“SCOLPISCI LA TUA STATUA INTERIORE”

“SCOLPISCI LA TUA STATUA INTERIORE”

Di Mystes per ComeDonChisciotte.org

Per salire in alto bisogna perder di vista la terra, bisogna liberarsi dalle bellezze sensibili, non accontentarsi mai di questo mondo, e, quando si ammira una copia, rivolgere l'ammirazione al modello; «bisogna raccogliersi, rientrare in sé stesso, liberarsi dall' esteriorità e dalla dispersione dei sensi, fare come gli iniziati, che prima di penetrare nel santuario gettano le vesti (si spogliano), quindi serrare gli occhi del corpo per aprire quelli dello spirito, per schiudere entro di noi un'altra vista che tutti possiedono, ma di cui ben pochi fanno uso; fare come lo scultore fa di una statua che deve divenir bella, togliendone le scaglie, forbendola, finché le belle linee appaiano nel marmo; come lui levare il superfluo, raddrizzare ciò che è obliquo, sopprimere le ombre per dare la luce, e non cessare dallo scolpire la propria statua finché non appaia lo splendore divino della virtù» (Enneade 1, 6, 8).

Mi propongo di commentare brevemente il su citato celebre brano di Plotino, senza aver la certezza di riuscirvi, facendo però uso di una buona ragione, quella di rendere un buon servizio alla mia anima.

Un brano molto bello e anche in sintonia – per certi versi – con quella che è la pratica della contemplazione che Plotino descrive benissimo in una delle sue Enneadi:

Spesso, destandomi a me stesso dal mio sogno corporeo e diventato estraneo a ogni altra cosa, io contemplo nel mio intimo una bellezza meravigliosa e credo, soprattutto allora, di appartenere a un più alto destino; realizzando una vita migliore, unificato col Divino e fondato su di esso, io arrivo ad esercitare un’attività che mi pone al di sopra di ogni altro essere spirituale. Ma dopo questo riposo in seno al Divino, disceso dall’Intelligenza alla riflessione, io mi domando come sia possibile, ora, questa discesa e in qual modo l’anima abbia potuto entrare nel corpo, pur essendo in sé stessa così come mi apparve, benché dimorante in un corpo. [...]” (Enneadi, IV, 8, 1)

“Non smettere di scolpire la tua propria statua interiore”: precisa sempre Plotino secondo cui è questo il senso corretto in cui intendere il lavoro meditativo di contemplazione. Lavoriamo per un percorso di purificazione, di pulizia, non di accumulo. Non aggiungiamo nulla, bensì togliamo. Togliamo qui, togliamo là, decostruiamo, destrutturiamo e, progressivamente, si rivela quella bellezza, quella purezza silenziosa, quel Bene già e sempre presente in noi, nascosto da tanti strati inutili e deformanti.

Di solito, nel corso della nostra vita, ci affidiamo a una sola certezza, quella del dolore e della gioia provenienti dalla nostra vita quotidiana con l’implicita tendenza di scaricare su altri, persone o istituzioni, le nostre ansie, le nostre debolezze, i nostri sogni. Fino a quando scopriamo, con somma meraviglia e stupore, che solo avendo fiducia in sé stessi, solo impegnando il nostro essere sulla via della paideia, potremo riuscire a scoprire il nostro “maestro interiore”.

È la fine dei guru, dei sapienti, dei maestri che abbiamo affannosamente cercato al di fuori di noi, è la fine della cultura cartacea sulla quale abbiamo affannosamente basato la nostra speranza di crescita e di elevazione spirituale. È la fine dei viaggi ricchi di speranza in Oriente, nell’India misteriosa, nella Persia magica.

Finalmente giunge il momento in cui scopriamo, con somma meraviglia, ma con grandissima gioia, che il celeberrimo maestro capace di insegnarci ogni cosa, di guidarci sulla via dell’ignoto, di proiettarci sulle vette dello spirito era vicinissimo a noi, ERA DENTRO DI NOI.

È la fine dei dubbi, delle incertezze, la risposta ai tanti punti interrogativi che tormentarono la nostra vita e che nel passato ci sospingevano FUORI DEL NOSTRO ESSERE, lontano da NOI, quando era proprio dentro di NOI, per destino divino o per processo naturale, che si racchiudevano quelle poche perle che ci avrebbero permesso di sistematizzare il nostro tesoro interiore.

La frase che ci dava sostegno e che ci è complementare è la seguente: “Anche rimanendo quaggiù tu sei salito, né più hai bisogno di chi ti guidi”.

Metti a frutto quel che ti è stato dato e lucida il tuo metallo affinché in esso si rifletta come in uno specchio magico e riecheggi come su un liuto orfico il sapere che, non a caso, ti è stato tramesso.

Uno dei principi su cui si fonda la pratica della contemplazione è l’assoluta certezza che non viviamo in un mondo di lotte e di contrasti, da cui è possibile uscire, con l’uso intelligente delle forze spirituali che gli dei ci hanno concesso e hanno adattato in noi in virtù di quel complesso ordinamento che regola la vita dell’universo

La guida che scopriamo e coltiviamo in noi stessi ci sarà amica e quindi preziosa in quel lavoro di scultura e di perfezionamento che siamo destinati a compiere da quando la nostra anima è entrata nel mondo sensibile e senza il quale non ci sarebbe possibile al momento opportuno di “uscire dalla durata” e “compiere il proprio volo”.

Di Mystes per ComeDonChisciotte.org

12.07.2025

Fonte: il Forum dei lettori di CDC - https://forum.comedonchisciotte.org/cultura-e-spettacoli/scolpisci-la-tua-statua-interiore/

Commenti (9)

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Mostra commenti 9 caricati
    1. absitiniuriaverbis 21 luglio 2025

      Mi ha ricordato VITRIOL, (vetriolo)

      VITRIOL è l'acronimo di Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem, che si traduce in "Visita l'interno della terra e, rettificando ciò che vi trovi, scoprirai la pietra filosofale".

      L'acronimo di sette lettere VITRIOL è una forma reale di acido solforico.
      È considerato un mezzo di alterazione fondamentale ed è visto come il Fuoco Segreto simbolico che ci guida verso l'eccellenza spirituale.
      Questo motto fu menzionato per la prima volta ne L'Azoth Des Philosophes dall'alchimista del XV secolo Basilio Valentino.

    1. Giacomo 20 luglio 2025

      Come diceva Quelo:" la risposta è dentro di noi, peccato che è sbagliata!" 😂😂😂

    2. Sic 20 luglio 2025

      diceva pero', non peccato

    1. ailavioni 20 luglio 2025

      Perché siamo qui?
      Potrebbe essere che in noi abbia prevalso il desiderio di materialità, il desiderio di congiungersi con l' altro sesso nell illusione di poter realizzare il mito dell androgino illustrato da Aristofane.

    2. mystes 20 luglio 2025

      Plotino si era posto la stessa domanda:

      «E allora, se la realtà intelligibile è separata, come fa l’anima a venirsene nel corpo?» (IV 7 [2], 13.1-2). La domanda posta da Plotino quasi al termine del trattato Sull’immortalità dell’anima troverà la sua più ampia risposta nel trattato Sulla discesa dell’anima nei corpi (IV 8 [6]), il cui incipit darà origine alla tradizione del ritorno dell’anima dell’uomo che, rivolgendosi verso la propria interiorità, ritrova la propria origine autentica.

    1. gix 20 luglio 2025

      Va bene, c'era già, da sempre, il sospetto che qualcuno avesse agevolato la discesa dell'anima dentro il fagotto materiale del corpo. Ma, a parte che c'è il forte sospetto che solo alcune anime abbiano affrontato, forse incautamente, per non dire ingenuamente, tale discesa, fa un pò incazzare sapere che potrebbero esserci altri che sono rimasti a guardare per evitare rogne, e osservano noi che proviamo a costruire questa benedetta statua interiore. E poi rimane l'interrogativo principale: se noi, meglio la nostra anima, siamo parte infinitesimale di Colui che tutto è, tutto dispone e tutto sa, che bisogno c'era di venire qui a farsi il mazzo per costruire, sgrezzare l'opera d'arte nascosta in ognuno di noi. "Nelle mie opere caco sangue...", pare dicessero Bernini e anche Michelangelo lavorando lavorando alla cappella sistina. Figuriamoci noialtri normodotati...ma era proprio necessario?

    1. maghi 20 luglio 2025

      ma vi rendete conto che il 95% degli umani ha un livello intellettuale di poco superiore all'australopiteco? Qui l'unica possibilità è un impianto neuronale a tutti.

    2. Ghisa 21 luglio 2025

      non sarà che ti piace crederlo?
      E anche se fosse, qui su CDC il pubblico non è quello generalista... quindi...

    3. maghi 21 luglio 2025

      purtroppo con 8 mld o quasi di scimmie glabre, quei pochi che hanno l'intelligenza e la capacità intellettuale di riuscire a leggere e commentare qui sono solo poche decine. Sciaguratamente, ma Amen.

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