Di Claudia Candeloro, GiubbeRosse.news
Sono ritornata per la seconda volta in Cina dopo dieci anni.
Le cose da dire sarebbero un milione, con questo pezzo vorrei però un po’ descrivere alcune informazioni sulla vita quotidiana che ho potuto vedere nella città cinesi che ho visitato: noi sulla Cina tendiamo molto a credere alla nostra propaganda, che ce la descrive come una dittatura che controlla ogni momento della vita quotidiana del popolo, con i lavoratori sfruttati e le persone poverissime.
Non è così, provo a raccontarlo per punti.
1. Innanzitutto, la cosa che a mio parere risalta agli occhi ad un occidentale che esplora la Cina è la sensazione di futuro.
Futuro che sta nella tecnologia (già ora almeno il 70% dei veicoli lì è elettrico, con un traffico che non fa più rumore), nei trasporti (ho preso treni ad alta velocità tutti i giorni e in tutte le stazioni che ho visitato non ho mai visto neanche un treno con un minuto di ritardo), nelle costruzioni. Un futuro che, almeno con riguardo ai trasporti, è accessibile a bassissimo prezzo: la Cina ha messo sui treni ad alta velocità e sulle sue metro tutto il suo popolo, sia per l’estensione che per il prezzo, garantendo a tutti un diritto alla mobilità che noi davvero ci sogniamo.
2. La società è molto più pacifica e armoniosa della nostra. Quando viaggi in Occidente spesso la tensione è palpabile (caso estremo, la Turchia), lì non esiste. Anche il ruolo della polizia sembra completamente diverso dal nostro: lì le forze dell’ordine sono una presenza spesso presente sulle strade, ma sono privi di pistole, manganelli o qualsiasi altro strumento intimidatorio. Gli unici momenti in cui li ho visti in azione sono stati a Wuhan, quando hanno bloccato il traffico per fare uscire i bambini da scuola, e alla stazione di Shanghai, dove hanno portato uno scopettone a un’addetta alle pulizie a cui si era rotto. Altro mondo.
3. Il livello dell’informazione. Uno dei cavalli di battaglia della nostra propaganda è che in Cina non esiste la libertà di stampa. Eppure il livello dell’informazione a me pare molto più alto lì che qui. Mentre da noi i telegiornali perdono tempo a raccontare di Chiara Ferragni, del Principe Carlo o dell’omicidio del giorno, lì l’informazione riguarda solo la politica, interna e estera. Hanno canali interi in cui parlano solo di come migliorare la Cina in vari settori, quali l’agricoltura, la meccanica, i trasporti ecc., quali sono i punti deboli e quali i punti di forza. Sulla politica internazionale sono molto, ma molto più informati di noi. Il mercato non è sicuramente il mezzo migliore per gestire l’informazione, loro lo dimostrano.
4. Il ruolo dei lavoratori, in pratica e nell’immaginario. Noi pensiamo alla Cina come un posto dove i lavoratori sono solo sfruttati, eppure basta stare un giorno per vedere come lavori che dai noi sono svolti da personale sottodimensionato, lì sono svolti da molte più persone. Molte cose sono automatizzate, ma il ruolo delle persone che lavorano è centrale e ci sono sempre lavoratori, in ogni contesto, pronti a risolvere eventuali problemi. I lavoratori sono, poi, al centro di ogni discorso pubblico e dell’immaginario collettivo. È propaganda? Sicuramente, ma vorrei capire chi preferisce una propaganda che, come da noi, mette al centro il ruolo degli influencer e dei miliardari rispetto a una che centralizza chi lavora.
5. Il rapporto con il resto del mondo e l’attenzione alla pace. Infine, in Cina, dove ancora in molti posti è difficilissimo incontrare un non cinese e i bambini ci guardavano con occhi sgranati, il rapporto con il resto del mondo e con quello che si può imparare altrove è fondamentale. Mentre noi vediamo il resto del mondo come la giungla che vuole attaccare il nostro giardino, loro spingono per avere rapporti paritari con tutti e imparare da tutti. A questo si ricollega l’insistenza con cui parlano di pace: la Cina è, ad oggi, l’unico posto nel mondo dove ho visto un monumento dedicato esclusivamente alla pace. Non alla memoria o alla vittoria, ma alla pace, e ciò nonostante sia a Nanchino, dove (io non lo sapevo), tra il 1937 e il 1938 i giapponesi hanno massacrato in sei settimane 300.000 cinesi.
Ci sarebbe molto altro da dire, ma mi limito a dare informazioni su ciò che è più evidente, e di cui ognuno può rendersi conto con una semplice vacanza. Vi invito ad andare: in un mondo in cui abbiamo estremo bisogno di pace, capire e imparare dagli altri è fondamentale. Per una volta, cerchiamo di essere umili e comprenderlo.
Di Claudia Candeloro, GiubbeRosse.news
12.03.2024
Fonte: https://giubberossenews.it/2024/03/12/piccolo-diario-di-viaggio-sulla-cina/
DrCaligari 17 marzo 2024
Più che provare a capire la realtà cinese data dalla combinazione di condizioni storiche socio-culturali che portano alla creazione di un peculiare sistema di controllo, trovo utile fare un paragone tra il modo della colonizzazione statunitense e quello della colonizzazione cinese perché ci riguarda più da vicino. Cosa scrive Terzani nei suoi libri ad esempio: che i Cinesi non sono ben visti nell'area dei Paesi asiatici perché arrivano, si insediano, comprano tutto e poi comandano, mandano via. E che cosa vedo in realtà come Milano? Esattamente questo, all'inizio si sono piazzati nella China town e pagavano le case e i negozi per il doppio del valore di mercato quindi tutti ovviamente vendevano a loro, quindi si sono appropriati interamente della zona dopodiché hanno iniziato a espandersi in ogni parte della città e ora in pratica non c'è più un solo tabaccaio o ristorante o negozio che non sia in mano loro. Gli Americani hanno messo le basi Nato ok e hanno la gestione politica del nostro Paese, fastidioso certo. Però non ci sono, li vedi meno e non corri il rischio un domani che ti possano cacciare. I Cinesi rappresentano invece l'appropriazione dello spazio fisico ed economico. Ci cacceranno? Non credo, almeno per ora non lo penso. E che cosa prevedo? Che avremo entrambi. Semplicemente. Un piccolo esempio come chiosa: io abitavo nella china town ed era difficilissimo trovare posto li: un Cinese quando lasciava il posto con l'auto lo vedevi col cellulare in mano che chiamava un altro Cinese per cedere a lui il posto. Cioè in pratica mi avevano tolto la possibilità di parcheggiare. Ecco come si può cacciare qualcuno in una maniera "morbida". Almeno per adesso.
absitiniuriaverbis 18 marzo 2024
Non guerre, economia prima di tutto e senza ipocrisia di sorta.
O, se preferisci, guerre economiche asimmetriche.