Di Lo Sparviero per ComeDonChisciotte.org
Lunedì 7 luglio il Dipartimento di Giustizia Usa e l’Fbi hanno chiuso, o meglio ritengono (fanno finta), d’aver chiuso il “caso Epstein”. La finta pietra tombale sul caso può essere da chiunque semplicemente dedotta da quanto riproduciamo in nota, senza bisogno di scomodare servizi di intelligence o che altro di oscuro (1).
Comunque, stiamo allo spettacolo proposto. Ai fatti per come vengono messi in scena e cerchiamo di disvelarli in base al nostro metro di giudizio.
Dicono quelli dell’Fbi: “Epstein non è stato assassinato, non ricattava e non c’è una lista dei clienti”. Tre negazioni per (fare finta di) mettere una pietra tombale su di uno “scandalo” enorme che ha scosso profondamente la parte sana del popolo americano, della working class e non solo. Ricordiamo che nei versi della ballata autentico grido di dolore Rich man north of Richmond composta e cantata da Oliver Anthony, un semplice workerman americano che esattamente due anni fa ebbe un clamoroso ed inaspettato successo (2), si richiama proprio l’alone sinistro dell’Isola di Epstein.
I trombettieri nostrani, come il dantesco Barbariccia “che di cul fece trombetta”, prontamente registrano l’insabbiamento con un sospiro di sollievo, anche perché le malelingue “deplorevoli e complottiste” sono state smentite in sede ufficiale, con tanto di avvallo da parte del presidente MAGA, una volta per tutte e finalmente messe a tacere.
Trombetta di cul La Repubblica:
[caption id="attachment_229783" align="aligncenter" width="711"]
https://www.repubblica.it/esteri/2025/07/07/news/jeffrey_epstein_suicidio_ricatti_sessuali_fbi-424715332/[/caption]
Trombetta di cul La Stampa:
[caption id="attachment_229784" align="aligncenter" width="802"]
https://www.lastampa.it/esteri/2025/07/08/news/epstein_fbi_no_assassinio_no_ricatto-15223296/[/caption]
Disperdiamo subito queste ed altre nostrane autorevoli flatulenze mainstream, dando la parola ai burloni di Babylon Bee. Giusto due righe di commento nostro:
“Una risata vi seppellirà” si diceva nel movimento di contestazione del ’68. Era ed è giustissimo graffiare il sistema di potere anche con l’ironia, la più abrasiva possibile. Ed è giusto anche in questo “caso” che mette i brividi e in cui non c’è proprio niente da scherzare poiché si tratta di una fogna sanguinolenta e di un autentico castello degli orrori, da radere al suolo insieme al tipo di società su cui questi castelli si ergono e possono ergersi. A tal fine naturalmente serve anche “qualcosa d’altro” oltre e insieme alla giusta carica di ironia…
"Non esiste un elenco di clienti di Epstein", affermano i clienti di Epstein 8 luglio 2025 · BabylonBee.com "I cittadini preoccupati di tutto il mondo hanno tirato un sospiro di sollievo collettivo questa settimana, quando le persone che facevano parte della lista dei clienti di Jeffrey Epstein hanno assicurato a tutti che non esisteva alcuna lista di clienti di Epstein. Dopo anni di speculazioni sui nomi che avrebbero potuto essere presenti nella lista delle persone coinvolte nella presunta rete globale di traffico di esseri umani di Epstein, la questione è stata finalmente risolta dalle persone sulla lista, che hanno rilasciato una dichiarazione congiunta negando l'esistenza della lista. "La lista in cui compaiono i nostri nomi non esiste", ha dichiarato un rappresentante delle persone menzionate nella lista. "Sebbene sia stato affermato che la presenza dei nostri nomi nella lista di Jeffrey Epstein fosse la prova che eravamo potenzialmente colpevoli di crimini orribili contro vittime innocenti, possiamo assicurare a tutti che non esiste una 'lista clienti', indipendentemente dal fatto che i nostri nomi vi siano presenti". Sebbene gli scettici sostenessero che la lista dei clienti di Epstein esistesse sicuramente e fosse tenuta nascosta dalle élite più potenti per mantenerla segreta, queste ultime erano categoriche nel sostenere che non fosse così. "Non siate ridicoli", ha detto una delle élite più potenti. "Come una delle persone menzionate nella lista dei clienti di Epstein, posso affermare con piena certezza che non esiste alcuna lista dei clienti di Epstein. Per favore, smettete di chiedere informazioni sulla pubblicazione della lista dei clienti di Epstein, grazie. Perché non esiste. E io lo saprei, perché il mio nome è lì." Al momento della pubblicazione dell'articolo, la CIA aveva anche rilasciato una dichiarazione in cui chiariva di non essere stata coinvolta nell'assassinio del presidente John F. Kennedy." Fonte: https://babylonbee.com/news/there-is-no-epstein-client-list-say-epsteins-clients
Trump ha avvallato il clamoroso (e maldestro) insabbiamento, fatto che sta suscitando una ondata di sdegno popolare, anche e forse soprattutto fra quella vasta porzione di popolo americano che lo ha votato schifata (giustamente schifata) dalla cosca dem-progress Clinton/Obama/Biden. Il patriota MAGA in campagna elettorale aveva promesso di fare, come si dice, “piena luce” sulla vicenda Epstein. In ciò corrispondendo alla sacrosanta richiesta “di verità” che saliva (e sale!) da parte di quella porzione sana di società americana che vorrebbe (e vuole!) vedere dispersa la coltre dei fumi e delle complesse distrazioni che avvolge la vita “del mondo dei potenti”. In questo caso la fitta ragnatela dei frequentatori della fogna e del castello degli orrori allestito dal defunto, “suicidato” in carcere nell’agosto 2019, Jeffrey Epstein. Un “mondo dei potenti”, costellato da una serie di moderne regge e corti di Versailles, sempre più staccato dalla vita (dalla “vita”) dei mortali cittadini comuni.
L’altro giorno, l’8 di luglio Trump ha definito (e derubricato) la figura di Epstein come “creep guy” cioè un tipo viscido, un verme, e si è platealmente spazientito per le domande dei cronisti sulla vicenda: “Davvero vuole ancora parlare di questo? Con tutto quello che succede, vuole parlare di Epstein? di questo maniaco?”.
“Con tutto quello che succede…”. Ebbene accade che molti deplorevoli in America e fuori, noi fra questi malpensanti, ritengono e dicono a chiare lettere che c’è una relazione fra “tutto quello che succede” specialmente quello che succede nella guerra in Asia occidentale e la vicenda del “creep guy” il quale defunto “suicida”, secondo i malpensanti, non era soltanto un semplice verme (nel verminaio della società borghese) ma era anche un agente del Mossad, il potentissimo servizio segreto dello Stato ebraico. Niente di nuovo neanche in questa affermazione (3). Se per Trump, ufficialmente parlando, Epstein è solo un verme, un “creep guy” accade che per una folta schiera di deplorevoli malpensanti egli ora è Trumpstein. La desinenza aggiunta è sia in relazione al cognome del verme morto “suicida”, sia per il totale allineamento di, appunto, Trumpstein agli interessi dello Stato ebraico. Totale allineamento che però non è affatto un dato acquisito per sempre. Come il “caso Epstein” non è affatto “acquisito per sempre” nel senso di insabbiato, una volta per tutte.
Per combinazione, la (finta) pietra tombale sul “caso” è caduta proprio nei giorni della terza visita di Netanyahu a Trump dopo il suo insediamento nel gennaio di quest’anno. Si ricorderà che nella prima occasione il boia premier dello Stato ebraico regalò …un cercapersone dorato (sic!) al presidente MAGA, tipo quelli fatti esplodere a distanza nelle mani e nelle tasche dei militanti Hezbollah. In questa recente visita lo ha lusingato proponendolo come candidato al Nobel per la pace. (I lettori della nostra prima puntata “A un passo dall’abisso” (4) sanno che secondo noi effettivamente Trump o Trumpstein che dir si voglia potrebbe addirittura vincere il prestigioso Nobel, ma ad una condizione: quella di far fuori/eliminare l’orco Netanyahu, che invece lo lusinga e, dicono i malpensanti, lo ricatta).
Il Wall Street Journal del 12 luglio scrive a proposito di questa recente terza visita (per combinazione avvenuta contemporaneamente alla (finta) pietra tombale sul “caso”): “Il presidente degli Usa Trump non ha sollevato obiezioni quando il primo ministro Netanyahu gli ha detto che Israele potrebbe colpire nuovamente l’Iran se la Repubblica islamica riprendesse a lavorare sul suo programma nucleare.” Tuttavia il WSJ riporta che “Trump e Netanyahu hanno punti di vista diversi su come procedere con l’Iran” (5).
Forse il totale allineamento - fattore necessario se si intende “liberare dalla tirannia” l’Iran attraverso la ripresa a breve della guerra diretta contro la Repubblica Islamica e se serve anche con l’uso delle armi nucleari (e non attraverso “i tempi lunghi” che magari un Trump preferirebbe seguire, sempre per conseguire l’obiettivo comune of course) – può essere facilitato anche dal ricatto. Da un tremendo segreto che sarebbe …assai deplorevole fosse svelato alle masse.
E se Trump non sapesse benissimo che il “caso Epstein” è gestito come un (terribile) ricatto da parte di chi ne detiene tutti i più dettagliati “segreti” di pulcinella: dati, tabulati, tracciamenti dei frequentatori e fruitori “dei servizi” forniti dalla premiata ditta Epstein & Company (vedi nota 1), c’è qualcuno, oltre Elon Musk, che immediatamente glielo ricorda.
Infatti, due giorni dopo “la chiusura del caso” sancita dall’Fbi, tale Alan Dershowitz dichiara esattamente il contrario cioè di “sapere chi c’è sulla ‘lista di Epstein’ e perché questa viene tenuta nascosta al pubblico” (6). Tombola! Apprendiamo che questo tale Alan Dershowitz, oltre essere ex avvocato e collaboratore di Epstein è anche l’autore di The Case for Israel, libro del 2003 “an ardent defense of Israel’s rights”: e, (copiando da un famoso intercalare)… “ho detto tutto!”.
Abbiamo letto alcuni commenti (fra i tantissimi suscitati) di cittadini comuni americani profondamente indignati per “tutto quello che succede” sia per l’insabbiamento che per la guerra (che in larghissima maggioranza non vogliono). Ne riportiamo un paio (tratti da ZeroHedge.com) (7).
Il primo mette, secondo noi giustamente, in relazione i due fatti:
“I think this announcement that the FBI found nothing is a precursor for a major escalation in Iran. Think about it - now Trump needs a distraction and a new escalation in Iran is just the distraction they need.”
Il secondo:
“Not only are members of the administration on the list, but the tentacles of the Epstein operation must reach so far and run so deep that any truth regarding the matter would spark a revolution overnight. Any remaining faith in the system would be completely shattered and never recovered.”
Merita che lo traduciamo (alla carlona): “Non solo i membri dell’amministrazione sono sulla lista, ma i tentacoli dell’operazione Epstein devono arrivare così lontano e in profondità che qualsiasi verità sulla questione scatenerebbe una rivoluzione da un giorno all’altro. Ogni residua fede nel sistema sarebbe completamente distrutta e mai più recuperata.”
L’autore del commento forse esagera nel dire “…da un giorno all’altro…”, ma non è esagerato dire che una scossa formidabile attraverserebbe l’America con conseguenze imprevedibili per i governanti, se… Se risultasse evidente alle masse che “siamo nelle mani”, qui nel cuore del “campo della libertà e della democrazia”, di una potentissima rete di uomini-vermi e criminali privi di scrupoli “morali” o qualsiasi altro.
Scrive il buon Michael Snyder su TheMostImportantNews.com (8):
“In questo momento mi sento letteralmente male. Dopo anni di attesa per la verità sull'operazione di traffico sessuale di Jeffrey Epstein, e dopo mesi di promesse di nuove, sconvolgenti informazioni sarebbero state presto pubblicate, ora ci viene detto di dimenticare tutto. Le persone che sono state chiamate a dirigere il Dipartimento di Giustizia e l'FBI avrebbero dovuto ripristinare la fiducia nel sistema, ma invece la stanno distruggendo. Nessuno che sappia pensare razionalmente crede alle bugie che ci vengono propinate. Il Dipartimento di Giustizia e l'FBI si trovano ora ad affrontare un problema di credibilità senza precedenti, perché milioni di noi semplicemente non credono a loro. Dopo tutto quello che è successo, il popolo americano merita delle risposte.”
Egli continua ponendo “12 domande importanti che tutti gli americani dovrebbero porsi sul vergognoso tentativo di nascondere la verità su Jeffrey Epstein” che non stiamo a riportare e che se volete potete leggere andando al link di nota 8. Riportiamo invece e con caratteri sottolineati le frasi finali del suo articolo:
"È stata superata una linea che non potrà mai più essere superata. Dopo tutto questo, come possiamo avere fiducia nelle nostre agenzie federali preposte all'applicazione della legge? Ci mentono in faccia e sono convinti di farla franca. Ci sono momenti nella storia che sono così orribili che non saranno mai dimenticati. Questo è uno di quei momenti."
Sì, “questo è uno di quei momenti”. Non solo per l’America.
Capita che anche da noi ogni tanto riescano a venire alla luce storie di fogne sanguinolente e di castelli degli orrori. Come per il castello degli orrori intorno a Marc Dutroux, storia poi inabissata e dimenticata. Ma che provocò la reazione popolare culminata nella “Marcia bianca” a Bruxelles, era l’ottobre 1996. Forse la più grande dimostrazione di popolo e di rabbia popolare mai tenutasi nel Regno di Belgio. Poi, in Belgio e altrove… “l’hanno fatta franca” ancora una volta.
Affinché non continuino “a farla franca”, l’alternativa di fondo è secca, dura, senza scappatoie che sono solo illusioni o inganni. Aut-aut, o noi o loro! Bisogna radere al suolo, per via rivoluzionaria, le moderne regge di Versailles e annessi castelli degli orrori, annientare la fitta rete delle loro corti di uomini-vermi e criminali matricolati. Niente di meno. La lotta è esistenziale, per la vita o per la morte, suprema. Tertium non datur!
di Lo Sparviero per ComeDonChisciotte.org
15.07.2025
NOTE
(1) Noi siamo comuni poveri diavoli, esperti di niente quindi non sappiamo cosa sia questo sito WIRED dal quale riportiamo una parte di un articolo riguardante “il caso Epstein”, articolo che contiene anche dettagliate mappe dei tracciamenti registrati dei frequentatori di Little St. James. Se WIRED è in grado di pubblicare una tale dettagliata documentazione, a noi sembra evidente che il “segreto” sul caso-Epstein somiglia a quello di Pulcinella. Non ci può quindi essere apposta alcuna “pietra tombale”, bensì il suo utilizzo come arma di ricatto. Questo pensiamo noi, che siamo deplorevoli malpensanti e perciò facciamo peccato. Giusta la famosa massima del gran doroteo e “divo” Giulio.
da WIRED.it :
"Quasi 200 dispositivi mobili appartenenti a persone che hanno visitatola famigerata "isola dei pedofili" di Jeffrey Epstein negli anni precedenti alla sua morte hanno lasciato una scia invisibile di dati che portano alle loro case e ai loro uffici. Le mappe delle visite, realizzate da una società internazionale specializzata nella raccolta di dati che ha legami con il settore della difesa americano, sono state scoperte la scorsa settimana da Wired US e documentano i numerosi viaggi fatti da individui ricchi e influenti, apparentemente indifferenti al fatto che Epstein all'epoca fosse già stato condannato per reati sessuali. Le informazioni raccolte da Near Intelligence, un broker di dati di localizzazione accusato in passato di cattiva gestione e frode, rivelano con grande precisione le residenze di molti ospiti di Little Saint James, nelle Isole Vergini americane, dove Epstein avrebbe adescato e aggredito sessualmente molte donne e ragazze. Secondo i procuratori, alcune delle vittime avevano appena 14 anni. Ma l'ex procuratore generale delle Isole Vergini americane ha dichiarato che persone appartenenti alla sua cerchia sociale d'élite avrebbero condotto da Epstein anche 12enni. Le coordinate raccolte e lasciate online da Near Intelligence sono in grado di localizzare le posizioni delle persone tracciate con un margine di errore di pochi centimetri. Alcuni visitatori, per esempio, sono stati seguiti dell'isola nei loro spostamenti dall'hotel Ritz-Carlton sulla vicina isola di St. Thomas fino a uno specifico molo dell'American Yacht Harbor, un porto turistico un tempo di proprietà di Epstein che ospita una "serie impressionante" di imbarcazioni da diporto e mega-yacht. I dati hanno rintracciato i movimenti di queste persone mentre venivano trasportati al molo di Epstein a Little St. James, rivelando l'esatto percorso seguito per raggiungere l'isola. Cosa rivelano i dati Ora, però, le 11.279 coordinate ottenute da Wired US certificano l'intenso traffico verso l'isola di Epstein – a quasi un decennio dalla sua condanna per reati sessuali – e individuano 166 luoghi negli Stati Uniti dove secondo Near Intelligence i visitatori di Little St. James vivevano e lavoravano (ma i dati portano anche a città in Ucraina, nelle Isole Cayman e in Australia, tra le altre). … Le mappe dell'isola di Epstein realizzate dall'azienda illustrano in modo eloquente il livello di sorveglianza che i data broker possono mettere in atto con l'aiuto delle permissive norme sulla privacy statunitensi. Near Intelligence, che ha sede a Singapore e a Bengaluru, in India, si procura i dati di geolocalizzazione dagli ad exchange, aziende che interagiscono silenziosamente con miliardi di dispositivi mentre gli utenti navigano sul web e si spostano per il mondo. Prima che una pubblicità mirata appaia su un'applicazione o un sito web, i telefoni e gli altri dispositivi inviano informazioni sui loro proprietari agli ad exchange ed ad altre piattaforme, includendo spesso i dati sulla posizione. Ma se gli inserzionisti possono usare questi dati per determinare le loro offerte ai clienti, aziende come Near Intelligence se ne appropriano per poi riconfezionarli, analizzarli e venderli. … Sebbene la scoperta dei dati dell'isola di Epstein abbia comportato molti passaggi aggiuntivi, Wired US ha anche scoperto che potevano essere trovati con una semplice ricerca su Google. Mentre molte delle coordinate rilevate da Near Intelligence conducono a case multimilionarie in diversi stati americani, altre portano alle zone a basso reddito dove vivevano alcune delle vittime di Epstein, come le aree di West Palm Beach, in Florida, dove la polizia e un investigatore privato dicono di aver localizzato circa 40 delle persone che hanno subito abusi da parte del finanziere. "La maggior parte dei clienti che si rivolgono a me ha come prima preoccupazione la privacy e la sicurezza – dichiara l'avvocato Lisa Bloom, che ha rappresentato 11 delle presunte vittime di Epstein –. Èmolto preoccupante pensare che la posizione delle vittime di abusi sessuali possa essere tracciata, archiviata e venduta a qualcuno, che presumibilmente potrà farne ciò che vuole"." - Questo articolo è apparso originariamente su Wired US. Fonte: https://www.wired.it/article/jeffrey-epstein-ospiti-isola-dati-geolocalizzazione/
(2) CdC è stato fra i pochissimi a parlarne. https://comedonchisciotte.org/io-non-ci-vado-alla-militarizzazione-il-giovane-cantautore-pietro-antonaci-risponde-con-la-musica-intervista-con-lautore/
Abbiamo sperato che l’inaspettato e clamoroso successo di massa di quel “grido di dolore” fosse il segnale di un compattamento di tutti gli schiavi del capitale: bianchi/neri/a pallini/donne/uomini/ecc. Dobbiamo ammettere che la nostra speranza è stata frustrata dai fatti.
(3) Qui una fra le “deplorevoli” voci:
Strategika51, 11 agosto 2019 Morto strangolato o in spiaggia, non lontano da Tel Aviv, a bere drink sotto una nuova identità, il ritiro o la sparizione di Epstein pone fine ad un affaire che cominciava a provocare sudori freddi allo Stato Profondo USA, alla intelligence israeliana e alle più potenti famiglie degli Stati Uniti. Gli scandali pedofili che hanno scosso il regime britannico e completamente screditato le strutture dello Stato belga sono stati tutti messi a tacere, perché rivelavano un aspetto assai poco conosciuto dei meccanismi di ricatto che l’internazionale sionista utilizza per controllare la maggior parte degli uomini e delle donne politiche o le personalità pubbliche di America, Europa e di taluni paesi dell’Asia. … In Francia le rare persone che hanno sufficiente coraggio per tentare di lavorare sulla pedofilia rituale in ambienti istituzionali vengono sistematicamente schiacciate o socialmente “annientate”. E’ un argomento tabù e quindi non esiste. Epstein era un agente di alto livello del Mossad israeliano, cui ha reso immensi servigi. Sapeva molte cose compromettenti sull’11 settembre 2001, i Clinton, Ehud Barak, Benjamin Netanyahu, i programmi segreti di armi biologiche, Obama, Trump e tutta la crema di quella grande fogna che è Washington D.C. I suoi brillanti stati di servizio avranno spinto i suoi datori di lavoro a ritirarlo, “suicidandolo”. Occorre sempre salvare le verità ufficiali. dal sito: OSSERVATORIO INTERNAZIONALE PER I DIRITTI https://www.ossin.org/uno-sguardo-al-mondo/analisi/2520-epstein-il-pedofilo-agente-del-mossad-israeliano-si-e-o-e-stato-suicidato
(4) Cfr. A un passo dall’abisso. Continua la lotta suprema https://comedonchisciotte.org/a-un-passo-dallabisso-continua-la-lotta-suprema/
(5) Dal sito SouthFront: https://southfront.press/trump-signal-support-for-new-israeli-attack-on-iran-report/
(6) https://www.zerohedge.com/political/hand-god-i-know-names-alan-dershowitz-says-he-knows-whos-epstein-list - 'Hand To God, I Know The Names': Alan Dershowitz Says He Knows Who's On The Epstein List
(7) Commenti al post di ZeroHedge: https://www.zerohedge.com/political/12-key-questions-all-americans-should-ask-about-shameful-attempt-cover-truth-about
(8) Qui l’articolo di Michael Snyder e le 12 domande che egli pone: https://www.zerohedge.com/political/12-key-questions-all-americans-should-ask-about-shameful-attempt-cover-truth-about
mago 16 luglio 2025
Dopo la famosa fellatio di Clinton vi erano i presupposti per raddrizzare la barca,evidentemente il vizietto era usuale da quelle parti.