PONTE SULLO STRETTO: L’ARTE DELL’INUTILE. DIECI CONTRADDIZIONI CHE SMASCHERANO UN’OPERA-NARRAZIONE

PONTE SULLO STRETTO: L’ARTE DELL’INUTILE. DIECI CONTRADDIZIONI CHE SMASCHERANO UN’OPERA-NARRAZIONE

Di Mirko Stelfio per ComeDonChisciotte.org

1) Record mondiale… nel posto sbagliato.

Ci vendono il “ponte a campata unica più lungo al mondo” (3.300 metri, impalcato largo 60 m, torri da 399 m) come se la grandeur ingegneristica valesse da sola il prezzo del biglietto. Ma i tempi Roma–Palermo resteranno comunque intorno alle 7 ore secondo le previsioni ufficiali citate da Legambiente: senza rete moderna in Sicilia e Calabria, il “record” si perde nei binari vecchi.

2) “Tagliamo i tempi!” (sulla carta)

La società Stretto di Messina promette 15 minuti per i treni tra Villa e Messina con il ponte; oggi, dicono, sono 120 minuti (passeggeri) e ≥180 (merci). Numeri da dépliant che ignorano i colli di bottiglia a monte e a valle: il tempo che risparmi sullo Stretto lo ripaghi sulle tratte lente e nei nodi urbani non risolti.

3) “Tutto finanziato” ma a carico di chi?

Il 6 agosto 2025, il CIPESS ha approvato il progetto definitivo: 13,532 miliardi interamente pubblici (leggi di bilancio 2024–2025). Intanto si annunciano tariffe “più basse al mondo” e persino 9 € A/R per le auto: così i conti non tornano, perché la rendita non copre né costi né manutenzione. Tradotto: paga il contribuente, incassa il mito.

4) La UE “ci finanzia”! (La verità: briciole sulla progettazione ferroviaria)

Il tanto sbandierato “via libera europeo” vale 25 milioni per la sola progettazione esecutiva ferroviaria (50% del costo di design): non è un assegno per costruire il ponte. Chi confonde “progetto cofinanziato” con “opera pagata da Bruxelles” racconta favole.

5) Sicurezza: vento da manuale, realtà da Stretto

La versione ufficiale oscilla: il ponte sarebbe operativo “365 giorni l’anno” e resistente a 216 km/h di vento; altrove si invocano 275 km/h di stabilità in galleria del vento. Due numeri, due narrazioni. Ma lo Stretto è turbolento, e “sempre aperto” è promessa forte per qualsiasi lunga campata.

6) Sismica: l’azzardo delle “raccomandazioni”

Perfino documenti tecnici critici notano che il dimensionamento sismico indicato (es. 0,58 g in alcune letture) potrebbe essere sottostimato rispetto a terremoti italiani recenti. E soprattutto: il Comitato Scientifico ha approvato il 29 gennaio 2024 con 68 “raccomandazioni” da rimandare all’esecutivo. In un’area zona 1, le verifiche critiche dovrebbero essere chiuse prima, non “poi”.

7) Progetto “definitivo”… aggiornato a parole.

Più esperti hanno definito l’aggiornamento 2024 un “definitivo non aggiornato”: molte verifiche strutturali, prove in galleria del vento e approfondimenti geotecnici sono demandati al dopo. In un’opera unica al mondo, questo è metodo rovesciato: prima si vende il poster, poi si cerca il film.

8) “Green” di facciata vs alternative già in mare

Mentre si dipinge il ponte come “sostenibile”, nello Stretto sono già operativi/ordinati traghetti ibridi, LNG-ready e a batterie; FS ha varato il primo ibrido con arrivi/partenze “carbon free in porto”. E Caronte & Tourist studia propulsione a idrogeno. Potenziare flotte e banchine elettrificate taglia emissioni subito, senza bloccare il territorio per anni.

9) Metropolitana dello Stretto… e quartieri senz’acqua.

Nel pacchetto si annuncia persino una “metropolitana con tre fermate” sul versante messinese. Intanto la Corte dei Conti fotografa (7 agosto 2025) un disastro strutturale su acqua e rifiuti in Sicilia e apre il contraddittorio con la Regione: dighe incompiute, emergenze croniche, infrastrutture colabrodo. Priorità capovolte: si vola sulla campata, si muore di sete nei quartieri.

10) “Opera strategica” o diversivo coloniale?

Lo storytelling dice “strategica per l’Europa”, ma l’UE si è fermata a finanziare una porzione di design; il grosso è debito nazionale per un collegamento che non rende competitive le dorsali interne. La vera strategia, oggi, è mettere in sicurezza reti, acquedotti, ferrovie regionali e portare AV “vera” sulle dorsali.

Il ponte, così impostato, è un logo: costa come un piano decennale di infrastrutture diffuse e ne sostituisce la sostanza con una foto patinata.

È la contraddizione delle contraddizioni: pretendono che la Sicilia risolva mezzo secolo di ritardi con una sola opera che non cura le ferite ma le copre di acciaio.

Ti dicono “sviluppo” mentre paghi 13,5 miliardi con soldi pubblici e ti promettono pedaggi da souvenir; ti parlano di “green” mentre la transizione sullo Stretto è già possibile oggi con flotte ibride/zero emission in porto e banchine elettrificate; ti giurano “sicurezza” rimandando verifiche critiche a cantiere aperto; ti mostrano rendering di metropolitane mentre la Corte dei Conti ti certifica emergenze su acqua e rifiuti.

Questa non è pianificazione: è narrazione. E la narrazione, quando comanda sul progetto, diventa colonialismo infrastrutturale: centralizza la spesa, periferizza i benefici, monumentalizza il vuoto.

La posizione è semplice: prima reti idriche, rifiuti, ferrovie regionali, porti e traghetti elettrificati; poi, se i numeri (veri) lo dimostrano, si discute del resto. Fino ad allora, il “ponte” resta ciò che è: un gigantesco diversivo che sottrae risorse alle urgenze della Sicilia e la lascia, ancora una volta, a guardare il continente da lontano.

Di Mirko Stelfio per ComeDonChisciotte.org

19.08.2025

Commenti (13)

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Mostra commenti 13 caricati
    1. oriundo2006 21 agosto 2025

      Con estrema modestia ne aggiungerei uno mai indicato da alcuno:

      11 ) la favorevole possibilita' per la Mafia di estorcere un ... pedaggio allo Stato italiano pena il ricatto: o paghi o facciamo transitare un camion-bomba.

      Impossibile, fantasie di un visionario da tastiera, allucinazioni di Ferragosto ?

      Accolgo ogni insulto come un monumento a questa possibilita' perche' MAI si realizzi: diversamente avremmo la CERTEZZA che certe opere si fanno o NON si fanno quando aggrada a 'qualcuno'.

      La Sicilia intera ne e' esempio insuperato ed insuperabile.

      Non credete che qualcuno non ci stia gia' pensando, gia' portandosi avanti negli appalti, nelle movimentazioni a terra, nelle fatture gonfiate a dismisura, nelle perizie su lavori ancora da farsi e gia' strapagate, eccetera eccetera ?

      Vive un mostro orrendo laggiu' e costui non perde certo tempo.
      Mai. Certo, di quando in quando si 'accomoda' nei salotti buoni...ah, che dite, cosi' e' da sempre ?

    2. alessandroparenti 21 agosto 2025

      Ma quale politico fregherebbe qualcosa di proteggere il ponte? Mica è suo.

    3. omega 22 agosto 2025

      Io sono sempre stato un sostenitore del collegamento stabile dello stretto.
      Quello che dici tu potrebbe valere per qualsiasi opera pubblica o monumento importante.
      Chi non vuole l'opera fa il gioco di Caronte e affini e non vuole il progresso del Sud.
      Le grandi opere si devono fare soprattutto al Sud e non solo al nord, altrimenti il divario aumenta.

    4. oriundo2006 23 agosto 2025

      Salve Omega, lo stato di abbandono delle opere pubbliche da Napoli in giu' e' osceno, lo sappiamo. Sul Ponte girano in rete specie su You Tube interviste ad esperti titolati che mettono in crisi la versione governativa 'minimizzatrice' i rischi tecnici e quelli ambientali. Tra questi mi sono permesso di indicare il problema centrale degli interessi mafiosi.
      Il mio giudizio finale e' una prudente incertezza sulle reali 'sfide' che l' opera dovesse incontrare se progettata cosi' come viene detto: una unica campata di tre km e mezzo in un territorio ultrasismico e' veramente una sfida al buon Dio.

    5. omega 23 agosto 2025

      Ho un amico di vecchia data ingegnere che ha fatto ponti in tutto il mondo, che mi ha sempre detto che l'opera è fattibile, se realizzata a regola d'arte.
      Piuttosto credo che non si farà per altri motivi.

    1. nicolcass 20 agosto 2025

      esiste solo uno più pirla di lui....Io che l'ho votato

    1. Dario Lampa 20 agosto 2025

      "PONTE SULLO STRETTO: L’ARTE DELL’INUTILE. DIECI CONTRADDIZIONI CHE SMASCHERANO UN’OPERA-NARRAZIONE".
      Nulla da fare: il popolo italiota non risponde e la casta al potere va avanti con i suoi "crimini"!
      Il popolo italiota (ci sono italiani e italioti per l'appunto) è interessato all'apertura del campionato di calcio o a "stronzate" simili ma non al suo futuro, sempre più cupo, che demanda a una banda di deficienti al potere istituzionale ( sempre con le dovute eccezioni)!

    2. nicolcass 20 agosto 2025

      non demanda..se lo sono preso come una cancrena piano piano si è presa tutta la gamba...

    1. nicolcass 20 agosto 2025

      personaggio screditato

    1. alessandroparenti 20 agosto 2025

      Il récord di ponte Ferroviario a campata única é 1488 metri. Il récord assoluto a campata única é 2023 metri nel Bosforo. Lí hanno dovuto rinunciare alla ferrovia per problemi di peso dovuti alla lunghezza. Non c'é molto altro da dire.

    1. piero deola 20 agosto 2025

      Abbiamo a che fare con un idiota scritto con la grande "I" gotica che lustra il sedere agli ebrei unico modo per fare carriera ma con le mani inzuppate nel sangue palestinese.

    2. ric 20 agosto 2025

      sto' idiota e' sempre in prima fila....

      https://www.instagram.com/reel/DKHdbWGMIQY/

    1. Brule 20 agosto 2025

      Dopo averla diverse volte in macchina, il progetto mi sembra un complesso strumento per mungere fondi, raschiare penali, elargire tangenti.
      Le strade interne e Calabria e Sicilia sono in condizioni atroci, hanno modificato la viabilità di Villa S.G. per far confluire il traffico dritti su Caronte bypassando l'altro operatore pubblico, e questi pensano sbancare tutto, poggiandolo su una delle aree più sismiche del pianeta?

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