POLIAMORI, NUOVO EDEN O ENNESIMA TRAPPOLA?

Vizi e virtù del poliamore, un nuovo modello invocato e perseguito dai giovani con il benestare di media mainstream e “attivismo woke”

POLIAMORI, NUOVO EDEN O ENNESIMA TRAPPOLA?
Immagine da: The Dreamers, Bernardo Bertolucci

Di Diamante Nigro

A sentirlo raccontare sembrerebbe l’uovo di Colombo, la soluzione capace di mettere d’accordo la passione e la presenza affettiva dell’Altro (all’uopo scisso in molteplici altri) dopo oltre duemilacinquecento anni di storia amorosa dell’occidente costellata di tentativi insoddisfacenti. “Passione” e “presenza affettiva” accostati costituiscono l’ossimoro che da sempre l’amore romantico cerca di coniugare, trovando in questo il suo “ubi consistam”. Oggi il poliamore, praticato dal 3,5 - 4% delle persone che si autodefiniscono poliamorose, cerca di risolvere in maniera nuova l’anelito a queste due dimensioni “decostruendo creativamente l’amore romantico, sabotando il patriarcato, mettendo al centro il desiderio nella non-monogamia etica, apertamente dichiarata ai partner”. Quel che si vuole è avere più partner da amare, passionalmente ma anche affettivamente, ed essere “corretti”: dichiararlo apertamente. Cioè, raccontare magari al partner reputato gerarchicamente più “legato a sé” rispetto agli altri ogni dettaglio delle proprie avventure.

Ma procediamo con ordine. Nell’amore romantico classico, i due termini passione e sostegno affettivo dell’altro convivevano per paradosso, cercando di convogliarne la realizzazione verso un unico partner e di concretare con lui un progetto attorno a cui si imperniava un’intera esistenza. Dedizione, impegno, idee, progetti per la vita personale e della famiglia venivano tutti basati su di un partner. Impresa pressoché utopica…

Il primo polo dell’amore romantico, la passione, come da etimologia si consuma solo nel pathos. Essa ha come radice il patire una mancanza, un’impossibilità al possesso dell’altro, un non averlo; la prima esperienza che ne facciamo nella vita è durante la costellazione edipica, quando ci viene interdetto il possesso dell’amatissimo genitore dell’altro sesso. La passione tende a placarsi quando subentra l’appagamento, “l’abitudine” tanto vituperata a suo tempo dal cantautore Giorgio Gaber; cioè, quando l’altro che ci sta accanto è talmente “nostro” da sembrare un libro di cui conosciamo ogni frase… e allora occorrerebbe un salto per farci uscire dal cliché: un tradimento? Una fuga?

“La sfioro teneramente con due baci indiscreti poi mi domando se sian baci o inadeguatamente i miei gesti consueti. L’abitudine, l’abitudine...”

“Versi” oramai antichi, questi di Gaber negli anni Novanta, alla luce dei nuovi modelli di oggi. Pregni d’antiche schiavitù, dubbi, pudori, paure, vuoti di creatività, essi raccontano la difficoltà di vedere nell’altro conosciuto il mistero che gli è proprio… di recuperare per lui lo sguardo del poeta, per cui ogni istante dell’Altro è storia nuova, come nel primo giorno.
La difficoltà era quella di sentirsi all’altezza dell’ideale culturale sovrumano dell’”amore eterno”. Sovrumano, sì, ma in esso, così come in ogni ideale “sovrumano”, si cela la nostra possibilità d’essere pienamente uomini. Cioè, altro rispetto a ciò che imporrebbe il determinismo biologico animale.

Il secondo polo dell’amore romantico è il sostegno affettivo: esso si dà nel quotidiano esercizio del tifare l’uno per l’altro, del raccontarsi, dell’accogliersi... “finché morte non ci separi”… E’ di conferme, spiega lo psicoanalista teorico del narcisismo Hainz Kohut, che anche il soggetto adulto non può fare a meno, così come di una mutua appartenenza che fa di noi “cosa dell’altro” (“oggetto-Sé”) e viceversa. Siamo sempre oggetti, prima ancora che soggetti: questo è un concetto inaccettabile per ogni narcisista. Inoltre, egli non tollera la sofferenza che sempre dà il dipendere dall’altro: dimensione dalla quale il soggetto maturo entra ed esce con serenità, alternando quote di dipendenza dall’amato a momenti d’insopprimibile affermazione di sé.

Lo sappiamo, nella coppia “romantica” tendenzialmente monogama abbiamo freudianamente barattato la “felicità” pulsionale dell’orda primitiva, del centauro o del satiro per un po’ di sicurezza; ma forse l’abbiamo fatto nell’illusione di una felicità più grande, che gli antichi avrebbero denominato “gioia”. Che piccola, grande gioia è tornare a casa dopo giornate in cui a volte, travolti da qualche sconfitta - quelle sconfitte che arriviamo a concettualizzare, una volta superate, come solidi mattoni della nostra dignità - a volte, dicevo, ci risulta impagabile il tornare a casa e veder spuntare dietro la porta i volti adoranti, forse anch’essi un po’ obnubilati da stanchezza e ingenuità, di una moglie e di figli… per i quali noi siamo degli “eroi”, mentre il resto del mondo ci crede dei poveri stronzi. Olografie stucchevoli? Miracoli dell’idealizzazione e dell’affetto, sostenuti dall’ormone ossitocina? Certo. Ma anche frutto di decisione e tenacia nel sostenere l’altro a noi legato da un “patto per la vita”, patto che va oltre il ”qui ed ora” e inventa la grandezza, la durata, e osa il futuro. Per inciso, il “qui ed ora” sembra essere l’unica dimensione di cui questa contemporaneità è conscia, non avendo essa conseguito né la “costanza dell’oggetto” né la “continuità dell’esistere”, per citare due concetti cardine della psicoanalisi.

I nostri bisnonni risolvevano l’ambivalenza attraverso la “doppia morale”: la passione vissuta dall’uomo con la concubina o, in maniera scissa, nella casa di tolleranza, e la presenza costante accanto alla compagna di vita cui si dedicava il lavoro e si portava lo stipendio, ma con cui si dava avvio a qualcosa d’”eterno”. Lei diventava un po’ angelo, un po’ modello intoccabile per i figli… sacrificando gran parte del sé pulsionale. Era amore “per forza”, “per sempre”.

Grazie a maggiori benessere e cultura, i nostri nonni si cimentarono nel tentare d’unire i due poli dell’amore, l’avventura del corpo e della psiche, del sogno, della fantasia e il desiderio di progetto, complicità, quotidiana poesia. La fedeltà diventava un dono, un lusso, un’isola di santità in un mondo di profana follia. Anche la sessualità diventava qualcosa di diverso da quella che scaturiva dalla trasgressione: era il “compenetrarsi, il reciproco contenersi e accogliersi, il poter entrare l’uno dentro l’altro senza paura. All’emozione sessuale dell’“esser dentro” corrispondeva la possibilità emotiva di contenimento, in un senso di insieme corporeo e psicologico: potersi lasciare andare senza la paura di perdere se stessi per sempre, perché c’è un’altra persona capace di accoglierti e di contenere il tuo abbandono (Simona Argentieri).

I nonni più giovani, i cosiddetti boomers, andarono oltre questi vincoli e queste possibilità; alcuni sperimentando le “coppie aperte”, altri mettendo in crisi la coppia tradizionale, altri concedendosi, sia sul versante femminile che maschile, tradimenti per “portare fuori” dalla coppia di lunga durata alcune dimensioni di sé, complice la nuova possibilità del divorzio, introdotta in Italia nel 1970. La ricerca più profonda e “disperata” fu quella di un’autentica pariteticità che non smentisse il piacere dell’esser donna, dell’esser uomo: un dialogo aperto, senza gerarchie, rispettoso delle differenze e capace di celebrarle, nel recupero del messaggio del celeberrimo brano tratto da “Lettere a un giovane poeta” di Ranier Maria Rilke:

“Anche amare è bene: poiché l’amore è difficile. Volersi bene, da uomo a uomo: è forse questo il nostro compito più arduo, l’estremo, l’ultima prova e verifica, il lavoro che ogni altro lavoro non fa che preparare. Per questo i giovani, che sono principianti in tutto, ancora non sanno l’amore; lo devono imparare… Se resistiamo e prendiamo su di noi questo amore come fardello e tirocinio, invece di perderci in tutto quel gioco frivolo e lieve … allora forse un piccolo progresso e un certo sollievo saranno percettibili a coloro che verranno molto dopo di noi. E questo amore più umano somiglierà a quello che noi lottando con fatica andiamo preparando, l’amore che consiste in questo: che due solitudini si proteggano, si limitino e si inchinino l’una innanzi all’altra.”

Il nuovo modello poliamoroso di oggi non tollera la lentezza dell’apprendistato, il quale ha chiara la dimensione progettuale e irreversibile del tempo, che il poliamore vuole invece fermare in una sequela d’istanti sempre diversi ma non progettuali, un “present continuous” non scevro d’attimi di numinoso incantamento. Il poliamore non trova un senso alle cose difficili e dolorose come l’amore romantico, con tutte le sue ambiguità, i chiaroscuri, le ambivalenze, i tumulti del cuore, le bugie… i sotterfugi. Esso non è per lui, che edonisticamente non vuole soffrire, poiché alla sopportazione della sofferenza non è attrezzato, mentre di tutto vuole godere.

A suo dire, soprattutto vuole abolire gli odiosi vincoli del patriarcato, che in questo caso imporrebbe di amare una e una sola persona per volta. E’ una lotta sempre curiosa agli occhi del profano, questa ubiquitariamente propugnata contro il patriarcato. Viviamo infatti in un mondo caratterizzato da una sorta di “matriarcato primitivo di ritorno”, in cui allo strapotere delle madri non si oppongono figure maschili, vuoi per via dell’evaporazione della figura paterna, della legge o delle verità, vigenti nella nostra cultura fin dagli anni Settanta e fin dall’estremo relativismo del pensiero debole postmoderno, vuoi per via dell’instabilità famigliare di oggi. La madre primigenia, il cui potere è “illimitato” (senza il “nomos” del padre o di una figura altra che ne riduca lo strapotere affettivo) non permette al figlio l’individuazione e la separazione da sé, riassorbe il figlio mantenendolo nel regno dell’indifferenziato, delle “vite non vissute”.

Nell’utopia d’abolire la sofferenza, il poliamore fa piazza pulita della necessità di coniugare gli opposti e vuol disegnare un mondo solare, aperto, sincero, etico che abolisce ogni limite che si opponga all’espressione della pulsionalità. E’ difficile esser fedeli? Aboliamo la fedeltà. Sono curioso di altri partner? Non mi vieterò l’esplorazione. Voglio “tradire” ma non sentire il peso della colpa? Abolirò il concetto di tradimento. Sento un po’ di colpa comunque? Racconterò la mia avventura sessuale al partner, che non potrà che consolarmi come avrebbe fatto una mamma e rassicurarmi che non ho colpe.

L’unico divieto morale è dire bugie al partner. Il motivo di questo curioso “diktat” in un’universo senza legge – anomia amorosa - è presto spiegato: il poliamore non è altro che la restaurazione di un regime di “contatto” che rassicura il soggetto, non pronto al “drammatico” incontro con l’altro reale, contenendolo grazie a momenti puntiformi di fusionalità indifferenziata; esso lo mantiene in una situazione protetta da una pseudoaffettività di marca materna, in cui non deve sceglier nulla che lo differenzi, non deve rinunciare a nulla, non deve dimostrare d’esser nessuno, non deve avere su alcun altro alcuna reale responsabilità. Si simula un’accettazione incondizionata dell’altro cui si perdona ogni comportamento, proprio come fa la madre oblativa con il bambino dei primi mesi di vita; gli si perdona persino che ti racconti come e quando è stato eroticamente e sentimentalmente con altri, tradendo te. Questo puer aeternus non dovrà nemmeno assumersi il peso del tradimento, cosa che invece faceva il seduttore di un tempo, che aveva il coraggio di osare e rischiare un’avventura privata per appagare un’istanza sua di scoperta e libertà, che non faceva certo scontare al partner. Se tradiva “era un problema suo” e se ne assumeva le conseguenze. Nel poliamore, perciò, si può fare di tutto, ma guai a non dirlo all’altro, la “mamma sostitutiva”. Pena la perdita della sua fittizia benevolenza indifferenziata.

Il poliamore non riesce tuttavia a risparmiare ai suoi adepti la profonda sofferenza dei mai amati, dei traditi, dei gelosi. Un dolore sordo buca la coltre di accettazione incondizionata, garantendo a tutti il ritorno di quell’infelicità che il modello poliamoroso voleva bandire.

In questa sorta di giardino d’infanzia perenne, dove la pretesa di fare ciò che si vuole ed esser comunque amati si scontra con la labilità della disponibilità dell’altro, si scopre presto un’amara verità: tentando d’amare tutti si finisce per non amare nessuno e per non essere, nessuno.

Nulla di male, per chi ha la sprezzatura del narciso o del seduttore edonista. Il modello comincia però a porre problemi a chi spererebbe di trovare in esso una realizzazione che vada al di là della moratoria psicosessuale giovanile: si può davvero crescere in profondità e grandezza, impegno, progetto, opere, donatività generativa di sé al mondo, in questo modo? Si può scriver storia, una storia con la “s” maiuscola? O si avrà soltanto una divertente e assai sofferta sequela di “incipit” promettenti, mai capaci di svilupparsi in una trama dotata di senso, quella trama arrischiante che si chiama vita?

Di Diamante Nigro

Commenti (87)

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Mostra commenti 87 caricati
    1. Bertozzi 2 giugno 2023

      Eh già, non è più come una volta, ai tempi dei nostri nonni invece...

    1. CptHook 2 giugno 2023

      Io ho imparato cose sia veramente, per me, l'amore la bellezza di 39 anni fa quando, già sposato e con un figlio, l'ho vista un attimo passando accanto alla sua scrivania.
      È stato un attimo, ma ho capito in quell'unico istante che era "lei" e nessun'altra, che sarebbe stata "una breve eternità", che fisicamente è finita 13 mesi fa, ma solo fisicamente.
      Anche io voglio regalare un brano, in questo caso Tagore:
      "Colsi il tuo fiore, o mondo!
      Lo strinsi al cuore, e la spina mi punse.
      Al calar della notte, trovai il fiore appassito, ma il dolore rimase.
      Altri fiori verranno a te, o mondo, col loro profumo e col loro fasto.
      Ma per me, è passato il tempo di coglier fiori, e nella notte oscura non ho più la mia rosa.
      Solo il dolore è rimasto."
      E un paio di miei personalissimi aforismi, che potete o meno condividere:
      "Il primo Amore è l'ultimo."
      "L'Amore è tutto quanto rimane quando tutto è finito."

      Scusate il gigionismo...

    2. LuxIgnis 2 giugno 2023

      Sei stato fortunato a trovare la tua "anima gemella" come si suol dire. Non tutti la incontrano e non tutti sono capaci di riconoscerla.
      Ma c'è da dire che non è detto che sia una sola e non è detto che sia del sesso di cui sei attratto, e quindi non è detto che si debba avere una relazione. Non è legato a nessuna forma, è al di là della forma.
      Ma al di là di questo so perfettamente cosa di cui stai parlando.

    3. Astronauta 2 giugno 2023

      "" '. Non è legato a nessuna forma, è al di là della forma. """
      E come tale trascende.

    4. CptHook 2 giugno 2023

      non è detto che sia una sola

      Dubito che certe cose possano succedere due volte, a chiunque..., vedi il mio primo aforisma...

      e non è detto che sia del sesso di cui sei attratto

      Ovvio..., ho conosciuto alcune coppie omosessuali che andavano molto meglio di tante coppie etero...

    5. LuxIgnis 2 giugno 2023

      Succedono, succedono. Soprattutto se non sei legato alla forma. Ma come ho detto e forse non hai capito bene non è assolutamente legato alla sessualità. Non è detto che ci si fidanzi con un "anima gemella". Non è detto che debba condividere il tuo stesso percorso. Può essere ma può anche non essere.

      Non mi riferivo alle relazioni omosessuali. Può essere benissimo un maschio quando sei attratto da una femmina. E in quel caso riconoscerai in lui un fratello più che un amico.

      In poche parole quello che dico, è che nel mondo dello Spirito tutto è possibile, qualunque forma prende è possibile. Ma quello che è importante è la capacità di riconoscerla e di non fuggirla. Molti non sanno riconoscere e pensano che la fidanzata o fidanzato lo sia. Non è detto. E molti altri fuggono addirittura, per opportunismo e comodità. Non è facile affrontare un'anima gemella, che potrebbe essere qualcosa molto al di là delle proprie convinzioni sociali.

      Non sto parlando delle "anime gemelle" nel modo cui viene comunemente inteso. O meglio, non confino questa idea a un legame amoroso. I legami amorosi possono essere di varia natura, non sempre di buona natura. Pensa ai matrimoni di convenienza per fare un esempio banale.
      Ma un'anima gemella, qualunque forma prende è un dono immenso che supera tutte le convenzioni sociali dei rapporti fra uomini. Per questo non è una sola. Se fosse una sola sarebbe confinata alle convenzioni sociali. Ma le convenzioni sociali non sono quello dello Spirito.

    6. CptHook 2 giugno 2023

      Ma quello che è importante è la capacità di riconoscerla e di non fuggirla.

      Nulla da eccepire, in questo senso. Il mio discorso si ferma al rapporto di coppia (etero oppure omo è assolutamente irrilevante).
      Nel nostro caso si è trattato di "completezza", siamo stati tutto.

      I legami amorosi possono essere di varia natura, non sempre di buona natura. Pensa ai matrimoni di convenienza per fare un esempio banale.

      Qui sollevo un'obiezione formale (se vuoi persino lessicale): un legame "amoroso", come lo chiami tu (io preferisco di amore) non può essere "di varia natura", e questo, probabilmente, si spiega nelle (apparentemente) diverse interpretazioni che tu ed io diamo dell'amore.
      L'Amore, di per sé, può solo essere di un'unica natura, un'unica categoria: è Amore, e basta e la tua definizione di anima gemella è quello che io chiamo Amore.
      Tutto il resto che tu chiami "legami amorosi", non è amore e non meriterebbe nemmeno l'aggettivo amorosi.
      E' uno dei tanti rapporti tra persone, nati per caso, per necessità, per convenienza che, a volte, possono anche evolvere in quel concetto di "anime gemelle" per il semplice motivo che c'è Amore, cioè qualcosa che supera il già alto limite della stima e dell'ammirazione reciproci.

      E adesso piantala di stuzzicarmi, pardon, stimolarmi a rispondere/commentare, perché devo lavorare "ad Don Quixotis maiorem gloriam"...

      :-)))
      Ciao!

    7. LuxIgnis 2 giugno 2023

      Perché l'amore non ha confini. Se lo confini non è più amore.
      Può prendere una forma, ma come per tutte le cose quella forma non è l'unica e non è giusta o sbagliata.
      È il destino dell'essere umano che pochi capiscono. Le cose non hanno una forma, prendono una forma. L'essenza delle cose può prendere svariate forme ma rimane sempre quell'essenza. Una forma senza quell'essenza è un barattolo vuoto. Tanto carino quanto inutile e morto.

    8. sbregaverse 2 giugno 2023

      AMORE è tutto quanto RIMANE :
      il resto NON conta.
      ( non è tutta mia è condivisa con te che hai dato l'incipit)

    9. CptHook 2 giugno 2023

      Te l'ho detto, sei contagioso, sei un portatore "non sano" (ossia, insano)...

    10. sbregaverse 2 giugno 2023

      Elogio della follia ¿?
      Orgasmo da Rott oinculo.

    1. mago 2 giugno 2023

      Alla fine sono sempre e solo gli sghei che contano,poi si va sempre a Forum a suon di sentenze.. ( oggi ) ieri boh...

    1. sbregaverse 2 giugno 2023

      Mementote gaudere semper.
      Gaudeamus igitur.
      Godone e Godoni
      Godete !
      Quante volte? Quante vuoi.
      Come ? Come vuoi.
      Con chi? Con chi vuoi.
      Dove ? Dove vuoi.
      Quanto? Quanto vuoi?
      Perchè?
      Perchè sì !
      Perchè no ¿? ( Cfr. Verdiana )
      Non lo so !

    2. sbregaverse 2 giugno 2023

      Ma facendo i capriccetti* che me lo diano ¿?**
      ( il PRIZE)
      *piangere a josa con i pugnetti stretti e battendo i piedini per terra.
      ** ricordo all'inclita e all'inclito che sono il demiurgo del 《 sessantanovestano ¿? 》doppio carpiato infrociato ops incrociato giustapposto in testacoda di domanda.

    3. Astronauta 2 giugno 2023

      Questo significa avere la mente lucida?

    4. Verdiana Siddi 2 giugno 2023

      Sbrega, ti stiamo perdendo... defibrillati!

    5. CptHook 2 giugno 2023

      Infatti è andato in testacoda..., e quindi scrive con i piedi...

    6. sbregaverse 2 giugno 2023

      QUESTO è non comprendere una mente lucida.

    7. sbregaverse 2 giugno 2023

      OHOHH triste saràh se questa sera non potrò ri verdere gli occhi tuoi e quell'abito che tu porti sempre ....

    8. sbregaverse 2 giugno 2023

      Capitano mio/ nostro capitano tu quoque ¿?
      Il mio intervento era in cima( iniziale) ~( spostato , non so da chi, in maniera inappropriata),
      a ironizzare la goduria godereccia diffusa .
      Se frati e sore, almeno quelli che mi hanno interptretato alla luce del cazz , (anacoluto incazzoso voluto) allora vuol dire che il passato( il mio) non conta un emerito ;
      forse, a stare in questo romitorio, sta diventando , per alcuni, non tutti, locus di rincoglionimento TOTALE.
      A riguardo mi appello ai più redazionali che conoscono il mio sentire da sempre.
      Con Osservanza sbrega( che sempre sono io).
      Capisco che molti hanno millanta cose da fare, ma bisogna leggere tutto il contesto e non estrapolare un intervento dal resto.

    9. CptHook 2 giugno 2023

      Ma mica vorrai riservare solo a te stesso il diritto di sfottere gli altri?
      Qualche volta persino io mi diverto, e quindi ti tocca..., ma sempre con affetto e ris...petto...

    10. sbregaverse 2 giugno 2023

      Questo è buttare la palla in corner. Ma adesso c'è il tiro dalla bandierina.
      Per essere sbrega bisogna essere sbrega.
      Impossibile diversa~ mente.

    11. CptHook 2 giugno 2023

      Sull'ultima affermazione non v'è dubbio ver...uno

    12. Fantine 2 giugno 2023

      Caro Sbrega,
      non ti crucciare, in molti hai estimatori e compagni e lo sai!
      "Frati e sore", d' accordo! Frati e sore!
      Piuttosto, devo dirti che nel cercare la pallina da barba, si è aperto un mondo.
      L'ultima chicca trovata è un detto napoletano!

      https://dettinapoletani.it/servi-e-barba-capille-e-ppalluccella-mmocca/

      Questo mi fa ben sperare, perché posso chiedere alla mia più cara amica (una sorella) di origini napoletane, che magari può chiedere a chi conosce e vive a Napoli.
      Chissà.

      Sull'amore, quell'amore di cui parla il Capitano, non intervengo.
      Mi limito a ricordare, sottovoce, "È lui che cammina nella terra che ho" e "sono io che cammino nella terra che ha", parafrasando un tuo conterraneo*.
      E a ricordare quella poesia di Neruda:
      "così ti amo perché non so amare altrimenti
      che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
      così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
      così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno".
      Poi c'è anche l'Amore di cui parli tu, caro Sbrega. E si sente.
      Credo sia quello di cui parla anche Lux (@Luxignis), forse con sfumature.

      *"Sei tu che cammini nella terra che ho". Branduardi.

    13. Verdiana Siddi 2 giugno 2023

      l'abito non fa il monaco, dovresti averlo capito

    14. sbregaverse 2 giugno 2023

      Dammi una pista di sangue(fresco)che mi ci butto ventre a terra.*
      *(che sia chiaro, per quei soliti tre dalla dura madre, che trattasi di espressione cavalleresca non già di incazzato che cerca di inculare il mondo)

    15. sbregaverse 2 giugno 2023

      SBAGLIATO(la voce proverbiale) in Venezuela suona proprio così.
      In ogni caso debbo, ahinoi, constatare che, ogni approccio mio conciliatore, tendenzialmente, fa sortire l'affetto ops effetto contrario.

    16. Primadellesabbie 3 giugno 2023

      Credo sia meglio andare sul collaudato: un giullare per corte.

      È risaputo che quella vocazione rende spericolati, ma anche permalosi e vendicativi.

      Al punto che qualche volta il Re è costretto a zac...
      e avanti un altro!

    1. Primadellesabbie 2 giugno 2023

      Ancora la inspiegabile necessità di proporre modelli di comportamento per ogni ambito (e descrivere i vantaggi e gli svantaggi come in un depliant pubblicitario che si rispetti per giunta), a indicare che comportarsi da individuo e farsi i chacchi propri senza seguire il trend è "il" reato di questo periodo che precede il chip nella testa che, quando vi sarà installato, non avrete più la necessità di crearvi problemi.

      Finito Armani. Finito gender, Trip Adviser, apericena, coppia, trio, capelli rasati, trecciolina, vi dirà lui come comportarvi, non avrete più problemi e finalmente non dovrete più pensare.

      E a nessuno interesserà se sarete felici o no, e quindi neanche a voi.

      PS - Ricordarsi di affidare il pezzo al Cpt Hook che forse riesce a tradurlo in italiano o in qualche altra lingua conosciuta.

    2. CptHook 2 giugno 2023

      Diciamo che dice cose intelligenti in maniera poco sintetica e forse un po' troppo involuta..., però ha una bella musicalità e, comunque sia, un buon italiano, merce decisamente rara negli ultimi tempi.
      Non è poco.
      Grazie per il complimento implicito.

    3. maghi 2 giugno 2023

      pensare troppo è male, perchè i neuroni vanno in tilt. Pensare male e negativamente ancora peggio. Se uno non riesce almeno ogni tanto a pensare bene, è proprio maiala.

    4. maghi 2 giugno 2023

      comunque, se va avanti il progetto, col chip impiantato non ci sarà più questo problema del pensiero. Tutto sommato a vedermi intorno, sarebbe una soluzioni a tanti problemi.

    5. Verdiana Siddi 2 giugno 2023

      Una bella lobotomia e fine delle seghe, volevo dire beghe

    6. Primadellesabbie 2 giugno 2023

      E qui abbiamo capito come evitare che la "trama arrischiante" dia luogo a "momenti puntiformi di fusionalità indifferenziata".

      Ora decodifichiamo il resto.

    7. Primadellesabbie 2 giugno 2023

      Per salvaguardare i neuroni devi lubrificarli con la "donativitá generativa" e non dimenticare di provvedere mensilmente, presso centri autorizzati, alla "sprezzatura del narciso".

    8. Verdiana Siddi 3 giugno 2023

      Anche no

    9. sbregaverse 5 giugno 2023

      Apprezzo, senza nessun tipo di reprimenda, NON è nel mio DNA, la correzione del congiunto( Cfr. congiuntivo da =dia).
      CORREGGERSI è cosa SOLO dei grandi.

    10. Primadellesabbie 6 giugno 2023

      Se ti riferisci all'apprezzato giullarato digitale, devo precisare che i termini che ho scomodato riguardano giullari di tempi andati, quando i carretti ancora non sapevano che sarebbero divenuti ambiti camper.

    1. Cangrande1965 2 giugno 2023

      Che mi risulti, per me, la poli-amorosa donna si chiama troia.

      Il poli-amoroso uomo, si chiama puttaniere.

    2. sbregaverse 2 giugno 2023

      Guavda che puve l'Avvocato ( non solo il Cavalieve Sua Emittenza) eva poliamovoso.
      ( ma quelli evano altvi templi ops tempi)

    3. maghi 2 giugno 2023

      sento dire che ai tempi dei nonni trombavano molto di più, ma non mi meraviglia, non c'era altro divertimento. Ieri sera dal prete facevano musica, poi, dopo che hanno chiuso, si sono messi a bere birre e aperitivi coi calicioni fuori dal locale, che si intitola "centro di aggregazione Suor Maria Teresa di Calcutta". Contenti loro. Io per fortuna andavo nelle sale da ballo e uscivo per trombare. Ognuno si diverta come può e vuole.

    1. Eugiorso 1 giugno 2023

      La civiltà occidentaloide-statunitoide-europoide e giudaica regala:
      Orge e ammucchiate
      Culattoni
      Pedofili (saranno sdoganati)
      Droga
      Gioco d'azzardo
      Speculazione finanziaria
      Armi biologiche e vaccini
      Green (?)
      Guerra

      Cari saluti

    1. Jimbo 1 giugno 2023

      Di per sè non è un problema, ma come altre cose lo diventa quando si trasforma in arma.

      Ma a parte chi detiene le armi, ... l'amore, come il sesso, è arrivato all'apice come mi pare di aver intuito nell'ottimo pezzo, ma anche svariate altre cose dalla musica all'arte, quindi o si traccheggia o si fa un bel gran reset.
      Chi detiene le armi punta a quest'ultimo.
      Dal green ai bagarozzi all'amore è un attimo.

    1. TorreNera 1 giugno 2023

      Ė già difficile in due figuriamoci in tre...

    2. CptHook 2 giugno 2023

      Bah..., veramente si dice che il matrimonio (o rapporto di coppia che sia) è una croce talmente pesante che è necessario portarla in tre...

    3. Astronauta 2 giugno 2023

      Questa è saggezza.

    4. JHON 2 giugno 2023

      Dietro a una tastiera è facile parlare d' Amore, come fosse un rito ancestrale, Ma la realtà del vivere l' Amore è tutt'altro. Tutti lo cercano, solo pochi lo trovano, e chi non ci riesce rimane frustrato per tutta la vita. E poi, non giriamoci attorno al problema, puoi frequentare centinaia di donne, per lavoro, per studio per mille altri motivi, ma quando senti scattare la "scintilla", si muove dentro a te tutto l'universo finora inesplorato. Attenzione aggiungo io, sappiamo chi governa questo mondo, il principe è lui: Il diavolo che agisce subdolamente all' interno della coppia con l' intento di distruggere l' Arma di cui teme di più: L' AMORE. E con l'aiuto delle moderne tecnologie, si insinua nelle menti predisposte ad accettare i suoi "consigli per gli acquisti", fino a spingerli alle perversioni che sono la quotidianità. Perciò la Croce da portare è in termini di canottaggio un: 2 con, dove con, sta per tentazione.

    5. Verdiana Siddi 2 giugno 2023

      Tent'azione?

    1. Astronauta 1 giugno 2023

      Cito pure io: """ quando l amore vi chiama, seguitelo... """
      (K.Gibran)
      Se poi devasta il giardino come il vento del nord dello stesso vento si viene abbracciati.
      Qualcuno ne sa qualcosa sul tema?

    2. sbregaverse 1 giugno 2023

      Quello di K.G. è A.I.

    3. maghi 2 giugno 2023

      la mia esperienza l'ho scritta nel commento sopra.

    4. Astronauta 2 giugno 2023

      Che in parole povere significa?

    5. Astronauta 2 giugno 2023

      Ma il tran tran quotidiano è vero amore o abitudine?
      Alcuni sostengono che si ricerchi per tutta la vita il vero amore e si cade invece nel sesso.
      E le due cose dovrebbero essere distinte.

    6. sbregaverse 2 giugno 2023

      Gibran parla di AMORE INCONDIZIONATO
      AGAPE non eros.

    7. maghi 2 giugno 2023

      il sesso è comandato dagli ormoni, il sentimento dell'amore da un buon cuore. Si può avere molti ormoni e si fa molto sesso e anche un cuore cattivo, che porta a non rispettare chi hai accanto. Quindi sesso e amore non combaciano. L'accoppiata migliore sarebbe ormoni e buon cuore, ma sento dire che molte unioni si salvano a letto, quindi la norma mi pare essere ormoni e cuore cattivo. Senza ormoni, nè buon cuore non c'è nemmeno unione, forse nemmeno una sveltina ogni tanto. Senza ormoni, ma buon cuore, che non è il mio caso, dovrebbe esserci un rapporto più d'amicizia, d'affetto, che d'amore e ogni tanto, comunque, una sveltina ci dovrebbe scappare. Mi pare d'aver esaminato i 4 aspetti del rapporto uomo-donna, basato su ormoni e sentimento.

    8. Astronauta 2 giugno 2023

      Questo lo dici tu.
      Parla di amore.

    9. sbregaverse 2 giugno 2023

      È certo che sono in buona compagnia ; ma tu interpetra amore come meglio ti piace.

    1. LuxIgnis 1 giugno 2023

      E sai che novità! Da mo' che esistono.

      Il triangolo no. Pa-pa-pa. Non l'avevo considerato! A-ri-pa-pa-pa.

    2. WarezSan 2 giugno 2023

      Si, ma quelli erano tre uomini, e gli uomini fra loro non si fanno problemi.

      Ha presente convincere due donne a non farsi menate sui sentimenti e sciocchezze simili?

      Ho perso il conto di quante ex-colleghe dovevano giustificare la loro voglia di sesso con un presunto sentimento.

    3. LuxIgnis 2 giugno 2023

      Non erano tre uomini.
      È una vecchia diceria che Zero è un omosessuale. In realtà, lo so anche da gente che lo ha conosciuto, il suo è sempre stato un atteggiamento ma in realtà è etero. Al limite forse bisessuale ma lui stesso ha dichiarato di essere etero. Ne ha avute di donne! Cascavano ai suoi piedi!

      In più è dall'alba dei tempi che esiste la poligamia, e quindi due o più donne condividono lo stesso uomo.
      Non giudicare osservando noi. Noi siamo i maggiori malati psicologici del pianeta. La gente occidentale è molto ma molto squilibrata. Le donne forse di più ma anche gli uomini non si fanno mancare nulla.

    4. WarezSan 2 giugno 2023

      Non esistono i bisessuali, esistono i gay che giocano a fare gli eterosessuali.
      L'essere bisessuali è un costrutto che viene comodo, soprattutto di questi tempi definiti "fluidi".

      Lui è stato semplicemente un precursore di quello che ci stiamo sorbendo oggi. Il fatto che abbia avuto tante groupie significa poco relativamente al suo orientamento sessuale.

      Le donne occidentali sono semplicemente fottute da una narrazione legata all'amore in relazione al sesso, non capendo che se l'uno può coesistere con l'altro non significa che debbano necessariamente essere sinergici.
      Poi, basta andare in asia per vedere cosa significhi davvero vivere la vita senza rotture di palle legate al romanticismo.

      Qualche donna "libera" sessualmente l'ho incontrata, ma saranno state tre in tutta la mia vita.

    5. CptHook 2 giugno 2023

      Volevo dedicarmi ad un articolo letto stamattina presto, che mi è piaciuto molto, ma questa tua risposta risveglia in me "l'avvocato del diavolo"...

      Non condivido la tua prima affermazione; secondo me i bisessuali esistono e, da una certa angolazione (Sbrega risparmiaci il numero esatto di gradi, per favore) si potrebbe persino considerarli fortunati: godono del sesso a tutto campo e il sesso, specialmente quando non è finalizzato alla sola riproduzione, è piacere e ricerca dello stesso, condivisi a volte anche in più di due.

      Qualcuno potrebbe lamentare il fatto che, essendo stato dato all'uomo il piacere sessuale per spingerlo ad adempiere al compito di continuazione della specie assegnatogli dalla natura, questi abbia poi travalicato tale limite ed abbia trasformato il piacere da mezzo a fine.

      Personalmente, non mi sento di sostenere questa tesi; se un'entità superiore onnisciente e onnipotente ha creato il piacere, non poteva non prevedere che, appunto, sarebbe piaciuto comunque e, conseguentemente, cercato in tutte le forme (che purtroppo, a volte, degenerano anche molto male, nel senso che travalicano determinati limiti che ci siamo dati proprio per proteggere la nostra progenie, cioè il mezzo attraverso il quale la natura assolve al suo compito).
      E se non c'è stata questa entità, comunque il piacere c'è, e allora perché non cercarlo come meglio ci parte?

      Vale lo stesso discorso quando si definisce "contro natura" il rapporto omosessuale: si può considerarlo, a mio parere, "non funzionale a o non inserito nell'ambito del compito primario di continuazione della specie".
      Si ritorna al concetto del mezzo che non si rivolge ad un fine ma, scusa il gioco di parole, rimane fine a se stesso.

      A questo punto si impone un "caveat": io parlo sempre di qualcosa che scelgo liberamente, perché è la mia mente che liberamente mi fa una proposta ed il mio corpo che liberamente decide di accettarla.
      E' una scelta mia, valida solo per me e per chi eventualmente accetta di condividerla con me, ma non può essere alcuna forma di imposizione, educazione e, soprattutto, deve essere reversibile, devo esser libero di cambiare idea in qualsiasi momento.

      vivere la vita senza rotture di palle legate al romanticismo

      Ognuno è libero di vivere come gli pare; personalmente, seppure io sia sempre stato parecchio imbranato con le donne (me lo ha detto anche Lei, dopo, e lo sono tuttora) ancora considero il romanticismo una bellissima ed importantissima cornice all'Amore.

    6. JHON 2 giugno 2023

      Siamo in due.

    7. LuxIgnis 2 giugno 2023

      Non sai di cosa stai parlando.

    8. WarezSan 2 giugno 2023

      Disse l'Oracolo, portatore unico di verità.

    9. WarezSan 2 giugno 2023

      Il problema è l'ipocrisia di chi non accetta la sua sessualità, entrando autonomamente nella logica discriminatoria che vuole la sessualità legata al sentimento.

      Un eterosessuale può innamorarsi di una persona dello stesso sesso ma non potrà mai esserne attratto sessualmente.
      E dico "mai" in quanto l'attrazione sessuale per lo stesso sesso non è prerogativa dell'eterosessualità.

      Ne ho conosciuti di colleghi e colleghe che hanno passato tutti gli step...

      fase 1: Sono etero
      fase 2: Non sono gay, solo che "ogni tanto ci vuole..." e "mi piace "assaggiare" gusti differenti.
      fase 3: Foto in spiaggia ad Ibiza con cinghie borchiate e accettazione della propria sessualità.

      Poi capiamoci, siamo pieni di M2F, F2M che cambiano idea giusto dopo essersi fatti mutilare, chi sono io per giudicare?

      Chi sono io per giudicare un collega che 20 (VENTI) anni addietro ha iniziato la "transizione" per poi interromperla in quanto "non convinto" ed "etero" (diceva lui) ritrovandosi con un culo da donna, barba anche sulla fronte e una punto vita e movenze femminili?

      Queste tematiche le ho vissute quando ancora non erano mainstream, e il giudizio della "sacra loggia frocio/lesbica" che decideva promozioni/demensionamenti e molto altro, sui bisex, era sempre il solito:
      "bisex, si certo, ovvio..." (alzata di sopracciglia).

      Per quanto odiassi la loggia, concordavo con loro.
      I bisex alla fine viravano senza vergogna (giustamente) abbandonando l'eterosessualità prima e la bisessualità poi.

      I bisessuali sono fortunati?
      Punti di vista, per me non esistono in quanto tali.
      Una donna eterosessuale difficilmente accetta una relazione sessuale (figuriamoci sentimentale) con un uomo che è bisex dichiarato, e non solo in occidente.
      Perché?
      Semplice, nella testa di una donna non esiste un uomo bisex, esiste un gay che non ammette di essere tale.
      A volte, anche loro hanno intuizioni corrette, lo ammetto.

      Certo che la mente definisce i desideri e che questi, finché rimangono tali o privati ancorché realizzati , non possono essere oggetto di giudizio, ma lo stesso è lecito nei confronti della sessualità altrui quando questa viene manifestata in modo palese.
      Io non vado in giro a dire se adoro portarmi a letto una donna, un uomo o un animale preso alla fiera agricola.
      Se lo faccio, se lo paleso, allora mi espongo al giudizio altrui.

      Io non ho mai visto una carnevalata pari al gay pride patrocinata dal mondo etero, i carrozzoni sono la massima espressione di sessualità palesata.

      Non mi urtano i non eterosessuali, mi urta l'esposizione palese della sessualità, sia essa etero o di altra natura.

      Per quanto riguarda il romanticismo e la relativa rottura di palle, è riferita alla sessualità, che nella mente di moltissime donne è condizione imprescindibile per godere.
      Le stesse che poi lasciano in sala cinematografica vibratori e bunny vari come conseguenza di "sfumature di grigio" varie e avariate.

      Certo che l'amore esiste, io sono stato innamorato più volte, ma il sesso non è mai stato una componente essenziale dell'amore, almeno per me.
      Da innamorato avrei dato la vita, letteralmente, per lei (loro).
      Da non innamorato, ogni tanto desidero scopare (uso il termine volgare di proposito).

    10. CptHook 2 giugno 2023

      Non mi urtano i non eterosessuali, mi urta l’esposizione palese della sessualità, sia essa etero o di altra natura.

      Ca va sans dire...

    11. Verdiana Siddi 2 giugno 2023

      Ma perché stiamo dibattendo sull'amore a colpi di commenti?

      Lo stesso articolo ambisce a condensare in, alla fine poche, righe di prosa qualcosa che è universale, quanto estremamente singolare.
      La poesia forse, ma non sempre...

      Non vi pare di questo passo ci si perda nella sterile esternazione della propria visione, senza che questo possa portare in alcun modo a niente?

      Inoltre, quale urtare e urtare, di questa cosa che chiamiamo amore e che è l'unica purezza che potrebbe salvare il mondo, ora in mani del tutto disinnamorabili, non dovrebbe urtare alcuna esternazione: qualsiasi fastidio che provocato è l'inaderenza al nostro Ego.

      Ce la facciamo a non trasformare la purezza in pochezza?

    12. WarezSan 2 giugno 2023

      "Il nuovo modello poliamoroso" è un modello introdotto di recente al pari della teoria gender.
      E' esistito in passato?
      Certamente, ma nella società attuale è stato introdotto di ritorno e spinto al pari di altri (modelli) funzionali a determinati interessi sovranazionali.

      Per tanto, non è una questione su cui voglio discettare.

      L'urto si verifica, in me legittimamente, con l'esposizione della sessualità in modo palese, non dell'amore in quanto tale.

      Vedere baracconi di gente con il membro fasciato in sospensori arcobaleno mentre si muovono al tempo di samba con piume di pavone appiccicate posteriormente non lo trovo né poetico né amorevole.

      E si, mi urta, e sono anche gentile.

    13. Verdiana Siddi 2 giugno 2023

      Certo che se parliamo di maschi e femmine, sesso e amore, etero e omo, ..., uscire di strada è un destino inevitabile.
      Uomini e donne, unione di corpi e unione di anime, fra sessi (biologici) opposti e fra sessi (biologici) uguali.
      Ecco che proseguendo sulla carreggiata giusta nessuno si farà male - forse.

      I baracconi non c'entrano nulla.

      Il poliamore sarà anche la nuova etichettatura perfetta per quel che si dice più anticamente "infedeltà di coppia" con l'aggiunta di una vile coscienza ritoccata, ma l'unione di anime illimitata è l'unica via di salvezza per questo genere: umano.

      E se c'è qualcuno che da tale unione spirituale e intangibile desidera fisicamente dimostrare, constatare, trovare espressione di ciò che ci eleva, come potrà mai disturbare la tua quiete?

      Insieme resistiamo, divisi cadiamo.

    1. Eugiorso 1 giugno 2023

      In pratica, si parla dell'ammucchiata, o anche dell'orgia ...
      Mi pregio di non aver mai partecipato a quelle pratiche degenerate.

      Cari saluti

    2. sbregaverse 1 giugno 2023

      SÌ si sta parlando di polieros non di poliagape.

    1. sbregaverse 1 giugno 2023

      Di virtù farne necessità.

    1. sbregaverse 1 giugno 2023

      PER ADESSO
      TROPPA GRAZIA
      (poi francamente me ne infischio)

    1. Verdiana Siddi 1 giugno 2023

      Solo la morte m'ha portato in collina
      Un corpo fra i tanti a dar fosforo all'aria
      Per bivacchi di fuochi che dicono fatui
      Che non lasciano cenere, non sciolgon la brina
      Solo la morte m'ha portato in collina.

      "Un Chimico", Faber

    2. LuxIgnis 1 giugno 2023

      Trainor il farmacista,

      Soltanto un chimico può dire, e non sempre

      che cosa uscirà dalla combinazione

      di fluidi o di solidi.

      E chi può dire

      come uomini e donne reagiranno

      fra loro, e quali bambini nasceranno?


      C’erano Benjamin Pantier e sua moglie,

      buoni in se stessi, ma cattivi l’un l’altro:

      ossigeno lui, lei idrogeno,

      il figlio un fuoco devastatore.

      Io, Trainor, il farmacista, mescolatore di elementi chimici,

      morto mentre facevo un esperimento,

      vissi senza sposarmi.

      E. L. Masters

    3. Verdiana Siddi 1 giugno 2023

      E-sat-te-vol-mente

    4. sbregaverse 1 giugno 2023

      SAT CIT ANANDA
      (Tantra Yogurt ops YOGA)

    5. sbregaverse 1 giugno 2023

      LA mente mente.

    6. Verdiana Siddi 1 giugno 2023

      Che mente, la tua

    7. sbregaverse 2 giugno 2023

      I capricci tuoi son cose ridicole
      sapessi quanti amori sono finiti così
      perchè annegarono tra tante lacrime
      per un capriccio.
      Scendi giù dalle nuvole
      ritorna quella bimba che sorrideva per me.
      I capricci tuoi son cose ridicole.

    8. maghi 2 giugno 2023

      la mia esperienza è che faccio sesso a 70 anni felicemente senza aiuti chimici da quasi 50 anni con la solita donna, mentre tutti i miei amici che hanno provato la poligamia sono o divorziati o hanno bisogno del viagra. Qualcuno ci ha lasciato pure le penne, dopo magari anni di malattia contratta con rapporti extraconiugali. Per carità, uno può vivere e morire come vuole, ma io ho preferito vivere a costo di tirarmi uno schiaffo per non farmi prendere dalla passione di una trombata.

    9. Verdiana Siddi 2 giugno 2023

      Su CDC non si era mai vista tanta inutile morale.

      Grazie Nigro. Ci siamo scordati, l'etica è rimasta a letto, perché oggi non si lavora.

    10. Verdiana Siddi 2 giugno 2023

      L'amor te! Sì sbreghino, se scendo dalle nuvole ti conviene aprire l'ombrello però

    11. maghi 2 giugno 2023

      ognuno ha la sua morale e la sua etica.

    12. Verdiana Siddi 2 giugno 2023

      Questo pone fine alla discussione, ti ringrazio infinitamente.

    13. JHON 2 giugno 2023

      Neil Sedanka? Che tempi!

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