1. LIBERTÀ DI ESPRESSIONE E RETI SOCIALI
2. LA LIBERTÀ NON ESISTE IN NATURA. SI COSTRUISCE
3. LA NUOVA NORIMBERGA
4. L'ERA DEL BIOPOTERE
5. IL GRANDE RESET
Non avete ragione di temere il grande reset, per il semplice motivo che esso è già in atto. Da tempo. Quello che il World Economic Forum chiama oggi Il grande reset altro non è che l’ufficializzazione di processi iniziati circa trenta anni fa e ormai giunti a maturazione: graduale trasferimento della ricchezza dalla base verso la cima della piramide, compressione di salari e diritti sociali tramite la deflazione permanente, erosione di sovranità e capacità decisionale dagli stati nazionali a favore di organismi sempre più sovranazionali, progressiva emarginazione di una crescente fascia della popolazione dai processi decisionali e dalla ricchezza. La pandemia ha impresso un’accelerazione finale a questi processi. Adesso manca solo l’ultimo tassello: vincere le proteste e le resistenze residue. Anche qui: non c’è più spazio per il dissenso, per il pensiero critico, per la libertà personale, anche laddove essa è sancita dalle costituzioni. Perseguiranno il loro obiettivo con ferocia e con ogni mezzo: non solo con l’abituale bombardamento mediatico e il massiccio ricorso al terrorismo psicologico, ma anche con la forza, con i brogli elettorali, con leggi speciali, se necessario. Pensare che i famosi “anticorpi della democrazia” (e ci riferiamo in particolare alla magistratura) bastino a fermare questo progetto eversivo è una pia illusione. Alla forza si può solo opporre una resistenza di eguale intensità.
6. DIFENDERE LO STATO NAZIONALE È DIFENDERE LA PROPRIA LIBERTÀ
Istituzioni statali che siano ridotte a mera cinghia di trasmissione di ordini sovranazionali provenienti da consessi controllati da grandi poteri globali, per lo più privati, sono gusci vuoti, depauperati dei principi basilari di democrazia e, pertanto, incapaci di tutelare i vostri diritti e di proteggervi come cittadini. Occorre prendere atto che siamo già alle battute finali di questo processo. La difesa di quel che resta dello stato nazionale non è una fissazione anacronistica, un vagheggiamento nostalgico di un passato che, in ogni caso, non tornerà più. È, piuttosto, la difesa dell’ultimo baluardo di autodeterminazione dei popoli contro lo strapotere della finanza globale e di organi decisionali sovranazionali dotati di poteri sempre più ampi, estesi e cogenti. Chi oggi sostiene allegramente la necessità di cedere ulteriore sovranità a tali organi in nome di presunti ideali universali deve essere consapevole che, di fatto, sta delegando il proprio futuro a un ristretto gruppo di persone, nelle quali evidentemente ripone un’illimitata fiducia circa la capacità di portare l’umanità verso il Bene. La storia dovrebbe suggerire quanto meno una maggiore prudenza a riguardo.
7. AGGREGARE È RIVOLUZIONARIO
Non esiste atto più rivoluzionario che aggregare. L’aggregazione fa paura, per questo cercheranno di ostacolarla con ogni mezzo. Una qualsiasi forma di nuova aggregazione che si proponga di cambiare l’esistente, ma non venga ferocemente ostacolata o è troppo piccola per essere presa sul serio o non è abbastanza seria da essere combattuta. Se non avete nemici, significa che nessuno vi teme perché siete innocui. Mettete in conto fin d’ora resistenze e perdite. Come dice un vecchio proverbio, sai che ti stai avvicinando alla casa quando senti i cani abbaiare.
8. CHI HA I MIEI STESSI BISOGNI È MIO AMICO
Le categorie politiche novecentesche – in primis destra e sinistra – hanno perso il loro senso da almeno un trentennio. Oggi servono a irregimentare pezzi di consenso. A fabbricare mediaticamente mostri e nemici da dare in pasto a un’opinione pubblica disorientata. A dividere per imperare. A militarizzare ideologicamente fasce di società che, dialogando, si scoprirebbero invece tutt’altro che nemiche. Ricostruiamo le nostre identità non sulla base di opposizioni e di etichette artificiose. Ricostruiamoci a partire dai nostri bisogni e da chi oggi li condivide. Chiunque sia rimasto schiacciato dai perversi effetti del neoliberismo e cerchi di riscattarsi dalle catene economiche e culturali della globalizzazione finanziaria è un compagno di strada, un alleato. Quanti aspirano a una vita dignitosa, a un trattamento lavorativo giusto, alla difesa dei diritti costituzionali e delle proprie radici, già ora parlano una lingua comune. Basta che si ascoltino a vicenda, a prescindere da colori politici o pregiudizi culturali. Chiunque si trovi fuori dal campo della voracità finanziaria e dei profitti multinazionali a prescindere, oggi, lotta per la difesa della propria dignità, cerca una comunità ricostruita su vincoli solidali, aspira a una normalità democraticamente definita sulle istanze del cittadino. Questo è l’unico fronte che, compatto, può fronteggiare le lotte poste oggi dal capitale globale e dai suoi scherani. Il resto è un inganno pericoloso.
9. CHE LA SCUOLA CAMMINI SULLE NOSTRE GAMBE
Il grande Thomas Mann scriveva: “La pace indivisibile, il lavoro costruttivo, il giusto guadagno; un consumo comune dei beni della terra; più felicità; meno sofferenza causata solo dall’uomo ed evitabile; un’elevazione spirituale del popolo attraverso educazione, conoscenza, formazione: tutte queste sono mete diametralmente opposte alla misantropia fascista, al nichilismo fascista, al piacere fascista di umiliazione e alla pedagogia fascista d’istupidimento“. A ben riflettere su questo illuminante passo, lo sciagurato e criminale attacco alla scuola e all’università portato avanti con la scusa pretestuosa della pandemia-infodemia attesta inoppugnabilmente che la tirannide in formazione ha dentro di sé il germe di una pericolosissima forma di fascismo (peraltro spesso mascherato da “antifascismo” manierista). Bisogna combatterlo: studiate e fate studiare! Studiate filosofia, a partire dall’opera di Michel Foucault così attuale in questi tempi oscuri. Imparate un linguaggio di programmazione, sia esso Python, Java, Rust, non importa quale: è più facile di quanto possa apparire, il web è pieno di lezioni gratuite e di manuali di facile comprensione. Impossessatevi quindi dei nuovi saperi sull’analisi dei cosiddetti Big Data e sulla cosiddetta intelligenza artificiale. Conoscere le armi predilette della tirannide del capitalismo del controllo è la strada migliore per combatterlo. Conosci il tuo nemico e migliora te stesso! Imparate a coniugare i vostri vecchi saperi, qualunque essi siano, con i nuovi saperi. Se ci hanno chiuso le scuole, che queste camminino sulle nostre gambe. Questo è ciò che i nuovi demoni temono.
Primadellesabbie 7 gennaio 2021
Devo dire di essere in disaccordo radicale con la linea difensiva di sopravvivenza proposta dall'autore, anche se non la sconsiglierei a chi crede di poterla adottare, seguire e sopportare.
Per quanto mi riguarda suggerirei a coloro che siano davvero determinati, e certi di essere in possesso di una propria dimensione, di individuare Paesi o luoghi abitati da gente con i co....oni e trsferirvisi,
Ma probabilmente le persone alle quali mi rivolgo ci hanno già pensato per conto loro.