Sancho 4 III Stagione - Marco Pizzuti - Africa e multipolarismo: è la fine del Piano Kalergi?

sancho 4 III stagione

Puntata quattro del nuovo format di Sancho, il programma di attualità di comedonchisciotte.org che questa stagione vede protagonista Marco Pizzuti, ricercatore scientifico, esperto di controinformazione e scrittore di numerosi libri, già nostro ospite durante una delle interviste di CDC Incontra.

Che il problema dei flussi migratori sia connaturato alla posizione geografica dell'Italia nel Mediterraneo non può che essere un dato di fatto. Eppure, nonostante al governo ci sia un esecutivo che ha fatto del del tema migranti un punto di forza della propria propaganda politica, appare evidente, leggendo il Decreto Immigrazione emanato durante il il Consiglio dei Ministri svoltosi a Cutro il 9 marzo, che anche in Giorgia Meloni&co manchi la volontà di affrontarlo nella sua complessità, ricercandone le cause prime nonchè i veri scopi...e di questo non avevamo dubbi.

Per chi invece riesce andare oltre il Velo di Maya costruito nei decenni dai vari governi italiani, nonchè dalle politiche europee, la verità appare evidente; una verità che ha un nome e cognome: Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi.

È infatti dall'analisi degli scritti del conte austriaco che si deve partire se si vuole trovare un senso ai comportamenti e alle dichiarazioni tanto dei nostri politici quanto di quelli d'oltralpe; tutti perfettamente allineati a una visione dell'Europa non più centro nevralgico dello sviluppo e della cultura mondiale, quando semplice territorio da sottomettere agli interessi delle classi dominanti.

I popoli europei devono essere gradualmente contaminati attraverso una costante e progressiva immissione di etnie africane e asiatiche nel Vecchio Continente. Così facendo, da questa mescolanza, nascerà una popolazione ibrida, meticcia, fluida, priva di cultura e tradizioni, che sarà facilmente soggiogabile. È con queste semplici parole che si può riassumere il cd. Piano Kalergi, ideato nella prima metà del '900 da quello che viene considerato uno dei padri dell'Europa unita, e progressivamente attuato successivamente al boom economico.

Quello che ci chiediamo, e che cerchiamo di analizzare con Marco Pizzuti, è se il cambiamento degli equilibri mondiali a cui stiamo assistendo oggi possa essere un freno ai piani delle elites anglo-americane. Il multipolarismo può segnare la fine di questo piano? L'Africa è pronta a reclamare il suo posto a tavola o rimarrà un semplice terreno di scontro tra le super potenze? Scopriamolo insieme.

Buona visione!

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“Sancho. Programma d’attualità con Marco Pizzuti”.

Conducono Massimo Cascone e Giulio Bona. Regia e montaggio Giulio Bona.


Massimo A. Cascone, 21.03.2023

Commenti (7)

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Mostra commenti 7 caricati
    1. nicolass 21 marzo 2023

      l'egemonia americana è ormai una tigre di carta che non spaventa più nessuno

    2. Cleon XIII 22 marzo 2023

      disse Ho Cih Minh.

    1. Chicxulub2.0 21 marzo 2023

      Kalergi non ha mai detto che gli europei devono essere contaminati dall'immigrazione di etnie esterne

      Ha scritto in “Adel”, primo capitolo di “Praktischer Idealismus”, che la nobiltà del nord Europa si deve accoppiare con gli ebrei per creare una razza geneticamente superiore e poi in futuro si includeranno nel programma alcuni non nobili e non ebrei

      Che tra l'altro è una vecchia idea di Nietzsche in “Al di là del bene e del male” in cui ipotizza di mischiare la nobiltà prussiana (forte ma non intelligente, nelle sue parole) con gli ebrei (intelligenti ma non forti, sempre nelle sue parole) dicendo che gli aristocratici inglesi lo stavano già facendo

    2. ric 21 marzo 2023

      meglio accoppiarsi con una capra tibetana... l' umanita' sarebbe migliore.

    3. maghi 22 marzo 2023

      allora poteva prendere noi toscani come esempio. Siamo forti ed intelligenti, ma ormai a forza di immigrazione siamo rimasti un 10-15% della popolazione. Fosse successa una cosa così 800 anni fa, non ci sarebbe stato nessun Rinascimento. Mia moglie dice che era solo un miserabile mezzosangue che, pieno di complessi di inferiorità, voleva che tutti fossero come lui. Non aveva la volontà di onnipotenza dei maledetti di Davos, ma è normale per uno che si sente inferiore rifugiarsi nella superbia per sfuggire ai propri complessi di inferiorità. Un pò come fanno i bassetti (non la virostar, che però anche lui godeva di esserlo) che prediligono i transatlantici a 4 ruote, basta che ci arrivino a salire senza una scaletta.

    4. Cleon XIII 22 marzo 2023

      Migliorare la razza con l'ibridazione. L'opposto del pensiero di Adolf Hitler, secondo cui l'ibridazione può portare solo a indebolimento e. degenerazione. Può sembrare tanto "democratico" Kalergi, mentre Hitler è secondo solo a Lucifero nella classifica del Male... Eppure Kalergi si basa sullo stesso paradigma culturale. Negli anni 20 e 30 essere "razzisti" era tutt'altro che scandaloso. Quando Hitler mise nero su bianco le sue idee razzialiste (NON razziste), le sue concezioni erano PROGRESSIVE rispetto a quelle della cultura dominante espressa dall'imperialismo britannico che non metteva nemmeno in discussione la superiorità dell'Uomo Bianco Anglo in ogni angolo del pianeta. I Nazional Socialisti, infatti, pensavano che ogni Nazione (Terra) esprimesse la razza (Sangue) che possedeva al massimo i caratteri culturali adatti ad abitarla e che l'ibridazione e il meticciato portasse alla perdita progressiva di quei caratteri. L'ammirazione di Leni Riefenstahl per le popolazioni incontaminate dell'Africa nera sono uno dei tanti esempi di quella visione, come la testimonianza di Jesse Owens "l'atleta che battè il Nazismo" (accuratamente censurata e ribaltata nel suo contrario), il quale affermò di aver subito discriminazioni non dai tedeschi, ma dalla stessa squadra olimpica americana. Il fatto che, dopo la WW2 gli stessi che scuoiavano vivi allegramente negri e asiatici fossero diventati i paladini della lotta contro il razzismo la dice lunga.

    5. ndr60 22 marzo 2023

      Nel caso dei cani, effettivamente pare che i meticci siano più intelligenti di quelli col pedigree. Per gli umani, è più complicato provarlo. Di sicuro, il rimescolamento genetico, favorendo la variabilità, migliora anche la risposta ai cambiamenti ambientali.
      Mohammed Alì/Cassius Clay disse la stessa cosa, rispondendo al perché avesse rifiutato di andare in guerra: "I vietnamiti non mi hanno mai chiamato negro".

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