Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org
Spero che l'invasata dal nome Ursula von der Leyen continui a governare l’Europa. La donna tutta casa e svastica capace di far entrare la Germania in recessione economica, l’imperatrice del green alle bombe.
Ebbene sì. L’Unione Europea, per cessare definitivamente di esistere come centro di potere, deve continuare ad essere amministrata dalla Von der Leyen, ossia la condannata per lo scandalo della corrotta gestione delle concessioni vaccinali (Pfizergate).
Le sue dichiarazioni pubbliche ormai sono come della stand-up comedy. Peccato che faccia la politica e non la comica; questo secondo mestiere combacia perfettamente con la sua immagine.
Ma la commedia si fa tragica quando si passa alla geopolitica: a poche ore dall’episodio di Galati, la sentenza è già scritta. Il drone caduto in Romania appartiene alla Federazione russa. Un processo basato sul puro nulla, vista la mancanza di prove in grado di legittimare le accuse del mondo occidentale alla Russia.
Quanto accaduto è una nuova, e consueta, iniziativa del governo ucraino e dell’UE di schierare definitivamente la NATO contro la Russia, invocando l’Articolo 5.
Come definito dalle istituzioni rumene - in special modo dal Presidente in persona Nicusor Dan - il drone caduto a Galati, è stato deviato dalla difesa aerea ucraina, in quanto direzionato a Odessa e non in Romania. Ergo: Putin non ha mai avuto l’intenzione di attaccare Bucarest e un Paese NATO.
Ma soprattutto, come possiamo reputare attendibile la versione secondo la quale il Cremlino abbia oltrepassato il limite con i congegni bellici? Dal 2022 le televisioni, private e di stato, pur di mostrarci il nemico russo da sconfiggere, hanno mostrato immagini farlocche di videogame di guerra.
Inoltre, al di là dei processi sommari, la storia dimostra come il governo di Zelensky sia incline a svolgere queste pseudo tecniche manipolative. In passato, innumerevoli volte, droni ucraini hanno violato i cieli di altri Stati. Uno dei casi più eclatanti fu l’UAV schiantato a Zagabria nel 2022: sin dal primo momento la campagna denigratoria era indirizzata contro la Russia; ma successivamente si constatò l’appartenenza alle forze armate ucraine del drone Tu-141.
Ma non solo la Croazia è stata coinvolta in queste manovre, i Paesi Baltici non sono sfuggiti alle escalation. In tale casistica, non occorre nemmeno andare tanto indietro nel tempo: alla fine del marzo 2026 gli ucraini, servendosi di questi velivoli militari, hanno colpito la centrale elettrica di Avuere (Estonia) e un campo aperto in Lettonia (nella regione di Kraslava).
Tuttavia, lo “scambio” dei droni più celebre riguarda la Polonia. Nel 2022, poco dopo l’inizio della nuova fase del conflitto russo-ucraino, per via di un bombardamento alle strutture energetiche dell’Ucraina, un drone cadde a Przevodow, un piccolissimo villaggio di confine con l'oblast di Leopoli. Fu decretata la massima allerta, ma la magistratura di Varsavia - al contrario degli irrazionali analisti dell’Art.5 - stabilì il collegamento ucraino all’UAV precipitato.
Un fatto più o meno analogo è accaduto sempre in Polonia, con una casa demolita da un drone (ottobre 2025). La politica attribuì l’accaduto al solito attacco russo. Contrariamente a ciò, l’analisi dei resti dell’attrezzo militare ha decretato che esso era di fabbricazione nazionale, già in dotazione all’esercito di Varsavia.
Se è proprio vero che dalla storia si imparano gli errori, la civiltà occidentale dovrebbe ricordarsi di tutti i depistaggi e false flag eseguiti per scopi bellici. È successo con l'auto-bombardamento del Tonchino per avviare il conflitto in Vietnam, con le armi chimiche false di Saddam Hussein e con i finti stupri dell’esercito di Gheddafi.
Allo stesso modo la Romania e i suoi cittadini hanno subìto gli effetti delle politiche interventistiche e imperialiste con l’invenzione del Massacro di Timisoara, grazie al quale i coniugi Ceausescu furono uccisi.
Forse il vero problema non è il drone caduto a Galati, ma la velocità con cui il colpevole viene confezionato al pubblico. Prima la propaganda, poi i fatti. E se i fatti non corrispondono alla narrazione, tanto peggio per i fatti.
Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org
31.05.2026
maghi 31 maggio 2026
dalle scheggiature sul muro sopra il presunto impatto si capisce benissimo che si è trattato di un ordigno esplosivo appoggiato per terra accanto al muro. Non c'è stato nessun drone russo o ucraino, si è trattato solo di una messinscena per creare paura o un diversivo all'assasinio degli studenti di Luhansk. Oramai le masse rincretinite credono a tutto, anche a Cristo morto di sonno.
ric 31 maggio 2026
https://www.controinformazione.info/scott-ritter-solo-un-drone-la-romania-merita-una-punizione-ben-peggiore-per-quello-che-sta-facendo/
maghi 31 maggio 2026
se gli F16 ucraini volassero dalla Romania, troverebbero i russi ad aspettarli. Poi le immagini dell'edificio di Galati indicano un incendio, ma il punto d'impatto non mostra segni di affumicamento, solo di esplosione. Qui ci stanno prendendo tutti per dei cretini. Questo Ritter mi sembra faccia parte della banda Bassotti.