Psicopatologia del radical chic

Psicopatologia del radical chic

Di Costantino Ceoldo, ComeDonChisciotte.org

Roberto Giacomelli ritorna e ci delizia con un altro dei suoi piccoli ma intriganti pamphlet, questa volta su quella caricatura di essere umano che passa sotto il nome di radical chic [1].

Giacomelli ci parla del borghese annoiato che pretende di insegnare agli altri come si vive, ma scarica su di loro le inevitabili difficoltà e tutti i problemi che generano la sua vita avvolta nella bambagia. Sguardo e pensiero vanno inevitabilmente alla gauche caviar che dopo aver tradito anche Giuda, è diventata la raccattapalle del grande capitale, realizzando così la sua vera e più profonda vocazione: essere serva tra i servi.

Guerriero da salotto, da tastiera, da divano, da qualunque cosa purché non sia la cruda realtà, il radical chic si è oramai riprodotto più dei conigli dell’omonima collina e, sotto forma di un quasi sterminato gregge di pecore disagiate, è riuscito quasi a confinare i lupi ai margini della vita vera, quasi a soffocarli.

Lo si è visto bene in questi due anni covidiani all’insegna dell’assurdo e del surreale più spinti, le cui basi allucinate sono state poste, però, ben prima.

I lupi tuttavia esistono ancora e resistono, passano al bosco che è la loro casa naturale. Alla resa dei conti, non saranno le greggi di pecore satolle di cibo spazzatura, stordite da Netflix o Pornhub a restare in piedi ma coloro che si sono dati una disciplina e hanno fatto proprio uno stile di vita diverso.

Lascio la parola a Roberto Giacomelli, che come altre volte in precedenza, ha risposto con pazienza alle mie domande.

  • Chi è il radical chic e perché lei parla proprio di “psicopatologia”?

Il radical chic è il gendarme del pensiero corretto, un personaggio pittoresco che vive di esteriorità, pose e abitudini snob. Un annoiato che gioca alla rivoluzione a chiacchiere, in realtà un borghese con aspirazioni di successo e promozione sociale. Il comportamento di questa élite di lusso è caratterizzato dal narcisismo e dalla paranoia, ecco perché possiamo parlare di psicopatologia.

  • È un fenomeno solo Occidentale o riguarda tutto il mondo?

I servi del potere sono ovunque e da sempre, ma i radical chic sono il prodotto caratteristico della sottocultura americana, che come sempre ha subito attecchito in Europa. La gauche caviar in Francia e I sedicenti intellettuali impegnati in Italia e nel resto del continente. Servi sciocchi di un potere distruttivo che annienterà anche i suoi reggicoda nel mondo mostruoso che sta preparando.

  • Lei afferma esplicitamente che il radical chic si pone come guardiano autoproclamato del bene e del male. Può approfondire questo aspetto?

Il radical chic si ritiene unico depositario della verità, padrone dei mezzi di informazione, è l’interprete autorizzato del “pensiero unico” e lo diffonde come la incontrovertibile interpretazione della realtà.

  • Lei parla apertamente anche di “regressione a livello infantile”. I monopattini elettrici non ne sono forse uno dei tanti esempi lampanti?

Per i radical chic la fase ludica essenziale nello sviluppo cognitivo infantile non finisce mai, sono adulti che si comportano da eterni adolescenti. Il loro giocattoli, sono il simbolo della loro immaturità, simboli di status sociale, segni distintivi di una élite intellettuale che si vuole distaccare a tutti i costi dalle masse ignoranti che devono fare i conti tutti i giorni con la realtà.

  • Che cos'è il "popolo addormentato"? Perché la parola data non ha più valore?

La propaganda martellante degli intellettuali organici al Sistema, sommata al vuoto di ideali e valori caratteristici della società dei consumi, addormenta di fatto le coscienze rendendo il popolo prono ad ogni vessazione. Pronto ad accettare l’eliminazione di diritti e delle libertà civili. La mancanza di valori etici quali la dignità, l’onore, la fedeltà ad un’idea o ad una patria, fa sì che la parola data, suono sacro, in questa società sovvertita non abbia più alcun significato.

  • La “Sinistra” ha accettato una mutazione antropologica che la porta a difendere le banche e il grande capitale. Come è stato possibile e perché?

La mutazione antropologica della Sinistra è frutto del tradimento delle idee socialiste e della difesa delle classi subalterne. Fallita la rivoluzione marxista, che avrebbe dovuto preparare sulla Terra il paradiso dei lavoratori ed invece si è trasformata in sanguinaria dittatura, occorreva un nuovo padrone. Il radical chic non sopporta di stare con gli sconfitti della Storia, ma si è subito accomodato sul carro dei vincitori. Si schiera con il liberismo selvaggio ed il turbocapitalismo, dalla dittatura del proletariato a quella dell’alta finanza. Gli è importante stare dalla parte del Potere che paga i suoi servi.

  • Affrontiamo il gender e la modifica del linguaggio. Come opporsi a questa deriva distruttiva?

Per opporsi a questa follia distruttiva dobbiamo diffondere la cultura classica, la spiritualità delle origini e la voce dei liberi pensatori come Junger, Venner, Schmitt. Questa è la risposta alla confusione mentale indotta dalla cultura falsa e disfunzionale imposta dai radical chic.

  • Lei parla di “archetipo del guerriero” e di “passaggio al bosco”. Siamo ancora in tempo per salvarci?

Ci salverà il ritorno alla comunione con la Natura selvaggia, alle pulsioni primordiali, alla naturale aggressività umana, all’arte della guerra. Passare al bosco è l’estrema difesa contro la società della dissoluzione, ultima ribellione possibile contro il capitalismo della sorveglianza, la forma di dittatura più sottile e subdola.

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INTERVISTA VIDEO

Di Costantino Ceoldo, ComeDonChisciotte.org

Video Intervista su Rumble:

https://rumble.com/vt2x13-psicopatologia-del-radical-chic.html

NOTE

(1) = Roberto Giacomelli, Psicopatologia del Radical chic, Passaggio al Bosco edizioni

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Commenti (27)

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Mostra commenti 27 caricati
    1. Liberto 31 gennaio 2022

      Non d'accordo sull'eterno bambino, quello invero non deve morir mai in noi e non va biasimato, se smettiamo di giocare smettiamo di vivere.

    1. Arthur 31 gennaio 2022

      "Servi sciocchi di un potere distruttivo che annienterà anche i suoi reggicoda nel mondo mostruoso che sta preparando."

      Mi permetto di correggere.
      Dovrebbe essere: nel modo mostruoso.
      Quello a cui stiamo assistendo è una trappola nella quale i fessi (i radical chic, insieme a molti altri) sono caduti.

    1. JeanAsterix 30 gennaio 2022

      Credo che il "ritorno" al bosco non sia sufficente almeno per il bene collettivo, individualenmente può essere salvifico ma all'interno di un sistema dispotico criminale globale non sfuggirà nessuno alla lunga specialmente i nostri figli già indottrinati ed enuchizati con la nostra complicità e responsabilità anche di "noi" drogati dagli anni 80.
      Siamo all'interno di Matrix in cui ogni "variazione" è gia calcolata da possibili varianti e opportunamente verificata e incanalata in un frattale chiuso e sterile. Attraverso la Teoria del pungolo hanno condotto il gregge in una visione catartica di massa compensandoli come con il sistema di Pavlov e quindi avendo anche la leccatina della pecora non alla mano ma al culo dei lorsignori.
      Chi pensa che il tempo potrà sciogliere il nodo sociale gordiano sbaglia, per risvegliare la massa è necessario uno "shoch" traumatico in cui la "vittima" apra la coscienza e torni ad un anima di gruppo pena la soppravivenza di "se" stesso e della comunità in cui è immerso. Solo un incognita (guerra?) può far tornare ad un umanesimo personale e sociale e far risplendere l'Umanità in un nuovo mondo, "Io, speriamo che me la cavo" in questo caso non funziona, non possiamo vivere isolati, siamo "animali Sociali" anche se siamo diversi, morirebbe la nostra anima e quindi il "tutto".
      Un inciso, durante una camminata contro la carta verde ho conosciuto un tipo simpatico ex incursore di marina che mi ha confessato di essere stato di estrema "destra" ma che segue sui social Rizzo dei comunisti... Cos'è la destra e cos'è la sinistra...?
      Ciao Raga!!

    2. Fedeledellacroce 30 gennaio 2022

      Se sei lupo vai al bosco.
      Se sei pecora rimani e parli di destra e di sinistra, aspettando lo shock, o come dice Arthur, la provvidenza divina.....
      Il lupo é comunque un animale sociale. Eccome.
      Te lo dice un lupacchiotto

    1. gianB 30 gennaio 2022

      Vedo commenti entusiasti e non vorrei fare la parte del rompi..... ;)
      Parlare della sinistra asservita, chic o non chic, é per il sottoscritto come parlare delle miserie umane, ve ne sono di vari tipi, il problema é solo avere una certa capacitá letteraria per mettere insieme in un libro una serie di narrazioni, se poi farcite di un punto di vista professionale ancor meglio.
      Ma in qualche modo, mi perdonino Giacomelli e Dugin (e chi altro), il sottoscritto, che vorrebbe ardentemente che le cose possano cambiare, vede un pó di "chic" anche nel fare proposte di cui non si vede il reale contenuto e, ancorpiú, di cui non si vede quale dovrebbe essere il motore, l'energia che ci porterebbe a quello che viene chiamato "passaggio al bosco" o "grande risveglio".

      Mi si perdoni il mio schietto criticismo, ma credo che ce ne vorrebbe molto in questi tempi cruciali premonitori e forieri di radicali sventure.

      Riguardo Giacomelli: Il “ritorno alla comunione con la Natura selvaggia, alle pulsioni primordiali, alla naturale aggressività umana, all’arte della guerra”? Chiedo scusa, qualcuno mi indica il bottone del reset generale? E veramente l’uomo potrebbe pensare di non voler essere esso stesso Dio?(c.rif. F. Nietzsche)

      Sulla sponda Dugin: Il mondo non diviene multipolare perche’ la Cina si sta sostituendo agli US. Non mi sembra poi che questi ultimi due anni ci abbiano dato qualche speranza di “grande risveglio” delle popolazioni e la “Quarta Teoria Politica” mi appare solo un’insieme di buone intenzioni.

      Il paradossale e’ che vi sono intellettuali che sparano “buone intenzioni” mentre invece chi realmente sta lavorando per smascherare la falsitá di una cultura fondata su principi artefatti non ha sufficiente considerazione.
      Solo la consapevolezza dell’esistenza di questa falsità puo’ darci la chiave di lettura e l’energia necessaria a fondare una nuova società, basata su nuovi valori.
      Diversamente ripetizione di “buone intenzioni” prive di consistenza non faranno che il gioco del potere facendo “vedere dei film ai bambini”.
      Qualcuno ora si potrebbe chiedere: ma cosa e’ che impedirebbe a chi sta realmente smascherando le suddette falsità ad emergere e divenire di pubblico dominio. Elementare Watson! E’ la stessa cultura nella quale vivi, cultura che permea te e anche quegli intellettuali che propongono le “buone intenzioni”. Proprio questa cultura, se non sei in grado di metterla in discussione, se continui a farmi riferimenti alla bibbia ai vangeli per esprimere “i buoni sentimenti” probabilmente ne sei troppo intriso per poter metterla in discussione. In questo caso lascia stare il “ritorno al bosco” o il “grande risveglio”, stai solo “passando il tempo”.

    2. Eugiorso 30 gennaio 2022

      L'intervento non è inopportuno.

      La critica è un po' simile a quelle che fece Marx ai filosofi, cioè che non basta saper intrerpretare la realtà (ovviamente Marx si riferiva alla "realtà reale" e non a relatà virtuali, come accade oggi), ma il filosofo (o chi per lui nel presente) deve cambiare al realtà.

      Si potrebbe rispondere che nessun nuovo programma politico alternativo, applicabile alla realtà, può esistere senza Teoria politica, Filosofia e pensiero critico, che ne dovranno costituire il basamento, le fondamenta.
      Altrimenti, è come edificare un palazzo sulla sabbia ...

      Cari saluti

    3. gianB 30 gennaio 2022

      Piú che valido il tuo esempio delle fondamenta, ma ancor piú calzante la metafora del "palazzo sulla sabbia".
      Ti consiglio di pensare alla "differenza psico-logica" che é avvenuta tra il tuo riferirti prima alle fondamenta e poi alla sabbia.
      Il sottoscritto, anche per necessitá professionale, sa bene che prima delle fondamenta é importante considerare il terreno sul quale tali fondamenta poggiano.

      Contraccambio i saluti.

    1. Primadellesabbie 30 gennaio 2022

      E questo cos'è? Il banchetto dell'intellettuale al mercato delle pulci?

      Ma non vedete in che stato siete ridotti?

      Occupatevi dei cavoli vostri che ne avete per dei secoli.

      PS - Redazione: se vi sembra un argomento costruttivo o stimolante e il momento adatto, fate una ricerca e pubblicate tutti gli articoli su questo soggetto del radical chic apparsi su CdC negli ultimi anni, così da poterne apprezzare complessivamente lo spessore e l'utilità.

    1. ton1957 30 gennaio 2022

      "segni distintivi di una élite intellettuale che si vuole distaccare a tutti i costi dalle masse ignoranti che devono fare i conti tutti i giorni con la realtà."
      Questo è normale ed è sempre esistito, ciò che c'è di nuovo e mai visto, e che le masse "ignoranti" che devono fare i conti con la dura realtà si atteggiano e condividono le minchiate da radical chic.
      Grazie alla TV ed ai mezzi di formazione anche l'operaio, il disoccupato, l'oste ed il cuoco, che dovrebbero essere, grazie alla "ignoranza" affibiatagli dagli pseudo intellettuali di cui sopra, portatori sani di principi reali e naturali (nonchè di cervello funzionante), si comportano come fighetti ben pensanti, guardano Signorini e difendono il pensiero unico a spada tratta.
      Oggi vediamo metalmeccanici, muratori e contadini, adusi ad ogni tipo di patogeno (polveri, fumo e inalazione di ogni tipo di solvente e veleno) girare in mascherina e fare la terza dose per andare a lavorare in tutta sicurezza su ponti e fosse biologiche dove la morte si aggira indisturbata (magari con temperature sotto lo zero). Li vediamo salvare il pianeta dal surriscaldamento, difendere i diritti dei gay in ambienti dove la CO2 è problema minore e di gay non c'è neppure l'ombra, ma le morti bianche, le malattie professionali e gli incidenti da disabilità permanente sono una costante. Come costante è lo sfruttamento e la precarietà.
      Oggi vediamo studenti e scuola che, da buoni radical chic, manifestano al gay pride, si accodano alla gretina e mostrano orgogliosi il green pass ma poi muoiono sotto una trave nello stage gratuito scuola/lavoro.
      E chi non muore subito morirà di sfruttamento e precariato lentamente (un pò ogni giorno di vita dannata da radical disgraziato).
      

    2. uomospeciale 30 gennaio 2022

      Hai ragione da vendere anche se sulla questione dei morti e invalidi a vita sul lavoro la discriminazione è sempre stata più sessuale che sociale.
      Infatti di donne morte sul lavoro quasi non ce ne sono perché ovunque c'è da correre un qualsiasi rischio sia in guerra che in pace si mandano sempre avanti i "sacrificabili" a correrlo cioé noi, gli uomini.
      Uomini che in occidente sono ormai sottoposti a una doppia discriminazione sia sociale ( quando sono poveri ) sia sessuale perché
      Sia da ricchi che da poveri ormai basta la sola parola di una cameriera senza alcuna prova per trascinare nel fango e rovinare per sempre anche un capo di stato.

    1. cedric 30 gennaio 2022

      Ceoldo di Costantino ha fatto una splendida intervista a Roberto Giacomelli. Con opportune domande è riuscito a mettere in evidenza come proprio Roberto Giacomelli sia un esempio perfetto di radical chic

      Se si legge l'intervista senza sapere che è Roberto Giacomelli a parlare, il modo di esprimersi ed i giudizi espressi connotano esattamente il radical chic che lui medesimo vorrebbe biasimare.

      Geniale davvero e complimenti all'intervistatore!

    2. Eugiorso 30 gennaio 2022

      I riferimenti espliciti a Junger, indiretti a Evola e il riferimento esplcito a Gramsci non lo suggeriscono ...

      Cari saluti

    3. cedric 30 gennaio 2022

      il radical chic non è necessariamente di sinistra, puo' essere anche di destra ed eziandio di centro.... è un modo di essere e di porsi!

    4. Arian Van Heisen 30 gennaio 2022

      Si chiama Trasversalismo fenomeno cultural-politico prettamente Italico.

    5. Pfefferminz 30 gennaio 2022

      Concordo. L'intervistato fa a tratti delle affermazioni condivisibili, tra l'altro neanche originali, che però poi rimangono sospese nell'etere e alle quali non riesce a dare sostanza.

    6. Arthur 31 gennaio 2022

      È vero.
      Ma se una persona di destra, ricca, snob ed elitista, si atteggia a radical-chic, non mi scandalizzerei più di tanto.

      Ma se lo fa uno di sinistra, che ha passato anni a contestare il sistema riempiendosi la bocca di parole come diritti, libertà, costituzione, mainstream, sistema, compromessi, raccomandati, sfruttamento, lavoratori, padroni, non-violenza, il-corpo-è-mio-e-faccio-quello-che-voglio, etc. e poi fa il radical-chic fregandosene di tutto e tutti, beh, si chiama IPOCRISIA.

    7. Arthur 31 gennaio 2022

      No, si chiama str**z*g*ine

    1. Eugiorso 30 gennaio 2022

      Formidale il video-intervista, questa volta avete "fatto centro", si spazia da Gramsci a Ernst Junger fino ad arrivare a Julius Evola, con chiaro riferimento a Gli uomini e le rovine.
      Se potessi interloquire con l'intervistato gli chiederei come si pone il "bosco" (mutuato da Junger) rispetto al Grande Risveglio opposto al great reset elitista e teorizzato da Alexander Dugin ...

      Cari saluti

    1. Enomis 30 gennaio 2022

      Non sarei così severo nei confronti di Pornhub e Netflix però. Molto peggio, per me, Beautiful, Amici, Uomini e Donne, e tutti i programmi TV in genere.

    1. Eugiorso 30 gennaio 2022

      Mi sentirei di aggiungere, visto che l'argomento è interessante, che costoro hanno sostituito l'internazionalismo proletario (mai verificatosi veramente nella storia) con la globalizzazione neoliberista imposta (che invece imperversa), generando fandonie, nel recente passato, come la "globalizzazione dei diritti" (per non parlare degli stupidissimi slogan "no-global" come "un'altra globalizzazione è possibile"), oppure cazz**e fuorvianti come "le moltitudini e l'impero" tipicamente negriane per furoviare, appunto, e nascondere i drammatici problemi reali ...

      Il focalizzarsi, poi, sui "diritti delle minoranze", su questioni come quella dell'eccezione familiare (nozze gay!) - gettando nel ce**o le rilevantissime questioni sociali dell'epoca, come se non esistessero - implica la volontà servile (servile nei confronti dell'élite finanz-globalista-giudaica occidentaloide) di nascondere la realtà e di creare una "realtà virtuale" a uso e consumo della global class dominante, dalle cui forune questi pseudo-intellettuali "castrati" dipendono, in tutto e per tutto.

      Il caviale è per loro, la Rivoluzione è per noi!

      Cari saluti

    2. LuxIgnis 30 gennaio 2022

      E' appropriazione indebita. L'internazionalismo aveva un suo senso e perché, il globalismo ne ha preso il nome per produrre tutt'altro.
      Accade spesso.

    3. Eugiorso 30 gennaio 2022

      Purtroppo l'internazionalismo proletario vagheggiato da Marx e Engels non si è mai concretato, mentre la globalizzazione neoliberista sì e ha avuto un "successo" per noi devastante , trattandosi di un complesso di politiche economico-finanziarie (di rapina delle risorse del mondo) imposto dall'alto da una nuova classe dominante, quella globale.

      Cari saluti

    4. Fedeledellacroce 30 gennaio 2022

      Secondo me invece l'internazionalismo proletario si é concretato eccome. Sono riusciti a migliorare le condizioni dei lavoratori e operai del XX˚ secolo.A tal punto che strada facendo si sono imborghesiti pure loro.
      E oggi sono quello che sono.
      Ossia, senza le lotte proletarie, che hanno portato alla crescita della classe media, il globalismo avrebbe avuto un'espansione molto piú limitata.

    1. Eugiorso 30 gennaio 2022

      Mi pare che l'autore, dal poco che leggo nell'intervista, non sia di "formazione marxista", ma sappia ven riconoscere l'apostasia, il "trasformismo", la viltà che connotano questi "sinistroidi da salotto", che ormai infestano indisturbati i media, il cosiddetto mondo accademico, i giornali, gli squallidi talk show televisivi ...

      In altra epoca della storia d'Italia qualcuno d'importante ha cercato di fare un'analisi simile, muovendo da presupposti diversi e in un ambiente culturale ancora "storicista".

      Sto parlando di Antonio Gramsci, quello dei Quaderni del Carcere, editi nel dopoguerra da Einaudi e di Gramsci segnalo Gli intellettuali e l'organizzazione della cultura (opera che posseggo in edizione originale Eiunaudi)...

      Un parallelismo strano, il mio? Certamente, un po' strano ... ma oggi la situazione è ancora più grave di quello che era ai tempi del grande filosofo marxista-leninista sardo, essendo questi "sinistroidi da salotto" che si muovono fuori dalla dura realtà sociale e la nascandono/ mistificano completamente obnubilati e del tutto privi di una vera coscienza, dell'onestà intellettuale (postverità?) e assolutamente proni davanti al potere imperante che servono ...

      Sono molto peggio e più nocivi degli "intellettuali organici" descritti da Antonio Gramsci.

      Cari saluti e complimenti all'autore di questa interessante e utile analisi

    2. LuxIgnis 30 gennaio 2022

      E' che questi "sinistroidi da salotto" - e ne ho conosciuti tanti - non hanno mai letto Gramsci, anzi non sanno nemmeno chi è!

    3. Eugiorso 30 gennaio 2022

      Intendi dire che sono anche "ignoranti come bestie"?

      Cari saluti

    1. dallafleidars 30 gennaio 2022

      Da radical chic a radical chip è un attimo.

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