Pesaro, 1 maggio: valutazioni senza peli sulla lingua

Dalla complicata organizzazione al giro a vuoto in mezzo ai campi

Pesaro, 1 maggio: valutazioni senza peli sulla lingua

Organizzare una grande manifestazione non è mai facile, soprattutto quando la portata nazionale ne aumenta le aspettative. Questo il caso di Pesaro e della costruzione del biolaboratorio, che, pompato al massimo da una parte del dissenso, ha visto quasi 10.000 persone da tutta Italia recarsi nella seconda città più popolosa della regione, dopo il capoluogo Ancona, ieri lunedì 1 maggio.

Le premesse erano positive, un bell'evento inclusivo organizzato dal Comitato territoriale "Cittadini Liberi Pesaro" che da mesi denuncia sia la pericolosità della struttura sia, in aggiunta, le problematiche legate al sito prescelto.

La prima locandina che invitava alla mobilitazione risale al 13 marzo, indicando come luogo di ritrovo Piazza Stefanini - come mostra l'anteprima dell'articolo pubblicato sul sito del Comitato il 6 marzo, rilanciato sulla loro pagina facebook - luogo vicino al quale sorgerà il biolaboratorio e dove il Comitato da inizio 2023 si ritrova per protestare (la creazione della pagina facebook del comitato risale al dicembre 2022).

pesaro 1 maggio

A distanza di poche ore però, la possibilità che il luogo della manifestazione sia un altro già si palesa, come dimostra il successivo post sulla pagina facebook sempre del 13 marzo, che riposta la stessa locandina senza indicare Piazza Stefanini.

1 maggio pesaro 2

A conferma di ciò, la successiva locandina pubblicata sempre dal Comitato il 28 marzo, modificata nel design ma non nel contenuto, che non porta un luogo di incontro ma solo l'orario, le 10:00, confermando l'incertezza del Comitato stesso su dove convogliare i gruppi in arrivo da tutte le regioni.

1 maggio pesaro 3

Per conoscere la location definitiva dove avevano intenzione di organizzare la manifestazione dobbiamo attendere fino al 5 aprile, giorno in cui sempre sulla loro pagina facebook viene pubblicata la locandina definitiva...o quasi (continuando a leggere capirete perché scrivo "quasi"). La manifestazione per il Comitato necessitava di un luogo ampio ma soprattutto vicino al centro, da raggiungere con un corteo nel corso della giornata (anche se non specificato nella locandina), e per questo viene scelta Baia Flaminia - Campo Marte.

baia flaminia

Tutto sembrava organizzato quindi; il Comitato promotore c'era ed era il più accreditato a organizzare in quanto attivo da mesi sulla questione, la zona dove farla era stata individuata e il dissenso era pronto a convergere per l'evento.

Peccato che quando tutto è troppo bello la possibilità che qualcosa vada storto è ancora più elevata. E infatti la locandina del 5 aprile sarà l'ultimo post che il Comitato farà su facebook, nonostante la manifestazione non si terrà a Baia Flaminia né il Comitato stesso ne sarà alla fine il promotore.

Accade infatti che tra il 5 e il 14 aprile, per motivazioni mai del tutto chiarite, il Comitato "Cittadini Liberi Pesaro" si tira fuori dall'organizzazione dell'evento, passando la patata bollente (l'ottenimento dei permessi vari, la gestione delle comunicazioni con la Digos, la messa a terra del palco e del service ecc...) alle altre realtà che fino a quel momento stavano aiutando a strutturare l'evento e a sponsorizzarlo. È in particolare l'Associazione "Le Partite IVA" con il suo Presidente Angelo Distefano e Laura Tondini Presidente di UniAMOci Trentino APS a farsi carico dell'organizzazione, coadiuvati principalmente dal giornalista Franco Fracassi e il gruppo ITA.LI., come dimostra la locandina pubblicata dallo stesso Distefano il 14 aprile dove cambia il riferimento IBAN.

distefano partite iva

Va bene, poco importa, l'importante è che si faccia la manifestazione.

Certo, sapere che il Comitato locale aveva abbandonato senza dare spiegazioni non è il massimo, soprattutto considerando le dichiarazioni mai confermate riportate da alcuni quotidiani, che citano un comunicato del Comitato probabilmente ritirato velocemente; ma quel che conta è la protesta.

Arriviamo così al 23 aprile quando Becciolini Network riporta sul proprio canale Telegram l'ennesimo e finalmente ultimo cambiamento nell'organizzazione annunciato da Fracassi con un video:

COMUNICAZIONE IMPORTANTE PER PESARO

NUOVA PIAZZA 1° MAGGIO A PESARO - PIAZZA STEFANINI

MASSIMA CONDIVISIONE A Pesaro il primo Maggio saremo in tantissimi! Collaborazione tra Questura e organizzatori, accordo raggiunto: «Siete tanti, non ce l'aspettavamo, vi diamo uno spazio più idoneo» Ora ragazzi, spegnete le chat e accendete i motori!

Proprio quella piazza vicino la quale sorgerà il biolaboratorio e dove da mesi il Comitato "Cittadini Liberi Pesaro" è attivo!!

La motivazione del cambio, riportata anche nella didascalia del video di Becciolini, è un'accordo tra i nuovi organizzatori e la Questura data la grande affluenza attesa, in quanto Baia Flaminia non sarebbe stata in grado di ospitare tutte le persone annunciate. A conferma di ciò, l'ultima locandina uscita il 23 aprile sul canale Telegram di Fracassi.

fracassi pesaro 1 maggio

Alla notizia di questo cambio, gli attivisti da tutta Italia hanno storto il naso. È vero che il posto prescelto è quello dove sorgerà il biolaboratorio, ma è anche vero che la zona è distantissima dal centro e per nulla frequentata in un giorno festivo come il 1 maggio. Insomma la paura è che come al solito la si canta e la si suona tra chi già sa, piuttosto che mostrare l'imponente dissenso ai cittadini di Pesaro. Quasi 5 km infatti separano la piazza dal centro città, più del doppio di Baia Flaminia.

piazza stefanini pesaro

La Questura è riuscita a isolare i manifestanti forzando la mano contro gli organizzatori, che mai avrebbero rinunciato alla manifestazione e alla modalità organizzativa (palco e relativa passerella di nomi e interventi), trovatisi in una condizione di aut-aut a pochi giorni dall'evento. Ma il dissenso è più forte di tutto, anche delle pressioni della Digos e del protagonismo dei capipopolo da palco e quindi vai, forza, tutti a Pesaro che "si fa la storia"!!!

Arrivato sul posto dopo cica 6 ore di pullman, l'atmosfera è positiva, potrebbe piovere a momenti ma tutto sommato è bello essere tra persone che resistono. Si incontrano amici provenienti da varie regioni e ci si confronta, cullati dal sottofondo delle chiacchiere provenienti dal palco. Tutto sommato non va male, man mano che passano le ore la piazza si riempie, raggiungendo poco meno di 10.000 partecipanti intorno alle 14:00. Certo, rispetto alle 100.000 persone (mai raggiunte) a piazza San Giovanni gli anni scorsi la situazione è palesemente diversa, e ci si aspettava molta più gente di quanta davvero è presente, ma vista la fotografia attuale del dissenso italiano non si butta via nulla. Positività.

Alle 15:30 l'evento forse più atteso, il corteo, che tutti si chiedono che percorso avrà, dato che siamo relegati lontano dal centro città, in un quartiere dove la fanno da padrone supermercati, un centro commerciale, un cinema multisala, catene di cibo spazzatura e qualche bar chiuso.

stefanini 2

Dal palco ci informano che così come si parte da Piazza Stefanini, lì si ritorna, poiché poi ci saranno altri interventi. Il dubbio inizia a trasformarsi in angoscia, l'angoscia di girare in tondo per poi ritornare al punto di prima e far continuare ai relatori la loro passerella.
Si parte e si percorre questo percorso che vi riporto in foto:

corteo pesaro

Un' oretta di camminata (più per la lentezza che per la distanza, calcolata in 2,6 km circa) in mezzo al nulla totale; campi incolti, parcheggi auto del centro commerciale, negozi chiusi e pochissimi palazzi dai quali si affacciano si e no 2/3 persone. Quasi 10.000 persone a girare a vuoto, per il solo sfizio degli organizzatori di poter dire "abbiamo fatto il corteo"! Il percorso riportato in foto infatti è il massimo che gli organizzatori sono riusciti ad ottenere dalla Questura di Pesaro e nonostante l'insensatezza del giro, non vi hanno voluto rinunciare. E che importa se le persone presenti hanno addosso ore e ore di viaggio, hanno aspettative diverse e sono sotto la pioggia (si, in questo caso non vale il detto "poteva andare peggio, poteva piovere" perchè effettivamente piove). L'ego appagato dal potersi intestare un corteo di quasi 10.000 persone vale la candela, anche se lo scopo stesso del corteo - mostrare la potenza di un popolo che dissente - non può essere realizzato.

Un membro del servizio d'ordine a cui chiedo cosa ne pensa del percorso commenta tra l'ironico e l'avvilito "è per fare un po' di ginnastica sociale e sfogare le energie"; una signora più avanti dice testualmente "è la prima volta in vita mia che mi sento una pecora, ci hanno mandato a brucare l'erba", seguita a ruota da un'altra sedutasi per terra a riposare che arrabbiata mette in dubbio il senso di camminare in mezzo a campi deserti. La tensione e l'avvilimento tra i manifestanti aumenta e si diffonde a macchia d'olio, il sentimento generale è quello di una presa in giro colossale degli organizzatori, che pur di non ammettere di non essere riusciti a imporre nulla alle forze dell'ordine (cosa che può succedere per carità, soprattutto se minacciano di toglierti il "necessarissimo" palco...) hanno organizzato questa pagliacciata.

Ritornati a Piazza Stefanini il malcontento è oramai alle stelle, gli organizzatori risalgono sul palco per continuare con la scaletta degli interventi ma parte della piazza è svuotata e coloro che sono sotto al palco iniziano a inveire contro gli organizzatori. Un gruppetto di giovani guida la protesta e tiene testa alle risposte delle persone sul palco che si mettono sulla difensiva. Angelo Distefano, l'organizzatore, totalmente inadatto a gestire il giustificato scontento generale perde le staffe e inizia a inveire contro le persone sotto al palco accusandole di essere degli infiltrati facinorosi [1] (che scena imbarazzante!), nonostante nessuno volesse spaccare nulla ma semplicemente comprendere il perchè di quel percorso insulso. Il battibecco tra le persone sul palco - che prontamente tolgono il microfono di mano a Distefano e iniziano con approcci diversi a cercare di calmare gli animi - e le persone presenti prosegue per qualche minuto finchè Cristiano Fazzini (portavoce del gruppo ITA.LI. che aveva partecipato all'organizzazione) ammette testualmente al microfono "Il percorso faceva cacare anche a noi" [2].

Al suono di quelle parole null'altro si può aggiungere, la piazza si svuota velocemente, nonostante qualche altro superfluo intervento intrattiene gli irriducibili sotto la pioggia, e nel giro di venti minuti delle circa 10.000 persone non resta neanche l'ombra.

Nel lungo viaggio di ritorno verso Napoli (altre 6 ore abbondanti) con i vari attivisti ci confrontiamo su quanto accaduto. Le posizioni condivise sono principalmente tre, tutte veritiere:

  1. I nuovi organizzatori, abbandonati dal Comitato "Liberi Cittadini Pesaro" a due settimane dall'evento, non hanno avuto la possibilità di trattare con la Questura e il Comune di Pesaro con le giuste tempistiche; dovendo velocizzare l'organizzazione hanno dovuto quindi sottostare a quanto dalle istituzioni richiesto. Ciò non toglie che per loro la cosa fondamentale era avere un palco, anche a costo di montarlo lontano dagli occhi della popolazione cittadina, e ciò dimostra ancora una volta come a contare nell'organizzazione dell'evento è più la visibilità e l'autoreferenzialità delle sigle che il motivo della manifestazione stessa.
  2. Il corteo è stata una pagliacciata che non ha scusanti e anzi, ha rischiato di svilire totalmente quanto comunque di buono fatto nella giornata.
  3. La volontà di apparire di chi organizza non deve scoraggiare il dissenso, che deve maturare andando oltre queste situazioni oramai trite e ritrite, per svilupparsi in nuove forme migliori e più incisive. Solo così si può veramente agire a tutela di tutti piuttosto che vanificare gli sforzi e deprimere chi resiste e si attiva.

La lezione da imparare per questo 1 maggio quindi forse è questa: quando c'è un evento così importante sarebbe il caso di invadere pacificamente una città autonomamente piuttosto che montare un palco in periferia con organizzatori che ci mettono la faccia nei confronti delle FF.OO. e quindi si sentono in diritto di fare le passerelle. Basta stabilire una data e un orario, e chi vorrà mobilitarsi lo farà.

L'obiettivo da mesi era portare il dissenso a Pesaro per mostrare ai cittadini e al Comune i rischi che corrono e sicuramente ieri non è stato raggiunto. In compenso i vari capi popolo presenti hanno trovato il loro appagamento.

NOTE

[1] https://www.facebook.com/9MQWEBTV/videos/1578751122601929 , minuto 16:40

[2] ibidem, minuto 21:10


Massimo A. Cascone, 02.05.2023

Commenti (33)

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    1. Detrollatore II 3 maggio 2023

      Chi saprebbe fornirmi dei link in cui si possa capire (anche tra le righe) che a Pesaro vogliono fare i biolaboratori?

    2. Jocondor 3 maggio 2023

      Qui trovi anche una consigliera di Pesaro che sostiene la tesi del pericolo incombente. Per me invece ha ragione Fulvio Grimaldi, e considero Fracassi (dopo aver comprato un suo libro) uno spacciatore di fumo con poco arrosto, un accorto venditore di se stesso.

      https://visionetv.it/pesaro-come-wuhan-bufala-o-realta-dietro-il-sipario-talk-show/

    3. AlbertoConti 3 maggio 2023

      La questione è molto grave e delicata, non la si può risolvere parteggiando per il più simpatico dei due.
      Io stimo entrambi (Grimaldi e Fracassi) e ne conosco i limiti, quanto basta per non fidarmi di nessuno dei due.

      Per capire qual'è la posta in gioco, e quindi farsi una scala di priorità dei giganteschi problemi che ci si parano di fronte, occorre mettere insieme moltissimi fatti oggettivi, documentati, fino a formare un quadro della situazione assai complesso e articolato, ma che si può interpretare in maniera inequivoca.
      In questo quadro s'inserisce la proliferazione di biolab a controllo USA in giro per il mondo, con target precisi, anche geografici, che dobbiamo assolutamente contrastare con tutti i (pochi) mezzi che abbiamo a disposizione. Primo tra tutti la conoscenza dei fatti e la loro interpretazione corretta, che una volta conquistata va diffusa dal basso, un basso che a differenza dei due giornalisti non ha i mezzi culturali per formarsi un'opinione autonoma e realistica. Quindi il percorso è lungo e faticoso, e questo boicottaggio di Grimaldi rema contro, non poco.

      L'intervento del magistrato Chiavegatti (che ho ascoltato direttamente a Pesaro) è illuminante del quadro generale, e di questo bisognerebbe discutere, altro che dell'opportunità o meno di manifestare a Pesaro!

      Rinnovo il mio appello: chi è in grado di fornire un link della registrazione dell'intervento della Chiavegatti?

    4. Massimo A. Cascone 3 maggio 2023

      https://www.facebook.com/9MQWEBTV/videos/189496600592476

      Da minuto 11:15 circa :)

    5. AlbertoConti 4 maggio 2023

      Grazie !

    1. natascia 3 maggio 2023

      La campagna d’Italia di Napoleone fu poca cosa al confronto di quello che sta succedendo adesso.

    2. sbregaverse 3 maggio 2023

      Ma certo nella campagna di Marengo razzolava solo un pollo.

    3. natascia 3 maggio 2023

      Non intendevo fare un paragone di battaglia fisica consapevole.Chissà se mai ci fu.La consapevolezza.

    1. AlbertoConti 3 maggio 2023

      Anche a me l'organizzazione è parsa inadeguata all'importanza dell'evento. Dalle 10.00 fino a quasi mezzogiorno non ci sono stati interventi, solo qualche canzoncina, comprese un paio assai penose.
      Poi finalmente gli interventi di Montanari, Pennetta, Mattei e altri.
      Ma l'intervento più significativo è stato indubbiamente quello della bella e brava Chiavegatti, che citando esclusivamente documenti ufficiali ha tracciato un quadro dell'aggressione in atto contro l'umanità, di cui i biolab sono una delle componenti più significative e pericolose. Un contesto nel quale il caso di Pesaro appare come un "di cui" di un piano orchestrato da una piovra che dall'OMS dirama i suoi tentacoli in tutt'Europa, con la complicità della UE, della NATO, dell'AIFA che prende gli ordini dall'EMA, di concerto con la Food and Drug Administration e tutta bigpharma. E che ha preso di mira l'Italia a partire da Siena, sede della capofila dei biolab. Un'analisi che allarga l'orizzonte, di una precisione chirurgica, da magistrato qual'è la Chiavegatti, che però è stata interrotta dal solito "piacione", per far spazio all'ennesima canzonetta demenziale.
      Tuttavia non mi sento di criticare del tutto gli organizzatori, che a modo loro han fatto del loro meglio, anche con un impianto acustico e mezzi sicuramente impegnativi, non so con quali fondi.

      Dov'è piuttosto la registrazione dell'intervento della Chiavegatti?

      Quanto al corteo me lo son voluto perdere, viste anche le premesse.

      Tutto sommato l'evento è stato partecipato e credo utile a svegliare molti pesaresi distratti e benpensanti, compresi gli elettori del sindaco piddino.

    1. sbregaverse 2 maggio 2023

      Il meglio del meglio di Pesaro:
      ~NON sono NATO per la GUERRA~
      ( nessuno che abbia notato il mio camper ¿?)

    1. sbregaverse 2 maggio 2023

      MA se qualcuno fosse tornato a casa con peli sulla lingua non sarebbe, poi, andata così male.

    1. Cleon XIII 2 maggio 2023

      https://www.kulturjam.it/wp-content/uploads/Lettera-aperta-alla-CGIL-di-un-sopravvissuto-al-massacro-di-Odessa.jpg

      Andate a fan...

    2. Ricciardo 2 maggio 2023

      E tutte quelle bandiere dell'Hellas Verona, chissà perché.

    3. sbregaverse 2 maggio 2023

      Anche Conegli ano.

    1. Pfefferminz 2 maggio 2023

      Kassel, 20 marzo 2021: la manifestazione era prevista in un parco in zona periferica. I 20.000 (secondo alcuni 100.000) pensatori laterali (Querdenker) hanno invece invaso pacificamente il centro storico.
      Sembra che i ruoli si siano invertiti: più fantasia da parte teutonica.

      https://www.hna.de/thema/corona-virus-sti1424368/corona-protest-kassel-symbol-querdenker-pandemie-virus-hna-91204291.html
      (articolo sulla manifestazione del 20 marzo 2021 a Kassel)

    1. berlioz 2 maggio 2023

      chi resiste al vento forte della dissoluzione è come un passerotto aggrappato a un ramo secco in mezzo a una tormenta
      ci vuole davvero coraggio!
      molto meno ne occorre a chi vi dileggia dal divano...
      un applauso e un abbraccio a chi c'era

    2. danone 2 maggio 2023

      Perchè andare fino a Pesaro coi mezzi e farsi un giro di pochi km per campi e in zona artigianale è da eroi?
      Ma alzatela la testa dai fumetti ogni tanto.

    3. Ricciardo 2 maggio 2023

      Diversi qui dentro presumono di essere dei guru e gli basta qualche laic per convincersene. Imperscrutabili meccanismi della mente umana.

    4. sbregaverse 2 maggio 2023

      MAI detto di presumere.

    5. sbregaverse 3 maggio 2023

      Viva la vita che va in Fumetto(Rosa)

    1. danone 2 maggio 2023

      Un gran bel giorno da pecora non c'è che dire.
      E' triste vedere tanta brava gente che credendosi sveglia, continua a farsi bellamente trattare da pecora.
      Almeno qualcuno se n'è accorto questa volta, essendo troppo evidente rimuovere la constatazione.
      Continuo a vedervi tutti affetti dal morbo killer della tina (there is no alternative), sempre e solo votare o manifestare, manifestare o votare, altro non vedete voi altri.
      Anche definirsi quelli del dissenso è un pò da coglioni incompresi secondo me, io preferisco definirvi "quelli che il dissenso vi ha fatto male", ma può succedere dai non avvilitevi.
      Vi do un consiglio, se organizzate un bel flash mob clandestino, sicuramente avrete più successo di visibilità e vi divertite di più.
      Chiedete a qualche studente che loro sono dei veri professionisti in flash mob, organizzandone parecchi per fare buco a scuola, e poi così agganciate anche i giovani nel club di quelli che il dissenso..

    2. Pfefferminz 2 maggio 2023

      Danone, il tuo giudizio è troppo severo. È capitato anche a me di partecipare a cortei per strade deserte, per diversi chilometri e al freddo. Ci si sente presi in giro, ma sul momento impotenti. Non è il caso di infierire. Sono gli organizzatori che devono fare l'esame di coscienza e abbandonare una volta per tutte l'autoreferenzialità.
      Io da parte mia ringrazio chi ha partecipato (e mi dispiace di non essere stata con loro).

    3. danone 2 maggio 2023

      Ho appena sentito fracassi intervistato dal vaso di pandora.
      Era tutto eccitato e spiegava che chi è andato là a Pesaro, è riuscito a fare un passo indietro con la sua identità, senza rivendicare visibilità, perchè tutti hanno capito che è giusto così, perchè, sottolineava, è giusto essere qui oggi.
      Bene, vero.
      Alla domanda successiva, e adesso? che programmi ci sono per quelli del dissenso?
      Sorrisone, allargamento di braccia, ma mi mo, ehm vedremo, dice, non è facile prevedere che sarà.

      E' questo modo di porre la questione che critico, sono questi professionisti del dissenso che critico e chi va loro dietro acriticamente ovviamente.
      Fracassi venderà più libri sicuramente.
      Poi non nego la buona fede di nessuno, ma per me queste sono altre forme di buonismo e conformismo. a loro insaputa chiaramente, ma io la vedo sorry.
      Poi se credono di fare cosa buona e giusta e che serva anche a qualcosa, ma buon per loro e glielo auguro.

    4. sbregaverse 2 maggio 2023

      Che sarà
      che sarà che saraaaaah (@sarah)
      che sarà della mia vita
      chi lo sa
      so far tutto
      forse niente
      da domani si vedrà
      e sarà
      sarà quel che sarà.

    5. lunanera 2 maggio 2023

      Spiegaci bene tu cosa si deve fare allora ,perche' la critica va bene ma solo se e' costruttiva e alternativa

    6. Pfefferminz 2 maggio 2023

      Fortunatamente non è vero che le manifestazioni pacifiche non servono a niente. Lo si è potuto osservare in Germania dove la vaccinazione obbligatoria non è passata e dove non sono riusciti neanche a imporla in ambiente sanitario. Non credi che ci sia stata una correlazione fra il grado di resistenza dimostrato dalla popolazione e le misure restrittive adottate?

    7. sarah 2 maggio 2023

      Lei ha sottolineato un punto fondamentale, secondo me: la correlazione fra il grado di resistenza e la portata delle misure restrittive. Certo che la correlazione c'è e credo addirittura che la previsione di come possa reagire un paese abbia contribuito alla scelta, nel caso del covid, del "territorio" in cui "sperimentare" le misure più audaci, per così dire. Il caso italiano ahimè insegna. In questo senso, il suo punto di vista e quello di @danone non sono poi così distanti: se in Germania si è riusciti ad evitare gli eccessi più assurdi anche in seguito alla presa di posizione pubblica ( che lei ha sempre ben documentato ), in Italia no, assolutamente no, perché qui tutto si è risolto seguendo le voci di pochi soggetti autoreferenziali che, come dico da tempo, per mesi e mesi non hanno fatto altro che ripeterci, in sostanza, che l'impari lotta era persa in partenza ma l'importante era "esserci". Che diamine... In Italia non abbiamo neppure contezza di quanta opinione pubblica abbia in realtà seguito la narrazione mainstream e non c'è il coraggio di raffrontare questo dato con il risultato elettorale, per esempio, ormai tutti presi come siamo dall' "atlantismo" e da zelenski. Tutto superato, tutto dimenticato? No, si rischia grosso se qualsiasi voce critica sarà soffocata in questo modo.

    8. danone 3 maggio 2023

      Ho risentito voci che sostengono che a 15 giorni dalla manifestazione quelli dell'organizzazione di pesaro hanno lasciato, facendo subentrare distefano delle p.iva, perchè temevano l'afflusso di troppa gente e di eventuali facinorosi.
      Stesso copione di Trieste.
      Non voglio insinuare niente, ma fa pensare male questa cosa, come se ci fossero volontà in grado di affievolire e sminuire eventi che potrebbero essere catalizzatori e invece diventano dei mezzi fallimenti.
      Io non c'ero, quindi colpa mia non è.
      Che andassero a guardare bene a casa loro quelli del dissenso che è meglio.

    9. Maia 3 maggio 2023

      Forse è servito a questo, mettere a fuoco il ruolo di pecore

    10. Maia 3 maggio 2023

      In Germania non c'era obbligo da prima, quindi passo più difficile da fare. In ogni caso, le cose sono andate anche peggio in Germania. C'è per esempio condannato un medico a due anni di prigione, per aver esentato dalle mascherine persone. In tribunale non è passato nulla, persecuzioni ben peggiore rispetto a qui.

    11. Pfefferminz 3 maggio 2023

      Gentile Maia, Lei ha ragione per quanto riguarda le persecuzioni dei medici che hanno esentato i pazienti dall'obbligo della mascherina (una condanna a due anni di reclusione e tre anni di interdizione dal lavoro per la dottoressa di Garmisch-Partenkirchen, un anno con la condizionale per il Dr. Ronald Weikl di MWGFD, ad esempio) e per le sentenze, quasi tutte sfavorevoli. Per non parlare dei procedimenti per istigazione all'odio (Volksverhetzung) nei confronti del Dr. Reiner Füllmich e del Prof. Bhakdi. C'è da tener presente che in Germania, a differenza dell'Italia, i Procuratori sono "weisungsgebunden", sottostanno ai politici. Recentemente, il Bundestag ha rifiutato a grande maggioranza di dar vita ad una commissione d'inchiesta sui fatti legati al Covid.
      Per quanto invece riguarda i lavoratori, a mio avviso il vulnus per gli italiani è stato più pesante. In Germania non ho sentito di sospensioni dal lavoro e i tamponi sono sempre stati gratuiti, anche per chi voleva semplicemente andare al cinema.
      Un obbligo vaccinale c'era anche prima: contro il morbillo. 2.500 € di multa per i trasgressori.
      Condivido comunque il parere di Sarah, vale a dire che gli ingegneri sociali sapevano con chi avevano a che fare.

    1. Fedeledellacroce 2 maggio 2023

      Sarebbe anche il caso di smetterla con queste pagliacciate nazionali.
      sanremo, 25 aprile, 1 maggio
      e chi piú ne ha piú ne metta.
      Frignare che non ci é piaciuto lo spettacolo é disarmante.....

    1. Eugiorso 2 maggio 2023

      A Pesaro un biolaboratorio - presumibilmente usa-nato sotto copertura - per armi biologiche e magari eugenetica avanzata?

      Che peccato! A Pesaro ci ho fatto anche l'inizio del servizio militare, nella Caserma Cialdini, oggi ex ...

      Una bella città, non certo come Urbino che mi ha sempre affascinato, ma comunque là ho bei ricordi.

      W le Marche, uno dei posti più belli del mondo, e abbasso i biolaboratori!

      cari saluti

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