Scoperti tunnel segreti sotto le piramidi di Giza in Egitto collegati ad un mondo sotterraneo dimenticato

Scoperti tunnel segreti sotto le piramidi di Giza in Egitto collegati ad un mondo sotterraneo dimenticato

Di Armando Mei, dailymail.co.uk

Sul confine nord-orientale dell'altopiano di Giza, ho scoperto tre pozzi perfettamente scavati nascosti sotto la sabbia.

Si trovano nel triangolo tra la Grande Sfinge, la Piramide di Cheope e la Piramide di Chefren, e potrebbero aprirsi su un mondo sotterraneo dimenticato da tempo.

Non si tratta di pozzi d'acqua. Non recano iscrizioni, non presentano segni di scavi casuali e la loro geometria è troppo precisa, le loro pareti troppo lisce, il loro design troppo studiato.

Questi pozzi potrebbero essere la chiave per accedere alla rete di camere nascoste di cui parlava il filosofo greco Erodoto, forse collegate al Nilo?

Erodoto descrisse un enorme “labirinto” in Egitto con 3.000 camere, molte delle quali nascoste sottoterra, che includeva una grande piramide sotterranea. Gli esploratori del 1800, come Giovanni Caviglia e Henry Salt, registrarono strani pozzi vicino alla Sfinge e alla strada rialzata di Chefren. L'archeologo francese Pierre-Jean Mariette mappò ulteriori anomalie nel 1864 e nel 1885, mentre studiosi come George Reisner, Hermann Junker e Selim Hassan tracciarono una linea di cavità tra la Sfinge e la piramide di Chefren tra il 1929 e il 1939. In seguito, l'area fu in gran parte dimenticata. Frammenti di quelle vecchie relazioni suggerivano un quadro più ampio, che indicava un vasto mondo interconnesso sotto l'altopiano. Ora, i tre pozzi che ho riportato alla luce potrebbero svelare quella mappa nascosta. [caption id="" align="aligncenter" width="634"] Il primo pozzo, a nord-est della Sfinge, ha un'imboccatura quadrata in pietra calcarea e scende per l'altezza di un edificio di 12 piani. Le sue pareti sono perfettamente squadrate e rivestite con blocchi di calcare e arenaria, che ricordano la struttura di qualche antico macchinario[/caption] [caption id="" align="aligncenter" width="634"] L'egittologo Armando Mei e il suo team del Progetto Khafre studiano da anni l'altopiano di Giza in Egitto, utilizzando tecnologie avanzate per portare alla luce strutture nascoste sotto la superficie.[/caption] Mi sono imbattuto nei pozzi mentre conducevo ricerche sul campo con il Progetto di Ricerca Khafre, dove lavoro come ricercatore. Il nostro team, che comprende il professor Corrado Malanga e l'ingegnere Filippo Biondi, ha utilizzato la tecnologia satellitare Synthetic Aperture Radar (SAR) per studiare le strutture sotterranee sotto Giza. Guidati da queste tracce spettrali, abbiamo individuato i pozzi, ancora in piedi, perfettamente tagliati e del tutto enigmatici. Il primo pozzo si trova a nord-est della Sfinge. La sua bocca quadrata, incorniciata da blocchi di calcare, si immerge per circa 39 metri, l'altezza di un edificio di 12 piani. Le sue pareti sono squadrate con sorprendente precisione, rivestite con blocchi di calcare e arenaria che ricordano le pareti di qualche antica macchina. A una profondità di circa 12 metri, una cavità larga circa 24 metri circonda il pozzo, troppo intenzionale per essere erosione naturale. Le immagini satellitari suggeriscono che continui ancora più in profondità sotto le macerie. A pochi metri di distanza, il secondo pozzo rispecchia il primo. Situato accanto alla strada processionale di Chefren, una rampa coperta che collega il Tempio della Valle all'area vicino alla sua piramide, presenta la stessa precisione e lo stesso canale perimetrale. Le scansioni del primo pozzo (nella foto) hanno rivelato un lungo passaggio che conduce a quelle che sembrano essere altre strutture profonde sotto la superficie. A 12 metri di profondità, una cavità larga 24 metri circa circonda il primo pozzo, chiaramente troppo deliberata per essere naturale. Le immagini satellitari indicano che si estende ancora più in profondità sotto le macerie A pochi metri di distanza, il secondo pozzo rispecchia il primo. Accanto alla strada processionale di Chefren, una rampa coperta che collega il Tempio della Valle alla sua piramide, mostra la stessa precisione e lo stesso canale perimetrale. [caption id="" align="aligncenter" width="634"]Scans of the first shaft (pictured) revealed a long passage way leading to what appeared to be other structures deep below the surface Due pozzi costruiti con specifiche identiche suggeriscono un sistema deliberato piuttosto che casuale.[/caption] [caption id="" align="aligncenter" width="634"]Forty feet down, an 80-foot-wide cavity encircles the first shaft, clearly too deliberate to be natural. Satellite imaging indicates it extends even deeper beneath the rubble A dodici metri di profondità, una cavità larga ventiquattro metri circonda il primo pozzo, chiaramente troppo artificiale per essere naturale. Le immagini satellitari indicano che si estende ancora più in profondità sotto le macerie.[/caption] [caption id="" align="aligncenter" width="634"]Just feet away, the second shaft mirrors the first. Beside Khafre’s processional causeway, a covered ramp connecting the Valley Temple to his pyramid, it shows the same smooth precision and perimeter channel. A pochi metri di distanza, il secondo pozzo rispecchia il primo. Accanto alla strada processionale di Chefren, una rampa coperta che collega il Tempio della Valle alla sua piramide, mostra la stessa precisione e lo stesso canale perimetrale. [/caption] Il terzo pozzo, sul lato orientale della piramide di Cheope, è il più intrigante. Il suo ingresso era un tempo rinforzato con blocchi di contenimento, il che suggerisce un accesso frequente. Una nicchia ricavata nella parete occidentale sembra progettata per sollevare o guidare oggetti dal basso. La cavità circostante appare nuovamente, perfettamente misurata. Meno di 50 metri separano i tre, formando uno schema troppo deliberato per essere ignorato. Quando vengono mappati, il loro allineamento rispecchia le tre grandi piramidi stesse, con una somiglianza inquietante alla Cintura di Orione. Due pozzi più piccoli e più grezzi nelle vicinanze sembrano essere aggiunte successive. Mancano della profondità e della levigatezza degli originali, suggerendo un'imitazione piuttosto che un intento originale. Tuttavia, suggeriscono la complessità del sottosuolo, ricordandoci che Giza è lungi dall'essere completamente esplorata. Lo scopo di questi pozzi rimane incerto. Servivano per offerte rituali, sistemi idraulici o camere di trasporto verticali? Le moderne tecniche di imaging, tra cui il georadar, la tomografia a resistività elettrica e la nostra tecnologia SAR, rivelano ulteriori anomalie vicino alla Sfinge, suggerendo la presenza di cavità interconnesse sotto l'altopiano. [caption id="" align="aligncenter" width="634"]Might these shafts unlock the hidden network of chambers that Herodotus once spoke of, perhaps even linked to the Nile? The Greek historian described a vast ‘labyrinth’ in Egypt, containing some 3,000 underground chambers, including a massive subterranean pyramid Questi pozzi potrebbero svelare la rete nascosta di camere di cui parlava Erodoto, forse collegata al Nilo? Lo storico greco descriveva un vasto “labirinto” in Egitto, contenente circa 3.000 camere sotterranee, tra cui un'enorme piramide sotterranea.[/caption] [caption id="" align="aligncenter" width="634"]The third shaft, on the eastern side of Khufu’s Pyramid, is the most compelling. Its entrance was reinforced with retaining blocks, suggesting frequent use, while a recess in the west wall seems built to lift or guide objects from below Il terzo pozzo, sul lato orientale della piramide di Cheope, è il più interessante. Il suo ingresso era rinforzato con blocchi di contenimento, il che suggerisce un uso frequente, mentre una nicchia nella parete occidentale sembra costruita per sollevare o guidare oggetti dal basso[/caption] Se confermati, questi pozzi potrebbero essere punti di accesso a una vasta rete ingegnerizzata allineata con le piramidi stesse. Sotto l'altopiano, trincee e incavi scavati nel calcare, insieme a profondi pozzi e pozzetti scavati nella roccia, dimostrano che i costruttori hanno progettato il sottosuolo con la stessa cura dei monumenti in superficie. Questa dimensione nascosta ha alimentato speculazioni su camere sotterranee e sistemi idraulici, forse collegati al Nilo, e suggerisce uno scopo che va ben oltre iò che l'archeologia convenzionale ha riconosciuto. La precisione e l'allineamento di questi pozzi, insieme al loro schema speculare rispetto alle piramidi, suggeriscono un piano cosmico e terrestre intrecciato sopra e sotto terra. Per decenni, la vera estensione del mondo sotterraneo di Giza è stata trascurata, ma questi pozzi potrebbero finalmente rivelare un capitolo perduto dell'ingegneria antica e delle pratiche cerimoniali. Ciò che si trova in fondo a questi pozzi rimane un mistero. Tuttavia, ogni misurazione, ogni immagine radar, porta a un'unica conclusione: l'altopiano di Giza custodisce ancora segreti che potrebbero ridefinire la nostra comprensione dell'antico Egitto. I pozzi sono più che anomalie; sono porte d'accesso a un mondo sotterraneo che aspetta solo di essere esplorato.






Di Armando Mei, dailymail.co.uk


11.10.2025

Fonte: https://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-15182131/I-discovered-secret-tunnels-Egypts-Giza-pyramids-lead-forgotten-underworld.html

Traduzione a cura della Redazione di ComeDonChisciotte.org

Commenti (6)

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Mostra commenti 6 caricati
    1. Cleon XIII 27 ottobre 2025

      Ecco le vere origini di Hamas!

    1. Scalca 21 ottobre 2025

      Chissá che avrá da dire o ridire adesso il boss dell'archeologia egizia, come si chiama ... Zaki ... insomma l'amico di Giacobbo 😊

    1. natascia 21 ottobre 2025

      Simili tecnologie e altre potrebbero essere presenti anche in parti del mondo distanti ma simili e dimostrerebbero passaggi fisici di civiltà aliene nel nostro pianeta in passate e diverse epoche storiche. Passaggi fondativi per la nostra specie umana. Nulla di strabiliante. Resta il tema dell’anima umana e della sua energia quantica. Essa è la causa o l’effetto delle inevitabili e periodiche scomparse e lente rinascite di intere civiltà?

    2. oriundo2006 21 ottobre 2025

      Su X abbondano materiali su questa archeologia 'di frontiera'. Alcune di queste ricerche tendono a dimostrare ad esempio che il Gran Canyon USA presenterebbe le stesse figure, la Sfinge in particolare ma non solo, presenti a Giza ( https://x.com/wakenminds/status/1979626073324392696 ), dimostrando la presenza in età antichissima di una 'razza' umana prodigiosa che per prima avrebbe colonizzato il Pianeta: è inutile che vi dica che gli ebrei si sentano titolati ad esserne i discendenti diretti, dando ulteriore fiato alle loro pretese egemoniche omicide verso i restanti 'subumani'.

      Molto si sta muovendo comunque con prove circostanziate e 'ufficiali' di studiosi seri che si stanno accumulando ogni giorno, smentendo tra l'altro la 'vulgata' biblica, quantomeno per la datazione, fatto che è in contraddizione con le pretese anzidette, e che gettano una luce su tanta parte della nostra storia umana obliterata dalle tremende distruzioni operate dai 'monoteisti' in epoche storiche.

      A questo proposito, sono stati riscoperti anche scritti fortunosamente superstiti della biblioteca di Nalanda, la prima Università buddista in India, ed altri di origine tibetana, tuttora non ancora decrittati: sono decine di migliaia di rotoli che riporterebbero forse documentazioni precise delle antichissime epoche antediluviane oppure anche, come penso, della colonizzazione precolombiana delle Americhe.

      Questo sarebbe da indagare con mezzi adeguati, altrimenti sprecati in una produzione di armi che, a questo punto, vorrebbe farci di nuovo precipitare nella ripetizione daccapo del cammino umano verso la civiltà, che si basa nel radicamento della memoria verso il passato, dunque l' identità nella continuità,come il Saggio di Sais, interrogato da Solone aveva indicato fosse ricorrente nel cammino umano:
      ''..Molti e per molti modi sono stati e saranno gli sterminii degli uomini: i più grandi per il fuoco e per l’acqua, altri minori per moltissime altre cagioni..''. ( Platone, Timeo ) ed ogni volta gli umani dovettero ricominciare daccapo partendo dalle condizioni e dagli uomini più primitivi.

      Questa è probabilmente l' origine reale del 'Reset': farci ripiombare in epoche sdimentiche di tutto, adoratori di fallaci 'entità' che si sostituiscono alla nobiltà della nostra origine divina.

    1. Balabiott 20 ottobre 2025

      Ma l' IMU, i faraoni, la pagavano?

    2. Tashtego 20 ottobre 2025

      Dipende. Le piramidi erano dei faraoni o di qualcun'altro?

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