RIVOLUZIONE NEGLI EQUILIBRI INTERNAZIONALI

TRA SCONTRI GLOBALI E GUERRA CIVILE GLI SCHIERAMENTI SI RIORDINANO. PAROLA D’ORDINE: PREPARARSI A REGGERE ALLA GRANDE CRISI

RIVOLUZIONE NEGLI EQUILIBRI INTERNAZIONALI

Di Konrad Nobile per ComeDonChisciotte.org

In un mio recente articolo ho prefigurato a grandi linee l’arrivo della c.d. civil war americana in Europa.

Ecco che, dopo poche settimane di presidenza Trump, lo scontro e la frattura hanno già platealmente investito l’Europa e tutto l’occidente.

Nelle relazioni tra governo americano ed istituzioni europee è calato un gelo che, stando ai parametri in essere fino a poche settimane fa, ha dell’incredibile, se non addirittura del “rivoluzionario”.

Il potente discorso del vicepresidente statunitense Vance pronunciato a Monaco, una vera e propria strigliata agli esponenti europei presenti, dà l’idea della portata del cambio di linea e della profondità della frattura generatasi tra le fazioni della classe dominante occidentale.

La grande borghesia europea piange nel realizzare che i miliardi che ha investito, scommettendo sulla nazione guidata da Zelensky pregustandosi già una fetta della torta ucraina (rappresentata dalle ricchezze – industriali, minerali e agricole – del Paese e dal promettente business della ricostruzione), vanno in fumo. Alla faccia di tutti gli accordi presi negli incontri bilaterali degli ultimi anni o negli eventi come l’Ukraine Recovery Conference di Berlino (1).

Fa male realizzare di essere stati usati e poi scalzati, rendersi conto che a papparsi “il granaio d’Europa” rischiano di essere solo in due. Si tratta di miliardi di euro in fumo, e difatti il diplomatico tedesco Christoph Heusgen, presidente della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, ben consapevole della sberla americana (e russa) agli “alleati” europei, alla chiusura del forum è letteralmente scoppiato in lacrime.

But you know, honey, MAGA means this!

La nuova politica americana nei confronti della Russia, uno degli elementi più significativi per quanto riguarda gli equilibri internazionali, sconvolge gran parte dei governi del Vecchio Continente, che ora sbraitano in preda ad un connubio di isteria e disperazione e inscenano grotteschi ritrovi, come quello avvenuto a Parigi il 17 febbraio, dove l’impotenza di tali paesi si manifesta pure nelle divergenze interne sulle azioni da prendere “per non abbandonare Kiev”, come la delirante proposta di mandare truppe europee direttamente in Ucraina, che trova una netta opposizione tedesca e polacca (l’Italia tergiversa e non trova nemmeno il coraggio di opporsi dichiaratamente contro una tale opzione).

Questa situazione che si è venuta a creare genera un grande imbarazzo per il governo Meloni, che forse si trovava quasi più a suo agio nel precedente ordine retto dagli USA di Biden. Almeno allora le direttive di Washington e Bruxelles convergevano, ma ora quale servitore deve scegliere l’Arlecchino? Come far quadrare le simpatie per il duo Trump/Musk con la nuova politica americana su Ucraina e Russia? Dopo essersi sputtanato con 2,2 miliardi di aiuti militari a Kiev e dopo aver fatto della solidarietà a Zelensky una salda questione di principio, fin dalla campagna elettorale del 2022, il governo a guida FDI ha enormi difficoltà a far tornare i conti e si barcamena tra le parti, cercando di ottenere il massimo possibile. Ma, per quanto il ministro degli esteri Tajani, l’ex monarchico papabile alla futura presidenza della repubblica (che bella e coerente virata! Sic), si sia dimostrato un abile diplomatico in pieno stile italiano, essere amici di tutti sarà sempre più difficile. In più si aggiunge il fatto che parte importante della grande burocrazia italiana è espressione di una fazione decisamente avversa a quella di Trump, cosa che rende gli spazi di manovra della Meloni ancora più angusti.

La distensione russo-americana, che staremo a vedere se prossimamente approderà veramente ad un reale accordo di pace in Ucraina, rappresenta un terremoto che scuote però non solo gli equilibri e le relazioni interne all’occidente, ma anche quelle di tutto il globo.

Deve essere ben chiaro che la nuova politica estera americana persegue il rilancio del proprio imperialismo con altri mezzi e con una diversa strategia generale rispetto alla linea del precedente governo Dem, e il vigoroso e borioso protagonismo dettato da Trump appare essere, per ora, trionfale e coronato da successo. Anche fin troppo (la storia spesso insegna che chi inizia alla grande, fin troppo bene, spesso finisce per bruciarsi e cadere malamente).

In pochi giorni la Casa Bianca ha sconquassato lo scenario globale, e penso stia efficacemente muovendo i suoi primi passi nell’obiettivo di far crollare il castello dei BRICS faticosamente costruito in anni di lavoro, un castello assai fragile (e tutt’altro che roseo come vuole una certa contronarrazione) che però ha nei tempi recenti posto la questione più pericolosa per l’impero a stelle e strisce, ovvero l’egemonia del dollaro e il suo ruolo di divisa internazionale. Il mancato rinnovo da parte dell’Arabia Saudita (guarda caso il Paese dove ora le delegazioni russa e americana si incontrano) dell’accordo stipulato con gli Stati Uniti nel 1974, il c.d. Petrodollaro, che prevedeva l’impegno di Riyad a vendere il proprio petrolio esclusivamente in dollari, e l’interessamento del regno arabo alla galassia BRICS, sono stati un eclatante campanello d’allarme per il cuore dell’impero.

Poco dopo la telefonata tra Trump e Putin del 12 febbraio, il presidente americano ha incontrato Narendra Modi, primo ministro di una delle “stelle” (per quanto sempre stata molto ambivalente) dei BRICS, trovando una grande intesa e siglando cospicui accordi in materia di energia, difesa (l’India investirà in armamenti americani, tra cui i famosi F-35) e commercio, laddove in quest’ultimo campo l’India decide di spalleggiare il corridoio Imec tanto voluto dagli USA (che prevede come suo snodo cruciale nientemeno che il porto israeliano di Haifa), ovvero la c.d. “nuova via del cotone”, l’alternativa americana alla temuta Via della Seta cinese.

[caption id="attachment_224455" align="aligncenter" width="622"] Trump e Narendra Modi[/caption]

[caption id="attachment_224452" align="aligncenter" width="667"] La tratta della IMEC (che ora si vorrebbe far arrivare fino a Trieste)[/caption]

Messa un’ennesima croce sulla narrazione BRICS? Non si sa.

D’altronde che tra India e Cina (divise su dispute territoriali e nelle alleanze regionali) non scorra buon sangue è un segreto di pulcinella, basti pensare che il 15 giugno 2020 ci fu uno scontro diretto presso il confine hymalayano tra i due giganti asiatici, dove hanno perso la vita almeno 20 soldati indiani e 45 cinesi. Niente male questa prospettiva multipolare, anelito alla pace e fratellanza tra i popoli!

Ma non è solo dalla fuga indiana verso gli Stati Uniti che la credibilità della retorica e della prospettiva BRICS può essere messa in crisi.

È mia opinione, infatti, che la sorprendente Entente cordiale russo-americana di cui siamo testimoni possa essere possibile solo giocando sulla testa di qualcuno. E chi sarà mai questo qualcuno?

Certamente, come già detto, ci sono i bonzi europei. Ovviamente, come sempre, ci sono le popolazioni, le classi lavoratrici e la gente comune, in particolar modo quella ucraina, usata come carne da cannone per poi essere depredata e sfruttata dalla macchina imperialista (pare che Trump, in cambio della tregua in ucraina, voglia accaparrarsi molte delle risorse ucraine, come le famose “terre rare”).

Ma, almeno credo, c’è ben di più. E quel di più sta in Medio Oriente.

Se c’è chi ha reso esplicita l’intenzione di non dialogare con Washington, costui è la Guida Suprema della Repubblica Islamica dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei.

[caption id="attachment_224453" align="aligncenter" width="521"] L'ayatollah Ali Khamenei[/caption]

Prima di volare a Riyadh per incontrare la delegazione russa guidata dal ministro degli esteri Lavrov, il Segretario di Stato americano Marco Rubio si è recato a Gerusalemme, accolto da un Netanyahu che, solo due settimane fa, aveva già fatto visita a Trump a Washington (regalandogli un bel cercapersone dorato, Sic). Assieme a Rubio, è sbarcato in Israele un carico di 1800 bombe americane Mk-84.

[caption id="attachment_224454" align="aligncenter" width="508"] Bombe Mk-84.[/caption]

In quest'incontro, dove tra le altre cose i due sono ritornati a discutere la proposta di scacciare i Palestinesi dalla loro terra, le cose sono state dette in maniera chiara e tonda.

Rubio ha affermato che l’Iran rappresenta "la più grande fonte di instabilità nella regione, è dietro a ogni gruppo terroristico, dietro a ogni atto di violenza, dietro a ogni attività destabilizzante, dietro a tutto ciò che minaccia la pace e la stabilità per milioni di persone che vivono in questa regione".

Netanyahu infine ha promesso: “Finiremo il lavoro con l’Iran”.

La “testa del serpente”, ossia l’Iran nella terminologia israeliana, è chiaramente nel mirino assieme ad Hamas (che nonostante i mesi di guerra totale a Gaza è ancora in piedi), Hezbollah (gravemente indebolito dall’aggressione israeliana in Libano e dalla caduta lampo di Bashar Al-Assad, che garantiva un corridoio di approvvigionamento per le milizie del “Partito di Dio”) e agli Ansar Allah yemeniti.

Le forme di aggressione che Israele potrebbe attuare contro l’Iran sono molteplici, e vanno dalla plateale e diretta aggressione militare (presumibilmente mirata a distruggere il potenziale nucleare iraniano) al tentativo di attuare un regime change interno, tramite una sorta di “primavera persiana”, opzione particolarmente subdola che potrebbe purtroppo trovare terreno fertile dalla grave stagione di crisi economica e inflazionistica che sta colpendo l’Iran, creando non poca difficoltà al governo di Teheran. Esso deve già fare i conti con una parte (una parte, si badi) di opinione pubblica interna critica dell’interventismo estero iraniano, giudicato da alcuni uno sforzo che sottrae risorse ed opportunità allo sviluppo economico nazionale, gravemente minato dalle sanzioni americane ed internazionali.

Il fatto che l’Iran, avamposto antimperialista nell’area e nemico n.1 di Israele e degli USA, si ritrovi ad affrontare queste difficoltà proprio in questo momento rappresenta un pericoloso punto di debolezza.

Per avere un’idea della crisi economica e inflattiva iraniana, che nonostante tutto riesce a mantenere un sistema assistenziale e sociale veramente notevole (avanguardia in tal senso nell’area mediorientale), si pensi che ultimamente si è dovuti in molte località ricorrere a blackout programmati per risparmiare energia, o che un affitto per un normale appartamento in una città medio-grande può arrivare a erodere anche il 100% dello stipendio di un lavoratore. A salvarsi dal caro prezzi sono generalmente i generi alimentari, ma il prezzo delle case e delle automobili è salito alle stelle. Per acquistare un pacchetto di sigarette ormai è quasi inevitabile ricorrere ad un pagamento con carta elettronica (a circuito esclusivamente nazionale, essendo l’Iran tagliato fuori dai circuiti internazionali), essendo improponibile il pagamento in contante (che richiederebbe fisicamente troppo contante, ovvero decine di migliaia di Ryal). (2)

È di ieri la notizia che presto partirà la procedura di impeachment contro il ministro delle finanze iraniano Abdolnasser Hemmati, vicino all’attuale premier riformista (e aperturista verso l’occidente) Pezeshkian, il quale governo è fortemente messo sotto accusa per i problemi economici e valutari.

Se l’Iran dovesse effettivamente essere aggredito in una qualsiasi forma da Israele, con il sostegno americano e nel disinteresse di fatto della Russia, dopo un possibile accordo tra Putin e Trump, allora credo che tutta l’impalcatura dei BRICS sia destinata a crollare.

Qualora la Russia accetti segretamente di vedere l’Iran (paese da poco membro dei BRICS) sotto attacco, nonostante la recente firma del partenariato Russia-Iran (che un po’ a sorpresa ha escluso clausole che implicano un’alleanza militare, a differenza degli accordi presi dalla Russia con la Corea del Nord) , allora la credibilità internazionale della Russia e di tutta la rete BRICS si scioglierebbe come neve al sole.

La Russia, in cambio della sostanziale fine dei BRICS, potrebbe accettare di essere cooptata dagli USA di Trump nel grande club imperialista, che alla fine è lo storico desiderio segreto della borghesia nazionale russa. In merito, proprio Trump avrebbe espresso il suo desiderio al reintegro della Russia nel G7 (che tornerebbe così al formato G8). Che sia questa la grande offerta, posta assieme ad una soluzione in Ucraina, che Trump propone al governo di Mosca?

[caption id="attachment_224459" align="aligncenter" width="574"] Il ministro degli esteri russo S. Lavrov con il Segretario di Stato americano M. Rubio a Riyad, 18.02.2025[/caption]

Molto dipenderà quindi da quello che sarà disposto ad accettare il Cremlino, tenendo presente che per Putin porre fine al macello ucraino è una priorità. Il sanguinoso conflitto in Ucraina è infatti un problema sempre più spinoso da gestire a livello di politica interna. Esso, per come è stato gestito, genera una stanchezza e insofferenza popolare che si fa sempre più diffusa, seppur silenziosa. Ciò è comprensibile, tenendo presente che l’epopea dell’ “Operazione Militare Speciale” ha visto esplodere lampanti casi di corruzione ed inefficienza interne agli apparati burocratico-militari ed è stata segnata da fallimenti di intelligence, affondamenti di navi ammiraglie, decine di migliaia di morti, un putsch militare fallito, droni nemici su città, magazzini militari e centri energetici nonché dall’occupazione di una propria regione, che nonostante i proclami ufficiali non si è ancora riusciti a riconquistare, con migliaia di cittadini del Kursk che si ritrovano profughi e sfollati.

Qualora la strategia MAGA di integrare lo Stato russo nella rete imperialista, magari a discapito di qualche vetusto attore europeo, e di spezzare la minaccia dei BRICS dall’interno abbia successo (agendo sugli anelli deboli come India e Brasile, ma ora forse pure sulla Russia), allora ci ritroveremmo di fronte ad uno scenario internazionale totalmente riorganizzato.

Per quanto riguarda il fronte con la Cina, al netto della concorrenza geopolitica e commerciale, è difficile capire come si svilupperà quel fronte e come si muoverà il Celeste Impero nel nuovo scenario internazionale.

Una cosa è bene da tenere però a mente, onde evitare di idealizzare un qualche Stato o schieramento in campo. Questo riassetto globale, che a suo modo ha comunque un ché di rivoluzionario, è finalizzato a rilanciare la macchina imperialista e a reggere l’onda d’urto di una crisi economica (e sociale) globale sempre più difficile da contenere. Il sistema economico in crisi, che necessita di un centro forte che ne sia il tutore (ruolo giocato prima dalla Gran Bretagna e, dopo la Prima Guerra Mondiale, poi dagli Stati Uniti), lega a sé tutte le nazioni della Terra (oggi come mai prima), ed un suo eventuale collasso porterebbe con sé non solo l’impero americano, ma anche quelle potenze che, all’interno di questo sistema, sono contrapposte e concorrenziali ad esso.

È per questo che, in un periodo apocalittico come quello che stiamo vivendo (dove apocalisse può essere interpretata nel suo senso etimologico di “rivelazione”), i più importanti blocchi nazionali contrapposti potrebbero trovare un compromesso e fare una tacita Union Sacrée per salvare un sistema che, almeno per le classi dominanti globali, non ci si può permettere di far crollare. La pandemia globale del Covid-19 fa scuola (io sposo le tesi che vedono nella strumentalizzazione globale del Covid cause economiche e una crisi sistemica, e sul tema rimando alla lettura degli illuminanti articoli del prof. Fabio Vighi pubblicati a partire dal 2021 e reperibili in rete). Anche secondo questa prospettiva trova spazio l’ipotesi, che per ora rimane tale, di un accordo russo-americano che vada ben oltre la tregua ucraina, anche a discapito di alcune precedenti alleanze e di paesi considerati minori, fagocitabili o sacrificabili (gli Stati europei per gli USA, l’Iran per la Russia). In tal caso la necessaria furia distruttiva e aggressiva che il sistema necessita di riversare per ridare slancio, più o meno temporaneo, al sistema economico e di potere sarebbe concentrata sulle vittime sacrificabili del momento (Medio oriente, popolazioni civili…).

L’evolversi dei fatti stabilirà se le tesi qui esposte siano mere congetture o se vi sia un fondo di verità.

In ogni modo novità e grandi sviluppi non mancheranno: dagli esiti della contesa ucraina, dall’Iran nel mirino al furibondo scontro intestino all’occidente, il globo è tutto infiammato.

L’Europa, come già scrissi in un precedente articolo, è diventato un terreno di scontro. Cerchiamo, noi cittadini comuni, di non essere pedine di nessuna delle fazioni che, dalle nostre parti, si contendono il potere (MAGA Trumpiani vs. Democrat-globalisti), ma ricerchiamo una via alternativa e indipendente che possa portarci ad una liberazione da quest’assurdo sistema che ci schiaccia e ci depreda.

Almeno proviamoci.

20.02.2025

Di Konrad Nobile per ComeDonChisciotte.org

NOTE

(1) Qui alcuni link per farsi un’idea:

https://www.ilsole24ore.com/art/ucraina-summit-roma-ricostruzione-energia-export-e-trasporti-AE4K4rLD

https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/approfondimenti/2023/03/conferenza-di-ricostruzione-dellucraina-26-aprile-2023/

https://www.g7italy.it/it/dichiarazione-congiunta-di-supporto-per-la-ripresa-economica-e-la-ricostruzione-dellucraina/

https://www.consilium.europa.eu/it/meetings/international-summit/2023/02/03/

https://www.urc-international.com/past-conferences/old-home

(2) https://www.sinistrainrete.info/politica/29665-l-altro-italiano-in-iran-iran-il-prezzo-della-resistenza-reportage.html

Commenti (23)

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    1. Martin 22 febbraio 2025

      Ma quante chiacchiere!

      Il messaggio di Trump ai guerrafondai dell' UE è meraviglioso e molto semplice: volete espandervi ad Est in conflitto con la Russia? Volete una guerra alla Russia?
      Bene, PAGATEVELA e soprattuto FATEVELA DA SOLI, tra noi e voi c'e' un fantastico oceano!

      E siamo solo all'inizio!!! Da notare che è un messaggio da prendere molto sul serio, perchè Trump si è più volte espresso in modo estremamente critico della Nato e della presenza militare americana in Europa. Dico, Rutte è completamente tagliato fuori dai negoziati.

      Se l'UE persiste, Trump sarebbe capacissimo di ridurre esponenzialmente la presenza USA in Europa, far saltare la Nato e LASCIARCI SOLI.

      Della serie "vedetevela voi con i Russi".

    1. Martin 22 febbraio 2025

      Piace divagare a volo d'uccello, ma non serve a molto.
      Primo, quello che succederà con i BRICS non si sa, e' attualmente imprevedibile. Secondo, Israele ha purtroppo stravinto la guerra a Gaza e non si azzarderà ad attaccare l'Iran, perchè Trump non vuole, e Trump comanda, non e' Biden.
      Il punto centrale è. che Trump sta chiaramente rivelando al mondo la volontà guerrafondaia della Commissione UE e di parecchi Governi europei. E' dai tempi di Obama/Barroso che l'UE punta all'estensione ad Est nelle ex repubbliche sovietiche (Bielorussia, Ucraina, Georgia, etc), in cronico conflitto con la Russia, e a quanto pare questa genia di criminali, Albrecht VDL in testa, non ha ancora intenzione di mollare l'osso. Proprio non si vede come questi criminali pensino di poter continuare nel gioco della guerra alla Russia, senza il supporto e i soldi USA.

      L'UE è in mano ad una genia di incompetenti e oppressori che a colpi di guerra alla Russia, agenda verde, enormi sussidi a Est dal 2004 e patto di stabilità, in 20 anni ci ha fatto perdere il 30% della crescita, del Pil, degli stipendi e del potere d'acquisto rispetto agli USA - un fallimento totale e esponenziale. Questa gentaglia ora pretende perfino di continuare la guerra.
      E' spaventoso che la maggior parte del'opinione pubblica europea non si sia ancora resa conto, sia per ignoranza che a causa della propaganda, di che razza di incompetenti e criminali guerrafondai governa l'UE e diversi Paesi europei.

    1. Deimos 21 febbraio 2025

      Capire l'ultimo ballo sul Titanic è sempre difficile se si naviga in 3 classe, oggi siamo talmente sommersi di informazione che è ancora peggio: l'informazione che viaggia sono o comunicati ufficiali o pettegolezzi di sentina...
      L'impero è a pezzi, Trump o altro poco importa, non sono i vari comunicati o proclami di natura politica ma i sobri rapporti delle autorità su infrastrutture, dighe, strade e quant'altro a darne una dimensione!
      https://www.notiziegeopolitiche.net/usa-il-problema-delle-dighe-a-rischio-di-crollo/
      500 miliardi alla AI, a un futuro incerto che potrebbe anche essere una minaccia, ma c'è qualcosa per i veri problemi?

      Chi dispone delle informazioni sembra sia entrato in modalità Nerone, bruci tutto tanto... In fondo ricostruire un "ordine" è impossibile, se si dubita basta guardare i tassi di fertilità, in fondo semplicemente abbiamo superato un punto di non ritorno e nessun MAGA o MAGO o stregone può invertire il percorso del treno! Per fare le guerre servono gli uomini, per pattugliare servono gli uomini, per costruire servono gli uomini e per GUADAGNARE servono gli uomini e l'umanità si ritira come una marea, tutto senza contare che le nostre società hanno superato il punto in cui la manutenzione delle infrastrutture è il carico maggiore da sopportare e nessuno lo vuole pagare.

    1. Cachafaz 21 febbraio 2025

      Allora: come e' sempre stato, e' una lotta spietata tra contendenti, dove qualcuno sara' anche meglio di altri, ma insomma...quindi trovo questo Il solito articolo del solito commentarore autorazzista. Io al contrario, non mi dispero se non fanno il tracciato della via dela seta che passava dalla Germania, che avrebbe subito ripreso a sottometterci ( evidentemente la cosa piace), Al contrario, spero che passi da Trieste! So' strano io.. .

    1. danone 21 febbraio 2025

      L’Europa, come già scrissi in un precedente articolo, è diventato un terreno di scontro. Cerchiamo, noi cittadini comuni, di non essere pedine di nessuna delle fazioni che, dalle nostre parti, si contendono il potere (MAGA Trumpiani vs. Democrat-globalisti), ma ricerchiamo una via alternativa e indipendente che possa portarci ad una liberazione da quest’assurdo sistema che ci schiaccia e ci depreda.
      Almeno proviamoci.

      Benissimo, sono d'accordo, ma per iniziare a capirci qualcosa bisogna partire dal comprendere che lo scontro (MAGA Trumpiani vs. Democrat-globalisti) è teatro.
      Se non si parte da questa considerazione, dopo esserci arrivati, potete fare a meno di provarci a capire, non servirà, perchè continuerete a non capirci un emerito caxxo degli eventi, perchè continuerete a seguire le analisi del caxxo che questi fenomeni di analisti attuali, mainstrem e non, vi continuano a proporre, magari anche loro pagati dall'usaid a loro insaputa.

    2. PietroGE 21 febbraio 2025

      Può essere teatro in politica estera, in politica interna USA la guerra culturale è reale. I trumpiani, più che Trump stesso, stanno rivoltando la politica dem basata su immigrazione, diritti delle minoranze (sessuali e non ) e subcultura politicamente corretta. Bisogna vedere se gli riuscirà perché i dem hanno la magistratura dalla loro parte e la Corte Suprema non può sentenziare su tutto. Unica cosa che hanno in comune è la servitù alla lobby ebraica che con Trump ha raggiunto vette prima irraggiungibili.

    3. danone 21 febbraio 2025

      Quando parlo di teatro non intendo che gli attori facciano finta o recitino (alcuni sanno di recitare altri no).
      Teatro significa che sono etero-diretti, non sono loro ad aver stabilito gli obiettivi che perseguono.
      Prendi per esempio la nuova commissione di quella stragnocca della Luna Paolina..
      anch'io sono straconvinto che arriveranno a certe rivelazioni circa gli argomenti caldi che affronteranno.
      Sono sicuro che faranno luce su certe questioni, fino ad ora argomento solo per complottisti.
      Più difficile come sostiene Mazzucco che arrivino ad indicare nome e cognome dei mandanti responsabili degli omicidi eccellenti che affronteranno.
      Si può ipotizzare quello che si vuole nell'attesa, ma di sicuro, e te lo posso garantire, tutto ciò che uscirà, sarà stato permesso dal vero potere, non certo da Trump ed il suo staff.
      E poi lo sai anche tu che la tecnica del divide et impera funziona sia in politica estera, sia in politica interna, ovviamente con effetti e risultati diversi, ma la tecnica e chi costruisce gli scenari sono sempre gli stessi caro mio.

    4. Martin 22 febbraio 2025

      Perche' anche tu guardi prima alle parole e dopo ai fatti, quando l'approccio corretto è quello contrario. Biden e Blinken hanno armato e consentito a Israele di distruggere Gaza, pur "non condividendo". Appena Trump è stato eletto, il massacro è finito. Ora sta finalmente saltando il sostegno neoglobal al dittatore squilibrato Zelensky, e le balle dell' UE guerrafondaia stanno emergendo chiaramente. Come fa a sembrarti poco?

    5. Cachafaz 22 febbraio 2025

      Di solito poi, quello che dice Trump (soprattutto lui, ma non solo) e' da prendersi all'incontrario.

    6. Martin 22 febbraio 2025

      A me basta e avanza che la guerra russo ucraina finisca, e che il progetto Dem USA e Commissione UE di estendersi ad Est in conflitto cronico con la Russia venga letteralmente distrutto da Donald Trump, come sta accadendo - e siamo solo all'inizio!!!

    7. Vincent1 22 febbraio 2025

      Tieni conto di una cosa: Trump aveva promesso di fare tutto il possibile per porre termine alla guerra in Ucraina e si sta muovendo in quel senso. Ha poi promesso di dare tutto l'aiuto possibile a Israele (e non avrebbe potuto fare altrimenti pena la non elezione) e si sta muovendo in quel verso. Se pensi che lo sterminio e lo strapotere di Israele venga contenuto da Donald, purtroppo avrai una cocente disillusione.
      E dico purtroppo. Israele per gli Stati Uniti è un punto fermo. Un caposaldo su cui loro non hanno alcun potere anzi, ne sono sottomessi.

    1. maghi 21 febbraio 2025

      Ormai il sistema globale venuto fuori dalla fine della guerra fredda, con un unico impero rimasto, sta tramontando. Da come sembrano disporsi le pedine,(con la fine dell'URSS da noi fu sacrificato il pentapartito) pare che verranno sacrificate le oligarchie DEM, che dettano legge in UE. Ci vorrà tempo per veder diradarsi la nebbia.

    1. maghi 21 febbraio 2025

      il sorrisetto di Putin, che si illumina con Trump, l'ho pure visto col Berlusca. Tra persone molto molto intelligenti non c'è bisogno di parlare per intendersi, basta uno sguardo.

    1. Arian Van Heisen 21 febbraio 2025

      Bisogna riconoscere il merito ad Arthur un iscritto al tempo Covid ora non posta piu , egli scriveva: presto gli utili idioti del Covid LGBT e mondo al contrario sarebbero stati spazzati via,...
      aveva ragione,... grazie al Pres.Trump.

      Kraft AFD..! dai il colpo di grazia e liberaci da questa EU

    2. Vincent1 22 febbraio 2025

      Secondo me stiamo dando troppo merito al Donald che comunque ne ha.
      Il discorso è che il Trump è il risultato di una guerra che si sta svolgendo a livelli più alti.
      Da un lato potrebbe anche andarmi bene ma dall'altro non è mai piacevole prendere atto che i giochi si svolgono alle nostre spalle.
      Soros ora si sta leccando le ferite ma di certo si sta riorganizzando e tutto ciò che oggi potrebbe essere bianco, domani potrà essere nero.
      Certo, una bella vittoria di AFD ora non guasterebbe proprio.

    3. Vincent1 22 febbraio 2025

      Voglio anche aggiungere che di certo lo scopo primario di Trump è quello di far cadere i BRICS ma di certo, se l'ho capito io, l'avrà capito anche Putin per cui questo è e rimarrà il suo core business. Se i BRICS dovessero cadere ora, sarebbero bollati per sempre. Non dimentichiamo inoltre che Trump va ai colloqui come perdente e, come tale, non potrà battere i pugni sul tavolo. A mio parere ci sarà una soluzione che attualmente non è prevedibile ma a cui loro hanno già pensato.
      Il discorso di Yalta non è fuori luogo ma ovviamente nella versione 2025. I confini li hanno già scritti. Vedremo.

    1. PietroGE 21 febbraio 2025

      "Deve essere ben chiaro che la nuova politica estera americana persegue il rilancio del proprio imperialismo con altri mezzi e con una diversa strategia"
      Esatto, finalmente una analisi condivisibile cha fa capire quale è il vero obiettivo della nuova politica americana mentre tutti i media sono concentrati su Zelensky in partenza, le Terre Rare ucraine e la disperazione europea. Chi 'da le carte' in questo momento sono gli USA, gli altri sono impegnati o a festeggiare o a strapparsi i capelli e non vedono che gli americani stanno cercando in tutti i modi e senza badare a scrupoli di consolidare l'egemonia del dollaro che è la colonna portante della loro egemonia e del loro status di superpotenza. Per questo devono far saltare i BRICS, inglobare la Russia e isolare la Cina. Ottima analisi di Konrad Nobile.

    2. Arian Van Heisen 21 febbraio 2025

      Il Pres. Trump si stà dimostrando un abile negoziatore e stratega, alla fine riuscirà a far saltare i Brics con la loro alternativa al $ che sarebbe peggio di quello attuale, da quello che si capisce, con la Cina non ci saranno problemi come l' accordo precedente, siglato sempre tra Trump e Xj.

      Quelli che salteranno finalmente sarà l' Eu dei dem globalisti.

    1. Dario Lampa 21 febbraio 2025

      Si è vero.
      Diciamo pure che si sta configurando con molta probabilità una nuova Yalta. Ma dalla premesse tutto fa presagire che le cose peggioreranno per l'umanità poiché si sta trascurando l'aspetto fondamentale: "l'Oste".
      Trump e la sua SpA di miliardari sa che in quel luogo, nel 1945, vennero presi accordi tutt' ora validi per spartirsi il mondo. E perciò oggi il tycoon mette sul tavolo 60 mln(?) di vittime sovietiche.

    2. Arian Van Heisen 21 febbraio 2025

      Si svegli Boomer siamo nel 2025 ..! il comunismo è fallito e non basta indicare la Luna ma spiegare come ci si arriva ?

    3. Dario Lampa 21 febbraio 2025

      Già stiamo sulla buona via... Non quella per Damasco.

    4. SDL 22 febbraio 2025

      Non mi piace come ha utilizzato la parola “boomer”. Dovrebbe chiedere scusa.

    5. Arian Van Heisen 22 febbraio 2025

      Scusi...! ma, non era in accezione negativa

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