Perché è fondamentale insegnare il Latino ai nostri bambini

Perché è fondamentale insegnare il Latino ai nostri bambini

Di Katia Migliore per ComeDonChisciotte.org

Il titolo è apparso sul Times UK qualche giorno fa: il Latino è ora la quarta lingua più insegnata nelle scuole primarie[1] statali del Regno Unito. La notizia è stata riportata in seguito anche da Repubblica, che ne ha sottolineato giustamente la portata[2]: il Latino ha superato il cinese mandarino e, vista l’ascesa inarrestabile nelle preferenze dei giovanissimi studenti, potrebbe superare anche il tedesco, la terza lingua più studiata dopo francese e spagnolo.

L’incremento degli studenti che si appassionano alla lingua classica è del 2,3% rispetto all’anno scorso. L’operazione è partita da circa un paio d’anni grazie soprattutto all’iniziativa del Governo e delle organizzazioni quali “Classics For All”

che stanno promuovendo con forza il Latino nelle scuole primarie, come bene dimostra il video qui riportato. Per questa finalità, strumento di grande successo tra i bambini si è rivelato il libro “Minimus il topo”, che sta conquistando i più piccoli e rende lo studio più facile e divertente.

L’iniziativa era partita sotto il governo di Boris Johnson, appassionato classicista, con la finalità di rendere meno elitario lo studio delle lingue classiche; quindi, non più riservato solo a “pochi privilegiati” nelle scuole private. Finalità culturale e ideologica allo stesso tempo: Johnson ha sempre sostenuto la forza dell’idea di Roma:

«Roma è come uno specchio lontano in cui cerchiamo di rifletterci, confermando così il nostro status di successori.» E aggiunge: «l’idea di Roma è ancora lì̀, nell’inconscio della nostra civiltà̀ occidentale. […] Si tratta, credo, di ciò̀ che Jung definirebbe archetipo, una memoria collettiva sepolta di ciò̀ che il nostro continente fu un tempo, e dei risultati eccezionali che i romani raggiunsero nella costruzione dell’unità, della prosperità̀ e della pace per quasi 400 anni.»[3]

L’iniziativa, denominata “Latin Excellence Programme”[4], ha ricevuto uno stanziamento dal ministero di quattro milioni di sterline, circa quattro milioni e seicentomila euro. Il primo programma pilota, che è stato stabilito di una durata di 4 anni, è stato lanciato nel 2022 in 40 scuole inglesi, dove gli insegnanti inseriti nel programma hanno ricevuto il necessario training per l’insegnamento del Latino ai bambini. Il risultato, a dir poco entusiasmante, ve lo abbiamo riportato all’inizio di questo articolo.

In Italia, il Latino è sparito dai programmi di insegnamento delle scuole medie nel 1978, in compenso l’inglese è obbligatorio fin dalle elementari. Trovate le differenze, verrebbe da dire. Soprattutto perché la polemica del “Latino si, Latino no” si ripropone con ciclicità disarmante nel nostro Paese. Sembra che le lingue classiche diano fastidio a parecchia gente, che eliminerebbe il Latino anche dai licei, e che evidentemente non le conoscono, mi verrebbe da dire, altrimenti non si spiegherebbe tanta crassa ignoranza e pochezza di visione.

Eppure, l’esperimento inglese dovrebbe suggerirci qualcosa di fondamentale. La conoscenza di una lingua così antica, che spiega molto di come siamo, se insegnata con metodo vincente appassiona i giovanissimi che la studiano. E non preclude, anzi prepara, allo studio di materie più complesse. Per non parlare, riferendoci ai bambini italiani in particolare, della possibilità di comprendere maggiormente la grammatica italiana che sembra essere scomparsa dalle nostre scuole (gli errori anche marchiani si trovano fino alle tesi di laurea ormai).

Il Latino deve tornare nelle nostre scuole, possibilmente dalle elementari. Il suo studio aiuta a sviluppare le abilità necessarie all’apprendimento, sostiene la formazione di un pensiero basato sui meccanismi di costruzione di una frase, favorisce la logica, poiché è attraverso questa che si ricostruisce la relazione tra le parole. La sua conoscenza aiuta nello studio della storia, nonché nelle materie scientifiche e nella matematica. Il suo studio stimola l’apprendimento di altre lingue straniere.

In una fase storica nella quale sembra tornata di moda l’infame pratica di bruciare libri e biblioteche nel nome delle più svariate follie ideologiche e di rivendicazioni di vario genere, il ritorno a qualcosa che ridia alla conoscenza il senso del suo valore e della sua nobiltà sarebbe auspicabile.

In un momento in cui si vuol tornare a fare dello studio qualcosa di legato allo status sociale dello studente, impartire a tutti i bambini, indipendentemente dalla condizione delle famiglie, le lezioni di una lingua tutt’altro che morta non possono che essere di supporto alla vera inclusività: quella della conoscenza comune, della memoria condivisa, delle pari opportunità per tutti gli studenti, anche quelli più piccoli.

Di Katia Migliore per ComeDonChisciotte.org

NOTE

[1] https://www.thetimes.co.uk/article/latin-language-lessons-uk-primary-schools-2023-wrqrtfj0

[2] https://www.repubblica.it/esteri/2023/06/30/news/regno_unito_scuole_lingua_Latino-406189241/

[3] https://www.letture.org/il-sogno-di-roma-boris-johnson

[4] https://www.gov.uk/guidance/join-the-latin-excellence-programme

Commenti (71)

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Mostra commenti 63 caricati
    1. Primadellesabbie 7 luglio 2023

      Pasolini, febbraio '68, sulla lingua italiana (4'):

    1. tortnoize 4 luglio 2023

      Mah, io mi accontentassi che i bambini imparerebbero a scrivere un po' più meglio in italiano.
      Poi certo quando tiri fuori la citazione in latino azzeccando pure le declinazioni,ci fai sempre la tua porca figura.

    1. Ricciardo 3 luglio 2023

      Questa frase citata:
      «Roma è come uno specchio lontano in cui cerchiamo di rifletterci, confermando così il nostro status di successori.»
      (ammesso che l'abbia interpretata bene) mi ha fatto sorridere un bel po'.

    1. SupernovaX 3 luglio 2023

      Approvo la proposta ma quando il latino era utilizzato come lingua franca, nelle scuole si insegnavano le arti del trivio e del quadrivio ossia grammatica, retorica e dialettica, musica, astronomia, aritmetica e geometria.
      Nell'epoca in cui la formazione era impartita in questa forma vennero erette splendide cattedrali di pietra, di parole, di suoni e di pensiero.
      Oggi che la scuola si basa sulle I di Internet, Inglese, Impresa ed Idiozia Imperante i migliori architetti realizzano comode cucce per cani bipedi, si comunica via chat con espressivi emoticon ed esaustivi monosillabi, abbiamo rap e trap come punto di arrivo dell'arte musicale e, quanto al pensiero, non se ne trova più traccia.
      Non penso che basti studiare questa o quella lingua per ricreare una cultura, occorrerebbe ristrutturare tutto il sistema di formazione e, soprattutto, avere chiaro cosa realizzare attraverso il percorso formativo.

    1. lurker 3 luglio 2023

      Va benissimo insegnare il latino, ma come si insegna una qualsiasi altra lingua, cioe' per essere in grado di usarla, non come e' stata insegnata a me. Il padre di un mio compagno del liceo, magistrato, era in grado di parlare latino. Io a stento riuscivo a capire qualche parola di quello che diceva, figuriamoci parlarlo. Non dico di arrivare a tanto, ma almeno a poter leggere gli autori latini, questo si' che sarebbe utile. E lo stesso discorso varrebbe per il greco.

    1. Gino 3 luglio 2023

      E perché non il Turco, invece del Latino?
      Almeno il Turco è ancora vivo, il Latino è morto!
      Latino e Turco (e Urdu e Ungherese e Finlandese) sono lingue che molto si assomigliano. Al livello sintattico, poi, son pressoché identiche.

    1. natascia 2 luglio 2023

      Da anni ne colgo la profondità e la simbiosi con l’italiano. Ma al liceo e alle medie ero altrove. Grande rammarico.

    2. 7samurai 2 luglio 2023

      la questione non è nelle ragioni dell'articolo, che è giusto nel merito ma sbaglia tutto il resto. il fatto è che il latino è una lingua magica, "sancisce". bene lo sanno i veri sacerdoti, e i maghi. il suo potere è grande per chi sa le cose come stanno

    1. Martin 2 luglio 2023

      Ma intanto il 90% degli Anglo Sassoni tuttora ignorano che il 65% del vocabolario inglese deriva dal Latino, ed in piu' si ostinano anche a negare che cio' e' stato causato da 400 anni di dominazione romana della Gran Bretagna. In tutte le altre lingue nordiche, tedesco incluso, tale percentuale non va infatti oltre il 5-10%.

    1. Arian Van Heisen 2 luglio 2023

      tra le maggiori Aziende Mondiali le figure apicali piu ricercate sono i Laureati in Lettere provenienti dai Licei Classici e i Laureati in Matematica ambedue fondamenti dal Latino e greco antico

    2. Fedeledellacroce 2 luglio 2023

      Aridaje a sparare castronerie da puro ariano.
      L'algebra, nata in India e trasmessa attraverso gli arabi........

    3. Arian Van Heisen 2 luglio 2023

      Certo ora vediamo come stanno messi e chi le ha applicate e sviluppate meglio ma che centra con il mio commento..!?
      solo per il gusto del bastian contrario da perfetto razzista al contrario ehehehh..!
      povero millantatore da strapazzo..!

    4. Den 2 luglio 2023

      bisogna avere compassione di uno che pensa di essere ariano e parla di se stesso in terza persona.

    1. Arian Van Heisen 2 luglio 2023

      Chi studia gli Antichi e i classici comprende il Futuro, il Liceo Classico Italiano è la miglior scuola di Alto livello nel Mondo peccato che lle sinistre a partire dagli anni 80 i sinistri la abbiano abbandonata cosi mi dicono in famiglia.
      Arian

    2. Den 2 luglio 2023

      Van der Frocen, pensa a imparare l'italiano e smettila di farti le seghe sui manga giapponesi

    1. 3CENT0 2 luglio 2023

      Ad Katiam respondebo: libri bilingui, con originale a fronte solutio est. Il primo fu Satyricon di Petronio (divertente leggere dell'Italia crapulona sessuomane e dissipatrice di diciannove secoli fa). Poi le Odi di Orazio, malinconico e armonioso (che mi ha insegnato scire nefas). Poi le Georgiche di Virgilio (Pater ipse non vole l'agricoltura facile). IL Chesar gallico con i suoi dispacci militari in stile atticisti, brevi ed efficaci. E il latino di Pascoli "Storie di Roma" di un solo secolo fa. Tutti trovati al mercato dell'usato e comprati per due lire. Le frasi brevi di Cesar ("ci" dura, mi raccomando... Chesar... pronuncia classica) riesco a leggere e capirle, non è difficile, il resto, ogni tanto ci provo, col vocabolario e la grammatica (anche con loro due denari al foro dell'usato). PS: cercate una radio finlandese in latino... si... finlandese. PSS: avevo quattro in latino, maaa.. dum vita est, spes est, finchè c'e' vita...

    1. Arthur 2 luglio 2023

      Da quando è stato eliminato il Latino alle scuole medie (anni '70), il livello della scuola italiana ha iniziato a scendere paurosamente.

      Il Latino andrebbe reintrodotto nei programmi di scuola media.
      Alle elementari, soprattutto, tra terza e quinta, andrebbe insegnata e studiata bene l' analisi logica, utile sia per l'apprendimento dell'Italiano che per il Latino poi, alle medie.

    1. Dante Bertello 2 luglio 2023

      Non sono d’ accordo con l’idea di implementare l’ insegnamento delle lingue morte.

      Altrimenti, a questo punto bisognerebbe mettere anche il greco o i geroglifici egiziani tra le materie di studio.

      A me il latino l’hanno insegnato alle medie e devo dire che non mi è servito a nulla nella vita, se avessero invece aumentato le ore di inglese, mi sarebbe stato maggiormente utile.

      Boris Johnson non è il mio politico di riferimento, quindi non è che questa sua idea la accolga positivamente, a prescindere.

    2. Pfefferminz 2 luglio 2023

      "A me il latino l’hanno insegnato alle medie e devo dire che non mi è servito a nulla nella vita,..."

      Forse il latino è servito a forgiare una certa forma mentis, come sostengono alcuni commentatori. Io non lo escluderei a priori, anzi...

    3. Dante Bertello 2 luglio 2023

      La penso diversamente da te, ma rispetto il tuo pensiero, anche se non lo condivido.

      Ritengo una perdita di tempo studiare il latino o il greco, con questo non dico che non debbano esserci studiosi di queste due lingue morte, ma deve essere una scelta e non un imposizione.

    4. Pfefferminz 2 luglio 2023

      Anch'io rispetto il tuo pensiero, questa è la base dello scambio di opinioni.
      Heidegger disse che quando i francesi cominciano a pensare, parlano tedesco. Questo non deve essere necessariamente vero, ma fa riflettere sul fatto che probabilmente certi concetti non sono esprimibili in altre lingue. C'è, ad esempio, chi nega che certi concetti di Heidegger siano traducibili in francese.
      Questo porta a porsi delle domande sulle relazioni fra lingua e pensiero. È su questo che volevo richiamare l'attenzione. La tesi che studiare il latino è stato "tempo perso" non può essere provata. E anche sull'imposizione ci sarebbe da discutere, ad esempio sul fare imparare ai bambini le poesie a memoria. Oggi sappiamo che la memoria può essere migliorata con apposito training.
      Forse, quando eravamo bambini, percepivamo certe cose come "imposte" perché non sono stati capaci di farcele amare, di farci scoprire la loro bellezza in modo che fossimo noi a cercarle.
      Un esempio? Le lezioni di storia di Alessandro Barbero e lo studio scolastico fatto solo di eventi e date.

    5. Arian Van Heisen 2 luglio 2023

      il Latino serve quando sali di livello e di maturità per scoprire
      il pensiero antico e la sua profondità non certo alle medie

    6. Arian Van Heisen 2 luglio 2023

      Alle medie era prepedeutico al proseguimento verso l' indirizzo Classico letterario ricordaiamoci sempre che Enstein scrisse nelle sue memori....riconosco la superiorità del pensiero classico filosofico verso quello tecnico scientifico...

    7. Arian Van Heisen 2 luglio 2023

      veramente lei è messo male.....!

      le medie hanno un indirizzo di formazione generale le scelte si fanno alle superiori

    8. Pfefferminz 2 luglio 2023

      Se si parte dalla premessa che lo studio del latino serve a forgiare una certa forma mentis, allora non è sbagliato iniziare a studiarlo verso gli undici anni circa, periodo in cui si passa allo stadio evolutivo del pensiero astratto ipotetico-deduttivo.

    9. Dante Bertello 3 luglio 2023

      Io sarò messo male, ma lei è messo peggio.

    10. Arian Van Heisen 6 luglio 2023

      è un sinistrato--! eheheh..!

    1. Fantine 2 luglio 2023

      I commenti all'articolo li ho salvati non solo a futura memoria.
      Non entro in una polemica sterile.
      E tuttavia mi colpisce sempre l'arroganza.
      E anche qualcosa con cui fa rima.
      Molti non avranno mai letto Seneca, neppure tradotto.
      Non sanno neppure quanto sia vivo il latino nella lingua che parlano e nella cultura in cui sono nati.
      Bruno (@BrunoWald), tu sei ancora ottimista?
      Io sì, perché c'è davvero un'altra umanità.
      E non è questione di latino.
      La questione del latino è solo una cartina al tornasole.
      Mi riprometto di non scrivere con l'embolo, ma sto derogando. Sebbene mi stia trattenendo per indole e scelta.
      Il sapere non è fatto in compartimenti stagni.
      Però evidentemente non è per tutti.
      E alla base vi è la volontà. Null'altro.
      A tal punto è stata distolta.
      Il lavoro è partito da lontano e sta raccogliendo i suoi frutti.
      E tuttavia non praevalebunt.
      Con buona pace di tutti.
      Buona domenica a te, Bruno e a tutti i compagni di CdC.

    2. Fedeledellacroce 2 luglio 2023

      A ognuno il suo stile, chi dolce e comprensiva come te, e chi invece va piú di pancia.....
      Il latino lo ho studiato al liceo e, come tutte le lingue, avevo facilitá di apprendimento.
      Ma avevo altri interessi, la scuola non era tra questi.
      E proprio perché il sapere non é fatto a compartimenti stagni, ciascuno di noi sceglie il suo cammino.
      Chi sui libri, chi per mare, chi per strada....
      E scopri che la consapevolezza non si insegna e non si impara. Si conquista, nutrendola di intenzioni ed azioni.
      Preferirei che a scuola sia materia di studio la consapevolezza, e anche la logica.
      Vorrei che ogni alunno, sin dall'inizio, avesse la possibilitá di scegliere le materie da studiare, oppure scegliere di giocare tutto il giorno, tutti i giorni....
      Non credo la questione del latino sia una cartina al tornasole.
      La potrei prendere come una velata offesa.... :-D

    3. Fantine 2 luglio 2023

      Caro Fedele, che riesci sempre a farmi sorridere, la cartina al tornasole a cui mi riferivo allude ad un determinato modo di vedere che accomuna taluni.
      Come sicuramente ci sono argomenti che messi davanti a me ottengono un determinato colore, per restare in tema.
      E potrei dire che non sono sempre basica.
      Nessuna velata offesa e chiedo venia, se davvero lo hai preso per tale il mio commento.
      Condivido molto di ciò che hai scritto nel commento a cui rispondo.
      Potremmo parlarne per ore e ci sarebbe tanto da dire.
      Il fatto è che un certo modo di vedere la nostra cultura, per come la intendo io (e lo scorso anno credo di aver scritto qualcosa su CdC in proposito in alcuni commenti), passa anche per la considerazione del latino (e dei classici) e dintorni.
      Il fatto è che l'apprendimento non dovrebbe passare nè per il censo, né per la provenienza in senso lato.
      E di certo non dovrebbe esaurirsi nell'insegnamento scolastico avulso dal contesto "culturale" in senso ampio.
      Ne abbiamo parlato tempo addietro anche con Egitto (@Primadellesabbie) e @Hospiton, a proposito di un libro di Illich (Descolarizzare la società).
      Il fatto è che io sono nata fortunata per una serie di ragioni e soprattutto amata, con due genitori meravigliosi.
      La geometria euclidea nostro padre ce l'ha insegnata sulla sabbia e io che ero la terza ('74, dopo i miei fratelli '72 e '73), da buon cacasenno ho imparato a scrivere prima di andare a scuola, perché anche io volevo sedermi con loro a fare i compiti ed ero una spugna, come loro.
      E i libri mi affascinavano, come il latino di mio padre e mia madre.
      Poi i libri ce li hanno fatti amare da sempre (e non solo) e hanno assecondato sempre le nostre passioni.
      Ci hanno insegnato la generosità e la bontà del cuore con la loro vita per l'amore tra loro e verso di noi e verso gli altri.
      E se io ho un'unghia del loro Essere, non per il sangue e la carne, ma per ciò che mi hanno dato e mi danno (anche se mio padre è morto), per ciò che mi hanno insegnato ad essere (leggi anche sentire), pochi possono dirsi fortunati come me.
      Forse ho divagato e indugiato troppo sul personale. Se lo leggerai, vorrà dire che non ho depennato questa parte.
      Il fatto è che si è fatto tanto per non lasciare il "sapere" accessibile a pochi, per giunta appartenenti a certe classi.
      E vedere abbassare il livello, trattando i bambini e i ragazzi da amebe, quando invece sono aperti e immensi, mi rammarica e mi fa "arrabbiare" non poco.
      Amo la nostra cultura, Fedele.
      Ne ho davvero un senso di appartenenza e non perché sono bianca (di razza e di incarnato), ma perché sono io, sono questa.
      E come ho detto altrove, le altre culture, quando non vi è sopraffazione del singolo, sono ricchezza. Ma anche la nostra lo è.
      E noi ne siamo parte.
      Non dobbiamo essere omologati, dobbiamo riconoscerci fratelli, come uomini, il resto vien da sé.
      E non sto parlando da cristiana, quale sono, ma da europea, con le parole di Victor Hugo all'Assemblea Nazionale di Francia (che ho riportato per intero anche qui su CdC). Perché al di là del privato, lo Stato, che siamo noi, deve garantire uguaglianza e dignità.
      Fantine non l'ho scelto a caso, anche se la mia prima scelta fu Cosetta, Fedele.
      Ne riparleremo di strumenti e consapevolezza, caro Fedele.
      Ti rinnovo gli auguri di una buona domenica!!
      E a presto.

    4. maghi 2 luglio 2023

      infatti ora gli scolari giocano e non imparano bene nulla. E' tutto studiato per avere una massa di scimuniti da poter controllare con facilità. Il nulla avanza.

    5. Fedeledellacroce 2 luglio 2023

      Imparare bene cosa? Il latino? Il greco? La storia fasulla che gli propinano?
      Penso che sia proprio il gioco l'antidoto alla scemenza.
      Punti di vista.

    6. maghi 2 luglio 2023

      non imparano a ragionare, non imparano i sillogismi, le concatenazioni di eventi, non imparano a riassumere, a far funzionare il cervello, le sinapsi dei loro neuroni praticamente morte. Insomma dei cretini. Questo volevo dire. Praticamente diventano come quell'alunno che diede di buono a nulla al professore, perchè il padre, titolare di officina meccanica, gli aveva detto che guadagnava 5 volte lo stipendio di quel fallito di professore. Ecco come si fanno dei cretini. Basta dare a uno con la licenza media la possibilità di guadagnare bene e poi a queste persone si infila nella spalla con un'iniezione quello che si vuole. Come è successo al mio pizzaiolo, cui implorai di non farsi i vaccini covid e ora una malattia autoimmune gli ha fatto cadere tutti i denti e gli è pure venuta la glicemia alta, così che l'hanno messo a dieta ferrea ed è pelle e ossa. E tutto per andare a cena fuori e a vedere la partita, perchè come imprenditore non aveva nessuno che lo costringesse a bucarsi. Come vedi il gioco ed il divertimento portano proprio la scemenza.
      Punti di vista?

    7. Arian Van Heisen 2 luglio 2023

      lei non è certo un elemento da Latino forse da professionale ..!
      il Liceo lo ha visto fare agli altri..!

    8. Arian Van Heisen 2 luglio 2023

      a me fa piangere vedere e leggere tanta saccenza..!

    9. Arian Van Heisen 2 luglio 2023

      ma che dai retta a quello un povero millantatore senza arte ne parte

    10. BrunoWald 2 luglio 2023

      L'arroganza, mia cara, è la principale caratteristica del nichilista. Seguita dalla scortesia.
      No, purtroppo non sono affatto ottimista.
      Se ti dicessi quello in cui spero, comunque, risulterei piuttosto truce, per cui mi astengo e ricambio invece di cuore gli auguri di buona domenica.

    11. sbregaverse 10 luglio 2023

      Sed hoc est quia nascitur.
      Seneca come sbrega.

    12. Fantine 11 luglio 2023

      E Fantine come Lucilia.

    1. Primadellesabbie 2 luglio 2023

      Introdotto in 40 scuole inglesi (su 32.163) e quest'anno ha avuto un incremento del 2,3%.

      Ma chi se lo fila il latino in UK, per non entrare nel merito della mitizzazione dei rozzi romani (il latino mi sembra si avvalga di 4.000 vocaboli, il greco di 80.000, e dato che il pensiero, dopo l'alfabetizzazione, si fonda sui vocaboli... )?

      Chi si vuol prendere per i fondelli con questo articolo?

    2. absitiniuriaverbis 2 luglio 2023

      Curiosando:

      Per 'cavarsela' in latino servono circa 4000 vocaboli. 3 volte tanto per il greco.

      Tuttavia " L' Oxford Latin Dictionary ha circa 40.000 voci, quindi è probabilmente una buona stima per il latino classico.

      Il Glossarium Mediae et Infimae Latinitatis di Du Cange contiene circa 90.000 voci. Ciò dovrebbe includere la maggior parte delle parole fino al XIX secolo, anche se certamente non tutte le parole."

    3. Primadellesabbie 2 luglio 2023

      Grazie per la ricerca (ho messo i dati a memoria...), ometto ulteriori commenti di carattere tecnico sulla composizione dei vocabolari, credo che tu conosca la problematica, e poi qui mi sono messo di traverso a sufficienza.

      Anche se sarebbe opportuno ricordare che la Chiesa Romana, emanazione ultima, catena di trasmissione, e erede di quel mondo è alla base della tragica deriva e degli sviluppi nefasti con cui ci stiamo confrontando.

      Gli estimatori dei romani, come gli appassionati di francobolli, hanno diritto al loro hobby e al loro spazio.

    4. absitiniuriaverbis 2 luglio 2023

      Mettersi di traverso, secondo me, quando reputato necessario è sempre valore aggiunto.

      Ogni tanto cito il nonno siciliano ed i sui suggerimenti che condividevo e condivido in gran parte.
      Tuttavia il 'attacca lu sceccu dunni voli u patruni' ci ha spesso diviso.
      Io ero giovane e non lo tolleravo affatto ma lui lo stemperava dicendo che c'era un momento per accettare ed uno per contrastare, non potendosi fare la guerra a tutto ed a tutti.

    1. Cangrande1965 2 luglio 2023

      Il Latino "loro" (si sa a chi mi riferisco) lo odiano non perché non lo conoscono.

      Ma proprio perché lo conoscono...

      Perché è uno dei grimaldelli per accedere allo spirito critico e alla capacità di analisi/sintesi.
      Per pensare con la propria testa, alla fine...

      Inoltre, "loro" lo odiano ANCHE per motivi teologici/demonologici.

    2. Fedeledellacroce 2 luglio 2023

      Lo odiano perché sono stati sottomessi e obbligati ad usare il latino.
      Oggi sono loro che ci sottomettono e impongono la loro lingua......
      A noi rifiutarla.
      Ma il latino.....Per piacere!!!!!
      Risparmiate sta' tortura ai ragazzi.

    3. Arthur 2 luglio 2023

      “loro” lo odiano ANCHE per motivi teologici/demonologici.

      SOPRATTUTTO per motivi teologici-demonologici.

      E naturalmente anche perché il Latino costituisce il legame più forte con le fondamenta culturali e spirituali, romane e cristiane, della civiltà occidentale.
      I liberali ed i marxisti, servi della Massoneria, odiano l'Occidente ed il suo patrimonio culturale e spirituale.
      Sono cose note.

      Ad ogni modo saranno i vaccini (passati e futuri), insieme alle "mode" alimentari e ai nuovi stili di vita che verranno, a risolvere tutto.

    4. Arian Van Heisen 2 luglio 2023

      Il Latino ed il Greco antico solo gli eletti lo possono studiare e capire, non tutti possono accedere allo studio delle lingue elette dell' occidente infatti la selezione per accedervi al ginasio era altissima solo chi meritava poteva accedere al suo studio

    5. Fedeledellacroce 2 luglio 2023

      Ariano l'eletto, puoi mangiarti tutti i libri che vuoi. Mettere tutti i dislaic che vuoi.
      Ma ció non ti renderá mai intelligente.
      Basta dare un'occhiata alle castronerie che vai blaterando da tempo.
      E capirai perché
      PS Il ginasio che é? La palestra?

    6. Den 2 luglio 2023

      a van der frocen t ho beccato finalmente. Che fai finta di essere esperto in lingue antiche ora? Ma se non sai nemmeno parlare in Italiano!!

    1. LuxIgnis 2 luglio 2023

      E perché non insegnare il sanscrito? Lingua molto più interessante del latino e da cui questo in buona parte deriva.

    2. sbregaverse 2 luglio 2023

      D' ACCORDISSIMISSIMO.
      (In ogni caso PRIMA va imparato lo
      SBREGAVERSIANO)

    1. gnorans 2 luglio 2023

      In ogni discussione sul latino o sul greco, a un certo punto si afferma che le lingue morte sviluppano il senso logico.
      Non so bene quanto siano più "logiche" delle lingue attuali, ma se si vogliono sviluppare le capacità critiche più elementari, oggi seriamente carenti, esiste una materia chiamata Logica, da sempre ignorata nei programmi scolastici.

    1. camola 2 luglio 2023

      Non sono d'accordo con l'articolo. A quanto pare non basta posteggiare i ragazzi nelle scuole fino al pomeriggio, lasciamoli lì fino a cena, tanto sono contenitori. Tante nozioni e nessun perché. Inoltre tutto viene posto come assolutistico e non come ipotesi di studio e se poi pensiamo ai programmi, ad esempio storia, si insegna ancora che l'America é stata scoperta da Colombo.

    2. Tipheus 2 luglio 2023

      L'America È stata scoperta (dagli abitanti del Continente Antico) da Colombo. Su questo non c'è dubbio.
      Perché i Vichinghi, o – perché no – i Romani non hanno aperto nuove e stabili rotte, né nuove concezioni della geografia.
      Il mondo cambia nel 1492, perché il Mediterraneo non ne è più il centro. E questo, soprattutto per l'Italia, fa cambiare tutto. Il capitalismo mercantile trasloca nei paesi oceanici, etc. Non è che revisionando tutto si ottengono sempre verità.
      E' un po' come la partita doppia. Universalmente riconosciuta al Pacioli (1494, siamo là), poi si scopre che un mercante dalmata a Napoli ne aveva scritto in un manoscritto del 1458. Sì, va benissimo. Ma quel manoscritto non se l'è filato nessuno, mentre il Tractatus del Pacioli è stato il carburante del capitalismo (Sombart). Insomma, quello che conte è sempre l'impatto di ciò che accade, mai ciò che accade.
      Comunque i nostri ragazzi oggi avrebbero difficoltà ad individuare persino il secolo della scoperta dell'America. Quindi di che parliamo?

    3. Tipheus 2 luglio 2023

      Ricordo uno storico inglese (Wells se non ricordo male) che si chiedeva perché i Cinesi, con tutta la loro civiltà, non sono mai stati in grado neanche di scoprire l'Australia.

    4. Fedeledellacroce 2 luglio 2023

      La Cina é ancora la Cina.
      L'impero romano con le sue conquiste e il suo latino (sic), non esiste piú.
      Se pensate che basti rispolverare il latino per tornare agli splendori, beh, svegliatevi e andate a lavurá!
      Ce mancava pure er latino,
      A Katia, ma che te sei magnata per colazione oggi? Pane e castigo?

    5. danone 2 luglio 2023

      L'america la conoscevano perfino fenici ed egiziani oltre che romani e cinesi.
      I vichinghi sono stati fra gli ultimi a scoprirla, e due secoli prima di colombo c'erano già comunità di monaci nel nuovo mondo, molto a nord.

    6. buddyboy 2 luglio 2023

      Non so dei monaci, ma i Portoghesi ci andavano e tornavano da parecchi anni prima di Colombo, piccola chicca, Cuba è il nome di un distretto che ai tempi era un contado del Portogallo, strano che anche gli amerindi chiamassero così la loro isola...Cabral scopre ufficialmente il Brasile pochi anni dopo il 1492, sebbene un anno prima avesse esplorato le sue coste Vespucci. Ma il Portogallo si intesta la scoperta e rivendica il suo territorio, tra l'altro Cabral lo fa aprendo la rotta India- capo di buona speranza - Sud America ( era di ritorno dall'India ). La geopolitica era affare serio anche nel XV secolo..., il Portogallo era ai tempi la nazione tecnologicamente più evoluta, dove le maggiori invenzioni ed innovazioni tecnologiche erano proprio nell'ambito della navigazione, e già sapevano che dall' America non si arrivava in Catai o in India...

    7. danone 2 luglio 2023

      In Portogallo trovarono rifugio molti templari dopo il fattaccio di Jacques de Molay, per quello possedeva quel grado tecnologico ed anche i templari andarono nelle americhe secoli prima di colombo.
      Praticamente colombo fu l'ultimo ad andarci se mai è esistito.

    8. Martin 3 luglio 2023

      Il Portogallo ed i Portoghesi sono quelli che piu' rosicano ancora oggi perche' Colombo era italiano e non sono mai andati oltre Madeira.

      Hanno solo circumnavigato l'Africa per primi

    9. buddyboy 3 luglio 2023

      Piccolo esercizio di logica: chiunque può sostenere che qualcuno sia stato da qualche parte, mostrando le prove o vari indizi, ma nessuno potrà mai essere in grado di sostenere e provare che qualcun altro non vi sia mai stato..., tanto meno, caro il mio Martin, ripetendo "filastrocche" narrative che, ad nauseam, ci hanno inculcato fin dalle elementari... . I Portoghesi non solo hanno doppiato il capo di buona Speranza, ma sono arrivati in India, compiendo un percorso quattro volte più lungo di quello per i Caraibi, non dimenticare che ben oltre Madeira i Portoghesi erano stanziati nelle Azzorre sin dal 1430, quasi a metà strada tra Portogallo e nuovo mondo, e per capire di cosa stiamo realmente parlando, dalle Azzorre, con una barca a vela odierna in 5 GG. di navigazione sei a New York... Comunque se hai un minimo interesse per comprendere il tutto, approfondisci chi ha finanziato il viaggio di Colombo, Cristovao o Cristoforo che sia stato, i finanziatori, quelli si erano sicuramente italiani ed in ottimi rapporti coi Portoghesi...

    10. Martin 3 luglio 2023

      So benissimo cosa hanno fatto i Portoghesi, ma in America ci sono arrivati solo dopo Colombo. E' una cosa che ancora oggi gli crea un notevole disagio, anche perche' erano arrivati alle Azzorre e ce l'avevano "davanti"

    1. DrCaligari 2 luglio 2023

      In un contesto depopolatorio l'adozione di una lingua morta (ho letto la chiusa in cui si dice che morta non è ma intendo nell'uso) suona come l'ennesimo scherzo di pessimo gusto. Comunque per chi fosse interessato al testo in Italiano (o uno dei), eccolo qui: https://www.scuolabook.it/Uploaded/loescher_2964e_preview/loescher_2964e_preview.pdf

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