lezione nel Metaverso, i programmi tenderanno ad essere sempre più omologati e standardizzati, come, peraltro, già più volte annunciato dall’Onu. Non serviranno più milioni di insegnanti, ma basteranno poche piattaforme, una galleria di tutorial, un pugno di tecnici. Il ruolo del docente verrà progressivamente ridotto a quello di semplice aiutante fra uno studente e un'app fino a scomparire. Non è fantascienza, succede ora. Bill Gates lo ha promesso qualche mese fa: “entro due anni l’IA aiuterà i bambini a leggere e a scrivere”.

Il docente va rottamato, non solo perché è, ormai, superfluo ma soprattutto perché, in quanto "magister", “il più grande” e quindi esempio da imitare, è pericoloso: rappresenta un vero e proprio virus informatico vivente capace di far saltare tutto il sistema della scuola digitalizzata. Nell’Eduverso non ci sono impronte da seguire, non c'è nessun maestro che con il suo “corpo” di esperienza, sapienza, pensiero critico, umanità possa fare da anticorpo e filtrare lo schianto dei più indifesi nel virtuale dove saranno allevati dall’intelligenza artificiale, ossia da una macchina che li trasformerà in macchine.

Da anni, la figura del professore italiano è il bersaglio di una programmatica svalutazione - e non solo perché ha lo stipendio più basso d’Europa e fra i peggiori nel mondo -, che ora, con il Piano scuola 4.0, diventa aperta umiliazione. In base alle competenze informatiche, infatti, il docente viene classificato “novizio, esploratore, sperimentatore, esperto, leader o pioniere”. Insomma, la scuola è diventata un video-game! Infatti, è in arrivo l’”animatore digitale”, una nuova figura da inserire al centro della comunità scolastica. Fine di ogni serietà, prestigio, autorevolezza. Non a caso, fu proprio Bill Gates il primo ad investire in Start up nate allo scopo di creare contenuti multimediali per rendere la scuola “divertente”. Siete contenti?

L’istituto Saint Luiss di Milano ha già iniziato ad organizzare gite scolastiche nel Metaverso derubando gli allievi della meraviglia di esperire l’originale. La Cappella Sistina diventa un fumetto, Giulio Cesare un avatar, la geografia un video-game, la storia una fiction con la regia di Mark Zuckerberg e dei padroni dei nuovi media. Da testa pensante lo studente diventa terminale di un flusso ininterrotto di informazioni e manipolazioni presentate come verità indubitabili e indiscutibili, le uniche che saranno conosciute dalle nuove generazioni.

Il medium è, infatti, il messaggio, come insegna Marshall McLuhan. Il sapere è sempre stato trasmesso per il tramite della parola, il famoso "lògos", che dal greco si traduce anche con pensiero. Non esiste, infatti, migliore palestra per l’intelligenza del linguaggio, che è ciò che ci contraddistingue come esseri umani. Togliere il confronto dialettico significa sottrarre ai giovani gli strumenti critici interiori per sottoporre ad analisi la realtà lasciandoli completamente disarmati di fronte al mondo.

Scuola 4.0 significa perdere anche carta e penna a favore del tablet con la definitiva reductio ad digitum dell’essere umano. L’uomo pensa perché ha la mano: sono stati versati fiumi di inchiostro sulla connessione fra mano e cervello. A cominciare dall’antropologo André Leroy-Gouran che ha dimostrato che è grazie all’opponibilità di pollice e indice - tratto specie-specifico umano - che l’uomo ha potuto liberare la bocca dalla funzione prensile sviluppando il linguaggio, cioè il pensiero. Abolire una tappa fondamentale dello sviluppo psico-fisico dei bambini come la manualità fine dello scrivere non sarà senza conseguenze.

Dall’aula fisica alla piattaforma dell'Eduverso, dal libro all’ebook, dalla penna al tablet, dal maestro al tutorial, dalla relazione alla navigazione solitaria, dalla cancellazione dei corpi al grande reset dei cervelli, la riforma entra nel nostro ordinamento e si appresta a trasformare almeno 100.000 classi delle scuole primarie e secondarie in aule multimediali, chiamate “Next Generation Classrooms” in omaggio alla colonia che siamo.

La riforma prevede un secondo asse di sviluppo: le “Next Generation Labs”, cioè la creazione in tutte le scuole superiori di laboratori per le professioni del futuro attinenti all’intelligenza artificiale e alla robotica.

Non più luogo di formazione dello spirito attraverso la cultura, ma officina di avviamento al lavoro per operai specializzati e bacino di reclutamento per le multinazionali. Non si tratta più di istruire le menti ma di programmare manodopera 4.0 in linea con la mentalità utilitaristica di un mondo mercificato.

L’obiettivo è di far crescere il numero degli iscritti agli ITS del +100%, come indicato da “Futura”, il piano particolareggiato del Pnrr. Lo spostamento della scuola da una funzione educativa ad una formativo-tecnica comporta una trasformazione profonda del tipo di società che si va a costruire. Si punta, quindi, sull’Istituto Tecnico Superiore a scapito del liceo che continuerà ad essere progressivamente depotenziato, insieme alle materie umanistiche, quelle che, da sempre, formano lo spirito, nutrono l’intelligenza e aprono la mente.

Chi aveva ben intuito fin dal 1957 cosa sarebbe successo fu il filosofo Gunters Anders (marito di Hanna Arendt) che profetizzava: ′′si prosegue il condizionamento riducendo drasticamente l'istruzione, per riportarla ad una forma di inserimento professionale. Un individuo ignorante ha solo un orizzonte di pensiero limitato e più il suo pensiero è limitato a preoccupazioni mediocri, meno può ribellarsi. Soprattutto niente filosofia. Faremo gli spiriti con ciò che è inutile e divertente”.

L ’Italia è il laboratorio d’eccellenza in cui si sta sperimentando la cancellazione delle Nazioni, laboratorio che è iniziato con gli attacchi alla nostra istruzione. La scuola è stata, infatti, fin dall’inizio, uno dei principali terreni di conquista subendo una vera e propria invasione barbarica dove tutto è stato pensato per offendere e sfregiare la nostra cultura. In ossequio alla nuova frontiera del capitalismo, che è l’on-line, il Piano Scuola 4.0 obbliga gli istituti scolastici a oltrepassare la linea del digitale, lasciandosi alle spalle le macerie di una civiltà millenaria.

Nella cosiddetta “modernizzazione” paesi come Giappone, Cina e India sono all’avanguardia, ma si guardano bene dal tagliare le radici con la propria tradizione. Il cinese classico, il giapponese medioevale, il sanscrito indiano vengono, infatti, studiati per tutto il ciclo scolastico, circa 12-13 anni.

Mentre la scuola si digitalizza, la maggioranza degli investimenti destinati alla ristrutturazione degli edifici, fatiscenti e decadenti, è ancora ferma, tanto che un preside ha dichiarato l’intenzione di proclamare i bagni della sua scuola “ambienti digitali innovativi”, pur di ottenerne la riqualificazione. C’è da piangere più che da ridere...

Tre anni di emergenza pandemica, bellica, energetica e climatica hanno dimostrato che l’unica cosa ad essere in serio pericolo è il pensiero critico, inteso come coscienza di sé, del mondo e dello stato delle cose. Un pericolo tanto più grave quando obnubila la coscienza di chi ha la responsabilità, altissima, di educare i giovani, avendo il dovere di approfondire ed esercitare il dubbio sulla complessità della realtà.

Nel riallineamento di tutti i poteri in corso - politico, economico, mediatico, medico, ecc. – quello del mondo dell'istruzione è il più grave in quanto dovrebbe essere la sede, per eccellenza, deputata alla confutazione e alla tutela dei minori.

Abbiamo urgentemente bisogno di insegnanti che smettano di ossequiare il Ministero dell’istruzione e tornino ad ascoltare Seneca, Dante, Leopardi. Abbiamo bisogno di maestri che non barattino la sicurezza del conformismo con il rischio del pensiero critico. Abbiamo bisogno di docenti che si riapproprino della scuola e rifiutino di trasformarla in un lager digitale disumanizzato. Abbiamo, soprattutto, bisogno di "maestri di vita", di esempi di coraggio che non tradiscano la propria vocazione a quel compito immenso che è educare un altro essere umano.

Sonia Milone

NOTE

(1) Roberto Renzetti, "La scuola al servizio dei mercati" in AAVV, "Scuola e Università. Il coraggio di andare controcorrente", a cura di Michele Maggino.

(2) Si vedano le audizioni di autorevoli esperti di fronte al Senato italiano che organizzò nel 2019 un'“indagine conoscitiva sull’impatto del digitale sugli studenti, con particolare riferimento ai processi di apprendimento”.

Commenti (32)

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    1. tortnoize 7 ottobre 2023

      Ma io ste scuole che formano lo spirito attraverso la cultura, e istruiscono le menti non me le ricordo. Mi ricordo professori sfatti dall'abitudine e dalla svogliatezza degli studenti, programmi vecchi e inutili. Intanto le possibilità e modalità di accesso al sapere e ai dati sono stati rivoluzionati da internet. Che la scuola si debba adeguare a certi cambiamenti epocali che hanno investito tutta la società mi sembra quasi obbligatorio.

    2. Jimbo 7 ottobre 2023

      Mi sembra un pó come il consueto "non c'é alternativa".
      Ne siamo sicuri?
      Arthur indica ad esempio che forse esiste un'alternativa.

    1. sbregaverse 7 ottobre 2023

      Ci sono insegnanti CAPACI e ci saranmo ,
      ci sono studenti CAPACI e ci saranno;
      e che la scuola, in qualsiasi modo concepita,
      vada alla malora.

    2. Primadellesabbie 7 ottobre 2023

      Il problema sarebbe stato trovare il modo di fare si che gli insegnanti CAPACI possano fare gli insegnanti anziché guidare il taxi o recapitare la posta, e che gli studenti CAPACI possano trovare una scuola anziché divenire il pretesto per dare lavoro a laureati in eccesso o a sedicenti educatori.

      Ma questo problema non è stato risolto e neanche mai lontanamente affrontato, e il tempo massimo è oramai passato da un pezzo.

      Inutile ora fare piagnistei, o tirare in ballo Pitagora quando manca persino l'idea di scuola (e la società sbava dalla frenesia di vedere una classifica per sapere chi sia "il più bravo"!).

      Nulla è eterno, si cambia: vedremo.

      PS - Per la cultura ciascuno deve provvedere da solo, come può, secondo il suo destino e in conseguenza di certe influenze che agiscono da queste parti, è sempre stato così fin dalla notte dei tempi (per fortuna).

    1. Arthur 6 ottobre 2023

      Io sono ottimista.
      Sono strasicuro che transumanesimo e digitalizzazione assoluta siano una fuffa.
      Franeranno, anzi, stanno già franando.
      Nelle scuole in Svezia si è deciso di tornare a carta e penna.
      Ed è solo l'inizio.

      Probabilmente in futuro ci saranno persone che sapranno fare un buon uso della tecnologia e questo le aiuterà a vivere meglio. Ma ci saranno altri che ne faranno un cattivo uso o un uso idiota e andranno alla deriva.
      Già oggi è così.

      Ci sono persone che usano internet per informarsi, fare ricerche, documentarsi, ampliare le proprie conoscenze. Da questo punto di vista internet, se usato con intelligenza, è una vera miniera d'oro, una ricchezza con potenzialità immense che l'umanità non ha mai avuto.

      E poi c'è un esercito di cretini semi-analfabeti che sono soltanto capaci di messaggiare, fare selfie, postare foto e video idioti e altre baggianate o volgarità. Una massa di imbecilli incapaci di fare un uso intelligente di un mezzo così straordinario.
      Per carità, anche io faccio foto et similia, ma queste cose costituiscono un puro contorno rispetto all'uso serio di internet.

      Alla fine ognuno è responsabile della prooria vita e di quello che fa e di quello che non fa.

    2. Arthur 7 ottobre 2023

      PS

      La scuola, di fronte alle immense praterie che si apriranno con internet, dovrebbe insegnare ai giovani a fare un buon uso della tecnologia.
      E dovrebbe anche educarli a sviluppare una metodologia di ricerca in grado di consentire loro di saper gestire in maniera critica ed intelligente le informazioni e le conoscenze, che già adesso costituiscono un selva intricata nella quale è facile restare disorientati o addirittura smarrirsi.
      Però in definitiva, lo ripeto, ognuno deve rimboccarsi le maniche, agire responsabilmente ed imparare a saper muoversi in autonomia.
      L'acquisizione della conoscenza cambierà ed è inevitabile.
      Non bisogna temere la tecnologia e demonizzarla, ma usarla in maniera sana ed intelligente.

    1. Surya 6 ottobre 2023

      La breve citazione, molto intensa, che lei attribuisce a Günther Anders, in realtà non è Sua; il brano integrale, da cui la citazione è estratta, gira da un bel po’ sul web, e viene sempre ricondotto, erroneamente, a Lui. La paternità dello scritto è invece del filosofo francese Serge Carfantan, il quale ha elaborato alcune considerazioni degne di nota prendendo spunto sia dall'opera di Anders sia dai romanzi Brave New World e Brave New World Revisited di Huxley: http://www.vivrelibre.net/wp-content/uploads/2015/12/VL7.pdf

    1. Kajros 6 ottobre 2023

      https://crepanelmuro.blogspot.com/2023/10/lultima-iniziativa-della-pfizer.html ...Grazie per le preziose informazioni. A liello globale pare che il clan Fauci-Biden ha ancora in piedi su la macchian che da la caccia serrata a tutti i dissenzienti , nonostante tutte le cose che son accadute sia come venti avversi sia come conoscenza del fenomeno Plandemico.

    1. Nestor Halak 6 ottobre 2023

      Perché tutti obbediscono?

      Succede di continuo, è sempre successo per quanto assurdo fosse, è successo clamorosamente l'altro ieri anche col covid.
      Forse la risposta è nella natura umana, la gente si conforma, se non lo facesse probabilmente la società non sarebbe possibile. E' cosa buona e cosa cattiva.
      Se il papa proclama il dogma dell'immacolata concezione, la gente ci crede. Perché è il Papa.
      Negli anni settanta i giovani erano tutti rivoluzionari, anche i fascisti, anche i democristiani.
      Mussolini dichiarò a guerra e la stragrande maggioranza era d'accordo. Quando Mussolini cadde tutti lo odiavano e non lo avevano mai creduto.
      Oggi sono tutti telefonizzati, 2.0, 3.0, 4.0. Eco bio, sostenibili, connessi, gay friendly. Tutti entusiasti, tutti d'accordo. Moderni, al passo coi tempi. E' lo zeitgeist.
      Pochissimi non si conformano e sono il sale della terra.
      Occorre che la politica offra alternative,codificate, ideologicizzate, in bella vista, Il singolo da solo non ce la fa quasi mai.

    2. Sonia Milone 6 ottobre 2023

      Purtroppo hai ragione, è sempre successo e anche oggi siamo riscivolati nel totalitarismo (perchè questo è). Stupefacente la facilità con cui è avvenuto (non abbiamo imparato nulla dalla storia). E come sempre, il male di pochi è reso possibile dal silenzio dei tanti. Silenzio che è più criminale del male...

    3. Jimbo 6 ottobre 2023

      Non so se il silenzio sia peggio del male, forse no, ma é lí vicino.
      Viviamo nella Societá del silenzio.
      Siamo noi la Societá del silenzio.

    4. Sonia Milone 7 ottobre 2023

      Per me sono molto molto vicini. Dante mette i silenziosi, i vigliacchi, i pigri, i menefreghisti nell'Antiinferno, non sono nemmeno degni dell'Inferno, neanche i diavoli li vogliono. "Non ti curar di loro ma guarda e passa" dice Virgilio schifato a Dante. "Società del silenzio" è un capolavoro. Dice tutto.

    1. JHON 6 ottobre 2023

      Una fotografia bella e onesta, questo articolo evidenzia lo stato dell' Istruzione del nostro Paese, prima e adesso, dopo le varie riforme operate, prevalentemente da Governi di centro-six e affini. Gli ordini da eseguire erano e sono dettati dai soliti noti e arcinoti poteri, anglo-sionisti-americani, basta guardare alla scuola oggi per rendersene conto. Ho fatto per circa 13 anni il rappresentante dei genitori, quando i miei figli frequentavano i vari livelli. Ogni anno, al cambio di governo, si rinnovava , riforma era chiamato, il salto nel buio. Ho incontrato di tutto in quei periodi, Presidi-dittatori, subalterni kapò, bidelli comandanti e insegnanti demotivati e sfiduciati, tenuti in vita solamente dal miraggio del 27mese. Poi in aggiunta, dopo gli anni '90 hanno cominciato a menare il torrone, sull' ora di religione e sul crocefisso, altro attacco alle nostre radici e cultura Cristiana, con il consenso della S. sede adesso è sdoganato anche il sesso, per cui uno può dirsi a piacimento uomo, donna, misto! E dopo tutto questo bailamme, cosa volete che crescano i nostri giovani, futuri comandanti della Povera Patria. E quale stimolo possono avere, a studiare per affermarsi, quando un venditore di bibite e un salmone affumicato sono ai vertici della Nazione? I miei figli, finita la scuola hanno intrapreso la vita lavorativa manuale, ne sono contento per loro, una fetta di Gorgonzola , per loro non mancherà mai di certo!

    1. Kajros 6 ottobre 2023

      Claro. Riassumo. Nuovo Patriottisimo vaccinale , lgtbq-ismo oriented , magnar vermi se se puede , distorcere la storia del passato per governare furbecamente ( truffiscamente) il presente , accoglienza di genere , di razza , di etnia , di tutto e di più. Indottrinamento sui siti web gli unici destinati ad essere citati , ci ricordiamo i vari "professionisti dell'indormazione"?

    1. DrCaligari 6 ottobre 2023

      Se leggi i libri di Harari te ne rendi perfettamente conto: si ripercorre tutta la storia dell'umanità dalle orgini ma analizzando esclusivamente la parte animale dell'essere umano. La capacità di astrarre dei sapiens, rispetto ad esempio ai neanderthal che non la possiedono ad un grado cosi elevato, viene trattata esclusivamente come strumento di affermazione e di dominio. Nessun cenno all'approdo più alto e definitivo al quale conduce, cioè la creazione di nobili ideali, di valori morali ed etici. Il transumanesimo è in questo senso un deumanesimo, per questo la scuola si trova ad essere particolarmente sotto attacco: rimane l'unico luogo dove permane forte il rischio di insegnamenti che contrastino tutto questo, quindi va abbattuta anche proprio in senso fisico per eliminare qualsiasi velleità di scambio e trasmissione del sapere tra docente e discente.

    1. Jimbo 6 ottobre 2023

      Sonia sei grande e scrivi da dio.
      Hai colpito nel segno.
      Mi permetto peró un consiglio su questo argomento: perché non fare un'articolo sulle colpe non dei "Soliti Noti" e i politici ?
      Ma sugli altri Colpevoli.
      I dirigenti scolastici venduti, gli insegnanti amorfi, i sindacati finiti, gli studenti universitari interessati solo al proprio prossimo esame, e noialtri vecchi menefreghisti.
      Sennó non si faranno mai passaggi avanti.

    2. Sonia Milone 6 ottobre 2023

      Uno spunto gigantesco...significa entrare nella psicologia di massa dei totalitarismi. Perchè tutti ubbidiscono? Andando anche contro sè stessi, come i docenti che saranno fatti fuori...Se me ne sono accorta io (che non sono un'insegnante) delle menzogne scritte nel Piano Scuola (come le citazioni della Montessori), come è possibile che i presidi e i maestri non si facciano due domande? Perchè gli conviene non farsele...autocensura. Ma di cosa hanno paura? Questi governano con le bolle di sapone, con le finzioni, basterebbe uno spillo per bucarle. Eppure quasi nessuno lo fa...forse perchè sono già quasi tutti fatti solo di schiuma senza più spina dorsale. Grazie per le tue parole incoraggianti!

    3. ndr60 6 ottobre 2023

      Perché tutti ubbidiscono? Per l'effetto gregge, la paura di essere additati e la volontà di non passare guai per questo. La crisi del covid nel mondo della Sanità è stata un esempio paradigmatico di tutti i comportamenti di evitamento del problema: a parte pochi dementi attivi soprattutto sui social, che stigmatizzavano i cosiddetti no-vax, la massa di operatori ha accettato supinamente di fare da cavia :(

    4. ric 6 ottobre 2023

      be sai la scuola insegna che l' arrivismo e' il premio che ti devi conquistare....

    5. ric 6 ottobre 2023

      la paura...paura del vigile , del politico, ma una soddisfazione me la sono tolta...

      In quel di Piobesi ( paesetto nel circondario di Torino ai tempi del COVID , dove non potevi spostarti da un all' altro paese , venni fermato da una macchina del vigili urbani addetti ai controlli . Vista la mia residenza esterna al paese mi chiesero cosa facevo li . Risposi che stavo andando in farmacia a comperare un certo prodotto. Mi chiesero quale prodotto cercavo e perche' non lo comperavo nel mio paese. Dissi loro che il prodotto che cercavo era un medicinale necessario per il mio benessere , e che se volevano potevano anche seguirmi in farmacia , ma se ne sarebbero dovuti stare a tre metri dietro di me , poiche' il " medicinale " riguarda la mia salute , e non sono tenuto a dire loro a cosa serve ,ne chi me lo ha prescritto e perche' non l' ho comperato altrove. A volte anche le piccolezze aiutano ...

    6. Arthur 7 ottobre 2023

      "Eppure quasi nessuno lo fa…"

      Mi rammarica doverlo ammettere, ma purtroppo almeno il 90% della gente è così:

      Pecore al pascolo.
      Da ascoltare, il sonoro del video è di una bellezza impagabile.

    1. Jimbo 6 ottobre 2023

      L'articolo é chiarissimo: l'attacco verso la scuola in atto da tanto tempo é arrivato alla rampa finale.
      Bovinizzare i ragazzi e terminare gli insegnanti.
      É altrettanto chiaro peró che a nessuno freghi niente, né agli insegnanti, né ai dirigenti scolastici, né agli studenti piú datati, né ai genitori.
      Anzi ... "É un'opportunitá, andrá tutto beeene".
      Agli altri figuriamoci.... "A me non mi tocca, per me cappuccino e bombolone".

    1. Bertozzi 6 ottobre 2023

      Alla luce di tutto questo mi raccomando continuiamo a prendercela coi giovani, gli uomini del futuro, ed evitiamo accuratamente di guardare l'elefante nella stanza, cioè gli uomini del passato, quelli che pontificano su quanto "una volta era meglio" quelli che hanno permesso e sposato tutto questo! Gunter Anders nel 57 ammoniva che i divertimenti e la bella vita avrebbe ucciso la filosofia! Buongiorno, è passato quasi un secolo ma qui nessun avvistamento di un discorso come il tuo. Questi articoli sono denunce e lamenti, ma oggi è inutile lamentarsi, oggi è tardi, in questi 30 40 anni (l'articolo dice che il tutto è iniziato negli anni 90...) dove stavano tutti i pontificatori? Chi negli anni 90 aveva 40 50 anni Che faceva? Non vedeva? Non percepiva? E 10 anni dopo non sentiva nulla? No, il televideo non faceva menzione di nessuna deriva perniciosa per cui nessun problema! Insomma dove stavano? Nella seconda casa al mare a mangiare fritto misto! Ah, ok. Con lo stipendiuccio di cittadinanza, due bei cigni come figli - oggi storditi 'sistemati' da amici di amici nel pubblico o nel privato - mutui prima casa anche per la casa a cortina e la liretta, oh la liretta che gioia! Il televideo, lo stadio, lo champagne dalle fontane ecc. Ed eccoci qui, oggi, il transumano a scuola? E che problema c'è, noi l'abbiamo le case e le pensioni, gli altri cazzi loro, siamo dis-animati sovrappeso e vaccinati e bofonchiamo contenti: "non è più come una volta".

    2. BrunoWald 6 ottobre 2023

      Tutto giusto.

      Quello che sinceramente non capisco è quale sarebbe la differenza specifica tra i cinquantenni di allora e quelli di oggi, o quelli del dopoguerra, il cui comun denominatore è sempre lo stesso: non capire un tubo e seguire la corrente.

      "Chi negli anni 90 aveva 40 50 anni Che faceva? Non vedeva? Non percepiva?"

      In futuro diranno la stessa cosa di noi, riguardo a pandemie, guerre, svolte green ecc. La maggioranza non capisce e si adegua, e gli altri non possono farci niente.
      Ricordo benissimo il clima dei '90, col "nuovo che avanza", la "liretta", "il mercato europeo", il "carrozzone statale", "le riforme", bisogna fare sacrifici perché siamo vissuti al di sopra delle nostre possibilità, ecc...
      La gente ripeteva a pappagallo ste minchiate perché le sentiva alla tv, proprio come oggi straparla di contagi, immunità di gregge, cambio climatico. Hai voglia a provare a farli ragionare: diventi lo scemo del villaggio.

      Sul tema di fondo hai ragione, ma l'uomo medio non sa manco dove ha il culo, figurati se riesce a sottrarsi a dinamiche collettive. Quella generazione è stata più fortunata di altre, non più furba: se il potere avesse voluto, li fotteva senza problemi.

    3. BrunoWald 6 ottobre 2023

      Di recente hai toccato un tema chiave: la dissoluzione della solidarietà familiare, legata al vecchio mondo contadino, sostituita dalla pensione, con tutto ciò che questo ha implicato (tra cui gli ospizi in cui i vecchi muoiono spesso in solitudine...). Non avevo mai messo a fuoco questo passaggio essenziale, in tutta la sua importanza.
      Ma anche quello fu un passaggio epocale inevitabile, della cui gravità pochi erano in grado di rendersi conto.
      Solo come individui possiamo renderci padroni della nostra vita, con grandi difficoltà. A livello sociale e collettivo siamo foglie in balia della corrente.

    4. Bertozzi 6 ottobre 2023

      Può essere che diranno lo stesso di noi, ma noi potremo almeno dire che la benzina ci costava due euro che fare una famiglia era roba da supereroi, che ti chiudevano in casa con scuse bislacche con connivenza di parenti e amici, che ti impoverivano con supposte e fantomatiche guerre e che di sicuro dalle fontane non usciva champagne. Penso ci sarà più comprensione.

    5. Sonia Milone 6 ottobre 2023

      Concordo. C'è qualcosa di profondamente inquietante nel fatto che i genitori non sanno più proteggere i propri figli lasciandoli transumanizzare a scuola senza protestare. L'istinto di protezione verso i piccoli è innato anche nelle specie animali. Da riflettere...

    6. nandoricciardi 6 ottobre 2023

      Non ho capito dove vuoi arrivare. Che facevo negli anni '80 e '90 del secolo scorso? Intanto non avevo seconde case né in città, né al mare, né in montagna e nemmeno possedevo un'auto, perché svolgevo il lavoro (la professione?) di insegnante precario miseramente retribuito, emigrato com'ero - giusto per chiamare le cose col loro nome in barba all'inglesorum del potere - da un villaggio del Sud in una metropoli del Nord, per giunta alle prese con i concorsi ordinari da affrontare per conquistare l'agognato ruolo. Negli anni '90 il mio libero arbitrio e le mie possibilità concrete di oppormi alla deriva non andavano oltre il diritto di votare in collegio docenti pro o contro i "progetti" - e qui mi potranno seguire solo gli addetti ai lavori - sostenuti indefessamente da dirigenti, segretarie scolastiche e colleghi docenti (per integrare i modesti stipendi con i fondi ad hoc messi a disposizione da Ministero e UE)? Certo, avrei potuto votare contro, rifiutarmi di acquistare il PC per preparare bei test strutturati di verifica, piani di lavoro, relazioni e programmi a stampa e difendere il mio diritto di scrivere a mano con la canonica penna. Esistevano possibilità reali di fermare la macchina infernale che si era messa in moto? No, i dissidenti erano una una esigua minoranza, i sindacati erano complici, la didattica passava rapidamente nelle mani degli insegnanti di sostegno, perfino in quelle degli "assistenti materiali" talvolta ammessi agli scrutini!, in quelle dei ...

    7. Jimbo 6 ottobre 2023

      Forse hai ragione: i dissidenti erano pochi ed era impossibile opporsi anni fa ad un sistema perfettamente oliato con sindacati complici.
      Adesso é uguale e probabilmente peggio.
      Ma ci sará un'alternativa alla Societá del silenzio...

    8. maitresse 6 ottobre 2023

      Sei uno dei pochi commentatori che leggo ancora con interesse ma devo confessare che questa storia dei pensionati sta scassando il clit.
      Quando il disco salta bisogna controllare anche la testina.

    9. Bertozzi 7 ottobre 2023

      È un piacere risentirti Maitresse ma la mia non è una critica ai pensionati - e sono quasi stufo di dirlo ormai - ma a tutto un sistema sociale che guarda caso ha partorito le aberrazioni che leggiamo in questo articolo. Se non comprendiamo questo piccolo dato non è che possiamo andare avanti o provare a migliorare la situazione presente visto che essa è figlia del passato, un passato che è lì a due passi ma che nessuno vuole vedere, e da cui escono tutti sempre assolti. Forse il mio discorso urta perché più che scassare il clit, forse tocca nervi scoperti a livello generale. Mio umile parere. E se il disco rotto non piace niente vieta di non ascoltare o leggere. Non è che siano così frequenti i miei post, per cui... in ogni caso grazie della stima. Felice di rileggerti.

    1. PietroGE 6 ottobre 2023

      Nessuna meraviglia, la scuola italiana, infatti, si sta americanizzando e agli studenti si insegnerà a leggere scrivere far di conto e poi specializzarsi in qualche lavoro, e basta, perché, come dice bene l'articolo : " Mettere le mani sull’istruzione significa, infatti, mettere le mani sul futuro della società" e la società che vogliono costruire è il gregge meticciato, una massa di gente senza identità né cultura e quindi incapaci di pensare con la propria testa. Il numero di nazionalità che sono presenti nella scuola italiana, così come negli USA, ne fornisce la giustificazione. Con una differenza però rispetto agli USA : noi non abbiamo i centri di eccellenza meritocratica che hanno loro o che ha, ad esempio, la Francia con les Grandes écoles. A noi viene riservato il ruolo di periferia disastrata dell'impero (che sia americano o, domani, cinese) e di fornitore, eventualmente, di talenti per i centri di ricerca e le compagnie High Tech altrove. La digitalizzazione e le gite nel Metaverso sono lo 'specchietto per le allodole' che serve a riempire il vuoto culturale e identitario. Cito ancora l'articolo : "L ’Italia è il laboratorio d’eccellenza in cui si sta sperimentando la cancellazione delle Nazioni". Appunto, e non è il solo.

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