DI Marco Billeci
Rimosso con effetto immediato dal ruolo di Comandante della scuola allievi marescialli dei Carabinieri.
È questa la risposta dell’Arma al discorso, fatto dal Generale Oresta, sul “benessere personale“. Discorso che, come ho già avuto modo di dire QUI, è risultato alquanto “infelice“, per la scelta non proprio azzeccata dei paragoni, delle parole e del tono usato.
Ma può mai un discorso, per quanto infelice ma sicuramente animato da buone intenzioni, portare ad una rimozione senza appello?
Cala la mannaia, rotola la testa e va bene così? No, certo che no!
Sarebbe importante capire perché il Generale Oresta abbia sentito il bisogno di dire quelle parole, di fare quegli esempi, di usare quel tono, in chiusura di un discorso importante come quello della cerimonia di fine corso.
Sarebbe stato importante dare Lui modo di chiarire, spiegare, integrare, confermare o smentire le sensazioni che tale discorso ha suscitato nei più.
Sarebbe importante capire quanto possa aver inciso su Oresta, la triste esperienza del suicidio di un’allieva, avvenuto proprio nei locali della scuola il 22 Aprile 2024.
E invece il nulla… Si esautora il mal capitato di turno, senza pianificare, gestire, spiegare alcunché…
Nei prossimi giorni quindi cambierà il Comandante della Scuola ma la domanda nasce spontanea: cosa cambierà all’interno della scuola e, in generale, nell’Arma?
Vista la gestione della faccenda, credo poco…
Ancora una volta, l’Arma perde l’occasione di intervenire in maniera esemplare, trasparente, chiarificatrice e preferisce zittire, nascondere la polvere sotto al tappeto e sperare che nei prossimi giorni qualche altro evento farà parlare d’altro, dimenticandosi le parole di Oresta e la figura barbina di una rimozione arrivata dalla sera alla mattina!
Ed è un vero peccato perché sarebbe stata un’ottima occasione per discutere, seriamente, di benessere del personale, quello vero, quello che riguarda stipendi, alloggi, ambienti di lavoro efficienti e decorosi, quello che affronta i seri problemi del personale, come la tutela legale o il sostegno psicologico, non certo chignon, polo e amenità varie, tanto care a qualche ex rappresentante cocerista/cobarista che magari puntava solo a tenersi il posto per i fogli di viaggio, i favoritismi, etc…
Qui, ancora una volta, cala la mannaia e via, senza sforzarsi di comprendere che, quando si ricorre all’estremizzazione del rapporto gerarchico ovvero all’uso (abuso?) del potere derivante dal comando, si fallisce sempre. Senza se e senza ma.
Davanti all’ennesima testa che rotola, – essendo quella di un buon padre di famiglia che, se ha peccato, ha peccato di buonismo, di umanità, di superficialità, non riuscendo forse a distinguere l’ambiente familiare e goliardico dei giovani allievi dal contesto formale -, non ci si può non interrogare sul perché analoghi provvedimenti non vengano presi nei confronti di TUTTE le teste…
Abbiamo avuto, negli anni, diversi esempi di ufficiali da “bacchettare” eppure teste non ne ho viste rotolare anzi… Molti comandanti di Legione, provinciali o di compagnia hanno anche fatto carriera così come tantissimi ufficiali in generale che, nonostante scelte o comportamenti non sempre irreprensibili, comunque andavano e sono andati avanti.
Cosa che se io, umile Maresciallo, mi fossi anche solo permesso un unico comportamento dei loro, sarei stato immediatamente oggetto di azione disciplinare esemplare o finanche di qualche “atto dovuto” da parte della procura ordinaria o militare di turno…
Sia chiaro, non è l’istituzione: sono le persone
e non sono nemmeno tutte ma alcune…
L’Arma ha ancora tanto da dare all’Italia, se saprà però dialogare con i cittadini, spiegare, chiarire, soprattutto quando non le riesce esserlo di primo acchito, come accaduto al Generale Oresta che, però, non meritava certo un trattamento del genere anzi…
È indubbia la buona volontà del Generale. La sua profonda umanità e disponibilità al dialogo sono testimoniate da numerosi suoi collaboratori (cosa sempre più rara) e quindi:
perché non dargli modo e tempo di chiarirsi e chiarire?
Io non conosco personalmente il Generale Oresta e mi sarebbe piaciuto tanto potergli parlare e capire. Se sono vere le testimonianze dei colleghi, di cui non ho motivo di dubitare, allora quel discorso non può essere così come appare:
Ha semplicemente preso uno scivolone? Voleva essere una “velata” polemica verso l’istituzione, la magistratura o la politica per le condizioni in cui si è costretti a fare il Maresciallo? Pensa davvero che il maresciallo del futuro debba occuparsi di attraversamenti pedonali, palestre e centri estetici o aveva ancora negli occhi il suicidio dell’allieva 25enne e voleva solo che i suoi ragazzi arrivassero ai reparti il più possibile sereni?
Non ci è dato sapere… Lo hanno rimosso così, senza spiegazioni, senza chiarimenti. Non sapremo mai se “mamma Arma” non era d’accordo sul fare del maresciallo un novello volontario della A.N.C. o se, invece, non ha gradito anche solo che si insinuassero dubbi, perplessità, critiche (per quanto velate) sulla mancata tutela del benessere del proprio personale che, si sa’:
O “Obbedisce Tacendo” o non è che abbia tante possibilità di fare carriera…
Quello che so è che, ancora una volta, la pezza è peggio del buco poiché, se davanti ad un semplice “discorso uscito male” si ricorre alla rimozione dall’incarico, non posso fare a meno di chiedere:
Perché non viene sempre fatto così?
Perché alcune teste non rotolano mai?
Perché ci sono disparità di trattamento?
Che sia, ancora una volta, la vecchia e triste storia del “forte coi deboli e deboli coi forti“? O forse, più semplicemente, “gli amici degli amici, sono miei amici” e “i nemici dei miei amici, sono miei nemici“?
Le brave persone, “colpevoli” solo di essere fin troppo buone, le si bacchetta pesantemente e quelli su cui magari grava ben più di qualche fondato indizio li si lascia stare o li si agevola?
Come ho criticato il discorso del Generale Oresta, io non dimentico che vi sono stati Ufficiali che hanno “perso” una certa agenda rossa e sono rimasti tranquillamente in servizio, finanche in ausiliaria, arrivando sia a gradi apicali che a comandi di vertice posti nella Capitale o che vi sono stati Ufficiali che, solerti a rispondere “SIGNORSI’!” alle telefonate provenienti da Ufficiali più “quotati” o semplicemente più in alto nella scala gerarchica, abbiano punito il personale arrivando a scrivere che:
“il 10 gennaio 2022 violava la circolare emanata il 24 gennaio 2022″
(e quest’ultimo era anche ex rappresentanza militare nonché ricopriva ruolo apicale in un’associazione sindacale dell’Arma… alla faccia della tutela del lavoratore!)
Se avessi potuto scegliere con quale tipologia di ufficiale collaborare, non avrei avuto dubbi: anche se non sempre dirà cose condivisibili,
meglio lavorare con chi muove la lingua per parlare.
Almeno si rischia di scivolare solo sui discorsi…
Maresciallo Maggiore dei CC, in congedo Marco BILLECI
03.07.2025
FONTE: https://zonarossa.org/2025/07/03/rimosso-il-generale-orestaquando-la-pezza-e-peggio-del-buco/
BrunoWald 4 luglio 2025
Ma davvero ci si aspetta, da una qualsiasi istituzione di questo stato, che agisca "in maniera esemplare, trasparente, chiarificatrice"?
L'Italia è morta nel 1943. Questo "stato" non è che la facciata giuridica del potere straniero, affidata in gestione a coloro che servirono il nemico fin da quando eravamo in piena guerra (come esplicitato pure nell'armistizio e nel successivo trattato di pace). Gestione peraltro strettamente sorvegliata dai servizi stranieri, di cui i nostri sono solo un'estensione.
E in ogni caso, le cosiddette "istituzioni" non sono che la facciata dei tre veri pilastri del potere straniero nel nostro paese: il Vaticano, la massoneria e la mafia. Ciò non significa che non esistano singoli funzionari, singoli servitori dello stato, singoli ufficiali e militari che sono persone degnissime, convinte di servire il bene comune. Ma purtroppo, col loro operato, ottengono solo di legittimare un sistema perverso in cui, come osservava giustamente Marco Della Luna, la corruzione non rappresenta una degenerazione, ma il fine e la ragion d'essere del sistema stesso.
Si spiega così perché un brav'uomo venga destituito per salvare le apparenze, mentre autentici delinquenti fanno carriera restando impuniti.