Resistenza Mapuche: la lotta di un popolo millenario che difende la propria terra

Intervista con l’educatrice Mapu Juana Antieco.

Resistenza Mapuche: la lotta di un popolo millenario che difende la propria terra.

“Y la lucha seguirá
hasta cerrar las venas abiertas de América Latina”
Di Annalisa Pensiero e Ivana Suerra per ComeDonChisciotte.org

Sosteneva Eduardo Galeano che “in America tutti hanno una parte di sangue indigeno, alcuni nelle vene, altri sulle mani”, tra i secondi, indubbiamente, può essere annoverato il generale Julio Argentino Roca, passato alla storia per aver portato a termine, nel Sud del paese, la missione civilizzatrice del nuovo Stato argentino. Tale missione prevedeva l’eliminazione della barbarie, del “fetore d’America”, come direbbe R. Kush, cioè dei popoli indigeni. Si è trattato della tristemente conosciuta ‘campagna del deserto’, tra il 1869 e il 1884, ovvero, la campagna militare che ha macchiato di genocidio la genesi dello Stato argentino. Le popolazioni locali furono sterminate, imprigionate e schiavizzate nei vigneti, nelle piantagioni o nelle case delle famiglie per il servizio domestico. Gli indigeni vissero il tragico allontanamento dalle loro terre e la soppressione compulsiva delle loro abitudini di vita, mentre lo Stato argentino si affrettava a spartire quelle stesse terre tra gli esponenti della borghesia agraria locale. Il tutto giustificato dalla teoria pseudo-scientifica del darwinismo sociale dell’epoca, che ubicava la società europea alla cuspide della linea evolutiva, collocando l’indigeno nello scalino più basso. La borghesia europea, denunciando il ‘ritardo’ dei popoli non europei nell’evoluzione della vita umana, forniva una scusante al colonialismo e alla schiavitù, considerati semplici effetti collaterali e acceleratori di un lineare processo evolutivo. Ma, allo stesso tempo, di fronte alla resistenza delle popolazioni locali, non si esitava ad uccidere. Il tutto messo in mostra negli zoo umani di diverse città europee, dove gli indigeni potevano essere osservati in gabbie o recinti a riprova della condizione di semi-umanità primitiva. Per indicare un parallelo familiare, in Italia le ricerche ‘scientifiche’ di Lombroso ‘dimostrarono’ l’inferiorità congenita dei meridionali, nonché il determinismo biologico della condizione criminale dei briganti. La stessa pseudo-scienza, successivamente, giustificò le leggi razziali del ventennio fascista e ancora oggi persegue molte altre forme di discriminazione… I popoli Mapuche e Tehuelche, originariamente, vivevano a ridosso della Cordillera Andina: zona ricca di risorse naturali, corsi d’acqua e biodiversità; zona che, nel tempo, si è trasformata nella linea di frontiera fra Argentina e Cile. Gli indigeni hanno abitato tali luoghi prima ancora che la concezione moderna di Stato ne permettesse l’usurpazione e, addirittura, da ben prima che quel pezzo di mondo prendesse il nome di ‘Argentina’. E allora, ben si coglie la portata dell’art.75, comma 17, della Costituzione Argentina del 1994, che ripropone alcune delle proposte del Convegno 169 dell’OIT ratificato nel 1992 e che impone al Congresso di:

“Riconoscere la preesistenza etnico-culturale delle popolazioni indigene argentine. Garantire il rispetto della identità di tali popolazioni e il diritto ad un’educazione bilingue e interculturale; riconoscere la personalità giuridica delle loro comunità e il possesso e la proprietà comunitaria dei territori che come da tradizione occupano; regolamentare il conferimento di altri terreni adatti e sufficienti per lo sviluppo umano; nessuna di tali terre sarà alienabile, trasmissibile, né soggetta a gravami o sequestri. Assicurare la partecipazione di tali popolazioni alla gestione delle proprie risorse naturali e delle altre cointeressenze che le riguardino.”

A discapito di quanto sancito dalla Carta, tuttavia, la politica dei Governi nazionali che si susseguono da decenni sembra orientata a mercificare queste terre, delegando lo sfruttamento delle risorse naturali a imprese multinazionali straniere e violando uno dei diritti sanciti dal Convegno 169, il quale impone la consultazione previa e informata degli abitanti di quei territori in ogni decisione che li riguardi. Da qui nasce la resistenza delle popolazioni autoctone, fino ad arrivare allo scontro con le istituzioni statali. Più acceso che mai, è il conflitto generato nella comunità Mapuche/Tehuelche dalle forze di polizia nazionali e locali delle Province di Rio Negro e di Chubut, nel Sud dell’Argentina, dove, recentemente, 250 agenti hanno proceduto allo sgombero della comunità di Villa Mascardi, culminato con l’arresto di sette donne Mapu. Ne parliamo con Juana Antieco: infermiera ed educatrice Mapuche/Tehuelche

Resistenza Mapuche: la lotta di un popolo millenario che difende la propria terra. ***

D: Diamo il benvenuto a Juana Antieco, educatrice tradizionale Mapuche Tehuelche, con cui parleremo dello storico conflitto che vede contrapporsi i popoli indigeni presenti sul territorio Sud Americano alle Istituzione degli Stati Nazionali e, in particolare, dei recenti eventi di ottobre che hanno accentuato lo scontro fra la Comunità Mapuche Tehuelche e le Forze di Polizia argentine. R: Buongiorno a tutti gli amici che ci stanno ascoltando, vi ho salutato nella lingua ancestrale Mapuche dicendovi che mi chiamo Juana Antieco, che sono una donna Mapuche e che sono nata e vivo nella Costa del Lepa, regione Cashumen, in Patagonia, nel sud dell’Argentina. Qui in Argentina abbiamo una lunga storia di violenza da parte dello Stato e non solo contro il popolo Mapuche Tehuelche, ma contro tutte le popolazioni indigene (che sono all’incirca una quarantina), le quali preesistono allo Stato Argentino. Il popolo Mapuche sta portando avanti da più di trent’anni un progetto di riorganizzazione delle comunità, di recupero delle nostre abitudini, delle nostre consuetudini, della nostra cultura e della nostra filosofia di vita, dopo essere sopravvissuto a uno dei maggiori genocidi della storia. Tuttavia, non abbiamo ricevuto una risposta da parte dello Stato Argentino, il quale non ha dato attuazione a tutte le Leggi che contemplano i nostri diritti, riconosciuti anche dalla Costituzione e dai numerosi trattati ratificati dal Governo argentino, anche sotto compagini governative differenti. Ecco che allora abbiamo deciso di iniziare a recuperare direttamente i nostri territori, territori dai quali lo Stato ci ha cacciati e allontanati, dividendo e smembrando le nostre famiglie e provocando una sorta di diaspora da quelle aree ancestrali che storicamente abbiamo abitato.

D: Qual è il territorio a cui stai facendo riferimento e quali rivendicazioni sono state avanzate nei confronti del governo nazionale argentino? R: Mi riferisco, in particolare alla Provincia di Río Negro e ad un’area che si trova a circa 35 Km dalla città di Bariloche, dove anticamente viveva gente Mapuche, la quale è stata recuperata da circa 7 anni. Si tratta di una zona di boschi autoctoni e di distese d’acqua, dove ci sono laghi, ricca di biodiversità, che si pretende di stravolgere. Si consideri che il popolo Mapuche Tehuelche ha necessità di ritornare nelle proprie terre, dalle quali è stato allontanato, perché la vita nelle città non ci consente di avere un contatto con le nostre origini ancestrali, né di condurre uno stile di vita che sia in simbiosi con la natura.

Resistenza Mapuche: la lotta di un popolo millenario che difende la propria terra. D: Questo conflitto, che dura da secoli, ha dato luogo a numerosi scontri diretti: quali sono gli eventi che, più di altri, hanno complicato la convivenza tra le popolazioni indigene e la società argentina? In particolare, cosa è successo lo scorso 4 ottobre? R: L’allontanamento dalle nostre terre fu, sin dall’origine, molto violento. Oggi, questi territori sono pretesi da latifondisti e dai fautori stranieri del sistema capitalista. Al fine di sottrarci i territori che abitiamo da secoli è stato creato il Comando Centrale sotto la guida del Governo nazionale, il quale è composto dalle tre forze federali di sicurezza dell’Argentina: la Gendarmeria Nazionale, la Polizia Federale e la Polizia della Sicurezza Aeroportuale, a cui si aggiungono la Forze di sicurezza locale, ovvero la Polizia della provincia di Río Negro e il Gruppo Speciale comandato dalla Governatrice Arabela Carreras. Il giorno 4 ottobre, alle 7 del mattino, 250 agenti sono intervenuti con un equipaggiamento composto da camion, idranti, armi laser che eseguono rilevazioni da molti km di distanza, droni, cani addestrati, elicotteri… tutto questo per introdursi negli spazi abitati dalla comunità. In quel momento non c’è stata grande resistenza perché nelle case c’erano le donne con i bambini, mentre gli uomini della comunità erano fuori a fare il lavoro che gli consente di vivere. Le donne erano sul punto di iniziare una cerimonia, le hanno catturate e hanno lanciato un gas lacrimogeno contro la Machi, che ha un bimbo di 4 mesi e uno di 4 anni. Erano presenti bambini di 4, 5, 6 e 9 anni (il più piccolo aveva un mese): molti sono scappati, approfittando della perfetta conoscenza del territorio, perché molti di loro sono nati lì. Tuttavia, arrestare le 7 donne non è stato difficile perché le forze dell’autorità erano in numero spropositato: 250 agenti provvisti di tutte le armi che potete immaginare. É stato molto violento: le donne non hanno saputo in quel momento di cosa venivano accusate, non gli sono stati enunciati i loro diritti, non gli è stato mostrato un ordine di arresto.

D: La polizia ha arrestato sette donne, fra cui la Machi: cosa rappresenta questa figura per la vostra comunità? R: La Machi per il popolo Mapuche è la massima autorità spirituale, è una donna guaritrice, non necessariamente deve essere una femmina, ma in questo caso la Machi è una giovane donna di nome Betiana Colhuan che ricopre questo ruolo da pochi anni. Il punto è che nominare una Machi non è frutto di una scelta casuale: non può alzarsi chiunque e rivendicare di essere Machi perché si tratta di un processo che ha origine sin da quando un bambino o bambina nasce. Si nasce con delle potenzialità speciali, con capacità peculiari, è un lungo percorso preparare queste figure durante tutte le fasi della loro vita: a prepararle sono gli anziani, specialisti, che sono gli incaricati di riconoscere tutte le fonti curative che ci sono nel territorio, ma le preparano anche le Machi già in carica, sia donne che uomini. Nel luogo dove stava la Machi Betiana Colhuan è stato elevato il primo Rehue (altare Mapuche), pertanto, con queste azioni violano il nostro diritto di praticare liberamente la nostra spiritualità. Voglio fare un paragone che forse non vi piacerà ma che rende bene l’idea: il Rehue della Machi potrebbe corrispondere a quello che è il luogo più importante per il Papa in Italia, il principale luogo dove vengono celebrate le cerimonie religiose. La Machi equivale per noi alla figura del Papa e, quindi, immaginate cosa significherebbe per i cattolici la privazione della libertà del Papa o il sequestro di quei luoghi dove si celebra la messa. Questo, per farvi capire, è quello che è stato fatto. Pertanto, ci è impedito, ad oggi, l’accesso al Rehue che è sotto il controllo delle Forze di Sicurezza.

D: Su quali basi le autorità hanno compiuto questa operazione? Vi accusano di essere un pericolo per la sicurezza pubblica? R: Il pretesto per compiere questa operazione è sempre il medesimo: si accusano i Mapuche di essere terroristi e di appartenere alla RAM, di avere finanziamenti illeciti dall’Inghilterra e di attentare alla sovranità nazionale. È proprio per questo che si è formato il Comando Centrale. Ma, in verità, l’unica cosa che noi chiediamo è l’attuazione della Costituzione nazionale, secondo la quale lo Stato deve regolare l´occupazione di terre idonee e sufficienti per la vita dei popoli indigeni, principio che in 25 anni di vigenza di questo articolo costituzionale non è mai stato onorato.

D: Cosa può dirci della presunta organizzazione Mapuche Ancestral Resistance (RAM)? E quali strumenti impiegate per difendere le terre che rivendicate? R: La RAM in realtà non esiste come organizzazione: è un’invenzione della precedente amministrazione, di Patricia Bullrich che ha condotto un’investigazione su questa presunta organizzazione, ma essa non esiste come organizzazione operante in quella zona. Nessuno di noi si identifica con la RAM, né sappiamo a chi, ideologicamente, fa capo. Certo la resistenza millenaria del nostro popolo perdura sin dal momento in cui i nostri territori sono stati invasi, però la RAM come organizzazione è un’invenzione del Governo e dei latifondisti che aspirano alla conquista del territorio. Il sud è un territorio ricco di risorse e le imprese di estrazione di minerali, le imprese private, come quelle dell’idroelettrico, pretendono di sfruttare gli ultimi territori con vita che ci sono qui nel Sud. Per fare questo il Governo utilizza la figura di un nemico interno che serve a giustificare la sua politica repressiva contraria ai diritti umani. Il popolo Mapuche non ha strumenti di difesa, al massimo possiamo lanciare qualche pietra, ma non abbiamo armi di altro tipo, la nostra sola arma per difenderci dall’autorità è la conoscenza del territorio. C’è ovviamente una situazione impari con l’autorità che ha tutta la tecnologia per fronteggiare un popolo armato soltanto di pietre.

D: Chi ha preso le vostre difese dopo le accuse e gli arresti delle autorità? R: Necessitiamo di Avvocati che ci difendano dagli abusi del Governo. Dico questo perché quando si arrestano delle donne ci sono protocolli da rispettare, soprattutto, laddove ci siano bambini: non c’è stato rispetto per queste persone, era presente una donna incinta alla 38esima settimana di gestazione e c’erano dei minori. Non sono stati rispettati i diritti di questi soggetti deboli, né è stata attuata la Legge n. 26160 che proibisce gli sgomberi delle comunità da tutto il territorio argentino. Sono stati violati i diritti umani basilari, come quello che garantisce di informare le persone sui motivi delle accuse a loro rivolte, o di consentirgli di chiamare i famigliari e il loro avvocato difensore. Questo non è avvenuto, le donne sono state detenute per quasi una settimana senza poter parlare con i loro avvocati. Solo dopo la lotta della Lega per i diritti umani, delle mobilizzazioni del popolo Mapuche, di molte organizzazioni e del popolo argentino solidale, che tutti insieme hanno fatto pressione sull’autorità, siamo riusciti a far accedere gli avvocati a verificare la situazione delle detenute e a scoprire i capi d’accusa. È importante precisare che ci sono stati venti giorni di segreto investigativo sui motivi di accusa: solo il 21esimo giorno dopo l’arresto gli avvocati sono riusciti ad accedere agli atti per capire quali fossero le imputazioni. In realtà i motivi di accusa sono ancora incerti: il pretesto è che avrebbe preso fuoco una postazione della Gendarmeria e che ci sarebbero state aggressioni mediante pietre e armi. Al momento, 3 donne sono state liberate, ne rimangono altre 4 ancora detenute insieme ai loro figli, ma al contempo gli uomini son rimasti nello stesso territorio e lo difendono permanendo lì, in terre che conoscono meglio del palmo della loro mano, anche in piena oscurità.

D: I mezzi di comunicazione argentini hanno dato risalto a questi accadimenti? R: I mezzi di comunicazione si dividono in quelli che fanno capo alle forze capitaliste, ai latifondisti e al Governo e, dall’altra parte, i media alternativi che si fanno carico della situazione, cercano le fonti e le diffondono. I media egemonici, che sono i grandi mezzi di comunicazione, continuano solo a propinare il discorso della RAM e raccontano che i Mapuche attentano alla sicurezza nazionale. Dietro a questo discorso, finalizzato a generare odio razziale, si nasconde il piano di negoziazione di queste nostre terre, poiché c’è un grande interesse del Governo nel venderle e scambiarle. I media alternativi sono stati minacciati dalla Polizia, diversamente dai grandi media che sono stati facilitati a scattare foto e ad ispezionare queste terre al fine di descriverci di fronte alla società, che si alimenta di questo tipo di comunicazione dell’odio, come usurpatori da allontanare e terroristi che meritano di subire la distruzione delle proprie abitazioni.

D: Puoi parlarci di questi interessi stranieri che tentano di dominare la Patagonia? R: La Patagonia, che è divisa in Province, è un territorio molto ricco di risorse e famosa in tutto il mondo per la diversità di paesaggi naturali. Quando parlo di ricchezza territoriale non mi riferisco ad una prospettiva economica, ma ai boschi, ai laghi, alle fonti d’acqua. Una cosa è vederla in fotografia e un’altra è venire qui e toccare con mano quello che sto descrivendo. Ma la Patagonia è quasi tutta espropriata dai latifondisti stranieri. La proprietà terriera di Benetton è localizzata a pochi km dagli insediamenti della mia comunità. Benetton detiene 900.000 ettari ripartiti tra le Province di Chubut, Santa Cruz e Rio Negro, fino a lambire il sud della Provincia di Buenos Aires. L’Azienda Benetton, oltre ad essersi appropriata del territorio Mapuche Tehuelche, ogni 5/10 anni, espande i propri confini andando a conquistare porzioni sempre maggiori del territorio, ma siccome i possedimenti terrieri sono sterminati, nessuno controlla perché è impossibile controllare un’Azienda con questo potere economico. C’è poi un altro personaggio inglese, amico di Mauricio Macri, che detiene addirittura un lago intero e una pista di atterraggio dentro la sua proprietà e che ha messo le mani su zone di frontiera invendibili. Da 15 anni si conduce una battaglia giuridica, che ancora non si riesce a vincere, per difendere quel territorio e per garantire al popolo argentino il libero accesso al lago. Alla fine è il sistema capitalista che domina l’economia del mondo: gli ultimi tentativi di usurpazione arrivano da esponenti del Qatar e degli Emirati Arabi Uniti. Lo Stato lo dipinge come un investimento, ma per noi è una vera usurpazione con la quale si espropria la fonte di un unico fiume che attraversa tutta la Provincia e che, considerando gli effetti del cambio climatico, ci priva di quell’acqua, ovvero di quel bene che sta diventando il più costoso e difficile da trovare.

D: Cosa sa di tutto questo il popolo argentino? R: Il popolo argentino è cosciente del fatto che si stanno alienando terre agli stranieri e si stanno formando gruppi di mobilizzazione in molte parti del Paese perché la questione della svendita dei beni comuni non la soffriamo solo nel sud, ma anche nella zona della Mesopotamia, nel nord dell’Argentina, dove vediamo un indiscriminato disboscamento, nonché a Còrdoba gli incendi indiscriminati sui monti.

D: Avete rappresentanti o portavoce nelle istituzioni governative? R: Noi abbiamo sempre chiesto un dialogo con i rappresentanti del Governo, ma questo dialogo deve essere serio e i funzionari devono essere all’altezza delle circostanze e delle istanze che storicamente perseguiamo: la nostra richiesta principale è la restituzione del territorio e il riconoscimento delle nostre terre come di proprietà della comunità, con la garanzia che nessuno venga a privarci di questo diritto. Le relazioni però si sono incrinate per via della nostra pretesa che lo Stato nazionale riconosca il genocidio su cui si è fondato il Paese: fino a quando non ci sarà riconoscimento del genocidio indigeno che ha determinato lo sterminio di molti popoli originari di questa zona e fino a quando non verrà fatta giustizia, noi continueremo a patire le conseguenze della ‘Conquista del deserto’ perpetrata dallo Stato Nazionale. Tuttavia, ogni volta che lo Stato vuole trattare manda funzionari che non possono prendere decisioni politiche importanti. Nel 2017 c’è stata una grave aggressione che ha attentato alla vita di un giovane Mapuche di nome Rafael Nahuel, che fu attaccato alle spalle e ucciso da un colpo d’arma da fuoco. Allora abbiamo richiesto tavoli di confronto, ma ad una condizione: non siamo disposti a retrocedere sui diritti che abbiamo conquistato. Quando si riconquista un territorio perduto, dove risiedevano i nostri antenati e dove ci sono spazi spirituali e rituali – che come riconosce il Convegno 169 devono essere assicurati senza condizioni ai popoli indigeni – questo territorio va protetto e difeso, anche con la vita.

D: Quali obiettivi ha il popolo Mapuche per il futuro e come intendete risolvere il conflitto, sempre più acceso, con lo Stato argentino? R: Stiamo chiedendo di iniziare a dialogare seriamente, in accordo con il processo storico del popolo Maupuche, per trovare una soluzione definitiva. Le richieste non possono prescindere da una restituzione delle nostre terre, dal rilascio della Machi Betiana Colhuan, affinché possa ritornare alla sua comunità ed esercitare liberamente la medicina ancestrale Mapuche, così come la liberazione delle altre sorelle Mapuche detenute arbitrariamente da parte del potere politico-giudiziario e con il favore dei latifondisti. Per questo chiedo agli amici Italiani che hanno a cuore queste istanze di interessarsi della vicenda, di coinvolgere l’Ambasciata Argentina in Italia. Sappiamo tutti della gravità della violazione dei diritti umani nel mondo e siamo convinti che possiamo cercare di invertire la rotta attraverso la messa in campo di azioni concrete di mobilizzazione. Questa è la storia dell’umanità: la conquista dei diritti è avvenuta lottando, manifestando per le strade con il sacrificio di vite umane; è costata dolore e violenza e per questo i diritti ottenuti vanno difesi strenuamente, nel rispetto delle persone che sono morte per la lotta.

D: Vuoi lanciare un appello agli italiani che ci leggono? R: Il terrorismo di Stato, oscuro, violento è tornato e, in questo momento, si sta scagliando contro il popolo Mapuche. Perciò torno a chiedervi solidarietà e, se è possibile, un aiuto economico per sostenere il costo degli Avvocati che, per esempio, non vivendo nella Provincia di Rio Negro, affrontano delle spese di viaggio per muoversi da Buenos Aires. Loro non hanno chiesto soldi alla Comunità, ma ci sono comunque costi amministrativi da sostenere. Vi ringrazio molto per avermi permesso di parlare di quello che accade, della preoccupante violazione di diritti umani del popolo indigeno in Argentina. Sappiamo che non sarà una risoluzione immediata perché non c’è un vero interesse a questo da parte delle Istituzioni, ma nel mentre noi continueremo a lottare perché non possiamo immaginare una vita che non sia lottando. La lotta ce la portiamo dentro fin dal ventre materno, lo facciamo per i nostri figli, come dimostrano le donne che rivendicano i nostri diritti con tanta dignità e coraggio. Questi sono valori che il mondo capitalista non potrà mai portarci via e noi siamo convinti che, anche se con ritardo, arriveremo ad ottenere giustizia. Ringrazio ancora tutte le persone che manifesteranno interesse per questa intervista e tutti quelli che vorranno aiutarci attivamente perché ciò che di buono si incontra nel cammino sono le persone solidali. Vi saluto di nuovo in lingua Mapuche, sperando di tornare presto a dialogare con voi!

***

Il nesso che la resistenza del mondo indigeno ha con il resto della società passa anche attraverso la solidarietà di diverse organizzazioni sensibili alla causa della giustizia e del rispetto dei diritti umani. Una di queste è Convergencia de las Culturas Buenos Aires, di cui Annalisa Pensiero è attivista dal 2010. Con Juana Antieco hanno iniziato un percorso di collaborazione dopo essersi conosciute nel 2019, quando il Movimiento de Mujeres Indígenas por el Buen vivir occupò il Ministero degli interni per sottoporre al Ministro la realtà disumana che si vive nei territori.

Resistenza Mapuche: la lotta di un popolo millenario che difende la propria terra.Le organizzazioni solidali con la causa indigena mentre diffondono la loro realtà, mostrano la storia argentina non raccontata, creano buona coscienza e propongono forme di partecipazione semplici e concrete che permettono alle persone sensibili di essere parte attiva nella soluzione dei conflitti di quella porzione di mondo abbandonata dallo Stato. Convergencia de las Culturas Buenos Aires sta organizzando una raccolta fondi con l’obiettivo di collaborare: • alle spese dei viaggi degli avvocati che da Buenos Aires devono raggiungere Bariloche, dove sono recluse le 4 Mapu e alle spese amministrative legate alla causa; • alle spese per comprare gli strumenti cerimoniali della Machi Betiana, che sono andati perduti durante l’operativo di sgombero; • a creare un Comitato per la liberazione delle 4 donne Mapuche ancora in carcere, che possa far arrivare la petizione al Consolato Argentino a Roma e a Milano. Chiunque fosse interessato a collaborare può scrivere all’indirizzo: [email protected]

Di Annalisa Pensiero e Ivana Suerra per ComeDonChisciotte.org

Resistenza Mapuche: la lotta di un popolo millenario che difende la propria terra.

Commenti (63)

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    1. absitiniuriaverbis 2 dicembre 2022

      Paese che vai usanza che trovi.
      Messico, tanti anni fa: la fabbrica con la quale cooperavo pagava il lavoro degli operai mensilmente. Il giorno dopo la paga, gli operai in maggioranza sparivano nel nulla. Salvo farsi vivi, tempo dopo, perché avevano finito i soldi.
      Sicché invece di pagarli mensilmente cominciarono a pagare ogni settimana, e potendo avrebbero pagato alla giornata.

      Non è il modo di vivere quello di cui parla l'articolo.
      L'articolo sottace delle speculazioni che sono inerenti alle risorse e che danno voce alle proteste. Giusto per mettere le cose in prospettiva centrale.

      Poi sicuramente esistono anche gli idealisti che spesso diventano, volontariamente o meno, portavoce di istanze diverse dalla 'difesa della cultura originaria'.
      In fondo sono umani anche loro, perché aspettarsi qualche cosa di diverso?

      Avevo vissuto le vacanze, quando lavoravo a San Jose, con una tribù al confine tra California e Messico: provare per credere. Forse dovrei scrivere più propriamente 'privare' per credere. Non fu affatto facile.
      Però, contenti loro, contenti tutti. Casa loro.

      Due mosche sono posate su di una cacca.
      Una dice: la vuoi sentire una barzelletta sporca?
      L'altra risponde: non adesso che sto facendo colazione!
      Le mosche mangiano escrementi: possono miliardi (altro che 8! ) di loro avere torto?
      Paese che vai usanze che trovi.

    2. Martin 2 dicembre 2022

      E bravo, te lo dico io cosa succede con la paga settimanale del venerdi' in una ampia quota dei salariati. Vanno a mangiare, bere e a puttane per tutto il week end, e massimo martedi' non ci sono piu' i soldi per dare da mangiare ai figli - sempre che vivano con loro e non con le madri abbandonate.

    1. afrikano 1 dicembre 2022

      Vivo in Argentina da 40 anni e le cose qui hanno un altro aspetto. Da là lo vedete troppo romanticamente.
      E vero che molti indios sono stati sterminati ma non è il caso dei mapuches che essendo di origine cilena erano invasori come i bianchi. Prima dei bianchi venivano a fare la guerra e derubare gli indios che abitavano la parte est della cordigliera. Poi negli anni 30 del secolo 19 si sono scontrati con gli altri invasori bianchi e le hanno prese. In Cile erano padroni ma qui no per ciò sono i meno indicati a reclamare qualcosa in Argentina.
      Molti sono rimasti a vivere qui possiedono terre es animali e in genere no reclamano nulla. Quelli che reclamano sono nuovi mapuches apparsi dal nulla per reclamare terre incendiare e fare azioni terroristiche ,ma credo siano la solita manodopera al soldi di altri molto più potenti che hanno messo un occhio sulle ricchezze della Patagonia e vorrebbero provocare una separazione da Cile ed Argentina.
      La maggior parte dei mapuches non li appoggia ma chi soffia sul fuoco ha molte più risorse. Inglesi ed israeliani? Probabile.

    2. ric 1 dicembre 2022

      un classico.

    3. Martin 1 dicembre 2022

      Toh guarda, qualcuno del luogo che ha ovviamente una versione parzialmente diversa dalle favolette terzomondiste, neo indigeniste e marxiste che circolano qui in Europa. Ma quali inglesi e israeliani: sono le avanguardie del terzomondismo indigenista e marxista, tutto qui. Il Paese in cui vivi e' nella rovina piu' completa grazie ai Peronisti, mantenete un 15-20% della popolazione composto da nullafacenti sussidiati che votano peronista e spostano l'ago della bilancia del consenso, in cambio di qualche centinaio di dollari di sussidi mensili che gli permettono di trascinare una esistenza di mera sussistenza. Da anni non si fa altro che stampare moneta a vuoto, con tassi d'inflazione da barzelletta. L'Argentina e' uno sfacelo totale, bisogna averci vissuto e lavorato per capirlo. La profondita' e l'estensione dello sfacelo, a partire dalla psicologia collettiva, e' difficilmente comprensibile dall'Europa. Il Messico, nonostante tassi di natalita' estremi e la violenza infinita dei narcos, e' mediamente 30-40 anni avanti l'Argentina. Esiste e aumenta la classe media in Messico, mentre in Argentina e' in via di estinzione. Tranquillo che il Cile con il nuovo Governo e' ormai in pole position per sputtanare tutto quanto fatto negli ultimi 40 anni ed avviarsi a seguire molto rapidamente l'Argentina nel declino piu' cupo.

    4. afrikano 2 dicembre 2022

      Hai ragione su tutto. Ma insisto sulla presenza in Patagonia di manovre esterne . Da tempo specialmente in Cile si parla di giovani turisti israeliani che vengono a fare mappe delle zone.
      E personalmente ne ho incontrati alcuni proprio al sud del Cile.
      Un capo della RAM si chiama Jones Guala ma in realtà è Jones Wallace. Viveva a Buenos Aires, nullafacente e di colpo si è trasformato in rivoluzionario mapuche e si dedica a creare paura in modo che la gente comune abbandoni case e terre delle quali poi qualcuno si impadronirà ma non saranno i mapuches che poi è un nome moderno. Erano Araucanos in Cile.Bellicosi e conquistadores.
      I tehuelches che vivevano in territorio argentino ne soffrivano le invasioni e le angherie.Poi come ho detto si sono scontrati con gli altri conquistadores e ne sono usciti malconci.

    5. Martin 2 dicembre 2022

      Bene Afrikano, prova a spiegarlo tu come si sta REALMENTE dalle tue parti a tanti giovani polli imbottiti di favole terzomondiste, indigeniste e marxiste.

      E mille grazie per l'informazione. Se ci sono di mezzo agitatori occidentali, dovranno avere interessi rilevanti. Dubito molto che possano essere meramente agricoli. Hai idea di quali sarebbero? Forse litio, minerali rari o idrocarburi?

      Sicuro, poi, che non siano gli stessi stramaledetti peronisti a suscitare disordini, per creare dinamiche di instabilita' che poi "risolverebbero" con ulteriori colpi di demagogia e sussidi? E' quello che fanno sistematicamente da decenni................

      Alle prossime elezioni i peronisti dovrebbero essere sconfitti pesantemente, anche se francamente non invidio per nulla i poveri disgraziati di centrodestra che dovranno tentare di rimettere in piedi quel Paese. Che Iddio li aiuti!

      Urge, tanto per cominciare, un taglio radicale dei giganteschi sussidi elargiti ai nullafacenti, pari ad almeno un 15-20%% della popolazione, e con i peronisti che controllano la lobby nr uno - i sindacati, potenti come in nessun altro Paese al mondo - e l'85% di stampa e media, la vedo durissima.
      Disordini e guerriglia urbana (stile quelli che nel dicembre 2017 spaventarono il Presidente di centrodestra Macri, spingendolo ad abbandonare la disciplina anti inflazione), sono sempre dietro l'angolo.

      Sotto un nuovo Governo di centrodestra, una bella pseudo rivolta indigena al grido di "Tierra y trabajo", anche se falsa come una moneta di plastica, avrebbe un grosso effetto di destabilizzazione, e con una accorta copertura mediatica riscuoterebbe anche molto successo tra i POLLI IDEALISTI, terzomondisti, indigenisti e neo marxisti che leggono tutto in termini di bianco e nero, Bene e Male.

      Le porcherie di cui sono capaci i Peronisti sono impagabili. Dopo le ultime elezioni, misero su in pompa magna il "consejo nacional contra el hambre", ossia contro la fame, che notoriamente in Argentina non esiste. Guarda un po', quasi tutti i poveri sono ciccioni ...esiste certamente la poverta', non la fame, ma e' un discorso complesso con chi non vuole lavorare nemmeno dipinto.

      I nostri POLLI non hanno la piu' remota idea di quanta gente in Argentina e' disposta a lavorare solo e unicamente se l'alternativa e' morire letteralmente di fame - tanto per essere chiari.

      E pazienza se suona fascista, razzista o classista - e' certamente molto sgradevole sentire tali accuse, ma alla fine e' secondario, perche' e' la realta'.

      Gia' li vedo manifestare al grido di "siamo tutti Mapuches".....d' altronde anche io da giovane ero stato convinto che Allende fosse una buona anima socialdemocratica, e non invece un marxista-leninista dei peggiori mai visti nel continente.

    6. emilyever 2 dicembre 2022

      Quando insegnavo, avevo "ceduto" un'ora di lezione ad uno studente cileno che a me e ai compagni aveva presentato la storia dei mapuche del suo Paese, che ammirava molto, anche perchè non erano mai stati conquistati, nè dagli Incas, nè dagli spagnoli, e continuano la lotta per la difesa della loro terra, anche se più ridotta

    7. afrikano 2 dicembre 2022

      Fiche ci saranno i peronisti arraffoni nessun altro potrà governare tranquillo per cui ci sono poche speranze per il paese.
      C'è un detto che riassume la mentalità peronista :
      El vivo vive del zonzo y el zonzo de su trabajo.
      Il furbo vive del tonto e il tonto vive del suo lavoro.
      Gli interessi in Patagonia sono molti: idrocarburi, minerali e acqua de ghiacciai. La strategia è far sì che gli abitanti dei paesi se ne vadano per paura e lasciare il campo libero agli sfruttatori perchè molta gente rifiuta l'estrazione mineraria contaminante. Per il resto vedo che sei bene informato sull'Argentina. È prorpio come dici tu.

    8. afrikano 2 dicembre 2022

      La storia dei Mapuches in Cile è molto diversa da quella in Argentina perchè loro in Cile erano i veri padroni prima che arrivassero gli spagnoli e si sono sempre opposti con lunghe guerre. Poi sono stati sconfitti , ma hanno dei motivi validi per reclamare. Comunque quelli che fanno casino non sono riconosciuti dalla maggioranza dei mapuches cileni. Sono apparsi dal nulla rivendicando terre, facendo attentati, e ci sono stati vari morti.
      Molti mapuches sono propietari di terre ed anche loro le prendono da questi risvegliati , servi di qualcuno che mapuche non è.

    9. Martin 2 dicembre 2022

      Grazie, sono certo che e' come dico, visto che ne conosco la storia, ci ho lavorato per qualche anno, ed ho conosciuto molti Argentini, proprio di tutte le opinioni politiche - ma fa piacere sentirlo. La crisi del Paese e' talmente radicata e profonda da aver profondamente corrotto il senso comune ed il sistema di valori dell'Argentino medio. Ho molta pena specie per i giovani, che secondo me dovrebbero emigrare il prima possibile - sempre che riescano a rendersi conto della profondita' della crisi del loro Paese - non e' facilissimo, da dentro.
      Aver nuovamente mandato al potere Christina Fernandez and co. e' stato veramente imperdonabile. Ma anche l'altro Fernandez, Massa, Kicillof etc sono impresentabili e totalmente inaffidabili. Uno si domanda com'e' possibile che ancora esista un gruppo come La Campora, e' veramente incomprensibile.

    10. Martin 2 dicembre 2022

      Ma che belle favole che ti avra' raccontato

    11. fuffolo 2 dicembre 2022

    12. afrikano 3 dicembre 2022

      È peggio di quel che immaginavo.
      Governo ed opposizione a braccetto al servizio di Lewis.
      Povero paese

    13. afrikano 3 dicembre 2022

      I giovani se ne stanno andando da tempo. Sempre se ne vanno i migliori. Restano i mantenuti dal governo fucina di voti per le prossime elezIoni. D'altronde vinca chi vinca non ci sarà rimedio.

    14. Martin 3 dicembre 2022

      In effetti... le prossime elezioni dovrebbero essere sicuramente vinte dal centrodestra, ma come fara' a riformare il Paese? Le riforme dovrebbero essere radicali, a cominciare dal taglio esponenziale dei sussidi e dalla riduzione del protezionismo parassitario, ma i sindacati e la stampa peronista ci metterebbero niente a scatenare disordini di massa. Quello che mi sembra non si afferri da quelle parti e' non e' che il quadro restera' lo stesso, ma continuera' a peggiorare... la qualita' dei prodotti e dei servizi argentini e' scadentissima, e l'Argentina attuale e' peggiore di quella di soli 10 anni fa, sembra sempre piu' il Paraguay... e' un quadro veramente deprimente e disperato, anche perche' mancano i settori avanzati e trainanti dell'economia e dell'industria che invece per esempio il Brasile ha.
      Anche i militari, oltre che screditati per ovvie ragioni (dittatura e guerra delle Falklands) mi sembrano del tutto demotivati.
      E' molto singolare come, a parita' di dittatura militare, il Cile sia riuscito a fare riforme che hanno cambiato positivamente il Paese, mentre gli Argentini non sono riusciti a riformare nulla. Altrettanto singolare e' che l'Uruguay, che e' una mini Argentina sotto quasi tutti i profili (naturale, produttivo, etc) stia molto, molto meglio dell'Argentina.

    15. emilyever 3 dicembre 2022

      Tu credi fossero solo favole?
      Comunque, dal patrimonio di vere fiabe cilene me ne aveva raccontato delle belle, come la spiegazione che davano le ragazze quando rimanevano incinte e non volevano rivelare il nome del partner: dicevano che si erano addormentate ed era arrivato ...io non ricordo il nome (e chiedo idealmente scusa a tahomy che me l'aveva ripetuto varie volte), comunque era una specie di animale-fenio della foresta che nel sonno e senza svegliarle si approfittava di loro.

    16. Martin 3 dicembre 2022

      Ti raccontano una versione ideologica della realta', proprio come un avvocato di parte in un processo.

    17. emilyever 3 dicembre 2022

      Scusa, ma quando vedo il soggetto al plurale, passo, il mio studente era un singolo

    1. Martin 1 dicembre 2022

      Spiacente ma in questi racconti e FAVOLETTE strappacuore ci sono caduto anche io da giovane, e purtroppo ancora oggi ci cadono i POLLI IDEALISTI, terzomondisti o neomarxisti, che PERO' non hanno mai vissuto, come il sottoscritto (per anni), in America Latina.

      Mapuche e Guarani etc di Cile e Argentina pretendono che chi sfrutta le risorse (legno, idrocarburi, metalli, cereali etc) delle "loro" terre ancestrali versi una quota sproprozionata delle entrate alle loro organizzazioni, a mo' di concessione latifondista o nobiliare, in quanto "proprietarie" delle terre.

      Primo, le terre non sono piu' "loro" da secoli e sono da secoli popolate da indios, meticci e bianchi, e secondo, tale meccanismo mira NEI FATTI ad una vera e propria rendita parassitaria, assolutamente inaccettabile.

      Non solo, le organizzazioni indigene specie Mapuche in Cile pretendono anche una giurisdizione penale e civile indigena separata ed autonoma da quella statale, assolutamente impensabile e irrealizzabile nei rapporti tra Mapuche, Guarani e la popolazione non indigena, meticcia inclusa, dato che - ripeto - convivono sulle stesse terre e interagiscono ogni giorno.
      Tutte queste richieste, come sempre, sono ammantate da un indecente vittimismo. Belati continui.

      Dal Messico (Otomi', Lacandones, etc), passando per Ecuador, Peru' e Brasile fino a Cile e Argentina, una cosa e' aiutare le popolazioni indigene a mantenere la loro cultura e identita' bilingue ed a favorirne il faticoso ma NECESSARIO inserimento nel mondo produttivo, come effettivamente e giustamente si fa dagli anni 70 con valanghe di fondi, agevolazioni e esenzioni.

      Tutta un' altra e' cedere a inaccettabili richieste di mantenimento privilegiato e parassitario. Dulcis in fundo, come la stampa occidentale NON riporta, varie aree del Cile sono da anni soggette al terrorismo di gruppi Mapuche, che incendiano e uccidono i disgraziati, meticci e bianchi di mera classe media, che sfruttano le risorse in formato piccola e media impresa - NON latifondisti, visto che il latifondo almeno in Cile non esiste piu' dagli anni 70.

      Bottom line: nonostante gli sforzi dell'autore, non mi e' spuntata alcuna lacrimuccia y ..... hasta la vista!

      PS - Raccomandasi SEMPRE la visione del capolavoro di Mel Gibson "Apocalypto". L' ultima scena e' un vero raggio di sole..............

    2. ducadiGrumello 1 dicembre 2022

      Hanno pure il QI basso, ma che vogliono?

    3. Martin 1 dicembre 2022

      E' secondario, perche' e' la voglia di lavorare in modo costante e produttivo che e' ancora piu' bassa.

    4. danone 1 dicembre 2022

      Tu credi che quello che hai scritto sia un punto di vista equilibrato sulla questione, ma ti stai ingannando caro Martin.
      Scrivi..

      Dal Messico (Otomi’, Lacandones, etc), passando per il Brasile fino a Cile e Argentina, una cosa e’ aiutare le popolazioni indigene a mantenere la loro cultura e identita’

      Come al solito voi liberali-liberisti (scusa l'etichetta, ma te la meriti tutta perchè pensi come loro) iniziate a vedere da dove vi fa comodo e non dall'inizio.
      Per quale cavolo di motivo dovremmo aiutare quelle popolazioni a mantenere la loro identità e cultura? te lo sei chiesto prima di commentare? no vero?
      Evidentemente se hanno bisogno di aiuto è perchè qualcuno minaccia ingiustamente questa identità e questa cultura, giusto?
      Indovina chi Martin!! dai che ci arrivi anche da solo.

      ed a favorirne il faticoso ma NECESSARIO inserimento nel mondo produttivo, come effettivamente e giustamente si fa dagli anni 70 con valanghe di fondi, agevolazioni e esenzioni.

      Favorire il faticoso ma necessario inserimento nel mondo produttivo?
      Ma scusa, il mondo produttivo di cui stiamo parlando è il neo-liberismo più predatore e schiavistico che ci sia sul pianeta e tu ritieni davvero che sia addirittura necessario schiavizzare sotto la longa manus delle multinazionali questa povera gente, che è ancora legata a stili di vita naturali e tradizionali, che nel mentre, gli devastano e gli depredano il territorio, senza rispetto ne per la natura, ne l'ambiente, ne per la fauna, ne per l'essere umano.

      Sei pieno di propaganda povero Martin.
      Se non te ne rendi conto, io te l'ho detto, se te ne rendi conto e ti va bene così, cazzi tuoi, contento te.

    5. Martin 1 dicembre 2022

      La pensavo come te da giovane. Poi ho vissuto e lavorato per diversi anni da quelle parti, anche in contatto con le popolazioni indigene, che conosco sicuramente 1000 volte piu' di te. Sei tu strapieno di propaganda e di favole, e su realta' che non conosci minimamente, salve vacanze e overdosi di ideologia terzomondista, indigenista e neomarxista.
      Tanti saluti, non ho altro da aggiungere.

    6. danone 1 dicembre 2022

      Spiegami dove sbaglio a causa della mia ideologia neomarxista e della mia overdose di propaganda, dai, vediamo se mi evidenzi dati oggettivi che discolpino le multinazionali, lo Stato centrale e il neo-liberismo predatorio, sono tutt'orecchi.

    7. Martin 1 dicembre 2022

      Ho gia' cercato di spiegarmi nel mio primo post. Se non capisci, prenderebbe troppo tempo a colpi di messaggi. Sono partito alcuni decenni fa da visioni simili alla tua, e dopo ANNI da quelle parti, e contatti diretti anche con gruppi e individui indigeni, ho maturato una visione molto piu' realistica, per quanto cruda. Tutto il mondo NON e' paese, te lo garantisco, e se non hai vissuto da quelle parti e' molto difficile capire la realta'. Non e' tutto in bianco o nero, non c'e' il Bene da una parte e il Male dall'altra - secondo il dualismo tipico della cultura cristiana e poi marxista.

      Dualismo, ancor piu' regressivo, peraltro rilanciato per il grande pubblico dalle saghe tolkeniane, che nell'immaginario nordico e anglosassone popolare hanno per inciso preso il posto spettante invece solo al'Impero Romano, che ha posto le basi primarie del concetto di Occidente.

    8. danone 1 dicembre 2022

      Non puoi negare le prepotenze e le nefandezze del sistema economico multinazionale in quei territori e prima, del colonialismo europeo su quei popoli.
      Pur non conoscendo personalmente la situazione in loco, mi limito ad osservare che ovunque il modello neo-liberista ha fatto gli stessi danni ed ha rovinato la vita di milioni di persone nel mondo.
      Quindi qualunque sia la situazione reale là oggi, so che la ragione ce l'hanno i Mapuche, sullo Stato e sui rapinatori-sfruttatori occidentali, pur con tutte le loro colpe, qualunque esse siano.

    9. Fedeledellacroce 1 dicembre 2022

      "PS – Raccomandasi SEMPRE la visione del capolavoro di Mel Gibson “Apocalypto”. L’ ultima scena e’ un vero raggio di sole………….."
      E con questa chicca, ti autoproclami "boccalone" modello, l'orgoglio della propaganda piú becera e bugiarda.
      Complimenti!

    10. Fedeledellacroce 1 dicembre 2022

      Hai ragione, meglio starsene in Brianza.

    11. ducadiGrumello 1 dicembre 2022

      ma no dai Fedele, le mega-produzioni hollywoodiane sono famose per la minuziosa ricostruzione storica e l'analisi maniacale delle fonti

    12. Martin 1 dicembre 2022

      Ma guarda che dal 1975 al 2020, il tasso di poverta' in Cile era stato ridotto del 30%, sono dati inoppugnabili e confermati a livello internazionale. Il "problema" e' che buona parte di tale processo quanto mai positivo e' stato dovuto alle riforme neo liberiste fatte da Pinochet e dalla scuola monetarista e liberista di Chicago. E siccome Pinochet e' stato ovviamente un dittatore, e' ancor piu' vietato riconoscere l'effetto positivo di quelle riforme, per quanto confermate da risultati indiscutibili: crescita e riduzione della poverta' al primo posto in America Latina.

      Quello che vi scappa, non avendo voi mai vissuto da quelle parti, e' che in tutta l'America Latina esiste, molto semplicemente, una quota della popolazione corrispondente al "lumpenproletariat" della visione marxista. E' una quota molto alta - per diversi ordini di ragioni, comprensibili e anche di natura etnica, antropologica e culturale - e molto poco incline al lavoro costante e produttivo.

      Le odierne politiche assistenziali, per quanto comprensibili e condivisibili sotto il profilo umanitario e sociale, DI FATTO incoraggiano una buona quota della popolazione a vivere di sussidi e lavori saltuari, ai margini della societa' produttiva.

      Le ragioni di tale lontananza o estraniamento dalla dimensione produttiva della vita quotidiana sono ripeto di ordine vario, anche etnico, antropologico e culturale, e non solo economico o di classe.

      C'e' una evidente tendenza alla dimensione esistenziale di mera sussistenza, ai margini della societa' produttiva. Tendenza che si combatte anche aumentando la differenza tra chi lavora in modo stabile e produttivo e chi invece preferisce vivere ai margini tra sussidi statali e lavoretti saltuari.

      I partiti di sinistra preferiscono non riconoscere questo aspetto, distibuiscono sussidi e incassano voti. E il "lumpenproletariat" non solo non scende, ma aumenta. "Hasta la victoria!"

    13. Martin 1 dicembre 2022

      Se non hai provato un infinito senso di sollievo, alla vista delle Tre Caravelle, veramente non ho parole.

    14. Martin 1 dicembre 2022

      L'apparizione delle Tre Caravelle e' stato un autentico, purissimo Raggio di Luce.

    15. danone 1 dicembre 2022

      La società produttiva è la società neo-liberista che ti ho criticato poc'anzi.
      Fa schifo qui a me figurati là a loro.
      Il fatto che questo tipo di società ed economia venga imposta con la forza e lo sfruttamento non ti sfiora nemmeno.
      Dopo aver sradicato interi popoli dai loro sistemi economici tradizionali, è ovvio che produci poveri in serie, ed è quello che la società produttiva, che tanto decanti, vuole per avere manovalanza sotto-pagata in quantità, nuovi schiavi Martin.
      Ovvio che poi devi assisterli e sussidiarli, ma perchè è il neo-liberista che li vuole tenere dentro al suo giochino produttivo.

    16. LuxIgnis 1 dicembre 2022

      Film falso, seppur un buon film. Storicamente e antropologicamente inventato. Fatto da un buon attore e regista ma un pessimo uomo. Un alcolizzato antisemita e cristiano integralista. Denunciato più volte e l'ultima dall'ex compagna per violenze. Insomma gli uomini che piacciono a coloro che proiettano le loro psicopatologie sui nativi di ogni paese. Da bravi buoni cristiani.

    17. ric 1 dicembre 2022

      antisemita ? Io sono per nulla antisemita .anzi...ho simpatia per gli arabi , a cominciare dai popoli che si affacciano sul mediterraneo . i semiti : discendenti di SEM sono almeno 500milioni ..e non mi hanno fatto nulla di male .Ma non sopporto gli ebrei che sono al massimo 15milioni ne mondo , ma i semiti veri fra loro sono al massimo 3 milioni .

      Credo fermamente che Mel GIBSON sia pe nulla antisemita.. al massimo anti religione-Ebraica

      forse avra' letto il talmud ??

    18. Fedeledellacroce 1 dicembre 2022

      Si, lo stesso, uguale uguale sollievo alla vista della cavalleria nel film Fiume Rosso.
      D'altronde parliamo dello stesso continente.
      Della stessa barbarie conquistatrice.
      Che ha flagellato questo splendido continente per oltre 500 anni.
      E gli asini come te credono ai film di Hollywood.
      Di nuovo, complimenti!

    19. Martin 1 dicembre 2022

      Dovresti informarti un po' sullo stato degli aborigeni australiani e sul livello tuttora paleolitico della popolazioni indigene della Papua Nuova Guinea, e di ampie aree dell' Amazzonia (ove per inciso ho passato alcuni mesi). Forse attraverso esempi "estremi" ti arrivera' l'illuminazione.

    20. Fedeledellacroce 1 dicembre 2022

      Spiegalo a me allora.
      Vivo da 30 anni in terre americane, sono stato in molte parti, dalla Patagonia al Canada,
      Quale sarebbe la propaganda nel dire che i popoli americani sono stati massacrati e ancora oggi lottano per ottenere un minino di autonomia ed autoderminazione?
      Prima di sparare cazzate, pensaci. Non sempre parli con ignoranti come te.

    21. Martin 1 dicembre 2022

      John Wayne e Tex Willer non c'entrano nulla - te lo garantisco. Se sono irrilevanti, lo sono sia a sostegno che contro, se riesci a capirmi. Il fatto che rifiuti tale mito americano non ha nulla a che fare con quello che ho scritto. Evidentemente non hai minimamente studiato ne' riflettuto su come si viveva realmente da quelle parti prima dell'arrivo di noi Europei, storicamente inevitabile.

      Ne' sembri cosciente dell'ostilita' di Hollywood nei confronti del Cattolicesimo.............

    22. LuxIgnis 1 dicembre 2022

      Quisquilie dialettiche, se ti diverti così...

    23. danone 1 dicembre 2022

      Sottovaluti troppo gli aspetti spirituali dell'esperienza materiale che viviamo.
      Gli aborigeni australiani sono più in equilibrio con l'armonia universale, pur nella loro arretratezza (secondo te), che noi occidentali nel nostro artificiale e falso progresso.

    24. ducadiGrumello 1 dicembre 2022

      non è che li sottovaluta Dan, è che proprio non gliene può fregar di meno

    25. Fedeledellacroce 1 dicembre 2022

      Martin, questi ragionamenti sono gli stessi che fanno gli israeliani nei confronti dei palestinesi.
      O se vuoi gli stessi che fanno gli ukraini nei confronti dei russi.
      O del milanese nei confronti dei "terroni".
      E' bacato alla radice.
      Ogni popolo ha diritto all'autoderminazione.

    26. Fedeledellacroce 1 dicembre 2022

      @Danone é gentile, ha i mezzi lingustici, la volontá e il tempo di rispondere pacatamente.

    27. ric 1 dicembre 2022

      che risposta scientifica !..io ho espresso un pensiero legato ai fatti reali che sono di pubblico dominio ,o non mi diverto affatto. sapresti replicare
      in termini piu' accademici ? .

    28. Martin 1 dicembre 2022

      Non reggeresti un mese come vivono loro

    29. Martin 1 dicembre 2022

      No, e' che ne ho infinita pena, che e' molto diverso. Che tragico destino essere rimasti al paleolitico.

    30. Martin 1 dicembre 2022

      No guarda gli Ucraini proprio no. Erano e sono molto piu' indietro dei Russi e dell'Europa dell'Est in ogni indicatore (economico, sociale, sanitario, delinquenziale, etc), gia' nel primo decennio di questo millennio. Che poi tu non conosca questi indicatori o non voglia prenderne atto, e' ovviamente tutto un altro discorso.

    31. Martin 1 dicembre 2022

      Me duele, Fedeledellacroce, ma ho vissuto e lavorato per anni da quelle parti e dubito fortemente che tu le conosca come me, a partire dalla storia. Posso tranquillamente impartirti diversi corsi di storia politica, economica e antropologica dell'America Latina, ben diversi dalle favolette terzomondiste e marxiste nelle quali ti hanno allevato.

    32. Martin 1 dicembre 2022

      Oh certo, quando in un solo fine settimana hanno strappato il cuore a migliaia di persone, i cui teschi e resti sono stati recentemente ritrovati nell'area del Templo Mayor, nel centro storico di Citta' del Messico.
      Tutta robetta, cosa vuoi che sia, anzi dettagli!
      Meglio: quisquilie!

    33. Fedeledellacroce 1 dicembre 2022

      Lo siento q te duela.
      Sicuramente abbiamo conosciuto realtá differenti, vissute con spirito differente.

    34. Martin 1 dicembre 2022

      Il mio spirito, circa 30 anni fa, era proprio di tipo moderatamente terzomondista e filoindigenista (mai marxista). Poi sono andato a lavorare da quelle parti per diversi anni e ho dovuto sbattere il muso sulla realta', ben diversa dalle favolette che continuano a girare negli ambienti terzomondisti indigenisti e marxisti europei, e che sono molto difficili da smentire con chi non ha mai vissuto da quelle parti e continua a proiettare visioni idealistiche europee. Una delle chiavi piu' facili per capire la realta' e' Allende, fatto passare per un innocente socialdemocratico, quando fu un marxista leninista dei peggiori che in pochi anni rovino' il Paese e esproprio' e collettivizzo' tra le 3500 e le 3800 piccole e medie imprese agricole.

    35. Martin 1 dicembre 2022

      Ogni tanto, molto raramente, qualcosa di buono salta fuori dalla paccottaglia ideologica di Hollywood prima e Netflix dopo, ed il povero Mel Gibson ha pagato carissimo quel capolavoro, con il completo e totale ostracismo personale e professionale da parte di Hollywood e della cultura mainstream, nonche' una salva di scandali mediatici personali montati ad arte.
      Cosi' come Sergio Leone pago' amaramente il capolavoro mondiale "C'era una volta in America", scomunicato dall'intera critica statunitense per aver piazzato l'obiettivo sulla mafia ebraica e sulla corruzione dei sindacati e della politica americana. Il "melting pop" del camion dell'immondezza nella scena finale, ti era per caso sfuggito?
      Fecero salti di rabbia negli USA..... coast to coast...

      Bisognava rimanere inchiodati alla mafia di Al Capone e Il Padrino e alle commedie della serie The Sopranos....ma fai pure finta di niente.......eppure sono stati fenomeni di rifiuto accaduti sotto gli occhi di tutti, e anche vendicati, vedasi Il Padrino 3, che ha diffamato l'Italia dalla a alla zeta (mafia e politica,Vaticano, Calvi, Sindona, etc)... non te ne eri accorto, per caso? E' stata la risposta di Hollywood, con gli interessi, a Sergio Leone...

      Adesso abbiamo Moretti, Sorrentino e Gassman, possiamo stare felici e tranquilli...tanto giustamente all'estero non se li caga proprio nessuno perche' non hanno veramente NULLA da dire...anzi fanno proprio vergognare per la completa, assoluta irrilevanza sotto ogni profilo.

    36. Fedeledellacroce 2 dicembre 2022

      Allende non era peggiore del successore, pinochet.
      e comunque nessuno dei due era indigena.
      Io sono estraneo a scuole marxiste o come le vuoi chiamare tu. Sono solamente un ex ragazzo di strada che ha continuato a viaggiare e conoscere.
      immagino che secondo te, anche i beduini sono incivili.

    37. Martin 2 dicembre 2022

      Le riforme del dittatore Pinochet hanno rimesso in piedi il Paese a livello economico e sociale, con progressi enormi in termini di crescita e riduzione della poverta' al primo posto nel continente - e' una differenza esponenziale.
      Quanto ai beduini, li conosco poco, sono tutto un altro discorso e c'entrano meno di nulla.

    38. Fedeledellacroce 2 dicembre 2022

      Vabbé, ho capito.
      A ognuno la sua realtá.
      Pinochet ha salvato il Chile.....
      Di novo, complimenti!

    39. Martin 2 dicembre 2022

      E' quello che hai scritto tu tanto per far polemica in mala fede. Io ho ovviamente scritto delle riforme, che hanno funzionato, il che NON significa approvare la dittatura. Ma puoi sempre provare a rigirare anche questa..

    1. danone 1 dicembre 2022

      Per ogni mille italiani, un educatore Mapuche, obbligo di frequenza al corso intensivo, e abbiamo risolto i nostri problemi di sovranità.

    2. absitiniuriaverbis 2 dicembre 2022

      Senza farci troppo abbindolare dalle cose straniere... sembra che mapuche tradotto in italiano suoni molto molto molto vicino a cazzimma.

    1. Cachafaz 1 dicembre 2022

      E' il capitalismo allo stadio terminale che per sopravvivere ancora un po' brucia tutto...da noi sradicano i boschi con la scusa del green. Li' in argentina buttano fuori gli ultimi indigeni. Mi sa' lo faranno anche con i nativi negli Usa prima o poi.

    1. LuxIgnis 1 dicembre 2022

      C'è un film molto particolare e anche molto bello a mio avviso che parla di una storia, del 1860, a quanto pare almeno sulle basi vera, di un avvocato francese, Orélie-Antoine de Tounens, che si autoproclama, cercando di sfruttare un cavillo burocratico nell'assegnazione di certi territori, re di un regno immaginario tra Cile Argentina in cui tutte le tribù indigene sono riunite compreso i Mapuche.
      Per quanto il personaggio appare come un megalomane, visionario e decisamente pazzoide, le sue intenzioni erano quelle di dare veramente un regno agli indigeni in cui affrancarsi dal dominio spagnolo.
      Chiaramente non andò tanto bene e fu espulso dallo Stato, evitando la condanna a morte, e non poté più fare ritorno.
      https://www.imdb.com/title/tt6515470/

      Il film è molto bello e innovativo, a tratti surreale, tipo la scena del processo dove tutti indossano maschere di cartone.
      Da vedere se lo trovate. Una perla rara. Un modo molto particolare per dare voce a questi indigeni fieri e in lotta da sempre.

    2. LuxIgnis 1 dicembre 2022

      Trailer:
      https://www.youtube.com/watch?v=um2_YfGjURI

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