QUATTRO RAGIONI PER CAMBIARE IL MODO IN CUI PENSIAMO LA SCUOLA

QUATTRO RAGIONI PER CAMBIARE IL MODO IN CUI PENSIAMO LA SCUOLA

DI MARY HICKCOX
Dissident Voice

Il modo in cui vediamo l'educazione ha molto a che fare con il nostro passato: le influenze di questa società, come siamo cresciuti e come ci siamo fatti scuola da soli. L'educazione è il testimone che passiamo ai nostri bambini. Tragicamente, per come è attualmente concepito il sistema educativo, sembra che i bambini siano destinati all'insuccesso.

Viviamo in tempi dove le scuole sono un fallimento, i bambini infelici ed oberati dal troppo lavoro, ed il sistema attuale diventa più obsoleto dopo ogni anno. Qualcosa deve cambiare se vogliamo che i piccoli siano felici, ed il nostro paese torni in carreggiata. Il modello che abbiamo oggi è stato costruito su una faglia, e sta diventando sempre più evidente che le fratture stanno aumentando esponenzialmente. Eppure, non è troppo tardi per cambiare.

Potremmo parlare di come migliorare le scuole - forse "aumentare i fondi", o "ridurre il coinvolgimento della politica" - ma nel lungo termine non sono queste le cose che si mettono tra i bambini ed il loro futuro. E', piuttosto, l'arcaica mentalità costruita sulla falsa educazione e un'incapacità di guardare oltre al dogma. Con il nostro paese in una situazione economica disastrata, tra disoccupazione di massa e innovazione bloccata, è ora di uscire dal recinto in cui ci ha relegato l'educazione pubblica e trovare delle soluzioni.
1. Le scuole sono un miserabile fallimento. Non voglio sostenere che non ci siano studenti che riescono bene nella scuola pubblica e sono felici, ma le statistiche non mentono. Ad un costo annuo medio di 10.000 dollari per studente, gli Stati Uniti finiscono in coda a Paesi che non spendono neanche la metà di tale cifra. I soldi non sembrano essere il problema, quindi buttarne ancora in un sistema malfunzionante é come gettare benzina sul fuoco. Il No Child Left Behind é stato un fallimento totale, con i vari stati stanno denuciando il governo federale per questa catastrofe. La legge ha posto estrema enfasi sui test - quasi si stesse ancora cercando di sfornare api lavoratrici - ma gli Stati Uniti si piazzano ben al di sotto di altre nazioni industrializzate. Sembra che stiamo sprecando denaro lasciando che sia l'agenda politica a decidere cos'é meglio, anziché i genitori o gli insegnanti informati sulle necessità dei bambini.

Preoccupanti statistiche educative:

* Gli studenti non hanno buoni risultati sulle valutazioni nazionali. Quelle più recenti, redatte dal National Assessment of Educational Progress, indicano che meno di un terzo dei bambini statunitensi al quarto anno di studi é competente in lettura, matematica, scienze e storia americana.

* Più della metà degli studenti a basso reddito non riesce nemmeno a dimostrare competenze di base in scienze, lettura e storia.

* I bambini all'ottavo anni di studi sono 19esimi tra 38 paesi nelle valutazioni di matematica e 18esimi in scienze.

* I bambini al dodicesimo anno sono 18esimi su 21 paesi in matematica e scienze combinate (Fonte: The Heritage Foundation)

La storia dimostra che l'istruzione contemporanea é iniziata con la Rivoluzione Industriale, ma ancora in molti si rifiutano di accettare che quanti ne finanziarono gli albori non avevano come priorità l'educazione dei bambini. Uomini quali Rockefeller e Carnegie volevano bravi lavoratori obbedienti che occupassero i posti di lavoro di cui avevano bisogno. Non volevano che studenti liberi pensatori raggiungessero il proprio potenziale, quanto invece una classe istupidita, indottrinata e sveglia solo abbastanza per presentarsi in orario ed espletare il proprio lavoro in fabbrica.

John Taylor Gatto, educatore per oltre 20 anni, Insegnante dell'Anno di New York, autore di vari best-seller, e sostenitore dello home-schooling, dichiara: "Il segreto della scuola americana é che non insegna nello stesso modo in cui i bambini imparano, né é pensata per farlo. Le scuole sono state concepite per servire l'economia e l'ordine sociale piuttosto che a favore dei bambini e delle loro famiglie, per questo é obbligatoria". Questo é un sistema organizzato per tutte le ragioni sbagliate, ed i cui scopi dichiarati nascondono ben altre motivazioni. Forse le scuole non sono affatto il miglior luogo da cui ottenere conoscenza.

2. I nostri bambini sono infelici. Infelici, oberati dal troppo lavoro e senza imparare quello di cui hanno bisogno per avere successo. La prima cosa che deve cambiare é il modo in cui definiamo la parola successo. La sentiamo usata continuamente come una misura di come se la cavano i bambini nella vita. E se invece il modo in cui abbiamo definito il successo fosse del tutto sbagliato? Su cosa ci dovremmo focalizzare come genitori? La felicita é mai sul tavolo quando si discute di successo?

Sembra che, di questi giorni, la maggior parte dei genitori sia così presa dalla competizione che non riesce a ricordare che il nostro obbiettivo ultimo dovrebbe essere la felicità dei bambini. Ma chi dovremmo accusare allora, se siamo tutti condizionati a sopravvivere in un'economia competitiva e selvaggia? Questo modello sembra rendere la scuola un luogo infelice, in quanto un numero record di bambini viene ora sottoposto a farmaci di alterazione dell'umore per gestire una vita ai limiti sopportabili della pressione. E' un luogo dove degli estranei con dei mandati da parte del governo e delle aziende stanno controllando le menti ed i corpi dei bambini.

Non possiamo aspettarci che i bambini diventino adulti indipendenti e liberi pensatori se sono tenuti sotto chiave, segregati per età, completamente controllati dalle regole, e costretti ad imparare il programma decretato dal governo federale. E' un freddo condizionamento mentale da parte delle istituzioni. Agli Americani é stato insegnato di pensare alla parola successo come alla dipendenza dal fatto di eccellere a scuola, ma sembra che il successo sociale sia più dipendente dalla conoscenza effettiva - ed i due non sono sinonimi. Se possiamo cambiare il modo in cui pensiamo al successo, allora quest'ultimo potrà equivalere alla felicità - il successo umano definitivo.

Nel 2007, per la prima volta, l'UNICEF ha compiuto uno studio sul benessere e la felicità dei bambini in 21 nazioni industrializzate. Stati Uniti e in Gran Bretagna, due delle nazioni più ricche della lista, erano agli ultimi posti. Questo, di per sé, dovrebbe far sollevare qualche sopracciglia, in quanto dimostra che i nostri bambini non sono felici e più soldi non sono certo la risposta al problema.

Un altro studio é stato condotto nel 2009 dalla American Psychological Association per valutare i livelli di stress nei bambini: hanno scoperto alcuni dati allarmanti. Per cominciare, lo studio ha dimostrato che i livelli di stress negli adulti e nei bambini sono cresciuti drammaticamente negli ultimi pochi anni, ma ancora più sorprendente é che i genitori sembravano per la maggior parte ignari del fatto che i figli fossero stressati. Quali erano le principali cause di stress tra i figli? Preoccupazione per i voti, l'accesso all'università e le finanze famigliari in cima alla lista. Questi problemi si traducono in emicranie, nausea e disturbi del sonno. Se il nostro obbiettivo é la felicità, il sistema educativo é, di nuovo, un fallimento.

3. La scuola é diventata obsoleta. Gli ultimi 10 anni hanno visto più progressi tecnologici dell'intero secolo precedente. Tutta l'informazione del mondo é ora letteralmente a portata di mano. Quasi l'intera ricchezza della conoscenza mondiale é accessibile mediante Internet e integrata nella nostra vita quotidiana. Ci sono piccoli miglioramenti ottenuti grazie a questo nuovo stile di vita, ma neanche lontanamente sufficienti per recuperare sul resto del mondo. Infatti, alcuni ricercatori sostengono che gli studenti riuscirebbero meglio mediante un apprendimento auto-gestito usando Internet, perché impariamo tutti meglio quando si tratta di qualcosa verso cui proviamo interesse.

Il sistema attuale é basato su ripetitivi test fondati sulla memoria, nonché noioso all'estremo. E' un luogo che ricorda la prigione, dove "Ben poco di quello che é insegnato viene imparato, ben poco di quello che si impara viene ricordato, e ben poco di quello che si ricorda viene effettivamente utilizzato", come dichiara John Holt in "How Children Learn". Associatelo con il fatto che il 50 % (conoscenze tecniche) di quello che viene imparato nel primo anno di università é inutile entro la laurea, e dovete solo chiedervi: Qual'é il senso? Non possiamo fare meglio di così? I nostri figli non solo meritano di meglio, ma hanno bisogno di meglio per competere in un mercato con un 10 % di disoccupazione ufficialmente dichiarata.

L'università sembra essere sempre meno efficiente, rispetto ai costi, ogni anno che passa. Aumentare le tariffe universitarie pone i giovani sotto un debito insormontabile a causa della mancanza di occupazione. Le tasse sono aumentate vertiginosamente negli ultimi pochi anni (l'università di Harvard é arrivata a 60.000 dollari all'anno). A peggiorare le cose, adesso le università stanno facendo profitti grazie alle tangenti pagate dalle compagnie di carte di credito, mentre i laureati non sono nemmeno in grado di trovare un lavoro. Quando oltre 1/3 dei laureati intraprende lavori che richiedono basse capacità, e oltre il 65 % si laurea con un debito invalidante, é ora legittimo mettere in dubbio che l'università sia la strada giusta a cui indirizzare i propri figli.

4. Le persone sbagliate controllano il sistema, per le ragioni sbagliate. "Il sistema educativo é stato deliberatamente progettato al fine di produrre intelletti mediocri, per limitare la loro vita interiore, per negare agli studenti apprezzabili capacità decisionali, e per assicurarsi una cittadinanza docile ed incompetente in modo da rendere la popolazione "gestibile" - Parole di Charlotte Thomson Iserbyt, consulente politica per il Dipartimento all'Educazione statunitense, e informatrice sulle attività governative volte a istupidire deliberatamente i bambini.

La Thomson fa anche notare che il sistema é organizzato per produrre dei buoni consumatori, allo stesso modo di persone standardizzate per mantenerle prevedibili e facili da controllare. E' qualcosa che volete sostenere? Volete davvero i bambini controllati e tenuti al guinzaglio nella loro vita?

I Morrill Acts del 1862 e del 1890 furono i primi passi verso un ampio ruolo governativo nell'educazione. Quello che le persone non riescono a comprendere é che i soldi per questi Acts divennero obblighi di giocare secondo le loro regole, e questo continua ancora oggi. Poiché le agenzie federali sostenevano finanziariamente le scuole, potevano controllare quello che veniva insegnato, portando così sotto il loro controllo un altro aspetto della vita americana. Questo é provato ancora ed ancora quando vediamo quanto sia difficile per le famiglie scegliere delle opzioni di educazione alternativa per i propri figli.

E' chiaro che lo scopo della scuola é diventato quello di servire le aziende ed il governo. E' stato provato, più di recente, quando abbiamo saputo che la BP ha avuto un ruolo nella scrittura del programma di educazione ambientale in California. Penso possiamo tutti concordare che le scuole pubbliche dovrebbero solo essere al servizio delle famiglie contribuenti e del miglior interesse dei rispettivi figli - non delle aziende che scrivono i programmi. Quando verrà il giorno in cui le persone in carica metteranno in cima alle priorità le famiglie (e non avide aziende), forse - ma solo forse - i bambini impareranno quello che é davvero importante, piuttosto che imparare come servire le stesse persone che hanno ideato questo sistema fallimentare.

CONCLUSIONE

In un periodo in cui la nostra economia ha disperatamente bisogno di più innovatori, come possiamo cambiare l'educazione per espandere il potenziale di ogni bambino? Sembra che dobbiamo fare un po' di cose che NON abbiamo imparato a scuola: mettere in discussione gli assunti esistenti sull'educazione; pensare da soli e credere in noi stessi; schierarci contro quello che sappiamo essere sbagliato, e mettere in discussione quello che ci é stato insegnato essere giusto. E' diritto e responsabilità di ogni genitore decidere il modo migliore di guidare i propri bambini al massimo potenziale umano.

Sembra che il nostro mondo moderno fornisca tutti gli strumenti per far sí che sia la curiosità naturale di ogni bambino a guidare la sua educazione. Lo home-schooling e l'un-schooling potrebbero essere le più potenti forme di rivolta contro un establishment che é terrificato da individui che mettano in discussione l'autorità e rifiutino di essere buone e placide api lavoratrici John Holt lo espresse bene: "Per fidarci dei nostri bambini dobbiamo prima imparare a fidarci di noi stessi - ma alla maggior parte di noi, quando eravamo bambini, é stato insegnato che non eravamo degni di fiducia. Dobbiamo anche iniziare a fidarci delle nostre stesse capacità come genitori di guidare i bambini verso la felicità e l'indipendenza, non a fidarsi ciecamente dei fallimentari standard governativi, che sono finiti per essere un condizionamento stressante ed ansiogeno".

E' tempo per tutti noi di guardare fuori dal recinto e trovare soluzioni per il nostro sistema educativo che garantiscano la felicità dei bambini - questo dovrebbe essere considerato come il successo definitivo.

L'autrice Mary Hickcox é una sostenitrice dello un-schooling, madre e guida alla vita di tre bambini (11, 7 e 3 anni). Altri articoli di Mary qui.

Link: http://dissidentvoice.org/2010/09/4-reasons-to-change-the-way-we-think-about-school/

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CARLO MARTINI

Commenti (52)

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    1. Ricky 20 settembre 2010

      Questo articolo dice chiaramente che il sistema anglosassone, da cui tanto prendiamo esempio, é un completo fallimento.

      Ma la soluzione non é certo l'un-schooling.

      Se una cosa non funziona non significa che si debba abolire, evidentemente questa radical-chic non conosce nulla della storia della pedagogia e dell'educazione, nella quale chi ha dato un contributo fondamentale sono gli europei (e molti italiani fra loro).

      La scuola non é un parcheggio, é una conquista della civiltá umana.

      Cosa si propone, di tornare all'istitutore?
      E la famiglia di contadini boliviani come fa a dare un'educazione ai propri figli? Va dal curandero del villaggio?

    1. ottavino 20 settembre 2010

      E' evidente che qualcosa questi personaggi hanno "imparato", ma non in una istituzione organizzata, questo è quello che intendevo.

    1. stefanodandrea 20 settembre 2010

      Condivido pienamente, anche se tu una volta mi hai accusato di essere un nazista. In realtà io credo di essere semplicemente un comunista antimoderno, che crede ad un equilibrio e a una divisione di momenti e di contesti tra libertà e autorità. Spero non ti dispiaccia il consenso di un "nazista".

    1. Ricky 20 settembre 2010

      La scuola non é un parcheggio, é una conquista della civiltá umana. Se non funziona non significa che si deve abolire ma trasformare. Cosa proponi, di tornare all'istitutore? E la famiglia di contadini boliviani come fa a dare un'educazione ai propri figli? In definitiva mai letto tante cazzate in cosí poche righe di commento.

    1. stefanodandrea 20 settembre 2010

      Gengis Khan e Buddha non lo so. Ma Gesù cedo di si. Come avrebbe fatto, altrimenti, a imparare a memoria tutto il vecchio testamento?

    1. caterinazanivan 20 settembre 2010

      La scuola e' una delle piu' grandi armi di distruzione dell'umanita'. Finche' i genitori, e in primis le donne madri, non decideranno di prendersi la responsabilita' dell'educazione dei loro figli mai nulla potra' cambiare. Mettere 'un figlio' nelle mani della scuola significa volerne la sua distruzione come essere umano autonomo e pensante. John Taylor Gatto e molti altri che ho conoscuto personalmente nulla dicono di piu' di quanto ogni genitore interiormente sa e vede quotidianamente. Purtroppo e' piu' facile "parcheggiare" i figli a scuola e delgare al sistema la loro trasformazione da esseri umani produttori in "schiavi consumatori"che cercare di educarli.
      Donne madri italiane occupatevi dll'educazione dei vostri figli cosi' come tante altre donne nel mondo fanno. Solo con persone integre e pensanti (i vostri figli domani) possiamo pnsare ad un mondo migliore.

    1. stefanodandrea 20 settembre 2010

      Ho dimenticato di indicare la fonte http://www.appelloalpopolo.it/?p=22

    1. ottavino 20 settembre 2010

      Gengis Khan andò a scuola? Gesù andò a scuola? Il Buddha andò a scuola? Mi pare di no.....e allora la scuola non serve...

    1. stefanodandrea 20 settembre 2010

      Ecco i principi fondamentali sui quali dovrebbe reggersi la politica per una scuola spartana, che è quella della quale abbiamo bisogno:

      21. La libertà nella scelta dei metodi educativi è sacrosanta. Invece, l’obiettivo dell’educazione è un dato indiscutibile: che il giovane sia coraggioso, intelligente, colto, paziente, disponibile a sopportare immensi sacrifici per il raggiungimento degli obiettivi che si prefigge, magnanimo con i deboli e dignitoso con i potenti. La realizzazione di questo obiettivo non è affidata soltanto ai genitori, bensì anche alla Scuola; o soltanto alla Scuola, quando i genitori si rivelino inidonei o deliberatamente si sottraggano al loro sommo dovere.

      22. Le funzioni essenziali della Scuola e dell’Università sono due: formare gli uomini e valorizzare i talenti. La Scuola, se si tratta di Scuola tecnica, può eventualmente svolgere anche la funzione di fornire agli studenti notizie e tecniche utili a svolgere un lavoro. L’Università e i licei, che non siano licei tecnici, mai.

      23. Bisogna ridare prestigio alla Scuola. Ma il prestigio presuppone il potere. Nella sfera di competenza della scuola, il potere educativo della medesima, se contrasta con l’orientamento dei genitori dello scolaro, deve prevalere. La scuola deve sottrarre i giovani alle pretese e alle ansie dei genitori, per renderli uomini.

      24. La scuola non deve formare uomini moderni, bensì semplicemente uomini, che sappiano guardare dentro di sé e fuori di sé.

      25. Muoviamo dalla consapevolezza della enorme superiorità della scrittura rispetto alle immagini.

      26. Sappiamo che la televisione è droga e in particolare sappiamo che è un narcotico.

      27. Sappiamo che i narcotici affievoliscono la volontà e così ostacolano l’esplicazione delle capacità.

    1. stefanodandrea 20 settembre 2010

      L'unica cosa completamente condivisibile è che il problema non sono i fondi. Mi dispiace per i precari ma è così. Certo, come in oGNIi campo, astrattamente, più ce ne sono e meglio si organizza un'attività. Astrattamente, perché se si sbagliano le idee di fondo, i fini e/o i mezzi per raggiungerli, il motore può addirittura girare a vuoto.

      Una idea di fondo sbaglliata è che l'obbiettivo ultimo dovrebbe essere la felicità dei bambini. Ciò può essere in parte vero per le scuole elementari (ma l'autore non parla solatanto di quelle e infatti accenna alla scelta dell'università). Ma il fine della vita non è cercare la felicità. LA FELICITA' E' IL RISULTATO DI UN GIUDIZIO COMPLESSIVO CHE DIAMO SU NOI STESSI, SU COME STIAMO ADEMPIENDO E ABBIAMO ADEMPIUTO I DOVEREI CHE AUTONOMAMENTE CI SIAMO DATI. Autonomia significa dare regole, ossia doveri, a noi stessi. Siamo noi stessi che ce li diamo ma ci diamo comunque doveri (nei confronti del padre e della madre, nei confronti dei figli, nei confronti degli amici, nei confronti della società come cittadini, come insegnanti, come medici ecc. ecc.)

      Chi muove dall'idea che la vita è un percorso verso la felicità NON POTRA' CHE DEPRIMERSI. Non è un problema di psiche è un problema di idee sballate sopra le quale non si può costruire nulla, perché si sta costruendo sulla sabbia.

      Discorso diverso è lo squilibrio psichico dei bambini statunitensi e oggi, purtroppo, anche italiani.

      Ma non diamo alla scuola colpe che spesso sono dei genitori. Togliamo a quei bambini il nintendo e la televisione e consentiamo, con severità, che si applichino al pc per un ora al massimo. Facciamo in modo che essi scoprano le immagini soltanto dopo aver scoperto il miracolo della parola. Insomma prima di aver letto (gli adulti ai bambini) i ragazzi della via pal, le tigri di mompracem, l'isola del tesoro e tom sawyer niente cartoni animati (al cinema; la televisione è necessario toglierla). Mandiamo i bambini sempre a dormire alle 9,00, come un tempo riusciva a fre anche il più ingenuo dei genitori. Facciamo in modo che essi siano assolutamente liberi e sottratti al controllo dei genitori quando giocano e che, viceversa, essi stiano seduti a tavola come degli ometti, sappiano attendere il loro turno e non pensino di essere il centro del mondo. Quando vengono tra i pedi dei genitori a rompere i coglioni mentre stiamo parlando con un amico dopo che già un paio di volte abbiamo detto loro di aspettare, sbraitiamo: "Pietro non sei il centro del mondo, lo vuoi capire! Quando avrò terminato di parlare con il mio amico giocherò con te". Se seguirete questi pochi consigli, nessun bambino sarà squilbrato.

      Un esempio marcoscopico di malaeducazione.

      Una trentina di anni fa, quando frequentavo le elementari, le feste di compleanno si svolgevano in casa. E spesso si trattava di case umili. Si stava tutti in una stanza, con i dolcetti sul tavolino in un lato o, nei casi più fortunati in piccoli giardini senza prato inglese. Tempo fa mi è capitato di andare in una festa di compleanno che si è svolta in un grande salone, pieno di giocattoli, di palloni gonfiabili. C'erano animatori e i bambini ridevano e giocavano felici, istituzinalizzati, per la presenza di adulti che guidavano i giochi, anche in un pomeriggio di festa. I genitori della bambina festeggiata erano persone normali, INSEGNANTI PRECARI, a dirla tutta. Credo quindi che per quella festa abbiano speso tra affitto locali, animatori, cibo (tutto fornito dall'impresa organizzatrice) e vestito della festeggiata, un intero stipendio di uno di essi o giù di lì. I due insegnanti abitano al quinto piano in un appartamento di novanta metri. Non si sono dati il sommo DOVERE di ACCETTARE SE STESSI e perciò sono infelici. E ovviamente trasmetteranno quella infelicità anche ai figli.

      Ovvio che la scuola trova difficoltà se si trova davanti bambini che i genitori stanno completamente rovinando. E persino il genitore che si comporta scruplosamente trova difficoltà perché gli amici di suo figli stanno prendendo, a causa della stupidità dei genitori, la strada della rovina.

      Per il resto l'articolo contiene tante affermazioni insignnificanti e sbagliate.

      Non diamo alla scuola colpe che sono della famiglia. Servirebbe ormai una scuola spartana, che sottrgga i figli alle ansie dei genitori. Ecco perché ho scritto in quello che sarebbe il manifesto del mio partito ideale che "23. Bisogna ridare prestigio alla Scuola. Ma il prestigio presuppone il potere. Nella sfera di competenza della scuola, il potere educativo della medesima, se contrasta con l’orientamento dei genitori dello scolaro, deve prevalere. La scuola deve sottrarre i giovani alle pretese e alle ansie dei genitori, per renderli uomini." http://www.appelloalpopolo.it/?p=22

    1. marzian 19 settembre 2010

      Quello sopra é un articolo semplice ed introduttivo, ma ha il grande merito di porre giustissimamente l'enfasi su quello che dovrebbe essere al fulcro di TUTTO il discorso: la felicitá dei giovani. Qualche tempo fa mi ha scritto una mamma - commossa leggendo un testo, da me diffuso in rete, sull'esperienza non-violenta di SummerHill - che mi ha raccontato di come le coercizioni della scuola (e degli psicologi/psichiatri che collaborano alacremente al sistema) avessero rovinato l'esistenza di suo figlio. Mi viene anche in mente una lettera che riportava Paolo Barnard:

      Lei è l’unico che nel dibattito pubblico sulla scuola ha toccato il tema dell’autostima.

      Ci ho messo vent’anni per uscire dall’ottica di un sistema scolastico che fin dalla più tenera età mi opprimeva e che mi rese ben presto, data la mia eccessiva sensibilitá e il mio perfezionismo, un adolescente iper-insicuro, patologicamente timido, autocritico fino al parossismo, timoroso del giudizio degli altri come di una questione di vita o di morte.

      Quando lei dice “mai un fallimento in queste secondarie valutazioni va tradotto in una ferita al valore personale, ovvero in perdita di autostima, che è perdita di amore per sé stessi”, vedo me stesso davanti alle porte del liceo, con il chiodo fisso del suicidio per una probabile bocciatura. La ferita era enorme signor Barnard, non so come mi salvai.

      Ma oggi so che non era colpa mia, NON ERA TUTTA COLPA MIA. Oggi so che c’é una logica in questo sistema educativo, ed è proprio quella di “sterilizzare” le persone più sensibili, quelle che vogliono studiare per crescere, per crearsi una personalità, per pensare criticamente.


      Questa é la base di tutto, non oziosi discorsi sulle "materie", i "fondi" ed altri argomenti insignificanti.

      E se si vuole parlare del piano culturale, allora anziché fare assurdi discorsi (privi di fondamento storico e scientifico) sul fatto che "senza scuola come imparavi a leggere?", bisognerebbe fare almeno il minimo sforzo di andarsi a studiare qualche testo su come funziona neuro-cognitivamente l'apprendimento (in breve: l'esatto opposto di tutto quello che viene fatto a scuola) e vedere qualche comparazione tra il livello culturale chi ha seguito percorsi di home-schooling o istituzioni libertario-democratiche e chi invece esce dalla scuola pubblica.

      Tra i molti altri, a parte gli straordinari lavori, citati anche nel'articolo, di John Taylor Gatto, John Holt e Charlotte Thomson Iserbyt, segnalo il monumentale testo di Francesco Codello dedicato ai modelli educativi non-violenti: http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la_buona_educazione.php

      Per completezza linko lo studio completo dell'UNICEF: http://news.bbc.co.uk/nol/shared/bsp/hi/pdfs/13_02_07_nn_unicef.pdf

      E come sempre ricordo l'esistenza della rete italiana: http://www.educazionelibertaria.org/

    1. VeniWeedyVici 19 settembre 2010

      Quelli esposti nell' articolo non sono realmente un problema dal mio punto di vista.
      Il problema sorge quando questo opinabile e non contingente sistema educativo viene IMPOSTO come la salvezza al resto del mondo che, ricordiamolo, senza gli USA sarebbe un teatro di guerre fratricide (l' ho imparato a scuola non mi scassate la minchia).

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