Arnaud Bertrand
arnaudbertrand.substack.com
Sembra che Trump non abbia compreso l'immensa importanza della sua telefonata con Xi. Oppure, se l'ha compresa, lo sta nascondendo molto bene.
Secondo il comunicato ufficiale cinese, i temi principali della telefonata sono stati Taiwan e il Giappone.
Le espressioni ufficiali cinesi - quelle utilizzate nei comunicati - sono estremamente codificate. In questa specifica trascrizione è stata utilizzata un'espressione mai utilizzata prima nel contesto USA-Cina, quella che entrambi i Paesi dovrebbero "preservare congiuntamente i frutti della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale" ("共同维护好二战胜利成果") nella lotta "contro il fascismo e il militarismo", un chiaro riferimento al Giappone (soprattutto dato il contesto attuale).
L'espressione "preservare congiuntamente i frutti della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale" o varianti della stessa (come "difendere" - "捍卫" - invece di "preservare") era già stata utilizzata in precedenza nelle trascrizioni ufficiali cinesi, ma quasi esclusivamente nel contesto sino-russo.
Ad esempio, nella famosa dichiarazione congiunta Cina-Russia sulle relazioni internazionali rilasciata in occasione della visita di Putin in Cina all'inizio di febbraio 2022, entrambe le parti avevano affermato di "difendere con fermezza i risultati della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale" ("坚定捍卫二战胜利成果").
È abbastanza fuori dal comune il fatto che la Cina abbia ora utilizzato questa espressione nel contesto delle relazioni tra Stati Uniti e Cina, il che indica che, dal punto di vista cinese, il rapporto con gli Stati Uniti sta entrando in una nuova fase in cui gli Stati Uniti possono far parte dello stesso quadro di "difensori dell'ordine post-Seconda Guerra Mondiale" che la Cina ha costruito con la Russia.
Per quanto riguarda Taiwan, anche l'impostazione del discorso è completamente diversa da qualsiasi altra utilizzata nelle precedenti comunicazioni tra i leader statunitensi e cinesi ed è più simile al linguaggio cino-russo sulla questione.
[Il comunicato] dice che Xi ha ribadito a Trump che "il ritorno di Taiwan alla Cina è una componente importante dell'ordine internazionale del dopoguerra" ("台湾回归中国是战后国际秩序重要组成部分"), il che sembra un riorientamento incentrato sul Giappone.
Per quanto riguarda Taiwan, questa impostazione pone la Cina e l'America dalla stessa parte come co-vincitrici della Seconda Guerra Mondiale, con il Giappone come aggressore sconfitto che aveva visto annullata la sua conquista di Taiwan, e tale annullamento deve essere mantenuto.
Di solito, il linguaggio utilizzato dalla Cina su Taiwan nei dibattiti tra Stati Uniti e Cina fa riferimento ai Tre Comunicati Congiunti come al momento in cui gli Stati Uniti avevano finalmente riconosciuto la posizione della Repubblica Popolare Cinese dopo aver sostenuto la parte perdente della Repubblica di Cina nella guerra civile cinese. In sostanza, stanno dipingendo gli Stati Uniti come un ex avversario che ha finito per accettare la realtà.
Ciò significa che si tratta di un cambiamento molto significativo nel linguaggio diplomatico tra Cina e Stati Uniti: la Cina propone di riposizionare la narrativa fondamentale delle relazioni tra Stati Uniti e Cina dal periodo post-Nixon al periodo post-Seconda Guerra Mondiale, il che cambierebbe la natura stessa del rapporto, da compromesso pragmatico tra avversari ad alleanza storica con responsabilità condivise.
Perché una cosa del genere? L'interpretazione istintiva sarebbe quella di vederla come una gestione immediata della crisi giapponese, in risposta alla dichiarazione del primo ministro giapponese, secondo cui il Giappone potrebbe agire militarmente in una guerra per Taiwan, in pratica un modo per delegittimare come intrinsecamente revisionista qualsiasi ruolo del Giappone negli affari di Taiwan.
Penso che sarebbe una lettura errata.
In primo luogo, sembra difficile credere che la Cina voglia riformulare in modo opportunistico la narrativa fondamentale delle relazioni sino-americane solo per gestire una crisi. Si tratta di una questione troppo importante per essere considerata meramente tattica.
In secondo luogo, e forse ancora più importante, ci sono chiari segnali che questa riformulazione era stata preparata molto prima della recente crisi giapponese. Già in ottobre il Comitato permanente dell'Assemblea nazionale del popolo aveva approvato la designazione del 25 ottobre come "Giornata della restaurazione di Taiwan", una festa nazionale per celebrare il ritorno alla madrepatria di Taiwan alla fine della Seconda Guerra Mondiale. In Cina c'è stata una grande campagna mediatica su questo tema, che conosco bene perché ero stato intervistato al riguardo dal Global Times.
Si tratta quindi chiaramente di un cambiamento narrativo strategico pianificato da tempo, e non di qualcosa di improvvisato in risposta alle recenti tensioni con il Giappone.
La domanda rimane: perché? Secondo me, la spiegazione più plausibile è che la Cina si sta riposizionando in vista di un ordine post-egemonico, un mondo multipolare in cui Cina e Stati Uniti avranno un rapporto di parità invece che di rivalità. E, per consolidare un rapporto tra pari, è necessario [agganciarsi ad] un momento in cui i due Paesi erano stati effettivamente alleati, il che rimanda direttamente al 1945, non al 1972. Il quadro di riferimento che rimanda a Nixon esalta l'egemonia americana, con Washington che riconosce la posizione di Pechino come una concessione tattica della Guerra Fredda; quello della Seconda Guerra Mondiale commemora la vittoria congiunta e la responsabilità condivisa.
Quando si comprende questo contesto, il post di Trump sulla telefonata è davvero esilarante. Mentre la Cina tentava la più significativa ridefinizione della narrativa fondamentale tra Stati Uniti e Cina degli ultimi cinquant'anni, Trump ne è uscito pensando che il punto saliente fosse il commercio agricolo 🤣.
Arnaud Bertrand
Link: https://arnaudbertrand.substack.com/p/xi-made-his-most-consequential-call
25.11.2025
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

BrunoWald 27 novembre 2025
A modo suo, Bertrand ha ragione.
i soci del 1945 continuano ad essere legati da interessi comuni ed accordi segreti, anche perché continuano ad avere lo stesso Padrone. Per questo i loro scazzi (finta Guerra Fredda, rivalità sino-americana) non possono mai spingersi oltre un certo limite: perché è il Padrone a decidere il corso principale degli eventi, gli obiettivi importanti. Poi i "soci" possono fare a cazzotti per procura in Ucraina, in Africa o dove gli pare, possono competere per questa o quella risorsa, ma non possono ostacolare la strategia del Padrone.
Questi ha provocato le due guerre mondiali, e gestito le dinamiche successive, dalla Cortina di Ferro (voluta e fatta succedere) alla Caduta del Muro (idem come sopra), fino all'incredibile ascesa della Cina, passata in pochi decenni dal terzo mondo al primato mondiale. O credevate che i cinesi siano tutti geni e in occidente tutti C0gl1oni?
I governi nazionali sono solo strumenti di un potere occulto e tentacolare che Rimondini chiama "massoneria anglo-franco-sionista", altri "mafia khazara", altri "deep state" o quello che vi pare. Gli unici che cercarono di svincolarsi da quella morsa e agire per conto proprio furono annientati, e i loro popoli continuano ad essere considerati popoli vinti, soggetti a imposizioni umilianti ed esposti ad ogni genere di rappresaglia non appena osino rialzare la testa.
Vedi Mattei, vedi Moro, vedi North Stream 2, e tanto altro.
Per questo Xi, mandarino potente ma soggetto al Padrone, ricorda al suo omologo Trump l'opportunità di puntellare insieme quell'ordine post-bellico grazie al quale la mafia apolide tiene strette per le palle le nazioni di tutto il pianeta.