Propaganda

Propaganda

di Daniele Vannini
comedonchisciotte.org

Oramai la propaganda trasuda da qualsiasi cosa i media trasmettano, dai telegiornali, ai telefilm, alla pubblicità dei dentifrici, per non parlare dei talk show. Tanto che non si avverte più nemmeno l’incoerenza più stridente. Recentemente si è parlato molto della guerra tra Israele e Palestina (Striscia di Gaza? Hamas? Come bisogna chiamarla? Io la chiamerei guerra civile), il che fa venire in mente alcune considerazioni. Secondo l’ideologia obbligatoria ufficiale noialtri italiani dobbiamo accettare di buon grado e con animo grato che il paese venga progressivamente invaso da un’immigrazione di massa africana e medio orientale, cioè, in prospettiva, che da qui a pochi anni (un paio di generazioni? Tre?), questo paese non esista più come un’Italia abitata da gente di cultura e tradizione italiana, ma divenga un luogo anonimo a popolazione mista (fate conto Detroit), probabilmente a prevalenza culturale islamica con tutti i mutamenti di costume che ne conseguono, senza più un’identità che la diversifichi dal Belgio o dalla Svezia, che a loro volta saranno nelle stesse condizioni.

Proprio come l’ideologia obbligatoria ufficiale, che qualifica come fascista e razzista chiunque abbia dubbi in proposito, auspica e impone. D’altra parte Israele è curiosamente esentato da tutto ciò. Israele può (e deve), rimanere uno stato ebraico, cioè abitato da persone di sangue puro (e, presumibilmente, superiore), confinando quelli che di sangue puro non sono, in apposite aeree recintate, formalmente extraterritoriali, affinché il sangue puro ebraico continui ad avere la maggioranza e Israele rimanga tale. Il tutto è reso ancora più fantasticamente incoerente dal fatto che Israele non esiste da duemila anni, come piacerebbe far credere, ma dal non lontano 1948: prima di allora quelle terre non erano disabitate, ma appartenevano proprio a quella gente ora rinchiusa nei recinti, che non può più rientrarci, altrimenti inquina il sangue puro. Perciò la televisione ci insegna che Israele, per difendere la propria sacra esistenza come stato nazionale di sangue puro, può e deve, sia pure a malincuore, uccidere e fare la guerra. Per difendersi, certo. Noi italiani, invece, che non occupiamo terre rubate ad altri nel 1948, ma stiamo in questo luogo da tanto tempo che non sono più neppure conoscibili coloro ai quali le abbiamo eventualmente sottratte, dobbiamo non di meno accettare, e a breve termine, la prospettiva di una dissoluzione culturale, senza alcuna difesa o opposizione, stando bene attenti, a casa nostra, a non discriminare a nostro vantaggio.

Perché loro, che quelle terre le hanno occupate da una generazione, possono difenderle e noi, che siamo qua da sempre,no? Alla fine siamo arrivati a dar ragione al Metternich: l’Italia è un’espressione geografica. Ma perché, allora continuiamo a definire il nostro patrimonio culturale, senza peraltro portare prova alcuna, il più importante del mondo? Nostro di chi?
Daniele Vannini

Pubblicato da Tommesh per Comedonchisciotte.org

Commenti (29)

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Mostra commenti 29 caricati
    1. Bertozzi 30 giugno 2021

      Qua ci inforcano ogni giorno e voi continuare a prendervela con la forca e non con chi la usa; e soprattutto con chi gli gliel'ha data.

    1. morello 28 giugno 2021

      Credo che invece di cercare di arginare il mare con un cucchiaio, per evitare le gran catastrofi elencate qui sopra si potrebbero semplicemente applicare un paio di punti con fermezza

      • stabilire un salario minimo ed eliminare il lavoro nero
      • marginalizzare le religioni punendo qualsiasi tentativo di ingerenza con lo stato. A cominciare dalla "nostra".

      Gli sforzi della politica dovrebbero andare in questa direzione piuttosto che tanto semplicisticamente ributtare a mare chi fugge dalla fame, cosa che faremmo tutti, immagino

    2. magliette.fun 29 giugno 2021

      Lo sai che da millenni il mare viene arginato con un cucchiaio??? Ed ha sempre funzionato.
      Se scappano da guerra e miseria, perché non vanno nei vicini paesi arabi ben dotati economicamente, o in Israele che li aiuterà certamente?
      Perche Israele non deve diventare un melting pot?

    1. Divoll 27 giugno 2021

      La verita' e' che non dobbiamo accettare tutto questo. Non solo, ma dobbiamo anche combatterlo. E fregarene di come ci chiamano oggi. Domani ci chiameranno patrioti e salvatori.

    1. nicolass 27 giugno 2021

      ormai dove vivo gli immigrati sono ovunque... spuntano come i funghi dalla sera alla mattina... se dovessi svegliarmi da un brutto sogno affacciandomi alla finestra farei fatica a capire di essere in Italia piuttosto che nell'Africa nera. Non sono razzista non lo sono mai stato, ma mi ha sempre incuriosito capire le dinamiche che ci sono dietro le vicende della vita. Ora mi sembra palese l'obiettivo di questa immigrazione incontrollata ovvero creare un meticciato informe di persone di tutte le razze prive di ogni identità culturale e storica. Un modo nemmeno tanto velato da parte delle élite globaliste per avere manodopera a basso costo e al contento alimentare una guerra tra poveri i cui effetti saranno lo smantellamento dello stato sociale, l'abolizione del diritto alla pensione, l'impoverimento generale, lo sfruttamento salariale anche a danno degli italioti. L'italiano medio tra 10/15 anni sarà mulatto, con l'anello al naso e la tessera del Pd in tasca.Amen

    2. Divoll 27 giugno 2021

      Lo scopo e' di sfilacciare, diluire, indebolire la societa'. Atomizzarla. Anche per questo si vuol distruggere la famiglia e rendere le persone piu' egocentriche, piu' incomunicative e quindi piu' sole. Perche'? Perche' una societa' di singoli atomi disuniti, di entita' che si disprezzano a vicenda (donne contro uomini, bianchi contro neri, gay cotro etero, vecchi contro giovani, questi contro quelli) e' una societa' che non riuscira' mai a rivoltarsi contro il Potere.

    1. ndr60 27 giugno 2021

      Beh, veramente l'Italia (in quanto facente parte della NATO) è a tutti gli effetti un sicuro alleato di Israele, tanto che spesso i loro piloti si esercitano sul nostro territorio (così almeno sono più sicuri, quando bombardano i palestinesi). Inoltre, da anni le nostre università collaborano con le loro, guarda caso non in materie letterarie...
      Non è nemmeno vero che noi non occupiamo terre dal 1948: al fianco degli USA e come contingente NATO abbiamo occupato per anni parti di Iraq, Afghanistan, Libano e Somalia, e siamo in prima linea quanto a distruzione della sovranità altrui.

    1. cesca 27 giugno 2021

      Abito in una via che definirei multietnica; quello che ho capito é che l'inserimento sociale é strettamente legato alla nazionalità; per alcuni prevaricazione e non rispetto non rispecchiano un disagio ma una normalità.
      La scorsa estate si è abbattuta sulla via una tromba d'aria: ho lavorato nel cortile dei vicini, sulla strada, stanca al punto tale che quando un vicino mi ha detto che aveva chiamato i vigili del fuoco non ho avuto neanche il fiato per rispondergli.
      In quella giornata avevamo ai lati della strada commentatori che non alzavano un dito e noi con la schiena piegata a raccogliere calcinacci, tegole, a spostare travi : purtroppo eravamo solo italiani.
      Come l'utente meno anch'io suggerisco la visione dell'intervista scomoda di Morris San
      https://www.dropbox.com/s/xbhbb2wongfw3s0/Intervista%20Omnis%20Research.mov

    1. meno 27 giugno 2021

      Continuiamo a far finta di niente, stiamo aspettando che qualcuno venga a salvarci, questa è la mia constatazione purtroppo mi rendo conto che quanto più passa il tempo meno saranno le probabilità di avere una minima via di fuga da questa trappola, che sta agendo su più fronti congiunti per fiaccarci. Le parole abbiamo visto che non servono, le dimostrazioni nemmeno, le evidenze tantomeno, non si combattono i delinquenti con le verità loro sono dei prevaricatori ed usano la forza, vedi frase di quella specie di generale maleducato che si può permettere di dire che deve stanare gli over 60, ma chi è mai questo, ma chi siamo noi che glielo permettiamo? Noi ci stiamo meritando ne più ne meno quello che gli stiamo permettendo, non diamo la colpa solo a loro. I giovani sono delle marmotte nessuno si fa avanti, e tanto meno si fa sentire, cosa stiamo aspettando che ci chiedano scusa, non lo faranno mai primo perché sono più forti e più potenti anche se noi siamo molto più di loro, e devo dire che il benessere ci ha fiaccato sino alle midolla, poi perché per loro sarebbe la fine in tutti i sensi. Loro hanno molte carte da giocare noi una sola; la maggioranza, non abbiamo altro, dobbiamo andare allo sbaraglio e tentare di salvare il salvabile. C’è chi aspetta Norimberga ma dove come, se la magistratura a tutti i livelli non esiste più, li vedete agire di ufficio, no, anzi sono già contro di noi che li sosteniamo, le istituzioni sono assenti a tutti i livelli, non sono bastate tachipirina e vigile attesa a svegliarli, ed allora cosa mai dovrebbe svegliarli, e tutti i morti per presunto covid, che nelle autopsie vi risultano tracce di cianuro e dosi eccessive di tranquillanti, andatevi a vedere un video di numero 6.org ricerche fatte da gente che ancora spera nel futuro dei propri figli, e che a speso denaro proprio e messo a repentaglio la propria vita, tutto è spiegato nel video, e magari molti lo conoscono già, solo la magistratura non sa niente, ma per chiudergli i laboratori lo sapevano, cerca la censura e trovi la verità. Che futuro se mai ce ne sarà prospettiamo ai nostri figli ed a quell’Innocenti dei nostri nipoti, se non di diventare degli schiavi robotizzati? Non sono certamente rosee prospettive. Il disegno è chiaro solo che la via del vaccino è la strada più breve con le altre alternative tipo clima ed impoverimento la strada si profilerebbe più lunga e più farraginosa per questo stanno premendo forte sulle vaccinazioni. Ma non si illudano i leccaculo che anche loro faranno la nostra stessa fine ed è questa l’unica nota positiva di questa scialba storia di viscida gente rettiliana.

    1. Violetto 27 giugno 2021

      Che paragone indegno........

      Io capisco che si possa essere "nazionalisti" e "tradizionalisti" quindi tendere a mantenere una identità nazionale e culturale ma però (e lo ribadisco: ma però) poi bisogna guardare bene le cose e ampliare un attimo il proprio punto di vista.

      Molti di questi nazionalisti/tradizionalisti non si rendono conto di come quella che loro considerano cultura nazionale è un misto di una cultura importata dagli USA negli ultimi 100 anni, un misto di cultura religiosa ipocrita e gli stessi spesso e volentieri rifiutano un certo tipo di cultura/tradizione culturale nazionale perché non gli sta bene e rifiutano "Bella Ciao" mentre rivendicano quella fascista.

      A parte questo pur continuando a comprendere bisogna rendersi conto che nell'epoca della globalizzazione in cui il mercato (in senso ampio) è globale e senza frontiere che invece esistano frontiere nei confronti di alcune nazioni è anacronistico.

      Per di più non è conveniente proprio per noi italiani perché siamo sempre più un paese stile sudamericano e dovremmo vedere con favore il fatto di poterci spostare o meglio scappare da questa fogna, altro che nazionalismo e tradizionalismo!!!

      Il problema, come sempre, non è in sè ma come certi fenomeni vengono gestiti e a quale scopo.

      Pretendere una cultura e tradizione immobile e non intaccata da immigrati è miopia e non vale la pena dire altro.

      Che invece l'immigrazione abbia un impatto notevole è fuor di dubbio e bisogna piuttosto che chiedere che venga impedita, che venga governata in maniera civile.

      Faccio notare a quanti destrorsi vorrebbero immediatamente impiccarmi che gli idoli nazionalisti a la salvini che se la prendono sempre coi poveracci che vengono coi barconi non aprono bocca nè fanno nulla nei confronti di quella immigrazione danarosa soprattutto cinese che viene nel nostro paese apre aziende distruggendo il tessuto economico di certe regioni scavalcando e disattendendo protocolli di sicurezza e tutela del lavoratore, impiantando di fatto fabbriche stile cinese impiegando immigrati clandestini per lo più. ma sempre più spesso italiani sull'orlo della povertà assoluta a 12 ore al giorno 7/7.

      andategli dietro, mi raccomando...loro si che sono onesti e seri

      (ovviamente nè lo stato nè la magistratura/finanza fanno nulla.....c'è da chiedersi perchè?)

    2. XaMAS 27 giugno 2021

      se l'Italia è "una fogna" perchè non se ne va ?

    3. Violetto 27 giugno 2021

      wow mi mancava questa retorica patriottica da 4 soldi.

      È una domanda mai sentita. complimenti per l'originalità.

    4. AlbertoConti 27 giugno 2021

      "... un misto di una cultura importata dagli USA negli ultimi 100 anni, un misto di cultura religiosa ipocrita e gli stessi spesso e volentieri rifiutano un certo tipo di cultura/tradizione culturale nazionale perché non gli sta bene e rifiutano “Bella Ciao” mentre rivendicano quella fascista."

      OK, ma ampliamo anche più di un attimo questo tuo punto di vista.
      Comincio dalla fine: da quando "Bella Ciao" è diventato l'inno dei più idioti piddini, lo confesso, mi sta sul casso.
      Questa canzone, che guarda caso sta avendo sempre più successo tra gli europeisti de noantri, rappresenta oggettivamente, a parte l'ipocrisia di chi la strumentalizza per fini indegni, quel momento particolare della nostra storia, tanto osannato per nascondere le vergogne del fascismo quanto discutibile nella sua vera essenza storica, di glorificazione della oppressiva occupazione americana ancora in corso. Ma va beh, il discorso qui sarebbe troppo lungo e complesso in tutte le sue innumerevoli sfaccettature, non liquidabile con giudizi "tranchant".
      Quanto alla "cultura" importata dagli USA, se così possiamo chiamarla, si è imposta anche grazie al suo fascino per certi versi indiscutibile, che fa presa soprattutto sui giovani e sulla sfera emozionale. Peccato che sia stata però veicolo di propaganda pura di un ideologia imperiale dominante improntata all'iperliberismo economico sfrenato, del quale stiamo patendo le estreme conseguenze sperequative. Degenerate ultimamente in "politiche estere" imposteci nel segno del masochismo obbligato.
      Quel che ne rimane nelle profondità dell'animo è "il lato oscuro della forza", giusto per usare il linguaggio holliwoodiano stesso.

      Ma sulla religione no, questa non te la passo. L'ipocrisia ne è parte, della cultura cristiana intendo, ma che nulla toglie alla potenza del segno che caratterizza la NOSTRA cultura condivisa, anche da atei e agnostici (come me), traghettandola dalla insuperabile cultura greca verso il futuro possibile. Altro che nichilismo e ignorantismo striscianti, traguardi ambiti da chi ci vuole distruggere.

      Quando il gioco si fa duro ...... Se non ce la fai accomodati pure "fuori da questa fogna".

    5. Violetto 27 giugno 2021

      non tutta la cultura religiosa trasmette una tradizione ipocrita.

      Molta si.

      Parliamoci francamente: si può fare un bel discorso ampio su quale sia la "cultura e tradizione italiana" nel bene e nel male e non sono uno di quello che certo rinnega il valore della cultura romana (ma anche prima), rinascimentale né di quella successiva.

      Però non facciamo finta che quelli che sono tutti preoccupati dei "negger" che vengono coi barconi sono preoccupati di perdere la "tradizione" in senso culturale.

      o ci pigliamo in giro.
      Già chi è accecato dal problema del "barcone" non ha la minima cultura, è solo un povero ignorante incapace di guardare la realtà storica (compresa l'attualità) nella sua complessità

      dai su per favore
      il problema del negro sulla barca è un problema prettamente di stampo leghista/fascista/razzista che nella stessa frase con la parola cultura non possono stare

      Il problema delle culture che si mescolano è invece un problema serio (quali che siano queste culture) e certo non si risolve con la chiusura della frontiere che è una soluzione sempre di stampo leghista/fascista/razzista sempre per quel problema che non è una soluzione reale praticabile nella realtà sistemica complessa nella quale siamo

      per quel che riguarda la fogna:

      fare finta che l'italia non sia la fogna che è, cioè il ricettacolo della mafia e della corruzione che ci ha insabbiato fino al collo nella situazione di stallo nella quale siamo non serve e non è che sia un atto "patriottico" è solo ipocrisia o ignoranza.

      TUtti i paesi europei sono dentro una dinamica liberista che sta spaccando la società e che mira a disintegrare la classe media, però non si può non vedere (e se si vede non serve non dirlo) che l'italia per vai motivi è culturalmente arretrata, civicamente peggio, "legalisticamente" un paese sudamericano.

      Non facciamo finta di non vedere per carità di dio

    6. AlbertoConti 27 giugno 2021

      Guarda che le chiusure delle frontiere, tranne che per motivi di turismo, sono sempre state la regola (Maastricht a parte, guarda caso), dettata primariamente da motivazioni economiche. Ogni paese sovrano ha sempre consentito l'immigrazione di manodopera solo ed esclusivamente quando ne aveva necessità o convenienza, ed entro limiti ben calcolati. Sono d'accordo con te che l'affidare la soluzione del problema a un sempliciotto leghista sia un grave errore, visto che il problema è serio. "aiutiamoli a casa loro" se non fosse una frase ipocrita in bocca a un imbonitore e incallito voltagabbana sarebbe una soluzione. E il primo modo per aiutarli è cominciare a non sfruttarli più a casa loro, con politiche neocoloniali malcelate, soprattutto anglofone e francofone, ma non solo.
      Konarè ha le idee molto chiare in tal senso, ed è tra i pochi che vede il parallelismo tra le politiche oppressive sia in Africa che in Italia. Sembra paradossale ma non lo è. Gli stessi che vogliono le frontiere aperte sono anche quelli che vogliono distruggerci in tutti i sensi, anche culturalmente. E vedo che le loro trappole purtroppo funzionano.

    7. Violetto 27 giugno 2021

      perfetto. Ci capiamo ottimamente in linea generale.

      "“aiutiamoli a casa loro” se non fosse una frase ipocrita in bocca a un imbonitore e incallito e voltagabbana sarebbe una soluzione"

      si assolutamente.

      Ma c'è da considerare che nel mondo complesso la "scontro" tra diverse culture che si trovano a convivere non è più una questione di immigrazione e quindi non è più un problema nazionale ma globale.

      Certo che nell'immediato esiste il problema per esempio della cultura islamica importata che però ormai è diventata europea (dopo generazioni ci sono islamici perfettamente europei non piu "immigrati") ma questo problema della convivenza si pone al livello globale

      lo si vede con il problema dei diritti dell'uomo. Le culture diverse ormai nel mondo "open" convivono nel mondo e questo problema, per me serio, non lo si risolve con la semplicistica soluzione del "porto chiuso" e nemmeno piu dell'"aiutiamoli a casa loro" che è in ogni caso una "buona cosa" ma non piu soluzione

    8. Divoll 27 giugno 2021

      Parli per se', non generalizzi. Forse la cultura americana "importata" e' la sua ed e', altrettanto, un suo personale problema.

    9. Divoll 27 giugno 2021

      E non solo vogliono distruggere noi, ma anche gli africani e la loro identita', mentre continuano a sfruttarne il continente.

    10. Violetto 28 giugno 2021

      E il problema è proprio non rendersene conto.....
      Tanto è radicata.
      Io, in ogni caso, problemi non ne ho.

    11. magliette.fun 28 giugno 2021

      Che l'imperialismo culturale made in usa abbia contagiato la nostra cultura è vero ma però perché non si deve contrastare e tutelare l'originalità culturale come si tutela un automobile usando ricambi originali?
      Montare ricambi economici o adattarne di altri autoveicoli potrebbe comportare dei grossi rischi per la sicurezza.

    12. XaMAS 28 giugno 2021

      intanto non ha risposto, complimenti per l'educazione

      cos'è, essere patriottici ora è un male ?
      sicuramente lo è per chi la descrive come fogna e benedice un ingresso senza regole nel nostro Paese
      si faccia un giro extra UE e vedrà che solo da noi se non ha i documenti in regola entri senza problemi,ma del resto negli altri paesi non c'è un partito di pezzenti come quello democratico
      ed il paragonare l'invasione odierna con le migrazioni degli anni 50 è particolarmente patetico, allora erano italiani che si muovevano in cerca di lavoro dalle campagne del sud alle città industrializzate del nord, questi che arrivano ora non hanno la nostra cultura, non hanno le nostre tradizioni, non rispettano le nostre regole, non parlano la nostra lingua ed in nessuno dei 4 casi adesso citati questi clandestini hanno intenzione di applicarsi
      io non sono contro una persona che emigra probabilmente in cerca di lavoro e vita migliore, si adatta, lavora, non ruba e non spaccia, paga le tasse, ma chi entra qui illegalmente per vivere illegalmente, no mi spiace, non lo accetto, sarebbero da prendere a calci nel culo e non solo loro, ma pure quelli che, come lei, li difendono.

    1. AlbertoConti 27 giugno 2021

      Qui si dice l'ovvio, che di per se stesso è "rivoluzionario".
      Se volessimo stilare una classifica degli stati più razzisti al mondo, israele sarebbe indiscutibilmente sul podio, staccato da tutti gli altri, e la nostra povera italietta farebbe da fanalino di coda, coi suoi folcloristici leghisti. Ma evidentemente non basta all'intellinghenzia di regime, dobbiamo quotidianamente sorbirci la propaganda vittimistica dei poveri ebrei soli e incompresi dal mondo, minacciati da quei cattivacci palestinesi e islamici più in generale, e guai al solo metterci lingua, rischi la galera.
      Io personalmente me ne sbatto. Ho il massimo rispetto per gli ebrei, come per i mussulmani o qualunque altra etnia a identificazione religiosa, ma ho anche il massimo disprezzo per il sionismo, che a furia di "difendere" gli ebrei ne sta facendo potenziale carne da cannone (insieme a noi "allineati"), come già successo meno di un secolo fa.
      E chi volesse attaccare non tanto me come persona pensante, ma questa concezione della storia, si meriterebbe un bel vaffa... (non val neanche la pena di cercare "giudizi" più intellettualmente raffinati).
      C'è quindi una questione spirituale da risolvere, un problema grande come una casa, il conflitto d'interessi tra il bene e il male, che fa dell'ipocrisia la propria bandiera. Fino a quando non sarà chiaro a tutti che permettere alle grandi concentrazioni di capitale privato di fare tutto quel che vogliono (che poi è sempre la stessa cosa, diventare ancora più potenti e prepotenti grazie all'accumulo di ricchezze concentrate in poche mani socialmente irresponsabili, o peggio criminali), la conseguente prostituzione intellettuale continuerà a triturarci gli zebedei con queste assurdità che capovolgono il senso originario delle parole e del comune senso morale.

    2. Divoll 27 giugno 2021

      Massimo rispetto e simpatia, ma, vorrei aggiungere, purche' stiano a casa loro (nel senso della massa, perche' un'immigrazione ben controllata e limitata nel numero e' fisiologica e normale)

    1. morello 27 giugno 2021

      il "non lontano" 1948 non è poi così più vicino del lontano 1861, in termini storici.
      La cultura è la tradizione italiana qual'è, il sangue di S.Gennaro?
      E' quello che non vogliamo perdere? La grande migrazione interna italiana ha fatto perdere la tradizione della casseola a qualcuno? Abbiamo scoperto cose più gradevoli della bagnacauda?
      e vabbè, che sarà mai, in Lombardia non ne vedo così tanti di etnicamente puri ma non mi sembra sta gran tragedia.
      E' brutto se invadono e impongono ma se avviene in generazioni si fa in tempo ad abituarsi, a prendere quello che è buono e scartare il cattivo.
      Paragonarci con Israele mi sembra una gran cazzata

    2. AlbertoConti 27 giugno 2021

      Avere il senso della storia non significa solo guardarsi indietro, pensando che tutto si ripete sempre uguale. Con questa rassegnazione conservatrice l'umanità è destinata all'olocausto tecnologico. Non è più tempo di scaramucce all'ultimo sangue dei vinti, che verranno sostituiti dai vincitori. Qui ed ora non ci possono più essere vinti e vincitori, ma solo specie estinta se si ragiona così.

    3. danone 27 giugno 2021

      E’ brutto se invadono e impongono ma se avviene in generazioni si fa in tempo ad abituarsi, a prendere quello che è buono e scartare il cattivo.

      Strano modo di ragionare col timer.
      Vediamo cosa non è opinione.
      Davanti a noi abbiamo dei trend di immigrazione incontrollata, oggettivamente mal governati, o volutamente non governati.
      Sappiamo che questi flussi sono integralmente prodotti da volontà precise e non da eventi naturali cataclismatici. Sappiamo che gli scopi di chi vuole questi flussi di disperati, non sono certo il bene ne dei migranti, ne dei residenti locali. Sappiamo l'infimo livello umano, intellettuale e professionale, di chi gestisce e decide su queste operazioni, sia in loco, che in Europa. Sappiamo che nei paesi dove la stessa agenda di integrazione multi-etnica è più avanti che da noi, come in USA e in Francia-Belgio, i modelli adottati per l'integrazione sono già praticamente falliti.
      Sappiamo che tutto ciò creerà oggettivamente e con certezza tanti problemi sociali e politici, alzando enormemente, sempre di più, la complessità di governare la convivenza multi-etnica in futuro.
      Senza polemica morello, ma il tuo mi sembra un non ragionamento, ancora condizionato della endemica propaganda che ci in(o)culano costantemente.

    4. magliette.fun 28 giugno 2021

      Se per te la cultura si limita alla piadina e alla festa di paese, non sarà un gran cambiamento.
      Immagina però di dover sottostare alla sharia e dover pregare 5 volte al giorno oppure imparare a parlare e scrivere in cinese.
      Vietare il vino e gli alcoolici potrebbe risultare socialmente utile ed anche le 7mogli a qualcuno potrebbero piacere, ma la circoncisione obbligatoria?

      La Repubblica e le el zioni che fine faranno? La polizia sarà più di tipo cinese o anche religiosa come nei paesi arabi?

      Il passaporto ti sarà concesso o resterai a trascorrere le tue vacanze in Italia?
      Ma soprattutto se la maggioranza deciderà di combattere Israele, cosa farai?

    5. Stefano Boraso 29 giugno 2021

      Invece succede l'incontrario;prendono il cattivo e scartano il buono,adesso....

    1. PietroGE 27 giugno 2021

      "dobbiamo non di meno accettare, e a breve termine, la prospettiva di una dissoluzione culturale,"
      Non solo! Ma secondo qualcuno dovremmo persino inginocchiarci di fronte agli invasori, pena l'accusa di razzismo. La manipolazione dell'opinione pubblica comincia dalla definizione dei termini usati dai media e imposti ai teleutenti incapaci di pensare con la loro testa. Esempio : i 'campi di concentramento' libici dove vengono torturati e trattenuti i migranti. Nessuno dice che si paga per 'accedere' a questi 'campi di concentramento'. La stessa cosa vale per l'accusa di razzismo ( o antisemitismo) verso chi critica Israele quando basta una cartina per dimostrare che Israele sta facendo pulizia etnica dei propri territori. Ma l'evoluzione più assurda e pericolosa (perché condurrà alla guerra civile) avviene proprio qui in Europa (e in particolare in Italia), continente dove la demografia è da suicidio etnico e dove la cosiddetta leadership si preoccupa di diritti LGBT e di giornate dedicate al gender e ai gay, quando dovrebbe invece indire giornate a favore di famiglie con bambini e in genere della natalità. È il cupio dissolvi di una leadership che non ha più niente da dire al mondo e forse neanche lo vuole più. Invece dell'ideologia qui siamo in piena patologia. Questa è gente da ospedale psichiatrico.

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