Pioggia acida sul futuro delle batterie (senza lo zolfo il sogno si inacidisce)

Pioggia acida sul futuro delle batterie (senza lo zolfo il sogno si inacidisce)

Irina Slav
irinaslav.substack.com

Molto tempo fa, alcune persone avevano deciso che sarebbe stata un'ottima idea generare elettricità da fonti non estratte direttamente dal sottosuolo. Poi avevano ritenuto che sarebbe stata un'idea ancora migliore elettrificare tutto ciò che poteva essere elettrificato. Per salvare il pianeta. Poi era scoppiata una guerra. Le persone che volevano salvare il pianeta avevano fatto una scoperta sconvolgente: i loro piani dipendevano in gran parte da materiali estratti dal sottosuolo e, orrore degli orrori, da un certo sottoprodotto della loro lavorazione.

Due mesi fa avevo scritto della crisi dello zolfo, in una panoramica generale della crisi in atto nelle catene di approvvigionamento globali che coinvolgono lo zolfo, a quanto pare la maggior parte di esse. Oggi vorrei concentrarmi nello specifico sull'utilizzo dello zolfo nelle batterie, perché nei momenti difficili dovremmo cercare di divertirci ogni volta che sia possibile.

"Il mercato dei fosfati era già limitato prima della guerra a causa della crescente domanda di zolfo in altri settori, come la lavorazione dei metalli per batterie", ha osservato il Financial Times in un recente articolo sulla devastazione che incombe sull'industria dei fertilizzanti.

Come ben sanno le menti più curiose, lo zolfo è ampiamente utilizzato nella lavorazione di svariati metalli, in particolare rame, nichel e cobalto. Con l'aumento della domanda di questi metalli, fondamentali per le batterie, è cresciuta anche la domanda di zolfo. E sappiamo bene cosa è successo all'inizio di quest'anno alle forniture provenienti dalla più grande regione esportatrice al mondo. Questa transizione non sembra proprio trovare pace, vero?

In un interessante rapporto dello scorso settembre sulla domanda di zolfo da parte dell'industria metallurgica, CRU ha descritto l'evoluzione dell'utilizzo dello zolfo, da un impiego quasi esclusivamente riservato alla produzione di fertilizzanti e all'industria, ad un crescente utilizzo nella lavorazione dei metalli, in seguito all'impennata della domanda di questi ultimi sulla scia degli obiettivi climatici.

"Nel 2000, i mercati dei fertilizzanti e dei prodotti industriali rappresentavano il 98% della domanda globale di zolfo, mentre il restante 2% era costituito da piccoli volumi consumati per la produzione di acido solforico per l'estrazione di nichel e uranio. Nel 2025, la domanda di zolfo da parte dell'industria metallurgica è salita fino a rappresentare il 9% della domanda globale totale", si legge nel rapporto.

Naturalmente, ci si aspettava che la percentuale di domanda di zolfo proveniente dal settore della lavorazione dei metalli continuasse a crescere con l'aumento della domanda di batterie di ogni tipo. E poi è arrivata la crisi. Che ha portato ad un'impennata dei prezzi dello zolfo. Che, a sua volta, ha portato a un'impennata dei prezzi di tutto ciò che utilizza lo zolfo.

Ad aprile, HSBC aveva pubblicato un rapporto che metteva in guardia sugli "effetti a cascata" della crisi mediorientale su diversi settori, in particolare su quelli che utilizzano lo zolfo.

Tralasciare i fertilizzanti è difficile ma oggi è necessario [se vogliamo concentrarci sul paradosso delle batterie e della transizione energetica, N.D.T.]; i prezzi dello zolfo, al momento della pubblicazione del rapporto, erano aumentati del 40% dalla fine di febbraio, raggiungendo i 600 dollari a tonnellata. E da aprile? Sentiamo cosa ne pensa un produttore di fertilizzanti.

Secondo il Financial Times: "Semplicemente non c'è zolfo", ha affermato Christian Wendel, presidente della società di commercio di fertilizzanti Hexagon Group. "I prezzi dello zolfo, che un anno fa si aggiravano tra i 150 e i 180 dollari a tonnellata, sono schizzati fino a 850-900 dollari a tonnellata, con alcuni prezzi di consegna che si avvicinano ai 1.000 dollari", ha affermato.

Ora, cosa significa tutto ciò per i prezzi delle batterie? Mi rendo conto che la domanda è retorica e la risposta palesemente ovvia, ma mi ha comunque fatto piacere porla. Si è parlato di un calo continuo e irreversibile dei prezzi delle batterie, quindi costruiamone di più per immagazzinare l'energia solare in eccesso che ora sprechiamo quando la domanda è bassa. Peccato che chi aveva fatto queste previsioni si fosse dimenticato di molte cose, tra cui ciò di cui le batterie hanno bisogno prima di diventare batterie, ovvero lo zolfo.

Lo scorso dicembre BloombergNEF aveva riportato con soddisfazione che i costi delle batterie erano crollati dal 2010 grazie a margini di profitto inferiori per i produttori e a "innovazioni e miglioramenti concreti in termini di efficienza". Più nello specifico, i prezzi delle batterie sono diminuiti del 93% dal 2010 e, sì, sono destinati a scendere ulteriormente, nonostante l'aumento dei prezzi dei metalli, aveva affermato BloombergNEF. "L'industria ha assorbito questi shock grazie ad un maggiore utilizzo di batterie a basso tenore di carbonio (LFP), contratti a lungo termine e strategie di copertura più ampie", aveva aggiunto.

LFP sta per litio-ferro-fosfato, un tipo di batteria al litio a basso costo, ed è estremamente spiacevole che l'ultima lettera dell'acronimo LFP stia per fosfato perché, beh, c'è proprio una carenza di fosfati.

Citando nuovamente l'articolo del Financial Times: "La situazione dell'offerta di fosfati è critica", ha affermato Chris Lawson, vicepresidente per l'intelligence di mercato e la determinazione dei prezzi presso la società di consulenza CRU. "Tutte le principali fonte di approvvigionamento di fosfati sono sotto pressione". Questo perché la produzione di fosfati implica l'utilizzo dello zolfo.

Molte persone hanno ripetutamente fatto notare che la transizione energetica dipende dall'industria petrolifera e del gas che i fautori della transizione vorrebbero eliminare. Nessuno, però, ha dato ascolto a queste critiche. Ora, siamo tutti costretti ad ascoltare e a capire quanto profonda e diffusa sia questa dipendenza e quanto sia impossibile spezzarla. Certo, la crisi rafforza più che mai le argomentazioni a favore della transizione, ma la transizione richiede, oltre al petrolio e al gas, anche enormi quantità di zolfo per ottenere i materiali necessari alla produzione delle apparecchiature indispensabili all'elettrificazione generale.

Non si può avere zolfo senza petrolio e gas, non nelle quantità necessarie. E non si possono avere batterie senza metalli che richiedono lo zolfo per essere separati dal freddo abbraccio della roccia. Onestamente, se lo schieramento pro-transizione si fosse deliberatamente preparato ad un fallimento clamoroso, non avrebbe potuto fare di meglio di come il destino lo ha ora fatto per loro.

Ecco la parte peggiore: i prezzi sono già alle stelle e la crisi non si è ancora fatta sentire del tutto. Perché "il tempo necessario affinché il petrolio arrivi dal pozzo al consumo finale può arrivare a novanta giorni. Il processo è considerevolmente più lento e molto più complesso di quanto si creda comunemente", hanno scritto gli investitori del settore delle risorse naturali Goehring e Rozencwajg nel loro ultimo commento trimestrale. In altre parole, l'effetto delle interruzioni e delle sospensioni della produzione tende a farsi sentire con un certo ritardo. Sarà un'estate calda.

Irina Slav
Fonte: irinaslav.substack.com
Link: https://irinaslav.substack.com/p/acid-battery-rain
26.05.2026
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (8)

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Mostra commenti 8 caricati
    1. maghi 27 maggio 2026

      beh, cosa dire? La rivoluzione green è solo un altro escamotage per far girare i soldi in una società a base capitalista, ma solo le persone moltissimo intelligenti e oneste intellettualmente l'hanno compreso. I minorati continuino pure a correre dietro alla fanfare che spingono all'odio tra gruppi politici ed etnici. Così li mettono gli uni contro gli altri e le oligarchie plutocratiche continuano indisturbate a fare quello che vogliono. Nel '68 era molto più semplice capire come stavano le cose, perchè era essenzialmente un fatto politico, ma le masse di minorati non capirono nemmeno allora, figuriamoci oggi.

    2. ric 27 maggio 2026

      il sistema capitalistico privato , ha sempre necessita' di distruggere per poi ricostruire ...Troppe pressioni individuali lo spingono ad agire in modo opposto alle necessita' della vita ( altrui ) umana.

    3. maghi 27 maggio 2026

      per ricostruire ci vogliono tantissima energia, che può venire solo dai fossili e conseguentemente dalle attività minerarie, mentre ora siamo allo scarseggiamento di queste necessità e domani alla mancanza. L'articolo di Irina dice proprio questo. Le oligarchie plutocratiche lo sanno benissimo, sennò perchè in pochi anni avrebbero scatenato covid, SMO e MO? Sennò Irina non avrebbe finito l'articolo con quel "Sarà un'estate calda", non solo dal punto di vista termico. E siccome con covid, SMO e MO non penso che le sorprese saranno finite, aggiungo che ci aspetta un futuro interessante.

    4. ric 27 maggio 2026

      ma resta il fatto l' energia necessaria per ricostruire e' pari a quella necessaria per distruggere.

      in questo sta la stupidita' umana fonte dei suoi mali.

    5. maghi 27 maggio 2026

      ma ti pare che il lavoro (L = F x S) necessario per ricostruire un quartiere sia quello sviluppato da una bomba di 100 kg? Distruggere è molto economico, però ricostruire è molto redditizio, ma per ricostruire ci vogliono quantità immense di energia e materiali, che, come diciamo Irina e io, cominciano ora a scarseggiare, domani a mancare. Se la maggioranza delle masse avesse una testa pensante, lo capirebbe facilmente, ma, come dici tu, non ce l'ha e questo fatto è la fonte di tutti i mali.

    6. ric 27 maggio 2026

      vero , io ho messo in evidenza non solo il costo della bomba da 100 kg...ma tutto l' apparato bellico che costa pari alla ricostruzione. distruggere per ricostruire...
      anche perche' il popolino paga tutto il biglietto dello spettacolo ..andata e ritorno...

      come inventare una nuova malattia per poi dare lavoro a nuovi medici creare nuovi ospedali...

      Ma la piu' grande beffa del sistema sta nella svalutazione della moneta con l' inflazione ben programmata .Il tuo denaro che possiedi ( contante in banca dei depositi il 95% e' del popolino...) ma

      resta al palo e si squaglia come ghiaccio a sole . (Condizione necessaria come il rubare il miele alle api per farle lavorare costantemente )

      i Grandi hanno trasformato i capitali derivanti dal tuo lavoro in ricchezze non monetarie..ma usano i tuoi soldi per il loro investimenti

      ---------------------
      LA BANCA DI BRIGNANO :

    7. maghi 28 maggio 2026

      quello che illustri è il capitalismo attuale, basato su consumismo e spreco sfrenati. Ma cosa lo ha permesso? Fossili e materiali da costruzione e di ogni genere come se loro disponibilità fosse infinita, ma non è. E' quello che vuol far intendere Irina, ma nessuno può o vuole nemmeno immaginare o pensare ad uno scenario così. E' un pò come pensare alla morte. Sì, c'è, ma basta non pensarci per esorcizzarla. Oppure come fanno le religioni sperare nella fine del mondo, perchè si sono inventati migliaia di anni fa, che il loro dio inventato ad uso e consumo loro, verrà a salvarli e gli darà un nuovo Paradiso terrestre tutto per loro. Invece bisognerebbe dire basta a queste follie, ma l'essere umano non è fatto per rendersene conto e continuerà in eterno a farle. Bisogna prenderne atto., se non vogliamo partecipare alla follia globale. Moderni stiliti, che si rendono conto del mondo che lasciano laggiù sotto la colonna.

    1. Dario Lampa 27 maggio 2026

      Unica fonte di energia, pulita, economica, potenzialmente eterna, è la sintesi clorofilliana, base della Vita sulla Terra. Ed è anche all' origine dei combustibili fossili, e se quest' ultimi sono "stati sprofondati" nel sottosuolo un motivo ci deve pur essere ed è talmente ovvio tale motivo che solo menti criminali possono "nascondere".
      Eoni fa, prima che i combustibili fossili si formassero e sprofondassero nel sottosuolo, lo zolfo era presente, insieme a tanti velenosi gas, in grandi quantità nell' atmosfera e ciò non permetteva alla Vita di svilupparsi sulla terraferma, almeno non così come meravigliosamente la vedevamo fino all'inizio della cosiddetta "rivoluzione tecnologica" di stampo borghese-capitlistica.
      Il 95% della tecnologia, oltre ad essere inutile, è dannosa. Il rimanente 5% è utile ma assolutamente non indispensabile alla Vita. Infatti senza gli stupidi umani la Vita continuerebbe lo stesso e sicuramente meglio.

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