Quale sovranità digitale? Con la crisi energetica difficile persino produrre chip

Quale sovranità digitale? Con la crisi energetica difficile persino produrre chip

Di Franco Maloberti per ComeDonChisciotte.org

La fabbricazione di circuiti integrati richiede decine e decine di complessi passi tecnologici. Sono operazioni a livello nanometrico (miliardesimi di metro) di protezione selettiva di fette di silicio, deposizione di materiali, diffusione o rimozione di materiali da regioni non protette. Il tutto con accurati sistemi di attacco chimico, con forni con temperature che vanno da centinaia a più di mille gradi, e ambienti ultra-puliti con continui ricicli di aria. Ad esempio, il grado di pulizia della classe ISO-1 non ammette più di 2 particelle di 0,2 micron per metro cubo d'aria (per fare un confronto, le camere operatorie usate per fare trapianti sono ISO-5 con 2370 particelle da 0,2 micron per metro cubo). Le macchine usate per la fotolitografia hanno costi altissimi (un sistema EUV, Extreme UltraViolet, della AMLS ha le dimensioni di un autobus e costa fino a 150 milioni di euro).

Il corpo della fabbrica poggia su enormi basi di calcestruzzo che evitano la pur minima vibrazione. Il tutto ha costi che crescono a dismisura con l'avanzare dei processi tecnologici.

Una fabbrica completa (edificio e attrezzature) che costava un miliardo di dollari Usa agli inizi del 2000 ora costa tra otto e i quindici miliardi di dollari Usa.

Costruire una fabbrica per chip non è allora una cosa da poco, e come vedremo, non è rilevante solo da un punto di vista economico, ma anche politico e strategico.

La delocalizzazione di fabbriche taiwanesi recentemente stimolata ha una motivazione prevalentemente politica; avere la produzione a Taiwan così vicina alla Cina è un rischio per i clienti, in particolare, quelli occidentali. Per questo Taiwan ha dovuto accettare, certo a malincuore, di costruire nuove fabbriche in Giappone, Europa e Usa.

Per capire le motivazioni strategiche, in subordine a quelle politiche, bisogna analizzare costi e benefici. I costi riguardano la disponibilità di mano d'opera specializzata, le necessità di acqua e energia, e i problemi ambientali.

Per la mano d'opera, serve personale altamente qualificato disposto a fare turni che coprono le 24 ore di ogni giorno dell'anno; le fabbriche costano parecchio e devono operare in continuazione. Questo è un problema negli USA: uno delle più grosse difficoltà di TSMC, che sta costruendo una mega fabbrica in Arizona, è il "conflitto di cultura del lavoro" [1]. I taiwanesi accettano di lavorare in turni di otto e più ore, "scafandrati" per muoversi negli ambienti ultra-puliti. Gli americani sono, al contrario, riluttanti. Trovare laureati disposti a fare la vita di un operaio turnista è difficile e impiegare laureati taiwanesi non è certo una soluzione. Quindi, dato che il lavoro è "disagiato", le fabbriche devono nascere in regioni dove si trovano (o si spera di trovare) dipendenti "Taiwan-like".

Una fabbrica di semiconduttori ha bisogno di grosse quantità di acqua. Un articolo di Williams, Ayres e Heller del 2002 [2], stima che servano dai 18 ai 27 litri per centimetro quadro di chip prodotto. Se la produzione di una mega-fabbrica è 1,6 milioni di fette da 12 pollici equivalenti, si hanno 1,13 miliardi di centimetri quadrati di silicio. Con 20 litri di acqua ultra-purificata per centimetro quadro, si arriva a 22,6 miliardi di litri d'acqua, ovvero, 22,6 milioni di metri cubi. Supposto che il 75-80% sia riciclato, la necessità è tra i 4,5 e 5,6 milioni di metri cubi di acqua all'anno. Il consumo quasi raddoppia ogni avanzamento tecnologico. Dato che dal 2002 ci sono state cinque transizioni, è lecito supporre che, pur tenedo conto di un migliorato riciclaggio, il consumo di acqua odierno sia dieci volte superiore: 45-56 milioni di metri cubi. Il risultato è pari al consumo di 450-560 mila persone (100 metri cubi all'anno per persona).

Consideriamo ora la necessità energetica. Questa dipende dal nodo tecnologico; come indicato da M.G. Bardon e B. Parvais dell'IMEC [3], l'energia richiesta è 850 kWh per fetta per il nodo 5nm. Valore che va a 1150 kWh per il 3nm. I dati sono per una produzione di 210 fette all'ora, ovvero, circa un milione all'anno. Il consumo diventa allora 850GWh per i 5nm e 1,15TWh per il nodo 3nm. Dato che il consumo medio annuo per famiglia è 2700 kWh, una fabbrica 5nm consuma ogni anno come 314 mila famiglie. Si sale a 426 mila famiglie per i 3nm.

L' impatto ambientale è sorprendente. Il citato articolo di Williams, Ayres e Heller stima un uso di 45,2 grammi di sostanze chimiche ogni centimetro quadrato di chip realizzato con una tecnologia consolidata. Queste sostanze comprendono formule chimiche (come l'arsenico) in quantità minima, ma anche 7,8 grammi di acido solforico al 96%, 7,6 grammi di soda caustica, 4,3 grammi di acqua ossigenata al 30%. I prodotti vengono smaltiti all'85% con circa sei grammi residui dispersi nell'ambiente. Con 700 milioni di centimetri quadrati di produzione annua (un milione di fette), si hanno 4,200 milioni di Kg di materiale chimico, in parte pericoloso, dispersi in un anno. L'articolo di Bardon e Parvais fornisce informazioni sulle emissioni di gas per i processi avanzati. Usa come parametro il CO2 equivalente che è la quantità di anidride carbonica che ha lo stesso impatto ambientale del gas emesso. Per il nodo 5nm si hanno 250 kg/fetta di CO2 equivalente, per il 3nm si sale a 310 kg/fetta. Con un abbattimento del 95% e un milione di fette all'anno si ha un residuo di 12,5 milioni di kg e 15,5 milioni di kg per i nodi 5nm e 3nm rispettivamente, pari al CO2 emesso da un'auto che brucia 5,5 milioni e 6,7 milioni di litri di benzina (2,3 kg di CO2 per litro).

I benefici dipendono dalle condizioni operative. Se la fabbrica offre servizi ad altri, ad esempio le "fab-less", e opera in regime di monopolio tecnologico, si hanno buoni margini. TSMC, ad esempio, monopolista di fatto dei nodi sotto 20nm, ha alti margini operativi (nel primo trimestre del 2021 ebbe un utile record del 39.5% [4]). Nel caso in cui esistano molte fabbriche con uguali potenzialità tecnologiche, il servizio di fabbricazione non è un affare. Avere una fabbrica per i propri prodotti ottimizza la produzione e protegge la proprietà intellettuale.

I profitti non vengono dalla fabbrica, che invece è un onere finanziario, ma dai prodotti che, con prestazioni superiori, battono la concorrenza.

Le soluzioni ottimali sono allora due:

1) essere una fonderia di silicio con processi estremamente avanzati.

2) avere fabbriche proprietarie con processi avanzati che soddisfano le necessità produttive, possibilmente dislocate nelle regioni dove si trova personale con una adeguata conoscenza, disponibilità di acqua ed energia e, eventualmente, dove ci sono rilassate regole di protezione ambientale. Se poi le regioni ospitanti offrono co-finanziamenti o benefici fiscali, è ancora meglio.

Quanto sopra porta a concludere che costruire fabbriche in Europa avrebbe una rilevanza sia politica che strategica. Per l'appunto, Intel sta costruendo in Germania (a Magdeburg) due fabbriche per un costo stimato di 17 miliardi di dollari Usa (fonte Reuters). C'è anche un negoziato (un po' segreto) per costruirne una fabbrica Intel in Italia con un contributo sostanziale del governo. L'americana Global Foundries ha un accordo con l'italo-francese STM per duplicare la fabbrica di Crolles in Francia. È previsto un grosso sostegno finanziario francese, ma la produzione sarà condivisa (42%-58%).

Il condizionale "avrebbe rilevanza sia politica che strategica" del paragrafo precedente è d'obbligo: l'esagerato aumento del costo dell'energia potrebbe scombussolare i piani di realizzazione di fabbriche per produrre chip.

Di Franco Maloberti per ComeDonChisciotte.org

31.10.2022

Franco Maloberti ha conseguito la Laurea in Fisica (con lode) presso l’Università di Parma, Italia, nel 1968, e il Dottorato Honoris Causa in Elettronica da Inaoe, Puebla, Messico, nel 1996. È stato Professore di Microelettronica presso l’Università di Pavia, è stato il TI/J. Kilby Analog Engineering Chair Professor presso la Texas A&M University e Distinguished Microelectronic Chair Professor presso l’Università del Texas a Dallas. Attualmente è Professore Emerito presso l’Università di Pavia, e Professore Onorario all’Università di Macao, Cina SAR. Ha più di 600 pubblicazioni scientifiche, ha pubblicato dieci libri ed è titolare di 40 brevetti. È il Direttore della Divisione I dell’IEEE, è stato Presidente dell’IEEE CASS e dell’IEEE Sensor Council. Ha anche servito l’IEEE in numerose posizioni di responsabilità. Nel 1999 ha ricevuto l’IEEE CAS Society Meritorious Service Award, la CAS Society Golden Jubilee Medal nel 2000 e la IEEE Millenium Medal. Ha ricevuto l’IEE Fleming Premium nel 1996, l’ESSCIRC 2007 Best Paper Award e l’IEEJ Workshop 2007 e 2010 Best Paper Award. Ha ricevuto il premio Mac Van Valkenburg della IEEE CAS Society 2013. È Life Fellow di IEEE.

NOTE

[1] https://www.eetimes.com/tsmcs-arizona-culture-clash/

[2] The 1.7 Kilogram Microchip:  Energy and Material Use in the Production of Semiconductor Devices, https://pubs.acs.org/doi/10.1021/es025643o

[3] https://www.eetimes.com/the-environmental-footprint-of-logic-cmos-technologies/

[4] https://seekingalpha.com/article/4419241-i-remain-bullish-on-taiwan-semiconductor-post-earnings

Commenti (17)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 17 caricati
    1. Cleon XIII 4 novembre 2022

      Sentite questa, non c'entrano i chip ma vale la pena.
      E' uscita una serie TV sulla vita e le opere di Miguel Bosé, il cantante che furoreggiava anche in Italia nei rombanti anni 80. Per l'occasione Miguel... ha fatto outing:

      “Rivendico la mia diversità: sono single, gay e padre. Ah dimenticavo, ho quatto figli e non due come credevate!”,

      dichiara sul settimanale Gente. Il direttore artistico della squadra blu di Amici 12 spiega come ha avuto i suoi quattro figli, ossia mediante un utero in affitto.

      “Ho avuto Ivo e Telmo sette mesi dopo i primi due gemelli, Diego e Teo, ma non lo sa quasi nessuno. I bambini crescono tutti insieme nella villa di Madrid, lontano da occhi indiscreti. Quando ho sentito il desiderio di diventare padre, avevo già superato i cinquanta anni e quindi l’adozione mi era già preclusa in tutto il mondo. E’ stato il mio amico Ricky Martin a suggerirmi una madre “in affitto”: in Spagna non è legale, ma negli Stati Uniti sì”,

      rivela Miguel Bosè, per poi aggiungere:

      “Negli USA è il mercato che crea la legge e sono più avanti di noi”.

      Infine il cantante spiega le motivazioni per le quali ha deciso di rivelare tutto ciò dopo anni di silenzio.

      “Mi sono deciso a parlare della mia famiglia diversa perché vorrei che tutti i gay o le lesbiche avessero la possibilità che ho avuto io, che per ora sono solo per chi ha ingenti mezzi economici”.

      Chiaro? I Gay hanno il diritto di avere figli, le donne povere invece no, hanno, al massimo, il diritto di partorirli.

      IL MERCATO CREA LA LEGGE. Non l'avevo ancora sentita messa giù in modo così chiaro e brutale.

      E aggiungerei: i ricchi sono il nuovo proletariato, intendendo come proletariato l'insieme degli individui che possono crescere una prole.

    1. mingo 3 novembre 2022

      Non ce la faranno mai!
      Solo a leggere tutto questo articolo fa capire che a parte qualcosina in USA (anche perché ha sempre la Silicon Valley ) il resto non riuscirà ad avviare un bel niente mi sa .

    1. Violetto 3 novembre 2022

      Si iniziò a delocalizzare nei paesi più poveri per abbattere i costi di produzione sfruttando il fatto che paesi più poveri non avessero lo "standard" di diritti che invece godono i paesi occidentali.

      La Cina è stato il paese perfetto per questo.
      Semi schiavizzati in città fabbrica, pochi diritti, salari da fame.

      Dall'altro lato si "emarginano" tali paesi proprio perché illiberali (eh, la coerenza!!!).

      Ma la Cina pian piano (e neanche tanto piano) si "evolve" e diventa un paese sempre più ricco che nel tempo "ruba" il "know how" e diventa la nazione che cresce di più. Gli standard per i lavoratori sono ancora bassi ma i salari crescono e pian piano anche i diritti.

      La "fabbrica" del mondo diventerà una fabbrica sempre più costosa mentre i paesi occidentali si impoveriscono sempre di più.

    1. Rnamessaggero 3 novembre 2022

      Al momento AI significa Analogo Insetto, solo un insetto può affrontare un percorso di studio maniacale che lo porta poi ad indossare occhiali spessi come fondi di bicchiere per accettare lavoro in turno negli ambienti dove la densità neuronale non può superare il neurone per metro cubo di massa cerebrale. In questo articolo si può ben vedere la potenza di quelle nazioni che utilizzano schiavi nei processi di produzione di oggetti funzionali alla schiavitù delle masse. Solo i dementi potevano credere che delocalizzando il lavoro sarebbero riusciti a distruggere quelle nazioni che praticano l' autolesionismo individuale.

    1. Primadellesabbie 3 novembre 2022

      "...I taiwanesi accettano di lavorare in turni di otto e più ore, “scafandrati” per muoversi negli ambienti ultra-puliti. Gli americani sono, al contrario, riluttanti. ..."

      Nelle tessiture dell'antica India venivano insegnati a un ragazzo prescelto i segreti per produrre e tessere i fili d'oro nelle stoffe, costui diveniva l'unico depositario di questo procedimento ma non poteva mai più, per tutta la vita, lasciare la fabbrica nella quale viveva.

      Mi sembra di vedere un futuro analogo per gli scafandrati.

      PS - Articolo di grande interesse, ringrazio chi lo ha scelto.

    1. Luca VFR 2 novembre 2022

      Insomma per farla breve bisogna ammazzare la gente per fabbricare dei chip.

    1. GioCo 2 novembre 2022

      Pensiamo piuttosto che di solo chip si sopravvive e che nel futuro sarà sempre di più così perché le guerre che ci attendono sono inevitabili e sono tutte "invisibili". La parte brutta è stata quella che non si è voluto condividere il bandolo con la base e piuttosto flirtare col nemico giurato, in una danza macabra che non poteva che finire così... Come la guida in stato d'ebrezza in autostrada in contromano di notte dopo ore di balli frenetici in discoteca. Poi spera tu nel "miracolo" se sei buono. Tanto più se sei orgoglione perché ateo.

    2. davec.dj 3 novembre 2022

      EEEhhh???

    3. GioCo 5 novembre 2022

      Sempre difficile rispondere la complessità con 2 righe. Un conto è accettare l'esistente constatando, ben altro è approvarlo. Noi siamo la base e il bandolo è la messa in @GioCo dei nostri corpi. Putroppo però non si può fermare l'era tecnologica e a prescindere dalle intenzioni (purtroppo) e nemmeno rifiutare le inifinite prospettive (inquietanti certamente!) che dischiude. Siccome siamo direttamente coivolti era evidente che non potevamo essere esclusi nel dibattito. Beh, lo hanno fatto. Ci hanno esclusi. Adesso le conseguenze verranno al pettine.

    1. GioCo 2 novembre 2022

      Quando tentavo di accennare che con Schwab abbiamo raggiunto il massimo dell'imbecillità geostrategica in tanti mi apostrofavano, perché un carrozzone come quello del WEF fa impressione. Come un immenso Inferno che si palesa con tutto il suo orrore, non ti viene l'idea che partorisca solo inutili aborti. Perché fa scena e terrorizza ed è il terrore che spera di ottenere; credo che al suo interno il WEF sia consapevole della sua propria debolezza. Come ho scritto Schwab non è un cretino, sono le condizioni che lo circondano a indurlo a produrre pacchianate e per lo stesso motivo a spacciarle poi per "gradiose idee". Ora i nodi vengono al pettine e la realtà come sempre fa da muro utile a spiaccicare ragnetti di quel genere. Però siamo ora fuori tempo massimo. Ogni recupero costerà troppo caro e come ho già detto a qualcosa si dovrà rinunciare: la guerra non è una soluzione, rimanda l'inevitabile rendendolo più oneroso. Per ciò ora cadranno teste e saranno quelle dei capri espiatori già scelti.

    1. danone 2 novembre 2022

      Vero, anche di fish, fish&chip :-))

    1. IlContadino 2 novembre 2022

      Quando la nostra civiltà sarà scomparsa e tra qualche migliaio di anni i nuovi arrivati troveranno i ruderi di queste mega fabbriche, penseranno di certo si trattasse di tombe di faraoni...ihihi

    2. Cleon XIII 3 novembre 2022

      La nostra civiltà non ha dato origine a monumenti capaci di durare nel tempo. I grattacieli di vetrocemento torneranno sabbia in pochi secoli. Fra qualche migliaio di anni però ci saranno ancora le rovine dell'Impero Romano, duella Grecia Antica, le Piramidi, la Muraglia Cinese e i castelli medievali. Penseranno che la nostra epoca sia stata un periodo oscuro di impoverimento e arretratezza, tanto che non siamo riusciti a lasciare nemmeno delle rovine.

    3. IlContadino 3 novembre 2022

      Questa civiltà non ha prodotto nulla che possa sfidare lo scorrere dei secoli, ma crede di sapere tutto di ciò che viene dal passato, invece non ci capisce una mazza.
      Le civiltà passate ci hanno lasciato importanti testimonianze, preziosissime, e noi, invece di tentare di comprendere di cosa si tratti, da quale sapere scaturiscono quelle testimonianze, le osserviamo e ci accontentiamo di pensare che provengono da selvaggi coperti di stracci. È un peccato mortale! Secondo me questo peccato ci viene "imposto" dai soliti malandrini invisibili che godono come ricci quando ci vedono girovagare nella più completa ignoranza.

    4. Rnamessaggero 3 novembre 2022

      Ti sbagli, questa civiltà ha fatto danni materiali che di gran lunga hanno superato quelli dei bigotti religiosi e che sono destinati a perdurare, sotto forma di aberrazione, per millenni. La scomparsa di parte del patrimonio biologico, durerà più delle piramidi.

    5. logos 3 novembre 2022

      Non scomparsa, credo sia più corretto dire "alterazione ingegnerizzata" del patrimonio biologico umano. Tuttavia al momento, sulla trasmissibilità ereditaria, sono solo supposizioni. Non abbiamo prove rispetto ai marcatori genetici dei nascituri. L'alterazione è certa (secondo seri studi pubblicati che comunque non sono ancora minimamente sufficienti) solo su coloro (e neanche tutti sembrerebbe) che hanno ricevuto il trattamento. In breve non abbiamo dati incontestabili. Ammetto che come te sono molto pessimista (a dir poco visto ciò che sto vedendo CON I MIEI OCCHI). Dunque posso solo sperare che milioni di anni di evoluzione naturale trovino la soluzione almeno nella maggior parte dei casi. Poiché è ovvio, che non ci verrà fornita dalla fonte, o tutto ciò, qualunque cosa sia, non avrebbe avuto alcun senso. l.

    6. Rnamessaggero 3 novembre 2022

      Mi sono espresso male, parlavo dell' estinzione di alcune specie animale. Per quanto riguarda il tuo discorso concordo totalmente.

Visualizzati 17 di 17 commenti approvati.