Prostituzione e droga: ha vinto l'Italia di Wanna Marchi

Stefania Nobile, figlia di Wanna Marchi (e già condannata a 9 anni), e il suo ex compagno, Davide Lacerenza, sono stati accusati di gestire un giro di prostituzione e di spaccio, anche a domicilio, in un noto locale nei pressi della stazione centrale di Milano.

Prostituzione, droga, Stefania Nobile, Wanna Marchi
Stefania Nobile, Wanna Marchi, Davide Lacerenza

di Davide Amerio per comedonchisciotte.org

Accuse pesanti, cui va aggiunta quella di riciclaggio, formulate dal Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza che ha arrestato martedì il Lacerenza, titolare del locale “La Gintoneria” di Milano, insieme a Davide Ariganello (un factotum) e a Stefania Nobile. Quest’ultima aveva iniziato a lavorare nel locale proprio da semi-libera, durante il periodo di detenzione.

Nel locale, e presso un privè collegato, si svolgevano attività di prostituzione mediante excort esterne, e ragazze scelte proprio in base alle richieste dei clienti. Si parla anche di casi di minorenni: comunque le ragazze risulterebbero, per lo più, appena maggiorenni.

Spaccio e prostituzione per i clienti

L’attività supportava lo spaccio di droga e veniva anche svolta su ordinazione presso l’abitazione dei clienti. Gli inquirenti, attraverso le intercettazioni, hanno individuato l’organizzazione. Sospetti anche su possibili clienti appartenenti alle forze dell’ordine.

Certamente i clienti erano molto abbienti: pare alcuni abbiano speso nel locale, in tre anni, una cifra che supera i 600 mila euro. Proprio un eccessivo consumo di champagne ha insospettito la Guardia di Finanza, la quale ha poi scoperto che, insieme alle bevande pregiate e costose, venivano offerte ai clienti le ragazze e la droga.

Non che ci sia da stupirsi più di tanto di fronte a notizie come questa. La presenza della figlia di Wanna Marchi contribuirà certamente ad alimentare un bel po’ di gossip, nei prossimi giorni, distogliendo l’attenzione da fatti ben più gravi. Per esempio quanto sta succedendo con la questione ucraina e le assurde, quanto preoccupanti, dichiarazioni dei leader europei trasformatisi in guerrafondai per nascondere la propria insipienza politica fallimentare.

Se fossimo un paese minimamente “serio”, con figure politiche all’altezza del compito, l’occasione si presterebbe per parlare, seriamente senza moralismi da quattro soldi, di altre questioni: la “lotta” (perdente) alla droga, il “proibizionismo” (perdente) sulla prostituzione, l’evasione fiscale, e la criminalità organizzata.

Questi temi hanno, ovviamente, un legame circolare. La criminalità gestisce prostituzione e stupefacenti, e i proventi rientrano nell’ampio calderone della evasione fiscale nonché del riciclaggio attraverso attività “imprenditoriali”, senza dimenticare i profondi profili di complicità con la politica.

Cambiare la logica proibizionista?

Una accesa retorica “proibizionista” continua a premere sull’acceleratore, sostenendo che lo “Stato” non può accettare di fornire sostanze stupefacenti (dal punto di vista morale), e nemmeno tollerare che le donne vengano sfruttate e costrette a prostituirsi.

Eppure è proprio questa visione del “proibire” che ha generato profitti enormi, e rafforzato le organizzazioni criminali, sino a farne uno “stato” dentro lo Stato, con fatturati pari al PIL di una piccola nazione.

Dopo 70 anni di “lotta alla droga” con l’evidente risultato perdente di non averne diminuito né il consumo, né l’accesso, che resta di fatto “libero” a chiunque… non sarebbe forse il caso di valutare un percorso differente per la gestione del fenomeno?

Parimenti la Legge Merlin contro le “case chiuse” avrebbe dovuto porre fine al fenomeno delle prostituzione e invece oggi, più che mai, lo sfruttamento delle donne è un affare miliardario.

Il mio spirito libertario mi spinge a considerare che ciascuno deve essere libero di fare le esperienze che meglio crede, utili al proprio percorso di vita: sempre se non compromette quella degli altri. Non è difficile immaginare quanti, tra gli avventori del locale in questione posto sotto sequestro, provengano da fasce alte, molto alte, di reddito, per concedersi questo tipo di spesa lussuosa.

Magari sono pure tra quelli che si lamentano del livello delle tasse in Italia, oppure sono tra coloro che le tasse non le pagano affatto, e si possono concedere questi lussi alla faccia di chi lavora, magari con bassi salari e stipendi, e ai quali il fisco gli preleva direttamente i soldi dalla busta paga.

Ma cosa dovrebbe fare uno Stato laico e non paternalistico di fronte a questi fenomeni?

Un diverso ruolo dello Stato

Per quanto riguarda il consumo di stupefacenti non si tratta di farne una promozione, bensì il non lasciare che le persone “deboli”, con problematiche sociali, cadute nel “tunnel”, non finiscano in mano alla criminalità, trasformandoli in delinquenti per procacciarsi la “dose”.

Occorre un ripensamento generale della impostazione fallimentare proibizionista perseguita da 70 anni a questa parte. Il fenomeno non può essere relegato semplicemente a una questione di ordine pubblico e di sicurezza. La forza contrattuale che è stata acquisita dalla criminalità, con il perdurare di questa strategia proibizionista, dovrebbe far riflettere seriamente.

Per quanto riguarda la prostituzione bisogna uscire dalla retorica che vuole tutte le donne soggiogate dal patriarcato. Uno Stato che affronti seriamente il problema dovrebbe preoccuparsi di creare le condizioni sociali ed economiche per cui nessuna donna si debba trovare nella condizione di doversi prostituire in seguito a una costrizione violenta, o psicologica, oppure per disperazione causata da uno stato di necessità.

Lo stesso principio vale per coloro che fanno parte del mondo LGBT: le persone devono poter trovare la propria identità sessuale in modo libero e protetto, senza doversi nascondere, o dover ricorrere alla prostituzione per sopravvivere.

Compiuto questo passo importante e fondamentale, per coloro che preferiscono (consapevolmente e liberamente) una “facile” strada per ottenere denaro, mercificando il proprio corpo, dovrebbe esserci una regolamentazione sanitaria e fiscale, per consentire loro di esercitare la “professione più vecchia del mondo” in condizioni di libertà, garanzia, e tutela, pagando regolarmente le tasse.

Trovo molto più scandalosa (sotto il profilo morale), e foriera di gravi conseguenze sociali (e politiche), la “prostituzione intellettuale” cui si prestano, donne e uomini, pur di raggiungere obbiettivi di potere, ricchezza, e posizione sociale, a discapito di altre persone ben più competenti e capaci: gli esempi, nel nostro paese - e non solo- abbondano, peggiorando la vita di tutti noi.

Commenti (20)

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    1. pablushispanium 6 marzo 2025

      La "lógica prohibicionista" jaja. Otro invento de los drogadictos europeos que nos quieren proponer el narco estado holandés liberal progresista como modelo. Go home

    1. uomospeciale 6 marzo 2025

      Mi piace poi perchè nell'articolo si parla di "Lotta alla droga"
      Ma quando mai è stata fatta, la lotta alla droga?😄

    2. maghi 6 marzo 2025

      un mio vicino denunciò lo spaccio intorno casa e dopo gli rigarono l'auto. Si capisce subito da che parte venne agli spacciatori il nominativo dell'autore della denuncia. Io la chiamerei "lotta alle persone oneste".

    3. uomospeciale 6 marzo 2025

      Infatti è anche per quello che le persone oneste sono sempre di meno.
      È sempre stato un paese dove il malaffare, il cinismo e la furbizia, erano in gran parte incentivati e premiati.
      Ma almeno per un po si è cercato di non farlo troppo notare, diciamo per salvare le apparenze.
      Adesso invece è proprio l'essere onesti che è diventato controproducente e da fessi.
      Guarda la dama bianca.... 25KG di coca in aeroporto, a casa mia è spaccio interazionale di stupefacenti e che cosa gli hanno fatto?
      In America per lo stesso identico reato compiuto con le stesse identiche modalità si va dai 25 anni ai 40, in quasi tutto il medio oriente e l'Asia, Cina compresa, si rischia l'ergastolo o la pena di morte.
      Qui da noi si è fatta una manciata di mesi ai domiciliari.
      E poi dicono che la repressione ha fallito..
      Ma quale repressione??... È pieno di spacciatori pluri pregiudicati ovunque che vengono fermati e arrestati 10 volte al mese, e sono sempre fuori...
      E in queste condizioni poi tu vaglielo a spiegare a tuo figlio che è meglio alzarsi alle 7 del mattino e lavorare per 40 anni in un cantiere rischiando la vita per 4 spiccioli per poi farsi seppellire in un monolocale al quarto oggiaro con una pensione da fame se mai la vedrà...
      In Italia lo stato, il sistema penale, e larga parte della società e dei media sono ormai totalmente e completamente a favore del crimine, punto e basta.

    4. maghi 7 marzo 2025

      penso che se ne possa uscire da questa situazione solo se le nostre elite verranno sostituite da altre. Questo sarà possibile solo da una guerra persa, dove i vincitori metteranno le loro persone al comando oppure se gli italiani spariranno e saranno sostituiti da nuove etnie che prenderanno il potere. Tornare alla società di una volta colle chiavi lasciate nelle porte senza stravolgimenti epocali mi pare eufemistico.

    5. mago 7 marzo 2025

      un certo giudice ha pure scritto un libro su certi vizietti risultato il nulla ..

    6. mago 7 marzo 2025

      Fa parte del Pil con la prostituzione oggi come oggi.

    7. maghi 7 marzo 2025

      con le buone non si ottiene nulla riguardo ai vizi. Ci vuole la mano pesante.

    1. doutdes 6 marzo 2025

      Ricordo ai tempi delle televendite di creme dimagranti e talismani della felicità che mio padre ebbe a dirimi che in fondo Vanna Marchi svolgeva un’attività di utilità sociale perché ove lei non ci fosse stata, i clienti cretini avrebbero acquistato gli stessi prodotti da altri ad un prezzo doppio.
      Oggi i prodotti nocivi o inutili te li vendono lo stesso o te li somministrano gratis a spese dello Stato e quindi di tutti.

    1. uomospeciale 6 marzo 2025

      E da tanto che hanno vinto i peggiori, è da molto prima dello spot:
      "Milano da bere" che Milano, ( ma non solo ) era già diventata la Milano da scippare, da sniffare, da rubare, da spacciare, da truffare, da occupare, da speculare, da prostituire, ecc ecc ecc..
      Chi non lo fa è ormai in netta minoranza, una specie in via di estinzione come i panda.
      Come dissi alcuni anni fa:

      "L'Italia è marcita al punto da far di me, un esempio di virtù.."

    1. mago 6 marzo 2025

      Già,pare che vi fossero poliziotti e qualche sindaco clienti..nulla di nuovo.

    2. sbregaverse 6 marzo 2025

      Niente di nuovo appunto : nei vecchi bordelli c'era l'entrata ascosa per notabili, religiosi, principi e quanti altri vi sgattaiolavano, nell'ora sovrana, non facendosi notare.

    3. uomospeciale 6 marzo 2025

      Si dice che il pesce puzzi dalla testa, ma qui è marcita anche la coda da un bel pezzo.
      Ci sono ragazzini e ragazzine di 15/16 anni già con polidipendenze da varie droghe che si prostituiscono o rubano per drogarsi. Le loro famiglie non esistono, e quando ci sono, i genitori sono spesso ancora peggiori.
      Ci sono bambine delle elementari che si fotografano nude da sole e poi vendono le foto su WhattsApp in cambio di ricariche sul cellulare o soldi.
      E nel mentre, i loro genitori pensano solo a drogarsi, a far soldi il più possibile con qualsiasi mezzo lecito o no, e a scopare ogni buco disponibile bevendo come tombini di fogna e facendo gli imbecilli su Facebook... il mondo è F0ttut0..
      Meno male che di figli non ne ho fatti, perché per quanto uno cerchi e si sforzi in ogni modo di crescerli al meglio, non dipende più solo da lui:
      Dalla terra avvelenata, non nascono mai frutti sani.

    4. mago 7 marzo 2025

      Un fiore nasce in mezzo al cemento,ardisci e spera🙋‍♂️

    1. Giacomo 6 marzo 2025

      A mio parere proprio perché laico lo stato non contrasta questi reati

    1. Dante Bertello 6 marzo 2025

      Se fossimo un paese minimamente “serio”, con figure politiche all’altezza del compito, l’occasione si presterebbe per parlare, seriamente senza moralismi da quattro soldi, di altre questioni

      In quale nazione occidentale possiamo trovare figure politiche “all’altezza del compito”?

      Ha vinto l’Italia di Wanna Marchi

      In Italia ad avere un posto di potere, sia a livello economico che politico, sono le mafie.
      La Vanna Marchi e Nobile figlia, sono delle principianti al confronto.

    2. sbregaverse 6 marzo 2025

      Come principianti ?!?
      Nemmanco 2 scoreggine di zanzara nell'universo mondo !

    1. ironman 6 marzo 2025

      Caro Davide,
      Pur trovandomi d'accordo sul fatto che l'Italia di Wanna Marchi abbia vinto, non posso non notare come il tuo articolo nutra speranze riformiste un po' esagerate, come se lo Stato in Italia si potesse riformare o se ne potesse ridiscutere liberamente la natura.
      Ha vinto l'Italia di Vanna Marchi che non è semplicemente l'Italia della corruttela ma l'Italia senza scrupoli che per accumulare è pronta a rubare e, nel processo, distruggere tutto. In parlamento da destra a sinistra e, come tu ricordavi, su fino alle poltrone più elevate dell'Unione Europea, è pieno di gente così: la Von Der Leyen lo ha dimostrato in passato (Grecia, COVID) e lo dimostra nel presente (inventandosi qualche scusa per correre a un miliardario riarmo che significherà ulteriori tagli ed ulteriori tasse). Ed è finita così: a forza di distruggere tutto, una distruzione dopo l'altra, lo Stato non ha più scrupoli. Persino alla Nobile sussurra in un orecchio "guarda che sei indagata". Tanto non ci sarà nessuno a fermarli: non il 5S del ridicolo Conte, non alcuna opposizione. E anche questa è l'Italia di Vanna Marchi: l'Italia delle prime donne, pronte a distruggere tutto per non avere rivali. Dove il popolino, mentre gli raccontano che la disoccupazione è in calo, di rassegna a fare la fila per un pasto alla mensa dei poveri. È un'Italia che dopo avere testardamente scavato in cerca del disastro, ora si ritrova nel suo gorgo che sta finendo di risucchiarla. Che ti riformi, che ti ripensi in uno Stato così? Al massimo sopravvivi in attesa di vedere a che livelli si riuscirà ad arrivare.

    2. uomospeciale 6 marzo 2025

      Esatto, tutto è perduto da un bel pezzo.
      Sulla fauna e sullo stile di vita che ormai la fa da padrone sia ai vertici che nella classe media di Milano e provincia, vale la pena di rileggere l'interessante articolo di Uriel Fanelli di qualche anno fa:

      " Terrazza sentimento "

      Fotografa alla perfezione cos'è diventata Milano ( assieme a grande parte dell'italia.)

      Chi è marcio è marcio, tranne i pochi che non lo sono, giusto perchè non possono permetterselo, ma ambiscono a diventarlo.

      https://urielfanelli.altervista.org/loweel/terrazza-sentimento-mafie-criceti-e-genovese/2021-02-08/

    1. sbregaverse 6 marzo 2025

      Macchè il giovine(aveva 26 anni) Marx già nei Quaderni (altrimenti Manoscritti) del 1844 aveva tutto previsto :
      l'uomo( e la donna) come merce.Il denaro come alienante dell'umano.
      { Cfr.:Umanesimo radicale }
      Nè Lenin nè Gramsci li lessero perchè vennero(Ecceterassshh eccerrrrrgggr ecce)pubblicati solamente nel 1932.
      {Gramsci forse.Lo chiederò a Fusaro o a Cacciari}

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