di Davide Amerio per comedonchisciotte.org
Oggi, si deve ripartire con questa consapevolezza (tre su tre tentativi falliti non è roba da poco), ma anche, e sopratutto, che nel paese c’è una maggioranza in attesa di un progetto politico alternativo e credibile. La richiesta di questo progetto proviene, in primo luogo, dai giovani.
Sono loro ad aver giocato un ruolo primario; quella fascia di età che ha maturato consapevolezza di avere di fronte a sé un futuro grigio, precario, incerto: dove il lavoro, quando c’è, diventa questione di pura sopravvivenza. Diffidenti verso i partiti, si esprimono al meglio attraverso i Social, diventando una massa critica che non si può più ignorare.
Urge una risposta politica a questa maggioranza di Italiani (a molti dei quali è nuovamente stato negato il diritto al voto). Chiariamo subito un punto: chi dice il voto essere stato politicizzato, afferma una stupidaggine sesquipedale. Qualsiasi scelta governativa è Politica! Così come quella delle opposizioni. Qualsiasi scelta venga proposta attraverso un voto è Politica! Non esistono scelte economiche, giuridiche, sociali, che non abbiano un fondamento di idee politiche alle loro spalle.
Tralasciando i discorsi sui “poteri forti”, troppo spesso usati per giustificare il non fare nulla, e rassegnarsi all’esistente, proviamo a individuare le linee di massima di un progetto politico alternativo, e le implicazioni con i soggetti politici principali.
Economia Euro Europa Lavoro
Come diceva Marx, l’economia è la struttura base che regola i rapporti tra le classi, tutto il resto dipende dalla impostazione di questo rapporto. La narrazione della “Fine della Storia”, con la caduta del regime comunista sovietico, ha offuscato questo fondamento, costringendoci a credere che le dinamiche attuali dell’economia siano le uniche possibili: come se esse fossero un fatto “naturale” e non una creazione politica.
Da anni assistiamo all’Euro-suicidio dell’Europa (copyright G. Guzzi), nella quale il bene e i bisogni delle genti sono state sostituite dalla logica del Mercato forsennato, della Finanza selvaggia, e del profitto.
Le diseguaglianze sociali hanno raggiunto vertici indecenti: la precarietà del Lavoro, la perdita di Diritti, la diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie, le vessazioni delle aziende pubbliche privatizzate, la crescita esponenziale della parte di Reddito Nazionale che finisce nelle mani di pochi soggetti è un affronto alla logica di una buona e sana economia.
Che l’Euro non avrebbe funzionato, in quanto l’Europa non è un’area valutaria ottimale, è scritto in centinaia, probabilmente migliaia, di testi di economisti e ricercatori. Ma è ancora un tabù nel dibattito nazionale.
Una alternativa non può che partire da qui. L’ottica non può essere solamente quella di iniziative tampone, per quanto utili e necessarie nell’immediato; deve invece guardare lontano per una modifica radicale dell’impianto liberista: un progetto di lungo periodo, certamente, ma un obiettivo da tenere ben fermo e presente. La nostra Costituzione ci indica la strada, in tutti quegli articoli che subordinano l’attività economica – e del libero mercato- a una funzione “sociale”, per lo sviluppo della “persona umana”.
L’Europa non è un soggetto democratico. La sua struttura, le sue regole di funzionamento, ne fanno un ibrido tra una entità federale e una confederale. Di fatto, hanno prevalso, e prevalgono, logiche a favore dei paesi “più forti”, come la Germania. L’idea di una Europa nella quale “lavoreremo un giorno di meno per guadagnare come avessimo lavorato un giorno di più”, si è rivelata una illusione, se non una fandonia.
L’idea del “vincolo esterno” per farci diventare tutti “Tedeschi” si è rivelata una boiata pazzesca. Con questo presupposto è stato introdotto il “vincolo di bilancio” nella nostra Costituzione; una sciocchezza pericolosa, che ha come unico fondamento l’idea malsana di paragonare una nazione a una qualunque famiglia.
L’Italia è un paese di “trasformazione” di materie prime: ma ne possiede in minima quantità. Le dobbiamo importare dall’estero: quindi le azioni preconcette che ci precludono mercati di approvvigionamento a prezzi favorevoli (come la Russia), è un suicidio economico che distrugge l’imprenditorialità Italiana, e il benessere delle famiglie.
Moneta Debito e teorie Eterodosse
Merita una attenzione particolare il discorso sulla Moneta. Nella ortodossia liberista essa ci viene proposta – e imposta- come un bene qualunque che deve essere acquistato, a debito, attraverso i Mercati. Ciò è falso! Nella maniera più assoluta: la Moneta è l’unico bene che viene prodotto dal nulla attraverso gli accrediti bancari. Uno Stato con Sovranità Monetaria non può fallire.
Ovviamente ci sono regole e criteri da seguire per gestire la Moneta. Ma è necessario svincolare le economie dalla logica del “Debito” Sovrano come male assoluto. Nel discorso pubblico questo è un altro Tabù; un principio respinto con lo spauracchio dell’Inflazione.
Abbiamo a disposizione nuove teorie, alternative chiavi di lettura dell’economia, rispetto alla ortodossia liberista. E’ tempo di considerarle per costruire una economia reale a misura dei bisogni delle persone.
Il Pil post periodo pandemico è stato risollevato grazie all’uso del “Crediti Fiscali”; uno strumento utile, la cui circolazione è stata impedita prima da Draghi e poi da Giorgetti: compromettendo così l’efficacia sul lungo periodo, come nel caso dell SuperBonus 110. Urgente ripristinare questo strumento per uscire dalla morsa della Moneta a debito. (sulle bugie sul SuperBonus leggi QUI).
Politica Internazionale
Occorre essere “Realisti” in ambito internazionale. Promuovere la Pace, la cooperazione tra le nazioni, ma non essere dei Tafazziani che compartecipano a sanzioni contro paesi che sono nostri fornitori di beni primari.
Il moralismo, sugli avvenimenti mondiali, i doppi pesi e le doppie misure, per compiacere dei presunti “alleati” (i quali fanno i loro interessi e non i nostri), non è più accettabile. Quanto a evidenti casi di genocidio programmato, non si può essere tolleranti.
L’idea di una ripresa dell’economia europea grazie al settore militare, distogliendo il denaro dal Welfare dei singoli paesi (leggi Sanità, Istruzione, Trasporti, Sussidi), è pura follia, e non ha mai condotto alla Pace.
Pandemia Covid
Se si vuole essere forza alternativa di governo bisognerà avere il coraggio di affrontare questa ferita “politica” che è stata aperta nel paese durante il periodo pandemico. Tralasciando i primi mesi per lo shock, nei quali nessuno aveva idee chiare su quanto stava succedendo, i mesi, e gli anni successivi, sono stati caratterizzati da una isteria politica e giornalistica.
Chiunque avesse una opinione diversa da quella “governativa”, è stato messo al bando, accusato, e condannato senza appello. Non stiamo parlando di chi negava addirittura l’esistenza stessa della Pandemia. Parliamo di medici, ricercatori, infermieri, intellettuali, giuristi, sociologi, che hanno espresso un diverso parere su quanto stava accadendo.
Sono state criminalizzate migliaia di persone che decidevano, di loro spontanea volontà, di non farsi vaccinare. Additati come gli “untori” di manzoniana memoria. Come pazzi sono stati trattati i medici che proponevano cure alternative a quelle praticate (e con risultati efficaci). Si è normalizzato il protocollo omicida della “Tachipirina e vigile attesa”. Sono stati ignorati gli allarmi sulle complicità di Big Pharma con i vertici europei.
Una ferita dolorosa che sanguina ancora. Non solo per i tanti morti. Ma per aver accusato ingiustamente molte persone, danneggiato fisicamente altre con i vaccini sperimentali, raccontato bugie sulla vera efficacia dei vaccini.
Non è un caso, ma una conseguenza, se oggi, a distanza, in molti hanno capito e diffidano anche dei vaccini ordinari.
PD & M5S
Inutile girarci intorno: sono queste due le forze politiche che avranno maggiore responsabilità nella costruzione di un progetto alternativo e non semplicemente di opposizione.
Per quanto riguarda il PD, esso deve fare i conti con la questione delle correnti interne, sopratutto quelle che sembrano adattarsi molto bene con una filosofia ordoliberista, ma molto meno con l’impronta liberal socialista della nostra Costituzione. Anche in politica internazionale sembra esserci una discreta confusione, proprio in merito a quanto illustrato precedentemente.
Il PD che oggi festeggia la vittoria del NO, è la stessa forza politica che ha manomesso la Costituzione per inserire il Pareggio in Bilancio e il Giusto Processo, e che non ha mai affrontato i conflitti di interessi, inciuciando, spesso e volentieri, con la destra berluconiana. Per non dimenticare le peggio leggi sul lavoro, reso precario, con pressione sulle retribuzioni: sacrifici (in un ottica liberista) che non hanno portato alcun beneficio al paese.
Da qui in avanti sarà necessario decidere se si vuole davvero dare attuazione allo spirito della Costituzione del ‘48, oppure a rimanere vagamente in un eterno equilibrio precario, fatto di vaghe promesse elettorali, e buona dose di ipocrisia.
Il M5S ha una storia originale e fuori dagli schemi. Oggi molti rimpiangono il Movimento originario di Grillo e Casaleggio, e si sentono traditi dalle promesse di allora. Eppure il M5S ha realizzato buona parte di quanto promesso in campagna elettorale. Allora perché questa disaffezione?
L’utopia di Casaleggio e Grillo era minata da un debole presupposto: che si potesse veramente portare qualsiasi persona dalla “strada” al Parlamento, senza preoccuparsi delle competenze. Questo perché l’Utopia vedeva in costoro solamente delle “marionette” (portavoce) obbligate a rispondere ai dettami della Rete Web degli iscritti, la quale decideva tutto: dai programmi, alle procedure, alle strategie.
La complessità della realtà non consente di realizzare un progetto del genere in questi termini. PD e M5S debbono cooperare insieme se vogliono costruire una forza alternativa, aggregando anche altre forze politiche. Non su una questione meramente numerica per “battere le destre”, ma per costruire una realtà differente, in cui l’Italia torni a giocare un ruolo importante, e la nostra Costituzione trovi adeguata attuazione.
Centro Destra
Il ceffone preso con il risultato del Referendum avrà un peso non indifferente negli equilibri interni. Tre erano le riforme di cui si vantava il centro destra: una è stata bocciata dalla Consulta (Autonomia Differenziata), una dal Referendum (Giustizia), e rimane in sospeso quella sul Premierato, che non sembra possa avere migliore fortuna.
Nel centro destra si apre la stagione dei conti e forse qualcuno si è accorto che l'aver difeso a oltranza certi personaggi ha disgustato persino alcuni dei loro elettori. Ora si tenta di mettere mano nuovamente alla Legge elettorale. Uno sport nazionale che si ripresenta ogni volta in prossimità delle elezioni. Anche qui il centro destra vanta bocciature da parte della Consulta.
Sarebbe utile, ai fini della salute della democrazia, avere, prima o poi, una destra di spirito veramente liberale con cui confrontarsi, non solamente una fazione che intende la vittoria elettorale come una supremazia che giustifica ogni loro pretesa; specialmente la difesa di personaggi indifendibili che, altrove, nei paesi di cultura autenticamente liberale, sarebbero espulsi dal Partito, e dal Parlamento, in un battere di ciglio.
Strumentale è ricordarsi di Paolo Borsellino per i propri fini, dimenticando quando egli affermava come ci sono comportamenti politicamente inopportuni, e che quindi dovevano essere perseguiti sul piano politico, anche se questi non corrispondono necessariamente a dei reati penali (considerazione che vale anche per la sinistra).
Fronte del Dissenso
Non si può nascondere che il risultato Referendario, seppur di fronte a una crescita dei votanti, indica chiaramente la presenza di un ampio numero di astenuti o non votanti. Espressione di un malessere endogeno della nostra Democrazia. Vincere è importante, ma la misura della vittoria indica una potenzialità democratica che rimane inespressa dal senso di sfiducia alla partecipazione.
La nota è dolente, quanto comprensibile. Tra un centro destra presuntuoso che ha ignorato il dibattito Parlamentare, e un centro sinistra malfermo e orfano di un progetto politico degno di questo nome...non ci si può stupire se sono molte le persone che preferiscono restare a casa. Vieppiù considerando, come in questo caso, certi aspetti molto tecnici del Referendum, di non facile comprensione.
Negli ultimi anni, tra Pandemia e situazione internazionale, si è assistito al triste spettacolo di una Italia piegata: ora ai voleri di Bruxelles, ora a quelli Americani. Uno spettacolo triste fornito da destra e da sinistra con dichiarazioni al limite dell'assurdo. Gli studiosi che hanno gettato un sasso nello stagno nella narrazione ufficiale (Orsini, Basile, Albanese, etc etc) sono stati oggetto di ripugnanti aggressioni verbali e non solo.
Sarà difficile recuperare la sfiducia dei cittadini se non si mette mano all'informazione padronale e di partito: essa confonde le acque in favore di una parte, anziché aiutare il pubblico a "conoscere per deliberare".
Se non si esce dagli schemi attuali, tornando a occuparsi dei problemi e bisogni reali delle persone; se non ci sarà una volontà consapevole, in grado di imporre una nuova agenda economica, politica, e sociale, in Italia, e in Europa, sarà tutto inutile. Si continuerà con il redigere la lista della spesa, dei desiderata, da proporre alle tornate elettorali, ma senza alcun reale beneficio per il paese, e con il rischio certo di una progressiva disaffezione che favorisce gli autoritarismi.
di Davide Amerio per comedonchisciotte.org
28.03.2026
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Le opinioni espresse in questo articolo riflettono il pensiero dell’Autore ma non necessariamente la linea editoriale di ComeDonChisciotte.
omega 30 marzo 2026
L'equilibrio dei poteri era già stato alterato, a favore della magistratura, quando fu tolta l'immunità parlamentare, che la Scostituzione originariamente prevedeva.