Platone e la morale

Articolo di Alberto Giovanni Biuso

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«Di morale si muore» afferma giustamente Alain de Benoist (Diorama Letterario, n. 365, gennaio-febbraio 2022, p. 4). La sfrenata moralizzazione di ogni situazione ed evento -rapporti sociali, passioni amorose, guerre, commerci, religioni, cultura- sta conducendo la vita individuale e collettiva a sprofondare nella censura, nella superficialità, nella violenza. Sì, la violenza dei moralisti, che è sempre stata tra le peggiori sue forme. Un’aggressività che trova nel politicamente corretto il proprio luogo di elezione. Sino a instillare e instaurare l’obbligo di credere alle più fantasiose, astratte, superstiziose e grottesche «verità morali». Tra queste, singolare e insieme emblematico è il rifiuto pressoché assoluto della corporeità, della sua forza, del suo fondamento per ogni ulteriore elaborazione dell’umano. Si nega, in poche parole, che il maschio abbia un pene e la femmina una vulva. ‘Costruzioni culturali’ vengono definiti questi truismi, queste evidenze che nessuna percezione sensata dell’umano può mai negare. I corpi vanno sostituiti con un fantasma; anche i corpi come tutto il resto, in modo da «prendere congedo dalla realtà, giocare col proprio corpo e vivere in un mondo di simulacri, di apparenze» (Giuseppe Giaccio, ivi, p. 16).

Per chi coltiva tali prospettive, il radicamento dell’Europa nell’ontologia greca deve essere dissolto. In modo che una cultura del tutto iconica come quella nordamericana possa sostituirsi allo spessore materiale e tangibile della cultura europea. Poiché ancora oggi è vero che «chi controlla l’Europa controlla il mondo intero», ancora oggi è questo uno dei principi di fondo della geopolitica (Marco Iacona, ivi, p. 39). Un continente le cui radici stanno nella grande sintesi platonica dell’esperire e del pensare. Sintesi talmente pervasiva e fondante da aver generato i saperi e le esperienze estetiche, politiche, religiose, scientifiche. Ha ragione Aleksandr Dugin (per altri versi filosofo un poco bizzarro) a ritenere che «chi non conosce o non capisce Platone non può sapere o capire nulla. Platone è il creatore del terreno fondamentale della filosofia. La filosofia, a sua volta, è lo sfondo della teologia, della scienza e della politica. Platone, quindi, è alla base della teologia, della scienza e della politica» (Platonismo politico, trad. di D. Mancuso, Edizioni AGA, 2020, p. 81) e ha ragione Carlo Galli a pensare che sia necessario «fare irrompere nuovamente Platone nel moderno, proprio perché critico della demagogia imperante nella città» (Eduardo Zarelli, DL 365, p. 36).

Perché con Platone la morale sta al posto che le spetta, senza allagare l’intero territorio della vita che è molto più vasto, profondo, ricco e labirintico rispetto a ogni norma, regola, imposizione, censura, valore.

di Alberto Giovanni Biuso

Articolo originale: https://www.grece-it.com/2022/07/01/platone-e-la-morale/

Biografia Autore: (fonte Wikipedia, link qui)

Biuso ha studiato filosofia all'Università degli Studi di Catania, dove si è laureato, nel 1983, con una tesi su Husserl e Heidegger. Tra il 1985 e il 2001 ha insegnato nei Licei. Nel 2006, ha conseguito il Dottorato di Ricerca sempre presso l'Università di Catania, dove ha poi svolto incarichi di ricerca e di docenza. È professore ordinario di filosofia teoretica al Dipartimento di Scienze Umanistiche dell'Università di Catania.

Commenti (46)

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    1. AlbertoConti 1 dicembre 2022

      «Di morale si muore»
      Che scoperta! La morale nasce dalla vita ed il suo luogo è la vita pienamente vissuta, cioè al momento, mentre non è quella che si rifà acriticamente alle prescrizioni morali del secolo prima, non avendo di meglio da fare nella propria epoca.
      Per “moralisti”, nell’accezione negativa del termine, s’intendono quegli zombi che si aggrappano ai ricordi, snaturandoli da morti viventi qual sono (es. i piddini).
      Cionondimeno i contenuti morali godono di una loro relativa continuità sociale e culturale che si basa su un substrato intuitivo comune, essendo frutto di una percezione soggettiva che è anche oggettiva se autentica, di persona integra e integrata. E’ il giudizio contestualizzato che cambia di contenuto nei tempi medio-lunghi, cambiando il contesto, non lo spirito del giudizio.
      Dire che «Di morale si muore» è come dire «Di pane si muore», per il semplice fatto che «Di vita si muore», cioè il suo scorrere (della vita) ci avvicina progressivamente alla morte.
      Quindi il contenuto morale è come una merce a scadenza, ottimo da fresco, tossico se conservato troppo a lungo senza rinnovarlo, senza (ri)viverlo, come il pane quotidiano o un debito da progetto di vita.
      Fermarsi al «Di morale si muore», senza intendere altro, vuol dire demonizzare il pane, l’aria che si respira, la vita in sé. Allora sì che si muore male, come quei puritani di m. che ci stanno opprimendo spacciandosi per benefattori (es. “alleati” anglofoni). Fabbriche d’ipocrisia che a guardarle fanno vomitare anche un buon pane appena gustato, come giusta reazione morale. La morale non si nega in quanto principio come non si fissa per sempre senza viverla pienamente. Chi fa l’una o l’altra cosa “vive la sua morte con un anticipo tremendo”, e fa soffrire e morire anche il prossimo suo.

    1. Primadellesabbie 30 novembre 2022

      "...Egli fu, nel pieno senso della parola, l’interprete del mondo. Il più grande filosofo dell’èra precristiana rispecchiò fedelmente nelle sue opere lo spiritualismo dei filosofi vedici che vissero migliaia di anni prima di lui, e l’espressione metafisica di quello spiritualismo. Vyasa, Djeminy, Kapila, Vrihaspati, Sumati e tanti altri hanno trasmesso la loro indelebile impronta, attraverso i secoli, imprimendola su Platone e la sua scuola. È così dimostrato che a Platone e agli antichi saggi indù fu rivelata la stessa saggezza. .......Platone insegnò che la giustizia sussiste nell’anima del suo possessore e ne è il bene supremo. ..."

      Blavatsky

      e ancora:

      “Da Platone”, dice Ralph Waldo Emerson, “proviene tutto ciò che finora è stato scritto e discusso dagli uomini di pensiero”. Egli assorbi il sapere del suo tempo: quello della Grecia da Filolao a Socrate; poi quello di Pitagora in Italia; poi quello che poté procurarsi dall’Egitto e dall’Oriente. La sua mente era così vasta che tutte le filosofie europee e asiatiche furono contenute nelle sue dottrine. E alla cultura e alla contemplazione egli aggiunse la natura e le qualità del poeta.

      Poi vedete voi.

    1. uparishutrachoal 30 novembre 2022

      Mi è sempre piaciuto Platone e mi irritava Aristotele..poi ho goduto Plotino e la gnosi..e poi sono passato all'India con Shankara e al Giappone con lo zen mutuati da Osho e Gurdjieff aiutati da Guénon come intellettuale e storico.
      Adesso mi sono quasi dimenticato tutto, tranne i fondamenti, e questi fondamenti non li rinvengo nella filosofia comunemente intesa che reputo un gioco linguistico spesso indisponente e per giunta faticoso.
      La morale appare quando la gente ha perso il senso della realtà..altrimenti non ce ne sarebbe bisogno..e appunto per questo oggi siamo in un'epoca di moralismo asfissiante che uccide la vita e l'intelletto sano.
      Epoca da starci lontano il più possibile, per non venire infettati dal virus del nulla...e non è il mio un discorso elitario, ma di umile e semplice sopravvivenza.

    2. LuxIgnis 30 novembre 2022

      La morale appare quando la gente ha perso il senso della realtà

      E sei arrivato ai Taoisti...
      "I profeti sono il fiore del Tao e l'inizio dell'inganno..."

    3. uparishutrachoal 30 novembre 2022

      E anche la fine..speriamo.. che è la cosa più difficile ad abbandonare e che zavorra l'aspirante saggio...e allora non ci sarà neppure un post..(hahaha)

    4. oriundo2006 30 novembre 2022

      Anch'io ho avuto un percorso...accidentato. E' inutile: se noi resechiamo il sapere 'occidentale' delle origini greche dalle sue profonde radici orientali, finiamo per snaturarlo completamente. Athena Nera lo indica bene, anche se parzialmente.
      E' un errore che gli Antichi non ammettevano, circondando i loro pensatori sommi di una aura che derivava da ampie intersezioni con l' Oriente, sia vicino che lontano: ad esempio per le matematiche ma anche per la storia e le altre discipline speculative più propriamente 'filosofiche' che, dobbiamo ricordarlo, erano connesse con la scienza della Natura e dei Fondamenti.
      Questi ultimi erano quasi sempre 'ta metà ten fusikà' perchè attinenti ad un empireo assoluto privo di legami diretti con l'esperienza osservabile, ma peraltro dovevano condurre essi stessi ad una organicità tra mondo speculativo 'esterno' con quello 'interno': ne erano il fondamento indiscutibile perchè alla fine indimostrabile ma sempre necessario in vista del ‘Kosmos’ ordinato in cui tutte le sue parti corrispondevano in Armonia.
      Impresa impossibile...dovuta al timore della sofistica che indicava bene nell'arbitrarietà delle posizioni la fine che faceva la 'morale', ovvero la scienza dei comportamenti opportuni per vivere in società, se assegnata al solo discorso 'umano': la scomparsa di entrambe nel delirio frenetico della ricerca del piacere e dell’ utile solo personale, epicureismo volgare senza socialità.
      E' uno jato tra mondo empirico e quello dei fondamenti che oramai non è più recuperabile: fondare la morale oggi su di un 'discorso' 'metafisico' sarebbe letteralmente 'impensabile'...ed in questo jato si inserisce la propaganda omosessualista che, ben lungi dall'essere estranea ad un 'pensiero' 'filosofico', rappresenta invece la fine della nostra civilità che torna alle sue origini sviandole di significato senza recuperarne il meglio. Lasciamo il meglio e prendiamo avidi il peggio: ovunque e dovunque. Un bel risultato che non si direbbe possibile dopo millenni di 'morale' 'cristiana' ( qualunque cosa voglia significare oggi questo termine ) e di chiacchiere bibliche sul concetto di una morale che doveva essere indicata appunto da un 'dio' per essere valida perchè l' esperienza umana non era in grado di porre questi fondamenti, chiacchiere ben condite da capestri e punizioni estreme per il 'peccato di carne' che continuò imperterrito ad essere esercitato con entusiasmo...
      Quando lo stesso Platone appunto esaltava l'amor socratico, come si disse poi, come forma 'perfetta' di 'eros', forse è proprio qui l'essenza dell'errore occidentale: L' Occidente è vittima delle sue stesse passioni, ovvero di un 'rinforzo' delle stesse attraverso la loro proiezione nella 'materia' allo scopo di raggiungere nel loro dispiegamento senza limiti il 'klimax' dell'esperienza umana vitale e con ciò il 'significato' ultimo della vita come incremento senza fine A+B', quando in Oriente il tantrismo insegnava il contrario: il controllo, il limite, il 'vuoto', la dimensione senza dimensione misurabile perché ne è all’ origine di tutte.
      Errore antico il nostro, paradossalmente non estraneo all' idea di un Ordine Universale, il Dharma, ritenuto utile e solo utile a fondare e mantenere una società ma superabile in vista della proppria convenienza.
      Atlantide si conservò fin quando seppe porre argine alla follia dei suoi governanti e dei suoi sudditi, volti alla cupidigia individuale come unico legame reciproco: e la guerra distruttiva che intraprese condusse il continente alla sua scomparsa.
      Pare una premonizione terribile della nostra fine.

    5. Primadellesabbie 30 novembre 2022

      Dipende anche dai confini che tracci, più sono stretti e arbitrari e più la morale si estende e si trasforma in moralismo, e in questo il secondo che nomini si è dato un gran da fare, e noi (la Chiesa per noi) quando ce ne siamo ricordati l'abbiamo scelto a formare il nostro modo di ragionare, con qualche significativa eccezione nei pressi di Firenze.

    1. Nestor Halak 30 novembre 2022

      Le "verità morali" tendono inevitabilmente al grottesco, particolarmente quelle del "politicamente corretto", ideologia molto stupida e molto moralistica: del resto gli americani con le loro origini puritane, sembrano incapaci di morale, ma molto inclini al moralismo.
      Il legame di tutto ciò con Platone, mi pare più opinabile, dopo tutto non credo sia il solo filosofo capace di mettere la morale al posto che le spetta.

    2. A.P. 30 novembre 2022

      La morale ha il posto preminente in filosofia, ma non è qualcosa che piove dal cielo, ma ciò che proviene dal logos. Ogni tempo ha la sua morale, la dignità umana non ha la stessa valenza per noi o per un uomo della polis greca. La morale in sé è ciò che risponde alle esigenze dalla comunità. La morale di Sparta non è quella di Atene per esempio.

    3. ric 30 novembre 2022

      gli yankees incapaci di morale ???

      non scherziamo! Ne hanno da vendere..di morale. Se un presidente tocca il culo ad una donna viene messo alla gogna peggio di Quasimodo . e se ne chiede la destituzione con grancassa ....
      Ma se bombarda Falluja e lascia 70 mila morti in una sola notte , quasi tutti civili viene osannato . Chiamare patriota un mercenario e terrorista un Siriano o un Palestinese che si difende dalle bombe che gli piovono in testa dal cielo e morale pure questa secondo me !

    4. Nestor Halak 30 novembre 2022

      Direi che hai fatto un buon esempio, temo involontario, del significato del mio commento.

    5. ric 30 novembre 2022

      non direi involontario.!

    6. Nestor Halak 1 dicembre 2022

      Allora chiedo scusa: errore mio.

    1. Rnamessaggero 30 novembre 2022

      Lei crede in Platone ?
      https://youtu.be/Qek1fr6Hrzw
      W Platone.

    2. Fantine 30 novembre 2022

      Siamo nati tutti ignoranti, ma bisogna lavorare sodo per restare stupidi.

      Benjamin Franklin

    1. Rnamessaggero 30 novembre 2022

      È sbagliato pensare che la scrittura esprima un pensiero. Se la interroghi non risponde, non parla, né può difendersi da sé. Ha sempre bisogno dell’aiuto del padre, conclude Socrate, e il padre siamo noi. Il padre è l’uomo: non lo scritto ma lo scrivente, colui che “fa parlare” ciò che è scritto.
      Ma ora che sono arrivate le macchine – e non semplicemente la macchina a vapore o il motore a scoppio, ma il computer, la rete e l’intelligenza artificiale –, la faccenda si è complicata parecchio.

    1. sbregaverse 30 novembre 2022

      Divertente , molto divertente. Il rigore etico(etilico ?!) che arriva alla comunione delle donne e dei figli.
      Repubblica(Politeia) libro V.
      (Se conta quel che piase e quel che no piase: se tase).

    2. Fantine 30 novembre 2022

      L'idea che così i figli erano figli di tutti e tutti erano genitori.
      E poi l'eugenetica.
      E poi le classi (non di genere).
      Ma soprattutto, Sbrega, Socrate aveva Santippe a casa.
      Ed era tutta sua! 😅😂

    1. danone 30 novembre 2022

      Non se ne può più di professori ordinari univeristari, ma basta, sparano cazzate in serie perchè se no perdono il posto e lo stipendio, poveri, e stiamo ancora qui a proporli?
      Platone se non fosse mai nato saremmo nella merda tutti per questo fenomeno di bi-uso.
      Io sono un pensatore, la mia filosofia la colgo da per me.
      E' giusto portare un grande pensatore come il Platone e le sue consapevolezze ad esempio per capire cosa lui intendesse e raccontasse della sua esperienza interiore elaborata e comunicata a noi tutti, ma poi basta, sei tu che devi usarti nella mente, nel corpo e nell'anima, per capire le tue cose ed esplorare il mondo.
      Platone lascialo sul comodino, ti conviene.

    2. A.P. 30 novembre 2022

      Non credo che Platone abbia appreso filosofia da sé. Nessuno è nato "imparato". Platone non è indispensabile, come nulla nella vita lo è, se sei solipsista, ma può essere utile se desideri imparare qualcosa di originale.

    3. danone 30 novembre 2022

      Sono della scuola dell'esperienza diretta come ricerca, ma riconosco l'importanza fondamentale dello studio permanente.
      Il problema di questi professori ( vai a leggerti il breve testo del link che ha messo grande sintesi platonica).
      Non stanno sostenendo che è utile conoscere cosa dice Platone, stanno dicendo che bisogna fare come lui, per lo meno a me arriva questo messaggio dalle loro comunicazioni.
      Spero di sbagliarmi, per loro.

    4. Fedeledellacroce 30 novembre 2022

      Eh si!
      Piú che d'accordo.
      Quanto piú studiano, quanto piú hanno il paraocchi.
      Parola di ignorante doc.

    5. Fedeledellacroce 30 novembre 2022

      Nessuno nasce senza gli strumenti per imparare.
      Ma non tutti sanno usarli, questi strumenti. E allora studiano. E discriminano poi chi non ha studiato montagne di cose inutili come loro, dandogli dell'ignorante.

    6. IlContadino 30 novembre 2022

      Personalmente non ce l'ho coi professori, come non ce l'ho coi benzinai o i baristi. Può essere che un professore dica cose interessanti, che ti arrivano giù in fondo (non è questo il caso!), come può farlo un benzinaio od un barista. Ma oggi siamo al punto che il benzinaio apre giusto un paio d'ore al giorno, finito il metano chiude e se ne va (per fare rifornimento bisogna quasi prendere appuntamento come dal medico), il barista fa entrare il cane e a te ti lascia fuori, e il professore, bè il professore ragiona di Platone e morale, mi sembra giusto, no? In questo mondo che rasenta la perfezione, a cui manca un nonnulla per diventare un paradiso in terra, è giusto aggiungere un pizzico di Platone, appena una puntina.
      Il prossimo caffè lo ordino corretto al Platone, se mi chiede uno e venti non glielo pago, è contro la mia morale!

    7. danone 30 novembre 2022

      Ti confesso caro Conta che ho sviluppato una grande diffidenza, che a volte diventa quasi una vera avversione, verso categorie di cui prima avevo stima, come quella dei medici, a tal punto che avrei paura a farmi curare in ospedale oggi.
      Verso i prof universitari ho sempre avuto abbastanza disistima in generale, per le note ragioni che sappiamo, ma dopo il covid, ho una forte avversione anche nei loro confronti.
      Chiaramente se conosco personalmente il soggetto è un'altra cosa, parlo in generale.

    8. Primadellesabbie 30 novembre 2022

      No, ha viaggiato molto, è stato anche venduto come schiavo dal Tiranno di Siracusa che non ne condivideva qualche idea.

    9. Gino 1 dicembre 2022

      Non se ne può più di professori ordinari univeristari, ma basta, sparano cazzate in serie

      perfettamente d'accordo.

      In alternativa a questo articolo, ma rimanendo nel merito della questione della selezione delle docenze universitarie, e delle carriere, ti consiglio questa ben più interessante lettura:

      Finis Sinarum: Why I think China Cannot Win This
      America Has Infiltrated China
      By Thorsten J. Pattberg for the Saker blog

      (sempre la stessa strategia, collaudatissima e sistematica)

    1. Arian Van Heisen 30 novembre 2022

      "...I corpi vanno sostituiti con un fantasma; anche i corpi come tutto il resto, in modo da «prendere congedo dalla realtà, giocare col proprio corpo e vivere in un mondo di simulacri, di apparenze» (Giuseppe Giaccio, ivi, p. 16).Per chi coltiva tali prospettive, il radicamento dell’Europa nell’ontologia greca deve essere dissolto. In modo che una cultura del tutto iconica come quella nordamericana possa sostituirsi allo spessore materiale e tangibile della cultura europea. Poiché ancora oggi è vero che «chi controlla l’Europa controlla il mondo intero»,...."

      Questi sono gli articoli che apprezzo maggiormente perchè sono concisi e vanno dritti al bersaglio.
      Prima ci sganciamo dalla cultura Anglo-USA-Giudea e riconsegnamo la
      conoscenza dei classici antichi Greci Latini prevalenti sulllo scientifico
      ed alllora forse riusciremo a salvarci.

    2. A.P. 30 novembre 2022

      Salvarci da cosa, prego?

    3. Arian Van Heisen 30 novembre 2022

      da una cultura del tutto iconica come quella nordamericana possa sostituirsi allo spessore materiale e tangibile della cultura europea e non diventare la loro succursale meticcia in Eu .

      Riconosco la superiorità del sapere filosofico degli antichi su quello scientifico.

      da le memorie di A. Einstein pag 78

    4. A.P. 30 novembre 2022

      Non sapevo che Einstein avesse segretari.......ma tu arian da cosa o da chi ti senti in pericolo?

    5. Deheb 30 novembre 2022

      "Non entri qui, chi non è geometra"
      Platone.

    6. Arian Van Heisen 30 novembre 2022

      Chi non capisce la matematica non può capire la filosofia. La matematica è una introduzione necessaria alla filosofia. Pitagora ha scoperto che esistono leggi matematiche necessarie. Queste leggi sono a priori, non dipendono dalla osservazione empirica. Gli oggetti empirici si avvicinano agli oggetti matematici ma sempre in modo imperfetto e comunque noi troviamo le leggi matematiche scritte in noi stessi. Le leggi matematiche non sono empiriche ma non sono soggettive, valgono infatti per tutti gli uomini, anzi per tutti gli esseri razionali. Esiste dunque una realtà oggettiva razionale che non è materiale/empirica. Questa realtà Platone chiamerà idea. Questa realtà non è empirica però ci aiuta a comprendere il mondo materiale: le cose del mondo infatti sembrano essere imitazioni imperfette degli enti matematici ed obbediscono, pur se in modo imperfetto, a leggi matematiche. Da queste realtà della matematica nasce la prima è fondamentale questione filosofica: come possiamo rappresentarci questa armonia prestabilita fra idea matematica e realtà empirica? C’è forse un Dio che ha dato forma alla materia del mondo secondo concetti matematici? La matematica ci introduce alla metafisica e chi non capisce la grande scoperta di Pitagora, la scoperta delle idee a priori, non può capire la filosofia. Per questo Platone vuole che lo studente si impadronisca dei concetti fondamentali della matematica, impari a pensare con il metodo ed il ritmo propri della matematica, prima di passare alla filosofia.

    7. Arian Van Heisen 30 novembre 2022

      troppo facile capirlo...da quelli come Einstein..!

    8. ric 30 novembre 2022

      il quale tra l' altro ha fatto nulla di serio , se non appropriarsi di studi e risultati altrui .

      La teoria della relativita' bocciata da altri studiosi resta solo una teoria ...una supposizione senza certezze. Nulla a che vedere con un teorema .
      Ma si sa , anche una cacca di certi nasoni diventa arte....

    1. indipendente 30 novembre 2022

      Tutte seghe esclusive dell'occidente, che giustamente sta facendo, sotto i nostri occhi, la fine che merita.

    1. JA 30 novembre 2022

      La filosofia, a sua volta, è lo sfondo della teologia, della scienza e della politica.”
      La filosofia non è lo sfondo della teologia, come vorrebbe far credere la natura magica dei russi, ma una superiore visione del mondo (come le favole per il bambino rispetto all’università per l’uomo adulto) che si mantiene nell’infantile mentalità popolare.
      Vale invece per la scienza che già dai suoi inizi in Grecia e fino a dopo Newton si potrebbe dire allora, e si è detto in seguito, filosofia della natura: scoprire dalla sua fisionomia morfogenetica le leggi estetiche del suo divenire per vivere in armonia con esse.
      Va da se la sua inscindibilità con la Politica (da distinguere con la moderna partitocrazia dei pidocchi rifatti al potere) in quanto massima espressione della natura umana nella sua interazione sociale.
      https://it.wikipedia.org/wiki/Filosofia_della_natura

    2. A.P. 30 novembre 2022

      La filosofia non è una forma superiore etc etc. La filosofia non è altro che la conoscenza della realtà sociale in cui noi esseri umani viviamo. La filosofia con la natura ha ben poco a che fare, in quanto la natura non è manipolabile, come noi invece ingenuamente crediamo, e quindi è al di fuori da ogni possibilità speculativa. Lo stesso leopardi, con il suo concetto di natura matrigna, la escludeva dal novero delle possibilità speculative pertanto ciò che resta non è altro che il logos, la più alta forma umana di pensiero che non può avere pretese escatologiche, come la religione, ma che attraverso la metafisica può giungere alla realtà pura, cioè il nostro vivere. Questo è solo questo è il significato della filosofia.

    3. Fedeledellacroce 30 novembre 2022

      Leopardi mi mancava.
      Ma che avrá fatto mai 'sto segaiolo di Giacomo per meritare tanto spazio e tempo nelle scuole nostrane?
      E mo lo ritiri fuori, come fosse un santino :-D
      Ombre di un passato deformato dal tempo e dallo studio insano, inutile, dannoso.......

    4. JA 30 novembre 2022

      Tanti auguri.
      Alle volte avere idee certe aiuta a vivere meglio del logos.

    5. lazarovici 1 dicembre 2022

      certo, se si fosse fatto prete, con carriera assicurata fino a diventare cardinale (come voleva quella bigotta stronza e baciapile di sua madre) forse sarebbe piaciuto ai fedeli della croce. Purtroppo era ateo, mannaggia li pescetti....

    1. Individualista 30 novembre 2022

      Ma Platone chi? Quello che vedeva l' arte come una copia del mondo fisico (che è a sua volta una copia del mondo delle idee) e che quindi sarebbe stato doveroso eliminare? Per non parlare del corpo come tomba dell'anima...
      Mai avuti in simpatia i popoli che nella loro lingua hanno una parola per indicare chi non è della loro razza. Mai.

    2. A.P. 30 novembre 2022

      La parola straniero indica appunto colui che non appartiene alla propria appartenenza etnica. Cosa c'è di male in questo?

    3. Individualista 30 novembre 2022

      "Barbaro" non indica lo straniero con una sua cultura e dignità, ma lo straniero incapace di parlare la lingua della tua stirpe.

    4. A.P. 30 novembre 2022

      Bene, e quindi quale pericolo si nasconde dietro questa determinazione?

    5. Individualista 30 novembre 2022

      Reputare gli altri degli esseri inferiori, dunque andargli a portare oltre alla filosofia anche la propria politica a suon di guerre, mantenendo ovviamente la giusta distanza.
      Non ricordo sinceramente se fu Eschilo o Euripide a rappresentare in una tragedia i Persiani come popolo con una propria cultura e dignità e per questo ampiamente criticato.

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