Perché non possiamo più parlare di fascismo e comunismo

Quei tempi sono finiti, ma qualcuno fa ancora finta che non sia così.

Perché non possiamo più parlare di fascismo e comunismo

Di Katia Migliore per ComeDonChisciotte.org

La verità che emerge palesemente dalle vicende più o meno serie di questi giorni lo dimostra: per molti italiani, la maggioranza, parlare di politica con le categorie del Novecento non ha più senso.

In sostanza, ciò che era memoria è diventato, ormai, Storia.

Distante quindi dal comune sentire, gli eventi del secolo scorso rientrano nella categoria degli studi storici, delle analisi, delle riflessioni. Quanto di più evidentemente lontano dalle emozioni, dalle passioni che coinvolgono chi la Storia l’ha vissuta.

Inevitabile, ci verrebbe da dire.

Ma l’enfasi con la quale una certa stampa, e politica annessa, ha accolto l’urlo del loggionista della Scala rivolto evidentemente al Presidente del Senato La Russa “W l’Italia antifascista”, dà la misura della mancanza di aderenza alla realtà che attanaglia buona parte della nostra classe dirigente.

Il loggionista, che pare segua tutte le prime in giro per il mondo (beato lui)[1], ha ben pensato, legittimamente, di esprimere un suo personale pensiero attraverso uno slogan che, ci preme dirlo, non ha più alcun significato per la maggior parte degli italiani.

E questo semplicemente perché negli anni la memoria collettiva di un passato ormai di cento anni fa, inevitabilmente, si cancella. Non bastano i richiami alla Resistenza, poiché anche quelli che l’hanno vissuta ci hanno lasciati. E neppure le nostalgie di “quando c’era lui, caro lei” hanno più presa.

Come una foto che lentamente si sbiadisce, il fascismo resta come pagina di Storia, da studiare a scuola e nelle Università.

E non diversamente finisce il comunismo, perché anche ben prima del fascismo ha perso la sua fascinazione, tra collettivi e feste dell’Unità. Passato, superato dai tempi, è rimasto ancorato alle vicende della Rivoluzione russa, della Guerra fredda, del muro di Berlino. Ma oggi, nulla più, se non anche in questo caso un autentico interesse storico.

PANTA REI

tutto scorre.

Non è questione di mantenere viva la memoria e i ricordi, non solo. Il fatto è che la corsa frenetica al mondo globalizzato, senza confini, in mano alla finanza apolide, ha creato quello strano mostro a più teste che è il turbocapitalismo ammantato di buoni sentimenti e adottato da politici senza scrupoli, il quale, non avendo cultura né sentimenti, si rifà ora al socialismo, ora al liberismo sfrenato, insomma prende le ideologie e le sistema a seconda di come gli conviene.

E allora perseguita il cittadino in nome della responsabilità collettiva quando si tratta di vaccinarlo, come un URSS qualsiasi, e poi spinge alla privatizzazione selvaggia, perché alla fine un vantaggio a occuparsi di finanza dovrà pur esserci, e poco importa che fine fanno i lavoratori, avanti col liberismo senza freni.

E quindi le vecchie sigle perdono il loro significato, diventano vuoto, specie nell’era dei social, che basterebbe guardare con attenzione per capire quanto ormai le generazioni post-boomer non abbiano più alcun interesse ad affrontare temi distanti anni-luce.

Non c’è più fascismo e non c’è più comunismo, dicevamo.

E allora, parlando di politica e nuove formazioni, non risulta difficile comprendere come in Italia un Alemanno possa allearsi con Marco Rizzo, perché poi i temi possono essere trasversali, e quel che prima era incomprensibile, oggi è verosimile. E questo è solo l’inizio di quel che succederà a livello politico anche per altre neoformazioni. Sono le soluzioni proposte che interessano, non gli slogan ideologici dentro il contenitore destra-sinistra.

E quindi è l’Unione Europea di Ursula Von der Layen il nemico, la BCE con l’euro il vero dramma, la guerra israelo-palestinese un grande tema di discussione, la lotta alla finanza globalizzata, la perdita di valori condivisi tra le classi lavoratrici, l’atteggiamento come minimo critico nei confronti di USA e NATO, l’attenzione a quello che avviene nel resto del mondo che non sia Occidente, ecco, tutto questo è parte della grande rilettura di schemi politici, rifacimento di impostazioni, rilettura dei parametri novecenteschi.

La lotta politica non potrà, neppure volendo, tornare alle lotte e agli slogan di un secolo fa.

Molti nelle redazioni dei giornali e in Parlamento non se ne accorgono, e credono di attivare nuovamente il consenso richiamandosi a lotte partigiane e resistenze ai nazionalismi. Nulla di più patetico.

Senza capire nulla del mondo che ci circonda, c’è gente che fa del loggionista privilegiato il nuovo simbolo dell’Italia della Resistenza. Peccato che ormai, quel mondo non esista più.

I problemi sono ben altri, i drammi sono altrove, le persone di cui occuparsi sono diverse, la coscienza della contemporaneità non parte dal loggione alla Prima della Scala.

Le lotte vere, oggi, si fanno al supermercato, tutti i giorni, davanti alla cassa. Oppure nei posti di lavoro, nelle scuole, o coi mutui e le bollette, contro chi ci vuole dire come vivere e addirittura quanto. Chiamatela, se volete, la nostra nuova Resistenza.

E no, fascismo e comunismo non c’entrano più nulla. Finalmente.

Di Katia Migliore per ComeDonChisciotte.org

20.12.2023

NOTE

[1] https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/23_dicembre_08/marco-vizzardelli-vita-da-loggionista-sono-venuti-in-4-della-digos-nel-foyer-della-scala-e-hanno-fotografato-la-carta-di-identita-seguo-le-prime-ovunque-nel-mondo-522b5581-a211-4e6e-9f5d-5b97be13axlk.shtml

Commenti (24)

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    1. Gino 23 dicembre 2023

      Come una foto che lentamente si sbiadisce, il fascismo resta come pagina di Storia, da studiare a scuola e nelle Università.
      E non diversamente finisce il comunismo, perché anche ben prima del fascismo ha perso la sua fascinazione, tra collettivi e feste dell’Unità. Passato, superato dai tempi, è rimasto ancorato alle vicende della Rivoluzione russa, della Guerra fredda, del muro di Berlino. Ma oggi, nulla più, se non anche in questo caso un autentico interesse storico.

      Questa qui sta parlando del popolo imbelle che vive in Italia (come del resto, nell'intero Occidente...). Certamente non sta parlando a nome della rimanente parte del mondo.
      Il popolo imbelle che in Ucraina si è lasciato condurre al macello.

      https://casadelsole.tv/wp-content/uploads/2023/12/LONU-condanna-lesaltazione-del-nazismo.jpg

    2. Gino 23 dicembre 2023

      Non è un bell'invito quello di chi raccomandi l'oblio della Storia.
      Neppure per amore della pace... altrimenti si rischia di fare la stessa fine degli ucraini... e di una nazione oramai destinata a scomparire....

    1. pusillaccio 23 dicembre 2023

      Eh, il fatto è che, come già ho avuto modo di scrivere, l’unica ideologia a noi permessa è l’americanismo/liberalismo, che è poi l’ideologia che informa le imprese e lo stesso vivere della potenza egemone (gli Stati Uniti, ovviamente), verso la cui sfera di influenza la Repubblica Italiana – sorta da una sconfitta militare – gravita, e che è del resto un universalismo ‘’laico’’, che prescrive il culto dei diritti umani, del democraticismo della volontà generale e del liberismo, quanto all’economia.

      E fin dalla più tenera età a ognuno di noi sudditi dell’impero viene inculcato (attraverso la scuola statale, attraverso i media, eccetera) che la storia è finita, che il patriottismo è ridicolo, anzi, la nostra vera patria è l’Europa (entità astratta, nel vero senso della parola) e che tutto il mondo, presto o tardi, abbraccerà esso culto del liberalismo ‘’all’americana’’.

      Naturalmente non è così, e nel resto del mondo (leggi: nella porzione del mondo che non gravita verso la sfera di influenza americana) la storia non è affatto finita. E il nazionalismo (chiamatelo come vi pare, chiamatelo pure imperialismo se siete boomer ex – si spera - marxisti), ossia, la voglia di gloria fine a se stessa per la propria Nazione è ancora capace di accendere gli animi.

    1. Bertozzi 23 dicembre 2023

      Senza comunismo e fascismo di cui (s) parlare - o se volete destra e sinistra - i commenti degli articoli, un tempo vero tesoro del forum, da poche decine che sono, quando va bene, si ridurrebbero a zero. Ormai questo è il livello. O si tifa per categorie storiche ormai mitologiche e si crea inutile rumore di fondo o si tace (o ci si balocca con tristi schermaglie amorose da RSA).
      Siamo al de profundis.
      E ritorna una domanda tormentone:
      come ci siamo arrivati fino a qui?
      Mistero. Non c'era nessuno e chi c'era dormiva. Come sempre.
      E chi se è accorto è stato prontamente zittito.
      Buon natale!
      (Facciamoci gli auguri che magari è l'ultima volta!)

    2. BrunoWald 23 dicembre 2023

      Come ci siamo arrivati fin qui? Ecco una domanda interessante.

      Se non si ha in mente il quadro generale, poi bisticciamo sugli epifenomeni, tra cui anche fascismo e comunismo, o se vuoi il conflitto generazionale, per non parlare della guerra dei sessi, la cui artificiosità sta diventando di una evidenza clamorosa.

      Il mondo esistente agli inizi del XX secolo non era il massimo, ma avrebbe potuto evolvere gradualmente verso qualcosa di meglio, perché non gli mancava il genio, né la tradizione, né le risorse (mi rifaccio qui alla visione di Alceste).

      Invece è stato spinto intenzionalmente su un percorso minato, che aveva il preciso scopo di strapparlo alle sue radici millenarie e, di fatto, provocarne la morte, per costruire al suo posto qualcos'altro (non per nulla sono "architetti"...), di cui oggi cominciamo a intravvedere i mostruosi lineamenti.

      C'è una linea continua che collega gli spari di Sarajevo al 911, tracciata dalle stesse mani criminali attraverso la 1GM, la rivoluzione bolscevica, le guerre civili post-1918, la crisi del 1929, la 2GM, la creazione di Israele, la Guerra Fredda, la crisi del 1973, la caduta del Muro, e tutto quello che è venuto dopo.

      La dissoluzione dei legami sociali, l'imbarbarimento e l'incanagliamento della società li aveva criticati già Nietzsche, che aveva gli occhi deboli ma vedeva ´più lontano di tutti. Ormai sono conclamati e fanno schifo ad alcuni di noi, ma rimangono una conseguenza voluta di queste dinamiche, messe in atto dall'apice della piramide e che investono a cascata ogni singolo aspetto della vita associata, e ormai persino di quella privata, con una pervasività e una forza d'urto contro cui nessuna forza organizzata potrebbe resistere, figuriamoci il partitino xy, oppure la mandria dei pecoroni che pascolano ignari di tutto...

      Poi, se vogliamo prendercela con la moglie, il marito, il nonno egoista, il giovane lavativo, quelli che votavano PD o Berlusconi, o tout court con "gli italiani" e "gli uccidentali" che stanno da dio e mangiano il panettone indifferenti al dolore del mondo, come fa @Jimbo, è nostro diritto sovrano.
      Ma significa condannarsi a non capire un caxxo.

    3. BrunoWald 23 dicembre 2023

      Ciò premesso, si può discutere dell'Italia, che è un caso particolare all'interno del quadro di cui sopra.

      Uscita traumatizzata dalla 1GM, beffata dagli amici inglesi, l'Italia visse una prima guerra civile con morti e feriti. Vinse il fascismo, alleandosi alle destre: scelta osteggiata da molte camicie nere, e che fece esitare lo stesso Mussolini. Ma come gli disse Pareto in quel fatidico ottobre 1922, "ora o mai più".

      In questo modo, il fascismo diventò parte integrante della nostra storia, come il comunismo lo è di quella russa, cinese o cubana (infatti, fossi nato a Cuba avrei sostenuto Fidel, visto che l'alternativa era lo Zio Sam e la mafia di Miami). E malgrado i suoi molti difetti riuscì a coagulare un consenso enorme, e a gettare le fondamenta di un progetto nazionale poi travolto dalla 2GM.

      Si vedano le immagini della folla immensa che salutò la dichiarazione di guerra del 10 giugno, prima di parlare di "guerra fascista" imposta da un dittatore megalomane... Quella fu la nostra Guerra Santa, e benedetto sia Mussolini per averci imposto di combattere contro gli sgherri della City e della Loggia d'Inghilterra.
      Sua colpa imperdonabile fu di non avere smascherato e sterminato i traditori che infestavano ai più alti livelli lo stato italiano, allora come oggi.

      La disfatta fu totale, ignominiosa, irreparabile: tutta l'Italia, tutti gli italiani, anche gli imbecilli che calpestarono cadaveri credendosi tra i "vincitori", divennero preda di guerra di un nemico spietato, e con essi le generazioni future, tra cui noi. Tutti gli sviluppi successivi erano già contenuti in quel tragico evento, come la pianta è contenuta nel seme.

      Tantopiù perché, invece di fare i conti con noi stessi, ci siamo raccontati un mare di vili menzogne, riassumibili nel termine "Liberazione": ironico davvero, giacché in quel preciso momento diventammo schiavi, e lo siamo tuttora, con conseguenze che investono ogni singolo aspetto della nostra vita quotidiana.

      Ci sarebbe molto altro da aggiungere, ma devo uscire per cui passo e chiudo.
      A risentirci, e Buon Natale anche a te, e a tutti gli amici di CDC!

    4. Gino 23 dicembre 2023

      Pare che tu sia convinto che il nazismo dalla seconda guerra mondiale sia uscitto sconfitto...
      Pare che tu non ti sia accorto della vera natura della UE, 'edificata' da Soros e dal WEF...
      https://www.adnkronos.com/resources/0223-111dee271274-c4eb6d1749d4-1000/format/big/the_sun_queen.jpeg

      Lo stesso progetto di allora, quello di Soros e del WEF.

    5. TorreNera 23 dicembre 2023

      Chiedo scusa se mi intrometto, però, si. Il nazismo ha una data di nascita e una di morte.

    6. Fantine 23 dicembre 2023

      Molto diretto, Bruno, con la chiosa finale in francese, ma, ahinoi, è proprio così.

    7. BrunoWald 24 dicembre 2023

      "Pare che tu sia convinto che il nazismo dalla seconda guerra mondiale sia uscitto sconfitto…"

      Ma quando mai? Tutti abbiamo visto la parata trionfale della Wehrmacht sotto la Porta di Brandeburgo nel 1945, e il Mausoleo di Hitler alto trenta metri nel centro di Berlino. L'Europa attuale è un continente bianco, prolifico, sovrano, militarmente forte e totalmente libero dalla finanza ebraica. Chi mai potrebbe immaginare che il nazismo abbia perso la guerra?

      "Lo stesso progetto di allora, quello di Soros e del WEF."

      Uguale! E chi lo nega è una ciofeca...!

      Buone Feste.

    8. XaMAS 24 dicembre 2023

      peccato si puo' mettere solo un pollice su perche il suo post ne meriterebbe 10 a utente

    9. Gino 24 dicembre 2023

      Ognuno interpreta a modo suo, ciascuno con buon diritto di farlo. Indipendentemente da come la storia la si interpreti, riesco a immaginare 4 soluzioni alternative, per gli ucraini che vissero il colpo di stato del 2014:
      1. combatterlo;
      2. andarsene;
      3. condividerne gli scopi;
      4. accettarlo passivamente.

      Quello che fa la differenza sono i fatti, non l'interpretazione della storia. La propria interpretazione delle vicende storiche può spingere in un direzione o in un'altra, ma non determinare le proprie decisioni contingenti nel presente, anche poiché del presente abbiamo sempre e comunque maggiore consapevolezza, rispetto alle vicende tramandate.

      Buone Feste.

    10. BrunoWald 25 dicembre 2023

      Senza polemica. I fatti si possono interpretare diversamente, ma non ignorare per sostenere tesi di comodo. Esiste una scuola di pensiero che assimila il progetto totalitario elitista, di cui il WEF la UE sono strumenti, al progetto totalitario nazionalsocialista.

      In realtà sono esattamenti opposti.
      Uno prevedeva uno spazio imperiale territorialmente compatto, pieno di giovani, etnicamente omogeneo, militarmente potente e culturalmente coeso, retto da uno stato forte che dettasse le mete dell'economia e assicurasse la sopravvivenza del sangue ariano e della civiltà occidentale, o di quel che ne rimaneva già allora.

      La UE è uno spazio virtuale unito esclusivamente da reti informatiche e finanziarie, pieno di vecchi, in via di meticciamento, militarmente impotente e culturalmente devastato, retto da gruppi economici privati che sottomettono gli stati in vista della loro abolizione, per assicurare il dominio della mafia globalista, delle sue società segrete e della sua finanza parassita, decise a provocare la scomparsa dell'uomo bianco e della sua civiltà, per sostituirla con il loro demenziale progetto transumanista.

      Si potrà pensare ciò che si vuole dell'uno e dell'altro, ma sono reciprocamente antitetici.

    1. nicola 23 dicembre 2023

      Ottimo articolo. Complimenti all'autrice.

    2. CptHook 23 dicembre 2023

      Mi associo, veramente ottimo, faccio girare.

    1. Papaconscio 22 dicembre 2023

      Non c'è più fascismo né comunismo: è rimasto il sionismo che sottende a entrambi

    1. clausneghe 22 dicembre 2023

      In quanto al Comunismo la Migliore si dimentica di citare il partito comunista Cinese che se non sbaglio comanda in Cina che, sempre se non sbaglio, è anche la potenza economica n°1.
      Quindi parlare di comunismo come cosa passata non ha senso
      poi, per carità, che non sia vero comunismo ci può stare, ma comunque ufficialmente dirige la Cina e questo non mi sembra passato.
      Per il Fascismo potremmo parlare dei forchettoni Ucraini che si rifanno a Bandera e alle SS, parenti stretti del fascismo.
      Purtroppo ritornano e se ci badate bene la guerra attuale ha ancora i simboli del passato, croci e soli neri per i fascionazisti e bandiere rosse con falce martello e stella per i rossi Russi.

    2. Martin 23 dicembre 2023

      Claus, in Cina vige il capitalismo, controllato e gestito da un partito unico autoritario. La retorica marxista-leninista-maoista alla quale si ispira questo partito unico non elimina la realta', molto somigliante a quella di fascismo, nazismo e franchismo.

    3. XaMAS 24 dicembre 2023

      e' quello che avrei voluto dire, il fascismo e' morto il 27 luglio 1943 visto che la successiva RSI si rifaceva ampiamente ad ideali socialisti che e' da dove proveniva Mussolini, il comunismo in Cina non esiste quasi piu se non negli ideali e le bandierine di cina e urss sventagliate durante le parate o messe sulla scrivania negli uffici, ma il comunismo esiste ancora forse solo piu in Corea del Nord

      per quanto riguarda l'articolo direi che ha centrato il punto, ormai non esiste piu un confronto sinistra verso destra ma alto verso basso dove il basso siamo noi mentre la storiella dell' "antifascismo" la tirano in ballo sempre i soliti quando vogliono ricompattare le proprie fila (e francamente avrebbero anche stufato)
      non parliamo poi della gloriosa "resistenza", una delle pagine piu nere della storia dell'Italia.

    4. Martin 24 dicembre 2023

      Xamas, ancora oggi prevale le versione dei vincitori della WW2. Gia' dall'estate 1942 Mussolini e Ciano si erano resi conto che sarebbe stato necessario o fare la pace con l'URSS o almeno ritirarsi su un fronte difensivo per rafforzare esponenzialmente il fronte africano da uno sbarco anglo americano, e glielo chiesero varie volte a Hitler, che si rifiuto'. Con lo sbarco USA-GB in Nord Africa (Operation Torch, novembre 1942), l'assistenza della Francia di Vichy ed il crollo dell' Afrika Corps in Tunisia (270.000 prigionieri) nel maggio 43, per l'Italia era finita.

      Era finita per la semplice ragione che prima, i bombardieri USA-GB dovevano partire dalla GB e arrivano molto a stento in Nord Italia in una rotta AR molto pericolosa; con le nuove basi aeree in Tunisia e Algeria, potevano invece bombardare tutta l'Italia quando e come volevano. Il bombardamento di Roma del 19 luglio 1943 causo' uno shock nazionale perche' rese evidente che l' Italia era letteralmente senza difese, e di fatto provoco' la fine del fascismo.

    5. XaMAS 25 dicembre 2023

      ed aggiungerei che l'Italia piu' volte chiese ai tedeschi di invadere Malta che avrebbe garantito un controllo del Mediterraneo e permesso forse ai rifornimenti di raggiungere Rommel e spazzare via i porci inglesi dall'Egitto.

      Pero' allo stesso tempo penso che fare pace con stalin era impossibile e perdere tempo non avrebbe fatto altro che rafforzare l'armata rossa che poi una volta invaso il terzo reich difficilmente avrebbe resistito.
      Alla fine si ritorna sempre allo stesso punto, Hitler avrebbe dovuto fare tabula rasa degli inglesi a Dunkirk, pigliare Malta, cacciarli dall'Egitto dopodiche costringere i porci a firmare un armistizio e solo successivamente concentrare tutto sul fronte est.

      Ovvio che a bocce ferme e' facile parlare pero' l'errore di Dunkirk penso sia generalmente riconosciuto come tale e prima tappa della svolta in negativo della guerra dal punto di vista tedesco.

    6. Martin 25 dicembre 2023

      Il dibattito sulla WW2 sarebbe ampio, ma e' costantemente alterato e avvelenato dalle balle ed omissioni della versione dei vincitori, principalmente degli storici GB e Usa. Non smettono, nemmeno nelle ultime opere. Per esempio anche in Italia quasi nessuno sa che la Grecia nel gennaio 1940 aveva firmato un accordo con la GB che rendeva l'Egeo una base navale inglese, schierandosi così quale Paese alleato della GB. Ovvio che andava occupata, altrimenti sarebbe diventata una base anche per bombardamenti aerei sulle citta' italiane. La decisione di Hitler di risparmiare oltre 350.000 soldati a Dunkerque e' negata da quasi tutti gli storici anglo, perche' conferma la volonta' della GB di rifiutare la pace e continuare a guerra.
      Lo storico russo Suvorov (ex Kgb) ha dimostrato che Stalin era schierato per un attacco, non per difendersi, ma e' sempre ignorato. E si che gia' a Norimberga diversi generali tedeschi affermarono di aver capito che Stalin stava per attaccare solo dopo l'invasione, quando hanno visto l'evidente, massiccio schieramento offensivo e pre invasione dell'esercito russo.
      E ancora USA e GB si rfiutano di rivelare tutte le decifrazioni dei codici Enigma che alterarono totalmente diverse battaglie della WW2. Rommel ne vinse parecchie per una sola ragione: faceva spesso il contrario o qualcosa di molto diverso da quello che scriveva.

    7. Martin 25 dicembre 2023

      L'elenco di omissioni e balle e' lungo, per nascondere che GB Francia e USA hanno voluto la WW2. Il Giappone prima di Pearl Harbour aveva cercato in tutti i modi un negoziato, ma USA GB e Olanda invece gli inflissero l'embargo totale di petrolio e materie prime, che l'avrebbe condannato alla fame. Fu messo praticamente con le spalle al muro, costretto a scegliere tra fame e guerra da Roosevelt, ma anche questa evidente realta' viene nascosta.
      Morale, tutta la storia della WW2 che continuano ad insegnarci e' strapiena di balle che ne alterano il reale significato, quello di una guerra tra diversi imperi e imperialismi. Ma ancora reggono anche le balle sulla WW1: primo la Germania non fu sconfitta miitarmente ma fu solo ingannata da Wilson con la favola dei 14 punti, e secondo l'unico Paese che vinse militarmente, l'Italia, fu tagliato fuori dalla divisione delle colonie tedesche e dai mandati coloniali in Medio Oriente. Ma quello della vittoria mutilata sarebbe invece un mero mito....ma anche oggi il 90% degli Italiani quando pensa alla WW1 pensa a Caporetto, non a Vittorio Veneto, grazie anche a Hemingway e il suo Farewell to the arms, che ci ha sputtanato in tutto il mondo

    1. Martin 22 dicembre 2023

      Grazie di cuore, Katia, per aver offerto tale preziosa occasione di riflessione e sfogo!

      Il loggionista in questione e' semplicemente il classico, eterno "povero idiota"... e visto che ci siamo, è profondamente errato ritenere la figura del "povero idiota" un incidente contingente, perche' è invece un modello eterno, di tutte le epoche storiche.

      Anche ammettendo i valori del cd antifascismo, pur costruiti su una immagine del fascismo proiettata dalla sinistra e che non corrisponde minimamente alla realtà storica del fascismo (nel bene e nel male), ma vi pare che nel 2023 - dopo quasi 80 anni dal 1945 - ci si possa rallegrare ed esaltare al solo pensiero della sconfitta e del mancato ritorno del fascismo? Oggi siamo quasi del tutto privi di sovranità nazionale e governati da burocrati UE eletti da nessuno....uno scenario opposto a quello del fascismo.....

      Il problema non e' l'eterno "povero idiota", ma l'applauso del pubblico della Scala, identico a quello che questo pubblico - che per inciso non rappresenta NULLA salvo sè stesso - ha sempre tributato a Mattarella.

      E' il pubblico di un settore della piccola e media borghesia di sinistra milanese, che si ritiene anche acculturato, e chiaramente afflitto dalla fantasia non repressa di essere membro di un salotto esclusivo, semplicemente perche' amante di musica lirica composta oltre un secolo e mezzo fa.....che grande merito, vero?

      A questi tromboni benpensanti andrebbe ricordato che alle prime di capolavori come la Nona di Beethoven ed il Tannheuser di Wagner, oltre la metà del pubblico trombone benpensante tedesco, identico a quello della odierna Scala, insorse scandalizzato contro una musica ritenuta oscena e violenta....

      Non c'e' bisogno di Nietsche per inquadrare l'eterna natura del pubblico benpensante.....

      Francamente, rimpiango i lanci di uova marce del 1968, e non per mere ragioni di classe....

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