Sancho#1 - Regeni: la verità dietro il martirio. Intervista a Fulvio Grimaldi

Chi era veramente Giulio Regeni? Chi lo ha ucciso?
Chi era veramente Giulio Regeni? Chi lo ha ucciso?

Come Don Chisciotte vi presenta la prima puntata di "Sancho. Settimanale d'attualità" con ospite fisso Fulvio Grimaldi, mostro sacro del giornalismo indipendente. Questa settimana, parliamo un po' della crisi di governo in anteprima.

Tema della puntata #1 è Giulio Regeni: chi era veramente? Per chi lavorava? Chi ha avuto interesse a ucciderlo ed esporne il cadavere martoriato? A chi giova la retorica del suo martirio? Fulvio Grimaldi ha le idee molto chiare, e le sue rivelazioni aprono per la prima volta uno scenario inedito, chiaro e razionale. Ma quando la verità vien fuori dal pozzo, non tutti sono contenti.

Finita l'intervista a Fulvio Grimaldi, è arrivata la notizia della nomina di Mario Draghi a capo del governo. Di chi è Draghi e cosa ci sia da aspettarsi dal nuovo governo tecnico parleremo diffusamente con Fulvio nella puntata di mercoledì prossimo.

Conduce Massimo Cascone, produzione di Bagony Snikett.

Buona visione!

Commenti (17)

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    1. pingus 5 febbraio 2021

      E l'autobomba all'ambasciata italiana al Cairo qualche mese prima.. un morto
      http://nena-news.it/wp-content/uploads/2015/07/Consolato.jpg

    1. clausneghe 4 febbraio 2021

      Ottimo e in forma lucida il nostro, possiamo dirlo, Fulvio Grimaldi.
      Ha scoperchiato la pentolaccia dell'"affaire Regeni" contenente brodo avariato prodotto dai servizi segreti e criminali che il pentasfigato Fico e compari hanno trangugiato tutto d'un fiato dicendo pure il canonico militaresco "ottimo e abbondante" come si conviene agli utili idioti..

    1. a-zero 4 febbraio 2021

      Mi va, con l'occasione, di dire due cose soggettive riguardo al portato ideologico che ciascuno poi si articolaarticola in testa a seguito questa vicenda. Tragica e brutale e apprezzo lo sforzo di pietas di Grimaldi, la quale come sentimento umano può essere usata da narratori interessati sia in un senso (martire della democrazia occidentale) sia in quello opposto (un agente che è finito male, magari per una ingenuità pregressa di fiducia verso un mondo di cui non conosceva molto, visto il destino riservatorgli - e questo vale in tutti e due i casi sia stato seviziato e ucciso dagli uni o dagli altri).

      Proprio il riservare la pietas alla persona, sciagurata per la sua fine, credo serva anche a togliere il monopolio emotivo e sturmentale del sentimento della pietas umana tradotto e amplificato nel sistema di comunicazione di massa. Ad esempio è ben noto l'uso delle vittime e soprattutto dei parenti delle vittime dei cosidetti anni di piombo in Italia. Ma d'altronde chiunque di noi, pur senza mass media, possiamo usare la pietas per "vittime nostre", ognuno ci ha un proprio noi in testa. Ancora di più serve a mostrare l'efferatezza della logica criminale che, volenti o nolenti, pervade e determina lo svolgersi degli affari di stato e di potere.

      Un distinguo, quindi, tengo a ribadire, perchè trovo sempre necessario offrire tutti i punti di vista anche sul portato ideologico indiretto di conclusioni che ciascuno di noi trae, oltre la disgraziata vicenda esistenziale di G.Regeni; voglio dire che mi dispiace verificare, sempre, come il benessere dei "popoli" debba essere inchiodati al controllo di una risorsa e alle tecnologie di ttrasformazione dlela stessa e quindi al modo di produzione imposto da questo esistente di dominio come da qualsiasi altro che ritenga necessario essere prima di tutto inchiodati come "popoli" a queste logiche e quindi, come individui, alla fin fine a partecipare al tifo per questo presente o per quell o quell'altra alternativa di gestione della stessa macccina sociale su cui possiamo appiccicare tutte le etichette che vogliamo come democrazia, dittatura, comunismo centralizzato, nazionalismo, liberalismo, open society.

      Sfido benevolmente chiunque, anche il benemerito sig. Grimaldi, a dimostrare che lo sfruttamento di una risorsa e tutto il modo di produzione e il condizionamento da esso prodotto sui "consumatori/cittadini/compagni/patriotti" ad esso legato sia immune dalle logiche "negropontiane" sotto qualunque delle precedenti etichette.

      Di solito mi si dice: "Allora vai a piedi o col mulo e levati gli aggeggi elettronici".

      E io che volete che risponda ... Di fatto non possiamo negare che questa logica è il chiodo piantato in fronte agli individui e quindi la popolazione e, quindi, pure quel fantasma chiamato popolo, il cui lenzolo vien tirato di qui e di là per fregiarsene, ma che quando, di rado, si reifica, pur se spesso maldestramente scatenato, si rivela in tutta la sua tragica potenza distruttrice dell'infame costrutto umano chiamato "civiltà".

    2. danone 4 febbraio 2021

      Capisco, il problema è che la manipolazione delle masse poggia sull'inconsapevolezza degli individui, egoismo, ignoranza, arroganza poi fanno il resto. I Negroponte nomen-omen operano al servizio dei centri di direzione della manipolazione.

    1. giovanni cordioli 4 febbraio 2021

      Ancora con regeni?
      Se si fosse limitato a fare il semplice turista non staremmo qui a parlarne.
      Che poi non si capisce perché di lui si parla sempre, mentre delle decine di altri italiani ammazzati per rapina in Brasile e Messico oppure accoltellati e fatti fuori da un ladyboy in Asia, invece no.
      Non sono morti pure loro?

    2. a-zero 4 febbraio 2021

      Si parla e si strombazza di lui perchè c'è di mezzo un grosso giacimento di idrocarburi che serve ai popoli egiziano e italiano, i quali popoli ne abbisognano più dell'acqua.

      Cito il mio santino, Santiago Maldonado, lo hanno seviziato e ammazzato sul posto fra le fratte d'un ruscello e l'hanno fatto ritrovare dopo un bel po'. Sono stati il democratico stato del democratico popolo argentino e gli sgherri della democratica quanto republbicana e liberale famiglia Benetton. Fino a che non è crollato il ponte ingoiando un po' di sacri connazionali, gli altri connazionalise ne sono sempre strasbattuti la cippa dei problemi di "estimo dei poderi" fra i pleistocenici Araucanos e i luminosi, serenissimi e civilissimi Benetton. Per siegarmi sul portato ideologico e culturale delle vicende di cronaca: gli Araucanos rimangono pur sempre dei pulciosi semiprimitivi agli occhi degli inurbati italiani, solo che molti, quasi tutti, vedevano comunque un campione dell'impresa nazionale all'estereo, poi dopo il crolo in testa di un pezzo di urbe, si è ridimensionata la fama buona dei Benetton, ma gli Araucanos sono sempre dei mezzi selvaggi le cui lotte (ripeto le cui lotte, non la loro dieta o il loro umore o altre facezie) fregano niente al "popolo italiano" come al "popolo egiziano" ma guarda caso tutti gli italiani e tutti gli egiziani si trovano oggetto delle stesse identiche logiche di dominazione.

      Mi scuso se allungo: interesse per le lotte per me non vuol dire logiche esotico-assistenziali da Amnesty al fu-stalinista Strada, bensì capire le logiche di sviluppo di quella lotta per replicarla e migliorarla la dove si vive, la propria nazione se vi pare.

      Per questo è morto il falegname argentino Maldonado, anche se non era un Araucano.

    1. Giovanni Barbieri 3 febbraio 2021

      Bah, Grimaldi pare spompato. Ha esposto iil teorema che nel 2016 avevo già esposto io e ripreso dal Antiplomatico.
      #ilsegretodipulcinella

    2. Vincenzo 4 febbraio 2021

      Mi sa che hai un ego smisurato. Cerca
      di contenerti

    1. danone 3 febbraio 2021

      E' del tutto evidente che il povero Regeni si è trovato dentro una faccenda più grande di lui. Vista la sua educazione-istruzione nei college della top class mondiale, si può capire che razza di propaganda atlantista avesse in testa. I personaggi alla Negroponte, per cui Regeni lavorava, sono fra gli esseri più neri e maledetti presenti su questa terra, responsabili di crimini contro l'umanità, a libro paga delle lobby e degli Stati più guerrafondai e imperialisti che ci siano, come ben spiegato dal Grimaldi. Chissà quanta meglio gioventù di buona famiglia, viene contattata di prassi dai servizi, fin dagli anni dell'università e del master all'estero, giovani agganciati sicuramente con la prospettiva garantita di carriere importanti e col miraggio di appartenere, prima o poi, alle elite che contano.
      Provo solo tanta pietas per questi giovani alla Regeni, coinvolti con troppa leggerezza, da adulti marci senza scrupoli, in contesti terribili e maledetti, che portano sempre al sacrificio dell'anima e a volte anche della vita fisica, utili martiri disinvoltamente sacrificati ad una perversa e falsa ragion di stato.

    2. Bertozzi 4 febbraio 2021

      Mah, che fosse così inconsapevole di chi fossero i suoi committenti e i loro intenti ho i miei seri dubbi, come dici tu quelli erano diavoli veri, come fai a non sapere, dopo oxford o cambridge parti e vai a fare il ricercatore importatore della democrazia... mmm, dai, era uno che giocava in quella squadra lì, e lo sapeva.

    3. danone 4 febbraio 2021

      Forse hai ragione, ma non conoscendolo, mi sembra un torto eccessivo giudicarlo personalmente, non avendo gli elementi per farlo. Rimango alla pietas perchè essendo di fonte divina, non si nega a nessuno.

    1. AlbertoConti 3 febbraio 2021

      Volevate la "verità per Regeni"? Eccola la verità! E adesso pedalate, da Fico in su, o in giù, se mai fosse possibile un più in giù di così. Siete abbastanza numerosi per organizzare uno speciale giro d'Italia dei diversamente intelligenti, o diversamente onesti, visto che c'è di mezzo "l'uomo di sinistra" dei 5*, emerito presidente della camera dei traditori, terza carica dello Stato. Povera Italia!
      Certo che Draghi in confronto è un gigante, un gigante di questo schifo!

    1. Primadellesabbie 3 febbraio 2021

      CdC si é assicurata un fuoriclasse.

    2. Tonguessy 4 febbraio 2021

      Purtroppo è un comunista

    3. AlbertoConti 4 febbraio 2021

      In quanto tale è "l'ultimo dei Moicani", una memoria storica, patrimonio dell'umanità. Teniamocelo caro.
      In ogni caso è un uomo di specchiata onestà intellettuale, che gli consente di criticare durissimamente i tanti traditori degli ideali originari, che infestano le strutture direttive spacciandosi per "sinistra". Con grande gaudio dei reazionari che non stanno nella pelle nel fingere di credere che queste mer.e siano gli odiati "comunisti".

    4. Tonguessy 5 febbraio 2021

      Non solo. Da bravo marxista nel video accenna a "l'esercito di riserva" che è la cifra fondante dell'immigrazionismo selvaggio voluto dalla sinistra postmoderna che sta facendo il gioco della destra WASP ed i suoi innumerevoli think tank.

      Si, teniamocelo caro.

    5. pingus 5 febbraio 2021

      Mee, e ha 86 anni! Complimenti per il personaggio.

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