Quando il Tomahawk incontra l’orso, vince il Nocciolo (Oreshnik)

Quando il Tomahawk incontra l’orso, vince il Nocciolo (Oreshnik)

John Helmer
johnhelmer.net

Una settimana fa, il 23 settembre, il presidente Donald Trump ha definito la potenza militare del presidente Vladimir Putin una "tigre di carta" e ha dichiarato che "è giunto il momento per l'Ucraina di agire".

Con ciò intendeva dire "riprendere il proprio Paese nella sua forma originaria e, chissà, magari anche andare oltre!".

Cinque giorni dopo, il vicepresidente J D Vance, ha spiegato che il dispiegamento sul campo di battaglia ucraino dei missili da crociera Tomahawk forniti dalla NATO, con una gittata di 2.500 km, è il prossimo passo che lui e Trump stanno prendendo in considerazione.

"La Russia è davvero in stallo", ha affermato Vance, "L'economia russa è in rovina. I russi non stanno ottenendo grandi risultati sul campo di battaglia... I russi hanno rifiutato di partecipare a qualsiasi incontro bilaterale con gli ucraini. Hanno rifiutato di partecipare a qualsiasi incontro trilaterale con il presidente... I russi devono svegliarsi e accettare la realtà... Per quanto riguarda i Tomahawk, sarà il presidente a prendere la decisione finale. Il presidente farà ciò che è nel miglior interesse degli Stati Uniti d'America".

Il piano, ha lasciato intendere Vance, è quello di consentire agli Stati membri della NATO che dispongono di batterie Tomahawk – al momento si tratta del Regno Unito e della Germania – di consegnarle a Kiev, oppure di consentire ad altri Stati europei di acquistare i missili dagli Stati Uniti e di inviarli [in Ucraina]. Ciò significa che gli operatori che gestiscono i sistemi Tomahawk in Ucraina sarebbero britannici, tedeschi o di altri Paesi europei. "Quello che stiamo facendo", ha detto Vance, "è chiedere agli europei di acquistare quelle armi, così da poter dimostrare un certo coinvolgimento europeo nella questione. Penso che questo li coinvolga davvero sia in ciò che sta accadendo nel loro cortile, sia nel processo di pace che il presidente sta promuovendo da otto mesi", ha detto Vance.

Vance intendeva dire, ma non lo ha fatto, che a rischiare un contrattacco russo sarebbero gli europei, non gli americani.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha risposto con l'ovvio, seguito da un placebo.

"Abbiamo sentito queste dichiarazioni. Le stiamo analizzando attentamente. I nostri specialisti militari le stanno monitorando da vicino. Anche se gli Stati Uniti dovessero inviare i loro missili Tomahawk in Ucraina, attualmente non esiste una panacea che possa cambiare le carte in tavola sul fronte per il regime di Kiev. Non esistono armi magiche, e i Tomahawk o altri missili semplicemente non cambieranno le carte in tavola".

Peskov ha poi lanciato un avvertimento: "La domanda è: chi può lanciare questi missili? Solo gli ucraini possono farlo, o devono farlo i militari americani?". La risposta è già ovvia: Vance l'ha chiarita. Gli operatori dei Tomahawk sarebbero europei.

Le domande di Peskov hanno anche evitato il punto strategico di Vance e Trump. [Gli USA] adesso mirano a intensificare i danni che possono infliggere in profondità nel territorio russo – Mosca e San Pietroburgo, se possibile – nella convinzione che ciò provocherà una perdita di morale da parte dei russi e aumenterà il dissenso elettorale nei confronti di Putin. "Questa guerra è terribile per la loro economia», ha ripetuto più volte Vance, così come Trump. I russi, ha dichiarato Vance, "devono chiedersi quante altre persone sono disposti a perdere... per un vantaggio militare molto limitato".

Cosa sta succedendo dal punto di vista russo che non è di dominio pubblico?

L'accordo raggiunto dagli Stati Uniti al vertice di Anchorage il 16 agosto non è più quello inteso dalla Russia, come era stato spiegato dallo stesso Putin. "Speriamo che l'accordo [singolare] raggiunto ci avvicini a questo obiettivo e apra la strada alla pace in Ucraina", aveva dichiarato Putin nella breve conferenza stampa tenuta dopo l'incontro con Trump. "Vediamo che il presidente degli Stati Uniti ha un'idea chiara di ciò che vuole ottenere, che ha sinceramente a cuore la prosperità del suo Paese e allo stesso tempo è consapevole degli interessi nazionali della Russia. Mi auguro che gli accordi odierni [plurale] diventino un punto di riferimento, non solo per risolvere il problema ucraino, ma anche per riprendere le relazioni commerciali pragmatiche tra Russia e Stati Uniti".

L'escalation degli attacchi con missili Tomahawk nell'entroterra russo non rientra neanche nell'accordo con gli Stati Uniti annunciato dal ministero degli Esteri russo dopo l'incontro tra il ministro Sergei Lavrov e il segretario di Stato Marco Rubio alle Nazioni Unite: "I capi dei ministeri degli Esteri hanno scambiato opinioni sulla risoluzione della crisi ucraina, dando seguito agli accordi [plurale] raggiunti al vertice Russia-USA di Anchorage. Le parti hanno ribadito il reciproco interesse nella ricerca di soluzioni pacifiche. Sergey Lavrov ha sottolineato la disponibilità del nostro Paese ad aderire alla linea sviluppata dai leader russo e statunitense in Alaska, compreso il coordinamento degli sforzi con la parte statunitense per rimuovere le cause profonde del conflitto ucraino. Il ministro ha sottolineato l'inaccettabilità dei piani volti a prolungare il conflitto promossi da Kiev e da alcuni paesi europei. Le parti hanno confrontato le loro posizioni sull'intera agenda bilaterale, comprese le prospettive di ripristino dei contatti socio-politici. Hanno ribadito l'importanza di sfruttare lo slancio dato dai presidenti russo e statunitense al processo di normalizzazione delle relazioni bilaterali".

Parlando ai giornalisti russi, Lavrov aveva poi aggiunto: "Partiamo dal presupposto che tutto ciò che abbiamo sentito dai nostri colleghi statunitensi ai vertici e ad altri livelli ci dice che vogliono aiutarci a porre fine a questo conflitto affrontandone ed eliminandone le cause profonde. Non ci sono altri Paesi nel campo occidentale che condividono questa posizione. Non ho alcun dubbio che il presidente degli Stati Uniti sia sinceramente interessato a questo risultato. Alcuni stanno cercando di influenzarlo, ma questa è un'altra questione... I confini del 2022 oggi non sono in discussione. Quello di cui stiamo discutendo ora sono i confini sanciti dalla Costituzione della Federazione Russa".

La "realtà sul campo", come la intendono Vance e Trump sul campo di battaglia, chiaramente non è la realtà sul campo così come la vede la parte russa. Gli Stati Uniti stanno annunciando che la Russia, la tigre di carta, ha perso il dominio dell'escalation sul campo di battaglia ed è vulnerabile a un'insicurezza interna ancora maggiore rispetto a quella che aveva affrontato tre anni fa, quando era iniziata l'operazione militare speciale. Se quella era la "causa principale" della guerra, come Putin e Lavrov dicono di aver spiegato ai loro omologhi statunitensi, Trump e Vance stanno ora respingendo la "causa principale" come base per porre fine alla guerra.

Quando Vance ha annunciato che l'impiego dei Tomahawk sarà deciso "nell'interesse degli Stati Uniti d'America", intendeva dire che l'esercito russo e Putin hanno perso il loro potere deterrente.

Una fonte di Mosca ben informata afferma che lo Stato Maggiore convincerà il Presidente sulle misure necessarie per dimostrare che gli americani hanno torto. "Credo che i russi otterranno la vittoria utilizzando l'Oreshnik piuttosto che una massiccia offensiva terrestre. Ma c'è anche un rafforzamento che molti di noi possono notare. Ecco perché americani ed europei stanno diventando molto nervosi, minacciando i russi di uno scontro diretto se non faranno marcia indietro".

Ascoltate l'escalation delle minacce degli Stati Uniti alla Russia:

E qui una discussione con Nima Alkhorshid:

Una fonte ben informata di Mosca osserva: "Siamo al punto più chiaro della guerra. La Russia deve porvi fine in modo decisivo o perderla".

La fonte spiega che, secondo la valutazione russa attuale “Trump non è un pacificatore. Avrebbe voluto un Nobel per questo, ma dopo Anchorage è chiaro che sa di non essere in grado di negoziare la pace. Gli americani pensano che gli ucraini siano felici di morire; gli europei sono felici che muoiano; apparentemente non c'è carenza di denaro. L'Europa può procurarsi ciò che serve dai beni russi sequestrati. Quindi, Trump sta sottolineando ciò che tutti sappiamo: Putin non è stato in grado di vincere. Sta sottolineando ciò che i responsabili dell'informazione sulla guerra gli hanno detto essere la cruda realtà: gli ucraini hanno subito una sconfitta molto dura, ma resistono e continuano a combattere; i russi non sono stati in grado di vincere e potrebbero non esserne in grado. Da qui l'opportunità, di cui lui e Vance sono convinti, che gli Stati Uniti possano ribaltare la situazione, ottenere ricchi compensi senza correre il rischio di perdere vite americane. Non c'è nulla di nuovo in questa situazione, tranne il fatto che gli accordi che [Kirill] Dmitriev aveva cercato di ottenere da [Steven] Witkoff non sono stati conclusi. Il Cremlino non è riuscito a corrompere o comprare alcun favore americano. Quindi si torna sul campo di battaglia: i russi devono vincere, chiudere la partita, e questo avverrà entro la prossima estate o entro l'estate del 2027. Per la fazione bellicista di Mosca, questa consapevolezza è la benvenuta”.

John Helmer

Fonte: johnhelmer.net
Link: https://johnhelmer.net/when-tomahawk-meets-bear-the-hazel-tree-oreshnik-wins/#more-92440
29.09.2025
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (5)

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    1. Cleon XIII 8 ottobre 2025

      I missili Tomahawk sono impossibili da intercettare e, se usati per colpire obiettivi in territorio Russo, ne colpirebbero molti. Sa gli USA ne fornissero all’Ucraina più di un migliaio, potrebbero modificare a vantaggio di questi ultimi l’andamento della guerra, ma non sarà così. Ne possono fornire al massimo un centinaio o due, amen. Il punto è che per utilizzare i Tomahawk (che volano praticamente rasoterra), serve una mappatura 3D estremamente precisa del territorio, bisogna individuare tracciati che evitino case, alberi, dislivelli del terreno. Serve una tecnologia satellitare e non e mezzi di rilevamento che gli Ucraini non hanno, come non hanno tecnici specializzati all’uopo. Quindi i Tomahawk potranno sen’zltro essere lanciati dall’Ucraina (possono partire anche da postazioni a terra), ma senza gli operatori NATO e gli strumenti della NATO non andrebbero da nessuna parte.
      E quindi? I Russi potrebbero, ancora una volta, far finta di niente.Oppure potrebbero reagire simmetricamente, fornendo, cioè, missili ipersonici a lunga gittata ai loro alleati in modo che siano questi a usarli contro i paesi della NATO. Cuba? Venezuela? Iran? Nel secondo caso il conflitto escalerebbe a un livello ancor più critico di quello attuale. E’ un gioco rischioso, anche per i più invasati guerrafondai d’Europa.

    1. Gio 3 ottobre 2025

      Sono solo un sempliciotto ma...dare un preavviso di 24 ore alla popolazione civile di Kiev per permetterle l'evacuazione e poi incenerire i palazzi del governo banderista no???

    1. Shax 2 ottobre 2025

      I fatti ci dicono una realtà che mi pare ovvia: qui l'unica tigre di carta sono gli usa, da decenni in una crisi politica, sociale, economica e militare devastante.
      La Russia crolla secondo la vulgata di regime, eppure il FMI la pensa diversamente dato che in periodo di guerra è cresciuta in maniera stabile. La Russia non avanza, e anche questo è confutato dai fatti visto che le ultime roccaforti ucraine stanno collassando ad una ad una. Semplicemente la strategia Russa è quella del logoramento per minimizzare al massimo le perdite. Il consenso per Putin prima o poi crollerà dimenticando che in guerra i russi semmai storicamente si sono sempre uniti fortemente di fronte al nemico invasore.
      Ed è qui che arriviamo: la Ue e gli usa vogliono impossessarsi della Russia, e lo hanno anche dichiarato più è più volte.
      Niente ci fa desumere che questa volta vada diversamente dalle precedenti.
      La tigre di carta americana vorrebbe invadere il Venezuela, la Groenlandia, bombardare di nuovo l'iran, governare Gaza, fare la guerra i brics ma nel frattempo nemmeno i 50 stati usa riesce a gestire.
      Alla fine la strategia russa risulta vincente: fare buon viso a cattivo gioco, continuare a far cadere nel ridicolo trump e andare avanti con le operazioni sia militari, sia economico-politiche rinsaldando i rapporti con iran, Cina, India e brics. Tanto come dicono gli anglo, prima o poi crolleranno, no?

    1. clausneghe 2 ottobre 2025

      Esatto. E' arrivato il momento di chiuderla questa guerra, in un modo o nell'altro, prima che succeda un disastro inimmaginabile, peggio di Cernobyl che ancora adesso produce effetti radioattivi nefasti.
      I Russi devono accelerare con la distruzione di mezzi, strutture e personale che continuano ad affluire mandati dai loro nemici storici Europei, ansiosi di prendersi una rivincita dopo 80 anni dall'ultima sconfitta nazifascista subita ad opera principalmente della fù Unione Sovietica, l'URSS che ora non è più, purtroppo, Comunista ma questo è ininfluente, siamo di fronte ad un odio quasi razziale, la Russofobia pompata dai putridi mainstream di regime UE.Non sarà facile per la F.R. chiudere vittoriosamente questa fase prima che se ne apra un'altra, quella della WW3 che nessuno vuole, come nessuno voleva la WW1 e nemmeno la WW2, ma sono avvenute.
      La Russia inoltre deve vincere la battaglia interna contro la quinta colonna e i militari di alto rango corrotti, pensate che Putin ultimamente ne ha fatti arrestare a centinaia, tra generali e governatori corrotti requisendo loro una quantità esagerata di danaro e beni vari accumulati con le tangenti. I corrotti degradati e in prigione per lunghi anni e i soldi distribuiti all'Armata Rossa.

    2. ric 2 ottobre 2025

      viva il meraviglioso popolo RUSSO !!

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