Di Marco Mori
Buongiorno a tutti.
Voglio fare ancora una volta una riflessione sulla posizione del cosiddetto fronte antisistema — insomma, di chi è critico verso le istituzioni e verso il modello economico e sociale in cui viviamo — che, secondo me, sul referendum sulla giustizia sta perdendo un po' di colpi; molto, molto influenzato dalla propaganda martellante e dal senso di sfiducia, magari legato anche agli strascichi della situazione Covid, verso un certo tipo di magistratura.
Qual è il punto, il nodo della questione? Beh, in questi giorni è stato evidenziato, ma è passato praticamente inosservato, come la costituzione di un'Alta Corte disciplinare che deve giudicare i magistrati, i loro comportamenti e gli eventuali illeciti nella loro attività professionale, fosse inserita anche nel 2022 nel programma del Partito Democratico.
Allora, questo non è qualcosa che deve passare in cavalleria o essere utilizzato, come sta facendo il centrodestra, per cercare di sostenere fondamentalmente che la sinistra in realtà fa un'attività di propaganda soltanto contro il governo, quando la pensava allo stesso modo.
In realtà, ciò indica qualcosa di più profondo: se la richiesta di un'Alta Corte è in entrambi gli schieramenti, viene da domandarsi chi effettivamente li spinga verso questa direzione.
Secondo me la risposta è quella semplice di sempre: sono i poteri economici sovranazionali che chiedono determinate riforme e la politica esegue.
Quindi non è che la politica ha idee autonome in questo contesto; la politica esegue quello che è il trend, la spinta, la pressione che arriva dagli ambienti economici sovranazionali, cioè tendenzialmente da chi ci compra i titoli di stato.
E, secondo me, un altro indizio di questo tipo di atteggiamento e posizione è legato alla stessa parola "Alta Corte".
Alta Corte non è un qualcosa di proprio della nostra tradizione giuridica; è un termine che invece è proprio della tradizione giuridica anglosassone.
Quindi, se sono i poteri economici e finanziari di matrice prevalentemente anglosassone a tirare fuori l'istituzione di un organismo giurisdizionale di questo tipo, non sorprende che venga poi chiamato Alta Corte, perché i massimi organi della giustizia vengono spesso chiamati, negli ordinamenti di common law, proprio Alta Corte.
Quindi il termine stesso, l'uso del termine stesso "Alta Corte", è funzionale a questo aspetto.
Poi, chiaramente, tutta la propaganda che avete sentito sul tema referendario — separazione delle carriere, su cui in linea di principio si può anche essere d'accordo a patto di separare poi fisicamente gli uffici, perché altrimenti non si separa un bel niente — è la foglia di fico.
La foglia di fico perché non è quello il punto della riforma. Il punto della riforma è la costituzione di quest'Alta Corte disciplinare che, nella logica dei gruppi finanziari, dei mercati, gli darebbe una maggior libertà d'azione all'interno del nostro ordinamento.
Quindi, comunque, qualcosa che non riguarda noi, non riguarda i processi di tutti i giorni e che, ancora una volta, non è portata avanti nel nostro interesse, ma nell'interesse di questi gruppi che hanno strappato la nostra sovranità nazionale.
La giustizia ha inefficienze, ma le inefficienze principali sono strutturali e sono legate alla carenza di personale, che dipende dalla carenza di possibilità di fare spesa pubblica dovuta sempre alle spinte dei poteri economici sovranazionali che ci hanno strappato la sovranità monetaria.
Quindi, sempre da lì deriva il problema. Questa è la principale questione che andrebbe risolta: velocizzare i processi, e lo fai ovviamente con più personale, più giudici, più magistrati.
Ci sarebbero le persone che vorrebbero fare quelle carriere, ma oggi hanno le ali tarpate perché fondamentalmente è difficile trovare occupazione e quindi, di conseguenza, non essendoci uno spazio di assunzione, abbiamo anche meno persone pronte a fare quel tipo di attività.
https://youtu.be/aCFZZE-jpK8?si=TJxiqDLu4m_YdCNvPerò è così che tu risolvi i problemi di lentezza e di ritardo della giustizia. Sui singoli errori o le singole inefficienze — al di là del fatto che la normativa attuale già consente di perseguire ovviamente chi sbaglia per dolo e colpa grave direttamente, come sempre, com’è giusto che sia, e negli altri casi c'è il risarcimento dello Stato — al di là di questo, quella percezione che c'è a volte di errori, inefficienza, inadeguatezza o altro sul singolo caso, è un qualcosa che riguarda comunque qualsiasi settore; e se lo spingi con la propaganda, tu puoi attaccare qualsiasi tipo di settore.
Pensate soltanto se, dopo il caso di Rogoredo o altri scandali che hanno coinvolto le forze dell'ordine negli anni, fosse partita una campagna mediatica fortissima contro le forze dell'ordine: la percezione della gente sarebbe largamente negativa. E così funziona, perché la questione delle mele marce o di qualcuno che è inadeguato, qualcuno che è meno bravo — tutto quello che vogliamo — è comune a qualsiasi settore.
Quindi non è che c'è una prevalenza, nell'ambito della magistratura, di questi problemi rispetto a qualsiasi altro settore: avvocatura o qualsiasi attività di qualsiasi genere o specie. È un problema comune perché è la natura umana.
Quindi, su queste questioni, non intervieni oltre le norme che già sono vigenti e che consentono comunque di intervenire nel momento in cui ci sono dei problemi.
Ma questo è, voglio dire, non c'è altro. Però appunto, la riflessione più profonda che voglio fare è: possibile che non riusciate a fare uno più uno?
Quando mai una riforma che hanno portato avanti negli ultimi anni, soprattutto costituzionale, è stata fatta nel nostro interesse?
Sono sempre tutte riforme che mirano a comprimere fino a disattivare tutti quei meccanismi di garanzia che erano previsti nella Costituzione primigenia, che era anticapitalista e quindi rompeva tremendamente ai mercati.
Questo è il concetto e quindi, passo dopo passo, si fanno quelle azioni che vengono richieste dai vari ambienti. In alcuni casi erano spudorate: ai tempi della deforma di Renzi, voglio dire, J.P. Morgan faceva dei report dove diceva che la nostra Costituzione era troppo socialista, quindi lì proprio il mandante era chiaro.
Stavolta sembra apparentemente un po' più occulto, ma così non è. Il nome Alta Corte è chiarissimo, è di matrice anglosassone. È evidentemente spiccatamente bipartisan: oggi la porta avanti il centrodestra, ma se ci fosse stato il centrosinistra l'avrebbero fatta lo stesso, e avremmo avuto il centrodestra che faceva opposizione alla riforma del centrosinistra, perché è il naturale gioco delle parti.
Una cosa che hanno imparato bene da tempo è che la cosa più importante per loro — ma lo teorizzava da sempre anche la Commissione Trilaterale, ovvero una delle grandi associazioni di categoria dell'alta finanza con Kissinger, Rockefeller, quella gentaglia lì — cioè, hanno sempre teorizzato che il punto centrale per controllare le democrazie è prima di tutto controllare le opposizioni.
Quindi, tu devi avere un'opposizione che deve apparire credibile alla popolazione; deve pensare davvero che ci sia qualcuno contro il governo, ma poi devono andare avanti con lo stesso programma e quindi, di volta in volta, chi è al timone del Paese esegue quel protocollo già assegnato.
Questo è quanto. Ragionateci e rifletteteci.
Cerchiamo di svegliarci perché poi è stupido ogni volta ricadere sempre negli stessi errori e non rendersi conto della realtà.
Destra e sinistra sono la stessa cosa, sono entrambi due facce della medaglia dell'ideologia liberista che viene portata avanti dai gruppi sovranazionali che dovremmo abbattere riscattando la nostra sovranità.
Nessuno nell'arco parlamentare ci salverà mai e nessuno fa riforme nel nostro interesse: sono sempre e solo peggiorative.
Ogni volta che esce fuori una riforma bisogna solo capire dov'è l'inganno, perché l'inganno c'è sempre.
Un saluto.
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Buongiorno a tutti.
Voglio farvi questo video sulla questione della riforma della giustizia perché vedo che, fondamentalmente, c'è una confusione incredibile: non c'è un reale dibattito e c'è la grande convinzione — anche nell'area, per così dire, del dissenso o comunque sovranista — che questa riforma sia nell'interesse del popolo e nell'interesse nazionale.
C'è una costante propaganda che mira a evidenziare alcuni casi giudiziari di cronaca per spiegarci come, fondamentalmente, grazie alla riforma tutto questo non accadrà più e quindi la giustizia sarà "più giusta", tra virgolette.
Allora, la prima osservazione che viene da fare, alla luce della forte propaganda che sentiamo a favore della riforma, è che obiettivamente, se si pensa che questa riforma incida sulla correttezza dei provvedimenti giudiziari, allora bisogna ammettere che la riforma punta a controllare il potere disciplinare sui giudici.
Perché, fondamentalmente, se non si evidenziasse il fatto che questa riforma può cambiare l'esito di alcuni processi, a questo punto è chiaro che non ci sarebbe un impatto della stessa sul potere disciplinare. Nel momento in cui tu evidenzi, invece, che facendo questa riforma potrai intervenire contro i giudici che sbagliano, allora automaticamente ammetti che il punto è l'aspetto disciplinare.
Quindi, prima considerazione che dobbiamo fare: qual è?
Non è una riforma sulla separazione delle carriere. O meglio: la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e magistratura requirente (quindi PM, eccetera) è solo ed esclusivamente la facciata, la foglia di fico per far pensare che l'oggetto sia questo. In realtà — e ve lo dico da avvocato — PM che passano a fare i giudici non se ne vedono, se non in una percentuale insignificante: numeri risibili.
Quindi, il problema non è che c'è un giudice di parte favorevole alla cosiddetta accusa (poi non è accusa, è il ruolo del PM). Non c'è, quindi, una vicinanza tra giudice e PM che possa essere giustificata dal fatto che uno passa a fare un ruolo piuttosto che l'altro.
Il fatto che nelle aule di giustizia possa esserci una certa simpatia tra pubblico ministero e giudice è legata a un altro aspetto, che non viene toccato dalla riforma e che è puramente logistico: il fatto che i PM hanno gli uffici negli stessi palazzi in cui lavorano anche i giudici. Gli avvocati come noi hanno gli uffici fuori dai palazzi di giustizia, quindi abbiamo meno occasioni di avere un rapporto, tra virgolette, "amicale" perché magari ci incontriamo per il caffè con un giudice, rispetto a quanto può averlo un pubblico ministero.
Quindi, casomai, il punto non era il fatto che uno passasse da una carriera all'altra; il punto che li rendeva vicini era eventualmente l'aspetto logistico, che non viene toccato.
Quindi, se non viene toccato, avranno comunque uffici vicini o adiacenti e potrà crearsi, in qualche caso, un rapporto amicale. Talvolta può anche accadere il contrario: proprio perché si frequentano e sono vicini, magari si stanno antipatici e quindi, in quel caso, è addirittura l'opposto: cioè il giudice che non può vedere il pubblico ministero, per carità. Però, se vogliamo proprio andare a vedere qual è l'elemento che può creare questo rapporto amicale tra due parti processuali distinte e diverse, potrebbe proprio essere l'aspetto logistico che dalla riforma non è toccato.
E allora cos'è che viene toccato? Sì, c'è lo sdoppiamento del CSM, ma è collegato al discorso della separazione delle carriere e, francamente, del nuovo CSM ci interessa relativamente; nel senso che, comunque, non deciderà più sui casi legati a questioni disciplinari a carico dei giudici (quindi su contenziosi legati all'operato del giudice quando svolge il suo lavoro), perché il disciplinare passa alla nuova figura dell'Alta Corte.
Ed è qui il nocciolo della questione.
https://www.youtube.com/watch?v=7TDhGO7A1acL'Alta Corte è disciplinata dal nuovo articolo 105 della Costituzione con la "deforma" e questo articolo va letto per quello che è, perché poi su questo bisogna fare le riflessioni.
È ovvio che lo scopo è subordinare il potere disciplinare alla volontà della maggioranza di governo e, in generale, alla volontà della politica. Questo è lo scopo. Lo hanno dovuto fare in modo molto mascherato, perché altrimenti la riforma non passava: quindi dovevi andarci, fondamentalmente, attraverso un meccanismo piuttosto complicato e complesso che, comunque, leggendo l'art.105 si capisce perfettamente.
Il nuovo art. 105 è questo: spettano a ciascun Consiglio Superiore della Magistratura, secondo le norme dell'ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni, i trasferimenti, le valutazioni di professionalità e i conferimenti di funzione nei riguardi dei magistrati.
Quindi questo fa l'avanzamento di carriera e tutti i vari trasferimenti: l'ordinaria amministrazione sull'attività dei magistrati, che spetta ai nuovi due Consigli Superiori della Magistratura (uno per i giudici, uno per i pubblici ministeri). E invece, la giurisdizione disciplinare nei riguardi dei magistrati ordinari, giudicanti e requirenti, è attribuita all'Alta Corte disciplinare.
C'è questo nuovo organo che fa solo il disciplinare. L'Alta Corte è composta da 15 giudici: tre nominati dal Presidente della Repubblica (PDR) tra professori ordinari di università in materie giuridiche o avvocati con almeno 20 anni di esercizio, e tre estratti a sorte da un elenco di soggetti in possesso dei medesimi requisiti stilato dal Parlamento.
Quindi, tre giudici sono a nomina diretta del PDR. Il PDR viene eletto sulla base delle norme previste in Costituzione, ma in forza di una legge elettorale che determina la composizione del Parlamento. Voi sapete che non abbiamo più un parlamento proporzionale. Abbiamo un parlamento che continua — nonostante la sentenza della Corte Costituzionale sul Porcellum — a rappresentare in modo distorto il Paese: cioè, la rappresentatività popolare è distorta dai premi di maggioranza, dai nominati e tutto il resto. I nominati sono poi fondamentali, perché un nominato può essere rieletto soltanto se è la segreteria di partito a decidere. Tanto è vero che le attuali leggi elettorali, di fatto, hanno subordinato il Parlamento all'esecutivo.
In questo contesto, anche il Presidente della Repubblica è un organo di emanazione, non super partes, perché non ci può essere una maggioranza netta di una parte sull'altra, ma è un organo di rappresentazione dell'attuale maggioranza politica, nei fatti. Tant'è vero che anche sull'elezione del secondo mandato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ci fu lo zampino dell'attuale maggioranza.
Quindi è pacifico che non è un esponente super partes, ma un esponente di un certo tipo. Poi la propaganda politica e il gioco delle parti va nella direzione, a volte, di contestarlo o altro, ma di fatto è comunque l'espressione di una maggioranza politica che esiste proprio in forza di una legge elettorale che non è proporzionale. Quindi, sulle tre nomine del PDR, francamente si può dire tutto tranne che saranno certamente tre nomine imparziali: saranno, con ogni probabilità, tre nomine che risponderanno all'indirizzo politico del Presidente della Repubblica del momento.
E' pacifico anche per i tre membri del Parlamento che sia così, perché è ovvio che sono scelti da una lista.. scelti, sorteggiati, ma sulla base di una lista fatta dal Parlamento, e quindi tramite una scelta di natura politica. Per cui avremo, fondamentalmente, su 15 giudici, ben 6 che avranno un'impronta politica. Poi ci sono i 9 magistrati: 6 per quanto riguarda l'aspetto dei magistrati della carriera giudicante, 3 per quella requirente (quindi tre nell'ambito dei PM). Questi saranno sorteggiati. Con quali criteri? Poi sarà deciso con legge ordinaria.
Quindi saranno 9 giudici sorteggiati contro, di fatto, i 6 (tra virgolette) della politica. Sembra che i sorteggiati possano avere la maggioranza, ma è evidente che già all'interno di un sorteggio sarebbe una grande sfortuna se la maggioranza pescasse a sorteggio tutti i giudici dell'altra fronda.
Quindi è abbastanza improbabile, ma c'è di peggio, perché non è un problema matematico così largo: c'è un problema che si deve valutare sui 9 giudici sorteggiati.
In realtà, basterà un solo membro sorteggiato in maniera corretta per dargli il controllo dei singoli collegi disciplinari dell'Alta Corte. Perché parlo di collegi dell'Alta Corte? Perché l'Alta Corte non deciderà i casi con i 15 membri: sarà suddivisa in collegi secondo la legge ordinaria. Perché vi dico questo? Perché, ovviamente, l'Alta Corte decide anche sugli appelli contro le sentenze emesse dall'Alta Corte in prima istanza; messa impugnazione anche per motivi di merito soltanto dinanzi all'Alta Corte stessa.
Non c'è Cassazione, ci sono solo due gradi di giudizio davanti all'Alta Corte, ma i membri che hanno giudicato in primo grado — secondo quello che dice la norma — diventano incompatibili per quanto riguarda l'appello. Quindi, se tu fai giudicare a 15 persone un caso disciplinare in primo grado, non hai nessuno per fare l'appello. Per cui è chiaro che la legge ordinaria a cui si rinvia disciplinerà la composizione dei collegi.
A naso, anche per ragioni matematiche, faranno tre collegi: due per il primo grado e uno per l'appello (uno unico, quindi, per il secondo grado). Dei 5 membri, sempre in base alla ripartizione matematica, a questo punto in cui suddivideremo i singoli collegi, avremo 2 giudici di emanazione politica (PDR e Parlamento) e 3 sorteggiati.
Basta solo andare a controllare uno di quei 3 sorteggiati — che ti capita la fortuna che sia uno che la pensa come la maggioranza del momento, oppure in qualche modo che si riesca a creare un carteggio politico con quel giudice — ed ecco fatto che hanno la maggioranza nel collegio di disciplina, che è quello che gli interessa per andare a creare pressione sulla magistratura.
È chiarissimo il discorso. Non potevano farlo in modo più brutale, ma è ovvio che non potevano farlo in modo più brutale in questa fase.
Poi, quando ci diranno che questo sistema del sorteggio non funziona, si arriverà a un'altra ciliegina sulla torta che vogliono: quella dell'elezione diretta del pubblico ministero in particolare, quindi dei procuratori generali della Repubblica nei vari gradi (anche davanti alla Corte di Cassazione), perché comunque sia questo consentirà un ulteriore controllo politico sull'accusa in stile americano, fondamentalmente, dove abbiamo, a seconda del cambio delle elezioni, PM che perseguono l'uno o l'altro dell'opposto schieramento.
Quindi una roba che con la democrazia non c'entra niente.
Tutto questo, però, ve lo ripeto ancora una volta, non viene fatto per gli interessi del governo di Giorgia Meloni: viene fatto su ordine dei poteri economici che decidono quali sono i governi che salgono al potere e che continuano a servire.
Infatti, quando governa il centrosinistra o il centrodestra non cambia niente: c'è il pilota automatico su quelli che sono i fatti essenziali.
Il nocciolo di fondo è che il Parlamento prima (cancellato con i principi maggioritari e con i nominati) e la magistratura poi potevano ancora creare un ostacolo a questa deriva, anche sul tema delle cessioni di sovranità, per esempio: cosa che non hanno fatto. La Cassazione ha respinto, tra l'altro con condanna punitiva alle spese, la mia causa su cui cercavo di sostenere che le cessioni di sovranità fatte coi trattati erano incostituzionali, e quindi la magistratura non è intervenuta per fermare le cessioni di sovranità.
È vero, però potenzialmente poteva farlo in qualsiasi momento. In ambito penale bastava solo un magistrato. Quindi, creare un sistema che spaventa un giudice un pochino "creativo", che non si uniforma anche a precedenti giurisprudenziali o altro, è il metodo e il mezzo per poter subordinare la magistratura all'esecutivo, e quindi a un esecutivo poi a sua volta scelto dal potere economico. Perché può diventare chiaramente Presidente del Consiglio, e creare una sua maggioranza anche parlamentare, soltanto chi ha grande visibilità mediatica; e sui media ci va chi viene finanziato, sostanzialmente, o foraggiato da determinati gruppi.
Questo è il quadro. Questo è lo scopo della "deforma".
Ricapitolando: separazione delle carriere? Una bufala. Era la separazione logistica di dove hanno gli uffici che avrebbe creato realmente una certa distanza tra giudice e PM, quindi quella è una stupidaggine.
L'Alta Corte è il vero nocciolo della deforma. L'Alta Corte divisa in collegi perché deciderà anche nei gradi di appello, con incompatibilità per i giudici che hanno deciso sul primo grado; quindi saranno — siccome sono 15 giudici — tre collegi per forza da cinque membri (a meno di non fare addirittura collegi da 3 membri, vedremo).
Potrebbe essere questo, ma allora comunque nulla cambierà e a livello matematico sarà sempre un gran casino, un gran problema, perché comunque i giudici sono 15. Con i numeri che vi ho detto, fare più di 3 collegi è un disastro perché distorci chiaramente gli equilibri previsti dalla norma; ma anche rispettando questi e facendo i collegi da cinque, comunque sia automaticamente avranno di fatto il controllo dell'Alta Corte.
A meno che non ci sia addirittura di peggio: lo vedremo con leggi ordinarie, dove potrebbero magari stabilire appunto più collegi o un certo tipo di composizione all'interno di quella costituzionale per quanto riguarda il secondo grado, che è quello che interessa di più. Staremo a vedere.
Comunque resta il fatto che saranno 2 a 3: due politici e tre sorteggiati dall'altra parte. Basta che questi tre non siano coesi contro la maggioranza del momento e avranno la maggioranza sull'organo disciplinare, potendo così spaventare eventuali magistrati che non si allineano a un certo tipo di discorso.
Magari che non si allineano banalmente — per farvi degli esempi recenti, anche in un ambiente dove ci sono tante persone che la pensano come me su altre questioni ma che vorrebbero votare sì alla riforma — giudici che non vorranno opporsi a ragionamenti della Corte Costituzionale, come ad esempio sulla questione che ben sappiamo dei trattamenti sanitari, o sulla questione del periodo Covid.
Tanti altri giudici... perché dovrebbero mettersi contro la Corte Costituzionale, rischiando un disciplinare certo a quel punto? Ecco, questo è l'azzardo.
Vi ricordo che la giudice Susanna Zanda in sede disciplinare si è salvata con l'attuale sistema: si è salvata. Con questo sistema della deforma, probabilmente lo stesso processo a carico dello stesso giudice che aveva considerato illegittimo Green Pass e quant'altro darebbe esito opposto, e quindi sarebbe sanzionata, dissuadendo altri magistrati dall'avere posizioni così coraggiose contro determinate norme.
Questo è: la Corte Costituzionale, lo sapete, è già di derivazione politica ed è evidente, ma il quadro è assolutamente questo.
Quindi il nocciolo della questione è l'Alta Corte, di cui non parla nessuno. Anche i video che vengono fatti da fautori del "No", come sono io, a questa deforma non focalizzano esattamente il problema: ne parlano in modo troppo generico, magari sbagliando.
Il punto è l'articolo 105, la composizione dell'Alta Corte. È lì che c'è il vero problema, il nocciolo della questione, perché su questa composizione, in quella corte, riuscirà ad avere maggioranza la politica.
Un caro saluto.
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Marco Mori. Avvocato e saggista. Ha scritto “La morte della Repubblica. Gli Stati Uniti d’Europa” e “Il tramonto della democrazia. Analisi giuridica della genesi di una dittatura europea”.
— Le opinioni espresse in questo articolo riflettono il pensiero dell’Autore ma non necessariamente la linea editoriale di ComeDonChisciotte.---
Trascrizione a cura della Redazione di ComeDonChisciotte.org
FrancoMaloberti 21 marzo 2026
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