Riforma della giustizia e referendum: cambiare per consolidare il potere

Il prossimo 12 Giugno gli italiani verranno chiamati a decidere su 5 referendum. La riforma Cartabia sulla giustizia, inondata da uno tsunami di critiche è in dirittura d'arrivo. La vendetta della politica, in nome del popolo e della Giustizia, sta per abbattersi sul poter dei giudici e dei magistrati. Sarà davvero cos

Riforma della giustizia e referendum: cambiare per consolidare il potere

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Faccio subito una premessa, così da evitare fraintendimenti e non essere tacciato per colui che intende mantenere intatto l'attuale sistema giudiziario:

Nessuno più del sottoscritto - per la personale violenza subita da questo mondo negli ultimi otto anni della mia vita - è fermamente convinto che il nostro sistema giudiziario ha urgente bisogno di essere riformato.

I grossi scandali venuti alla luce negli ultimi anni, dal "Sistema-Palamara" alla "Loggia Ungheria" e quello che ho visto accadere con i miei stessi occhi - da cittadino italiano in cerca di giustizia - dentro il circo dei tribunali italiani, mi ha reso ben consapevole che, credere ancora di vivere in uno Stato di diritto è un esercizio di pura utopia.

Chiarito questo però, invito tutti voi a valutare attentamente il messaggio che i poteri profondi, padroni delle nostre istituzioni, stanno facendo passare per mezzo degli "strilloni" della politica e della stampa di regime.

Si vuol far credere che i responsabili unici ed assoluti di tutto il degrado istituzionale che avvolge come un cancro il nostro paese, siano i giudici ed i magistrati, che per sete di potere vorrebbero prendersi anche quello esecutivo.

La verità e la risposta a questo falso teorema è nei fatti e sotto i nostri occhi: il potere nel nostro paese è detenuto da soggetti che agiscono in modo del tutto trasversale, per mezzo di porte girevoli che permettono loro di farsi beffa del principio di separazione sancito dalla nostra Costituzione.

Magistrati, giudici, politici, avvocati, banchieri, colletti bianchi ed oligarchi di casa nostra si inter-scambiano tra loro, all'interno di una gestione personalizzata dei tre poteri costituzionali - dove il popolo, la democrazia e la giustizia rappresentano per loro, solo un fastidioso intralcio allo svolgimento del loro compito di asservimento a quelli che sono i voleri e gli interessi dei veri padroni del nostro paese.

Insomma, tanto per essere chiari e non tornaci più: nelle famose cene all'Hotel Champagne dove si metteva in atto il "Sistema", c'erano tutti ma proprio tutti, senza distinzione di categoria.

Ditemi voi, tanto per prenderne sempre uno a caso, ma non è colpa mia se era il più presente per sua stessa ammissione: come fa ad essere credibile un Matteo Renzi - primo promotore di questa riforma della Giustizia e sostenitore del "SI" ai referendum - dal momento che lui stesso faceva parte a pieno titolo del "Sistema" stesso?

Come può essere credibile una riforma fatta da coloro che, invece dovrebbero essere riformati?

Dunque abbiamo davanti a noi il fatto che i riformatori sono i riformati stessi, e nessuno della stampa main-stream, mette in evidenza questo abnorme conflitto di interessi in danno e frode del popolo italiano.

Su una cosa non deve esserci più nessun dubbio: l'attuale panorama politico non ha nessuna credibilità per arrogarsi il diritto di cambiare l'attuale, seppur devastato moralmente, sistema giudiziario.

Infatti, il dubbio che lo facciano, per mettere definitivamente fuorigioco quei pochi giudici e magistrati non allineati o addirittura per oliare ancor di più i meccanismi del "Sistema", è sempre più forte e concreto.

Basta leggere i quesiti referendari, per avere la conferma di quanto rappresentino inutili palliativi, per far credere al "popolino" ignaro di essere il protagonista di una nuova giusta Giustizia.

Eccoli i quesiti, che per dovere di cronaca mi sento di commentare:

Quesito 1

«Volete voi che sia abrogato il decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 (Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell’articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n.190)?»

Già dalla lettura del primo quesito, si evidenzia come la credibilità di cui parlavo sia ai minimi termini, per non dire del tutto esaurita. Ci vuole veramente una faccia senza vergogna per proporre agli italiani, di abolire la norma della legge Severino, che prevede l'incandidabilità ed il divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo per chi è stato condannato in via definitiva.

Insomma, i nostri politici verrebbero continuare a delinquere ed allo stesso tempo rimanere in carica.

Mi fermo qua, per non essere volgare.

Quesito 2

«Volete voi che sia abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n.447 (Approvazione del codice di procedura penale) risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art.274, comma 1, lettera c), limitatamente alle parole: “o della stessa specie di quello per cui si procede. Se il pericolo riguarda la commissione di delitti della stessa specie di quello per cui si procede, le misure di custodia cautelare sono disposte soltanto se trattasi di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni ovvero, in caso di custodia cautelare in carcere, di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni nonché per il delitto di finanziamento illecito dei partiti di cui all’art.7 della legge 2 maggio 1974, n.195 e successive modificazioni.”?»

Intanto, ditemi voi, se un cittadino comune può essere in grado di capire, attraverso questa formula, cosa realmente va a votare!

Tanto per renderlo comprensibile alla maggioranza, questo quesito, punta ad eliminare "la reiterazione del reato" dai motivi per cui è possibile disporre la custodia cautelare, cioè la detenzione degli indagati o imputati durante le indagini o prima della sentenza definitiva.

Anche questo quesito va nella stessa direzione di alleggerire il peso di chi delinque, addirittura togliendo l'istituto del pericolo della "reiterazione del reato". L'intenzione pacifica dei "così detti" riformatori è quella di ridurre drasticamente il ricorso alla carcerazione preventiva.

Certo, restano esclusi i reati non caratterizzati da estrema violenza. Ma certamente non è un caso che le tipologie di reato che si intende non sottoporre più a tale misura, siano proprio quelle che maggiormente interessano al nostro sistema di potere.

Mi riferisco in particolare a quelli contro la pubblica amministrazione (vedi il reato di corruzione) e quelli contro il patrimonio.

La mancanza di violenza non giustifica, nella paniera più assoluta, l'abbassamento della soglia punitiva, stante la gravità estrema ed il danno per la collettività che tali reati arrecano.

Leggendo il quesito, non possiamo non notare come tra i reati che si intende metter fuori dalle misure cautelari, ci sia il delitto di finanziamento illecito dei partiti.

Credo che il fatto che sulla testa di Matteo Renzi penda la richiesta di rinvio a giudizio di fronte al Gip del Tribunale di Firenze per tale tipo di reato, sia veramente frutto di uno strano scherzo del tragico destino che da tempo si accanisce sul popolo italiano.

Quesito 3

E' una domanda molto lunga che riassumo così:

Volete abrogare la norma che oggi consente di saltare, nel corso della propria carriera, dal ruolo di giudice a quello di pubblico ministero (accusatore) e viceversa? La domanda nasce perché oggi le carriere tra chi giudica (giudice) e chi accusa (pm) non sono separate. Capita spesso che quindi una persona lavori per anni come pm in funzione di accusa e poi, improvvisamente, diventa giudice. Ciò pone un freno al requisito di terzietà e imparzialità dei procedimenti.

Qui entriamo nel campo dei "palliativi", ovvero quel tipo di riforme che non servono a niente. Infatti possiamo ascoltare pareri opposti e trovarli entrambi condivisibili.

I giudici ed i magistrati sono uomini e come tali sottoposti ad appartenere e farsi corrompere. Il riportare l'attuale altissimo tasso di corruzione presente nelle nostre istituzioni ad un livello accettabile da paese civile, non può prescindere che da una ferrea lotta (normativa e sul campo) - la quale abbia come obbiettivo principale l'eliminazione di quel fenomeno, purtroppo diffuso, che vede associazioni segrete e mafiose, sempre più centrali nel controllo delle istituzioni stesse.

L'irrilevanza del quesito ai fini di un reale e veritiero cambiamento è confermata anche dai numeri: negli ultimi 15 anni poco più del 2 per cento dei Pm è diventato poi giudice e meno dello 0,5 dei giudici ha compiuto il passaggio inverso.

Sul tema ritengo utile valutare un probabile pericolo, evidenziato dal più che autorevole membro del CSM Antonino Di Matteo: "la separazione delle carriere porterebbe, se non immediatamente in maniera inevitabile, alla sottoposizione del Pm all’esecutivo e comunque consacrerebbe una figura del Pm estranea alla cultura della giurisdizione".

In pratica il pericolo di indagini comandate ad orologeria dalla politica, potrebbe essere più che concreto.

Quesito 4

«Volete voi che sia abrogato il decreto legislativo 27 gennaio 2006, n.25, recante «Istituzione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e nuova disciplina dei consigli giudiziari, a norma dell’art.1, comma 1, lettera c) della legge 25 luglio 2005, n.150», risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: art.8, comma 1, limitatamente alle parole “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’art.7, comma 1, lettera a)”; art.16, comma 1, limitatamente alle parole: “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’art.15, comma 1, lettere a), d) ed e)”?».

Anche questo, come il quesito precedente si può valutare in diversi modi a seconda da che parte guardiamo la medaglia.

Oggi i giudici ed i magistrati si valutano reciprocamente al loro interno. Con il presente quesito, in pratica, si vuole introdurre un principio innovativo, in base al quale a giudicare gli stessi, siano anche gli avvocati.

A mio modesto parere non vedo una grossa differenza, il tutto deve essere ricondotto: da una parte, all'integrità morale ed al non farsi condizionare da logiche di appartenenza, da parte di chi ha il compito di giudicare e dall'altra eliminare le stesse logiche, tramite le quali oggi potenti avvocati arrivano a disporre di tutto il potere necessario per influenzare in modo determinante, il mondo della giustizia.

Vi potrei parlare di casi concreti. Ci sono avvocati che ricoprono cariche a livello massimo nelle varie Scuole di Magistratura, ovvero nei luoghi dove si formano e si scelgono giudici e magistrati, i quali poi si ritrovano gli stessi dall'altra parte del banco quando difendono i loro clienti.

Con quale serenità d'animo un giudice potrà giudicare la causa a lui assegnata, quando di fronte si trova lo stesso avvocato che lo ha formato, scelto oppure giudicato?

Quesito 5

«Volete voi che sia abrogata la legge 24 marzo 1958, n.195 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento del Consiglio superiore della magistratura), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art.25, comma 3, limitatamente alle parole “unitamente ad una lista di magistrati presentatori non inferiore a venticinque e non superiore a cinquanta. I magistrati presentatori non possono presentare più di una candidatura in ciascuno dei collegi di cui al comma 2 dell’art.23, né possono candidarsi a loro volta”?»

E qui arriviamo all'organo dove risiede il potere più alto in magistratura, il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), luogo dei più grossi scandali ed origine della mala giustizia che ha veramente minato le fondamenta dello Stato di diritto.

Già il fatto che dopo tutto quello che è successo, il Consiglio non sia stato sciolto - e tutt'ora siedono sulle stesse sedie, molti di coloro che erano coinvolti nel "Sistema-Palamara" (Vicepresidente Davide Ermini in primis) - questo ci consentirebbe di liquidare il quesito con gli stessi principi di mancanza di credibilità già ampiamente spiegati.

L'obbiettivo che una veritiera riforma del CSM dovrebbe porsi è quello di eliminare del tutto il sistema delle correnti nella magistratura. Ovvero quel "sistema" dove ogni carica viene decisa per appartenenza e fratellanza, a discapito della professionalità e che è stato e tutt'ora è la principale causa delle disgrazie del nostro sistema giudiziario.

E' opinione palese e comune che solo un sistema che preveda il sorteggio integrale di ogni carica, possa in qualche modo ridare al popolo una speranza di poter tornare a credere nel mondo della giustizia.

Riguardo alla Riforma-Cartabia, che sta per completare il suo iter parlamentare, mi soffermo solo sul punto cruciale e più criticato di cui tutti siamo a conoscenza. Questo perché, come potrete ben comprendere, è praticamente impossibile sapere cosa si nasconde dentro l'enorme massa di carta che la compone.

Il punto più discusso è l'improcedibilità, ovvero per ogni processo che non verrà concluso entro due anni in appello ed entro uno in cassazione, il reato si riterrà prescritto.

Questo significa non più allargare le maglie della rete della giustizia ma togliere la rete definitivamente e rendere estremamente conveniente l'attività delittuosa.

Credetemi, a quel punto, per un avvocato, far passare due anni affinché il processo non si celebri e quindi rendere impunito il proprio cliente (già condannato in primo grado), sarà di una semplicità estrema.

La necessità di tale cambiamento, direi in totale spregio alla giustizia, viene presentata al popolo italiano come indispensabile, per portare a casa i tanto desiderati soldi del PNRR; per ottenere i quali "mamma-Europa", richiederebbe una netta accelerazione delle tempistiche processuali.

È palesemente chiaro che sulla questione, siamo di fronte ad una "diversa angolazione": è evidente come, la riforma normativa messa in atto, non assolva alla richiesta di processi più celeri, ma porti chiaramente ad impedire che gli stessi, si celebrino.

Infine, consentitemi da cittadino e non da giurista, di sottolineare due aspetti sui quali veramente chi vuole un reale cambiamento dovrebbe davvero metterci le mani.

Dell'inspiegabile conflitto in capo ad avvocati che ricoprono ruoli in magistratura ed addirittura in parlamento e nel governo, ho già fatto menzione.

C'è un incomprensibile situazione che ho toccato con mano ed è quella che riguarda la figura di giudici e magistrati così detti "onorari".

I giudici onorari sono professionisti prestati alla giustizia, in poche parole persone che fanno il giudice oppure il Pm, pur non essendolo a tutti gli effetti.

Sono figure rappresentate da professionisti che non riuscendo a vivere del loro lavoro, vengono assunte allo scopo di alleviare i giudici togati (ordinari), della loro mole di lavoro. I loro stipendi sono molto più bassi dei giudici togati e spesso connessi allo smaltimento numerico delle cause.

Inizialmente lo scopo per cui fu introdotta questa figura, era per affidare loro e quindi smaltire, le cause più semplici; ma piano piano, ci siamo ritrovati di fronte alla realtà che molti processi, per non dire quasi tutti, oggi vengono celebrati dagli "Onorari".

Come possiamo ben capire, problematiche quali la scarsa professionalità e la loro precarietà non contribuiscono a far sì che la giustizia venga onorata. Le probabilità di essere maggiormente condizionati da quei poteri profondi che giacciono nei tribunali, sono altissime riguardo a queste figure, la cui priorità è certamente quella di mantenere il posto di lavoro e non il fare giustizia.

Addirittura, oggi tali figure vengono utilizzate anche per celebrare i processi penali.

Arriviamo a situazioni veramente non rispettose della giustizia, come quanto è capitato recentemente a chi vi scrive.

Dopo tre anni di indagini svolte dal Pubblico ministero di ruolo, mi sono ritrovato a partecipare al processo come parte civile. Un processo importante assegnato ad giudice onorario durato un anno e mezzo con nove udienze, seguite addirittura da quattro pubblici ministeri onorari diversi.

Siamo arrivati all'assurdo che all'ultima udienza quella della discussione si è presentato un pubblico ministero onorario nuovo (fino ad allora adibito ai processi con il giudice di pace), il quale senza aver partecipato alle indagini (durate tre anni con atto di sequestro presso un istituto di credito) e nemmeno ad una udienza del processo, con motivazioni assurde e sbagliate tecnicamente, ha ribaltato completamente il lavoro fatto dal Pm togato titolare del fascicolo, chiedendo l'assoluzione per gli imputati (due alti dirigenti bancari).

Appare chiaro, che se vogliamo onorare la giustizia ed i processi, dobbiamo mettere in condizione i Pm di ruolo, ovvero coloro che svolgono le indagini e conoscono nei dettagli le carte, di attendere obbligatoriamente ai dibattimenti.

Sono estremamente convinto che una riforma della giustizia che voglia essere efficace non debba prescindere dal principio di non rendere conveniente delinquere.

Non è una questione di morale e di etica, si tratta di convenienza che bisogna spezzare. In un mondo come quello attuale dove tutti siamo abituati a pensare che l’importate è avere e non essere, è chiaro che il livello di etica e di morale ha raggiunto l'assuefazione.

Quindi, solo rendendo altamente sconveniente delinquere si può avere una speranza di riflessione in chi vive commettendo reati.

Commenti (53)

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Mostra commenti 53 caricati
    1. Martin 8 giugno 2022

      I magistrati sono una casta, la separazione delle carriere esiste in tutti i Paesi avanzati, e bisogna assolutamente andare a votare per dare un segnale forte contro questa casta. Tutto il resto sono chiacchiere.

    2. Megas Alexandros 8 giugno 2022

      I magistrati sono una casta i politici sono una casta ed i fatti ci dicono che insieme compongono una casta unica... gestita dal potere masso-mafioso.
      Ora questo poter masso mafioso, intende riformarsi e tu corresti che come pecore il popolo desse loro anche legittimazione.... mi sembra un pò troppo

    1. Arian Van Heisen 8 giugno 2022

      La Legge si applica ai nemici e si Interpreta per gli Amici
      G. Giolitti

      Se avessero voluto una riforma per una Magistratura al servizio del Popolo e dei Cittadini avrebbero introdotto per prima cosa la Responsabilità Civile dei Magistrati invece quella non la hanno ammessa perchè lederebbe il Principio del libero Convincimento dei Magistrati per cui di fatto si sentono superiori alla Legge e fanno quello che vogliono al servizio dei poteri Forti.

      Non cambia nulla sia con il Si che con il No.

    1. sbregaverse 7 giugno 2022

      Potete voi esibire 6 lauree ?
      Avete voi maturato mezzo secolo di esperienze?
      Sapete voi procurare orgasmi multipli ai grilli ?
      Se potete rispondere con 3 sì : avete facoltà di accedere al seggio referendario.

    1. MarioG 7 giugno 2022

      Al primo e al terzo si può votare SI.

      Il condannato, che ha scontato la pena, dovrebbe essere eleggibile.
      La pena che ha scontato agisce come deterrente sull'elettorato, non sul candidato come pena indefinita.

      La carriera dei Pm deve essere separata da quella dei giudici per la stessa ragione per cui quella degli avvocati lo è. Quindi NO al quarto.
      Il quinto non l'ho capito, e purtroppo l'articolo non lo spiega.

    2. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      Veramente non dice a chi ha scontato la pena, ma i condannati..... mi sembra che sia molto diverso

    3. MarioG 7 giugno 2022

      Beh, va chiarito. Io parto dal presupposto che chi è in detenzione (in carcere o ai domiciliari) non è eleggibile. E su questo non discuto.
      Ma non mi pare che sia il punto del quesito: il quesito chiede se chi ha una sentenza definitiva di condanna si possa candidare o meno. Ma la sentenza definitiva di condanna rimane per sempre. Che l'incandidabilità debba rimanere per sempre anche quando il reo ha scontato la pena, non sono d'accordo, per lo meno in via generale per qualsiasi reato.

    4. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      Allora per te un condannato per corruzione dopo aver scontato la pena merita di tornare a gestire la cosa pubblica??!!
      a parte poi che il quesito non parla di pena scontata ma di condanna.
      un incensurato che non va in galera e non viene interdetto da condannato può fare il ministro nel governo.
      Via su….. mi viene a noi di discutere per l’uno percento degli italiani che sono traditori del popolo ovvero i politici.
      Ti rendi conto che stiamo a discutere per trovare una soluzione ai delinquenti invece che pensare al popolo.

    5. MarioG 7 giugno 2022

      E' ovvio che un incensurato può fare il ministro. Il problema è se un condannato, a fine pena e rimesso in libertà, che ha finito l'interdizione dai pubblici uffici, può essere eletto.
      La risposta, dal mio punto di vista, è sì, per lo meno in via generale. Naturalmente, si può anche ragionare sui reati 'gravi'.
      Poi ci sono tanti aspetti da mettere a posto: quando si considera scontata, ai fini della eleggibilità, una condanna condizionale?
      Questo va chiarito; ad esempio si può stabilire un lasso di tempo pari al tempo della condanna. O dopo la riabilitazione. Ma non pretendo di addentrarmi qui su tutte le implicazioni legali.

    6. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      Ti rendi conto quanti se e quanti ma hai messo come presupposto. Qui stiamo parlando di un requisito referendario e tu parli come se tu fossi al tavolo al ministero con la Cartabia a scrivere le norme.
      Invece qui c’è da decidere su un quesito referendario chiaro…. che vuole abolire la legge che non permette ai condannati di ricoprire cariche elettive e di Governo (quindi anche non elettive)…… punto finito qua.

    1. Pfefferminz 7 giugno 2022

      Quesito 1

      "Insomma, i nostri politici verrebbero continuare a delinquere ed allo stesso tempo rimanere in carica."

      E le sentenze ingiuste dove le mettiamo? Una sentenza, in teoria, potrebbe essere un modo di eliminare dalla vita politica una persona scomoda. E se il condannato ingiustamente fosse qualcuno del calibro di Julian Assange?

      Votare sì al quesito 1 mi sembra corretto, anche perché chi subisce condanne per reati gravi, viene interdetto comunque dai pubblici uffici. Se ho capito bene, la legge Severino riguarda reati minori.

    2. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      Forse non ci capiamo, stai parlando con uno che ha subito 5 sentenze ingiuste e sono il primo a dire che questa giustizia va riformata ma non a vantaggio di chi ha costruito questo "Sistema" che è la causa delle sentenze ingiuste.
      Quello che voglio far capire, è che questi referendum non sono fatti per dare giustizia alla gente comune. Su 60 milioni di italiani lo zero virgola si candidano.... e chi si candida a gestire la cosa pubblica non deve essere condannato punto. Se alcuni di loro subiscono sentenze ingiuste, le subiscono dal sistema che hanno creato loro stessi.... il problema è per la gente comune che le subisce. Ma la gente comune che è la maggioranza non si candida e non fa di mestiere il politico... quindi a noi togliere la legge Severino non serve assolutamente a niente. Serve solo ad avere condannati in parlamento che continueranno a sostenere il "Sistema".
      A me sinceramente di preoccuparmi per i poveri politici fatti fuori con sentenze poco chiare.... non me ne può fregar di meno. Tanto non mi sembra che ci siano politici che quando prendono possesso della poltrona, pensino al bene del popolo. Anzi la poltrona la prendono solo se sono affiliati ai poteri altrimenti.... non ce li fanno sedere.
      Se te pensi che ci siano politici poverini e vittime della giustizia che meritano di rimanere sulla poltrona anche da condannati.... sei libero di votare SI.
      Io non ne conosco nessuno..... tutti quelli che ho conosciuto sono dei traditori seriali del popolo... e quindi che si prendano le ingiustizie del Sistema che hanno creato. Tanto come ho scritto è una lotta di potere fra lo e le loro fratellanze.... vince il più forte tra i più delinquenti.
      Ieri sera Renzi e Palamara appartenenti al Sistema, erano in TV ad ergersi a riformatori della Giustizia..... è come se Riina volesse riformare l'antimafia... o Jeck lo squartatore la Sanità.
      Spero di essere stato chiaro.

    3. MarioG 7 giugno 2022

      Condivido.
      Premesso che il quesito non riguarda l'immunità, ma solo la candidabilità, non si lederebbe il dovere di una giusta condanna.
      Qui la ragione di evitare la giustizia politica prevale nettamente. Non comporta un'ingiustizia manifesta, come l'immunità (che pure, ai tempi, era stata ritenuta utile in certi casi).
      D'altra parte, la condanna ha un peso di per sè, in quanto notizia di condanna presso l'elettorato.

    4. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      Io rimango allibito da come ragionate… forse ci meritiamo i politici che abbiamo. Qui vogliono far candidare ed anche ricoprire ruoli di governo (quindi non cariche elettive), anche a chi è stato condannato e per voi va bene. Non stanno facendo un qualcosa per 60 milioni di italiani ma per 1000 persone che sono gli appartenenti al Sistema e quelli che hanno venduto il paese all’elite finanziaria e tradito il popolo.
      Io alzo le mani…. gli italiani non meritano niente.

    5. Pfefferminz 7 giugno 2022

      Megas, ti capisco, ma devi considerare che le cose possono cambiare in modo molto repentino prossimamente. Potrebbe darsi che si facciano avanti in politica personaggi veramente validi e sarebbe già questo una grande fortuna per tutti noi. Pensa a come sarebbe facile eliminarli dalla scena politica con una condanna priva di fondamento. Prevenire eventi di questo tipo è prioritario rispetto a tutto il resto.

    6. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      Intanto io voglio mettere più ostacoli possibili agli attuali…. Se poi come dici tu arriveranno persone veramente valide (ne dubito)…. se sono valide non verranno prese con le mani nella marmellata

    7. MarioG 7 giugno 2022

      Ma scusi, non è un problema di oggi. Il problema della giustizia politica c'è sempre stato e l'istituto dell'immunità, che non difendo qui, è stato inventato per questo, anche se è una soluzione drastica e difficilmente (o per nulla) si concilia con la giustizia.
      La candidabilità di chi abbia avuto una condanna e scontato un apena (quindi non un'immunità) non ha nulla di ingiusto, e sfido a dire il contrario.
      E' inopportuna? Probabile. Ma essere candidati non significa essere eletti e il discredito della condanna, di dominio pubblico, agisce in quel senso; va benissimo. D'altra parte, se in quella condanna c'era un certo fumus... beh, gli elettori forse ne terranno conto.
      Cosa ci sia da allibire di fronte a questa posizione proprio non lo capisco. A me sembra solo un giustizionalismo mal indirizzato (perchè in fondo non ha di mira la giustizia).

    8. Pfefferminz 7 giugno 2022

      "se sono valide non verranno prese con le mani nella marmellata"

      Verranno prese con le mani nella marmellata inesistente. L'avvocato Fusillo nel video dice che in passato ci sono state sentenze prive di fondamento logico. Attenzione.

    9. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      Si parla di candidabilita e cariche di governo quindi il popolo non decide un bel niente.
      poi, tu puoi pensarla come vuoi, per me un condannato non deve gestire la cosa pubblica. Punto
      siamo in tanti….. qualcun altro prenderà il suo posto.

    10. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      Pazienza… è più grosso il rischio di far passare il messaggio che un condannato possa gestire la cosa pubblica che di un innocente che non la possa gestire.

    11. Pfefferminz 7 giugno 2022

      Solo che noi nel momento storico attuale abbiamo un bisogno disperato di questi "innocenti", se ci saranno.

    12. MarioG 7 giugno 2022

      Non è vero; nel testo io leggo cariche "elettive". Poi se si tratta di nomine, si potranno anche assumere criteri diversi. Ma non è che, siccome facciamo un calderone, quello che vale per uno vale anche per tutti.

    13. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      «Volete voi che sia abrogato il decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 (Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell’articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n.190)?»
      prima di dire “non è vero” almeno leggete…..

    14. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      Sono d'accordo che abbiamo un estremo bisogno di innocenti a gestire al cosa pubblica..... ma non credo che il modo per averli sia quello di far candidare i condannati, sperando che fra questi condannati ci sia qualcuno condannato ingiustamente.....
      Chi ragiona così vuol dire che 30 anni di pensiero unico hanno fatto in modo che si sono bevuti il cervello come si beve una gazzosa d'estate.

    15. Pfefferminz 7 giugno 2022

      Megas, hai tutte le ragioni di questo mondo, ma rifletti un attimino su quello che è accaduto al Prof. Bhakdi in Germania. Bhakdi si era candidato alle elezioni regionali per il partito Die Basis. Ora è accusato di "incitamento all'odio" per aver detto delle frasi definite antisemite. È solo una questione di valutazione del rischio. Tu rivolgi lo sguardo a quello che è successo in passato e, giustamente, non vuoi che si ripeta, io a quello che potrebbe accadere in futuro. Entrambe le posizioni sono motivate.

    1. rossland 7 giugno 2022

      Grazie all'esperienza vissuta al Referendum sull'Acqua del 2010 (ne ho imparate di cose ai banchetti raccolta firme, con il sindacato pensionati che s'infilò dentro per interposta sinistra, raccogliendo firme ma tifando contro i quesiti, mentre in Parlamento il PD varava l'accorpamento dell'acqua ad Arera, così da smontare la validità del risultato prima ancora che fossero chiuse le urne), ho capito che anche i Referendum non servono più a nulla. Servirebbe un totale cambio di classe politica (e dirigente, che le società di servizi e le P.A. sono infiltrate di gente che risponde ai vari partiti e che ci deve campare), ma anche lì, vista l'esperienza dei voltagabbana a 5S (per fortuna non personale, non avendoli votati), direi che l'unica vera rivolta che ci resta è l'abbandono in massa delle urne.
      Serve a poco, lo so, ma potrebbe essere un bel segnale di forza sapere quanti siamo ad aver capito di essere completamente fottuti...

    1. Pfefferminz 7 giugno 2022

      L'avv. Fusillo consiglia di votare sì ai quesiti del referendum e le sue argomentazioni mi sembrano convincenti.
      Nel seguente video l'avv. Fusillio dà spiegazioni chiare e brevi:

    2. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      Ho scritto nell'articolo che sono talmente inutili che se ascolti le ragioni del SI sono condivisibili nella stessa misura che se ascolti quelle del NO.
      Questo perché come ho scritto, questi queste riforme non servono ad abbattere il Sistema, ovvero giudici e magistrati che sono influenzati dall'appartenenza nelle loro funzioni.
      Il punto è che non si vuole incidere sul quello che è il vero problema.

    3. Pfefferminz 7 giugno 2022

      "Il punto è che non si vuole incidere sul quello che è il vero problema.

      Questo è verissimo e anche l'avvocato Fusillo lo mette in evidenza. Però adesso il referendum esiste, quindi vale la pena di valutare attentamente la posta in gioco. Anche, ad esempio, il fatto di voler limitare la detenzione cautelare senza la possibilità di uscire in seguito ad una cauzione, mi sembra degno di attenta riflessione.

    4. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      Anche su questo quesito vale quanto ti ho risposto sull’altro. Parliamo di reati tipici della politica e di chi gestisce la cosa pubblica (corruzione, finanziamento illecito dei partiti, danni contro il patrimonio, ecc)…. Quindi al 90% è un qualcosa che interessa a chi fa parte del Sistema non alla maggioranza degli italiani

    1. Divoll 7 giugno 2022

      Resta solo da decidere cosa sia meglio: non andare alle urne per evitare di raggiungere il quorum, o andarci e votare NO a tutti i quesiti.

    2. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      Se vai al mare stai meglio te.... tanto i referendum non li hanno mai considerati in italia e nella riforma hanno già messo cosa gli interessa

    3. rossland 7 giugno 2022

      "mai" è una parolona, diciamo che quelli su divorzio e sull'aborto hanno segnato un'epoca, quella degli anni '70, ultimi anni di spiragli di democrazia. Dopo di allora, una corsa verso il dirupo attuale

    4. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      Allora diciamo “spesso”

    5. Pfefferminz 7 giugno 2022

      Secondo me è sbagliato non andare alle urne per evitare di raggiungere il quorum. Ovvero, è il quorum che è sbagliato, non dovrebbe esistere.

    6. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      Quindi tu andresti a maggioranza dei votanti?

    7. Pfefferminz 7 giugno 2022

      Sì, perché se gli altri preferiscono andare al mare quel giorno, vuol dire che le questioni oggetto del referendum non interessano loro per niente. E se non interessano loro, decidono appunto coloro per i quali la questione è importante, quelli che votano. Mi sembra tanto lineare. Il quorum forse è stato introdotto per mettere i bastoni fra le ruote all'esercizio della democrazia diretta.

    8. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      In un paese democratico il tuo ragionamento mi sembra giusto…. purtroppo noi non lo siamo più da tempo

    9. Divoll 9 giugno 2022

      Questo lascerebbe la vittoria ai classici 4 gatti.

    1. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      In poche righe hai centrato il punto di quello che volevo farvi capire scrivendo questo articolo.... spero che altri si rendano conto di come stanno veramente le cose.. come te ne sei reso conto TU.
      PS ieri sera da Porro c'erano Palamara e Renzi due che erano dentro il sistema e che volevano fare il culo agli altri... oggi sono quelli che vorrebbero riformare.
      Sarebbe come far riformare la commissione anti-mafia a Riina e Provenzano.

    2. sbregaverse 7 giugno 2022

      O mettere Lucifero a decidere chi entra in Paradiso.

    3. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      Esatto.... non volevo volare così in alto

    4. sbregaverse 7 giugno 2022

      Se ti aggrada posso sempre omettere Lucifero dal Paradiso e restando terra terra: Mattarella dal Quirinale o Draghi da Montecitorio.

    5. Tizio8020 7 giugno 2022

      Mi fiderei molto di più!!!

    1. mrmike 7 giugno 2022

      ...la più grande disperazione che possa impadronirsi di una società è la convinzione che vivere rettamente sia inutile (cit. Corrado Alvaro)

    2. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      esatto è quello che succede quando vieni violentato dalla giustizia in un paese dove capisci che delinquere è molto più conveniente che non farlo

    3. sbregaverse 7 giugno 2022

      E alura ke fene ?
      Restene andene
      E che casso fene ¿

    4. sbregaverse 7 giugno 2022

      Non voglio la bannazione traduco.
      E allora che facciamo?
      Restiamo andiamo
      E che cazzo facciamo¿

    5. IlContadino 7 giugno 2022

      Sai che facciamo Sbrega?! Continuiamo a vivere in maniera più eretta possibile

    6. Tizio8020 7 giugno 2022

      Noi siamo stati truffati 15 anni fa: la casa comprata e pagata per intero si è scoperto essere abusiva dopo 6 mesi di lavori!
      ...tutto bloccato ancora oggi.
      La prima Sentenza del Tribunale (Causa contro l'Agenzia) dice che "non dovremmo lamentarci, avendo realizzato un ottimo affare".
      Sai che affare: hai pagato una casa che ti fa reddito, che non puoi vendre, abitare o sistemare, da 15 anni abiti in affitto e paghi un mutuo che però non puoi detrarre, etc etc etc.
      In un paese civile avrei avuto il diritto legale di far fuori giudice, agenzia, venditore, il comune e chiunque connesso per 60 anni.
      Qui no.
      Qui sei "cornuto e mazziato", perchè la tua vita è rovinata per sempre.

    7. Megas Alexandros 7 giugno 2022

      E qui vedo che molti si preoccupano se i poveri politici da condannati non possono più continuare a rubare.... mi sembra di sognare!!!

    8. Arian Van Heisen 8 giugno 2022

      La Legge si applica ai nemici e si Interpreta per gli Amici
      G. Giolitti
      In base al Principio del libero Convincimento che tutela i Magistrati per cui di fatto si sentono superiori alla Legge e fanno quello che vogliono al servizio dei poteri Forti.

    9. Arian Van Heisen 8 giugno 2022

      Se continui ingrassi Avvocati , Tecnici incaricati e spese per il tribunale mangi sangue amaro e non concludi nulla l' unica cosa cerca di disfartene o aspetta una sanatoria ma non credere nella Giustizia perchè è Similmafia legalizzata la Magistratura italiana.

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