Perché la vendetta dell’Iran tarda ad arrivare?

Perché la vendetta dell'Iran tarda ad arrivare?

Di Lorenzo Maria Pacini, strategic-culture.su

In molti si stanno domandando come mai l’Iran non abbia ancora scaricato la propria legittima vendetta contro Israele. Proviamo a dare una spiegazione geopolitica.

Una millenaria arte della guerra

Mettiamo in chiaro una cosa: l’Iran è un impero millenario, con una storia incredibile, una cultura ricchissima e uno stile di vita totalmente diverso da quello occidentale. Per queste semplicissime ragioni, gli occidentali non riescono a capire l’Iran. È un Paese troppo diverso dall’Occidente. Questo problema di interpretazione provoca numerosi fraintendimenti da parte degli analisti e dei giornalisti occidentali, ma anche da parte dei politici e degli strateghi, perché cercano di applicare delle chiavi di lettura che non sono corrette. Non si può “leggere” l’Iran come un qualsiasi altro Stato occidentale.

Questo errore grossolano è in verità un grande vantaggio per gli iraniani, perché possono giocare su livelli di conflitto ibrido senza troppa fatica. In particolare, nel contesto delle infowar, l’Iran gode di un alone di mistero e confusione che rendono impenetrabile la verità di ciò che accade nel Paese. I media occidentali, gravidi di propaganda, diffondono informazioni errate, distorte, parziali, convinti di avere in mano gli scoop del momento e di raccontare chissà quale verità. Al di là di quelle notizie che vengono costruite a tavolino per ingannare il pubblico occidentale, il dato di fatto oggettivo è che i media stranieri non hanno accesso a ciò che avviene all’interno, se non che nella misura in cui l’Iran gli consente di acquisire informazioni. Che piaccia o no, questa è un’ottima strategia di difesa e tutela ed ha funzionato sempre.

Oggi può sembrare strano non sapere qualcosa di un Paese, ma la domanda da porsi è “perché dovrei saperne qualcosa?”. Fino a mezzo secolo fa, le informazioni che avevamo sui Paesi esteri erano limitatissime, non c’era un accesso al bacino informazionale globale come lo abbiamo adesso. Per qualche ragione, ci si è lasciati convincere che sapere tutto di tutti sia la normalità e laddove, manchino delle informazioni, staremmo davanti ad un qualche regime che opprime i propri cittadini. Non è forse, questa, una programmazione cognitiva collettiva ben orchestrata? Non è forse vero che sì, abbiamo accesso a tante informazioni, ma siamo bombardati continuamente da stimoli, messaggi, info, tanto che è quasi impossibile discernere la verità? Il paradosso è che siamo stati persuasi ad una iper-connessione, senza però accendere il cervello. L’Iran questo lo sa molto bene. All’interno del Paese, la tecnologia è presente e le persone vivono collegate con il mondo intero senza alcuna difficoltà; fuori, invece, è quasi impossibile penetrare. Un meccanismo di difesa che sta permettendo all’Iran di restare in piedi davanti ai numerosi attacchi di guerra informazionale.

Spostandoci dal contesto ibrido a quello più convenzionale, l’Iran mantiene la propria integrità territoriale da migliaia di anni e sa bene come difendere i propri interessi. Non solo il potenziale di arsenale non è ufficialmente conosciuto – a differenza di molti Stati occidentali – ma addirittura si fa credere che l’Iran non sia in grado di sostenere militarmente alcun conflitto.

Anche in questo caso, siamo davanti ad un gioco psicologico: nessun Paese rivela mai veramente le dimensioni del proprio arsenale, la diffusione pubblica dei dati è oggetto di un attento calcolo azione-reazione nei confronti degli avversari e dei nemici, perché rivelare la fattispecie dei propri armamenti sarebbe una mossa che porrebbe in enorme svantaggio; le attività militari non sono fatte di proclami giornalistici.

Sta di fatto, tuttavia, che non appena l’Iran minaccia di entrare in gioco, il mondo si ferma. È successo così quando è stato ucciso Ismail Haniyeh a Teheran, con violazione della integrità territoriale iraniana, cosa che ha motivato le Nazioni Unite ad acconsentire una operazione militare all’Iran nei confronti del nemico.

L’Iran ha allora agito così: ha compostamente dichiarato l’intenzione di scatenare una vendetta – coerentemente con la battaglia a favore della Palestina e per la liberazione di Gerusalemme dall’occupazione sionista -, però poi… non ha ancora fatto accadere niente. Perché? Siamo sicuri che non sia veramente successo niente?

Osserviamo con maggiore attenzione. Al momento del proclama iraniano, è avvenuto qualcosa di insolito ma prevedibile nella maggioranza delle borse: un crollo repentino, fortissimo, che ha coinvolto tutti i settori… eccetto quello della difesa. E in particolare della difesa americana. Come mai? È interessante volgere lo sguardo a cosa è successo in quelle ore di crollo finanziario – dove anche le criptovalute, le cui blockchain sono a maggioranza gestite da Paesi occidentali, sono cadute a picco – perché proprio le aziende militari americane, nel crollo dei valori azionari, hanno avuto una impennata di acquisti “intelligenti”, svolti per la maggior parte da aziende… che fanno capo a gruppi di investimento cinesi e russi.

Riassumiamo: l’Iran annuncia l’intenzione di una vendetta militare, il mercato crolla, Cina e Russia acquistano pezzetti di aziende americane. L’assist perfetto. 3 a 0, palla al centro.
Con una semplicissima mossa, l’Iran, di concerto con i suoi alleati multipolari, ha consentito non soltanto un’accelerazione alla crisi economica occidentale, ma ha anche permesso agli acerrimi nemici degli USA di comprargli pezzi di aziende, il che significa poterle almeno in parte gestire, manimettere, far addirittura fallire.

Geniale, no? Semplice ma efficace.

Una vendetta che velatamente è già cominciata, come promesso, perché l’Iran ha una storia millenaria di strategia millenaria che l’Occidente non comprende. Stessa cosa vale per la Cina: il confucianesimo e l’arte della guerra di Sun Tzu insegnano a muoversi esattamente in questo modo. Solo gli americani sono ancora convinti che fare la guerra significhi usare una retorica violenta e prepotente e sparare indiscriminatamente qua e là fino a che non si ottiene un risultato. E questo gli americani continuano a non capirlo. Non si può fare la guerra con un avversario senza capire il suo modo di fare la guerra. Un errore del genere significa la sconfitta.

Garantire il Rimland

Veniamo ora a qualche prospettiva più concreta. Come ho già spiegato in altri articoli, le potenze che stanno operando per la costruzione del mondo multipolare sono ben consapevoli che devono garantire la difesa del Rimland. L’Iran lo sa molto bene e, dopo aver chiuso accordi con la Russia, i Paesi del Caspio, i Paesi del Golfo, si dirige ora verso Est: India, Cina e… Indonesia. Quest’ultimo Paese è stato troppo a lungo ignorato: è uno degli Stati più in crescita al mondo, è demograficamente giovane e numeroso, economicamente fiorente, socialmente stabile, militarmente preparato. Soprattutto, è posizionato nel posto giusto al momento giusto: a metà fra l’Australia e il Sud-Est Asiatico, ma anche a metà fra Oceano Pacifico e Oceano Indiano. Esattamente quella zona su cui la Cina ha interesse geopolitico e strategico a svilupparsi, ed ancor più precisamente quella zona in cui gli anglo-americani stanno preparando una proxy war tramite l’AUKUS, sfruttando l’Australia, che diventerà la nuova Ucraina.

Chiudere il Rimland. Questo è necessario per intraprendere qualsiasi conflitto internazionale da parte delle potenze eurasiatiche. Non dimenticatevi queste parole.

L’Iran ha cominciato a dialogare con la Cina con un linguaggio nuovo, non solo diplomaticamente ma anche militarmente. La Cina, dal canto suo, ha preso posizioni chiarissime rispetto al conflitto palestinese. La Russia garantisce la zona occidentale, centrale e nordica dell’Eurasia; ad Est abbiamo Nord Corea e Cina che difendono i confini. Resta il Sud, dove l’Iran è in posizione ed ora mancano solo gli ultimi tasselli. Proprio pochi mesi fa i Primi Ministri dei Paesi sud-asiatici hanno compiuto un lungo pellegrinaggio diplomatico fra Pechino, Mosca e Teheran, non è stato una casualità. Le parti in gioco stanno dialogando già da tempo con l’Indonesia perché sono a conoscenza del valore strategico del Paese, che è pieno di basi militari americane diffuse su varie isole, poste lì come scudo di difesa missilistico e aerospaziale.

In Bangladesh gli USA hanno ordito un golpe per tentare di destabilizzare il Rimland. In Australia cercano di aprire un fronte bellico. Tutto torna. E torna ancora di più se pensiamo che proprio pochi giorni fa la Russia ha annunciato le prime esercitazioni militari con l’Indonesia.

Ora capiamo come mai l’Iran sta temporeggiando: non è nel suo stile fare le cose di fretta, la vendetta è un piatto che va consumato freddo.

Di Lorenzo Maria Pacini, strategic-culture.su

17.08.2024

Lorenzo Maria Pacini. Professore Associato in Filosofia Politica e Geopolitica, UniDolomiti di Belluno. Consulente in Analisi Strategica, Intelligence e Relazioni Internazionali

Fonte: https://strategic-culture.su/news/2024/08/17/why-is-iran-revenge-so-late-coming/

Commenti (52)

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    1. ws 22 agosto 2024

      Cina e Russia acquistano pezzetti di aziende americane.

      Semplicemente assurdo; l' iran in primis ( e la russia in secundis) ha sperimentato che quando porti i tuoi soldi in U$A semplicemente smettono di essere "tuoi".

      La ragione per cui l' IRAN non ha ( ancora) risposto è che , essendo un attore razionale , non vuole "concedere " la "grande guerra regionale" che U$rael cerca disperatamente da anni.
      Il "conto" sarà certamente "saldato" , ma " a morire e a pagare c' è sempre tempo ".

    1. gix 22 agosto 2024

      Insomma tutti stanno ad aspettare cosa farà l'Iran, pare. Certo, il solo fatto che molti stiano ad aspettare le mosse dell'altro, più o meno preoccupati, distoglie attenzione ed energie, anche da altre situazioni, magari anche più gravi, pur se meno evidenti. Vale la pena ricordare ciò che è stata la guerra Iran-Iraq negli anni 80. Guerra sanguinosissima e violenta, più di un milione di morti tra entrambe le parti, combattuta senza risparmio di vite umane. Lasciamo stare ora le cause geopolitiche, gli aspetti meno noti e le conseguenze di tale conflitto, si può dire che in quell'occasione l'Iran ha dimostrato perlomeno come intende la guerra, se necessario. All'epoca furono ondate umane di pasdaran e dei basji, in gran parte ragazzini mandati a morire senza alcuna speranza (l'esercito era stato azzerato nei vertici dopo la rivoluzione ed era disorganizzato), oggi probabilmente non è più così, ma quello che conta è lo spirito combattivo di una nazione, e questo oggi, è senz'altro tutto da verificare. Le chiamate ricorrenti alla guerra non solo solo per il nemico, ma anche per il fronte interno, che non sappiamo bene come avrà reagito oggi. Stiamo a vedere, ma non è facile per nessuno portare una nazione in guerra.

    2. Cleon XIII 22 agosto 2024

      Negli anni 80 avevo un amico Iraniano. Non era religioso, studiava in Italia e odiava Khomeini. Una volta all'anno tornava in Iran a visitare la famiglia e vi restava per un paio di mesi. Il sabato e la domenica, lui, il padre, la madre, i fratelli e i cugini, si recavano al confine con l'Iraq a lanciare i razzi contro le trincee degli Irakeni.

    1. sbregaverse 22 agosto 2024

      Perchè ¿?
      《Non possumus non debemus non volumus》*
      *Facciamo quel cazzo che ci va.
      (Traduzione esplicitata)
      Il persiano è lingua indoeuropea.
      Gli iraniani sono non arabi^ati.

    2. sbregaverse 22 agosto 2024

      Il SOLO ~non arabi^ati~ merita il PRIZE senza tutto il resto in sovramercato !

    1. TizianoS 22 agosto 2024

      Veramente io da diversi decenni sento parlare il contrario, cioè di un attacco di Israele all'Iran, con rifornimenti in volo degli aerei e bombe "bunker busting".
      Il titolo dell'articolo potrebbe anche essere "Perché lo "strike" di Israele tarda ad arrivare?"

    2. sbregaverse 22 agosto 2024

      Perchè non se li fanno con tutte le scarpe ¿?
      ......................................................................
      Coitus interruptus ¿?
      Coitus resevatus ¿?
      Inculatio procrastina ¿?

    3. Astronauta 22 agosto 2024

      Si sapra‘a …posteriori

    1. BrunoWald 22 agosto 2024

      L'Autore si chiede come mai l'Iran, ripetutamente aggredito e umiliato dagli anglo-cazari, non si sia ancora vendicato. Egli trascura senz'altro le ipotesi suggerite dal senso comune: 1) perché non possono; 2) perché non vogliono (esistono accordi); 3) perché le decisioni non si prendono né a Teheran, né a Mosca o Washington...

      La sua risposta è che l'Iran è un impero antico ed esotico, e il suo alone di mistero lo rende impenetrabile (ma non abbastanza da impedire attentati terroristici, sabotaggi, attacchi informatici, assassinii di politici, militari, genetisti, fisici nucleari, e persino far cadere l'elicottero presidenziale...)

      La strategia iraniana è troppo raffinata per dei sempliciotti come noi: si pensi agli inglesi, ad esempio, che erano riusciti a fottere il mondo intero. Inoltre i media occidentali, gravidi di propaganda, diffondono menzogne, mentre i media orientali sono per definizione la Verità (la Pravda).

      Gli altri ammazzano, loro fanno proclami e vincono! Potete fidarvi, ve lo dice un collega di Declan e di Pepe, su Strategic Culture!

    2. sbregaverse 22 agosto 2024

      Pensavo che le decisioni venissero prese nell'alto dei cieli
      ~ o da quelle parti~ beh dai ci stiamo andando vicino.

    3. sbregaverse 22 agosto 2024

      D'accordo per i media^orientali ma per i media^mediorientali ¿?

    4. ws 22 agosto 2024

      E qui io ti faccio una semplice domanda : Se uno che ti vuole morto ti provoca in continuazione ti devi precipitare nelle su provocazioni o prendere "più tempo che puoi" ?

      In altre parole facendo un "esempio pratico"
      Se hitler non fosse caduto nelle ripetute provocazioni tutti avrebbero pensato che era un debole quaraqua in combutta con gli "anglosassoni" , giusto?
      Ma se invece avesse abbozzato avrebbe avuto il tempo per sviluppare le "superarmi tedesche " che poi non poterono essere sviluppate perché la germania era gia stata trascinata in una guerra totale o no ?

      Ovviamente sto parlando per assurdo perché è una questione culturale e la germania non avrai mai la pazienza strategica de l' iran.

    5. Astronauta 22 agosto 2024

      lIran prende tempo perche vuole che sia la volta definitiva con i sionisti.
      Israele di fatto e‘in caduta libera esposta da un bibi furioso ad una fine imminente.

    6. BrunoWald 23 agosto 2024

      Ottima domanda.

      Nel caso della Germania non era questione di pazienza strategica, ma bensì di profondità strategica: circondata da potenti nemici, senza materie prime, né riserve importanti, né forti alleati, si trovava in una situazione pressoché disperata.

      Altro che riarmo e conquista del mondo... Balle della propaganda ad uso del volgo.

      Hitler cadde sicuramente nelle provocazioni, come hai scritto giustamente, ma sapeva che prima o poi sarebbe stato attaccato dagli occidentali, e che Stalin gli sarebbe saltato addosso anche lui: convinto di non avere tempo, decise di giocare d'anticipo.

      Non ho la presunzione di sapere cosa dovrebbe fare l'Iran; so però che i sionisti parlano molte lingue, ma ne capiscono una sola: la violenza brutale e senza regole. Con simili serpenti bisogna trovare il modo di colpire duro senza apparire: negazione plausibile.

    7. ws 23 agosto 2024

      Con un serpente letale se non sei in grado di ucciderlo puoi solo tentare di evitare che ti "tocchi" lui.

    1. Teopratico 21 agosto 2024

      Ti dicono che non puoi capire perché loro dal proprio divano non possono capire di più . Devo disorganizzarmi, farmi un passaporto nuovo al posto della c.i. digitale e partire per l'Oriente in bicicletta. Se ci riuscirò vi scriverò, qui su CdC, statene certi.

    1. pieros 21 agosto 2024

      Tutto torna?
      Pochi giorni fa l'Indonesia ha siglato un patto difensivo con l'australia.con tanto di viaggio del ministro della difesa e nuovo presidente, subianto, mi pare si chiami,a Canberra
      Altro che Russia.

    1. clausneghe 21 agosto 2024

      Toh, lo avevo appena detto al mitico Bertozzi che la vendetta va servita fredda che subito mi si copia..
      Io avrei una idea, mettiamo delle scommesse anche virtuali (sarebbe meglio in soldini sonanti, però che così integro la pensione) se e quando colpiranno gli Ayatollah, chi indovina la data prende il doppio. Se non colpiranno entro un mese vincono i vari Bertozzi.
      Io scommetto un milione che tanto non vi darò mai, che entro un mese vedremo la vendetta degli Ayatollah 2.0

    2. Bertozzi 22 agosto 2024

      L' avevo già detto 6 mesi fa, dopo il crocus, il mitico casus belli di marzo - chi puntava su aprile chi marzo chi luglio, adducendo vari motivi esoterici simbologici numerologici ecc, agosto era dato 5 a 1.
      In ogni caso, adesso sarei ricco.

    1. uomospeciale 21 agosto 2024

      La vendetta ha telefonato, avvisa che farà tardi.
      Dice che non trova un taxi.

    1. Arian Van Heisen 21 agosto 2024

      .......Riassumiamo: l’Iran annuncia l’intenzione di una vendetta militare, il mercato crolla, Cina e Russia acquistano pezzetti di aziende americane. L’assist perfetto. 3 a 0, palla al centro..........

      Questa roba scritta sopra è ridicola ..! inficia tutto il resto scritto nell' articolo di aria fritta o di luoghi comuni, i mercati e le maggiori aziende multinazionali sono controllati dai nasoni, nessuno puo comprare nulla o sedere nel Board della diligence, senza il loro permesso...!
      il mercato crolla o sale quando loro lo decidono,.... i nasoni...
      come decidono loro come e quando fare le guerre.

    2. Arthur 21 agosto 2024

      Io però penso che quelli di cui parli tu siano solo un tassello del puzzle.

    1. R66 21 agosto 2024

      Avrei detto che tutti i geni-analisti hanno sbagliato, ma forse è preferibile la filippica sul paese millenario e indecifrabile.

    2. Bertozzi 21 agosto 2024

      Ahahahah Top. E comunque non hai idea di quanto si deve raffreddare il piatto della vendetta! Siamo oltre il congelamento quasi!

    1. Arthur 21 agosto 2024

      Sembra che giorni fa la Russia abbia detto all'Iran di non colpire i civili.
      E, secondo me, gli ha detto molto altro.

      La verità è che Israele è protetto dagli USA e anche dalla Russia.
      Le ragioni risiedono nel fatto che l'attuale establishment di potere russo è espressione diretta di quello sovietico il quale a sua volta prese il potere nel 1917 grazie alla nota lobby, che aiutò e finanziò attivamente (ci si documenti sui bolscevichi).

      Chi si opponeva al sistema AGM e alla Russia, con tutto quello che ne derivava, fu il Nazionalsocialismo tedesco sconfitto nel 1945.
      Eppure il mio sesto senso mi dice che gli sconfitti del 1945 siano in realtà andati in un letargo strategico e che, a tempo debito, ritorneranno.
      Sarà un ritorno inaspettato e imprevisto, ma travolgente, anche se le cose saranno diverse rispetto al secolo scorso e non saranno ripetuti gli errori del passato.
      In base a cosa lo penso?
      Credo che lo sfacelo culturale, morale, sociale ed economico dell'Occidente, con annessi utili idioti e capri espiatori, sia stato concepito proprio in funzione di un futuro reset delle élites liberal-marxiste che saranno sostituite da un nuovo sistema di potere erede degli sconfitti del 1945.

    2. Arian Van Heisen 21 agosto 2024

      già Arthur ..! Sarà un ritorno inaspettato e imprevisto.....

    3. Bertozzi 21 agosto 2024

      È da mo' che lo si aspetta qui, altro che inaspettato

    1. pippo123 21 agosto 2024

      chiedetelo a Il Contadino

    2. maghi 21 agosto 2024

      no, al Bertozzi, che è meglio.

    3. Bertozzi 21 agosto 2024

      La verità fa male. Anche oggi niente ritorsione nucleare. Spiacente.
      Il fatto che l' articolista parli di una ritorsione, diciamo,"economica", non cambia il fatto che le cassandre della mega guerra nucleare iraniana abbiano cannato ancora. È tanto facile, basta evitare previsioni apocalittiche e non si sbaglia mai.
      Ma come scrivevo anche oggi, è stucchevole rimarcarlo ogni giorno, almeno non veniteci a cercare, evitate brutte figure

      E comunque non male, nel caso uno prevede una vendetta e questa non avviene basta dire "la vendetta è un piatto che va consumato freddo" e tutto risolto, può continuare a prevedere a caxxo ad libitum. Aggiungerei "rosso di sera beltempo si spera "; meravigliosi prodigi della saggezza geo tinellica odierna.

      E anche qui, tranquilli, fra un po' smetto, comincio a sentirmi un po' ridicolo a farvi notare le evidenti fallacie delle vostre previsioni ogni giorno. È un po' come coi covidioti, a un certo punto si è dovuti lasciarli al loro destino.

    4. ric 21 agosto 2024

      Meglio chiedere ad Arthur , e' lui l'esperto in finti complotti studiati a tavolino dai marxisti....

    5. clausneghe 21 agosto 2024

      Ti sei dimenticato "Non ci sono più le stagioni di una volta"..

    6. Bertozzi 21 agosto 2024

      Sono le mezze stagioni che non ci sono più, eddai!

    7. IlContadino 22 agosto 2024

      Pippo, questo tuo commento mi ha offeso, meriti risposta adeguata, non è questo il momento ma stai pur certo che prima o poi arriverà, magari ti risponderò fra un paio d'anni, forse quattro... la vendetta è un piatto che va consumato freddo

    8. IlContadino 22 agosto 2024

      Ahahahah, ho letto il tuo dopo aver scritto il mio. Ma pensa un po'.
      Mi sono immaginato il Pacini, seduto in salotto, circondato dalle montagne, chino sulla sedia, mento appoggiato alla mano, gomito sul ginocchio, in cerca di ispirazione.
      La tv è accesa, sottofondo, ci dev'essere un quiz televisivo, forse una soap opera, qualcuno pronuncia la fatidica: la vendetta è un piatto che va consumato freddo. Eureka! Folgore! Illuminazione!
      Il finale c'è, ora manca tutto il resto, bottiglia di scotch e via andare.

    9. pippo123 22 agosto 2024

      suvvia ti facevo più sportivo...ma ignoravo tu parteggiassi per la nota lobby che ne ha combinate più di Bertoldo...
      una vendetta di tipo iraniano? :-))

    10. pippo123 22 agosto 2024

      io dopo il Contadino credo solo a mieli..che ha pause verbali superiori a quelle di Craxi..il che crea la lussuria tv della gruber

    11. IlContadino 22 agosto 2024

      Qualcosa di inaspettato, stanne certo.
      Sto vagliando le varie possibilità: una bomba sporca, una tattica, oppure la classica termonucleare (10 kt o giù di lì cit. Macfarlane), o magari dell'ipersonico, mah, non so, ora vedo che hanno da suggerire gli analisti nei prossimi giorni.
      Trema!

    12. pippo123 22 agosto 2024

      bomba sporca? credo non ci sia niente di più letale di un forzato abbonamento a repubblica :-))

    13. ric 22 agosto 2024

      Oh la madonna !!!

    14. ws 22 agosto 2024

      comincio a sentirmi un po’ ridicolo a farvi notare le evidenti fallacie delle vostre previsioni ogni giorno.

      E il tuo indubbio vantaggio che ( alla fine e speriamo fra taaanto tempo) avrai torto tu nessuno potrà fare altrettanto 😎

      Il problema è che LORO non possono continuare a" stampare" a l' infinito , quindi O entro pochi anni LORO avranno completamente imposto al mondo il LORO "reich millenario" O ci sarà la LORO guerra.

    15. ric 22 agosto 2024

      Mieli? ah si .. quel marziano che fa dire ai giovani ventenni se-dicenti storici spatentati tutto quello che fa comodo a lui ...

    16. danone 22 agosto 2024

      Vedo bene un attentato stile Trump.
      Il contadino che si apposta su di un tetto e prende di mira il pippo.
      Spara un bel proiettile che sfiora il lobo dell'orecchio di pippo, mentre lui si gira in quello stesso istante attratto da qualcosa di imprevedibile.
      Lo sghetto sull'orecchio di pippo permette al contandino di non avere pesi karmici eccessivi, pur ottenendo la sua vendetta, epperò il pippo si è cagato sotto in quel momento, pagando lo scotto che doveva al contadino per un commento indisponente.
      Si potrebbe anche organizzare fra persone civili.

    1. Eugiorso 21 agosto 2024

      Bei discorsi, ma se l'Iran,magari dopo una lunga attesa che costerà molto agli ebrei (i costi per il mantenimento in funzione 24X7 dei sistemi di difesa antiaerea e antimissilistica e dei caccia, le conseguenze psicologiche negative dell'attesa), non attaccherà la sua sembrerà una resa a ebrei e usa e perderà prestigio e influenza sui gruppi di resistenza araba contro l'impero, denunciando debolezza, ne consegue che l'attacco all'entità sionista illegale, terrorista e genocida in Palestina ci dovrà essere, magari dopo l'ufficializzazione del fallimento delle trattative a Doha, e dovrà essere questa volta un attacco poderoso (con l'aiuto dei russi che forniscono ipersonici e sistemi elettronici per il disturbo delle comunicazioni nemiche), l'attacco dovrà durare alcuni giorni e dovrà seminare il panico fra gli ebrei, inducendo un certo numero a scappare dall'entità sionista e quindi "togliendo l'acqua al pesce".

    2. Bertozzi 21 agosto 2024

      E le marmotte dovranno incartare gli ak47.

    3. sbregaverse 22 agosto 2024

      In piedi !
      Camperisti, campeggiatori, campanari , mettetevi gli anfibi.
      Fa caldo!
      Fa sempre più caldo!

    4. ws 22 agosto 2024

      la sua sembrerà una resa

      Certo ai "fruitori" della "narrazione" U$raeliana " sembrerà" così , ma nei FATTI non mi sembra che l' Iran abbia mai concesso nulla a U$rael salvo renderlo sempre più disperato.

      Certo essendo la disperazione sempre cattiva consigliera le provocazioni aumenteranno sempre di più finché alla fine U$rael avrà la tanto sospirata "guerra totale" , ma solo quando come e dove l' avrà deciso l' iran.

    5. Eugiorso 22 agosto 2024

      Gli ebrei continueranno comunque le provocazioni, fino ad attaccare direttamente il territorio iraniano nel solito modo piratesco, perché cercano lo scontro diretto usa-Iran, quindi ritengo che ci sia qualche temporanea differenza di vedute fra i nazi-adunchi dell'entità sionista in Palestina e gli elitisti (sempre) ebrei, sionisti e filo-sionisti che governano gli usa ...

    6. ws 22 agosto 2024

      Ci sono sempre "sfumature" tra i "nazionalisti" ( i "coloni") e i "globalisti" (i " bankesters" ) ma rispondo tutti allo stesso kahal.
      Ma nel caso della "guerra a l' iran" sono completamente daccordo ( fa comodo ad entrambi ) , una ragione di più per l ' iran per essere "prudentissimo".

    1. carla 21 agosto 2024

      La strategia della minaccia funziona più della vendetta, dicono.
      L'attesa è già una punizione e potrebbe far danni anche da sola.
      Cittadini che scappano
      Sospesi voli e limitazioni nei voli e negli scali
      Riservisti sottratti al lavoro, quindi non più produttivi.
      Non so se sia vero, ma potrebbe anche essere

    2. sbregaverse 22 agosto 2024

      I 250 mila militari USA estero su estero consumeranno finalmente un po' di vibram !

    3. Cleon XIII 22 agosto 2024

      "L'attesa è parte della punizione"
      Hassan Nasrallah

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