Riceviamo e pubblichiamo.
--
Di ucdp
Karl Marx è un esempio di esponente della casta ebrea, alla quale mi sono riferito nella prima parte.
Egli ha dato un forte contributo al “pensiero ebreo”, che ormai è diventato il “pensiero occidentale”. Per ragioni di psicologia sociale evolutiva, il pensiero ebreo è prevalso, nella mentalità occidentale, portandoci lì dove adesso l’occidente vacilla. L’affermazione è drastica, ma decostruire il falso mito dell’origine greco romana della civiltà occidentale (1) e ricostruire una tesi complessa e tutt’ora in fieri, richiederebbe troppo spazio, solo in citazioni. È la provvisoria conclusione del “mio” percorso decostruttivo della “civiltà occidentale”.
Ho già negato che esista un popolo ebreo. Quindi, con “ebreo”, indico l’essere umano od il gruppo umano con alto QI, alto opportunismo, alta spietatezza, alta mafiosità, alto spirito di rivalsa, astuto vittimismo, che trovi nell’utilitarismo “ebreo”, la sua scelta di vita. Niente di personale: solo affari. Se poi un siffatto “ebreo” non vanta sangue ebreo, si dà al cristianesimo sionista o al sionismo laico o alla real politik come Brzezinki e Kissinger, diventando così “ebreo”. Niente odio: ammirazione. Ammiro persino i grandi mafiosi italiani, come Lucky Luciano. Al posto di “ebreo” potrei usare il termine “moderno”. Esempio di leader “moderno” è stato Hitler. Era un po’ ebreo, ma è irrilevante. È stato un discepolo del pensiero anglo americano ed un brillante interprete dei moderni metodi del controllo di massa. Altra affermazione indigesta. Al buon intenditor ricordo solo con quanta facilità, in emergenza Covid, siano emerse posizioni naziste nei confronti dei resistenti. C’erano vaccinazisti che avrebbero bruciato gli odiati “ebrei” negazionisti. Esito rivelatore di una mentalità “moderna”. Quanto agli occidentali che strabuzzano gli occhi sulla deriva della civiltà occidentale, dovrebbero ricordare che gli dei fanno impazzire quelli che si macchiano del peccato d’Hybris. Dare l’anima al pensiero mefistofelico occidentale, come fece Marx, e si continua a fare nel sistema “occidentale”, conduce ad aberrazioni suicide. Altro che satanismo dei padroni universali del mondo occidentale. Tutta la piramide lo è. Siamo tutti satanisti inconsapevoli. Karl Marx ci aiuta a rendercene conto. Considerarlo con disincanto, aiuta a riconoscere ciò che siamo diventati, ed a spiegare certi assurdi paradossi della sinistra. Spiega che cosa ci facciano i Rothschild nel cuore dell’ideologia comunista. Un tarlo che rodeva da anni: com’è possibile che il programma di Davos sia comunismo trockijsta? Che ci facevano tutti quegli ebrei nella rivoluzione d’ottobre? Chi ha pagato quel treno blindato? Marx è il caso perfetto per studiare e spiegare insieme la questione ebraica, marxista ed occidentale. Perché ogni moderno occidentale ha il suo “ebreo” dentro. Spiega persino la nostra debole reazione al genocidio palestinese. L’articolo che mi ha strappato il velo di Maja su Marx, è qui. Il libro che ha confermato l’intuizione sull’ebreo dentro è La Cultura della Critica di Kevin MacDonald (2).
Marx è cugino di terzo grado dei Rothschild. La sua famiglia ebrea, aveva antenati rabbini. Il nonno materno Isaac Pressburg era un rabbino. Marx appartiene alla casta rabbinica di cui ho parlato male. Tuttavia, influenzato dal professor Bruno Bauer, antisemita, rifiuta la religione ebraica, e le altre; meno una: quella che si narra sia stata rifiutata da Gesù nelle tentazioni nel deserto. Marx dichiara il patto col diavolo negli scritti giovanili. Altri indizi confermano la sua vendita dell’anima a Lucifero. Tradotto: risolve la sua crisi adolescenziale sacrificando l’anima all’intelletto. La sua produzione intellettuale sarà geniale. La sua vita familiare sarà un disastro. Ma non si può cavalcare due cavalli.
Assumendo la cornice spirituale del giovane Marx e sapendo, come si dice nel video dell’articolo, che a quell’età s’imposta una vita, se ne deduce che i successivi sviluppi intellettuali devono esserne stati influenzati. Basta confrontare Il Manifesto con il tema “spirituale” adolescenziale. Da giovane, disgustato dalla vita, voleva distruggerla. Citazione preferita: “tutto ciò che esiste merita di morire”. Solo che è la conclusione del Manifesto: “I comunisti dichiarano che i loro scopi non possono essere raggiunti che con l'abbattimento violento di ogni ordinamento sociale esistente”. Molto adolescenziale e mefistofelico. Il Manifesto incita a rompere radicalmente tutte le relazioni sociali, abolendo tutto: Stato, Democrazia, Proprietà, Moneta, Famiglia ed ogni differenza. È la rivoluzione continua di Trockij: fomentare e sostenere ogni tipo di ribellione. Non è nihilismo: è ammirare il diavolo come eroe ribelle, contro ogni forma di ordine sociale. Lucifero è spirito menzognero ed usurpatore. Anche la radice della cultura ebrea lo è. La stirpe di Giacobbe nasce dal tradire il diritto di primogenitura di Esaù. Per gli ebrei gli eredi buzzurri di Esaù siamo noi, i goyim. E che cos’è il capitalismo predatorio se non furto, usurpazione dei diritti naturali di proprietà comune?
Marx razzista? Aveva tutto il resto: poteva farsi mancare il razzismo? Lo manifestò soprattutto nei confronti dei neri, degli slavi e dei russi. Le razze elette erano gli ebrei ed i tedeschi. A quel tempo erano tutti razzisti? Nazionalisti sì. Razzisti lo si diventava per il razzismo degli stessi ebrei, che si auto-ghettizzavano e vessavano le popolazioni ospitanti, a causa della loro religione suprematista.
Il Manifesto non è un programma politico ma la via lastricata di buoni intenti che porta all’inferno. Mette forse al centro la ridistribuzione ed una strategia per conseguirla in modo realistico e stabile? Il Manifesto è un proclama per realizzare la tirannide, tipico metodo di governo delle città stato del Mediterraneo. Il tiranno era un esponente di una ricca famiglia mafiosa, che usurpava il posto ad un collega avversario, promettendo di ridistribuire la terra, rubata tramite quell’usura che lo arricchiva! Populista sì, ma senza cambiare il sistema. La ridistribuzione c’era, ma il sistema mafioso usuraio, che permetteva il furto e l’usurpazione, restava. Poi, il metodo violento della rivoluzione populista conduceva alle guerre, necessarie per distrarre l’attenzione dal fallimento della “rivoluzione” stessa. Lo dice Platone (via Socrate) ne La Repubblica, descrivendo la tirannia. Quella mentalità mafioso usuraia era la mentalità dei fenici che, dopo la fine di Cartagine, si convertirono all’ebraimo. Era la madre della tirannia del proletariato: ovvero la tirannia della nomenklatura ebrea comunista, che viveva sulle spalle del proletariato, proprio come Marx sognava di vivere: starsene in biblioteca a coltivare il suo genio, facendosi mantenere dagli altri. Questa fu la sua vita. La rivoluzione colorata del Manifesto inoculava proprio questi esiti nell’odiata Russia. Poi oggi scandalizza la russofobia?
“Dai frutti riconoscerete l’albero” dice Gesù. Per sapere cos’è il marxismo, consideriamone i frutti. Il marxismo oggi ha abbandonato la lotta di classe e l’economicismo. Cerca “vittime” alternative per costruire nemici fantoccio contro i quali scagliarsi. Perché il mito sotteso al Manifesto è quello biblico di Caino ed Abele. L’essenza del pensiero diabolico è separare diffamando: “dia - ballein”. Creare vittime e carnefici, per innescare un ciclo vizioso di violenza. Sei nero? Ergo sei vittima. Mentre tutti i bianchi sono carnefici. Se poi il bianco vive in strada beh, crepi! È carnefice dentro. Il marxismo rilancia il conflitto insultando e dividendo in base a qualsiasi puttanata. Ogni frattura va bene per indurre a riconoscersi o nella vittima o nell’oppressore. Se scatta l’identificazione, la macchina bellica inizia a generare guerre, riproducendosi da sola. È come la fissione nucleare, che genera energia instabile che auto-mantiene l’esplosione atomica. La vittima si trasforma in carnefice, giustificata dall’essere vittima. L’oppressore crea vittime, ma ne è a sua volta creato e giustificato. Gli eredi dei marxisti sono sempre a caccia vittime, allargando la guerra. Ciò spiega come uno di sinistra diventi di destra: crea la vittima da difendere con violenza, poi per stabilizzare un risultato instabile, o per distrarre dal fallimento, deve raddoppiare controllo e violenza, diventando fascista. Il marxismo non ha mai inciso sull’oppressione, perché è diabolico, inemendabile. Concepito in una cornice “spirituale”, può essere capito solo dentro tale cornice. Come Marx stesso dichiara all’inizio del Manifesto: “Uno spettro s’aggira per l’Europa”. Uno spettro!? Ma vogliamo finalmente leggere cosa scrive nel Manifesto? Vale anche per il Capitale: vogliamo capire cosa c’è scritto all’inizio? Vogliamo intenderlo quando Marx scrive che la sua scoperta più importante è proprio lì, all’inizio? Su quel tema si può scrivere un libro. Ma la faccio breve: Marx ha fatto scoperte filosofiche geniali. Ha fatto una critica della economia politica magistrale (secondo e terzo libro), ignorata dai marxisti. Non si getta il bambino con l’acqua sporca, anche se Marx era davvero sporco. Conviene pensarlo come ad un dr. Jekyll e mister Hyde. Vorrà dire qualcosa se lui, di fronte al suo marxismo nascente negò di essere marxista? Se vogliamo godere del suo genio e del genio di altri ebrei senz’anima, come Einstein, altro genio intellettuale, in un disastro umano, si deve sospendere il giudizio.
Per inciso: nell’ebraismo manca l’anima! Manca il senso di colpa, se non come popolo intero. Manca il Paradiso. C’è solo la ricchezza materiale per gli eletti, fermamente fedeli al dettato biblico.
Marx è un caso studio perfetto per capire ciò che nella civiltà occidentale oggi emerge come follia. Egli non solo la incarna, ma è così lucido da descriverla. Genio e follia sconfinano reciprocamente. Non facciamoci ingannare dal pensiero ebreo / occidentale, che parla bene per poter razzolare male.
Con la riconoscenza che devo a Marx per aver illuminato la radice della follia moderna, ora ho le parole e l’esempio vivente della psicodinamica della questione ebraica, innestata nella questione della civiltà occidentale. Invece di chiedersi come mai gli ebrei siano così potenti in America, pur essendo minoranza, faremmo meglio a riconoscere nel pensiero ebreo le nostre radici occidentali. Più che di pensiero sarebbe più preciso parlare di religione laica moderna occidentale. Ma per aprire quella porta bisogna affrontare una questione rovente. Toglierò le castagne dal fuoco un’altra volta.
Marx voleva una società libera da denaro, scambio, proprietà, concorrenza, gerarchia e religione. Era una soluzione razionale, fattibile, ai problemi che più tardi metterà in evidenza ne Il Capitale? Aveva mai frequentato un fabbrica o studiato sul campo la condizione degli operai? Macché! La sua visione radicale nasceva nella cornice quotidiana della sua disastrosa vita familiare. “Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo il suo bisogno”, può essere letta come la soluzione alla sua incapacità a tenere famiglia, pieno di invidia ed umiliazione per le altre famiglie. Tant’è che mentre la sua situazione diventava più umiliante, il suo comunismo si radicalizzava. Considerava la necessità di essere frugali come oppressiva. Tale rifiuto sarebbe derivato dalla sua identità ebraica: dall’orgoglio di appartenere all’alta élite intellettuale ebrea, composta di rabbini e leaders politici, destinati a guidare l'umanità, ma anche dalla consapevolezza del talento intellettuale. Ciò lo avrebbe portato a credere che le sue capacità meritassero il sostegno a priori. Una mentalità dimostrata dalle spese stravaganti; dal risentimento e desiderio di rivalsa in quanto ebreo d'élite costretto a reprimere la sua identità ed a mendicare denaro in una società di cristiani, capitalisti, bigotti. In seguito Marx mascherò le sue pecche sintetizzando diverse influenze in una escatologia pseudo-scientifica. Ma non si liberò mai dal suo passato mefistofelico. Lo dimostra persino la storia del suo capolavoro semi abortito. Finché nel primo libro poteva argomentare la rivoluzione, andava alla grande. Man mano che affrontava i temi che smentivano il marxismo, perse il suo slancio, anni prima di morire. Dovremmo confrontare la forma di quell’uomo alla mentalità occidentale. Siamo ebraico cristiani. Condividiamo il peccato di aver vissuto sulla pelle di popoli colonizzati. Indossiamo foglie di fico per coprire le nostre magagne di fondo. Come Marx. Siamo intrisi di capitalismo rapace, razzista, colonialista, opportunista, materialista ecc. L’emergere dell’ideologia gender, la pedofilia come diritto, l’aborto pre e perinatale per assecondare il desiderio materno, l’aborto a pagamento per estrarre le cellule necessarie a coltivare il virus da inoculare nelle masse, l’utero in affitto, cambiare colore della pelle e degli occhi, sbiancare l’ano, tirar su chiappe, rifare il seno, appiattire la pancia, allungare l’altezza, innestarsi microchip dappertutto: sono ciliegine sulla torta della nostra civiltà. Siamo noi. Ma è sbagliato abolire tutto, come voleva il giovane Marx. È impossibile. Dobbiamo procedere nella direzione del tempo. Piuttosto, troviamo il coraggio di andare fino in fondo. Come si fa di routine quando si smembrano embrioni umani viventi. Serve lo stesso coraggio smembrando le categorie della nostra adorata visione moderna del mondo. Usiamo la ragione fino in fondo, fino a vedere il feticismo della Ragione, che ci fa comportare così. Marx lo fece, ma non seppe sottrarsi alla seduzione dello strumento dialettico. Il feticismo della Ragione è il morbo dal quale era affetto Marx, e con lui tutti noi: l’Illuminismo! Ora la madre dell’Illuminismo, del Capitalismo, dei Diritti universali, del Lavoro, del Valore, giù giù fino al diritto di usare o distruggere ciò che ci appartiene, corpo compreso (il corpo è mio e me lo gestisco io) ed infine l’opzione gender …
La madre di tutto ciò, ma si può dire anche “la madre di tutte le guerre”, è sempre la stessa.
Il genere, visto con occhi moderni è una proprietà. Si può vendere o comprare, come ogni merce. Se la filosofia Gender è aberrante, tutta la modernità lo è. Da quando abbiamo cominciato ad usare la ragione critica, che separa soggetto da oggetto, (crino in greco è “separo”) per dominare il mondo e controllare così il Destino, abbiamo fatto una scelta emancipante, che ci ha indotto a credere di poter dominare tutto, senza limiti. Kant ha dato un grosso impulso all’illuminismo, tuttavia ha detto che ci sono imperativi categorici da rispettare. Inutile: il lume della ragione è diventato illuminismo, cioè porre la Ragione al di sopra di tutto. Un feticismo che ha dato la stura agli aspetti positivi del progresso capitalista. Ma idolizzare la Ragione ne fece un Soggetto autonomo, che rese un oggetto il suo stesso creatore. Oggi abbiamo il privilegio di vedere in diretta l’inferno che abbiamo aperto. Come liberarsene? Usando ancora la ragione, ma questa volta fino in fondo.
Se la macchina razionalizzante che abbiamo creato, si è rivolta contro di noi, possiamo orientarla contro sé stessa. Si tratta di criticare la critica fino alla sua radice, dissociandosi dalle categorie della ragione, riconoscendo i danni che il feticismo di esse ha causato. Si chiama critica categoriale. Siamo moderni fino in fondo! Affondiamo il bisturi della critica nella carne della modernità stessa! La teoria critica è un unico giudizio esistenziale: la forma dell'economia delle merci contiene le opposizioni interne ed esterne (al capitalismo) relative al momento storico, che si intensificano e, dopo un periodo di crescita emancipativa, dopo un'enorme espansione del potere dell'uomo sulla natura, si ritorce contro lo sviluppo e porta l'umanità alla barbarie (Horkheimer).
Mercificare implica il conflitto soggetto oggetto, Caino ed Abele, la faida che ci porta alla barbarie. La struttura economico sociale crollerà, ma la struttura interna, la forma merce, rimarrà dentro.
Bisogna gestire entrambe le manifestazioni della forma merce interiorizzata. La crisi economico sociale si gestisce con una politica orientata dalla critica suddetta. Qui gli ebrei sono maestri! Cvd. La crisi interiore si gestisce con l’introspezione che prepari il recupero di ciò che siamo realmente.
Filosofia è controllo. “Matrix - dice Morpheus a Neo – è controllo”. Ergo la filosofia è la Matrix. La madre di tutte le guerre. Cosificare il proprio corpo, come nella rivoluzione gender, o cosificare il corpo degli altri, come nel colonialismo razzista, di cui le vaccinazioni di massa sono frutto maturo, è il feticismo per le merci, che noi stessi creiamo ogni volta che si vede il mondo come un “emporio di merci”. Un ebreo geniale ha incarnato il problema ma lo ha anche svelato. Adesso tocca a noi.
Di ucdp
NOTE
QUI LA PRIMA PARTE
NOTE
1) Filosofia greca e identità dell’occidente. G. Cambiano, il Mulino.
2) The culture of critique, an evolutionary analysis of jewish involvement in twentieth-century intellectual and political movements, by Kevin MacDonald (scaricabile gratis in pdf).
Martin 10 agosto 2025
"Hitler era un po' ebreo" - LOL.
"Ho già negato che esista un popolo ebreo".
Che peccato che la scienza, ossia la genetica e la medicina, la pensino diversamente per quanto attiene agli Ebrei Askhenazi, vedasi Medical genetics of Jews - Wikipedia .
ric 10 agosto 2025
prossima revisione storica ci diranno che zio Adolfo ere in realta' un rabbino travestito .....
oriundo2006 10 agosto 2025
Con la sua idea politica di rimuovere definitivamente il 'male' dal 'mondo'...a Gaza come altrove ne vediamo l'esempio illuminante. Dipende da come si individui il 'male', certo...ma a parte ciò, si può pensare ( secondo me ) che l'errore fondamentale di tanta politica è trascurare per sostituirsi al potere immenso del Signore Infinito sulla vita stessa, potere che diluisce, scardina, oblitera infine il 'male' facendone sgabello per l'evoluzione del 'sistema-uomo' lungo il suo millenario percorso.
Non sostituiamoci al potere immenso della Vita e di chi l'ha emanata: il 'male' è compresente come elemento essenziale al 'Bene' perchè ne costituisce il suo presupposto latente...solo quando cerca di imporsi allora dobbiamo reagire, depotenziandolo e riconducendolo alle sue origini.
BrunoWald 10 agosto 2025
Ma è proprio quello che è accaduto: il male si stava imponendo, e qualcuno ha tentato di reagire.
Risultato: Judea declares war on Germany!
ric 10 agosto 2025
e' dal 1948 che i giudei si impongono ai PALESTINESI....
e come reagisce la moderna e democratica europa ?