Quella volta che l’Italia non fu colonia

Quella volta che l’Italia non fu colonia

Di Marcello Veneziani

Quarant’anni fa, proprio in questi giorni d’ottobre, l’Italia ebbe un sussulto di dignità e di sovranità nazionale che fu forse l’unico nella storia della nostra repubblica; certamente l’ultimo che abbia coinvolto un governo e le forze armate insieme. Val la pena di raccontarlo, anche perché pure allora c’era di mezzo il Medio Oriente, i palestinesi, Israele e gli Stati Uniti. Se dico Sigonella, molti italiani ricorderanno poco e pochi italiani ricorderanno vagamente cosa successe. Poi qualcuno disse che fu un episodio gonfiato dalla retorica postuma, distorto, o addirittura frutto casuale di un malinteso. Si sono fatti pure docufilm sulla notte di Sigonella.

Anche allora tutto cominciò il 7 ottobre, quando un commando di palestinesi sequestrò in acque egiziane la nave da crociera italiana Achille Lauro, e quel nome non era più quello famoso del mitico armatore, il Comandante Lauro di Napoli, morto tre anni prima; e non era ancora il nome d’arte di un cantante oggi famoso. Oggi se dici Achille Lauro pensano a lui, non a don Achille e nemmeno alla nave assaltata da miliziani palestinesi. Sulla nave, dirottata verso la Siria, c’erano più di cinquecento persone a bordo. I miliziani uccidono un anziano disabile sulla sedia a rotelle che era a bordo, Leon Klinghoffer, americano di origine ebraica; poi con la mediazione dell’OLP, l’organizzazione di liberazione palestinese e del governo italiano, fanno rientrare la nave in Egitto. In quel tempo l’Italia era in buoni rapporti con l’organizzazione palestinese: è memorabile il discorso del premier italiano Bettino Craxi in difesa di Yasser Arafat, leader e simbolo della causa palestinese, accusato di terrorismo, da Craxi paragonato a Giuseppe Mazzini (ma avrebbe potuto paragonarlo anche ai fondatori dello Stato d’Israele, prima che fossero riconosciuti come patrioti). Un discorso che pronunciò in Parlamento commentando un mese dopo proprio i fatti di Sigonella. Ma torniamo a quel sequestro. Gli Stati Uniti, allora guidati da Ronald Reagan, chiedono l’estradizione dei quattro dirottatori palestinesi al governo egiziano. Ma il sequestro e l’assassinio si sono svolti su una nave che batte bandiera italiana e dunque è avvenuto in territorio italiano. Nasce allora un braccio di ferro, forse l’unico vistoso braccio di ferro, tra l’Italia guidata da Craxi, con Andreotti ministro degli esteri, e gli Stati Uniti. In quel tempo, ma non solo in quel tempo – disse l’ammiraglio Fulvio Martini, capo dei servizi segreti militari che ebbe un ruolo chiave a Sigonella – “eravamo completamente dipendenti dai servizi americani e israeliani; avevano mezzi superiori ai nostri, ma avevano anche interessi diversi”. E lo diceva pur essendo stato un attivo e convinto collaboratore dei medesimi servizi per conto dei nostri.

Ma torniamo a quei fatti: il governo egiziano imbarca i quattro miliziani su un aereo diretto in Tunisia, dove avevano sede i vertici dell’Olp. Ma gli americani fanno pressioni su Tunisi che nega il permesso di atterrare. L’aereo viene intercettato nel Canale di Sicilia da F-14 americani che chiedono al governo italiano di atterrare nella base NATO di Sigonella, in provincia di Siracusa. Craxi autorizza ma quando l’aereo atterra a Sigonella, viene circondato da avieri italiani e da carabinieri. Pochi minuti dopo atterrano a luci spente e senza permesso della torre di controllo anche due Lockheed americani; scendono i soldati e circondano a loro volta i militari italiani. In quella notte, tra concitate telefonate tra i leader dei due governi, avviene l’evento storico: Craxi chiede a Martini, capo dei servizi segreti militari (Sismi) di assumere la guida dell’operazione e fa circondare a sua volta i soldati americani. Immaginate l’aereo al centro e tre cerchi danteschi: il primo italiano, il secondo americano e il terzo costituito da carabinieri italiani che puntano le armi contro i militari Usa. Quando vedo quell’immagine, io che non sono né un guerrafondaio o un militarista e detesto la retorica trombona del patriottismo, confesso di avere un sussulto: la fierezza di essere italiano davanti alla prova di dignità di un paese piccolo, sconfitto, subalterno rispetto all’Impero grande, vincente, la superpotenza mondiale che detta le leggi al mondo e comanda in Occidente. Forse per l’unica volta fu riaffermata la dignità e l’indipendenza sovrana dell’Italia e non con le parole, i comizi, le urla di piazza; ma con i fatti, con i militi in armi, con un’azione concertata di governo (che aveva all’epoca l’opposizione interna del ministro della difesa, filoatlantico e filoisraeliano, l’autorevole Giovanni Spadolini). Lo dico senza polemica, capisco le ragioni degli Stati Uniti e le motivazioni storiche del loro predominio; e capisco le ragioni di Spadolini.

Fu un’azione dimostrativa, senza morti, senza violenze, che si concluse bene, a parte uno strascico nei cieli mediterranei, quando l’aereo egiziano fu portato a Ciampino, col tentativo d’interferenza di un velivolo militare Usa. Ma tutto si concluse in modo pacifico, col ritiro dei soldati americani dalla base di Sigonella. Vinse la linea italiana. La vicenda si concluse bene, ma il suo strascico perdurò sotto traccia nel tempo; e non pochi collegano quella vicenda e in generale la linea di equilibrio di Craxi, Andreotti e prima di loro Moro, in Medio Oriente, alle vicende seguenti, fino a Tangentopoli. Ma questa è un’altra storia.

La Storia Siamo Noi - INTRIGO INTERNAZIONALE: L'affare "Achille Lauro", il caso Sigonella - Di Giovanni Minoli

Sigonella, naturalmente, può avere letture diverse e controverse, ma fu il primo, eclatante episodio a quarant’anni dalla fine della guerra mondiale che coinvolse direttamente il governo italiano e le nostre forze armate in contrasto col nostro alleato principale, anzi col nostro “referente” (chiamiamolo così). E col senno di poi, fu l’ultimo grande episodio degli ultimi quarant’anni: eppure in questi anni è caduto con l’Urss il bipolarismo mondiale, è nata l’Unione europea, si sono susseguiti da noi governi di centro-destra e di centro-sinistra, premier di centro, di destra, di sinistra, europeisti, tecnocrati, populisti, perfino grillini. L’Italia in quel tempo era la quarta potenza mondiale, oggi è forse la quarta potenza europea, o la quinta se consideriamo il Regno Unito. All’epoca né la sinistra comunista né la destra nazionale e missina furono dalla parte del governo e dell’azione di Sigonella, eccetto alcuni suoi esponenti: sul piano politico Beppe Niccolai, sul piano culturale Giano Accame e pochi altri che ne colsero la portata politica e simbolica. In quel tempi si cominciò a parlare di socialismo tricolore.

Perché rispolverare quell’episodio? Per amore della storia, per curiosità dei fatti e dei corsi e ricorsi; e per quel sussulto di amor patrio, di sovranità e di dignità nazionale che a volte riaffiora e che ci affrettiamo a ricacciare, per carità di patria.

Di Marcello Veneziani

08.10.2025

Marcello Veneziani. Giornalista e scrittore.

Fonte: https://www.marcelloveneziani.com/articoli/quella-volta-che-litalia-non-fu-colonia/

Commenti (18)

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    1. Cleon XIII 14 ottobre 2025

      L’Italia non è una colonia, perchè le colonie qualche piccolo vantaggio lo ricavano dalla loro condizione. L’Italia è un paese satellite degli USA in condizione di occupazione militare e la sua autonomia è di volta in volta maggiore o minore a seconda degli interessi geopolitici degli USA in un dato periodo storico.Ai tempi dei fatti rievocati nell’articolo la situazione internazionale era molto diversa e molto diverso era il ruolo dell’Italia in Europa e nel Mediterraneo. Oggi l’Italia non ha sopra solo gli USA, ha pure l’UE, a cui ha ceduto livelli di sovranità monetaria (tutta), politica (un 80%) e pure militare. E oggi l’UE è controllata politicamente da Stati Baltici e Polonia che ne plasmano l’azione secondo i loro interessi, che coincidono con quelli della potente lobby ebraica europea la cui influenza è ai massimi storici. Hanno messo i loro uomini in posizioni importantissime in tutti i governi (in Italia il procuratore degli interessi di Israele e dell’Ebraismo globale è Taiani).

    2. Sic 14 ottobre 2025

      Cleon, vedo che l'arrivo dell'autunno rinvigorisce i vostri umori e come funghi ritornate a condire i risotti. Bentornati, perdigiorno.

    1. Dario Lampa 12 ottobre 2025

      Si, me lo ricordo bene: fu un sussulto di "amor patrio" e di dignità, che non sfiora nemmeno lontanamente l'attuale governo, ma non dimentichiamo che da quel governo di 40 anni fa iniziò la svendita dello Stato sociale, della "scala mobile", degli asset statali, della nascita delle TV Private (cioè i mainstream-spazzatura) ecc, ecc.

    2. ric 12 ottobre 2025

      avanti miei Prodi !

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      La verità SEGRETA su Prodi: Rizzo racconta quello che nessuno osa dire - YouTube

    3. oriundo2006 12 ottobre 2025

      Odio talmudico in salsa Yankee...

    1. alduccio 12 ottobre 2025


      Occorrerebbe essere la memoria collettiva per fare sempre qualche piccola/grande puntualizzazione.
      Perché nessuno ci spiegò che la vittima, Leon Klinghoffer, era in realtà il capo dei “B’nai Brit” ovvero il livello segreto del Mossad, i servizi segreti israeliani?
      Gen.Mario Mori

    1. Martin 12 ottobre 2025

      Concordo e dissento. Il "beau geste" comunque non riscatta dalla servitù.

      E' che grazie a Craxi e Andreotti (culmine di fasi precedenti, vedasi Mattei) avevamo eccome una forte presenza e standing politico specie nel Mediterraneo, ed una politica decisamente filo araba e filo palestinese. (gli Israeliani dibattevano se definirci uno dei peggiori amici o uno dei nemici meno aggressivi).
      Pre crollo del muro di Berlino, eravano inoltre preziosi strategicamente sulla frontiera con l'Est Europa, come dire che potevamo permetterci certi spazi di manovra.

      La forte presenza e standing politico nel Mediterraneo sono volati via con Tangentopoli, le decennali crociate internazionali anti Berlusconi, e sopratutto con la nostra partecipazione alla guerra alla Libia.
      Ha subito dopo fatto seguito un mutamento a 360 gradi nel sostegno a Israele, ed un mutamento parimenti radicale del nostro rapporto con l' UE (il Governo Berlusconi/Tremonti aveva apposto un numero record di veti, non riportati dalla nostra stampa, che preferiva i bunga bunga).

      Arrivati ad oggi, a Giorgina non passa nemmeno nell'anticamera del cervello - anzi dell'amigdala, la sezione responsabile per i basic instincts - di mettersi contro USA e soprattutto contro la Commissione UE, Londra & Parigi, dopo quanto accaduto a Craxi, Andreotti e Berlusconi nel 2011.

      D'altronde, le lobbies esterne possono contare, in Italia, sul sostegno massiccio di un buon 35%, con una presenza ancora più estesa nei mass media e nella magistratura. Dico ma la comunicazione giudiziaria per associazione a delinquere a Berlusconi mentre presiedeva il G8, qualcuno l'ha dimenticata?

      Il punto è che Giorgina sta veramente eccedendo su tutto (armamento dell' Ucraina, atteggiamento verso la Russia, obbedienza alla Commissione UE, politica scarsamente critica di Israele, etc).
      Con meno del 10% Salvini non può ottenere una correzione di rotta (Israele a parte), quindi c'è da prevedere un forte rialzo dei 5Stelle.

      L'unica consolazione è che UK, Germania, Francia, Belgio, Olanda, Svezia stanno come o peggio di noi.

    2. oriundo2006 12 ottobre 2025

      Forse, a conti fatti, sarebbe preferibile Tremonti, pure lui dell' Aspen, della Giorgia: tutt'altre capacita'. La Meloni si e' invischiata in una situazione difficilmente sostenibile alla lunga, anche se parrebbe sia stata 'invitata' alla forma dell'accordo di 'pace', non si sa in quale veste, dato che solo il popolo italiano e non lei, hanno difeso le ragioni alla vita dei palestinesi.
      Vuole intestarsi dei meriti ? Possibile, possibile. Pensando al passato, l'esempio che a Sigonella e' stato dato, anche se da personaggi ampiamente discutibili, e' stato l' opposto di quanto avviene oggi. Eppure la nascita di una Eu 'politica' oltreche' economica, avrebbe potuto schiudere orizzonti di liberta' differenti dal pesante lascito della II GM, oggi di asfittica e persino ridicola sottomissione.
      Che occasione sprecata la Eu. Ci sara' mai un'altra occasione di tirar su la testa ? Ripartendo da Sigonella forse.

    3. natascia 12 ottobre 2025

      “Non c’è mai un’altra volta..”

    1. natascia 12 ottobre 2025

      Ho provato un grande orgoglio di fronte a questa rievocazione storica. Sono le persone che guidano la storia, e di fronte alle persone lucide, decise e nel giusto che apre ogni strada, non si può’ che inchinarsi e ringraziare.

    2. ric 12 ottobre 2025

      la melona vale meno di un pelo del buc del cu...di questo grande uomo---

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    1. CptHook 11 ottobre 2025

      Forse è esagerato dire che quelli di allora erano i gattopardi e i leoni, ma per certo oggi siamo in mano agli sciacalli e alle iene...

    2. maghi 12 ottobre 2025

      il mio miglior amico diceva sempre che dopo la classe '53 avevano decerebrato totalmente gli italiani. Aveva ragione. Dopo il '68 non ci sono più stati movimenti popolari di rivolta al potere costituito dalle ceneri della WWII. Chi, pur essendo giovanissimo come me, è riuscito a farne parte, ha potuto vivere libero dai condizionamenti subdoli della grancassa consumistica. Tutti gli altri, sia quelli che hanno rifiutato a priori il messaggio di rivolta e di libertà sessantottino, sia i decerebrati successivi, hanno dovuto soggiacere ai comandi cerebrali del potere. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, sia che uno li voglia o non li voglia vedere. A questo punto sarebbe meglio dire li possa o non li possa vedere. Penso che questo mondo presto diventerà un inferno. Mi dispiace per quelli che lo abiteranno.

    3. Martin 12 ottobre 2025

      Ma guardi che il 68 non e' stato solo Valle Giulia o la piazzata del maggio francese, in Italia e' durato 10 anni, fino al movimento violento del 1977 ed al sequestro Moro. C'era poi "anche" stato il terrorismo di estrema sinistra, con oltre 4500 condannati, e sconfitto solo nella meta' degli anni 80. Nessun Paese europeo aveva vissuto una simile stagione di violenza e instabilita', eccetto l'Irlanda del Nord. Abbiamo rischiato lo scontro frontale e la guerra civile, e di diventare l'ultimo Paese comunista, 15 anni prima della caduta del muro di Berlino e del crollo planetario del comunismo. Per fortuna che c'e' stato Berlinguer, di fatto ci ha salvato lui.

    4. maghi 12 ottobre 2025

      a parte che Berlinguer l'hanno fatto fuori quando non c'era più bisogno di lui nel 1984 a soli 62 anni, non c'è mai stato nessun pericolo comunista per gli accordi di Yalta. L'URSS non ha mai appoggiato il '68, figuriamoci le BR. E' ovvio che non hai vissuto dal di dentro la realtà sessantottina e che le tue conoscenze sono mediatiche. Io ho avuto la sorte di conoscere qualcuno di quei 4500 condannati e di farmene un'idea. A poco sono serviti gli avvertimenti, che il movimento non sarebbe stato seguito dal popolo bue e che sarebbe andato incontro ad un sonoro fallimento. Ma il mio dispiacere è sempre stato quello di avere la capacità di vedere il futuro, seppur in modo vago, e di non riuscire a mettere in guardia gli altri. Così per il '68, come per il covid. Unica consolazione è che ho contribuito a salvare almeno i miei familiari dai danni gravi dei mala tempora, anche se questi currunt, currunt. Prima o poi prevarranno. Il nulla avanza e niente lo potrà fermare.

    5. Martin 12 ottobre 2025

      Primo Berlinguer è morto per ragioni cardiache e non l'ha fatto fuori nessuno, evitiamo altre leggende demenziali.

      Ho invece vissuto la realtà degli anni 70 e 80 e conosciuto personalmente diversi protagonisti di tutte le parti, il che mi impedisce di cadere nelle favole, follie e menzogne che continuo a leggere. E' lei che evidentemente non ha vissuto o non ricorda cos'era l'Italia degli anni 70, ben altro e ben più a lungo che il "guardie e ladri" del 1968 a Valle Giulia o nel Quartiere Francese a Parigi.

      Che le BR avrebbero fallito era chiaro, nonostante quasi un 40% al tempo votava marxista, il problema era solo a che prezzo per il Paese.

      Se dopo le elezioni del 1975 e 76 non siamo caduti in uno scenario da guerra civile si deve in buona parte prima a Berlinguer ed alla linea del compromesso storico, e dopo a Craxi.
      Abbiamo seriamente rischiato di passare al comunismo, 15 anni prima che si sbriciolasse con il crollo del Muro di Berlino.

    6. maghi 13 ottobre 2025

      ma te ti credi che poche migliaia di rivoluzionari avrebbero potuto imporre il comunismo, quando cosa nostra con poche autobomba piazzate nelle maggiori città italiane pochi anni dopo ha preso il controllo delle istituzioni? Credi pure ciò che ti pare, tanto nè io nè te contiamo un fico secco. Poi far fuori personaggi scomodi è molto più facile di quello che pensi. E' successo a magistrati, che erano troppo zelanti o a politici troppo onesti, tutti morti di malattia molto giovani. Sia stato in tutti i casi un fatto accidentale mi pare troppo. Per fortuna non contando nulla, non corriamo grandi pericoli, ma, se non avessi la figlia medico, nel 2020 corsi un serio pericolo di essere fatto fuori anch'io, quando accapai all'ospedale per una volgare ecografia e mi ritrovai rinchiuso nel reparto covid. Da allora mi guardo bene dal mettermi in mano agli ospedali e anche per l'ipertrofia prostatica di quest'estate, ho preferito non ricorrere al pronto soccorso, ma ne sono uscito solo grazie alle cure di mia figlia, ma pochi hanno la possibilità di farsi curare da un professionista, perchè costa e la medicina complementare è demonizzata da big pharma, in quanto fa rimanere le persone in salute, invece di trasformarle in consumatori compulsivi di medicine chimiche e carne da macello per sale chirurgiche. Forse era meglio non fosse caduto il muro di Berlino, ma anche lì gli accordi sotto banco sono sicuro hanno avuto il loro peso, tanto a convincere gli allocchi basta la grancassa mediatica. Meglio avere un dubbio in più, che almeno significa avere un cervello funzionante, perchè avere certezze tranquillizzanti è spesso indice di paura, che uno cerca di superare rifugiandosi nel mondo irreale e artefatto dell'informazione. Prudenzia auriga virtorum.

    7. ric 13 ottobre 2025

      ne so qualcosa pure io ...finito al pronto soccorso nel 2020 per una indagine su sospetta polmonite bilaterale, risultai senza covid , venni ricoverato per una settimana circa in ospedale e mi presi il covid...
      Non ti dico le vessazioni verbali subite da alcuni "dottoresse" , quando scoprirono che l' ultimo mio vaccino ( tranne una antitetanica precauzionale in seguito puntura di un calabrone nel 1995 ) , risaliva al 1968 presso la scuola militare della Cecchignola !!

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