Sconfitta

Sconfitta

Michael Brenner
scheerpost.com

In Ucraina, gli Stati Uniti sono stati sconfitti. Si potrebbe dire che stanno affrontando la sconfitta o, più semplicemente, che stanno guardando in faccia la sconfitta. Nessuna delle due formulazioni è però appropriata. Noi statunitensi non guardiamo la realtà in faccia. Preferiamo guardare il mondo attraverso le lenti distorte delle nostre fantasie. Ci buttiamo in avanti su qualsiasi strada abbiamo scelto, senza degnare di uno sguardo il territorio che stiamo cercando di attraversare. La nostra unica luce guida è il bagliore di un miraggio lontano. È la nostra pietra miliare.

Non è che l'America sia estranea alla sconfitta. La conosciamo molto bene: Vietnam, Afghanistan, Iraq, Siria - in termini strategici, se non sempre militari. A questa ampia categoria potremmo aggiungere Venezuela, Cuba e Niger. Questa ricca esperienza di ambizioni frustrate non è riuscita a liberarci dall'abitudine profondamente radicata di eludere la sconfitta. Anzi, abbiamo acquisito un ampio inventario di metodi per farlo.

DEFINIRE E DETERMINARE LA SCONFITTA

Prima di esaminare questi metodi, specifichiamo cosa intendiamo per "sconfitta". In parole povere, la sconfitta è un fallimento nel raggiungimento, a costi tollerabili, di certi obiettivi. Il termine comprende anche le conseguenze indesiderate di secondo ordine.

1. Quali erano gli obiettivi di Washington nel sabotare il piano di pace di Minsk e nell'ostacolare le successive proposte russe, nel provocare la Russia andando oltre le sue linee rosse, chiaramente delimitate, nel premere per l'adesione dell'Ucraina alla NATO, nell'installare batterie missilistiche in Polonia e Romania, nel trasformare l'esercito ucraino in una potente forza militare dispiegata sulla linea di contatto nel Donbass, pronta a invadere o a spingere Mosca ad un'azione preventiva? L'obiettivo era quello di imporre una sconfitta umiliante all'esercito russo o, almeno, di costringerlo a pagare costi così pesanti da indebolire il governo Putin. La parte cruciale e complementare di questa strategia era l'imposizione di sanzioni economiche così onerose che avrebbero dovuto far implodere la vulnerabile economia russa. Tutto questo avrebbero generato un enorme senso di ansietà che avrebbe portato alla deposizione di Putin - sia da parte di una cabala di oppositori (gli oligarchi scontenti avrebbero fatto da avanguardia) che con proteste di massa. Gli Stati Uniti prevedevano di instaurare un governo più flessibile, pronto a diventare una presenza volenterosa ma marginale sulla scena europea ed escluso da tutti i giochi internazionali. Per dirla con le crude parole di un funzionario moscovita, "un fittavolo nella piantagione globale dello zio Sam".

2. L'addomesticamento della Russia era stato concepito come un passo fondamentale nell'imminente grande confronto con la Cina, designata come il rivale sistemico dell'egemonia americana. Teoricamente, questo obiettivo avrebbe potuto essere raggiunto sia allontanando la Russia dalla Cina (dividendola e subordinandola) sia neutralizzando totalmente la Russia come potenza mondiale facendo cadere la sua rigida leadership. Il primo approccio non era mai andato al di là di qualche debole gesto estemporaneo. Tutte le carte in tavola erano state puntate sul secondo.

3. Per gli Stati Uniti, i vantaggi accessori di una guerra in Ucraina che avrebbe fatto cadere la Russia erano: a) il consolidamento dell'Alleanza Atlantica sotto il controllo di Washington, l'espansione della NATO e l'apertura, per il prossimo futuro, di un abisso incolmabile tra la Russia e il resto dell'Europa; b) l'interruzione della forte dipendenza di quest'ultima dalle risorse energetiche della Russia; c) la sostituzione del GNL e del petrolio [russi] con analoghi molto più costosi provenienti dagli Stati Uniti, cosa che avrebbe suggellato lo status di vassalli economici dei partner europei. Se poi quest'ultimo aspetto fosse stato un freno per la loro industria, ancora meglio.

I grandiosi obiettivi enunciati ai punti (1) e (2) si sono dimostrati palesemente irraggiungibili - anzi, fantasiosi - una verità lampante non ancora assimilata dalle élite americane. Quelli del punto (3) sono premi di consolazione di scarso valore. Questo risultato è stato determinato in buona parte, anche se non del tutto, dal fallimento militare in Ucraina. Ora stiamo per entrare nell'atto finale. La millantata controffensiva di Kiev non è andata a buon fine - con un costo enorme per l'esercito ucraino. L'esercito ucraino è stato dissanguato da massicce perdite di personale, dalla distruzione della maggior parte delle sue forze corazzate, dallo smantellamento di infrastrutture vitali. Le brigate d'élite addestrate dall'Occidente sono state fatte a pezzi e non ci sono più riserve da mandare in battaglia. Inoltre, il flusso di armi e munizioni dall'Occidente è rallentato, poiché le scorte americane ed europee si stanno esaurendo (ad esempio quelle dei proiettili d'artiglieria da 155 mm). La carenza è aggravata dalla ritrovata inibizione ad inviare all'Ucraina armi avanzate, dimostratesi assai vulnerabili alla potenza di fuoco russa. Questo vale soprattutto per i blindati: i Leopard tedeschi, i Challenger britannici, i carri armati AMX-10-RC francesi e i veicoli da combattimento (CFV) come i Bradley e gli Stryker americani. Le immagini grafiche dei rottami fumanti disseminati nella steppa ucraina non sono una buona pubblicità per la tecnologia militare occidentale o per le vendite all'estero. Da qui anche il rallentamento delle consegne a Kiev dei promessi Abrams e F-16, proprio per evitare che subiscano la stessa sorte.

L'illusione di un successo finale sul campo di battaglia (con il previsto logoramento della volontà e delle capacità della Russia) si fonda su un'idea sbagliata di come misurare la vittoria e la sconfitta. I leader americani, militari e civili, sono fermi ad un modello che enfatizza il controllo del territorio. La dottrina militare russa è diversa. La sua enfasi è sulla distruzione delle forze nemiche, con qualsiasi strategia adatta alle condizioni del momento. Solo successivamente, dopo aver preso il controllo del campo di battaglia, si potrà imporre la propria volontà. La tattica aggressiva degli ucraini consiste nel gettare le proprie risorse in continui attacchi volti a sfrattare i russi dal Donbass e dalla Crimea. Non riuscendo ad ottenere alcun risultato, [gli ucraini] si sono autoinvitati ad una guerra di logoramento, con loro grande svantaggio. A questa si è aggiunto l'ultimo tentativo di quest'estate, che si è rivelato suicida. In questo modo hanno fatto il gioco dei russi. Quindi, mentre l'attenzione si concentra su chi occupa questo o quel villaggio sul fronte di Zaporizhhia o intorno a Bakhmut, la vera storia è che la Russia ha smantellato pezzo per pezzo il ricostituito esercito ucraino.

In prospettiva storica, ci sono due analogie istruttive. Nel marzo 1918, nell'ultimo anno della Prima Guerra Mondiale, l'alto comando tedesco aveva lanciato un'audace campagna (l'Operazione Michael) sul fronte occidentale, utilizzando una serie di tattiche innovative (con squadre di commando, truppe d'assalto, dotate di lanciafiamme) per sfondare le linee alleate. Dopo i primi successi che avevano consentito ai tedeschi di attraversare la Marna, ma con perdite molto pesanti, l'offensiva si era spenta e gli alleati avevano travolto queste truppe ormai esaurite, cosa che aveva portato al crollo finale in novembre. Più pertinente è la battaglia di Kursk del luglio 1943, in cui i nazisti avevano tentato di riprendere l'iniziativa dopo il disastro di Stalingrado. Anche in questo caso, dopo alcuni successi degni di nota nello sfondamento di due linee di difesa sovietiche, l’attacco si era arenato, molto lontano dai propri obiettivi. Quella battaglia aveva aperto la lunga e sanguinosa strada verso Berlino. L'Ucraina, oggi, ha subito perdite enormi e di entità (proporzionale) ancora maggiore, senza ottenere alcun guadagno territoriale significativo, non riuscendo nemmeno a raggiungere la prima cintura difensiva della Linea Surovikin. Questo spianerà la strada verso il Dnieper e oltre all'esercito russo, forte di 600.000 uomini e dotato di armamenti pari a quelli che abbiamo fornito all'Ucraina. Mosca è quindi pronta a sfruttare il suo vantaggio decisivo, fino al punto di poter dettare le condizioni a Kiev, Washington, Bruxelles e a tutti gli altri [Paesi della NATO].

L'amministrazione Biden non ha alcun piano per questa eventualità, né lo hanno suoi succubi governi europei. Il loro divorzio dalla realtà renderà questo stato di cose ancora più sbalorditivo e spiacevole. Privi di idee, dovranno arrabattarsi. Non si sa come reagiranno. Possiamo dire una cosa con certezza: l'Occidente collettivo, e soprattutto gli Stati Uniti, subiranno una grave sconfitta. Affrontare questa verità diventerà l'ordine del giorno principale.

Ecco un menu di opzioni su come affrontarla.

1. Ridefinire il significato di sconfitta/ vittoria, fallimento/ successo, perdita/ guadagno. C'è una nuova narrativa in corso che dovrebbe evidenziare questi punti di discussione:

- È la Russia ad aver perso la gara perché l'eroica Ucraina e un Occidente solidale le hanno impedito di conquistare, occupare e reincorporare tutto il Paese.

- Al contrario, Svezia e Finlandia si sono formalmente unite al campo americano entrando nella NATO. Questo complica i piani strategici di Mosca, costringendola a disperdere le sue forze su un fronte più ampio.

- La Russia è stata politicamente isolata sulla scena mondiale (questo perché Nord America, UE/Europa della NATO, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda hanno appoggiato la causa ucraina. Nessun altro Paese ha accettato di applicare sanzioni economiche; il "mondo" [per gli americani] non include Cina, India, Brasile, Argentina, Turchia, Iran, Egitto, Messico, Arabia Saudita, Sudafrica e altri).

- Le democrazie occidentali hanno mostrato una solidarietà senza precedenti nel rispondere unitariamente alla minaccia russa.

Questa narrazione è già stata diffusa nei discorsi di Blinken, Sullivan, Austin e Nuland. Il loro pubblico di riferimento è l'opinione pubblica americana, ma nessuno al di fuori dell'Occidente collettivo se la beve, indipendentemente dal fatto che Washington abbia registrato o meno questo aspetto dell’attività diplomatica.

2. Ridimensionare retroattivamente gli obiettivi e la posta in gioco:

- Non fare più riferimento al cambio di regime a Mosca, al rovesciamento di Putin, al crollo dell'economia russa, alla rottura del partenariato sino-russo o al suo indebolimento fatale.

- Parlare di salvaguardare l'integrità dello Stato ucraino, negando che il Donbass e la Crimea siano stati definitivamente separati dalla "madrepatria". Sottolineare che i vostri amici a Kiev sono ancora i leader legittimi dell'Ucraina.

- Puntare ad un cessate il fuoco permanente che congelerebbe le due parti nelle posizioni attuali, vale a dire una divisione de facto alla maniera della Corea. La parte occidentale verrebbe quindi ammessa alla NATO e all'UE e riarmata. Ignorando la scomoda verità che la Russia non accetterebbe mai un cessate il fuoco a queste condizioni.

- Mantenere le sanzioni economiche sulla Russia, ma voltarsi dall'altra parte quando i partner europei, che ne hanno bisogno, fanno accordi sottobanco per il petrolio e il GNL russo (per lo più attraverso intermediari come l'India, la Turchia e il Kazakistan), come hanno fatto per tutta la durata del conflitto.

- Puntare i riflettori sulla Cina come minaccia mortale per l'America e l'Occidente, screditando la Russia come semplice minaccia secondaria.

- Evidenziare gesti simbolici, come gli attacchi con missili da crociera supersonici e ipersonici di ultima generazione trasferiti da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, in grado di infliggere danni a obiettivi importanti nella stessa Russia e in Crimea, con il fondamentale supporto tecnico del personale americano e di altri Paesi della NATO. (Questo comportamento è simile a quello degli ultrà di una squadra di calcio che ha appena perso contro un'odiata rivale che forano le gomme dell'autobus che doveva portare gli avversari all'aeroporto).

- Fare di tutto per impedire ad Anna Netrebko - cittadina austriaca - di cantare nelle principali capitali. Minacciare con pesanti sanzioni le sale da concerto che infrangono il boicottaggio - ad esempio la Staatsoper di Berlino (magari vietando al direttore generale Herr Matthias Schulz e alla sua progenie fino alla quarta generazione di visitare Disneyland).

3. Coltivare l'AMNESIA

Gli americani sono diventati maestri nell'arte di gestire la memoria.

Pensate al tragico shock del Vietnam. Il Paese ha fatto uno sforzo sistematico per dimenticare, per scordarsi completamente del Vietnam. Comprensibilmente, era stato brutto, sotto tutti i punti di vista. I libri di testo di storia americana gli hanno dato poco spazio; gli insegnanti lo hanno minimizzato; la televisione lo ha presto ignorato come retrò. Cercavamo una conclusione e l'abbiamo avuta.

In un certo senso, l'eredità più degna di nota dell'esperienza post-Vietnam è l'affinamento dei metodi per modificare la storia. Il Vietnam è stato un riscaldamento per affrontare i molti episodi sgradevoli dell'era post 11 settembre. Questa pulizia completa e approfondita ha reso accettabili la mendacia presidenziale, gli inganni prolungati, l'incompetenza snervante, la tortura sistemica, la censura, la distruzione della Carta dei Diritti e la perversione del discorso pubblico nazionale, che è degenerato in un mix di propaganda e di volgare turpiloquio. La "Guerra al terrorismo" in tutti i suoi atroci aspetti.

L'amnesia coltivata è un mestiere enormemente facilitato da due più ampie tendenze della cultura americana: il culto dell'ignoranza, in base al quale una mente priva di conoscenze è stimata come la massima forma di libertà, e un'etica pubblica in base alla quale i più alti funzionari della nazione hanno la licenza di trattare la verità come un vasaio tratta l'argilla, purché dicano e facciano cose che ci rallegrano. Quindi, il nostro ricordo collettivo più forte delle guerre scelte dall'America è il desiderio - e la facilità - di dimenticarle. "Lo spettacolo deve continuare" è il nostro imperativo. Sarà così quando guarderemo un'Ucraina in rovina nello specchietto retrovisore.

La coltivazione dell'amnesia come metodo per affrontare le dolorose esperienze nazionali presenta però gravi inconvenienti. In primo luogo, limita fortemente l'opportunità di imparare le lezioni che offre. Sulla scia dell'inconcludente guerra di Corea, in cui gli Stati Uniti avevano avuto 49.000 morti in azione, il mantra di Washington era stato: mai più una guerra sulla terraferma asiatica. Eppure, meno di un decennio dopo eravamo immersi nelle risaie del Vietnam, dove avevamo perso 59.000 uomini. Dopo il tragico fiasco dell'Iraq, Washington era comunque stata entusiasta di occupare l'Afghanistan in un'impresa ventennale volta a costruire una democrazia simile a quella occidentale con la canna del fucile. Questi progetti frustrati non ci hanno dissuaso dall'intervenire in Siria, dove abbiamo fallito ancora una volta nel trasformare in qualcosa di nostro gradimento una società intrattabile ed estranea - anche se ci siamo spinti fino ad una tacita partnership con la filiale locale di Al-Qaeda. Come ha dimostrato Kabul, dall’atto finale di Saigon non abbiamo nemmeno imparato come organizzare un'evacuazione ordinata.

Per lo meno, avremmo dovuto aspettarci che persone ragionevoli capissero quanto sia cruciale una profonda comprensione della cultura, dell'organizzazione sociale, dei costumi e della visione filosofica del Paese che eravamo impegnati a ricostituire. Eppure, è evidente che non abbiamo assimilato questa verità elementare. Lo dimostra la nostra abissale ignoranza di tutto ciò che è russo, che ci ha portato ad un fatale errore di valutazione di ogni aspetto della vicenda ucraina.

AVANTI IL PROSSIMO: LA CINA

L'Ucraina, a sua volta, non raffredda l'ardore del confronto con la Cina. Un'impresa audace, e per nulla irresistibile, che è al centro della nostra strategia ufficiale di sicurezza nazionale. Gli alti funzionari di Washington prevedono apertamente l'inevitabilità di una guerra totale prima della fine del decennio - nonostante il rischio posto dalle armi nucleari. Inoltre, nello schema americano, Taiwan ha lo stesso ruolo dell'Ucraina. Così, dopo aver provocato con la Russia un conflitto multidimensionale che è fallito su tutti i fronti, ci impegniamo frettolosamente ad adottare quasi la stessa strategia per affrontare un nemico ancora più temibile. Questa potrebbe essere chiamata alla francese una fuite en avant - una fuga in avanti. In altre parole: Fatevi sotto! Siamo pronti.

La marcia verso la guerra con la Cina sfida ogni saggezza convenzionale. Dopo tutto, il Paese non rappresenta una minaccia militare alla nostra sicurezza o ai nostri interessi fondamentali. La Cina non ha una storia di costruzione di imperi o di conquiste. La Cina è stata fonte di grandi benefici economici grazie a fitti scambi che servono sia a noi che a loro. Pertanto, qual è la giustificazione per la diffusa opinione che uno scontro sia ineluttabile? Le nazioni ragionevoli non si impegnano in una guerra, che potrebbe essere catastrofica, solo perché la Cina, il nemico numero uno designato, costruisce stazioni di allarme radar su atolli sabbiosi nel Mar Cinese Meridionale. Perché commercializza veicoli elettrici a prezzi più bassi dei nostri. Perché i suoi progressi nello sviluppo dei semiconduttori possono superare i nostri. Per il trattamento riservato ad una minoranza etnica nella Cina occidentale. Perché segue il nostro esempio nel finanziare ONG che promuovono una visione positiva del loro Paese. Perché si impegna nello spionaggio industriale proprio come fanno gli Stati Uniti e tutti gli altri. Perché fa volare palloni aerostatici sul Nord America (dichiarati innocui dal generale Milley la scorsa settimana).

Nessuna di queste è una ragione convincente per premere con forza per un confronto. La verità è molto più semplice e inquietante. Siamo ossessionati dalla Cina perché esiste. Come per il K-2, questa è di per sé una sfida, perché dobbiamo dimostrare agli altri, ma soprattutto a noi stessi, che siamo in grado di superarla. Questo è il vero significato di una minaccia esistenziale percepita.

Il fatto che gli USA abbiano spostato il baricentro dalla Russia in Europa alla Cina in Asia non è tanto un meccanismo per affrontare la sconfitta, quanto la reazione patologica di un Paese che, sentendo un senso di diminuzione delle proprie capacità, non riesce a fare altro che tentare per l’ultima volta di dimostrare a se stesso di avere ancora le carte in regola, poiché vivere senza quel senso di esaltazione di sé è intollerabile. Ciò che in questi giorni a Washington viene considerato eterodosso, e audace, è sostenere che, in un modo o nell’altro, dovremmo chiudere la vicenda dell'Ucraina, così da poterci preparare per la gara veramente storica con Pechino. La sconcertante verità che nessuno di importante nell'establishment della politica estera del Paese abbia denunciato questa rischiosa svolta verso la guerra avvalora la tesi che siano le emozioni profonde, piuttosto che il pensiero ragionato, a spingerci verso un conflitto evitabile e potenzialmente catastrofico.

Il fatto che una società sia rappresentata da un'intera classe politica che non si lascia intimorire da questa prospettiva può essere giustamente considerato come la prova più evidente di quanto essa sia collettivamente fuori di testa.

In secondo luogo, l'amnesia può servire a risparmiare alle nostre élite politiche, e alla popolazione americana in generale, il disagio acuto di dover riconoscere gli errori e la sconfitta. Tuttavia, a questo risultato non corrisponde un analogo processo di cancellazione della memoria in altri luoghi. Nel caso del Vietnam, eravamo stati fortunati perché la posizione dominante degli Stati Uniti nel mondo, al di fuori del blocco sovietico e della RPC, ci aveva permesso di mantenere rispetto, status e influenza. Ora però le cose sono cambiate. La nostra forza relativa in tutti i settori è più debole, ci sono forti tendenze centrifughe a livello globale che stanno producendo una dispersione di potere, volontà e prospettive tra gli altri Stati. Il fenomeno dei BRICS è l'incarnazione concreta di questa realtà. Di conseguenza, le prerogative degli Stati Uniti si stanno restringendo, la nostra capacità di plasmare il sistema globale in conformità con le nostre idee e i nostri interessi è messa sempre più a dura prova e la diplomazia internazionale si sta impegnando in attività che sembrano al di là delle nostre attuali capacità.

Siamo confusi.

Michael Brenner

Fonte: scheerpost.com
Link: https://scheerpost.com/2023/09/21/michael-brenner-defeat/
21.09.2023
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Michael Brenner è professore emerito di Affari internazionali presso l'Università di Pittsburgh e collaboratore del Centro per le relazioni transatlantiche del SAIS/Johns Hopkins. È stato direttore del programma di relazioni internazionali e studi globali dell'Università del Texas. Brenner è autore di numerosi libri e di oltre 80 articoli e pubblicazioni.

Commenti (73)

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Mostra commenti 73 caricati
    1. Hospiton 30 settembre 2023

      Pare proprio così Bertozzi, credo anch'io che questa ormai sia la nuova linea editoriale. Ma se ripongono fiducia nella politica italiana, destra, sinistra o centro che sia, temo rimarranno delusi...non so granché di queste divergenze all'interno della redazione, anche se ho notato che alcuni autori come Rugge e Moravagine non scrivono più da tempo. Quindi si sono allontanati poiché in disaccordo con il nuovo corso...che dire, peccato, leggo CDC da 15 anni e mi spiace quando vedo sdoganati su un sito con questa tradizione partiti o comunque fazioni della nostra immonda scena politica, successe già coi 5stelle (che, essendo una novità, meritavano comunque più credito dell'attuale destra di cialtroni alla Salvini) e sappiamo come andò a finire. Mi auguro che almeno diano una regolata all'aspetto OT, insomma è una questione di credibilità e leggibilità, al di là delle scelte editoriali.

    2. ric 1 ottobre 2023

      infatti noto con stupore che gli argomenti trattati sono avulsi dai reali problemi che affliggono il mondo , sembra che si privilegino argomenti di distrazione collettiva..

    1. Jimbo 30 settembre 2023

      Martin, il clown.
      Che cento ne narra e zero ne azzecca.

    1. Tashtego 29 settembre 2023

      l'articolo suggerisce che è la percezione che il popolo americano ha di sè a spingerlo in continue guerre. Sospetto invece che i popoli non provochino guerre. Sono piccole cricche di affaristi di solito a provocarle (lasciamo stare quale "percezione di sè" di volta in volta vendano alle masse). Il problema con Cina e Russia mi pare più semplicemente dovuto al fatto che la mafia kazara ha scritto nel suo testo sacro che gli spetta la terra promessa, cioè nel loro intendere tutta la terra (qualche film suggerisce "ne resterà soltanto uno"). Resi folli, cioè completamente distaccati dalla realtà, dall'enorme potere accumulato in secoli di ruberie e crimini inenarrabili, stanno per fare il passo più lungo della gamba. Mal gliene incoglierà, Ed altrettanto male, probabilmente, a noi, che abbiamo lasciato che il mostro crescesse.

    1. oriundo2006 29 settembre 2023

      Lo leggo come un articolo di fonte yankee che inizia un percorso di autocoscienza critica anche se immensamente tardiva ed altrettanto limitata. E' senz'altro possibile, anzi certo, che gli USA abbiamo nei cassetti tanta tecnologia segreta da modificare completamente il mondo di oggi. Ma è la loro immagine, la loro mitologia ad essere complessivamente esaurita. Nessuno crede più ciecamente in loro come prima e non paiono in condizione di modificare la propria immagine secondo un paradigma convincente e condivisibile da altri paesi e culture. Il tentativo woke è solo loro, l' inversione dei valori sessuali è ridicola insieme ai suoi rappresentanti, le cariatidi al potere sono troppo simili alla fine di ogni impero in decadenza mortale, l' ignoranza ( a cui nel saggio si fa un giusto riferimento ) impedisce un reale 'salto in avanti'...e si potrebbe continuare su tutto. Occorrerà una battaglia di Adrianopoli perchè la fine sia accettata dagli americani stessi.

    1. berlioz 29 settembre 2023

      grazie dio per non avermi fatto nascere americano

    1. Jimbo 29 settembre 2023

      Alla fine quasi tutto.
      Stringi stringi fuffa.

    1. Eugiorso 29 settembre 2023

      Vedremo come la propaganda mediatica statunitoide-occidentaloide trasformerà una sconfitta sul campo di battaglia in una mezza vittoria - ricordate il fallito bersani? Abbiamo non vinto (e non perso).

      Sta di fatto che nelle file della mordor nazi-ukro-nato scarseggiano non solo armi e munizionamento, ma ormai la carne da cannone, per non parlare degli armati addestrati ... Non so se avete visto in rete, a tale proposito - trascorse oggi più di dieci "leve" che hanno depauperato il materiale biologico atto al combattimento - gli arruolamenti forzati, la cattura nelle strade dei conscritti con l'uso della violenza.

      Ad oggi, credo che sia realistico parlare di oltre mezzo milione di ukro persi, fra morti, dispersi (che sono moltissimi, perché i nazi-ukro-nato non dichiarano del perdite, le nascondono), mutilati e feriti gravi, prgionieri dei russi, ma si deve tener conto anche di quelli che sono fuggiti, uccel di bosco, per non fare da carne da cannone e sono anche qui,in Italia (secondo certe stime oltre seicentomila!).

      All'inizio della seconda guerra mondiale, fra maggio e giugno del '40, a Dunkerque, gli inglesi hanno preferito salvare oltre 300.000 uomini addstrati (più decine di migliaia di soldati francesi), perché non facilmente rimpiazzabili in tempi brevi per continuare il conflitto, lascinado sul terreno numerosi sistema d'arma che potevano essere sostituiti ... I nazi-ukro-nato mandano avanti gli uomini, contro le munitissime linee russi, ed è tritacarne!.

    2. Eugiorso 29 settembre 2023

      ... [ ma si deve tener conto anche di quelli che sono fuggiti, uccel di bosco, per non fare da carne da cannone e sono anche qui,in Italia (secondo certe stime oltre seicentomila!).]
      Intendevo ovviamente più di seicentomila in età di arruolamento fuggiti in Europa occidentale, centrale e orientale, forse anche negli usa, non certo tutti in Italia! Da noi soltanto una minoranza dei fuggitivi.

      Per aggiungere qualcosa, data la limitazione di caratteri nei commenti, scriverò che la "parsimonia" sopraggiunta nell'uso in battaglia dei "preziosi" mezzi occidentali, ha come motivazione anche la loro inferiorità rispetto alle armi russe e qui entrano in gioco gli interessi dei grandi produttori di armi occidentali, che rischiano di sputtanarsi (vedi la fine dei leopard 2 e dei bradley ...) e di non riuscire più ad esportare le loro armi, con ulteriori vantaggi per Russia e Cina.

      Cari saluti

    3. XaMAS 29 settembre 2023

      salvare soldati francesi ? gli hanno sparato contro facendogli affondare numerose navi, altroche...

      allego il link perche si dimentichera' pure il genocidio dei filippini ma le carognate dei porci inglesi anche non dovrebbero finire nel dimenticatoio...
      https://it.wikipedia.org/wiki/Distruzione_della_flotta_francese_a_Mers-el-K%C3%A9bir

    4. Eugiorso 29 settembre 2023

      Credo che tu abbia sbagliato di agganciare il commento ...

      Cari saluti

    5. sbregaverse 29 settembre 2023

      Tritacarne ! ?
      Amburgheria per adesso.
      Poi coi cinesi saranno:
      INVOLTINI PRIMAVERA.

    6. Nonso 29 settembre 2023

      Abbiamo non vinto è tanta roba.
      Abbiamo anche una fortissima non onestà intellettuale.

    1. Jimbo 29 settembre 2023

      Il troppo sapere, il troppo viaggiare, il troppo conoscere produce sempre un corto circuito?
      Come in Ó professó?
      O é solo questione di mancanza di intelligenza?
      Chissá..

    2. Arthur 29 settembre 2023

      No, il problema non è il troppo studiare.
      Dipende da cosa si studia e cosa si legge.

      Negli ultimi 200-250 anni i testi di storia, filosofia, politica, economia, sociologia, antropologia e altre discipline sono stati scritti in larga parte (90%) da liberali e marxisti, i quali sono stati indirizzati e manipolati dal sistema di potere.

      Circa 150 anni fa (1870-1880), il potere in Europa era già in larga parte sotto il controllo della Massoneria, che infatti controllava quasi tutti i Paesi europei, ad eccezione di Russia, Germania e Impero Austriaco.
      Poi tra il 1914 ed il 1945, questi tre Paesi sono capitolati e così liberali e marxisti sono divenuti i padroni assoluti dell'Europa.

      Dopo il 1945 il 99.99% di quello che è stato pubblicato, letto e studiato è riconducibile a liberali e marxisti.

    3. Arthur 29 settembre 2023

      Ed eccoci arrivati al punto: i liberali e i marxisti hanno ormai da generazioni una forma mentis plasmata e plagiata da quello che scrivono i propri studiosi e ideologi.
      Ma quello che hanno in testa, le categorie mentali con le quali analizzano la storia, il pensiero umano, la realtà che li circonda, gli eventi e lo scibile, è di parte ed è tutto terribilmente falsato.
      Si tratta di un insieme non corrispondente alla realtà, che è invece molto più complessa ed eterogenea.
      Questo scollamento li sta portando verso la fine.
      Quindi non è la conoscenza il problema, bensì la conoscenza ideologizzata e fanatizzata.
      La conoscenza può sempre rivelarsi una trappola e occorre essere attenti.

      E il monito sta nella Genesi...
      Se non si è vigili, si diventa superbi e chiusi nel proprio dogmatismo, e alla fine ci si autoinganna.

    4. Eugiorso 29 settembre 2023

      Ti faccio notare che i marxisti non centrano, oggi, perché sono quasi estinti, ovviamente se trascuriamo i voltagabbana, numerosi anche in italia ma ormai vecchi come il cucco ...
      Perciò meglio scrivere soltanto liberali, in quanto il liberalismo è il nostro vero nemico, come hanno sottolineato il filosofo russo Dugin e il mio maestro defunto, Costanzo Preve.

      Cari saluti

    5. ric 29 settembre 2023

      quello e' come il Berlu..vede comunisti in ogni angolo

    6. Jimbo 29 settembre 2023

      Condivido quasi tutto salvo sostanzialmente la precisazione di Eugiorso: oggi della sinistra non c'é traccia.
      I Dem americani, il PD, quella che viene definita sinistra in occidente é un tipo di liberismo che odia i lavoratori.
      Penso peró che, sí, la vecchia sinistra, quella vera, occupó tutto ció che era possibile, scrivendo quindi anche la loro storia ecc.
      L'hanno scritta loro e continuano.
      In pratica la scrivevano i vecchi sinistri veri e adesso i falsi.
      Peró mi manca un passaggio, forse: i vecchi sinistri che scrissero la storia dello scorso secolo in chiave antifascista non lo fecero in chiave anti americana, o lo fecero blandamente.
      Provo a essere piú chiaro: c'era un patto tra la vera vecchia sinistra e gli anglo.
      Gli anglo fecero in modo che i sinistri occupassero ogni spazio.
      E i sinistri, quelli vecchi, tradirono oscurando la veritá.
      Erano a conoscenza dell'America Latina ma si limitavano a raccontare il Cile, dell'Oriente ma scrivevano solo del Vietnam, dell'Africa-Arabia ma il focus era solo su Israele.

    7. Arthur 29 settembre 2023

      Non sono estinti ma camuffati da fabiani.

    8. Arthur 29 settembre 2023

      Quello che scrivi è giusto, ma io mi riferisco ad un problema più profondo e strutturale.
      Liberalismo e Socialismo-Comunismo (Marxismo) sono ideologie create e divulgate dalla Massoneria.

      Si tratta di un processo iniziato a fine Settecento e proseguito fino all'inizio del Novecento.
      Le due Rivoluzioni, Francese e Russa, sono gli eventi che aprono e chiudono il periodo 1789-1917, fase di incubazione di queste due ideologie.
      In questo periodo gli Inglesi hanno annientato tutti i poteri alternativi in Europa e sono così diventati i padroni dell'Occidente e del mondo.
      La Seconda Guerra Mondiale è stata una operazione di annientamento della Germania che aveva cercato di resistere ed opporsi.

      Queste due ideologie, dopo il 1945, hanno portato l'Occidente allo sfacelo, facendolo precipitare nelle condizioni di immane degrado politico, sociale, culturale e morale nel quale oggi si trova.
      Chi c'è dietro?
      Ovvio: quelli che odiano la civiltà occidentale.
      E chi sono?
      Lo sanno tutti.
      È di una evidenza cristallina, e per capirlo basta guardare bene, senza avere i prosciutti davanti agli occhi.

    9. Arthur 29 settembre 2023

      La reazione avversa ci sarà, eccome se ci sarà.
      E, quando accadrà, si vedranno cose talmente drammatiche da far rabbrividire.
      Al confronto gli eventi del 1792-1794 della Rivoluzione Francese appariranno robetta da dilettanti.

      Quelli che in Occidente detengono il potere da secoli vogliono mantenerlo e si sono organizzati per togliersi di torno i potenziali soggetti in grado di spodestarli.
      Ecco quindi che gli utili idioti sono stati mandati in prima linea per essere falciati.
      Vanno eliminati anche perché non servono più nel mondo multipolare che è in dirittura di arrivo.

    1. Jimbo 29 settembre 2023

      O' professó non ci pigli mai.
      Hai studiato troppo.

    2. ric 29 settembre 2023

      in 4 lingue....la piu' conosciuta e' lo SWAILI

    3. Martin 29 settembre 2023

      Purtroppo lo swahili mi manca, e mi dispiace.. non so se hai visto che fighe sono le donne swahili... per non parlare delle "attitudini"

    4. XaMAS 29 settembre 2023

      si figuri se quello guarda la figa, per lui l'importante e' vomitare ogni santo giorno sull'Italia tra questi commenti.

      in pratica gli piace sputare controvento.

    1. Don1952 29 settembre 2023

      Se lo dice un bovaro professore....

    1. Kajros 29 settembre 2023

      Te credo , vittoria invece nella stampa digitale e nella guerra telematica ue/nato li campioni du mundo...ma va in mona! ecco perchè ora picchiano come se non ci fosse un domani la Crimea , il regime di bidet è corrotto come quello dell'uomo Orange.

    2. Eugiorso 29 settembre 2023

      Credo che gli stronzi dell'impero del male, in alcuni casi "più patologici" degli altri, credano che la "vittoria mediatica" nella realtà virtuale che hanno creato, possa sostituire quella reale sul campo di battaglia ...

      Cari saluti

    3. Kajros 29 settembre 2023

      patologici fanatici si direbbe, il resto del mondo libero non crede alle balle del battage markettistico dei nato boys nostrani , la loro realtà virtuale è fantastica che vanno in corto circuito da soli , laddove in Canada si onora mica un povero soldato della Wehrmacht ma un in non plus ultra del fanatismo la SS Waffen Galicien. Le fantastiche distopie orwelliano del Nwo!

    1. Martin 29 settembre 2023

      Dice molte cose giuste, ma mente o ha amnesie anche lui. Nel novembre 1918 non ci fu proprio nessum crollo militare della Germania, infatti non un solo soldato francese, inglese o americano aveva messo piede in territorio tedesco. Ci fu un crollo politico, perche' grazie anche alla propaganda sia pacifista che marxista, i Tedeschi si fidarono di Wilson, cacciando l'Imperatore, dichiarando la Repubblica e firmando la resa, per poi essere turlupinati con il trattato di Versailles.
      L'unico Paese che vinse militarmente la WW1 fu l'Italia con Vittorio Veneto e l'invasione di Trentino e Friuli, con centinaia di migliaia di soldati austriaci presi prigionieri. Ma per coprire tale realta' si parla sempre e solo della sconfitta di Caporetto.

      Poi il soggetto puo' cantarla quanto vuole, la realta' e' che gli USA hanno eccome una via d'uscita, e si chiama Donald Trump. Ma il soggetto si guarda bene dal nominarlo, ovviamente.

    2. Hospiton 29 settembre 2023

      Ed ecco sbucare puntualmente i dannatissimi marxisti, figuriamoci, del resto nella Germania del 1918 pacifisti e Rosa Luxembourg e i suoi erano ben più influenti degli junker prussiani, degli alti papaveri dell'esercito, dei grandi industriali come i Krupp, credibile. Non sarà che dopo 4 anni di inutili massacri la gente era allo stremo in tutta Europa, e anche in Germania la popolazione si era rotta i coglioni di questo eccidio senza fine? Poi la Germania fu senz'altra umiliata a Versailles, e il maresciallo Foch fu il primo a riconoscere che quella non era una pace bensì "un armistizio di 20 anni", ma non proviamoci neppure a mettere in mezzo i marxisti e i pacifisti o a accusarli di qualcosa che non fosse il sacrosanto aver le palle piene di un conflitto estenuante. Vediamo di immergerci nel clima dell'epoca, senza letture a posteriori, e se vogliamo fare salire qualcuno sul banco degli imputati il posto spetta esclusivamente ai maiali guerrafondai che quella guerra la vollero a tutti i costi, demonizzando proprio i movimenti pacifisti, come avvenne in Italia, Germania, Francia, GB, Austria- Ungheria, USA, senza eccezioni, come testimoniano le memorie di Zweig, Rolland, Russell, o i saggi di Howard Zinn. Capitalismo predatorio, trust e alta borghesia rapaci, industria bellica, mire imperialiste, quelle sono le cause della guerra e di TUTTO ciò che seguì, altro che pacifismo e marxismo.

    3. Martin 29 settembre 2023

      Senonche' chi ha pagato caro il conto dell' afflato pacifista e' stata proprio la Germania post Versailles, non la GB, la Francia o gli USA; e dopo anche l'Italia fu trattata come se non avesse vinto militarmente, quando fu l'unica a vincere la WW1 militarmente.

      Come dire, quisquilie, robetta, tipo frittura di paranza.

    4. Hospiton 29 settembre 2023

      Certamente non per colpa dei pacifisti, né dei marxisti, ma di chi ha ficcato i tedeschi in quel macello. Non riconoscere ciò significa essere in malafede, non tenteremo di buttarla anche qui sull'ideologia, mi auguro. Gente che crepava di fame, nazioni in ginocchio e mi si parla di "afflato pacifista"...mentre l'Italia fu trattata come una potenza di serie C, e dato il solito atteggiamento da voltagabbana, testimoniato dal miserabile comportamento del 1915 con Salandra che firma il Patto di Londra di nascosto, bè direi che era prevedibile ci avrebbero riservato tale trattamento. Soldati semplici coraggiosi, classe dirigente politica e militare infarcita di venduti e inetti, un classico del nostro Paese che si sarebbe ripetuto 30 anni dopo.

    5. Martin 29 settembre 2023

      E qui che caschi - e molto, molto male - perche' il tuo discorso implica la validita' della versione anglosassone, ossia che la Germania di Guglielmo sia stata la principale responsabile della WW1. Non e' vero neanche un po'!!!
      E sopratutto, l'ondata di pacifismo e marxismo, in Germania, fu tale da alterare l'ordine costituzionale e far dichiarare la resa senza sconfitta militare. Negli altri Paesi, ossia USA, GB e Francia, guarda che caso, nonostante le diserzioni e insubordinazioni di massa al fronte (specie nel 1917) cio' non accadde. Si continuava a mandare migliaia di disgraziati al macello per pochi metri di terreno (la battaglia della Somme, voluta da GB e Francia)..............
      E questa ondata di pacifismo e marxismo, con Versailles la Germania l'ha pagata carissima.

      Quindi in utima istanza questa ondata di pacifismo e marxismo, che tu lodi idelisticamente - come comprensibile a chiunque abbia in orrore la guerra - e' stata un fenomeno assolutamente negativo per la Germania, perche' gli altri Paesi non l'hanno avuta a casa loro, ma poi l'hanno utilizzata per schiacciare la Gemania con il trattato di Versailles.

      Poi appunto e' arrrivato Hitler....dopo Mussolini in Italia, ovvio: l'unico Paese del fronte alleato ad aver vinto la WW1 militarmente (armistizio di Villa Giusti, 3.11.1918), trattato come l'unico a non averla veramente vinta.

      Ma che risate....e quello della vittoria mutilata, per i marxisti, sarebbe stato un mito mussoliniano...

    6. Hospiton 29 settembre 2023

      Non ho affermato che la guerra sia stata responsabilità esclusiva della Germania, figuriamoci, ho detto che i tedeschi devono ringraziare la propria classe dirigente per essersi infilati nel macello, c'è una bella differenza. E se non ci fossero entrati, come voluto dalla borghesia capitalista e dagli iper-conservatori junker prussiani, non ci sarebbe stato alcun massacro, e i pacifisti non si sarebbero rotti le palle di vedere ragazzi mandati al macello per il Reich, e non ci sarebbe stata Versailles, e non ci sarebbe stata Weimar ecc ecc. Quindi ribadisco: responsabilità tutte da ascrivere alla classe dirigente, i marxisti non c'entrano un piffero, e io non lodo nessuno, solo comprendo lo stato d'animo della popolazione. E sul fatto che in GB e Francia la situazione fosse un po' meno intollerabile rispetto alla Germania, trascuri un fatto determinante, e non mi riferisco certo all'assenza di movimenti marxisti a Londra o Parigi. No, il motivo è più concreto: i primi potevano ricevere rifornimenti quasi illimitati dagli USA, mentre la Germania non aveva questa possibilità ed era ormai isolata, in poche parole sapevano che sarebbero morti di fame nel giro di breve tempo per mancanza di approvvigionamenti. Dopo l'intervento USA capirono di avere i mesi contati, anche con il fronte franco-tedesco ancora intatto, e a quel punto tanti saluti al patriottismo, avevano sacrificato abbastanza su quel subdolo altare. Propaganda dei pacifisti? Piuttosto parlerei di sopravvivenza.

    7. Martin 29 settembre 2023

      E tu ad aggiungere for free che Salandra, Sonnino e Orlando erano dei disgraziati. Ma che bravo!!! Perche' Wilson, Clemenceau e Lloyd George, cos'erano? L'embargo navale addizionale di un anno, dopo il novembre 1918, che fece crepare mezzo milione di Tedeschi di fame, chi lo decise?
      E mi stai a parlare di Sonnino e Orlando?

      Ma te le mangi la mattina con il cappuccino le cazzate della storia in versione vincitori?

      Cerchiamo di non far ridere i proverbiali polli

    8. Hospiton 29 settembre 2023

      Ma che dici? Ma cosa stai dicendo? Ma che diamine di paragone insulso ti viene in mente tra Clemenceau, Wilson e il burattino Salandra? Ti parlo di uno che, costretto da interessi superiori, corre a Londra per firmare un trattato di nascosto dal Parlamento, roba da Repubblica delle banane, e mi fai paragoni con politici che agirono in maniera completamente diversa, mantennero le loro precedenti alleanze e soprattutto erano consapevoli del fatto di aver a che fare con una nazione meno compatta, e ne han approfittato. Ecco cosa intendevo con il "prevedibile trattamento", ci hanno usato per i loro scopi...il fatto che le classi dirigenti della Triplice Intesa fossero composte da personaggi subdoli o autentici criminali deve per caso farmi rivalutare quelle italiane, che si rivelarono a dir poco inadeguate? Ma quale versione dei vincitori, sei prigioniero delle tue fissazioni e non hai capito nulla della mia mentalità. Me ne fotto delle ideologie, non riuscirai mai a inquadrarmi con etichette o categorie, fattene una ragione. Ma la cosa pazzesca è leggere su CDC la continua assoluzione del capitalismo più avido e rapace, protagonista assoluto della Guerra e motore degli eventi, per buttarla in caciara sul marxismo. Complimenti, neanche sui siti più mainstream.

    9. Martin 29 settembre 2023

      E il fantoccio obeso socialista tedesco Erzberger, che dopo il colpo, l'estromissione dell'Imperatore e la proclamazione della gloriosa Repubblica di Weimar - richieste esplicite del farabutto americano Wilson in cambio del sogno dei famosi 14 punti, uno dei peggiori inganni della storia diplomatica occidentale - fu mandato a firmare una resa oscena l'11 novembre, otto giorni dopo la resa militare austriaca,, come ne esce?

    10. Hospiton 29 settembre 2023

      E meno male che ti sei ricordato dell'embargo, ti spiega quale arma avessero a disposizione per strangolare i tedeschi, e perché in Germania -come ho già detto- capirono che non avevano possibilità di resistere a lungo.

    11. Martin 29 settembre 2023

      E la storia del tradimento di novembre sarebbe quindi una mera invenzione di Hitler? Piu' tradimento di cosi', cosa vorresti?

    12. Hospiton 29 settembre 2023

      Fu il trippone Erzberger a trascinare la Germania in guerra?

    13. Hospiton 29 settembre 2023

      Ho già risposto a sufficienza negli altri commenti, la Germania aveva i mesi contati, socialisti obesi o meno, junker guerrafondai o meno.

    14. Martin 29 settembre 2023

      E' irrilevante, dato che tutti i Governi coinvolti vollero la guerra, tutti, nessuno escluso. Presero i disgraziati nati a fine 800 - come mio nonno, by the way - e li spedirono a farsi sbudellare a milioni.

    15. Hospiton 29 settembre 2023

      Irrilevante? Ma stiamo scherzando? E visto che parli dei governi che vollero la guerra tra questi nessun esecutivo socialista, e la lega spartachista di R. Luxembourg fu fondata in opposizione al conflitto, o ci stiamo scordando questo irrilevante particolare? Mentre in Francia il leader socialista Jaures fu accoppato da un nazionalista per le sue idee e i suoi interventi pacifisti, i compagni poi capirono l'antifona e si adeguarono ai voleri dei piani alti. In Europa comandavano i conservatori, e avevano argomenti molto solidi per convincere i "disfattisti". Paradossalmente il fronte antibellicista dei socialisti si incrinò solo in Italia, ma non a causa di marxisti vari e eventuali, bensì dei seguaci del credo di Sorel, il profeta della "violenza levatrice della storia". Ma il conflitto non scaturì certo da volontà italiane, basti ricordare lo sgomento di Salandra quando si accorse che i magazzini militari non venivano più riforniti dalla fine della Guerra di Libia. Più impreparati di così...

    16. Hospiton 29 settembre 2023

      Chiudo qui perché stiamo andando nuovamente OT e ho appena promesso a Cpt Hook che avrei evitato, ma mettere in mezzo Marx e Marxisti ogni due secondi e perennemente a sproposito non è giustificabile.

    17. Martin 30 settembre 2023

      Tu e tanti altri siete talmente imbottiti di marxismo e di storia in versione marxista che nemmeno ve ne accorgete. E' uno dei risultati del 1945, e nonostante siano passati quasi 80 anni, ancora state li'.

      Che poi le idee altrui siano per te ammissibili o meno, giustificabili o meno, e' solo ed esclusivamente un tuo problema personale. La realta' e' che ti tocca semplicemente abbozzare che altri non la pensano come te, e se abbozzare ti costa troppo, ci sono altri ambiti, culturali e professionali, per eventualmente affrontare il problema.

    18. Martin 30 settembre 2023

      Rosa Luxembourg.. ma che risate

    19. Martin 30 settembre 2023

      Pazienza, ti tocca abbozzare che altri non la pensano come te!

    20. Hospiton 30 settembre 2023

      Quando mancano le argomentazioni la buttiamo sul "siete imbottiti di marxismo e di propaganda dei vincitori" (infatti USA e GB sono notoriamente governate da banchieri e industriali marxisti, certo). Chissà come mai sono così imbottito di marxismo da non aver mai votato in vita mia, men che meno partiti di sinistra! E veicolo così tanta propaganda dei vincitori dal criticare aspramente la politica anglosassone e sionista, nonché la finanza che han prodotto tali ambienti, e lo faccio infinitamente più di te, che hai descritto Black Rock come "puro progresso"! E quello intriso di propaganda del potere sarei io, comico. Quando riuscirai a andare oltre la cortina fumogena delle ideologie fammi un fischio, in quanto alla chiusura finale non abbozzo proprio per niente, se qualcuno distoglie l'attenzione dagli interessi finanziari che dominano l'occidente per puntare il dito contro ectoplasmatici marxisti intervengo a gamba tesa senza pensarci due volte. Tu sei libero di attribuire ogni male a Marx, io di ricordare che i poteri che reggono le sorti dell'Occidente non hanno nulla a che spartire col marxismo, al massimo ne usano una versione in pillole, adeguatamente adulterate da impostori prezzolati, per spacciare pensiero unico a buon mercato, roba che può fregare solo i fanatici da curva.

    21. Martin 30 settembre 2023

      Non ho piu' tempo ne' pazienza per discutere con te. Ti tocca abbozzare, e basta.

    22. Hospiton 30 settembre 2023

      E non discutere, ma se c'è una cosa che non faccio su questi argomenti è abbozzare. Mica pretendo censure o ban nei confronti di chi manifesta le proprie idee, semplicemente ribatto e senza nulla di personale.

    23. ric 1 ottobre 2023

      e non dimentichiamo il giudeo Sonnino , che tesse la TELA , e non dimentichiamo il volta-faccia di Mussolini...che di colpo divenne interventista , unitamente a quello sgorbio scoppiato di d' Dannunzio

    24. Hospiton 1 ottobre 2023

      Concordo Ric, sull'atteggiamento di Mussolini ci sarebbe parecchio da dire. E i suoi rapporti con gli inglesi sono a dir poco ambigui...

    1. Shax 29 settembre 2023

      Nei piani Usa, confusi e come al solito molto ottimistici per via dell'atavica tendenza americana a considerarsi imbattili e sopra ogni altro al mondo, c'era la sconfitta strategica della Russia e la rapina delle sue immense risorse naturali.
      D'altronde l'ipocrisia occidentale che si strugge per il conflitto russo-ucraino era rimasta non solo silente ma anche partecipe nelle varie aggressioni americane in giro per il mondo, solitamente in posti stranamente ricchi di materie prime, guarda caso.
      I piani sono naufragati dal momento in cui il mondo non si è ribellato alla Russia ma al dominio americano, sempre più sfacciatamente aggressivo nei confronti di qualsiasi altro paese che manifestasse l'idea di portare avanti i propri di interessi e non quelli dell'emericano di turno.
      I tempi sono cambiati e per un occidente che declina c'è un oriente o sud globale che fiorisce, unito proprio dalla disastrosa politica anglo europea che invece di isolare la Russia l'ha portata a stringersi con le varie anime indipendenti in giro per il mondo.
      E così l'occidente che voleva isolare si è trovato isolato, schernito e sconfitto anche politicamente.
      Gli Usa ora non hanno alternative: sconfitti in ucraina, non oseranno mai attaccare la Cina. Anche perchè l'esercito russo-cino-coreano è una bestia da cui è meglio tenersi al largo. Considerando la quantità di armi convenzionali e non che Putin sta stipando nei depositi e che NON sta usando sul campo di battaglia...

    1. Jimbo 29 settembre 2023

      Mi sembra alla prima letta un'analisi impeccabile.
      Gli USA fanno le guerre perché le devono fare, non per vincerle.
      Per terrorizzare, per smuovere un sistema economico, per creare tensioni ecc.
      Hanno giá la testa oltre l'Ucraina.
      Da mesi.
      Ora sono in Armenia, al Caucaso.
      E chissà dove. Ad esempio in ottica anticinese si stanno pappando le isole Cook, Tonga e Vanuatu.
      Sono sempre un passo avanti.
      Azzeccatissimo il passaggio sulla cancellazione della Memoria collettiva (vedasi l'articolo sul genocidio dei filippini).
      Ovviamente i paesi uccidentali tutti danno loro manforte.

    2. Cachafaz 29 settembre 2023

      Quello che scrivi e' vero, ma intanto continua la fuga dei depositi occidentali e la de dollarizzazione. Il prezzo del petrolio lo controllano russia-cina ed e' sui 100 dollari, cosa che fa vorisce l'inflazione. Shoigu ha parlato di guerra che si protrarra' al 2025, nonostante gli ukro sono esausti. Secondo me la cina si sta preparando a tappe forzate, ed ha chiesto di aspettare il 2025 per concludere in ucraina. Quindi bisogna vedere chi resiste di piu'-.,

    3. Jimbo 29 settembre 2023

      É una situazione controversa.
      Economicamente gli USA non se la passano certo bene ma si sono presi l'Europa che non muove un muscolo se non vogliono.
      In Ucraina hanno perso un quinto del territorio ma provano ad accerchiare la Russia da altre parti.
      La Cina li supererá ma intanto cercano di chiuderla nel recinto.
      Il punto é che ha sempre tante opzioni.

    4. Cachafaz 29 settembre 2023

      Aggiungerei che a forza di passi avanti, alla fine si cade nel baratro-.,

    5. Jimbo 30 settembre 2023

      E poi ci siamo dimenticati il Kosovo, l'arma letale per bombardare l'ultimo avversario europeo: la Serbia.

    6. Martin 30 settembre 2023

      Mi dispiace smentire le tue fantasiole.

      Economicamente gli USA se la passano benissimo, chi rigira gli hamburger al McDonald e quelli che puliscono gli uffici fanno tra i 2700 ed i 3000 dollari al mese. Inutile che ti parli degli stipendi delle fasce piu' alte.

      Anche in questo caso, te tocca abbozza' - come dicono a Roma.

    1. clausneghe 29 settembre 2023

      Sono confusi, dice il prof Brenner, un Texano evoluto e distinto, diverso dai suoi connazionali di vaccaria..
      Infatti, si dice che il Signore prima di prenderli li fa impazzire..
      Ed è proprio quello che stiamo vedendo, l'Impero della Menzogna (come lo ha giustamente rinominato Putin) sta finalmente arrivando alla resa dei conti, dove lo colpirà il suo tremendo pesantissimo Karma, fatto di prepotenze rapine e omicidi accumulatisi in 240 anni di esistenza dei quali 201 passati in guerra contro qualcuno, sempre.
      Milioni e milioni di morti, miseria, lutti, sofferenze inquinamento hanno provocato questi bastardi Anglosassoni nipoti degni di pirati furfanti e tagliagole, avidi egoisti ignoranti e violenti.
      La Russia li farà piangere come non hanno provato mai, avranno la distruzione e la desolazione in casa loro e finalmente proveranno sulla loro pelle quello che hanno fatto provare alle loro innumerevoli vittime.
      Putin con alle spalle tutta la F.R. è in grado di annientarli e riconfinarli distrutti ed esausti a casa loro, per sempre.

    2. ric 1 ottobre 2023

      fammi sognare !

    1. mago 29 settembre 2023

      Noi potemmo dire per mitigare la sconfitta Mancola Fortuna non il Valore una prerogativa tipicamente italiana quella di far diventare una sconfitta in una mezza vittoria..ma questi sono oggi come oggi un pugile suonato che dopo 10 round che le becca e perde ai punti voglia finire lincontro..è ora di gettare la spugna.

    2. XaMAS 29 settembre 2023

      i sudici inglesi diedero l'onore delle armi alla Folgore per aver combattuto valorosamente in Egitto, si sciacqui la bocca prima di burlare chi ha dato valorosamente la vita per la Patria, altro che mezza vittoria...

    3. mago 29 settembre 2023

      per quanto la pensi come lei,il punto è che è stata una sconfitta se pur onorevole questo è un dato di fatto.
      Anzi potremmo andare li un giorno assieme se vuole mi farebbe piacere ho in previsione una visita da quelle parti.
      Per il resto le faccio una domanda : lei darebbe valorosamente la vita per la Patria che oggi come allora era in mano a gente corrotta incapace e venduta al nemico ? la prego di ripondermi.

    4. ric 29 settembre 2023

      e il 25 aprile festeggiamo la SCONFITTA.....

    5. ric 29 settembre 2023

      OGGI ? MENO CHE MAI !!

    6. Nonso 29 settembre 2023

      Con una punta di ottimismo, solo una punta, potremmo anche dire di festeggiare la scoperta. Ma essere ottimisti a questo punto, lascia il tempo che trova

    7. ric 29 settembre 2023

      la scoperta di cosa ??

    8. Nonso 29 settembre 2023

      Abbiamo tolto la maschera al nemico. Quando te lo porti dentro casa lo conosci meglio.

      Nei Paesi dove non sono arrivati, vengono idealizzati da molti

    9. XaMAS 1 ottobre 2023

      no assolutamente, per questo ho un rispetto eccezionale sia per chi combatte' sul Carso sia per chi si immolo' per la Patria nella 2GM

      che sia stata una sconfitta mica lo nego, ma in Africa davvero i reparti italiani diedero il meglio e se avessero invaso Malta (come suggeriva qualcuno) e non si fossero fatti fregare il codice criptato per i messaggi i rifornimenti a Rommel sarebbero arrivati e a parita' di forze in campo non so se i maiali avrebbero vinto...
      ovvio, coi se non si vincono le guerre, lo so

    10. mago 1 ottobre 2023

      Lo dico con il cuore e per me sono eroi e li ricorderanno per secoli,premesso che gli eroi non hanno bandiera e colore politico,la penso come lei ma come lei saprà queste giovani vite sono state mandate a combattere con armamenti non adeguati e palesemente inferiori a quelli del nemico è il loro capo fu preso come un topo in un camion senza onore e poi fucilato,lo dice uno che ha avuto un prozio tenente caduto al fronte uno zio prigioniero in Grecia e il suocero internato in Germania.veda poi la storia dei vaccini e dei proiettili al uranio impoverito colpevoli di morti e patologie gravi ai danno dei nostri soldati come vede non hanno perso il vizietto dopo 70 e passa anni di mandare le persone allo sbaraglio e al macello negando poi che una commissione faccia luce sulle verità. Non mi fraintenda un saluto mago.

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