di Davide Amerio per comedonchisciotte.org
Accuse pesanti, cui va aggiunta quella di riciclaggio, formulate dal Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza che ha arrestato martedì il Lacerenza, titolare del locale “La Gintoneria” di Milano, insieme a Davide Ariganello (un factotum) e a Stefania Nobile. Quest’ultima aveva iniziato a lavorare nel locale proprio da semi-libera, durante il periodo di detenzione.
Nel locale, e presso un privè collegato, si svolgevano attività di prostituzione mediante excort esterne, e ragazze scelte proprio in base alle richieste dei clienti. Si parla anche di casi di minorenni: comunque le ragazze risulterebbero, per lo più, appena maggiorenni.
Spaccio e prostituzione per i clienti
L’attività supportava lo spaccio di droga e veniva anche svolta su ordinazione presso l’abitazione dei clienti. Gli inquirenti, attraverso le intercettazioni, hanno individuato l’organizzazione. Sospetti anche su possibili clienti appartenenti alle forze dell’ordine.
Certamente i clienti erano molto abbienti: pare alcuni abbiano speso nel locale, in tre anni, una cifra che supera i 600 mila euro. Proprio un eccessivo consumo di champagne ha insospettito la Guardia di Finanza, la quale ha poi scoperto che, insieme alle bevande pregiate e costose, venivano offerte ai clienti le ragazze e la droga.
Non che ci sia da stupirsi più di tanto di fronte a notizie come questa. La presenza della figlia di Wanna Marchi contribuirà certamente ad alimentare un bel po’ di gossip, nei prossimi giorni, distogliendo l’attenzione da fatti ben più gravi. Per esempio quanto sta succedendo con la questione ucraina e le assurde, quanto preoccupanti, dichiarazioni dei leader europei trasformatisi in guerrafondai per nascondere la propria insipienza politica fallimentare.
Se fossimo un paese minimamente “serio”, con figure politiche all’altezza del compito, l’occasione si presterebbe per parlare, seriamente senza moralismi da quattro soldi, di altre questioni: la “lotta” (perdente) alla droga, il “proibizionismo” (perdente) sulla prostituzione, l’evasione fiscale, e la criminalità organizzata.
Questi temi hanno, ovviamente, un legame circolare. La criminalità gestisce prostituzione e stupefacenti, e i proventi rientrano nell’ampio calderone della evasione fiscale nonché del riciclaggio attraverso attività “imprenditoriali”, senza dimenticare i profondi profili di complicità con la politica.
Cambiare la logica proibizionista?
Una accesa retorica “proibizionista” continua a premere sull’acceleratore, sostenendo che lo “Stato” non può accettare di fornire sostanze stupefacenti (dal punto di vista morale), e nemmeno tollerare che le donne vengano sfruttate e costrette a prostituirsi.
Eppure è proprio questa visione del “proibire” che ha generato profitti enormi, e rafforzato le organizzazioni criminali, sino a farne uno “stato” dentro lo Stato, con fatturati pari al PIL di una piccola nazione.
Dopo 70 anni di “lotta alla droga” con l’evidente risultato perdente di non averne diminuito né il consumo, né l’accesso, che resta di fatto “libero” a chiunque… non sarebbe forse il caso di valutare un percorso differente per la gestione del fenomeno?
Parimenti la Legge Merlin contro le “case chiuse” avrebbe dovuto porre fine al fenomeno delle prostituzione e invece oggi, più che mai, lo sfruttamento delle donne è un affare miliardario.
Il mio spirito libertario mi spinge a considerare che ciascuno deve essere libero di fare le esperienze che meglio crede, utili al proprio percorso di vita: sempre se non compromette quella degli altri. Non è difficile immaginare quanti, tra gli avventori del locale in questione posto sotto sequestro, provengano da fasce alte, molto alte, di reddito, per concedersi questo tipo di spesa lussuosa.
Magari sono pure tra quelli che si lamentano del livello delle tasse in Italia, oppure sono tra coloro che le tasse non le pagano affatto, e si possono concedere questi lussi alla faccia di chi lavora, magari con bassi salari e stipendi, e ai quali il fisco gli preleva direttamente i soldi dalla busta paga.
Ma cosa dovrebbe fare uno Stato laico e non paternalistico di fronte a questi fenomeni?
Un diverso ruolo dello Stato
Per quanto riguarda il consumo di stupefacenti non si tratta di farne una promozione, bensì il non lasciare che le persone “deboli”, con problematiche sociali, cadute nel “tunnel”, non finiscano in mano alla criminalità, trasformandoli in delinquenti per procacciarsi la “dose”.
Occorre un ripensamento generale della impostazione fallimentare proibizionista perseguita da 70 anni a questa parte. Il fenomeno non può essere relegato semplicemente a una questione di ordine pubblico e di sicurezza. La forza contrattuale che è stata acquisita dalla criminalità, con il perdurare di questa strategia proibizionista, dovrebbe far riflettere seriamente.
Per quanto riguarda la prostituzione bisogna uscire dalla retorica che vuole tutte le donne soggiogate dal patriarcato. Uno Stato che affronti seriamente il problema dovrebbe preoccuparsi di creare le condizioni sociali ed economiche per cui nessuna donna si debba trovare nella condizione di doversi prostituire in seguito a una costrizione violenta, o psicologica, oppure per disperazione causata da uno stato di necessità.
Lo stesso principio vale per coloro che fanno parte del mondo LGBT: le persone devono poter trovare la propria identità sessuale in modo libero e protetto, senza doversi nascondere, o dover ricorrere alla prostituzione per sopravvivere.
Compiuto questo passo importante e fondamentale, per coloro che preferiscono (consapevolmente e liberamente) una “facile” strada per ottenere denaro, mercificando il proprio corpo, dovrebbe esserci una regolamentazione sanitaria e fiscale, per consentire loro di esercitare la “professione più vecchia del mondo” in condizioni di libertà, garanzia, e tutela, pagando regolarmente le tasse.
Trovo molto più scandalosa (sotto il profilo morale), e foriera di gravi conseguenze sociali (e politiche), la “prostituzione intellettuale” cui si prestano, donne e uomini, pur di raggiungere obbiettivi di potere, ricchezza, e posizione sociale, a discapito di altre persone ben più competenti e capaci: gli esempi, nel nostro paese - e non solo- abbondano, peggiorando la vita di tutti noi.
pablushispanium 6 marzo 2025
La "lógica prohibicionista" jaja. Otro invento de los drogadictos europeos que nos quieren proponer el narco estado holandés liberal progresista como modelo. Go home