Putin ha già perso! Anzi, no, Putin ha già vinto!

Putin ha già perso! Anzi, no, Putin ha già vinto!

Nestor Halak per Comedonchisciotte.org

Dopo due anni e mezzo in cui la carneficina è andata avanti, ma la situazione non si è affatto risolta, mi pare si possano fare alcune ulteriori osservazioni sulla guerra in Ucraina. Sì, lo so, non sono un analista militare, perciò secondo molti non sono autorizzato a parlarne: cosa volete che ne sappia infatti un commentatore da poltrona senza neppure le stellette? Certo non sono uno dei (tanti), generali o colonnelli in pensione che vanno per la maggiore e certo a nessuno viene in mente di chiedere il mio parere.

A ben vedere si tratta delle stesse argomentazioni usate durante la “pandemia”, quando parlare era consentito unicamente ai “virologi”, una sottospecie di star televisive creata all’uopo dal mainstream. Ma siccome ero io ad essere messo agli arresti domiciliari, ero io che avevo l’obbligo di punturarmi ed ero sempre io che non potevo neppure più entrare all’ufficio postale o prendere un caffè in un bar, ritenevo allora e ritengo ancora oggi di avere tutto il diritto di esprimere il mio parere.

Se poi si tratta di sciocchezze, va bene, che lo si dimostri, ma con ragionamenti argomentati, non con il semplice richiamo al principio di autorità. Oggi che i miei soldi, in spregio alla nostra legge fondamentale, vanno a finanziare la guerra per conto terzi del regime di Kiev anziché la pubblica sanità, mi sento in assoluto diritto di discettare anche a proposito della guerra, del resto non come analista militare, ma come cittadino in grado di ragionare, che ha seguito gli eventi e si è informato sui fatti anziché abbeverarsi unicamente alla vergognosa propaganda continuamente in onda sui media.

In particolare seguo costantemente quanto riferiscono alcuni canali alternativi come Military Summary, e personaggi come Alistair Crook, Douglas McGregor, Scott Ritter, Alexander Mercouris, Stefano Orsi, Larry Johnson, Dimitry Orlov e molti altri, i quali, più o meno unanimemente, continuano a sostenere che la guerra è già finita da almeno un anno e mezzo e i russi l’hanno vinta.

Tuttavia se le parole devono conservare un significato, preferirei considerare una guerra finita quando non si spara più. I fatti sono qualcosa di molto ostinato e, per quanto si dica che i russi l’ abbiano già vinta da tempo, la guerra continua ad andare avanti lo stesso, forse perché nessuno l’ha avvertita. Magari sto scrivendo un giorno troppo presto e domani sarà davvero finita, ma oggi non è domani e la guerra è ancora in corso. Non possiamo non ricordare che alcuni dei medesimi esperti hanno ripetutamente annunziato drammatiche offensive russe “risolutive” in inverno, poi in primavera, poi in estate, ma di risolutivo, alla fine, non si è visto nulla, tutto è proseguito accanitamente e lentamente, un poco sullo stile della Grande Guerra, con piccole avanzate e ritirate, successi ed errori e molti morti.

Se stiamo ai fatti senza aggiungere proiezioni più o meno di parte, a due anni e mezzo dall’inizio dell’”operazione speciale”, non è stato possibile neppure liberare l’intero Donbass che partiva già per metà liberato e che era l’obbiettivo cardine della campagna, il perché immediato della guerra. L’unico cambiamento territoriale davvero importante e duraturo è stato l’acquisizione del ponte di terra tra la Russia meridionale e la Crimea, che peraltro è avvenuto tutto nei primi giorni di campagna.

Il main stream dal canto suo ci ha ripetuto infinite volte il mantra opposto, cioè che Putin aveva già perso, che i russi avevano finito i missili, le armi, che combattevano ormai con la sciabola, che rubavano i microchip alle lavatrici, che avanzavano ad ondate umane, che massacravano donne e bambini, quando evidentemente nulla di tutto ciò rispondeva alla realtà. Ma non si può non notare una certa qual somiglianza con i proclami di parte avversa: l’Ucraina non ha più mezzi, né uomini, gli arsenali Nato sono vuoti, i soldati si arrendono in massa, l’esercito di Kiev è sull’orlo del collasso. Per anni sull’orlo del collasso, pur tuttavia qualche risorsa evidentemente la trovano ancora perché la guerra, pur essendo finita, a dispetto di tutto continua, né da parte russa c’è mai stata la cavalcata travolgente che molti si attendevano, tranne, appunto, nei primissimi momenti che sembravano preludere a ben diverso esito e gli avvenimenti recenti a Kursk dimostrano che il nemico è ancora ben in grado di nuocere agli altri e a se stesso.

Intendiamoci, sono convinto anch’io fin dall’inizio che è praticamente impossibile sconfiggere militarmente i russi in Ucraina e indubbiamente parteggio per loro, ma , guardando quanto avvenuto negli oltre due anni trascorsi, mi pare anche chiaro che neppure possono vincere velocemente o facilmente, come la situazione sulla carta sembrava indicare. Nella migliore delle ipotesi sarà una vittoria sofferta e dolorosa, come sembra essere destino per le vittorie russe.

Certamente tutto ha un suo perché e un suo perché l’avrà pure il comportamento del governo russo che fin dall’inizio è apparso poco propenso ad una guerra con tutti i crismi e più che disposto alla ricerca di una soluzione negoziale, anche in termini decisamente favorevoli alla controparte: l’accordo prospettato nel marzo del 22 e fallito per volontà degli americani, non dei russi, non era forse una riedizione degli accordi di Minsk con termini assolutamente simili? Eppure l’accordo di Minsk era stato completamente disatteso, non solo, ma era stata anche confessata la malafede dei negoziatori in termini francamente irridenti nei confronti dei russi considerati poco più che gli scemi del villaggio. Nonostante ciò il governo di Putin sembrava prontissimo a sottoscrivere di nuovo qualcosa di analogo con le medesime inaffidabili controparti: per quale motivo? Con quali prospettive? Chi crede di poter vincere e sta vincendo, non è ansioso di trattare: le condizioni le detta. E poi perché tutta quella fretta di ritirare l’armata dai dintorni di Kiev prima ancora di firmare? Spiegare questo comportamento con l’intento “umanitario” nei confronti dei fratelli ucraini, oppure come un gesto di buona volontà che sconfina ampiamente nell’ingenuità, mi sembra francamente eccessivo.

Pare piuttosto il ritirarsi precipitosamente da una situazione che si scopre essere insostenibile perché frutto di calcoli sbagliati. Ed infatti, anche dopo la mancata firma, sono seguite altre ritirate che hanno visto l’abbandono di buona parte del territorio che era stato in un primo momento occupato. Lo so, la contro retorica ci dice che i russi non vogliono occupare territori, ma distruggere l’esercito nemico, l’ho sentito ripetere ad nauseam, ma bisogna pur ammettere che dopo due anni e mezzo l’esercito nemico combatte ancora e i territori non sono ancora stati ancora ripresi: pare essere una ben lunga strada. Né i russi sono riusciti a risparmiare lutti a se stessi e meno che mai agli ucraini che stanno perdendo una generazione di giovani, mentre le elite nordamericane, causa di tutto, continuano a rimanere impunite dietro le quinte. Tutto sommato non sembra poi questa gran mossa da maestro di scacchi, piuttosto una mezza misura con una serie di conseguenze che non hanno certo aumentato la deterrenza russa.

Gli analisti sopra richiamati, continuano a ripetere che i russi stanno portando avanti una classica strategia di logoramento, lenta ma sicura, perché questa consente loro di minimizzare le perdite, di non causare troppe vittime civili ed anche perché “non hanno fretta”, in altre parole ritengono che il tempo giochi in loro favore. Tutto questo è parzialmente vero: le perdite dell’attaccante tendono ad essere sempre superiori a quelle del difensore (ma in due anni di guerra si subiscono probabilmente più perdite che in sei mesi); è lodevole non uccidere civili innocenti (ma anche molti civili russi sempre più ci vanno di mezzo, per non parlare dei russi del Donbass); neppure mi convince molto la pretesa di avere tanto tempo a disposizione. Se gli dai tempo, il nemico s’ingegna e non credo abbia senso mantenere in guerra una nazione se si ha modo di vincere una guerra è meglio finirla non appena se ne presenta l’occasione: il futuro è capriccioso, l’occasione potrebbe anche non ripresentarsi più.

Ovvio che anche all’interno della Russia non sono in pochi a trovare troppo morbida e inconcludente la strategia russa, in tanti vorrebbero un intervento ben più duro, deciso e rapido di quello al quale stiamo assistendo. La stessa vicenda del gruppo Wagner e del suo capo Prigozhin ce lo fa capire chiaramente e, per inciso, la sua conclusione non ha certo accresciuto il prestigio della dirigenza russa e la fiducia nella solidità delle istituzioni.

In Conclusione, se quanto ci dicono gli analisti di parte russa è vero, cioè se la Russia sta volutamente combattendo col freno a mano tirato per una precisa scelta strategica, allora direi che questa strategia è più che discutibile. Lo scopo dell’avventura americana in Ucraina era certamente quello di costringere i russi a combattere una guerra quasi civile nel cortile di casa la più lunga e sanguinosa possibile (a meno che non crediate che volessero esportare la democrazia), e i fatti ci dicono che ci sono perfettamente riusciti. Il nemico non è stupido, gli americani, anche se in decadenza, continuano ad avere grandi risorse, sottovalutarli può essere fatale e trascinare la guerra per le lunghe è un modo di sottovalutarli. Se hanno voluto la guerra, se la vogliono lunga, è segno che pensano di avere tutto da guadagnare e non mi pare saggio accontentarli.

Perché poi un uomo dell’abilità politica di Putin, che non dimentichiamolo, è riuscito a tirar fuori la Russia dalla catastrofe degli anni novanta e a restaurane la potenza e il prestigio internazionale in poco più di vent’anni con tutto l’occidente contro, abbia deciso per una linea morbida in una vicenda esistenziale per il suo paese, non è facile dirlo. Si potrebbe anche pensare che le doti che consentono di trionfare in certe circostanze, siano poi le stesse che fanno commettere errori in circostanze differenti. In particolare, direi che quando si usa la forza, occorre usare una forza sufficiente e le provocazioni esigono una risposta immediata ed adeguata se si vuole conservare la deterrenza, altrimenti si alzano di gravità fino a richiedere una risposta estrema, che, nel caso della Russia, grande potenza nucleare, può diventare davvero estrema.

Evidentemente I continui imbarazzi che la Russia è stata costretta a subire: la prima ritirata da Kiev, la seconda da Kharkhov, la ritirata da Kherson, gli affondamenti di importanti navi nel Mar Nero, gli attacchi sulle città russe e sui radar di prima allerta, il fatto che territori riconquistati dagli ucraini in pochi giorni richiedano poi mesi o anni di penosi sforzi per essere ripresi (quando lo sono), l’attuale sconfitta tattica a Kursk, diminuiscono il prestigio e la deterrenza di Mosca e portano i nemici ad osare ancora e di più. Prendete ad esempio l’ultima negoziazione segreta che sarebbe avvenuta in Quatar: a quanto si dice riguardava la fine dei bombardamenti sulle istallazioni energetiche. Secondo voi chi ne avrebbe beneficiato maggiormente? Perché i russi avrebbero dovuto negoziare con Zelensky (che, ricordiamolo si era espressamente auto proibito di farlo), dopo tutti gli sgarbi subiti, specialmente se stanno vincendo? Perché concedergli la fine degli efficaci bombardamenti sulle infrastrutture energetiche? E poi, cosa faceva credere che gli ucraini avrebbero rispettato i patti?

E’ presumibile che le cose sarebbero andate diversamente con risposte russe più pronte e decise, con una guerra condotta da subito con mezzi adeguati. Ma forse questo è il punto. Si può ipotizzare che non sia tanto una questione di “convenienza” o di “umanitarismo”, o di eccessiva prudenza, ma di possibilità reali. Forse la Russia fa semplicemente quello che può: non sconfigge rapidamente l’armata nato/ucraina sostenuta da tutto l’occidente semplicemente perché non è in grado di farlo. Insomma, la guerra di logoramento potrebbe essere semplicemente l’unica opzione sostenibile.

Se così fosse, sarebbe possibile spiegare molte cose: le ritirate, l’estrema prudenza, i lentissimi progressi, la voglia di trattare anche al ribasso con controparti inaffidabili, i moniti che potrebbe finire con una guerra nucleare se la Russia fosse effettivamente minacciata nella sua esistenza. Va da se che adesso che la Russia stessa è stata invasa da un esercito Nato, qualunque accordo che non sia una capitolazione, sembrerebbe a molti, me compreso, una sorta di sconfitta.

In conclusione, se la strategia russa in Ucraina è una necessità, allora non possiamo che farcene una ragione, ma se i russi avevano/hanno davvero i mezzi per chiudere la partita rapidamente e non lo fanno, continua a sembrarmi priva di senso. Dopo tutto è chi crede di perdere che è restio a giocare.

Commenti (42)

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    1. Kajros 25 agosto 2024

      CErto che ha vinto Putin , l'economia va alla grande , poi ci sono i Brics ...quella mossa da pazzi che è stata invadere con la Nato la Russia è stat dettata da qui pazzi del nwo a cui non vaa giu e vorrebbero che proprio Putin prendesse una mossa scellerata tipo dichiarare guerra totale o peggio ancora...

    1. Nestor Halak 25 agosto 2024

      Certamente la Russia non ha i mezzi per vincere una guerra di conquista dell'Europa occidentale, ma ha i mezzi, io credo, per vincere una guerra contro gli occidentali in Ucraina.
      Quello che non si comprende è cosa abbiano fatto dal 2014 in poi per prepararsi all'inevitabile, a meno che non pensassero che la Nato fosse li per portare la democrazia.
      Se lasciano impunite tutte le ripetute provocazioni, finirà che l'ultima sarà così grave che si dovrà arrivare a tirar fuori la bomba.
      Se invece si finisce la guerra, si mette il nemico di fronte al fatto compiuto. Molto più difficile reagire.

    1. gianB 24 agosto 2024

      Ogni "colpo di acceleratore" che danno al conflitto "strumentale" russo-ucraino (insieme ad altri evidenti segnali) é la misura di quanto il vero conflitto US-Cina si avvicina.

    1. carla 24 agosto 2024

      Se può consolare sono giorni che le tivvù non parlano di ucragna, Russia e Zele, sembrano tutti spariti.
      Soprattutto dall'affondamento della nave dei truffatori/spie e con gli attentati di oggi il discorso non andrà avanti diversamente.
      A parte le povere vittime degli ultimi attentati, questi possono avere un risvolto positivo per tutto il cancan relativo alla cittadinanza da regalare che affanna i politicanti in questo agosto ancora caldo.

    2. Eugiorso 24 agosto 2024

      Quello che evidenzi ci mostra quanto è idotizzata - e in parte addirittura sempre più zombificata - la maggioranza del popolume italiota, considerato che per molti di questi le tv di propaganda e manipolazione sono la principale fonte "d'informazione" (si fa per dire).

    3. carla 25 agosto 2024

      "Idiotizzata" forse volevi scrivere.
      Hai perfettamente ragione, non mi occorrono più conferme su come sia zombificato il gregge da quando sono andati in massa sgomitando all'hub, purtroppo i video ne danno ancor oggi testimonianza.
      La rete, il web, gli archivi sarebbero la tomba di questo pianeta che vogliono per forza globalizzato ad uso e consumo dell'egemone se solo non guardassero h24 gattini, pappagallini e tartarughe

    1. Martin 24 agosto 2024

      Contrariamente a quanto la propaganda occidentale afferma, i Russi non hanno mai iniziato la guerra pensando di arrivare a Kiev e di occupare l'intera Ucraina. Per occupare un intero Paese, qualunque stratega appena sopra il livello Risiko sa che e' richiesto in partenza lo schieramento di un numero di truppe d'invasione pari ad almeno 4 volte quelle del nemico, e la Russia non ha mai schierato nemmeno lontanamente un numero del genere. Probabilmente la Russia si attendeva un negoziato che risolvesse la questione Donbass, ma ciò non e' accaduto a causa della pressione occidentale sull' Ucraina.

      Arrivati ad oggi, ossia all'offensiva e occupazione ucraina di Kursk, francamente la sensazione e' che i Russi cerchino di evitare la trappola di una drastica escalation prima delle elezioni USA, ossia di una escalation che al tempo stesso impatti sulle elezioni USA a danno di Trump.
      Se vincesse Trump, infatti, lo scenario cambierebbe completamente.

      Probabilmente la reazione russa, ossia il massacro indiscriminato delle truppe d'invasione ucraine e il radicale innalzamento dei termini dello scontro anche nel resto del fronte, e' stato semplicemente rinviato alla triste ipotesi della vittoria dei Dem USA. In definitiva mancano solo un paio di mesi, ed i Russi hanno già ripetutamente mostrato in passato di avere una percezione del tempo e della strategia, nonche' una capacità di sopportazione, molto diverse da quelle occidentali.

    2. Eugiorso 24 agosto 2024

      I russi sono in grado di reggere, dal punto di vista militare,industriale, energetico, ma anche come società e attegiamento della popolazione verso il Cremlino, i tempi lunghi (questo è assolutamente vero), gli obbiettivi che hanno e che per loro sono prioritari, consistono nell'allontare la minaccia usa-nato dai confini della Federazione, nel non avere missili a raggio intermedio, magari con testata nucleare, a duecento o trecento chilometri da Mosca e, per questo, è importante la denazificazione e la demilitarizzazione dell'ukraina, meno importanti diventano, dati gli obbiettivi prioritari russi, le conquiste territoriali.

    3. Nestor Halak 25 agosto 2024

      "Probabilmente la Russia si attendeva un negoziato che risolvesse la questione Donbass, ma ciò non e’ accaduto a causa della pressione occidentale sull’ Ucraina"

      Giusto, resta da capire come poteva la Russia pensare che un negoziato potesse risolvere la questione del Donbass quando tale questione era stata scientemente creata per portare la Russia in guerra. Preciserei anche che l'Ucraina non "negozia" nulla, obbedisce semplicemente alle istruzioni.

    4. Martin 25 agosto 2024

      Concordo, ma si sono trovati di fronte le istruzioni dell' Occidente. Non era scontato che l'Ucraina le seguisse, a guerra in corso. In definitiva, il Donbass e' sempre stato popolato all'80% da Russi. Dico, cedi il Donbass e non entri nella Nato, e magari potresti dedicarti a risollevare il Paese dai tassi storicamente sconfortanti di sottosviluppo, corruzione, omicidi e impunità penale.

    1. GioCo 24 agosto 2024

      Personalmene non parteggio per principio. Il tifo non è nelle mie corde. Putin poi.. Un membro del club del "rapidamente liquidato" Klaus Schwab... Ci rimane il vaneggiatore padulo Hararara... Insomma quel fico d'india lì... Il problema Nestor, che la disperazione non permette di vedere è al solito semplice. Putin doveva fungere da ennesimo "dittatorucolo" sacrificabile. Tipo il libico che era amico sempre dei soliti. Cos'è andato storto ? Semplice, il troppo stroppia. In chi poi vaneggia l'autodeterminazione di se stesso... Putin l'ha detto mille volte che il problema è solo dentro st'accidente di occidente... L'epoca dei monoteismi sta finendo. Putin fa parte della cordata sotteranea Berlusca&Trump, quella del "tradizionalismo" e del "prima era meglio". Prima era la stessa merda, solo che era più difficile vederlo e ammetterlo. Perchè poi c'erano almeno le briciole per alcuni. Ma non è più il tempo...

    2. Nestor Halak 25 agosto 2024

      Tutto è possibile, i fatti possono essere spiegati in molti modi diversi, ammesso che ci si trovi d'accordo sui fatti. Io credo che la ricostruzione del mondo "alternativa" a quella apparente debba essere ben esplicitata e non solo vagamente accennata. Poi, contemplandola, ci possiamo rendere conto se davvero convince di più:

    1. Eugiorso 24 agosto 2024

      Siccome sono “anima e core” nella parte avversa a quella occidentale e odio con tutte le mie forze (con un odio forte e genuino) usa-ebrei-nato-unione europoide-angli perfida albione e ovviamente gli ukronazi, dovrò sottopormi a uno sforzo di obbiettività, ma intendo fare alcune precisazioni che mi paiono importanti:


      1) Due importanti motivi dell’inevitabilità della sconfitta ucraina non sono di natura militare, trattandosi della Demografia del tutto sfavorevole e dello Stato Fallito, anche se non è ancora stato dichiarato il “default” dell’ucraina, come dovrebbe essere in situazioni “normali” (forse lo si dichiarerà a fine 2024? Anche no), infatti, dal punto di vista della Demografia sembrerebbe che almeno tredici milioni di ucraini siano scappati all’estero e in meno ci sono i russi che vivono in Crimea, nel Donbass e in altri territori liberati, poi, per quel che attiene allo Stato Fallito, se non arrivassero dall’esterno (anche a spese nostre, in quanto italiani) dollari e euro a pioggia, l’amministrazione pubblica ukro farebbe un bel botto, senza risorse per stipendi, pensioni, sanità, trasporti pubblici.


      2) I russi producono le armi e le munizioni che consumano, anzi, ne producono di più di quelle che consumano, gli ukronazisti no, perché ricevono quasi tutto dall’esterno e se i flussi di armi e munizioni si interromperanno, o diminuiranno andando sotto una soglia minima, gli ukronazi faranno la fine del sorcio, con l’aggravante che la capacità produttiva russa di colpi d’artiglieria – fondamentali in questo conflitto – surclassa quella statunitoide più colonie europoidi.


      3) I russi hanno come obbiettivi, più volte ricordati dal Presidente Putin, non direttamente la conquista territoriale a qualsiasi costo, ma la demilitarizzazione e la denazificazione dell’ucraina, il che equivale alla “denatizzazione” sinonimo di derattizzazione.


      4) Una bestia nera, per il Presidente Putin, sarebbe dover dichiarare lo stato di guerra, arruolando milioni di leve e danneggiando, così, l’economia russa oggi in forte espansione e la popolazione stessa che lo sostiene e, SVO a parte, vede migliorare le proprie condizioni materiali di vita, infatti, l’incursione terroristica ukronazista e mercenaria nato nell’Oblast di Kursk, dal 6 agosto, ancora in corso, è soggetta a una operazione di anti-terrorismo, per evitare dichiarazioni di guerra e la proclamazione, nella benemerita Federazione Russa, del temuto e controproducente stato di guerra.

    1. danone 24 agosto 2024

      Finchè leggi certa robaccia per forza resti confuso Nestor.
      Ti do una dritta per districarti dentro l'invasione di analisti geo-politici che ci sta travolgendo.
      Lascia perdere subito tutti quelli che ti tirano in ballo Mackinder, non c'hanno ancora capito un emerito.
      Poi elimina dalla lista dei credibili chi ti vuol convincere che gli Usa stiano disperatamente difendendo la loro egemonia e, allo stesso modo, dimentica coloro che sostengono che la Russia stia combattendo per la sua sopravvivenza, pure illazioni.
      Escludi poi tutti quelli che sostengono che il vero nemico è la Cina e che a breve il vero scontro dell'occidente collettivo sarà con il gigante asiatico.
      Fatto questo rimaniamo veramente in pochi, 6 o 7 a contarci, quindi possiamo tranquillamente trovarci a cena da qualche parte e a quattr'occhi, davanti ad un buon rosso, ci chiariamo reciprocamente i punti che ancora non ci tornano.
      Se speri di ottenere più chiarezza continuando a leggere certe porcherie, eh beh, mo te la cerchi allora.

    2. Nestor Halak 25 agosto 2024

      Per il bicchiere di rosso, più che disponibile, e sono anche disposto ad ascoltare qualsiasi storiella, ma non aspettarti che ci creda: non sono tra quei sette o otto.

    1. pieros 24 agosto 2024

      Mah,leggo su topwar.ru che i russi avrebbero sfondato le difese ad est di pokrov'sk. In pratica sono sulla direttissima x dnipro che, basta guardare una cartina, è lo snodo principale x il donetsk e per karkiv( da dove è partito il raid verso kursk).
      Non promette bene x ucraina.

    1. gix 24 agosto 2024

      A parte che finirebbero anche i tori, prima o poi, ma soprattutto il pubblico finirebbe per tifare per i tori, dimenticandosi del torero che vince. Già è così in condizioni normali, figuriamoci...

    1. Arian Van Heisen 24 agosto 2024

      ma se i russi avevano/hanno davvero i mezzi per chiudere la partita rapidamente e non lo fanno, continua a sembrarmi priva di senso.”

      I mezzi li hanno e li avevano per chiudere la partita se non lo fanno è perchè in fondo non si butta il bambino con l' acqua sporca , nel sistema
      finanziario globale ci stanno dentro pure loro, quindi l' unica spiegazione plausibile ...aspettare le prossime elezioni USA per chiudere la partita finale

    2. Martin 24 agosto 2024

      Esatto, attendere con speranza (non dichiarata, ovviamente), che vinca Trump e lasci gli Ucraini con il sederino scoperto, e procedere a risolvere la questione una volta per tutte solo nella disgraziata ipotesi che gli USA siano cosi' imbecilli da consentire la vittoria del neoglobalismo guerrafondaio, ossia della Harris.

    3. Cleon XIII 24 agosto 2024

      Sono d'accordo solo in parte. Che la Russia aspetti l'esito delle elezioni USA è poco ma sicuro, però non è detto che, in caso di vittoria di Trump, decidano di chiudere la partita. Lo faranno solo quando sarà conveniente, cioè quando, per un motivo o per l'altro, l'Esercito Ucraino non potrà più sostenere una difesa coordinata ed efficace come oggi.

    4. Nestor Halak 25 agosto 2024

      Sarà come dici, ma continuo a non capire quale sia il bambino. Credo che la politica americana cambierà poco chiunque vinca o, forse meglio, sia proclamato vincitore del festival di Washington, soprattutto perché non è chi vince che comanda. Del resto l'abbiamo già visto nel primo mandato di Trump.

    5. Arian Van Heisen 25 agosto 2024

      il Bambino -è il sistema finanziario con le sue regole condivise e sottoscritte da tutti iò problema sono le frodi che fanno eludendo o evadendo le regole come lo scippo dell' oro Russo.

    1. Arthur 24 agosto 2024

      "ma se i russi avevano/hanno davvero i mezzi per chiudere la partita rapidamente e non lo fanno, continua a sembrarmi priva di senso."

      Magari si riesce a spiegare semplicemente se si ipotizza che USA-UK-Nato e Russia siano d'accordo sin dall'inizio, come in una partita di calcio truccata e già decisa, e tutti noi si sta a tifare come in una curva da stadio.
      Poi la partita finisce con un pareggio e gli esperti sportivi passano i giorni e le settimane seguenti a parlare di tattiche di gioco, etc.
      Ecco, più o meno, una roba cosi...
      Poi ci sarà un'altra partita e così via di seguito.
      Gli accadimenti in Ucraina, Israele e alttove, sono meri dettagli di una strategia più complessa che può essere colta se ci si distacca dalle narrazioni mainstream, comprese certe interpretazioni della controinformazione, che pure sono subdolamente indotte, in parte dalle gabbie mentali interiorizzate (io stesso ne sono vittima, come tutti).
      Insomma, per capire occorre non dare nulla di scontato e uscire dalle narrazioni ufficiali, essere molto distaccati e soprattutto trovare un filo conduttore negli eventi storici pregressi.
      Forse così si può riuscire a subdorare qualcosa di sensato e alla fine, anche se non si dovesse riuscire a prevedere o capire tutto, almeno la fregatura risulterà meno cocente.

    1. Bertozzi 24 agosto 2024

      Lo dicevo io di spostare i carrarmatini dalla Kamtchatka, ma quelli oh, niente.

    1. Shax 24 agosto 2024

      La risposta è nella storia a cui si accennava inizialmente: i russi sia in difesa che in attacco tendono sempre a preservare le risorse e a centellinare le forze. Probabilmente è la loro strategia militare e la loro indole, sebbene sia una tattica spesso rischiosa perché rischia di sovvertire esiti bellici che sembravano facilmente raggiungibili.
      Secondo il mio modesto parere la Russia intendeva liberare i territori russofoni e arrivando a kiev quasi subito far intendere che avesse vinto e di aspettarsi una trattativa che partisse da questo fatto. Invece si è ritrovato contro un occidente in estasi bellica che ha visto nel conflitto una possibilità di logorare il potere russo e rendergli complicata una avanzata nei fatti senza ostacoli.
      Ora la Russia ha compreso che l'occidente si sta giocando il tutto per tutto e questo forse non se l'aspettava. Quindi i reparti d'elite e le armi migliori sono tenute in panchina per valutare come procederà lo scontro e nel caso metterle in campo se e quando necessario. Per ora prosegue la strategia del maggior guadagno col minimo sforzo, in futuro chissà...
      Anche perché lo sforzo bellico nuoce di solito gravemente all'economia mentre la Russia è appena salita al quarto posto mondiale...preservare l'economia dagli eventi bellici sembra essere un altro punto importante per Putin.

    2. Cleon XIII 24 agosto 2024

      Un guerra NATO/Russia non può avere ne vinti ne vincitori. Su questo non ci piove. Per questo motivo la NATO combatte in Ucraina una guerra di logoramento, sperando che prima o poi le sanzioni funzionino e che la Russia possa prima o poi cadere nel tranello delle provocazioni e fare passi falsi. Putin ha elaborato una strategia per far si che la NATO in Ucraina sia costretta a spendere più risorse di quelle che spende la Russia, nella prospettiva di costringere l'Ucraina alla resa e che alla fine gli USA, costatando che sconfiggere la Russia in Ucraina non sia più sostenibile come sembrava all'inizio, accettino un'Ucraina neutrale fuori dall'Alleanza. Putin, nel suo ultimo discorso, è stato ben attento alla scelta delle parole. Ha parlato di "provocazione su larga scala", non di "invasione". Non ha dichiarato guerra all'Ucraina e non ha attivato le forze armate della FR in modalità guerra. Niente mobilitazione, quindi, si continua con un'Operazione Militare Speciale che impiega dai 250mila ai 300mila soldati in attività. Con una forza del genere è impensabile pensare di prendere e mantenere grandi città e vasti territori. Quando sarà il momento, sicuramente la Russia metterà in campo le forze necessarie (da uno a due milioni di soldati), ma solo quando l'esercito Ucraino sarà sufficientemente "ammorbidito".
      Per quel che riguarda le "figuracce" e la "debolezza" che le sortite NATO-Ucraine avrebbero rivelato, be', è roba da TG. La NATO è ben consapevole della forza della Russia e viceversa.
      La mia sola preoccupazione è Zelensky. Potrebbe non essere totalmente sotto il controllo dei suoi "amici" e mettere in atto prima o poi una provocazione davvero pericolosa, come una false flag nucleare di cui incolpare Putin. Ma spero che non sia così

    3. Nestor Halak 25 agosto 2024

      "Ora la Russia ha compreso"

      Frase interessante. Chissà cosa c'era mai da comprendere negli accordi di Minsk dove l'Ucraina restava di fatto nelle mani della Nato.Se poi non fosse bastato la Merkel glielo ha detto chiaramente: "guardate che vi stavamo prendendo per i fondelli! Vene siete accorti?"
      Certo che se ne sono accorti, come potrebbe essere altrimenti?

    4. Nestor Halak 25 agosto 2024

      "Un guerra NATO/Russia non può avere ne vinti ne vincitori"

      Be, quella in corso è una guerra tra Nato e Russia ed entrambe le parti stanno provando ad uscirne vincitrici.
      E, se non arrivano ad uno scambio nucleare strategico, una parte ne uscirà vincitrice o quantomeno più vincitrice dell'altra.

    5. Cleon XIII 25 agosto 2024

      Mi sono spiegato male, scusami, correggo subito: Un guerra totale fra NATO e RUSSIA, con discesa in campo delle truppe NATO e invasione dei rispettivi territori.
      Quella in corso non è una guerra totale ma un conflitto regionale. Nessun paese NATO è in stato di guerra e nemmeno la Russia.

    6. Cleon XIII 25 agosto 2024

      Forse hai dimenticato quel periodo storico, la Globalizzazione. La Russia partecipava alle kermesse dei poteri globali, ai vari G7, G8 e G20, Aveva accettato le regole dell'economia "aperta" di stampo neoliberale e Putin, ben lungi dal parlare di "mondo multipolare", definiva l'Europa "casa comune". E perché no? Non siamo forse tutti Capitalisti?
      In Minks aveva intravisto la possibilità che gli USA avrebbero ingoiato il boccone amaro dell'annessione della Crimea. E non dimentichiamo che la Russia NON aveva nemmeno riconosciuto come stati sovrani le repubbliche separatiste del Donbass (lo fece nel 2022, quando ordinò l'inizio dell'Operazione Militare Speciale).
      Dall'altra parte, persino gli analisti atlantisti più sfegatati mettevano in guardia di quanto fosse rischioso un eventuale ingresso dell'Ucraina nella NATO

    1. clausneghe 24 agosto 2024

      Abbastanza equilibrate le elucubrazioni di Nestor che però alla fine si sbilancia mettendosi sullo stesso piano, legittimo intendiamoci, di chi invoca la fine della guerra anche con la vittoria Russa, purchè si faccia presto che non se ne puo più, pare che dica.
      Ma è proprio il modo di fare dell'Orso che lo porta a difendersi e ritirarsi in profondità nella sua tana per poi uscire al momento buono furioso e farsi largo a zampate dilaniando l'invasore. Ha sempre fatto così il Russo.

    2. ws 24 agosto 2024

      chi invoca la fine della guerra anche con la vittoria Russa, purchè si faccia presto che non se ne puo più, pare che dica.

      Una cosa deve essere chiara: la russia lotta per la SUA sopravvivenza e non per la NOSTRA ( Noi siamo già "andati").

      Sul "come" lo fa si può certamente discutere, ma "salvo miracoli" ci sono solo due "uscite finali ":
      O la pressione "occidentale" piega il Kremlino ( come nel '17 e nel '91) O la reazione russa "spazza via il mondo".

      E io direi che questo giustifica ampiamente la "prudenza" russa e che nessuno dovrebbe lamentarsi del relativo "tempo a prestito".

    3. oriundo2006 24 agosto 2024

      Tanto per capire non solo la posta in gioco ma lo sforzo militare che si sta dispiegando nel silenzio mediatico qui da noi, da diverse fonti si ipotizza la scomparsa di un milione di ucraini e almeno tre o quattro centomila russi, tra morti, feriti, impazziti: annientati nel corpo o nello spirito.
      Questo dovrebbe indurre tanti commentatori a capire il tributo di sangue che gli anglosionisti stanno infliggendo ai popoli slavi dell' Est ed avere rispetto e 'gravitas' per questa l' umanita'.
      Non e' un video game.

    4. danone 24 agosto 2024

      Per me dire che la Russia stia lottando per la sua sopravvivenza è credere ad una narrativa banale, superficiale, che non considera molti altri fattori in gioco, quindi è una forma di propaganda anche questa.
      Poi mi sbaglio io, ma è quel che arriva a me.
      Da notare che è propaganda che va bene da entrambi i fronti, la famosa guerra di civiltà, o di sistema.
      Tutta propaganda per far credere alla gente che non esiste una regia complessiva che da sopra tele-guida tutti i pupazzi.
      Ma voi continuate pure a crederci allo scontro di sistema, non vi voglio togliere il giochino geo-politico.

    5. uomospeciale 24 agosto 2024

      Ma no, l'importante è la Champions League e l'indignazione a comando sui media per questo o per quello, ma SOLO quando serve o è utile a qualcuno, ovviamente.
      Ci consola il fatto che se disgraziatamente dovesse toccare a noi di beccarci un po di bombe, sarebbe una cosa molto breve:

      Giusto i tempi tecnici di riunire governo e parlamento in fretta e furia, per dichiarare la nostra resa incondizionata.

    6. BrunoWald 24 agosto 2024

      Dovrebbe.

      Invece è tutto un florilegio di commenti infantili, tifo da stadio, becera soddisfazione per la morte e la sofferenza altrui, alimentata da odii ideologici del secolo scorso, proprio come se fosse un video game.

      Impressiona l'ostinazione infantile con la quale ci si aggrappa al proprio personale wishful thinking, con argomenti a questo punto penosi che si ripetono sempre uguali da oltre due anni, pur di non rassegnarsi a fare i conti con una realtà sempre più evidente, e più difficile da ignorare.

    7. Cleon XIII 25 agosto 2024

      https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-9726df981fabc8b5e6a600eeb41a55d0-lq

      Ecco per cosa sta lottando la Russia.

    1. gix 24 agosto 2024

      Si dimentica una opzione, anche questa semplice e percorribile dai russi, che avrebbero potuto attuare avendone tutti i mezzi e le risorse per farlo. La Russia avrebbe potuto, in stile ameregano, sommergere l'Ucraina con bombardamenti strategici e non solo, annientando le città, le strutture governative, i palazzi del potere e forse gli stessi pupazzi della nomenclatura che ora governa l'Ucraina. Molti morti di sicuro, danni enormi ma probabile risultato immediato assicurato. Risultato immediato per l'appunto, perchè alla lunga non è difficile immaginare le reazioni di rivalsa che questo avrebbe creato, non solo in Ucraina. Si tratta di una guerra tra paesi contigui e vicini anche culturalmente, non una guerra tra popoli distanti e con poco in comune. Non mi sembra che i Russi siano illusi riguardo alla durata e alle difficoltà della guerra, posso assicurare (ne ho avuto cognizione per vie traverse) che anche a livello istituzionale i russi ritengono questa guerra una tragedia storica e civile molto grave. Il loro pensiero è che sarà una guerra lunga e difficile, da cui ne usciranno comunque traumatizzati entrambi i paesi, a prescindere dai danni materiali. Non mi sembra nemmeno che i Russi, compreso Putin, abbiano l'arroganza di nascondere le loro debolezze dietro alle menzogne di una propaganda che racconta caxxate di enormi proporzioni, come per esempio dobbiamo subirci noialtri fin dal primo giorno di guerra. E' una guerra, ci sono alti e bassi da entrambe le parti, mi sembra normale.

    2. carla 24 agosto 2024

      La Russia ha sempre detto direttamente e indirettamente che trattasi di guerra fratricida.
      Hanno addirittura istituito il canale per chi vuole arrendersi "Volga 149.200" e in molti l'hanno fatto.
      E' sempre stato l'uccidente a voler alzare la posta, è l'uccidente cioè gli ameriKani che vogliono distruggere leuropa come disse giustamente victoriascrofaNulland "FuckUe"

    1. Cachafaz 24 agosto 2024

      E niente, Nestor Halak. Non vuoi capire che e' una guerra di logoramento, voluta cosi', che peraltro riguarda anche ISraele. Che il logoramento e' militare, ma soprattutto geopolitico con i brics, finanziario con la de dollarizzazione. La guerra aiuta il sistema neoliberista, gia' cotto, ad esaurirsi piu' velocemente.

    2. carla 24 agosto 2024

      Speriamo sinceramente

    1. Tipheus 24 agosto 2024

      Ne abbiamo già parlato. In effetti il quadro è piuttosto semplice.
      La guerra brucia energie (umane, finanziarie, logistiche). Durante la guerra il sistema produttivo ha la capacità di ricostruirne una parte, ma difficilmente il tutto.
      Una guerra in cui butti tutto il tuo potenziale, o la finisci in un mese, o sei finito tu, se ti finisce il potenziale.
      Forse l'errore è stato fatto all'inizio, quando con un blitzkrieg la Russia sarebbe potuta arrivare a Kiev e a Odessa, e non lo ha voluto fare perché non era guerra ma SMO. Poi, preso atto della fregatura, è stata solo una necessità, condotta in maniera intelligente.
      La Russia è più forte dell'Ucraina è ha capacità di rigenerarsi, l'Ucraina no, ma ha credito praticamente illimitato dai danti causa.
      La Russia non deve e non può buttarsi in una fase "risolutiva" della guerra, perché brucerebbe tutto il proprio potenziale in fretta e poi si troverebbe in difficoltà. Ha sbagliato all'inizio, dopo ha fatto quello che poteva e doveva fare contro 34 paesi coalizzati. Vincerà, secondo me, ma sarà dura, e deve stare attenta a non commettere errori.
      Non può conquistare il Donbass buttando un milione di russi nel tritacarne come uno Stalin qualunque, non usa più. Facciamocene una ragione.
      L'unica cosa che resta inspiegabile è perché non distruggono tutte le infrastrutture ucraine, tutte, rendendo loro la vita impossibile. Secondo me questa, per quanto possa sembrare assurdo, è scelta ideologica e umanitaria: li considerano russi, nonostante tutto.

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