Prontuario per le politiche 2018

Prontuario per le politiche 2018

DI EUGENIO ORSO

comedonchisciotte.org

Riceviamo e volentieri pubblichamo

Premessa al bignamino elettorale

Con questa sintesi non si pretende di acclarare questioni complesse come i programmi dei partiti, la loro politica economica, i lineamenti di politica estera e simili. Anche perché basta copiare da Wikipedia, o quel che è ancor più grave, da repubblica, per fare il programma da dare in pasto alle masse elettorali, che mai sarà quello di governo. Ancor meno si vuole entrare nel dettaglio delle candidature, con oltre settanta liste ammesse e legioni di candidati alla ricerca di un posto al sole, perché non la finiremo più e questo non sarebbe un bignamino.

Si vuole semplicemente fornire una guida, snella e leggera, amaramente scherzosa ma non vacua, alla scelta della lista/del cartello elettorale per quei pirlotti di italiani che hanno deciso di partecipare al rito del voto, cadendo come tordi nella trappola della democrazia elitista e mercatista.

Partiti, liste e listine

Piddioti di Renziusconi (PD, Porco D…olo). Governo uscente, ma non ancora uscito perché in carica, quelli che tanto piacevano alla troika, ai miliardari democratici, ebrei e non, al pentagono e alla cia. Renzi domina incontrastato e pare che faccia di tutto per perdere voti, candidando gente come Casini, ex Berlusconi ed ex supporter di Monti, nella roccaforte emiliana, o come la baldracca delle banche Boschi, plurisputtanata anche se non inquisita. Il piddì piddiota si è circondato di nanetti in cartello elettorale, ma ora la lista della mammara radicaloide Bonino con lo straccio in testa gli sta soffiando voti … quei pochi rimasti. Candidando Casini a Bologna, Renzi ha fatto incazzare persino le culatte politicamente corrette (dette lgbt) e quelle teste di cazzo degli arcobaleno pacifinti! Candidando la Boschi in Trentino Alto Adige, ha coglionato gli indigeni del luogo. Consigliato a vecchie massaie incolte, a narcolettici vari, a giovani bene millenials, con i soldi di papà in culo e le stronzate in bocca, ai Parioli, al “popolo di sinistra” non “massimalista” ma minimalista in generale …

+Europa della mammara radicaloide Bonino. Pompata dai media servi delle moderne plutocrazie, servita di barba e capelli (ormai caduti) dai democristi che hanno raccolto le firme, la Bonino non era previsto che superasse di molto l’un per cento dei voti, perché i voti doveva portarli a Renzi, mentre c’è il rischio che la mammara soffi qualche prezioso seggio all’imbroglione fiorentino. Naturalmente +Europa, nei suoi intenti, significa più austerità, più poveri e più disoccupati, compensati da più accoglienza, più aborti (con la denatalità in atto …), più spinelli, più culattoni e lesbicone. La mammara-commissario europeo è prediletta e votata da chi ama lo sballo, gli spinelli, le lesbiche, gli spacciatori nigeriani che tagliano a pezzi le italiane e poi le mettono in valigia, le “battaglie difficili” contro la pancia della gente, i “diritti umani” con annessi F-16 da bombardamento, eccetera.

Insieme (per mettervelo in culo). Orrida listina di supporto ai piddioti che mette insieme socialistoidi, verdi da salotto e civici sinistrati nel nome di Cirio-Bertolli-De Rica che ha distrutto la benemerita Iri e “ci ha portati in Europa”, cioè Romano Prodi, storico e rimpianto capataz dell’Ulivo (che nostalgia …). Se vi sentite tardo-ulivisti e andate fieri della vostra testa di cazzo, votate pure per il rinato ramoscello d’ulivo e indirettamente per il Piddì … Mal ve ne incolga!

Cinica Impopolare di Lorenzin, la quale Beatrice furbastra, ministro incaricato della distruzione della Sanità pubblica, dopo Forca Italia, il PdL (Pirla delle Libertà), NCD di Alfano e AP sempre di Alfano, getta la maschera e si arruola come ascara di Renzusconi per dargli i voti, tanto lei uno straccio di seggio l’avrà di sicuro, essendo candidata in Lombardia, Palermo, Napoli, Torino, Trieste … Consigliata ai pollastri cagionevoli di salute, che hanno bisogno della sanità pubblica, ma anche ai nostalgici alfaniani, se non trovano niente di meglio.

Forca Italia. Berlusconi sempreverde torna in auge, compiace la troika, la Ue, la Merkel e riunisce il vecchio centro-destra, in salsa dopobomba, per raggranellare seggi e poi fare il governo con Piddì e soci. Salvini e Meloni sono neutralizzati, nella trappola della coalizione, e dopo il voto saranno abbandonati sulla strada per Palazzo Chigi. Questo è il piano elitista al quale si è prestato il Cav, che passerà dai Grossi Pezzi di Figa dei bei tempi alla Große Koalition con Renzi, da cui l’atteso Frankenstein Renzusconi. Le grandi banche d’affari brinderanno, per le nuove privatizzazioni promesse da Silvio, e gli italiani tireranno sempre di più la cinghia, fino all’ultimo buco. Votate, votate partite Iva alla canna del gas, pensionati che sperano nei mille euro al mese (Cipperimerli!), disoccupati speranzosi nel miracolo della ripresa, senza alcuna voglia di emigrare, e tanti altri colpiti, assieme all’influenza stagionale, dal berlusconismo “di ritorno”.

Sega non più nord, ma di Salvini. Non vorrei sembrare volgare e troppo allusivo, ma al Matteo lombardo e ai suoi “credenti”, dopo le elezioni non resterà che farsi … Se non è d’accordo su niente con il Cav, avrebbe dovuto mostrare il coraggio di andare all’appuntamento elettorale da solo, o al più con Meloni. Cazzi sua., dirà qualcuno, ma il fatto è che farà vincere Berlusconi, con buone probabilità che il Cav realizzi il piano che piace tanto alla troika, cioè l’inciucio con Renzi. Ed anche se così non fosse, vi becchereste dritta nelle chiappe la Flat Tax, che pagherete interamente voi, in termini di coperture. Votate, votate nostalgici padani, piccoli imprenditori in ambasce “che lavoriamo solo noi”, meridionali neoleghisti (o neoseghisti) “noi con Salvini”, eccetera, eccetera.

Fardelli d’Italia con Meloni. Giorgia come Salvini, raggirata da Berlusconi per raggranellare seggi in vista della Große Koalition all’italiana, che sarà peggio dell’originale crucco. Non sarebbero stati troppo male, i Fardelli (a parte il diavoletto La Russa), se avessero avuto più coraggio, ma ormai è tardi. A cosa servirà il 18 febbraio a Roma fare la manifestazione anti-inciucio? Berlusconi non la vuole, perché a confondere gli elettori ci pensa lui … Votate, votate patrioti dell’urna elettorale, rispettosi della democrazia elitista, votate compatti tricolori sbiaditi e sovranisti all’acqua di rose.

La terza gamba del centro-destra, di Fitto, Tosi e Cesa, ossia “Noi per l’Italia”. Si è sempre parlato di quarta gamba, perché allora terza? La spiegazione razionale sarebbe che da una parte c’è Berlusconi e dall’altra Salvini + Meloni, quindi loro sono terzi, ma se non avete capito la battuta – non è difficile! Terza gamba … il pendolone – non farò la figura di quello che si mette a spiegare le barzellette … Salvini voleva dargli solo tredici seggi, ma loro ne vogliono venti, perché hanno molti burocrati di lungo corso (e grande danno) da piazzare. Berlusconi se li porterà con sé nella Große Koalition e Salvini dirà: “m’hanno rimasto solo, sti quattro cornuti!”. Votateli, soprattutto se siete morchia dell’ormai ex Udc o conservatori-riformisti, tutto e il contrario di tutto, come Raffaele Fitto.

Cinque Stalle, con Di Maio e senza Grillo? Difficile dirlo. Morto Casaleggio Senior, vicino alla pensione il garante Grillo e questi parlamentari riproposti per le politiche del 4 marzo che imboscano le diarie e i pingui cachet, invece di darli caritatevolmente al fantomatico microcredito, che dovrebbe finanziare altrettanto fantomatiche piccole e piccolissime imprese … A livello macroeconomico son quattro soldi, pura propaganda, ma vuoi mettere nelle tasche di un pinco pallo qualunque? Va bene l’Onestà, va benissimo la trasparenza(?), ma i soldi sono miei e me li pappo io, sembrano dire i parlamentari del Cinque Stalle beccati sul fatto. Finché si tratta di campagna elettorale e di slogan, va bene, ma quando tocca restituire il maltolto, allora è tutta un’altra musica. Sia il microcredito che il reddito di cittadinanza – mai realizzato – sono misure perfettamente compatibili con le logiche neocapitaliste e finanziarie, e allora tanto vale dire di sì all’euro e all’Unione europide come ha fatto il furbo Di Maio, di casa nella City londinese, tenendosi anche la pericolosissima alleanza nordatlantica. Votate in massa, grilloidi dalla testolina fine, onesti imbecilli senza coraggio e immaginazione, giovani ingrigiti da una vita inutile, elettori che votano purchessia per fare un dispetto al “sistema dei partiti” …

Liberti e Ungulati della nullità istituzionale Grasso. Le sole cose che vogliono, senza avere il coraggio di dirle, è raggranellare qualche seggio e qualche presidenza di commissione parlamentare, ma soprattutto far fuori Matteo Renzi, per rientrare in massa in quel Piddì che per molti fu la gallina dalle uova d’oro. Temporaneamente in libera uscita elettorale, i Liberti e Ungulati sono una montagna (meglio montagnola … di cosa non dico) che partorisce il topolino dell’abolizione delle tasse universitarie, a uso e consumo dei decerebrati “de sinistra”. I nomi fanno persino rabbia: D’Alema, Boldrini, Bersani … Talora parlano dei lavoratori, di cui hanno contribuito a fare carne di porco, ma non hanno mai lavorato una sola ora. Votateli pure, sinistroidi postmarxisti venduti allo ius soli, identitari patologici di una sinistra che non è più in vita, come il vostro bisnonno. Tanto il Sol dell’Avvenir è e resterà dei Soros, degli Zuckerberg che dominano i social, di Amazon che mette il collare e degli stregoni non della Fantasy, ma della Sharing economy.

Non vi tedierò oltre, cari (e)lettori, con Potere al Porcolo, Casa Sound, la Svista del Popolo, di Ingroia e, purtroppo, con un po’ di rammarico, di Giulietto Chiesa.

Mi sembra inutile continuare, perché nessuna di queste facezie, approvate dal sistema democratico-elitista, rappresenta minimamente i vostri interessi. Costoro sono distanti dal mondo reale quanto la Costellazione del Cigno dalla Terra … Alcuni per malafede e servilismo, altri per stanchezza e mancanza di coraggio. Sono i mediocri attori di una rappresentazione scenica che si ripete a vostro danno, per ingabbiarvi nelle regole democratiche e far avanzare l’assolutismo del mercato. Comunque, votate pure per queste mascherine, perché se il popolo è bue, deve esserlo fino in fondo.

Alle urne, disgraziati!

Eugenio Orso Fonte: www.comedonchisciotte.org 16.02.2018



Commenti (106)

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Nascondi area commenti 58 caricati
    1. Sergioz82 16 febbraio 2018

      Quindi fanno tutti schifo? Eh beh ma questa fine analisi politica la potevo sentire anche andando a far colazione al bar.
      Non voti, Orso, che le devo dire. Intanto è in buona compagnia insieme a quella grossa fetta di popolazione che oggi condivide a manetta su Facebook la frase di Twain "se votare fosse importante non ce lo lascerebbero fare", perchè li fa sentire illuminati e meno buoi di altri.

    2. gorwelll 16 febbraio 2018

      invece i buoi vanno contenti alle urne evidentemente inconsapevoli di come funzioni il sistema.

      In antichità si facevano dei riti per ingraziarsi i vari dei della pioggia, vento, sole, fertilità etc.

      Hai voglia a dire che il sistema è molto piu complesso e dipende dal sole, dalle correnti globali ma NON CERTO DAL RITO.
      Fino a che non si comprende si continuerà a fare il rito e si riterrà miscredente e probabilmente anche colpevole della non riuscita del rito, proprio quello che voleva spiegare perchè se c'è pioggia o no dipende da altre cose ma non dal fatto che bruci dell'incenso davanti un pezzo di pietra a forma umana.

      Il fatto è che chi fa il rito vive male, si incazza se non funziona e pensa a un rito piu efficace.
      L'altro che conosce le stagioni non fa certo riti ma sa prevedere il periodo delle piogge e si fa una tettoia e una scorta di cibo.

      sauti

    3. Gianluca Freda 16 febbraio 2018

      "Eh beh ma questa fine analisi politica la potevo sentire anche andando a far colazione al bar".
      E allora vai al bar. E' comunque molto più utile che andare al seggio elettorale.

    4. Hamelin 16 febbraio 2018

      Visto che è un uomo di citazioni allora si annoti anche questa , io la trovo piu' efficace ed adatta al suo caso :
      " Tanto va lo schiavo all'urne che si sente cittadino " .

    5. Sergioz82 16 febbraio 2018

      Ma la citazione non è mia, io riporto solo quella che si condividono gli astenuti.
      Secondo me se si vota un minimo di cambiamento c'è, altrimenti nemmeno quello.

      Se l'offerta politica non piace e ci si astiene è un conto ma se si sta a casa convinti di averla messa in quel posto alle elites ed ai poteri forti campa cavallo. Anzi, probabilmente gli hai pure fatto un favore.

    6. Sergioz82 16 febbraio 2018

      Secondo me nell'ottica dell'utilità ne ha di meno restare a casa.

    7. Sergioz82 16 febbraio 2018

      Guardi se si vuole rovesciare un sistema ci sono poche opzioni e quasi tutte parecchio sanguinose.
      Restare a casa non è tra quelle.

    8. Epiphanius 17 febbraio 2018

      Siete dannosi quando i PDINI. Gli astensionisti sono dannosi come i neoliberisti che affondano questo paese.

    9. Epiphanius 17 febbraio 2018

      Quelli se la ridono appunto. E se questi signori filoastensionisti capissero qualcosa basterebbe andarsi a prendere dei grafici, visti circolare in rete in questi giorni, che mostrano come il benessere e la stabilità sociale ed economica in questo paese siano andati decrescendo in corrispondenza della crescita del disamoramento politico e dell'astensionismo più sciocco e per giunta fiero. GLI ASSENTI HANNO SEMPRE TORTO mettetevelo in testa.

    10. Bertozzi 17 febbraio 2018

      Bellissimo, mi piace.

    11. Bertozzi 17 febbraio 2018

      Il problema è che i presenti non hanno mai ragione; per dirla alla Brecht ci siederemo sulle sedie dalla parte del torto, che tutte quelle dalla parte della ragione erano occupate.

    12. Karlett 17 febbraio 2018

      Veramente tutti i farabutti che sono al governo li hai votati tu e gli elettori pecoroni come te (al consueto grido quinquennale di "mandiamoli a casa"; see, come no, se invece ci stessi tu, per una volta, a casa...). Sei tu il responsabile dello sfascio del paese, sei tu la causa prima del degrado, tu l'artefice del disastro che abbiamo intorno. E ora vorresti tornare a fare danni con le tue crocette buttate a caso? Quanti altri sciagurati hai intenzione di imporci al governo, quanti altri " salvatori della nazione" hai intenzione di glorificare con la tua bella X da nullafacente, prima di capire che non è dagli scarabocchi a matita copiativa che scaturisce la politica?

    13. Karlett 17 febbraio 2018

      I fessi invece hanno sempre ragione. Sono decenni che tu e i tuoi amici elettori avete ragione. Basta guardarsi intorno per capirlo.

    14. Pyter 17 febbraio 2018

      Come disse quello che non si imbarcò sul volo a77.

    15. Epiphanius 27 maggio 2018

      Non uso FB da anni, ma la ringrazio del cenno sociologico illuminante. "Questo paese non si salverà". A.Moro.

    16. Epiphanius 27 maggio 2018

      Quante sciocchezze, mi scusi. Proviamo a dare il 30% qualche partito chiaramente sovranista più il 10% a qualche altro contrario all'euro (quindi sicuramente non Bonina, Boldrina, Berlsconi, Renzi, Bersani, Grasso, ecc.). I grullini non li considero neppure perchè dicono una cosa e fanno l'esatto contrario. Come scrive Orso vale la formula Fitto: tutto e il contrario di tutto.
      Poi con quel 40% che dicevo sopra, vediamo se è solo un rito...Certo ci sarebbe da resistere e da combattere, cose che gli italiani non sono più abituati a fare e forse non hanno mai nemmeno fatto (la Resistenza è tutta mitologia).
      "Non c'è peggior schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo".

    1. gix 16 febbraio 2018

      O questo Orso è un fenomeno della natura, non c'è che dire. Comunque, dopo aver visto Mister B ripetere da vespa il rito esoterico del contrattino con gli italiani, dopo aver visto Renzi dannarsi in tutti i siti (Stazzema ad esempio) dove si può celebrare l'antifascismo più vero, dopo aver visto tutti i TG e i Giornaloni avventarsi compatti ed assetati di sangue sulla storia dei rimborsi dei grillini, dopo aver sentito fior di autorevoli complottisti e persino massoni democratici complimentarsi con Salvini per aver arruolato due eminentissimi economisti antieuro, infine e soprattutto dopo aver sentito continui inviti a non votare, dopo tutto questo, forse finalmente ho capito da che parte stare.

    2. cipperimerlo 16 febbraio 2018

      E chi sarà?

    3. gix 16 febbraio 2018

      Caro cip, è vero che "forse" ho capito, ma mica è detto....

    4. cipperimerlo 16 febbraio 2018

      Io vorrei capire. Un'idea me la sono fatta; non è detto che sia giusta, e di sicuro non mi piace.
      Magari, confrontandosi con gli altri, si può arrivare a una sintesi.

    5. gix 16 febbraio 2018

      Ti capisco cip, in effetti è giusto quello che dici, tutti noi vorremmo capire. Ma è evidente che la nostra idea non sarà mai perfetta al 100%, in un mondo dove le scelte che si fanno sono sempre le meno peggio, dato che la perfezione non esiste. Diciamo che personalmente le idee ce le ho abbastanza chiare, punto a rafforzare una aggregazione consistente di persone, che è l'unica che ha la possibilità numerica (al momento però sfavorita) di scompaginare le solite combriccole, che ora non si vergognano nemmeno più di fare accordi scandalosi di governo, alla luce del sole. Se pensiamo che uno come Casini è stato candidato dal PD a Bologna, dovremo considerare che, purtroppo, parlare di ideologie non ha più senso, almeno in queste elezioni (anche se le ideologie non dovrebbero mai essere dimenticate). Per cui occorre fare valutazioni di sostanza su poche cose e vedere chi/come ha possibilità concrete di mettere in campo politiche diverse da quelle attuali, sempre se quello che si vuole è un inizio di cambiamento. Litigare sul reddito di cittadinanza ad esempio, quando fino a ieri manco si sapeva che cosa voleva dire, dovrebbe dare una indicazione. Poi, non avendo più ormai ideologie di riferimento, il lato positivo della situazione sta nel fatto che il consenso si dà e si toglie senza alcuna remora morale, e ciò costringerà il potere a uscire definitivamente allo scoperto, o dovendo rincorrere il consenso con facce e soluzioni sempre più improponibili, o accentuando apertamente il suo lato autoritario, non perdendo più tempo con i giochi che la democrazia, checchè se ne dica, costringe a fare, tipo appunto le elezioni.

    6. gix 16 febbraio 2018

      Dimenticavo, sull'astensione. Il giorno che diventerà numericamente maggioranza, cioè almeno oltre la metà degli italiani aventi diritto al voto, allora potrà essere considerata come un'idea praticabile, un mezzo di lotta. Al momento, finchè si rimane sotto quella soglia, si tratta solo un atteggiamento improduttivo, tralasciando le implicazioni soggettive del gesto.

    7. Gianluca Freda 16 febbraio 2018

      E' il voto che è un atteggiamento TOTALMENTE improduttivo, come lo è ogni attività che costringa a sprecare tempo e fatica per rafforzare non se stessi, ma il proprio nemico. Per chiunque tu voti, ti ritroverai in ogni caso con lo stesso governo che hai adesso, dominato dal duo PD-Renzi/Forza Italia. Se anche, per assurdo, si riuscisse a mandare in Parlamento un buon numero di elementi "terzi", costoro, in caso di maggioranza incerta, passerebbero immediatamente a sostenere il duo di cui sopra pur di non dover tornare a nuove elezioni e perdere così il posto di parlamentare, così faticosamente conquistato e così lautamente retribuito. Coi tempi che corrono, tu saresti disposto a rinunciare allo stipendio di parlamentare, ai privilegi, ai vitalizi e a tutte le prebende a cui dà diritto un posto nella nuova legislatura? No, vero? E neanche loro. Li vedrai sostenere qualunque governo, fosse anche il più infido e malandrino, pur di tenersi la loro poltrona. Pensare di cambiare anche solo mezza virgola con lo strumento spuntato del voto è pura follia; soprattutto, dopo aver assistito a decine e decine di "salti della quaglia" nel corso dei decenni, dovremmo ormai aver capito come funziona il meccanismo...

    8. gix 16 febbraio 2018

      Vedi, che il sistema abbia messo dentro una gabbia tutti noi, in modo da farci credere che non esista soluzione alcuna per uscirne, è una idea che rafforza direttamente il potere attuale. Chi pensa così, lavora per loro, anche senza volerlo. Poi naturalmente ogni forma di dissenso, oltre una certa soglia, diventa interessante, se si vuole cambiare un sistema. Ma il potere, benché onnipotente e onnipresente, non può avere tutto questo controllo, e la riprova ce l'hai vedendo la continua propaganda che è, nonostante tutto, costretto a fare con tutti i mezzi leciti e illeciti, visibili e invisibili. Non ci sarebbe bisogno di tutto questo impiego di risorse, se fosse già tutto sotto controllo, non credi?

    9. Gianluca Freda 16 febbraio 2018

      E chi l'ha mai detto che non esista il modo di uscirne? Esiste eccome, basta tornare a pensare come si pensava prima che le grandi truffe della "democrazia" e della "partecipazione elettorale" ci bollissero il cervello. Si uscirà da questa situazione come se ne è sempre usciti nella storia: con la forza militare, con l'intraprendenza politica, con la tabula rasa perpetrata con spietatezza di tutto ciò che è stato prima. Di certo non se ne uscirà col voto, il quale, al contrario, è il sistema inventato dalle elite per mantenere quanto più possibile l'immobilità, la stagnazione, lo status quo all'interno del quale continuare a gestire indisturbate i propri rapporti di equilibrio.

    10. gix 16 febbraio 2018

      Ho dimenticato di dire che l'alternativa è quello che effettivamente dici tu, la rivoluzione, la tabula rasa. Da quello che vedo tu sei giovane e capisco perfettamente la tua urgenza. Ma l'Italia attuale non è un paese strutturato per fare la rivoluzione, troppi vecchi, troppa corruzione troppo "familismo amorale", la rivoluzione la possono fare nei paesi del terzo mondo, che sono pieni di gente giovane, incazzata ed affamata. Per la verità gli italiani non erano un popolo di rivoluzionari nemmeno quando erano più disposti a mettersi in gioco, figuriamoci ora. Comunque, caro Gianluca, se cominci, fammi sapere, chissà....

    11. Gianluca Freda 16 febbraio 2018

      Grazie del "giovane", ormai a 53 anni non me lo dicono più quanto una volta. In ogni caso per la rivoluzione non occorrono né giovani, né vecchi, né rivoluzionari. Occorre un gruppo di persone (elite) che possieda gli strumenti intellettivi, politici, economici e materiali per organizzarla e gestirla, manipolando le masse, ove necessario, per raggiungere certi obiettivi. Chi pensa che le masse "spontaneamente", spinte dall'ira o dall'insostenibilità delle loro condizioni, si trasformino in masse rivoluzionarie, non ha molta dimestichezza con i libri di storia. Occorre anche che vi sia una situazione internazionale favorevole, cioè che il potere geopoliticamente egemone inizi a indebolirsi e sfilacciarsi. Non si tratta di iniziare io o tu: succederà comunque, presto o tardi (io penso sul medio periodo), semplicemente perché è così che ha sempre funzionato la storia. Di certo non si è mai sentito in nessuna epoca storica di una trasformazione rilevante avvenuta tramite il voto (a meno che non si trattasse di un "voto" utile a sancire sul piano formale situazioni già definitesi attraverso gli ordinari rapporti di forza).

    12. gix 16 febbraio 2018

      Allora buon per te, evidentemente ti porti bene. Si lo sappiamo che nella storia le rivoluzioni sono sempre state guidate da elite, ma tu hai parlato di forza militare, tabula rasa ecc, e allora saprai che queste cose l'elite le fa fare al popolo, non ci si sporca mai le mani direttamente. Per quanto riguarda il voto, dimentichi che è una pratica che di fatto esiste da pochissimo, nelle epoche storiche come dici tu, non esisteva proprio, oppure si votava per censo o per nobiltà; se pensi che le donne in Italia votano dal dopoguerra Sul fatto che nel medio periodo questo sistema è destinato a collassare siamo d'accordo, la penso anche io così. Ma se pensi che saremo sempre in mano a delle elite, allora è inutile parlare di guerre e rivoluzioni

    13. Camillo 16 febbraio 2018

      Anche perché, normalmente, qualunque rivoluzione é solo servita a sostituire una elite con un' altra.

    14. Gianluca Freda 16 febbraio 2018

      Appunto, non riesco a capire perché non si prenda atto di questa semplice e lampante realtà: sono le elite che fanno le rivoluzioni, non le masse di morti di fame. Capisco che questo possa ferire l'orgoglio e le speranze dei morti di fame, ma è sempre stato così e non vedo perché le cose dovrebbero cambiare, né perché dovremmo sperare che cambino, visto che i danni prodotti da un'elite al governo sono nulla se paragonati a ciò che possono fare le bande di morti di fame quando si impadroniscono di un potere senza controllo (studiare, per averne un esempio, i 200 anni di egemonia longobarda sull'Italia: il primo secolo del loro dominio fu il periodo più buio in assoluto dell'intera storia italiana). Se la storia, da qualunque parte la si giri, è storia delle elite, e non delle masse, è perché solo gruppi ben organizzati e acculturati sono in grado di dirigere la complessità degli eventi nella direzione desiderata, non certo le masnade di analfabeti. Può non piacere, ma la realtà è questa: andrebbe accettata e studiata, non negata caparbiamente. Questa attitudine a negare la realtà per salvaguardare le proprie astrazioni è un orribile segno dei tempi, che a quanto pare non infetta soltanto la politica, ma la modalità di pensiero di qualsiasi categoria sociale.

    15. Nonsenepuòpiù 16 febbraio 2018

      Tu dici "E chi l'ha mai detto che non esista il modo di uscirne? Etc"
      Mi pare di intendere che auspichi una tabula rasa; sei convinto che potrà essere fatta solo da un'altra elite; il fatto che tu stia qui a discuterne fa pensare che tu non sia indaffarato ad organizzare la tabula rasa, vale a dire che tu non abbia i mezzi (economici, militari etc) per far parte di questa elite, allora mi piacerebbe capire, davvero e senza ironia: a cosa serve auspicare un cambiamento per passare da un'elite all'altra?

    16. Anastasia Svevi 16 febbraio 2018

      In Russia il passaggio da un elite all'altra con l'avvento di Putin credo ci sia stato e positivamente a mio avviso, ma l'Italia purtroppo è una triste colonia americana e non esiste che io sappia alcuna elite sovranista in grado di scalzare quella attualmente dominante.

    17. Nonsenepuòpiù 16 febbraio 2018

      Anche la Russia sotto Eltsin e co. era una colonia, ma sono d'accordo con te che ci sono state e ci sono delle elite che possono incidere positivamente sulle condizioni del loro popolo, fino a che i "colonizzatori" non dichiarano loro guerra, e, in questo caso, potrebbero essere problemi di Putin e del suo popolo; ma questa è un'altra storia.
      La mia domanda implicita era: dato che uno dei mezzi delle elite per andare al potere è "manovrare" il popolo, come si può affidare il proprio futuro ad una congrega di persone delle quali non puoi conoscere i veri fini?
      Forse la risposta è che si è disposti a farlo solo se si è disperati e senza alternative. Se così fosse vorrebbe dire che il popolo italiano, quantunque sulla buona strada, non sia ancora sufficientemente disperato.

    18. cipperimerlo 17 febbraio 2018

      Se parli del Movimento 5 Stelle, sono fortemente perplesso. Sono sicuro che non voterebbero mai un governo Draghi (che, del resto, è l’unico risultato che gli oligarchi vogliono ottenere), ma sono altrettanto sicuro che gli darebbero l’appoggio esterno a qualsiasi provvedimento. D’altra parte, il programma economico glielo ha scritto un tale Fioramonti, neoliberista da competizione.
      Nel dubbio ho una certezza: la salvezza non sta nel M5S.

    19. Epiphanius 27 maggio 2018

      Sagge parole direi. I M5S sono sicuramente molto più mondialisti e liberisti che sovranisti. Non si sono mai posti certi problemi, dissertano di tutt'altro: ben venga parlare di collusioni con la mafia di altri politici, sprechi ecc. ma le BASI bisognerebbe anche discuterle talvolta. La Mafia sta là perchè qualcuno ce l'ha messa in un certo momento ed altri l'han rafforzata in seguito, con indubbi legami politici. Come sempre historia magistra vitae.

    20. Epiphanius 27 maggio 2018

      Esattamente e i commenti sopra, inneggianti al non voto o pieni di dubbisu chi votare, lo dimostrano. Questo perchè la gente non dispone di semplici chiavi di lettura: principalmente parlano di tutto senza capire che il centro di tutto è la moneta, l'emissione di moneta, il "debito pubblico" con cui ci riempiono la testa, l'impossibilità di una politica economica e finanziaria nazionale "autentica", potendo svalutare SOLO IL LAVORO, cosa sotto gli occhi di tutti, col plauso dei "Liberal di sinistra" alla Tito Boeri (vgs. sua pagina di Wikipedia dove tale è definito, insomma un bocconiano con l'eskimo di Prada, tipo la Appendino, anche lei bocconiana e poi curiosamente SEL, nella miglior tradizione post-68).
      Per fare un po' di storiella giuslavoristica, rammento ai dubbiosi che per 50 anni il lavoro INTERINALE fu vietato in Italia, rammento che negli anni 80, con un dirigismo pur inefficiente guidato dallo Stato, eravamo la quinta economia del mondo con un invidiabile record nella produzione di beni. Ricordo che nel 1997 il "pacchetto Treu" incrinò, coerentemente con la stagione delle privatizzazioni dei beni reali, il mondo del lavoro, introducendo "flessibilità" ed altri ameni concetti liberisti all'ameregana, perferzionati nel 2003. Sono i soliti ingredienti delle "riforme" che oggi la Troika impone qua e là e che tanto amano anche la Commissione Europea e i "mercati". Continuate a votare i vecchi partiti o non votare. Però davanti al vostro naso avete quello degli italiani che "Non si arrendono". E' l'unico che in fondo vi spiega le cause di tutto ciò che state vivendo e si propone di contrastarlo.

    1. Camillo 16 febbraio 2018

      Molto bene, allora, non votate.
      Cosí quei pochi vi ciuleranno ancora meglio.
      Pezzo bruttino ed inconcludente; il non voto, la scheda bianca o nulla sono l'espressione della volontá di abdicare all'ultimo diritto che ci rimane; sono anche il mezzo migliore per aiutare i "potenti" a farsene in chiletto di quelli loro.
      Alla fine, che tu, lui, voi non votiate a LORO non puó fregare di meno.
      A mio parere, invece, il tema é un altro: volete l'euro e l'Europa? oppure non li volete?
      Ecco la vera scelta, quella che fa tremare i polsi ed anche il culetto al potere; quella scelta che spinge i pennivendoli del potere a scrivere articoli come questo.
      Nella speranza che la maggioranza silenziosa, ma incazzatissima, non voti; lasciando spazio ai seguaci dei "partiti principali" tutti, guarda caso, europeisti.
      Volete davvero fare un "grave danno" a questo sistema?
      E, allora votate: Italia agli Italiani, Casa Pound, Lega (forse), Potere al Popolo, Lista del Popolo per la Costituzione e Partito Comunista.
      Questi, da destra a sinistra, sono tutti anti-europeisti; sceglietene uno e votatelo; é questa paura, la folle paura di un simile voto, ripeto, che fa rodere il sederino dei potenti e spinge a scrivere pezzacci inutili come quello del Signor Orso.

    2. Tonguessy 16 febbraio 2018

      Quindi Casa Pound "fa tremare i polsi ed anche il culetto al potere"? In che cartone animato l'hai vista questa scena?

    3. Camillo 16 febbraio 2018

      Casa Pound e tutti gli altri elencati, se confermati i voti previsti, no.
      Se aumentassero i voti, visto il programma, comune a tutti gli elencati, di uscita dall'euro e, forse, Europa / NATO, sicuramente sí.
      Un tale progetto politico in Italia innescherebbe altri problemi in tutta Europa e occidente; questo é quanto i vari poteri internazionali piú temono.
      Almeno, a mio parere.
      Lei signor Tonguessy vorrebbe spiegarmi meglio la sua posizione?

    4. cipperimerlo 16 febbraio 2018

      Conviene piuttosto votare tutti compatti per il più grosso di questi movimenti.

    5. Antonello S. 16 febbraio 2018

      Sono molto d'accordo con te, salvo il punto in cui inviti a votare anche quei bosoni di partiti all'estrema sx.
      Il voto a loro confluirebbe dritto dritto nel gozzo del pellicano Renzi.

    6. Antonello S. 16 febbraio 2018

      Però potrebbe essere in prospettiva un voto utile per il cdx di matrice non berlusconiana.

    7. Gianluca Freda 16 febbraio 2018

      Non so in che lingua spiegare che il voto non è affatto "l'ultimo diritto che ci rimane", non lo è mai stato. E' semplicemente lo strumento attraverso il quale la masnada di vermi che fanno da prestanome al governo vero (quello con sede oltreoceano) legittimano se stessi e tengono la massa nella più assoluta impotenza, lasciandola crogiolare nell'illusione puerile che mettendo una crocetta su una scheda si acquisisca magicamente il potere di modificare gli equilibri nazionali o internazionali. Una superstizione da stregoni dell'Africa Nera, che farebbe ridere a crepapelle, se non ci fossero così tanti fessacchiotti che ci credono davvero.

    8. Gianluca Freda 16 febbraio 2018

      L'unica cosa positiva è che dopo le elezioni, quando avremo di nuovo lo stesso, identico governo che abbiamo adesso (che è poi lo stesso, identico che abbiamo da 25 anni), avrò un bel po' di gente da prendere per il culo. Magra consolazione, comunque: li prendo per il culo da oltre un decennio, ma continuano imperterriti a votare, come un branco di pecoroni condannati al macello, che considerano la strada verso la mannaia l'unica percorribile. Scusate ma io vado in direzione opposta, neh. Ci sentiamo dopo il voto per le mie consuete quattro risate.

    9. Gianluca Freda 16 febbraio 2018

      QUALUNQUE voto confluirà nel gozzo di Renzi (o di Forza Italia, che fa da supporto a Renzi, neanche tanto occultamente). Ma non lo vedete che tutto è perfettamente organizzato perché nulla possa cambiare? Non certo con il rituale stregonesco della crocetta, almeno...

    10. Eru Ilúvatar 16 febbraio 2018

      Mi associo a quanto scritto da Mark; stavo giusto pensando a come definire la credenza secondo cui la realtà materiale cambia disegnando crocette sopra fogli di carta, ma l'asilo infantile che stavo immaginando non era abbastanza... i bambini di 3 anni non se la bevono una cosa così.
      Invece quella degli stregoni africani calza a pennello =)

    11. Hamelin 16 febbraio 2018

      Il suo ragionamento è quello del classico Italiano Medio .
      Quello di Orso per quanto rude e colorito è logico e concreto .
      Se conosce la Legge Elettorale ( anticostiuzionale ) con cui si andrà al voto saprà che i voti ai piccoli partiti che prenderanno meno del 10% avvantaggieranno di fatto le grandi coalizioni ( Centro destra , PD , M5S ) .
      Ma a quanto dice credo che non conosca questo meccanismo .
      Quindi vada pure a votare con tutta tranquillità .
      Le vane speranze fatte di pura fantasia non costano nulla .
      I ragionamenti Concreti che prendono atto della realtà sbattendoci il muso contro invece costano sempre qualcosa .

    12. Hamelin 16 febbraio 2018

      Non si puo' spiegare qualcosa a gente che non vuole capire .

    13. Camillo 16 febbraio 2018

      Ho leggiucchiato qualcosa e sapevo della "possibilitá" che lei cita.
      Rimango, comunque, convinto del fatto che un voto "antagonista" (di qualunque colore) sia meglio del non voto in quanto i calcoli percentuali saranno basati sulle sole schede valide; fossero anche il 30% del totale.

    14. Camillo 16 febbraio 2018

      Dipende dal partitino antagonista scelto. Sicuramente se si accetta la attuale situazione euro /Europa, allora é meglio indirizzarsi sulla offerta politica di una coalizione.

    15. Camillo 16 febbraio 2018

      Bé si potrebbe dire lo stesso per i voti a destra.
      Volevo solo enunciare un concetto logico di scelta binaria; euro/Europa - SI/No, destra/sinistra - SI/NO.
      Lasciando poi al lettore la possibilitá di dirigersi secondo le sue idee ed interessi.

    16. Camillo 16 febbraio 2018

      Lei potrebbe, anche, essere nel certo. Rimane il fatto saliente che il non voto NON risolve.
      O, almeno, non risolve quanto un voto antagonista.
      Se, poi, vorrebbe proporre una "rivoluzione", penso che sarebbe ancora piú improbabile del non voto o voto antagonista.

    17. pianista 16 febbraio 2018

      Il non voto serve a sapere quanti elettori sono contro al sistema e quanti invece ancora ci cascano!
      Ma è tanto difficile da capire?

    18. cipperimerlo 17 febbraio 2018

      Quindi, cosa consigli? Di stare a guardare, perché tanto non si può fare nulla?

    19. Karlett 17 febbraio 2018

      Certo che il non voto non risolve (e figuriamoci il voto...). Non è che nella vita si fanno le cose solo perché "risolvono". Esistono anche azioni che vengono compiute semplicemente perché rappresentano la base di ogni azione futura. Una di queste è appunto il rendersi conto che il voto non è la soluzione, ma il problema. È lo strumento fasullo e inservibile che il potere mette a disposizione dei suoi servi per far loro dimenticare che i veri strumenti del cambiamento sono e sono sempre stati altri.

    20. Epiphanius 27 maggio 2018

      Perfetto Camillo. Per fortuna in questo disastrato Paese ci sono ancora bipedi non androidi, non grillini, non trinariciuti e non centrosocialisteggianti che RAGIONANO e parlano con LOGICA.

    21. Epiphanius 27 maggio 2018

      Se Forza Italia prendesse (come merita) il 9% e la Lega il 25% e la Meloni un 6-7% magari i rapporti cambierebbero. Ma non ho questa stima dei miei connazionali. Personalmente non voterò nessuno dei tre, ma se proprio dovessi scegliere tra i 3, so che non voterei mai Berlusca, sia per un discorso morale, sia per indebolirlo nella coalizione. Meriterebbe di sparire quel partito. Poi non si è neppure capito chi sia il candidato primo ministro.

    22. Epiphanius 27 maggio 2018

      Forse le sfugge che mentre tutti lavorano per la poltrona, farneticano dicoalizioni, collegi e percentuali, c'è qualcuno che ha a cuore anche le idee e la sostanza. Casapound è tra questi, probabilmente l'unica. Gli altri preparano inciuci, fanno dichiarazioni che domani si rimangeranno (grullini in testa) e nulla hanno da offrire rispetto a quanto già visto e già subito.
      Casapound, per quanto nei sondaggi sia minimizzato per "velina" dall'alto o ridotto ad "altri partiti" nell' 1,4% generico, si sta muovendo molto bene e viene data al 3%. Se per qualche scherzo del destino un po' di italiani la finissero di dar retta alle sirene antifasciste e pensassero a che cosa significano euro, mondialismo e globalizzazione, allora chissà che non giunga al 4% e mandi MORI e DI STEFANO in Parlamento.
      Depoliticizzare le masse invece, come sembra voler fare Orso, significa alimentare il concime dello status quo, i Macron e i Renzi.
      Questo chiaramente Orso lo sorvola, CDC finge di non vederlo, ecc. perchè ideologicamente sono ancora alla cortina di ferro, anche se l'unico socialismo da realizzare è quello del SOCING di Orwell, e i connotati ci sono tutti. ormai.

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