Più che virtù poté il destino

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di Nestor Halak
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Durante la seconda guerra mondiale, lo stato maggiore tedesco aveva progettato l’invasione della Gran Bretagna che, in caso di successo, avrebbe dato alla Germania il potere incontrastato su tutta l’Europa centro occidentale, da Lisbona al confine russo. Da lì sarebbe stato molto difficile per tutti rimuoverli. Invece, dopo che Goering non riuscì a distruggere l’aviazione inglese come aveva promesso, Hitler decise di annullare il piano e di attaccare invece l’Unione Sovietica, un paese più popoloso e immensamente più grande della Germania col quale aveva appena siglato un patto di non aggressione per mettersi le spalle al sicuro. Perché una decisione tanto rischiosa? Probabilmente non era estranea alle (sciocche) idee sulla razza che lo ossessionavano. Gli inglesi erano fratelli di stirpe germanica e con loro ci si poteva accordare, i russi, al contrario, erano sottouomini che esistevano solo per essere sfruttati dai popoli eletti. Sta di fatto che in questo modo si realizzò di nuovo l’incubo strategico classico dei generali tedeschi, quello di dover combattere su due fronti.

Nel febbraio di quest’anno si è raggiunto in Italia il punto più alto della follia da covid: occorreva un'apposita autorizzazione governativa per poter lavorare, per prendere un caffè al bar, per viaggiare in autobus, per entrare in un negozio, o all’ufficio postale. Per di più, il capo del governo non era stato eletto da nessuno, ma inviato dall’estero come un governatore. Eppure chiunque avrebbe potuto constatare che nel paese non esisteva alcuna crisi sanitaria, se non quella cronica dovuta alle carenze dei servizi medici pubblici, di certo non imperversava nessuna epidemia che giustificasse misure tanto drastiche. Della vecchia democrazia liberale italiana, con tutti i suoi difetti, non rimaneva praticamente nulla, al suo posto era sorto uno stato repressivo e totalitario incentrato sul culto di un medicinale prodotto da una corporation americana, dalla composizione e dagli effetti incerti, chiamato “vaccino” e della sfuggente malattia terribilmente simile all’influenza che avrebbe dovuto curare. Uno stato per molti versi più oppressivo di quello fascista, già basato sul culto del duce e dell’impero. Il fenomeno, per di più, non era solo italiano, ma mondiale. Eppure, proprio quando in tutto il mondo la nuova dittatura sembrava incontrastabile e gli oppositori ridotti alla morte civile, si è cominciato dappertutto ad allentare le misure, allentamento che, inevitabilmente, si è riflesso, di malavoglia, anche sul nostro paese. Dico di malavoglia non solo da parte del governo, ma anche dei devoti più oltranzisti, che continuano a girare con una pezzuola sul muso nonostante l’obbligo sia caduto.

La guerra in Ucraina è cominciata otto anni fa quando il governo americano ha organizzato un colpo di stato appoggiato da settori neofascisti ultranazionalisti, al fine di sottrarre il paese all’influenza russa e insediare al potere un governo fantoccio che obbedisse in tutto a Washington, poiché da Washington dipendeva totalmente per la sua sopravvivenza. I nazionalisti ucraini professavano un credo razzista per cui i parlanti russo, circa il 40% della popolazione del paese, doveva essere considerata inferiore e perseguitata in infiniti modi. A seguito del golpe, alcune zone ad ampia maggioranza russa, si ribellarono al governo centrale proclamando l’indipendenza. La rivolta riuscì perfettamente in Crimea, che attraverso un abile intervento minimale e un referendum fu annessa alla Russia, e a metà in Donbass che fu parzialmente liberato, ma dove per otto anni è proseguita pressoché ininterrottamente la guerra per l’indipendenza. Fallì invece ad Odessa e a Kharkov. La guerra indipendentista fu ovviamente appoggiata dalla Russia, pur senza mai intervenire direttamente e senza neppure riconoscere ufficialmente le due repubbliche del Donbass, nonostante che nel 2014 le condizioni per sconfiggere ciò che restava dell’esercito ucraino e riprendersi l’egemonia sul paese fossero molto favorevoli. L’errore di fondo, il peccato originale della situazione Ucraina, pare essere stato proprio questo mancato intervento che certamente avrà un suo motivo. Ne mai un’azione a sorpresa per liberare il Donbass fu condotta negli otto anni successivi, fino al febbraio di quest’anno, proprio quando gli americani avevano deciso di provocare la Russia ad intervenire dopo aver ben preparato il terreno.

Durante tutto questo periodo di guerra a bassa intensità, molti commentatori geopolitici e militari controcorrente hanno presentato i fatti del 2014 quasi come una vittoria della Russia di Putin che era riuscita a rintuzzare l’attacco americano, a riprendersi la Crimea e a sottrarre all’Ucraina parte del Donbass. Nessun cenno sul fatto che il paese nel suo complesso fosse stato di fatto tolto all’influenza russa, sotto la quale era stato da sempre, costituendo, anzi, una parte importante e tra le più avanzate della vecchia Unione Sovietica. Per tutti questi otto anni, questi analisti hanno continuato a sostenere che l’Ucraina fosse un paese fallito e in rovina e che Putin, fine stratega, si sarebbe guardato bene dall’invaderlo o semplicemente da riportarlo sotto il controllo russo in tutto o in parte, perché ciò avrebbe significato uno sforzo economico grandissimo che l’economia russa non poteva in alcun modo permettersi. Lasciavano inoltre capire che dal punto di vista militare la Russia avrebbe potuto, volendo, distruggere facilmente l’esercito ucraino in poche settimane addirittura senza neppure entrare nel paese, ma semplicemente usando le soverchianti armi da distanza. Se non liberavano il Donbass era perché “non ne avevano bisogno”, per evitare vittime civili e per calcoli geopolitici. Fatto sta che anche senza l’intervento, le vittime civili non sono mai mancate.

Nel frattempo gli americani continuavano a fornire armamenti all’Ucraina ed a ricostruire l’esercito, paventando l’ingresso nella nato e il dispiegamento di missili nucleari, non tanto per l’interesse che avevano nel paese, ma con l’evidente fine di provocare la Russia ad una reazione che avrebbe dovuto permettere il raggiungimento dei seguenti fini: impantanare la Russia in una lunga guerra di logoramento in Ucraina; iniziare una più dura guerra economica tale da distruggere la Russia in campo commerciale fino ad ottenere un cambio di governo a Mosca come già gli era riuscito a Kiev, dato che l’opzione puramente militare era impraticabile; creare una barriera tra la Russia e l’Europa occidentale in modo da impedire la formazione di un’unione commerciale euroasiatica tra Lisbona e Pechino che sarebbe diventata il cuore del mondo e li avrebbe inevitabilmente marginalizzati.

Sempre seguendo le analisi citate, si concludeva che Putin non sarebbe caduto nella trappola: avrebbe sì fatto qualcosa, ma sarebbe stata una risposta “asimmetrica”, una “mossa di Judo politico”, che avrebbe spiazzato il nemico in maniera inaspettata. Un’invasione in Ucraina non era probabile: perfino il numero delle truppe presenti al confine era insufficiente per una mossa del genere. Devo dire che avevo seguito anch’io questa linea di pensiero, tant’è che quando, nel febbraio di quest’anno, i russi, trionfalmente annunciati da mesi da tutte le televisioni occidentali, hanno effettivamente invaso l’Ucraina, sono rimasto sfavorevolmente sorpreso. Una cosa era certo vera in quelle analisi: le truppe erano effettivamente insufficienti per liberare il Donbass e neutralizzare l’Ucraina con la prospettata guerra lampo. Mi sono fatto l’idea che l’operazione, che minacciava direttamente Kiev, doveva con ogni probabilità essere molto veloce e portare ad una sorta di golpe ad iniziativa di forze ucraine “dormienti”, sostanzialmente militari, che avrebbero dovuto palesarsi nella circostanza, spodestare il governo, prendere il potere e promuovere colloqui di pace in cui si stabilisse: la cessione irreversibile della Crimea, l’indipendenza del Donbass, la smilitarizzazione dell’Ucraina e lo scioglimento di tutti i corpi neonazisti con perseguimento dei reati commessi fino a quel momento. Del resto il presidente Putin, che dice quasi sempre il vero, aveva annunciato apertamente quasi tutti questi obbiettivi.

Se non che, evidentemente i rapporti dell’intelligence non erano molto accurati, di fatto le forze ucraine che dovevano adoperarsi per il cambio di regime non si sono viste ed anzi l’esercito ha preso a reagire con accanimento e convinzione. Così adesso la Russia si trova a combattere (ancora a quanto pare con forze insufficienti), una guerra d’attrito che si prospetta non certo di poche settimane. Basti pensare che a distanza di oltre due mesi dall’inizio dell’operazione, il fronte di Donetsk è rimasto sostanzialmente immutato e gli ucraini continuano tranquillamente a bombardare la città con l’artiglieria come fanno da otto anni. Insomma, è successo più o meno quello che volevano gli americani, che quindi si fregano le mani, inviano armi ed hanno iniziato la tanto desiderata guerra economica totale convincendo a parteciparvi in veste di kamikaze i loro sudditi europei. A questo punto i russi sono ben incastrati e, se non vogliono soccombere, sono costretti a proseguire la guerra ad oltranza, a vincerla e anche a prendersi ampi pezzi di Ucraina.

Nel frattempo la narrazione controcorrente si è adattata ai fatti sopraggiunti. Adesso non c’è più traccia delle risposte asimmetriche di Putin, né della sottintesa previsione che un’eventuale guerra sarebbe stata facile e breve, adesso la guerra si divide in fasi, la prima con minaccia a Kiev ed Odessa per distogliere gli ucraini dal rimpinguare le truppe in Donbass, la seconda che prevede l’accerchiamento e la distruzione rapida dell’esercito di stanza e finalmente la liberazione delle province ribelli, la terza da precisarsi. Se non che il colpo di maglio che doveva seguire la vittoria a Mariupol non è avvenuto neppure stavolta e l’ultima versione sostiene che l’opzione migliore è una guerra d’attrito, poiché consente di sfruttare la superiorità dell’artiglieria russa, di minimizzare le proprie perdite e quelle dei civili, massimizzando invece i danni al nemico. Ed anche perché, aggiungerei, le forze in campo continuano ad essere insufficienti per qualsiasi altra opzione. D’altra parte il grosso dell’esercito deve essere tenuto di riserva per il caso, possibile, che la Nato decidesse effettivamente di intervenire.

Nelle analisi di oggi, non mi pare di scorgere alcun segno della vecchia presunta riluttanza russa a prendersi in carico l’Ucraina, o parti significative di essa. A quanto pare, non sarebbe più un peso economico inaccettabile. Al punto in cui sono giunte le cose, mi pare, vincere la guerra non può non significare la conquista di tutta la fascia costiera, del Donbass, e magari di Kharkov, altrimenti occorrerà arrampicarsi sugli specchi per sostenere di aver vinto e la vittoria prenderà a somigliare a quella della Nato in Afghanistan. Rimane per me un mistero assoluto il motivo per il quale i russi non distruggano seriamente le infrastrutture ucraine, soprattutto quelle relative ai trasporti, tanto più che il rifornimento di armi dall’estero è un fattore rilevante: d’accordo le ragioni umanitarie, ma la vogliono vincere o no questa guerra? I treni dovrebbero essere fermi fin dai primi giorni, i ponti su Dniepr non dovrebbero esistere più, fare gite scolastiche a Kiev dovrebbe essere considerato sconsigliabile ed invece tutti entrano ed escono a piacere. Cosa pensano di stare facendo, una guerra o una scampagnata?

Sia come sia, tutto fa pensare che la trappola americana abbia funzionato bene: tutti i desideri di Washington sembrano avverarsi. Persino l’Europa ha accettato di buon grado di suicidarsi per compiacerli. Tuttavia, si narra, esiste un’antica maledizione cinese che recita pressappoco così: possa ogni tuo desiderio realizzarsi. In altre parole bisogna stare molto attenti a ciò che si desidera.

Il rifiuto occidentale di una pace sulla base di un accordo in Ucraina, porta necessariamente la Russia in una condizione di tutto o niente e il vecchio Clausewitz non consiglierebbe di lasciare un nemico senza vie di fuga, meno che mai se il nemico è una potenza atomica. Fortunatamente una guerra di attrito, nonostante tutte le armi che possono essere fornite dall’occidente, non sembra ragionevole poter condurre ad altro esito che ad una vittoria russa, sia pure non velocissima. I russi sono avvantaggiati nei mezzi, negli uomini, nella logistica e nelle tattiche: parrebbe solo una questione di tempo. Ragionevolmente l’Ucraina non potrà che essere usurata molto prima della Russia e sembra inevitabile che finisca divisa in più parti, le più importanti delle quali controllate direttamente o indirettamente dalla Russia. Ed una Russia riunita all’Ucraina tornerà ad avere un potenziale simile a quello dell’Unione Sovietica, in più liberata dalla palla al piede dei vari stan.

La guerra commerciale, d’altra parte, non sembra affatto dare i frutti sperati, eppure era quella sulla quale più si contava. Se c’è un paese al mondo che può fare a meno degli altri, questa è la Russia. Le sanzioni la costringeranno a sviluppare le proprie produzioni ed i propri sistemi, compresi quelli finanziari, diventando più libera dal controllo dei poteri mondialisti. La situazione la spingerà, inoltre ad avvicinarsi sempre di più all’altra potenza mondiale che potenzialmente potrebbe essergli nemica, la Cina, ed all’Asia in generale. Forse gli occidentali, più che isolare la Russia, isoleranno se stessi. Inoltre la guerra non sembra per il momento aver indebolito il potere russo dall’interno tanto da portare all’agognato cambio di regime, anzi sembra aver condotto ad un rafforzamento del governo risvegliando la tradizionale resilienza patriottica russa e favorendo l’allontanamento di ulteriori “amici dell’occidente” tra quelli ancora presenti nella dirigenza. Le contro sanzioni russe, infine, tendono a mettere in dubbio il ruolo internazionale del dollaro e incontrano il favore di molti importanti paesi che, a quanto pare, non cercavano altro che un’opportunità per poter finalmente sfuggire alla tirannia della moneta americana.

In più, l’inevitabile crisi economica potrebbe destabilizzare definitivamente l’unione europea che attualmente non è altro che il lato politico della Nato (e quindi ad esclusiva guida americana), e portare in prospettiva ad un allentamento della presa degli USA sul continente. Hitler e Mussolini, in fondo, andarono al potere in circostanze che avevano un parallelismo con quelle che si vanno creando. D’altra parte un intervento diretto della Nato a favore dell’Ucraina per tentare di sconfiggere la Russia sul campo non sembra possibile, non solo per il pericolo di guerra nucleare che comporterebbe, ma anche per la difficoltà a reperire una forza combattente realmente seria in Europa e la cui creazione oltreoceano richiederebbe mesi e mesi di preparazione. Inoltre le precedenti prestazioni, vedasi per esempio la lunga guerra afgana, non paiono affatto incoraggianti. Il comunque possibile intervento Nato, pare essere una delle ragioni per cui la Russia non impegna attualmente in Ucraina il grosso delle sue potenzialità. Infine, il recente lancio nella società occidentale della “pandemia” ed in generale di tutto l’armamentario del cosiddetto “grande reset”, ha comportato un ulteriore indebolimento interno. Insomma: neppure l’occidente pare avere una posizione realmente solida.

Anni fa, passeggiando in un cimitero, mi capitò di leggere su una lapide questo epitaffio “più che virtù poté il destino”. Nelle nostre vite, facciamo spesso progetti e piani per il futuro credendo di agire per il meglio e spesso perfino nella maniera più razionale possibile, date le premesse. Tuttavia la nostra razionalità non sempre è davvero razionale, risente molto dell’emotività e delle profondità inconsce, inoltre le cose mutano rapidamente e sembrano avere una loro propria inerzia: ciò che rimane davvero sotto il nostro controllo non è poi una grande parte del tutto. I piani falliscono facilmente e occorre spesso rimodularli sulle circostanze sopravvenute. Perciò, quando il gioco è finito, qualcuno sente il bisogno di scrivere frasi del genere sulle tombe. La stessa cosa sembra valere in scala più ampia anche per i grandi progetti mondiali, per gli stati, gli statisti, gli oligarchi e i poteri economici: quasi mai le cose e tanto meno le guerre, vanno come previsto, il controllo rimane limitato, occorre non solo avere ottimi piani ma anche non affezionarcisi troppo, saperli cambiare all’occorrenza e soprattutto occorre che le cose, con la loro inerzia, non si mettano troppo di traverso.

Funzionerà la trappola Americana? Riusciranno gli Stati Uniti a conservare l’egemonia? Riusciranno i nuovi oligarchi anglosassoni ad imporre il “grande reset” e a confermare il primato dei grandi poteri economici sulla politica? Pfizer sconfiggerà i parlamenti? Bill Gates sarà consacrato profeta? Riuscirà l’Europa ad evitare le conseguenze più nefaste delle sanzioni e magari a riconquistare un suo margine di sovranità o sprofonderà sempre di più? Riuscirà la Russia a rovesciare la sua situazione di stato assediato a partire dalla vittoria in Ucraina? Riusciranno Russia e Cina ad imporsi come potenze di pari grado e magari superiori agli Stati Uniti?

La situazione oggi è aperta. Come finirà è dubbio. Del resto se l’esito fosse scontato, che senso avrebbe combattere? Io non ho certo doti profetiche come l’ineffabile Bill e naturalmente non so rispondere a nessuna di queste domande, ma sono portato a pensare che nessuno abbia il controllo assoluto degli eventi. Forse, più che la virtù, potrà il “destino”.

Nestor Halak

Commenti (44)

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Mostra commenti 44 caricati
    1. Pfefferminz 15 maggio 2022

      "Hitler decise di annullare il piano e di attaccare invece l’Unione Sovietica, un paese più popoloso e immensamente più grande della Germania..."

      Mi intrometto solo per segnalare una citazione pubblicata sul quotidiano tedesco TAZ che sta suscitando enorme scalpore in Germania. Il giornale TAZ fu fondato a suo tempo da intellettuali di spicco, ora però è irriconoscibile.

      "La vera storia della seconda guerra mondiale è che Stalin aveva pianificato questa guerra che avrebbe spazzato via il mondo intero e sarebbe finita solo quando anche l'ultima repubblica sovietica argentina sarebbe diventata parte dell'URSS. Ha pianificato questa guerra molto prima che Hitler salisse al potere”.

      "L'attacco di Hitler alla Russia - Operazione Barbarossa - con 24 milioni di cittadini sovietici morti come risultato era solo un'autodifesa del Reich tedesco... "

      Fonte: https://www.alexander-wallasch.de/kultur/nazi-gau-bei-der-taz-adolf-hitler-nicht-schuld-am-zweiten-weltkrieg
      (articolo in tedesco)

    2. Divoll 15 maggio 2022

      In realta', articoli di questo tenore risultano controproducenti per chi li fa.

    3. BrunoWald 15 maggio 2022

      Portare all'assurdo con esagerazioni una tesi valida è un modo sottile per screditarla. Che Stalin intendesse conquistare l'Argentina è dubbio; che mirasse all'Europa, invece, molto meno.
      Il Patto di Non Aggressione del 1939 puntava roprio a questo: rendere possibile un conflitto tra la Germania e l'Occidente, per poi scagliarsi sui contendenti esausti e prendersi l'intera posta. Infatti ne approfittò subito per attaccare Finlandia e Romania e conquistare gli stati baltici.
      L'inattesa vittoria tedesca in occidente lo costrinse ad accelerare i piani. La visita di Molotov a Berlino nel novembre 1940 lasciò pochi dubbi circa le intenzioni ostili dei sovietici, e Hitler prese la fatale decisione di anticiparli con l'offensiva dell'anno seguente, che precedette forse di un paio di mesi quella dell'Armata Rossa. La superiorità sovietica in uomini, mezzi ed armi offensive - artiglieria e carri pesanti - era enorme, e solo la professionalità della Wehrmacht rese possibili i successi iniziali.
      Non sostengo affatto che Hitler fosse un pacifista, o che il governo tedesco fosse esente da responsabilità: ma furono gli occidentali ad attaccare la Germania, non il contrario, e Stalin si preparava a sua volta a farlo nel '41. I 24 milioni di morti furono in gran parte dovuti alla spietatezza con cui usò le sue truppe come carne da cannone.

    4. Pfefferminz 15 maggio 2022

      Per completezza cito l'opera da cui è tratto il brano pubblicato dalla TAZ:
      https://t.me/AllesAusserMainstream/24420
      (in tedesco)

      "Die Aufklärung der Bedrohung aus dem Osten" Band 1 und 2. 1939 bis 22 Juni 1941 "Die Prävention durch die Wehrmacht mit bisher unveröffentlichen Dokumenten"
      (Spiegazione della minaccia proveniente dall'est. Volume 1 e 2. 1939 fino al 22 giugno 1941. La prevenzione da parte della Wehrmacht con documenti finora non pubblicati.)
      Autore dell'opera è il dott. Bernd Schwipper, generale di divisione. Il libro è uscito il 10 febbraio 2022 e si può acquistare presso la casa editrice di Thorsten Schulte "fremdbestimmt".

      Bisogna vedere quali sono i "documenti finora non pubblicati".
      Per "inquadrare" l'opera: Thorsten Schulte, l'editore, è un attivista della prim'ora del movimento contro le restrizioni pandemiche e da molti anni lotta contro l'abolizione del contante. Dopo che nessun editore voleva pubblicare il suo libro "Fremdbestimmt" sull'ascesa del nazionalsocialismo e sulla seconda guerra mondiale, ha fondato una propria casa editrice.

    5. Pfefferminz 15 maggio 2022

      Come ho appena scritto, bisogna vedere i documenti "finora non pubblicati" dell'autore del libro, il dott. Bernd Schwipper, ex NVA-maggiore generale, il quale avrebbe studiato per due anni presso l'accademia di stato maggiore di Mosca.

    6. BrunoWald 15 maggio 2022

      Certamente. Molti documenti importanti furono a suo tempo fatti sparire dagli alleati occidentali, e molti probabilmente si trovano negli archivi russi. Al di là delle passioni di parte, sarebbe una gran cosa recuperare i tasselli che consentano finalmente una valutazione obiettiva. Temo che il libro da te citato non sarà mai tradotto in italiano; forse in inglese.

    1. Divoll 15 maggio 2022

      Ci sono dei fattori che non vengono presi in considerazione. In primo luogo, la volonta' di ridurre al minimo le vittime civili e la distruzione delle infrastrutture civili. In secondo luogo, la necessita' di vincere le menti e i cuori per lo meno degli ucraini centro-sud-orientali (quelli occidentali, da sempre filonazisti e banderisti, sono anime date per perse comunque), se non altro perche' i russi dovranno poi continuare a conviverci. Dughin, se non sbaglio, aveva spiegato che nel 2014 la Russia non era pronta ad affrontare non tanto l'Ucraina, quanto il consesso nato-Usa che si sarebbe formato allora allo stesso modo di oggi. C'era ancora Obama, il Nobel per la guerra. Si vede che la Russia non poteva permettersi di fare il passo piu' lungo della gamba in quegli anni. Forse si sarebbe potuto tentare di liberare il Donbass durante Trump, o forse Putin sperava che avrebbero funzionato gli accordi di Minsk, non so. Credo che ci siano anche molti altri fattori a noi sconosciuti che rendono il quadro incompleto e quindi difficile da interpretare. In ogni caso, che senso ha fare questa dietrologia? Mi sembra piu' importante cercare di capire appieno la situazione presente, soprattutto nel campo occidentale, ormai in balia di una lucida follia. Inoltre, non bisogna dimenticare gli obiettivi che i russi hanno effettivamente gia' raggiunto. Diversi analisti politici e militari, come per esempio Scott Ritter, ritengono che le operazioni russe in Ucraina siano state strategicamente ineccepibili e che Mosca stia vincendo questa guerra.

    2. Nestor Halak 15 maggio 2022

      Naturalmente sì. Ci sono molte cose solo superficialmente accennate: è solo un articolo che esprime a grandi linee un punto di vista sulla situazione, per approfondire l'analisi occorre molto più spazio e molte più informazioni.
      Però chiedersi perché in passato si è fatto o non si è fatto qualcosa mi pare importante per capire la situazione attuale.
      Ritter, Martyanov, il Saker diranno pure che la guerra è già militarmente vinta, ma di fatto gli scontri continuano accaniti, il Donbass non è liberato, l'Ucraina non è denazificata né neutralizzata.
      Tant'è che alla propaganda occidentale è ancora possibile proclamare che l'Ucraina sta vincendo.
      L'occupazione della regione di Kherson e di Mariupol mi sembrano al momento gli unici concreti successi conseguiti.
      E stendiamo un velo pietoso sulla tragicomica vicenda dell'Azovstal.

    3. Divoll 15 maggio 2022

      Azovstal non e' tanto tragicomica, se si pensa a quel che i russi ci vogliono trovare dentro (oltre ai neonazi e, probabilmente, a qualche ufficiale straniero, di cui uno - Trevor Cadieu o Kadier, generale canadese della nato - e' gia' stato arrestato e portato a Mosca). Si tratta, credo, di qualcosa di molto importante, vista la pazienza con cui attendono la resa pacifica degli assediati. Inoltre, conservando il corridoio sempre aperto e non attaccando la fabbrica, non potranno essere accusati di aver ammazzato nessuno li' dentro.

    4. Bertozzi 15 maggio 2022

      "Tant’è che alla propaganda occidentale è ancora possibile proclamare che l’Ucraina sta vincendo."
      
      Alla propaganda occidentale e anche a diversi commentatori qui!

    1. mingo 14 maggio 2022

      Ottimo articolo, ottima analisi, lucida e concreta ha riassunto tutto complimenti all'autore.

    1. oriundo2006 14 maggio 2022

      Concordo sull’articolo in cui mi pare di leggere sconforto e pessimismo. Neanche io penso che le cose si metteranno al meglio, ne’ mi pare di intravvedere una via d’uscita ‘onorevole’ per i contendenti. È iniziata una lotta mortale e qualsiasi tentativo di disammorzarla sarà vano. Gli occidentali sono con la bava alla bocca, pieni d’odio non più represso mentre parlano con leggerezza folle di guerra atomica e di distruzione del nemico. Ecco sulle ragioni profonde dell’odio verso il mondo russo e più in generale slavo ( perché ortodosso ? ) occorre interrogarsi. Sottostante al conflitto politico vi è un conflitto di religione, ovvero di opposte ed inconciliabili visioni ‘ultime’ ?
      Guardate come è stata trattata la Serbia e sotto un altro aspetto la Grecia, caso ancora più indicativo anche se non bellico. Questo aspetto esiste e se è vero quanto dico, risulta chiarissimo il perché della posizione dell ‘ Italia nonché le parole terribili del papa in udienza con cattoliche ucraine su Oloferne ( https://www.maurizioblondet.it/su-francesco-che-incita-le-mogli-dei-comandanti-del-battaglione-azov/ ).

    2. Rnamessaggero 14 maggio 2022

      L' osservazione del carattere religioso è talmente evidente che non dovrebbe essere necessario farla, purtroppo è basilare.

    3. Nestor Halak 15 maggio 2022

      Il fattore religioso gioca un ruolo importante nella guerra tra Russia e Occidente? Non saprei dire, ma francamente non ho questa impressione. Non ce la vedo una guerra di religione, i contendenti mi sembrano perlopiù disinteressati a questo aspetto. D'altra parte il mondo cattolico mi pare altrettanto diviso da quello delle numerose sette protestanti che dall'ortodossia.
      Se il ruolo c'è, sta più nella cultura differente prodottasi di fatto nei secoli nelle diverse aree religiose che non nelle "visioni ultime".
      Mi pare che il Papa, come sempre, stia dalla parte del potere: quello presente è anche piuttosto rozzo negli interventi.

    4. BrunoWald 15 maggio 2022

      La leggerezza con cui si parla di guerra atomica è frutto di un divorzio dalla realtà in atto da lungo tempo, che si riflette in tutti gli ambiti della vita nell'occidente terminale. I riti e le prescrizioni demenziali imposti dalla religione polcor ne sono l'esempio più lampante, anche se il problema è più vasto. In sintesi, per la massa la guerra è qualcosa che si vede alla tv, e dalle elite drogate di potere e cocaina non c'è da attendersi un particolare senso di responsabilità.
      L'odio verso gli slavi era comprensibile agli inizi del XX secolo, per l'atmosfera intrisa di nazionalismo e i conflitti etnici che funestavano la complessa geografia politica dell'Europa centro-orientale, ma oggi è un fenomeno chiaramente artificiale: perlolmeno alla base della società.
      Al vertice, d'altra parte, l'odio è l'essenza stessa degli psicopatici al potere. Odio per l'umanità in generale, odio per la razza bianca in particolare, odio per tutti coloro che osano interferire con i loro piani, ai quali si riservano le rappresaglie più feroci: ieri il mondo germanico, oggi gli slavi e i russi, domani sarà qualcun altro. Non credo che esiteranno a scatenare una guerra nuclerare, nel momento in cui vedranno minacciata la loro egemonia.

    1. sbregaverse 14 maggio 2022

      Bene lo stanziamento per le armi agli ucraini che si devono difendere; ma quando lo stanziamento di armi per gli italiani che si devono difendere dai propri governanti?!

    2. Divoll 15 maggio 2022

      Qua ci vorrebbe un bel dirottamento

    1. JA 14 maggio 2022

      Essere e divenire. In realtà il destino non è che il nostro modo d'essere: nelle scelte che facciamo, dettate dal carattere; nella scelta che gli altri di noi fanno dettata dalla nostra fisionomia caratteriale.

    2. Rnamessaggero 14 maggio 2022

      Quando soffia il vento del cambiamento alcune persone costruiscono muri altre costriscono mulini a vento.
      La tensione è ciò che pensi di dover essere. Il rilassamento è ciò che sei. E via così con proverbi e detti cinesi, basta veramente poco per capire come da soli si annullino sia l' essere che il divenire.

    3. sbregaverse 14 maggio 2022

      E allora ?
      《Un buon tacer non fu mai scritto》

    4. Rnamessaggero 14 maggio 2022

      Ma solo il fatto palesa e manda dritto spesso e quasi sempre zitto zitto.
      Nel greco filosofico dissertare noto l' error del verso nel di corpo andare, cito il vatican esempio a dimostrare.

    1. sbregaverse 14 maggio 2022

      L'ASSILLO mio è più egoico: riuscirò ancora a scopare qualsivoglia femmina scopereccia e per quanto tempo mi sarà concesso?
      P.S.Apprezzi vero Nestorione ,questo mio diamante un po' grezzo certo, ma che darà il dovuto lustro al tuo pezzo?

    2. Rnamessaggero 14 maggio 2022

      Come pescar anguille col seder ammollo il pensier ardito a difesa del pensier cinico destro trollo.

    3. sbregaverse 14 maggio 2022

      ...ammollo è tecnica ardita se non hai l'ano/amo(lectio difficilior) di Apollo.

    4. Rnamessaggero 14 maggio 2022

      È nel simbolico eloquente che s' acchiappa più che anguilla lo serpente. A rischio mio d' esser bannato che ti lascio a rigor n' Apollo sfanculato.

    5. sbregaverse 14 maggio 2022

      N'..A'...aha...pollo sfanculato
      variante suggerita esaustiva.

    6. Rnamessaggero 14 maggio 2022

      Timida e apprensiva la pollo allusione da risata auto esaustiva.

    1. Arian Van Heisen 14 maggio 2022

      " Durante la seconda guerra mondiale, lo stato maggiore tedesco aveva progettato l’invasione della Gran Bretagna..... "

      Insomma.. Das Dritte Reich ed i suoi fantasmi devono sempre l' iniziazione ossessive dei Boomers nei loro articoli, che partono sempre da premesse confuse e false per poi arrivare tramite loro congetture a conclusioni sbagliate.

      Come in questo caso lasciando perdere i miti leggendari sulla razza giova ricordare che fu la Gran Bretagna insieme alla Francia ha dichiarare guerra al Reich del Fuhrer tutto il resto sono congetture fantasiose degli scritti di Best Sellers e delle finction tele cinematografiche che hanno fatto le fortune dell' Industrie dell' intrattenimento USA-GB GIUDEE.

    1. Archepensevole 14 maggio 2022

      Sono stamco, veramente....anche se ti faccio in bici 90 km alla media dei 27 e passa...sono stanco!!

    2. Archepensevole 14 maggio 2022

      mtb eh

    3. Rnamessaggero 14 maggio 2022

      Cnf, ci mancherebbe.

    4. Archepensevole 14 maggio 2022

      Sono arrivato.. il mio Amico mi dice che devo coltivare il mio orto, diversamente non ne esco

    5. Rnamessaggero 14 maggio 2022

      90km alla media dei 27,xx, beh dai, con le stesse energie metti su una industria tipo valle degli orti.

    1. LuxIgnis 14 maggio 2022

      Chi va piano va sano e va lontano.
      A qualcuno forse sarebbe piaciuto che la Russia avesse risolto la questione in poco tempo. I mezzi ce li ha. Un bel bombardamento a tappeto sulle città principali in pieno stile americano, la distruzione delle infrastrutture e l'Ucraina si sarebbe arresa in poco tempo. Ma questo avrebbe portato a diverse cose, anche a uno scoppio di un conflitto più allargato e quindi alla terza guerra mondiale diretta. Il rischio c'era ed è evidente. Oltre al fatto che avrebbe messo in cattiva luce ancor di più di come è adesso la Russia e le sue azioni. Se la Russia ha un grosso seguito nel mondo è anche perché si sta comportando così. E ce l'ha.
      Le guerre si combattono con le armi ma soprattutto con la strategia e con l'intelligenza cosa che manca ai governanti occidentali, abituati da sempre a usare solo la forza per tentare di assoggettare le popolazioni. Tra l'altro con scarsi risultati. 3/4 del mondo odia visceralmente gli europei e gli americani. Soprattutto quest'ultimi, gli europei si sono aggiunti dopo visto che sono solo un codazzo di questi.
      La strategia russa è abbastanza evidente.
      Limitare i danni a sé stessi e agli altri riducendo il più possibile le vittime civili. Vedere come si sono comportati con le acciaierie di Mariupol, avrebbero potuto risolvere la questione con un bel missile e invece hanno pazientato come nei vecchi assiedi. Non hanno scampo quelli là.
      Conquistare il favore delle popolazioni locali liberate. E qui ci sono molte testimonianze di come esultano dopo la liberazione. Vedere i servizi di Bianchi e Rangeloni.
      Probabilmente annettere i territori russofoni o comunque indipendenti ma separati dall'Ucraina. Già una regione (Kherson) farà un referendum per chiedere l'annessione alla Russia.
      Ma soprattutto sviscerare e rendere evidenti le ipocrisie e le menzogne degli occidentali. Sono loro che non si aspettavano questo comportamento da parte dei russi. Non tutti gli europei si sono bevuti la propaganda occidentale seppur martellante e a senso unico. Questo lo dicono i sondaggi ma anche fatti come quello avvenuto in Estonia o Lituania dove al monumento dei caduti per la guerra patriottica il 9 maggio sono stati portati talmente tanti fiori che le autorità avevano vietato e hanno dovuto usare un trattore per portarli via e mettere transenne e minacciare d'arresto i cittadini (paesi democratici, eh!)
      Se contiamo pure tutto l'aspetto economico l'Europa è al collasso sotto ogni punto di vista. Dovrà diventare sempre più autoritaria per mantenersi in piedi. Rendendo ancora più evidenti le sue contraddizioni che ormai sono innascondibili.
      In più mettiamoci pure tutte queste armi affluite in Ucraina che i Russi pazientemente sequestrano e rendono innocue e l'Europa sarà un cane spelacchiato con la rogna e senza denti che abbaia. Che la Russia si mangerà in un boccone se vuole e se sarà il caso.

      Questa è strategia, lenta ma inesorabile. Presa la cocozza e tutto il cucuzzaro.
      Poi sì l'Europa da stupida com'è tenterà di fare qualcosa ma allora di essa rimarrà solo un brutto ricordo. E' che la virtù bisogna avercela per affrontare il destino.

    2. Hero of Sky 14 maggio 2022

      come spesso accade mi trovo d'accordo con le tue analisi. La Russia non solo non voleva, ma non POTEVA intervenire all'epoca, per tutta una serie di fattori. Ancora troppo influenti gli occidentalisti, ancora una certa fiducia che si potesse consolidare la sua riaccresciuta influenza con le buone, economia ancora priva di contromisure alle vili sanzioni americane, alleanza con la Cina non di acciaio come adesso. Per citarne alcune

    3. mingo 14 maggio 2022

      Dice il vero e le cose stavano proprio così.

    4. Balabiott 14 maggio 2022

      Saluti Lux..ho letto che anche in Moldova hanno ben celebrato il 9 maggio, alla faccia della Sandu..

    5. Divoll 15 maggio 2022

      Concordo in pieno con la tua disamina.

    1. Rnamessaggero 14 maggio 2022

      Come sempre bastano poche frasi, "il destino non esiste ma niente succede per caso", capire questa è dura. "Fare i conti senza l' oste", questa è più facile. Chi tra i due può gridare "dio lo vuole", lascia il nemico senza suole, questa non esisteva. Dio è nel presente, ogni progetto è sempre e solo, coda di serpente, il seguir la quale in maniera lesta porta a schiacciar la della serpe testa, nuova anche questa.

      Tutti dimenticano Debaltsevo:https://pandoratv.it/ptv-news-18-febbraio-2015-resa-in-massa-degli-ucraini-a-debaltsevo/

      Chissà perché, bah.

      Sembra che, se Mussolini non avesse dichiarato guerra alla Grecia e impegnato Hitler per tirarlo fuori, la Russia forse... vabbé, la Germania perde grazie all' imbecillità di Hitler.
      L' imbecillità andrebbe valutata in tutte le guerre, per farlo però occorrono almeno dei non imbecilli, non ne conosco, il solo parlar è affare losco.

      "hanno iniziato la tanto desiderata guerra economica totale convincendo a parteciparvi in veste di kamikaze i loro sudditi europei" qui basta mettere il termine "obbligando" al posto di "convincendo".

    2. Martin 14 maggio 2022

      Guarda che l'attacco di Mussolini alla Grecia non fu fatto "per invidia dei successi di Hitler" come ridicolmente si scrive sui libri di storia postmarxisti. La Grecia era diventata la base GB per la guerra navale nel Mediterraneo. Quando le cose andarono male, grazie anche agli Inglesi, per inciso ai fascisti non passo' mai per l'anticamera del cervello di bombardare a tappeto le citta' greche. L'importanza dell'occupazione della Grecia si puo' apprezzare una volta che USA e GB occuparono la Tunisia, distante dall'Italia piu' o meno come la Grecia: finalmente ebbero una base per bombardare l'Italia. Il 19 luglio 43 600 aerei Usa e GB bombardarono Roma. Lo shock (mondiale) porto' alla convocazione del Gran Consiglio del 25 luglio 43. Tanto per offrire una barlume di storia reale.

    3. Rnamessaggero 14 maggio 2022

      Perché io che avevo detto ?
      Basta scrivere Mussolini per dare per scontate una infinità di sfumature storiche, la colpa di tutto è di Gaetano Bresci, fidati.

    1. Eugiorso 14 maggio 2022

      Sono completamente daccordo sul fatto (storico mancato) che la Russia doveva approfittare dell'occasione, agli inizi del 2015 dopo la sconfitta ukro-nazista di Debaltsevo, entrare in forze nello stato che non esiste, chiamato ukraina, impossessandosi con la forza militare di un ampio territorio russofono, cercare di rimuovere Porošenko e di rimettere al suo posto Janukovyč, fuggito in Russia dopo il golpe.
      Così avrebbe avuto il diretto controllo dei territori russofoni, da Char'kov a Odessa, passando per il Donbass, mentre dall'altra parte del confine avrebbe avuto uno stato mutilato, retto da uno affidabile e votato alla neutralità ...
      Non è detto che l'operazione sarebbe riuscita in toto, ma le probalità che riuscisse era alte, perché le bestie statunitoidi-neocon e la nato non erano ancora riusciti a completare il loro piano criminale, riguardante un'ukraina nazi anti-russa e armata fino ai denti ... Negli anni successivi, fino al 24 di febbraio del 2014, purtroppo, l'hanno fatto senza risparmio, destinando risorse per la realizzazione del piano guerrafondaio, i cui esiti stiamo oggi osservando.
      A discolpa del Cremlino, che non è intervenuto duramente quando ciò era possibile, con buone probabilità di successo, dobbiamo però ricordare che la politica russa era ancora eminentemente difensiva, nei confronti del nemico usa-nato-unione europide e docciamo ricordare che lo stesso intervento in Siria è avvenuto all'ultimo minuto, alla fine di settembre del 2015, probabilmente un po' prima della caduta o almeno di una grave sconfitta di Assad e dell'Esercito Arabo-Siriano ...

      Cari saluti

    2. Rnamessaggero 14 maggio 2022

      Mentre scrivevo su Debaltsevo, mi hai preceduto, vabbé, bravo, come Putin che non ha invaso il territorio brulicante di nazisti ma ha lasciato il tempo a tutti, civili e militari, di capire.

    3. Archepensevole 14 maggio 2022

      Eu.. ho 50 anni, sono incazzato parecchio per aver messo al mondo figli che non merirtano questa realtà

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