Riflessioni strategiche da Mosca

La tensione intrinseca e la mancanza di uno scambio autentico sono peggiori rispetto al periodo della Guerra Fredda, quando i canali di comunicazione erano comunque rimasti aperti.

Riflessioni strategiche da Mosca

Alastair Crooke
strategic-culture.su

Le relazioni tra Stati Uniti e Russia hanno toccato il fondo; la situazione è peggiore di quanto si possa immaginare. Nei discorsi con gli alti funzionari russi, è evidente che gli Stati Uniti trattano i primi come nemici palesi. Per farsi un'idea, è come se un alto funzionario russo chiedesse: "Cosa volete da me?". La risposta potrebbe essere: "Che tu fossi morto".

La tensione intrinseca e la mancanza di uno scambio autentico sono peggiori rispetto al periodo della Guerra Fredda, quando i canali di comunicazione erano comunque rimasti aperti. Questa lacuna è aggravata dalla mancanza di senso politico tra i leader politici europei, con i quali non è possibile intavolare una discussione sensata.

I funzionari russi riconoscono i rischi di questa situazione. Tuttavia, non sanno come correggerla. Anche il tenore del discorso è scivolato da una vera e propria ostilità verso la meschinità: gli Stati Uniti, ad esempio, potrebbero bloccare l’accesso alla missione russa all'ONU agli operai addetti alla riparazione delle finestre rotte. Mosca, a malincuore, si ritroverebbe con poche alternative se non quella di rispondere in modo altrettanto meschino, rendendo sempre più tesi i rapporti.

Si riconosce che la "guerra dell'informazione", deliberatamente offensiva, è interamente dominata dai media occidentali, il che inasprisce ulteriormente l'atmosfera. Anche se gli sparsi media alternativi occidentali esistono e stanno guadagnando dimensioni e importanza, non sono facilmente coinvolgibili (essendo individualisti e di diversa natura). Anche l'etichetta di "apologeta di Putin" rimane tossica per qualsiasi fornitore autonomo di notizie e può distruggere la credibilità in un colpo solo.

In Russia si ritiene che, attualmente, l'Occidente esista in uno stato di "falsa normalità", un interludio all'interno della propria guerra culturale (in vista del 2024). I russi, tuttavia, percepiscono alcuni evidenti parallelismi, vista la loro esperienza nella polarizzazione civile radicale - quando la Nomenklatura sovietica esigeva la conformità alla "linea" del Partito e, in caso contrario, comminava sanzioni.

Mosca è aperta al dialogo con l'Occidente, ma, finora, gli interlocutori finora rappresentato solo se stessi e non hanno alcun mandato. Questa esperienza fa capire che non ha molto senso "sbattere la testa" contro il muro di mattoni di una leadership occidentale guidata dall'ideologia - i valori russi sono come uno straccio rosso per il "toro" ideologico occidentale. Tuttavia, non è chiaro se, al momento opportuno, sarà presente a Washington un interlocutore dotato di veri poteri (in grado di impegnarsi) per rispondere al telefono.

In ogni caso, l'inimicizia che l’Occidente proietta verso la Russia è percepita come un aspetto positivo, oltre che come un grave rischio (l'assenza di trattati sull'uso e il dispiegamento delle armi). Gli interlocutori sottolineano come il disprezzo degli Occidentali nei confronti dei russi - oltre alla loro esplicita inimicizia - abbia finalmente permesso alla Russia di superare il processo di europeizzazione di Pietro il Grande. Quest'ultimo episodio storico è ora visto come una deviazione dal vero destino della Russia (anche se da valutarsi nel contesto dell'ascesa e dell'affermazione dello Stato nazionale europeo post-westfaliano).

L'ostilità mostrata dagli europei nei confronti del popolo russo (e non solo della sua governance) ha spinto la Russia a tornare ad "essere se stessa", con grande beneficio per il Paese. Tuttavia, questo cambiamento genera una certa tensione: è evidente che i "falchi" occidentali scrutano sempre la scena russa per individuare all'interno del corpo politico un ospite in cui inserire le spore del loro Nuovo Ordine Morale militarizzato, con l'obiettivo di incunearsi e frammentare la società russa.

Inevitabilmente, l'esplicito attaccamento alla cultura occidentale suscita una certa cautela nella "corrente patriottica" principale. I russi (soprattutto a Mosca e San Pietroburgo) orientati verso la cultura europea sentono una certa tensione. Non sono né pesci né galline: La Russia si sta muovendo verso una nuova identità e un nuovo "modo di essere", lasciando gli europeisti a guardare i loro punti di riferimento allontanarsi. In generale, il cambiamento è considerato inevitabile e ha portato ad un vero e proprio rinascimento russo e ad un senso di rinnovata fiducia.

La rinascita della religione, ci è stato detto, è effettivamente avvenuta in modo autonomo, con la riapertura delle chiese dopo la fine del comunismo. Ne sono state costruite molte di nuove (circa il 75% dei russi si dichiara oggi ortodosso). In un certo senso, il "rinascimento" ortodosso ha un tocco escatologico - provocato in parte da quella che qualcuno ha definito un’"escatologia" antagonista dell'Ordine delle Regole! In particolare, pochi interlocutori hanno pianto i "liberali russi" secolari (che hanno lasciato la Russia) - "che liberazione!" (anche se alcuni stanno tornando). Qui si potrebbe anche parlare di una pulizia della società dalla "occidentalizzazione" dei secoli precedenti - anche se l'ambivalenza è inevitabile: la cultura europea - almeno per quanto riguarda la filosofia e l'arte - era ed è una componente integrante della vita intellettuale russa e non è destinata a scomparire.

L'ambito politico

Non è facile trasmettere il senso in cui la vittoria "assoluta" in Ucraina si è fusa con la nozione di rinascita del nuovo senso di sé della Russia. La vittoria in Ucraina è stata, in qualche modo, assimilata al destino metafisico, come qualcosa di assicurato e in divenire. I vertici militari russi sono (comprensibilmente) muti riguardo al probabile risultato strutturale/istituzionale [del conflitto]. I discorsi (nei programmi televisivi) sono tuttavia incentrati più sulle faide e gli scismi che affliggono Kiev, che sui dettagli del campo di battaglia, come invece avveniva in passato.

È chiaro che in Ucraina la NATO è stata completamente sconfitta. In Russia, l'ampiezza e la profondità del fallimento della NATO potranno anche essere state una sorpresa, ma sono viste come una testimonianza della capacità di adattamento e dell'innovazione tecnologica russa nell'integrazione e nella comunicazione tra i vari settori dell’esercito. La "vittoria assoluta" può anche significare che "mai" Mosca permetterà all'Ucraina di ridiventare una minaccia per la sicurezza russa.

I funzionari russi vedono sia l'Ucraina che le guerre israelo-mediorientali fondersi e suddividere l'Occidente in sfere separate e conflittuali, portandolo verso la frammentazione e una possibile instabilità. Gli Stati Uniti stanno affrontando battute d'arresto e sfide che riveleranno ulteriormente la loro perdita di deterrenza, esacerbando ulteriormente l'ansia degli Stati Uniti per la propria sicurezza.

Mosca è consapevole di quanto sia cambiato lo Zeitgeist politico in Israele (a seguito del governo radicale insediatosi dopo le ultime elezioni israeliane), e quindi delle conseguenti limitazioni alle iniziative politiche degli Stati occidentali. Osserva con attenzione i piani di Israele per il Libano meridionale. La Russia si sta coordinando con altri Stati per evitare uno scivolamento verso un conflitto importante. La visita del Presidente Raisi a Mosca, la scorsa settimana, sarebbe stata incentrata sull'accordo strategico globale in fase di negoziazione e (secondo quanto riferito) avrebbe incluso la firma di un documento per contrastare le sanzioni occidentali imposte ad entrambi gli Stati.

In termini di ordine globale emergente, nel gennaio 2024 Mosca assumerà la presidenza dei BRICS. Si tratta di un'enorme opportunità per affermare il mondo multipolare dei BRICS in un momento di ampio consenso geopolitico nel Sud globale, ma anche di una sfida. Mosca si rende conto della finestra di opportunità offerta dalla sua presidenza, ma è ben consapevole che gli Stati BRICS sono tutt'altro che omogenei. Per quanto riguarda le guerre di Israele, in Russia esiste un'influente lobby ebraica e una diaspora russa in Israele che impongono al Presidente determinati doveri costituzionali. Probabilmente, per quanto riguarda il conflitto israelo-palestinese, la Russia si muoverà con cautela per mantenere la coesione dei BRICS. Dalla presidenza russa dei BRICS emergeranno alcune importanti forme di innovazione economica e finanziaria.

E, per quanto riguarda il "problema UE" della Russia, in contrapposizione al cosiddetto "problema Russia" dell'Europa, l'UE e la NATO (dopo Maidan) avevano potenziato l'esercito ucraino fino a farlo diventare uno degli eserciti più grandi e più equipaggiati della NATO in Europa. Dopo che le proposte su un accordo ucraino-russo del marzo 2022 erano state bloccate da Boris Johnson e Blinken - e mentre diventava certa l'inevitabilità di una guerra più lunga e intensa - la Russia si era mobilitata e aveva messo a punto le proprie catene logistiche. I leader dell'UE, tuttavia, stanno ora "chiudendo il cerchio", proiettando questa espansione militare russa (una reazione all'intensificazione degli sforzi della NATO in Ucraina) come prova di un piano russo per invadere l'Europa continentale. In quello che sembra uno sforzo coordinato, i media mainstream occidentali stanno cercando qualsiasi cosa che possa anche solo lontanamente assomigliare ad una prova dei presunti "disegni" della Russia contro l'Europa.

Viene evocato lo spettro dell'imperialismo russo per incutere paura alla popolazione europea e per sostenere che l'Europa dovrebbe dirottare le proprie risorse e prepararsi ad una prossima guerra con la Russia. Si tratta di un'altra svolta nel circolo vizioso della minaccia di guerra, una svolta che si preannuncia negativa per l'Europa. Per l'Europa non c'era alcun "problema" russo fino a quando i neoconservatori non avevano approfittato dell'"apertura" del Maidan per indebolire la Russia.

Alastair Crooke

Fonte: strategic-culture.su
Link: https://strategic-culture.su/news/2023/12/11/strategic-reflections-from-moscow/
11.12.2023
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Alastair Crooke CMG, ex diplomatico britannico, è fondatore e direttore del Conflicts Forum di Beirut, un’organizzazione che sostiene l’impegno tra l’Islam politico e l’Occidente. In precedenza è stato una figura di spicco dell’intelligence britannica (MI6) e della diplomazia dell’Unione Europea.

Commenti (37)

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Mostra commenti 37 caricati
    1. Cleon XIII 15 dicembre 2023

      Mumble mumble... Kinzhal...

    1. carla 14 dicembre 2023

      Alle volte penso si tratti del livello grottesco raggiunto dai personaggi uccidentali.
      Nel secolo scorso ricorderete che "i russi mangiavano i bambini", ma JFK non sarebbe mai andato a dirlo a Khrushkev e forse nemmeno kissinger.

    1. Nestor Halak 14 dicembre 2023

      "l’Europa dovrebbe dirottare le proprie risorse e prepararsi ad una prossima guerra con la Russia"

      Questo atteggiamento dei leader europei che solo pochi anni fa sarebbe parso impensabile, mi pare straordinariamente pericoloso.
      Si vuole magari ridurre l'Europa ad una grande Ucraina? O forse ad una paranoica Corea del Nord con molte meno ragioni per esserlo?Incredibile e inquietante sentire di nuovo un cancelliere tedesco parlare di guerra, magari preventiva, alla Russia. Consola solo sapere che proprio non ci sono i mezzi tecnici per farla.
      Ma quando si arriva a proporre seriamente l'ingresso di un'Ucraina in guerra ed economicamente distrutta nell' Unione Europea, significa che davvero tutto è possibile.
      Qualcuno si ricorda di quando, pochi anni fa, occorreva superare severi esami e condizioni per "entrare in Europa" e l'Italia "rischiava di non farcela"?

    2. Nonso 14 dicembre 2023

      L'Italia "rischiava di non farcela" come giustificazione perfetta dell'attuale condizione, dai

    1. Falcon 120 14 dicembre 2023

      Alla domanda: cosa volete da me, un politico di carriera non avrebbe mai risposto: che tu fossi morto, é chiaro che solo un gangster ai tempi di Al Capone avrebbe risposto allo stesso modo, ed é anche chiaro come sottolinea l'articolista, che questa gente non rappresenta nessuno ne come popolo ne nazione, ma solo se stessi, e altrettanto chiaro che non sono politici ma solo criminali travestiti da politici di cui hanno preso il posto. E' chiaro che ogni dialogo tendente a cercare soluzioni e inutile e impossibile, per cui basta considerarli interlocutori politici, non lo sono ne lo saranno mai, per cui le soluzioni sono altre.

    1. Martin 14 dicembre 2023

      L'analisi di Crooke sarebbe ottima, se non continuasse a sorvolare su un paio di profili che sono invece fondamentali.

      Il primo e' che la Cina, da un Paese di poveracci quale era 30 anni fa (me li ricordo quando giravano per l'Europa - Italia inclusa - con il cappello in mano chiedendo aiuti pubblici allo sviluppo) ha avuto uno sviluppo esponenziale e di una rapidita' impressionante sotto tutti i profili, fino a contribuire attivamente alla rivoluzione di internet e delle telcomunicazioni in corso, equivalente ad una seconda rivoluzione industriale. Rivoluzione che vede l' Europa tagliata fuori: siamo solo clienti, non creatori come americani e cinesi.
      Entro 10, massimo 15 anni, la Cina dovrebbe superare gli USA.
      Il problema nr 1 degli USA e' il rischio di una supremazia planetaria della Cina.

      Per la lobby neoglobal che controlla la Presidenza Biden e la Commissione UE, l'unica maniera di alterare i rapporti di forza tra USA e Cina e' appunto cercare di sfasciare la Russia in una serie di Stati da assorbire nell' impero USA-UE. E' a tal fine che si e' aizzata l'Ucraina, fin dal colpo di stato del 2014.

      Crooke parla dell' Europa, ma la manovra - chiaramente destinata al fallimento - e' invece chiaramente diretta dalla lobby neoglobal USA. Soprattutto, Crooke molto curiosamente continua ad ignorare Donald Trump, in ampio vantaggio su Biden in tutti i polls, nonostante 91 imputazioni, una piu' ridicola dell'altra, che stanno letteralmente svilendo la democrazia Usa al livello Banana Republic.

      Se Trump dovesse come probabile vincere le elezioni, la guerra in Ucraina e l'ostiita' con la Russia finirebbero. Non solo, la politica neo isolazionista di Trump svuoterebbe d'importanza la Nato.
      Sarebbe un cambiamento enorme, ed e' francamente molto ma molto strano che Crooke continui ad ignorare tale prospettiva.

      Evidentemente Crooke fa l'alternativo ma anche lui spera che Trump venga sbattuto in galera prima delle elezioni. E' per questo che evita di parlarne.

    2. rossinimauro 14 dicembre 2023

      Francamente penso che le possibilità di Trump di vincere le elezioni (ammesso e non concesso che ci arrivi vivo ed a piede libero) oscillano tra minimo e zero.
      Qualche decina di milioni di voti si trova sempre.
      Secondo me Crooke, che è uomo di mondo, non ne parla perchè la pensa allo stesso modo.

    3. Martin 14 dicembre 2023

      Rossini, ma a parte che essere in vantaggio su tutti i polls non e' esattamente da tutti, ma "famme capi'", come dicono a Roma: e' dal 1945 che ci bombardano con la superiorita' dei valori democratici anglosassoni rispetto alle societa' autoritarie. Ora negli Usa vogliono sbattere in galera un candidato in vantaggio su tutti i polls, ossia distruggere la democrazia americana, al livello Bananas Republic, e questa sarebbe una non notizia? Va bene che in Europa siamo ormai governati da un Governo non eletto (la Commissione) ma mi sembra quanto meno eccessivo... Crooke semplicemente fa finta di fare l'alternativo, e' chiaramente in mala fede.

    4. rossinimauro 14 dicembre 2023

      Viviamo in un mondo talmente ipocrita, fraudolento ed avulso dalla realtà che un arresto/assassinio/sconfitta di Trump con brogli da 50 milioni di voti sarebbe salutata in tutto l'occidente come 'scampato pericolo per la democrazia e la civiltà'. Purtroppo.

    5. Eugiorso 14 dicembre 2023

      Se i brogli elettorali dovessero essere troppo evidenti, palesi, persino frutto di scontri di piazza, nelle prossime presidenziali usa, vedo il rischio non di una nuova, tutto sommato pittoresca e senza sviluppi, capitol hill come il 6 gennaio 2021, ma di un innesco per la guerra civile ... Come nemico degli usa e del loro impero del male è una cosa che spero ardentemente.

      Cari saluti

    6. Martin 14 dicembre 2023

      Vogliono arrivare ad una condanna penale prima o subito dopo le elezioni, e dopo, nel caso in cui le vincesse, sollevare un cd "conflitto costituzionale", ossia contestare la capacita' giuridica di Trump ad assumere la carica. In sostanza, la lobby neoglobal sta tentando il tutto per tutto, fino a rischiare la guerra civile.

    7. Martin 14 dicembre 2023

      Eh, ma la cd democrazia sarebbe dal lato di Trump, non di questa gentaglia, ossia della lobby neoglobal.

    8. Cachafaz 14 dicembre 2023

      Hanno ampi margini di crescita, i brogli. L'ultima volta non hanno fatto votare gli americani della guerra civile, non solo i morti, ma neanche i vivi (nel 1865) hanno votato nel 2020-;

    1. Eugiorso 14 dicembre 2023

      Dal 1812 ci sono stati ben tre tentativi delle potenze "occidentali" di arrivare a Mosca, tutti sostanzialmente falliti, anche l'ultimo, quello di usa + perfida albione + nato + unione europoide con la carne da cannone ukro.nazi, per tenere Mosca sotto tiro con armi atomiche tattiche e far cadere al Presidenza Putin.


      Nel tentativo precedente, i Russi sono arrivati Berlino (e a Vienna, per un breve periodo) soltanto per reazione all'operazione tedesca Barbarossa, che aveva devastato la parte europea dell'Urss.


      Anche questo ultimo tentativo è palesemente fallito e, anzi, ha ottenuto il risultato opposto, cioè quello di rafforzare la Russia e la sua difesa nei confronti dell'aggressore, gettando l'aggressore in un progressivo panico.


      Non sto scrivendo niente di nuovo, ma come si sa "repetita iuvant" ...


      Cari saluti

    2. rossinimauro 14 dicembre 2023

      I francesi dovrebbero ricordare che il loro termine 'Bistrot' deriva dal russo bistro (in cirillico: быстро), che significa "rapidamente". Al tempo dell'occupazione russa di Parigi (1814-1818) i soldati russi, che non erano autorizzati a bere alcolici, temevano di essere sorpresi dagli ufficiali e quindi dicevano spesso “Bistro, bistro!” quando erano nelle osterie, per sollecitare il servizio...

    1. clausneghe 14 dicembre 2023

      Che venga evocato-invocato il nuovo Imperialismo Russo è vero, basta leggere l'ultima intervista https://luogocomune.net/16-geopolitica/6393-aleksandr-dugin-siamo-i-soldati-dell%E2%80%99eternit%C3%A0 che ha rilasciato A. Dugin, uno dei massimi pensatori viventi Russi, consigliere, dicono, di Putin e che ha già subito sulla sua pelle o peggio sulla pelle di sua figlia Dugina bruciata viva nell'auto sabotata da agenti del SBU Ucraino per ucciderlo platealmente. Ma all'ultimo momento non salì nell'auto con sua figlia e questo gli ha salvato la vita, ma gliela resa amara per sempre.
      Consiglio di leggere questa sua lunga intervista, ne vale la pena se si vuole capire meglio dove si va a parare.(l'Orso)

    2. Cachafaz 14 dicembre 2023

      Letto. Molto interessante il tipo di societa' cui aspirerebbe Dugin. Sarebbe da segnalare alla redazione di comedonschisciotte l'intervista a Dugin.;

    3. clausneghe 15 dicembre 2023

      Bravo Cachafaz che lo ha letto, è fondamentale per capire dove vogliono arrivare i Russi.

    4. clausneghe 15 dicembre 2023

      Che poi è facile, c'è l'audio con la voce sintetica.

    1. sbregaverse 14 dicembre 2023

      Nottetempo è uscito il libro Vita conteplativa di Byung Chul Han la più importante fatica del più importante filosofo contemporaneo.
      Non consiglio di leggerlo ma ......se potessi
      costringerei, sotto i tormenti e le estasi conseguenti, sore e frati tutti.
      N.B.Potrebbe rivelarsi ottimo investimento detenere la prima edizione.Già possiedo la primissima edizione in lingua originale: il tette^esco.

    2. oriundo2006 14 dicembre 2023

      All' inizio, dato il nome, propendevo per un tuo riferimento segreto di origine ...birichina! Mi sono rapidamente ricreduto andando a vedere la bibliografia di questo genio sconosciuto in Italia. Grazie
      Ah, sto leggendo un estratto del termine che definisce la nostra epoca, tra le altre: la stanchezza esistenziale ( https://it.wikipedia.org/wiki/Byung-chul_Han ).
      Meno pertinente mi sembra invece collegare la violenza all' individualità, come motivata dalla tensione per il raggiungimento in-ogni-modo del risultato autosatisfattivo, presente pure nell'eros depotenziato dal suo significato 'liberatorio' interindividuale.
      Sono descrizioni interessanti che però purtroppo non presentano una via d'uscita: siamo sempre in un esistenzialismo fenomenologico privo di possibili riscatti...esistenziali oltre il 'soggetto' appetitivo e solipsistico ( un tempo era la 'rivoluzione' l'esito taumaturgico di scuola ).
      E' insomma il grido dell' 'ultimo uomo' di fronte al Nulla, oggi peraltro esemplificato dalle indiscrete sonorità di un Biden o di un Kerry posti di fronte alla propria intestinale incontinenza.
      Nulla di grandioso, nulla del 'pathos' postromantico: solo un lamento di ribellione del corpo di fronte alla falsità insanabile del soggetto.

    3. alduccio 14 dicembre 2023

      All'inizio...esattamente come te, poi sono andato a vedere un commento a quel libro, e parlava del silenzio, dell'inazione e mi é tornata in mente una frase di Norman G. Brown che grosso modo diceva:
      "Il silenzio è la matrice dove si semina la parola. Il silenzio è la nostra unica lingua madre".

    4. sbregaverse 14 dicembre 2023

      Primum vivere deinde philosophari.
      E dentro il vivere ci sta (è incistato)
      più il sesso o la castità !!!
      3 esclamativi barattati per 1 punto di domanda.

    5. sbregaverse 14 dicembre 2023

      110 cum laude.
      Il silenzio è, anche, da dove nasce tutto il baccano.

    6. Nonso 14 dicembre 2023

      Quante altre volte dobbiamo ripetere gli stessi concetti?
      Quando si avvertirà l'umano sentire postrifiuto e si farà dignotosa luce sull'oggettività del reale, incoronando il risveglio e vestendo di porpora la conquistata terra del vero?

      Il lamento di ribellione del corpo, di fronte alla presunta falsità insanabile del soggetto, è il dimenarsi della non accettazione della condizione, non di certo uno slancio appetitivo.
      Lo slancio compete l'anima, viaggia diversamente. Viaggia non necessariamente solo, nemmeno nel silenzio, ma in fitte reti di vasi capillari: si feconda e fiorisce nelle fortunate intersezioni.
      Ciò che analizzi tu è il desiderio, che è motore di azione, spesso di grande forza, altre volte in sola potenza, e alcune volte contro il cemento armato.

      Quale impulso generi l'esuberanza del mettersi in mostra come nudi individui, a scapito della comune lotta e della collettiva coscienza, questo è un misero argomento. Riguarda la debolezza interiore, la ricerca di affermazione, la paura di conoscersi, l'incapacità di essere, l'inettitudine alla vita stessa: esige l'ancoraggio a centri energetici (parassitando gli altri esseri umani, o chiamando in aiuto entità intangibili relegate al limbo della non-evoluzione, del non-passaggio), per i quali farsi medium di passaggio, risarciti di sprezzante assenza di pudore, quel sentimento figlio del senso della misura, e che regolerebbe ogni cosa conferendo ad ogni cosa il (non un) valore, nella saggezza riflessiva dello specchio d'acqua, che con impeto smonta l'immagine e con calma la ricompone.

      PS @sbregaverse - naturalmente, una coscienza sporca si dimostra benissimo nella mancanza di fiducia

    1. filcon 14 dicembre 2023

      'Pezzo' indubbiamente ben scritto, da una persona di grande esperienza e cultura. Letto tra le righe è però il ritratto di uno Stato ed una società che non avendo, in definitiva, grandi speranze per il futuro si volta indietro a guardare ad un passato che si riteneva glorioso, isolandosi dalle correnti sociali, culturali, tecniche ed economiche del resto del mondo. Pietro il Grande, che Crooke adesso dice la società russa sta rigettando, aveva comunque intuito che l'isolarsi introspettivo della Russia l'avrebbe condannata ad essere nient'altro che una landa asiatica di grandi spazi e nessuna rilevanza, da cui la sua spinta ad Occidente.

    2. Cachafaz 14 dicembre 2023

      Quindi la Russia, che possiede il 60% delle materie prime mondiali, tecnologicamente avanzatissima nei settori piu' importanti
      https://www.maurizioblondet.it/energia-eterna-gli-scienziati-nucleari-russi-hanno-lanciato-una-reazione-chiusa/
      nonche' a capo con la cina del blocco euroasiatico e non solo dei brics in fortissima crescita, non avrebbe grandi speranze per il suo futuro...
      Pendiamo dalle tue analisi...di esperto geopolitico e militare(tua definizione), come quando pronosticavi magnifiche sorti e progressive per le truppe nato-ukro, che dopo aver sconfitto i russi ad artemovsk, vittoria data per sicura, sarebbero arrivate in crimea e poi fino alla cina(sic)...

    3. Jimbo 14 dicembre 2023

      Che gli uccidentali siano in vistoso declino e che gli Altri stiano riducendo le distanze e fra un pò metteranno la freccia è chiaro.
      Quello che resta da capire è se l'Uccidente declinerá per poi stabilizzarsi o collasserá, e cosa sará disposto a fare per rallentare la corsa verso il fondo.
      Sembra disposto a scatenare l'inferno (genocidi compresi) in svariate direzioni mentre gli Altri no. E questo è un vantaggio.

    4. alduccio 14 dicembre 2023

      Quando leggo articoli come questo di Crooke mi viene sempre in mente quando alle medie dovevo fare i temi e non ne avevo nessuna voglia o non li sentivo.
      L'unica differenza è che il tipo ha firmato un contratto ed ogni giorno deve produrre qualcosa, che abbia o non abbia voglia.

    5. ric 14 dicembre 2023

      correnti culturali del mondo occidentale ? avrebbero cosa da insegmare alla RUSSIA di positivo ?

    6. danone 14 dicembre 2023

      Vantaggio per chi scusa?
      Per chi li fa i genocidi o per chi non li fa?
      Come si fa a non capire che chi compie genocidi si sta scavando anche la sua di fossa?
      Il tempo in cui la occuperà lo conosce solo il Creatore, ma è certa la terribile fine di chi compie genocidi, non è dubbia questa fine.
      Il fondo che toccherà l'occidente è già deciso, ma non saprei proprio prevedere quale sarà, perchè a parer mio dipende dal rincoglionimento delle popolazioni europee e nord americane.
      Se saremo molto coglioni, come io prevedo, cagheremo merda, sudore e sangue, se invece ci daremo una regolata, allora forse cagheremo solo merda e sudore.

    7. Jimbo 14 dicembre 2023

      Sul resto concordo ma mi sembra evidente che allo stato attuale avere la volontá di compiere atti simili rispetto a chi non ce l'ha è un vantaggio incredibile.
      Quando si fa la guerra il bullismo conta un'esagerazione.
      Lo chiamerei terrorismo all'ennesima potenza.
      E non è la prima volta che gli uccidentali compiono attacchi mirati alla popolazione.
      Lo Yemen è solo l'ultimo in ordine di tempo.
      E nessuno ha pagato un ghello.

    8. Fantine 14 dicembre 2023

      Alla fine, caro Dan one, lo penso anche io che il livello vero dove vengono prese le decisioni ha da una parte già deciso e, come @Arthur sostiene da tanto, ha usato quelle che noi chiamiamo "le elite" (che non lo sono, anche se ritengono di esserlo e molti credono che lo siano) per farli restare col cerino in mano e sacrificare come capro espiatorio. (Oggettivamente fanno troppo schifo.
      È tutto troppo.
      E in tutto questo arriveranno "i liberatori".
      Rassegnati Dan one, non c'è verso. Abituati a prendere le pietre e farti considerare un Cassandro. Ormai la direzione è quella).
      Dall'altra, credo che il multipolarismo serva solo come specchietto alla "plebe" (noi) e naturalmente mezzo (quello di turno) per la realizzazione delle finalità di chi detiene il potere e per il mantenimento di quel potere.
      Che poi al di sotto lascino un po' di manovra per far agire le fazioni che animano il tavolo, perché no?!
      Avranno le loro risorse per restare sempre in cima e poi le fazioni alimentano le partigianerie (anche in buona fede) e si rende tutto molto più spendibile. In fondo chi detiene il vero potere non lo esercita direttamente, ha i suoi esecutori.
      E gli utili idioti di cui parla Arthur sono esecutori non certo di livello elevato.
      Personalmente non mi spingo oltre; si tratta di considerazioni che ai miei occhi (ai tuoi e di pochi altri) sono evidenti, con quelle che sono le mie categorie nella lettura degli accadimenti - da prendere sempre col beneficio del dubbio - e nella ricerca delle ragioni che li sottendono. Ricordando sempre che il vero potere li crea e li determina i fatti, non ne è mero spettatore*.
      Il "cui prodest" non sbaglia mai, caro Dan one.
      II difficile è scorgere i veri beneficiari.

      * Salvo l'Imponderabile.

    9. Cachafaz 14 dicembre 2023

      Noooo, anche tu!! Ogni volta che chiedo chi son o costoro(anche dentro alcuni canali telegram) , mi rispondono sempre, molto piu' in alto dei Rotschild, Gates, Carlo d'inghilterra ecc....si, ma chi? Un nome! Risposta: silenzio...

    10. Cachafaz 14 dicembre 2023

      Be', stiam o finendo le munizioni, insomma la benzina, anche per i genocidi. Che comunque li fanno gli anglo-usa-isr. e qualche colonia particolarmente stupida, come l'ucraina.,

    11. ws 14 dicembre 2023

      l ' €uropa è fottuta , e quindi a me degli "occidentali" ( chi ? Gli angloammeregani? ) frega un tubo.

    12. Fantine 15 dicembre 2023

      Caro Cachafaz, mi hai fatta sorridere!
      Hai esordito come Cesare con Bruto, "tu quoque"!
      Io non ho detto chi ritengo siano, perché non lo so.
      Per me possono essere i Rothschild o chi per loro.
      E costoro possono spartirsi le aree di influenza ed essere uniti, per opportunità e interesse, o non esserlo. Non lo so, Cachafaz e, personalmente, non mi interessa saperlo. Di certo non sono gli Schwab di turno.
      Poi possiamo parlarne, non è un argomento sul quale ho una personale definitività di pensiero e del resto non penso che si possano modificare certe dinamiche o andarle a indagare e/o sviscerare più di tanto.
      Di certo il multipolarisno che avanza fa parte del pacchetto.
      Su questo argomento ti prometto che tornerò ad esporti il mio punto di vista (le diverse opzioni).
      Questo giorno è stato impegnativo e sono stanca.
      Ci tengo a dirti che il fantasma del controllo sulle persone, la manipolazione, la decadenza dilagante e voluta, il recidere ogni legame dell'individuo (e potrei continuare) sono evenienze che attirano la mia attenzione, a prescindere da chi, perché e come.
      Insieme ad altre questioni legate alla conoscenza (che non si esaurisce nel mero sapere*) e alla umanità fraterna, diciamo così.
      A presto, Cachafaz.
      Ti auguro una buonanotte.

      *Mi hanno insegnato anche che il sapere non è diviso in compartimenti stagni .
      Nemmeno l'essere umano.

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